ANTONIO DE SIMONE !
LA VIA DELL’ANIMA !
Simmel e la filosofia della cultura!
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Simmel è considerato uno dei crocevia obbligati e uno dei transiti fondamentali di riferimento per lo
studio del ruolo della cultura.!
La cultura trattiene un legame con la struttura sociale,con l’individuo.!
Simmel è anche considerato come il critico della cultura che ci è nel contempo vicino e distante.!
Nel pensiero e nell’opera di Simmel,non solo è presente una riflessione sul ruolo,la funzione e la
struttura sociale della cultura nella vita quotidiana della modernità ma ciò che lo rende un punto
filosofia della cultura che
indelebile per noi è che egli ha sviluppato un’originale e complessa
poggia su una signori del conflitto della cultura moderna ,nella matrice ontologia che
pervade l’inquieto vincolo dell’umano ,sulla tragica contraddizione che segna la vita nella
lotta contro le forme che la oggettivano.!
Simmel sostiene che quando l’intera cultura sprofonda in una crisi patologica allora in
ognuno di noi c’è consapevolmente o meno la crisi della propria anima.!
Simmel inoltre individua come classico la sua filosofia proprio perché è ancora oggi
contemporanea a noi per la capacità di descrivere le dinamiche della vita,della
cultura,della relazione,del conflitto,della socialità nella loro pluralità entro i limiti.!
Simmel sostiene che la società sia il prodotto di una tensione duale instabile tra 2 forze
opposte: una tendenza centrifuga impiega le sue energie per costruire ponti verso
l’esterno e una tendenza centripeta che produce cultura in termini di objektiver.!
Simmel è filosoficamente consapevole che quando gli elementi soggettivi si riversano
rapidamente in stampi oggettivi o quando quelli oggettivi orientano e sorreggono la
condotta dell’individuo succede che, ad ogni accrescimento di ruolo della soggettività si
produca come contraccolpo una dilatazione della sfera dell’oggettività o viceversa.!
Accertato però che i dispositivi di sincronizzazione tra soggettività e oggettività non
sempre funzionano,il metronomo della storia rallenta e gli individuo perdono la capacità di
cogliere in tempo utile il mutare delle forme e quindi di dare senso alla propria vita.!
L’esito Simmeliano di tutto ciò è appunto il conflitto e la tragedia della cultura dove la
separazione,la scissione e dissonanza tra soggettivo e oggettivo segnano la crisi,la
tragedia o la patologia della cultura nel conflitto della modernità.!
Così si dilaga un mondo nel quale l’uomo vivendo in una situazione frammentata di
quotidianità può arrivare ad uccidere se stesso in quanto “tutto è interessante ma nulla è
più significativo”.!
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Capitolo Primo !
Si parte dall’idea centrale del pensiero di Simmel: la tragicità della storia.!
Come è già noto nel primo capitolo - la trascendenza della vita - Simmel fornisce alcuni
fondamentali concetti che consentono di comprendere meglio gli aspetti che
caratterizzano la complessità di significato del concetto di vita.!
L’avvio della riflessione di traduce immediatamente nella constatazione che la posizione
dell’uomo nel mondo (ovvero la struttura formale dell’esserci) è definita dal suo trovarsi in
ogni istante tra 2 limiti.!
Simmel scrive:!
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“….noi ci orientiamo continuamente facendo riferimento ad un di sopra e ad un di
sotto di noi,ad una destra e ad una sinistra,ad un più e ad un meno e il confine al di
sopra e al di sotto di noi è lo strumento per orientarci nello spazio infinito dei nostri
mondi.!
Per il fatto di avere sempre e ovunque dei limiti noi stessi siamo limite.”! 1
!
La struttura formale della nostra esistenza è dunque racchiusa entro 2 limiti e l’uomo
secondo Simmel possiede capacità tali per orientarsi nella realtà dei contenuti della vita
conoscendo di volta in volta il più e il meno,il sopra e il sotto ,il meglio e il peggio; essi
costituiscono i punti di orientamento nello spazio infinito.!
Dai limiti esterni e dal limite che noi stessi siamo si generano 2 valori: !
ricchezza \ determinatezza !
essi rappresentano una sorta di coordinate a cui viene assegnato il posto di ciascun
settore e contenuto della nostra vita.!
Questa assegnazione costituisce il punto di partenza per comprendere il significato del
carattere del limite.!
Il limite che gioca un ruolo centrale in quanto esso è necessario ma allo stesso tempo
superato.!
Simmel paragona l’uomo al giocatore di scacchi in quanto l’uomo si trova constantemente
in bilico tra conoscenza e ignoranza ovvero come colui che di trova a metà strada tra
l’uomo che sa e l’uomo che non sa.!
Nella costellazione della natura umana,Simmelianamente,lo spirito,non raggiunge mai
alcun estremo ma si trova in equilibrio tra i 2 poli contrari della soggettività e oggettività e
questo sinuoso e attivo equilibrio costituisce la vita spirituale.!
La presenza di confini limita lo spettro d’azione e nel contempo la consapevolezza che il
limite entro il quale agire è mobile fa si che la posizione dell’uomo nel mondo abbia un che
di paradossale: la sua azione è consapevole di avere un limite ma esso è un limite
indeterminato .!
Senza dubbio il pensiero umano sarebbe inconcepibile al di fuori di ogni limite formale ma
tanto meno lo sarebbe se la rigidità del limite fosse assoluta.!
La vita secondo Simmel sarebbe radicalmente diversa !
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“se noi non trascendessimo in qualche modo in tutti gli istanti il suo al di qua,se noi
non smettessimo di rimuovere i limiti che in ogni momento della nostra evoluzione
circoscrivono l’ampiezza del nostro sapere “!
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Secondo Smmel !
!
“noi abbiamo un limite in qualsiasi direzione e non abbiamo un limite in alcune
direzione.La nostra vota giace tra un confine superiore ed uno inferiore e la
consapevolezza di ci sposta in vanti o supera il limite e ciò facendo lo riconosce
come limite “!
!
Tutto ciò analogamente accade anche per l’agire cognitivo dell’uomo in cui il limite si
traduce nella consapevolezza che non c’è alcuna garanzia che tutto ciò che gli è dato entri
anche realmente nelle forme effettive e definitive del conoscenza.!
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LA CONOSCENZA SIMMELIANA!
La conoscenza Simmeliana si fonda da una parte sulla consapevolezza dell’esistenza di
un confine tra sapere e non sapere e dall’altra sulla capacità di pensare un tale dualismo
che costituisce una conoscenza più completa e riproducibile all’infinito in quanto gli
permette di spostare continuamente gli estremi a un livello superiore per superarli ancora.!
SPOSTARE IN AVANTI IL LIMITE E’ L’ESSENZA DELL’UOMO.!
Ciò crea un paradosso: noi abbiamo dovunque limiti -non non abbiamo limiti;ne consegue
la necessità di aver coscienza del limite in quanto tale:infatti solco chi è al di là di un limite
ha coscienza della sua natura di limite.! 2
L’ATTO UNITARIO DELLA VITA COSì,INCLUDE L’ESSERE LIMITATO E IL
SUPERAMENTO DEL LIMITE.!
Strutturalmente possiamo paragonare il limite al concetto di attimo presente: il limite c’è
sempre ma tuttavia non c’è mai e in ciò risiede l’analogia con il tempo presente.!
!
La vita concreta ha limiti ma esiste una vita più astratta e comprensiva che li supera e li
oltrepassa.!
La vita intesa nella sua completezza e nella sua unità ricomprende l’essere limitato e il
superamento del limite.!
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IN CHE COSA CONSISTE LA TRASCENDENZA DELLO SPIRITO?!
La trascenza dello spirito consiste in questo superamento del limite e del limitare;la vita
dello spirito si supera quando il soggetto conoscente può immaginare che le forme della
nostra conoscenza non esauriscano per l’intero mondo ,il superamento della vita dello
spirito prende forma nel momento in cui si riesca a pensare un mondo che appunto non
possiamo pensare.!
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Il poter superare i limiti della conoscenza è ciò che ci colloca al di sopra di essa.!
IL FATTO DI ESSERE CONSAPEVOLI DEL NOSTRO SAPERE E NON SAPERE E’
L’INFINITEZZA AUTENTICA DEL MOVIMENTO DELLA VITA SUL PIANO DELLO
SPIRITO.!
Il fatto che l’uomo possa superare se stesso significa che egli oltrepassa i confini che
l’attimo gli pone:!
“deve esserci qualcosa da superare ma questo qualcosa è lì solo per essere
superato”!
Così,l’uomo è l’essere limite che non ha limite.!
Per Simmel l’atto di auto-superamento,di trascendenza di sé e di oltre-passamento del
sé si traduce la costellazione fondamentale della natura umana.!
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IL CONCETTO DI VITA E’ PRECEDUTO DA QUELLO DI TEMPO !
Simmel arriva arriva ad una definizione del concetto di vita che però deve essere
preceduta da una breve ma fondamentale riflessione sul problema del tempo.!
! temporale a-temporale
Simmel esegue subito una distinzione fra e scrivendo:!
Il presente denota esclusivamente il punto in cui passato e futuro si toccano;essi soltanto
sono grandezze temporali .!
Il concetto di tempo è applicabile ai suoi contenuti solo quando la loro intemporalità che
essi possiedono in quanto presente,si trasforma in un non più o in non ancora;in ogni caso
quindi in un NON.!
IL TEMPO NON E’ NELLA REALTA’ E LA REALTA’ NON E’ TEMPO.!
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Il presente secondo Simmel non può essere considerato una misura del tempo.!
Infatti,quando si parla di presente con tale termine si indica una realtà composta in parte
da elementi ormai passati e in parte di elementi relativi al futuro.!
Relativamente al passato (il non più):!
penetra in noi sotto forma di ricordo !
Relativamente al futuro(il non ancora):!
il futuro nel presente della vita consiste nel fatto che essa trascende il presente!
! 3
Riassumendo per Simmel possiamo dire che tempo è solo passato e futuro e solo queste
2 sono espressioni temporali nonostante o non sono più o non sono ancora.!
il tempo non è
Emerge dunque una vera radicalità del pensiero Simmeliano ovvero che
reale;reale è solo il presente che tempo non è.!
Ma,occorre specificare che dire che il tempo non è reale non significa dire che il tempo
non esiste.!
Simmel sostiene che la tripartizione classica del tempo si può dimostrare essere non reale
ma non per questo ne nega l’esistenza.!
Concludendo,Simmel sostiene che passato presente e futuro non possono essere separati
senza trasformare il concetto stesso di tempo in qualcosa di irreale :!
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“…finché si mantengono separati,passato presente e futuro il tempo è irreale
perché solo il momento presente temporalmente inesteso e cioè intemporale è
reale;ma la vita è quella modalità di esistenza per cui fattualità questa separazione
non vale…”!
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E’ il concetto di vita che trasforma l’interpretazione della struttura temporale in quanto essa
è capace di coniugare il suo essere presente col suo non essere ancora futuro:!
se logicamente distinguere il tempo in passato presente e futuro porta alla conclusione
che il tempo è irreale ,dal punto di vista della vita invece,il tempo è qualcosa di reale.!
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Il tempo,scrive Simmel:!
è la forma cosciente che non si può esprimere ma soltanto vivere.E’ la vita a prescindere
dai suoi contenuti,perchè solo la vita trascende nelle 2 direzioni passato e futuro il
momento presente in temporale di ogni realtà e con ciò solo essa realizza l’estensione
temporale del tempo.!
Come commenta Jankélévitch:!
la vita è superiore all’antitesi concettuale di un presente e di un futuro
giustapposti ;essa è la sintesi di adesso e di non-ancora,di al di là e di al di qua.!
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SIMMEL GIUNGE COSì AL CONCETTO DI VITA !
La modalità dell’esistenza che non limita la propria realtà al momento presente riducendo
passato e futuro a qualcosa di irreale,che va oltre questa separazione dove il passato
prolunga la propria esistenza nel presente e il suo presente protende la propria esistenza
nel futuro.Questa modalità di esistenza noi la chiamiamo vita.!
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E’ posta ora la problematica metafisica fondamentale della vita perché se da una parte
essa si manifesta come una continuità senza confini,dall’altra però ne sono portatori i suoi
individui.!
La vita abita questa antinomia.!
Per sua intima struttura la vita è !
“ un fluire ininterrotto e ne contempo qualcosa di definito nei suoi soggetti e nei
suoi contenuti,qualcosa che ha preso forma,una struttura sempre limitata che
oltrepassa continuamente la propria limitatezza”.!
La temporalità continua della vita per Simmel è un processo che pone a se stesso
continuamente dei limiti per poi superarli.!
Viene ora a crearsi un dualismo fra l’impossibilità di racchiudere la vita entro confini
determinati e la necessaria presenza in cui la vita non può fare a meno di trasformarsi.!
Tuttavia questo dualismo si dissolve nel momento in cui si coglie che la trascendenza è
immanente nella vita poiché con essa si placano le contraddizioni da sempre avvertite
nella vita.! 4
Essa è ad un tempo stabile e variabile,fissa e in evoluzione,concervatrice ed
innovatrice,vincolata e libera,centrata nella sua soggettività e posizionata oggettivamente
al di sopra delle cose e di se stessa.!
La sua essenza più propria è quella di eccedere se stessa,di porre il suo limite
trascendendolo ossia oltrepassando se stessa.!
Il problema costante rimane ora quello che Simmel identifica nella contrapposizione tra
principio della vita e principio della stabilità.!
Il principio della vita è inteso come espressione della continuità e del divenire mentre
quello della stabilità è espressione della limitatezza.!
La contraddizione tra principio della continuità e principio della forma è
ineliminabile perché rappresenta il peculiare modo di esprimersi della vita che ha bisogno
di porre limiti a se stessa per superarli perché senza di essi si trasformerebbe in qualcosa
di immobile.!
Dunque,mentre la continuità rappresenta il lato dinamico della vita ,la forma è ciò che deve
essere continuamente superato.!
La forma non può essere pensata se non come individualità perché la struttura che essa di
volta in volta presenta è irripetibile in quanto racchiusa entro confini determinati.!
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Simmel arriva anche a fondare metafisicamente la dinamica cultura poiché essa riflette la
dinamica vita-forma (universalità-individualità) che della cultura è nucleo generatore.!
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Essenza della vita: OLTREPASSAMENTO DI Sè STESSA!
Figura concettuale chiave della vita : AUTOTRASCENDENZA;rappresenta il momento
unitario che oltrepassa la contrapposizione tra continuità e forma.!
Secondo Simmel Schopenhauer e Nietzsche hanno considerato il problema della vita
soltanto dal punto di vista della volontà,!
Schopenauer: volontà di vita !
Nietzsche : volontà di potenza !
Simmel sostiene che è sfuggito loro questa cosa decisiva che proprio la vita costituisce
l’assoluta unità delle 2 ed è sfuggita loro perché essi concepiscono unilateralmente
l’autotrascendenza della vita nella forma della volontà.!
Ma essa vale per tutte le dimensioni del movimento vitale.!
La vita,invece ,afferma Simmel, si manifesta in 2 dimensioni complementari del divenire
dinamico e della trascendenza :!
essa è più vita (Mehr Leben)!
e!
essa è più che vita (Mehr als Leben)!
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La vita può esistere solo in quanto più vita.!
Essa,si tende verso l’assoluto della vita facendosi più vita ma si tende anche verso il nulla
facendosi più che vita.!
E’ il concetto assoluto della vita che include in sé il più e il meno.!
Il concetto di più vita significa vita in senso assoluto che si traduce come esistenza di
illimitato e limitato,dal punto di vista dinamico però in vivano in una dimensione che è più-
che-vita cioè la forza creatrice della vita individuale che crea qualcosa di diverso e di
opposto rispetto a se stessa,capace non solo di vivere un’esistenza propria ma anche di
opporsi alla sua stessa forza creatrice.!
Questo dualismo tra forma e vita viene a instaurarsi nel momento della creazione che non
può essere rimosso dal pensiero logico o filosofico poiché essa è la dinamica peculiare
per superare se stessa,per divenire più vita e ha bisogno di oggettivarsi in qualcosa che
sia pù-che-vita in qualcosa cioè che le si contrapponga come dotato di esistenza propria.!
5
L’UOMO DI SIMMEL !
L’uomo di Simmel è consapevole che la pro
Scarica il documento per vederlo tutto.
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