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RIASSUNTO
FILOSOFIA DELLA MENTE
Melania Anna Duca
CAPITOLO 1: Storia della Gnoseologia
Filosofia letteralmente amore per la conoscenza. È un concetto di difficile definizione poiché attraverso storia dell’umanità e
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di essa si fa erede. è un campo di studi che si pone domande e riflette sul mondo e sull'essere umano, indaga sul senso dell'essere
e dell'esistenza umana, tenta di definire la natura e analizza le possibilità e i limiti della conoscenza (123.)
Gnoseologia o teoria del conoscere, della conoscenza (gnosi). È l’indagine sui processi della conoscenza, sul loro fondamento
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e sul loro esito.
Epistemologia dal greco epistème, “conoscenza certa” ossia “scienza” e logos, “discorso”.
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L’uomo per i filosofi è sia oggetto della conoscenza sia soggetto che conosce, finito in un mondo infinito. Onnipresente è la
concezione di una contrapposizione tra mezzi e poteri, uomo e natura, uomo e Dio. (104.)
Esperienza forma di conoscenza diretta, personalmente acquisita con l’osservazione, l’uso e la pratica, di una determinata
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sfera della realtà. Il pensiero filosofico antico
Presocratici (600-400 a.c.) periodo cosmologico, ricerca ordine del mondo e possibilità della conoscenza umana. Si cerca di
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individuare la causa prima da cui ogni cosa deriva: il principio o arché di e secondo cui, tutte le cose sono fatte.
Con Eraclito e Parmenide inizia la gnoseologia. Nella loro filosofia per la prima volta appare chiara la connessione tra teoria
• della conoscenza e concezione della realtà, metafisica.
Empedocle, Anassagora e i Sofisti attribuiscono invece alla conoscenza un fondamento non più razionale, ma empirico.
• Democrito con la sua concezione atomista della realtà, spiega le percezioni sensibili come il prodotto dell’urto di atomi
• ‘‘leggeri’’, immagini (éidola) delle cose, sui nostri organi di senso. Egli opera una distinzione essenziale fra ciò che nella
conoscenza è soggettivo e ciò che è oggettivo. (91.)
L’atomisimo è una dottrina filosofica, il cui massimo esponente è Democrito, per cui particelle materiali assolutamente
indivisibili (atomi), qualitativamente uguali, aggregandosi e disgregandosi nel movimento universale, costituiscono la realtà e il
suo divenire. Democrito, grazie alla teoria atomistica, propone una chiara distinzione tra realtà soggettiva e realtà oggettiva:
· realtà soggettiva è il frutto dell’incontro tra gli aggregati atomici dei corpi (cose inanimate) e gli organi di senso del conoscente;
· realtà oggettiva consiste nella struttura atomica costitutiva delle cose, che può essere colta e “vista” solo dalla ragione. (102.)
Ateniesi (V e IV secolo a.c.) Nel V secolo a.c con Socrate e i sofisti la ricerca è orientata sull’uomo e la sua esistenza. Nel IV
à
secolo a.c. con Platone e Aristotele, allo studio dell’essere umano in generale e al rapporto dell’uomo con esso.
La maieutica significa l’arte della levatrice e designa il metodo socratico; l’arte della dialettica viene paragonata a quella della
levatrice inteso come tirar fuori ai suoi allievi i loro pensieri personali.
Secondo Platone l’iperuranio è quella zona aldilà del cielo dove risiedono le idee immutabili e perfette, raggiungibile solo
dall’intelletto, non tangibile dagli enti terreni e corruttibili. Se le idee dell’iperuranio sono i presupposti per l’esistenza delle cose,
ne deriva che l’iperuranio è superiore al mondo reale.
Scuola Peripatetica delle grandi scuole formate da Aristotele, i suoi membri erano i peripatetici. Dopo la morte di
àuna
Aristotele nacque la leggenda che egli fu un docente “peripatetico”; che camminasse intorno insegnando.
Età moderna (1600-1800)
L’inizio dell’età moderna si apre con quella fase della storia della civiltà che oggi stiamo ancora attraversando. Alla base di questa
nuova epoca è presente la fiducia dell’uomo nelle sue capacità creatrici. Diviene un momento storico per lo sviluppo futuro in
quanto prepara il mondo al cambiamento a livello generale come le innovazioni scientifiche e la nascita della stampa. Si assiste
ad una fiducia nel progresso e l’uomo diviene il centro dell’universo e delle sue innumerevoli manifestazioni: l’economia
progredisce, si arriva a scoperte geografiche che portano l’umanità a riscoprirsi anche attraverso esplorazioni. (90.)
L’immanentismo è un atteggiamento filosofico fondato sul concetto metafisico di immanenza. L’immanenza rappresenta
l’antitesi del concetto di trascendenza. Essa infatti si riferisce alle proprietà che risiedono nell’essere e che in esso hanno principio
e fine. Le caratteristiche immanenti dell’essere non sono in alcun modo scindibili da esso. Viene definita con immanentismo ogni
dottrina gnoseologica che rifiuta l’esistenza di una realtà trascendente. (92.) 2
La quantofrenia rappresenta la smania di quantificare tutta la realtà. I filosofi moderni hanno avuto diverse posizioni; a volte
pro e a volte contro l’idea della quantizzazione. tendenzialmente pro in età moderna e contro in fine età moderna e inizio età
contemporanea, per ragioni spesso imputabili al contesto socialpolitico. (111.)
All’inizio della gnoseologia moderna sta senza dubbio la concezione di Nicola Cusano (1401 – 1464).
Nel quadro di un Neoplatonismo cristiano si colloca la sua dottrina della Docta ignorantia, ignoranza, cioè impossibilità di
conoscere Dio; ma dotta, perché coscienza sia del limite che della potenza della mente umana, della sua capacità di approssimarsi
indefinitamente a Dio.
Concetto di "idea” per i filosofi di età moderna (110.)
La definizione di idea in Locke è perfettamente conforme a quella cartesiana per cui si intende per idea qualsiasi cosa che sia
oggetto dell’intelletto quando l’uomo pensa. A differenza di Locke che esclude qualsiasi innatismo: la mente è una tabula rasa,
Cartesio ammette a fianco delle idee ricavate dai sensi, dall’immaginazione o dalle operazioni spontanee della mente, le idee innate
quali quelle di Dio, dell’io e di certi assiomi matematici. Locke non si sofferma a chiarire quale sia la natura della cosa che pensa
ma a comprendere quale ne sia l’attività. Dall’analisi dei processi mentali, intesa come lo studio del modo di combinazione ed
aggregazione delle idee si apre la strada ad una scienza della mente che tenti di spiegare le funzioni implicate nell’attività psichica
umana, in termini altrettanto naturalistici di quelli impiegati in ogni settore dell’indagine scientifica.
Per “intelligenza della methodus” si intende l’andare oltre i singoli fenomeni al fine di cogliere i processi che sottendono ai
fenomeni stessi. Si tratta di un’attività che va a trattare la dimensione filosofica delle scienze, senza la quale (come dirà Einstein)
la scienza sarebbe “primitiva ed informe”. (77.)
Il procedimento sintetico opera per induzione: partendo dai casi singoli cerca di stabilire delle leggi generali ed universali (dal
• particolare al generale). Maia nella sua tesi di laurea associa il metodo sintetico al vitalismo baconiano, contrapponendolo
all’organicismo cartesiano, il quale opera per analisi. (06.) (118.)
Il procedimento analitico opera per deduzione: è un procedimento razionale che parte da premesse generali per giungere alla
• dimostrazione di casi specifici (dal generale al particolare). Maia nella sua tesi di laurea associa il metodo analitico
all’organicismo cartesiano, contrapponendolo al vitalismo baconiano, il quale opera per sintesi. (07.) (119.)
L’opera principale di Bacone è “il nuovo organo”, un’opera epistemologica, nel quale concepiva la scienza come tecnica capace di
dare all’uomo il dominio del mondo naturale.
Cartesio e Spinoza
Cartesio suddivide la realtà del mondo in res cogitans e res extensa. Con res cogitans si intende la realtà psichica a cui Cartesio
attribuisce le seguenti qualità: inestensione, libertà e consapevolezza. Con res extensa rappresenta la realtà fisica che è estesa
limitata e inconsapevole. La mente è pensante nell’uomo. L’io pensa nel mondo
In filosofia il termine sostanza (dal latino substantia) si traduce con ciò che sta sotto, ciò che è nascosto all’interno della cosa
sensibile come suo fondamento ontologico
Per Cartesio la ragione è l’unica fonte ed autorità certa del sapere: è una caratteristica specificamente umana ed è uguale in tutti
gli uomini, in quanto data da Dio. Si tratta di un punto di vista fortemente razionalista, che esclude totalmente l’esperienza quale
strumento di conoscenza. Intelletto e ragione coincidono in Cartesio, egli nega ogni possibilità di distinzione tra i due. (126.)
Cartesio scrisse “l’uomo macchina “
Nel “Discorso sul metodo” Cartesio enuncia le quattro regole del metodo, tutte riconducibili alla ragione: evidenza, analisi, sintesi,
enumerazione. (05.)
Le regole del metodo cartesiano:
Evidenza accettare come vero solo ciò che si presenta alla mente chiaro e distinto.
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• Analisi Ogni problema complesso deve essere suddiviso in sotto-problemi più semplici, da considerarsi separatamente, la
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• cui soluzione sia evidente in modo immediato.
Ordinare i propri pensieri dal più semplice al più complesso.
Sintesi à
• Enumerazione e Revisione è necessario controllare che l’analisi e la sintesi siano state condotte corrottamente.
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•
Il punto debole della metafisica cartesiana può essere individuato nel “circolo vizioso” in cui incorre la sua dimostrazione
dell’esitenza di Dio. “Noi siamo sicuri che le cose che concepiamo chiaramente e distintamente sono vere, se non perchè Dio è o
esiste. Tale replica non convinse del tutto i critici, risultando una sorta di escamotage di una dimostrazione che risulta aprioristica
nonostante il rifiuto Cartesiano dell’apriorismo dogmatico. (78.)
La gnoseologia con Cartesio diviene il “fine” stesso della filosofia, a cui l’essere risulta ora sottomesso. Ha valore solo ciò che è
oggettivabile e razionalizzabile in forma chiara ed evidente a partire dall’analisi introspet
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