Alle origini del linguaggio umano
Complessità
1869: Alfred Wallace abbandona la teoria della selezione naturale. On The Genesis of Species: Mivart sostiene che se la teoria della selezione naturale fosse vera, il mondo organico sarebbe solo la selezione del caso. Il processo della creazione è governato dall'alto da qualcuno in grado di indicare un percorso evolutivo.
Organi incipienti: la creazione è avvenuta all’improvviso, non gradatamente. Tema della relazione fra complessità ed evoluzione: la complessità è apparsa all’improvviso, creando organi già complessi. Esempio: l'occhio. Un occhio che non è in grado di vedere non è propriamente un occhio.
Disegno intelligente: William Paley sostiene la necessità di un architetto divino per spiegare l'esistenza di organi di straordinaria perfezione e complessità, nonché l'armonia e perfezione dell'universo. Inizialmente, anche Darwin aveva trovato convincente l’ipotesi creazionista. Mivart si oppone al gradualismo, che implica modificazioni numerose, successive e lievi.
Nell'Origine dell’Uomo, Darwin aveva posto gli uomini tra gli animali, mentre Mivart afferma che gli uomini sono visti come esseri superiori simili agli angeli. Risposta di Darwin a Mivart: l'ipotesi degli organi incipienti era compatibile con la teoria della selezione naturale.
Gli organi hanno cambiato funzione nel corso del tempo. Ad esempio, un’ala o un occhio non dovevano saper volare o vedere nel loro stato iniziale, ma avevano un ruolo adattativo. Esempio: vescica natatoria dei pesci: 1) funzione idrostatica; 2) respirazione.
Dawkins ha descritto i passaggi graduali dell’apparizione dell’occhio umano: 1) macchia fotosensibile; 2) forma “a fossetta” dove la macchia comincia a vedere sempre meglio. Vedere anche solo per il 5% non mina la sopravvivenza dell’uomo (contrariamente alla teoria o-tutto-o-niente). Ogni grado di efficienza funzionale offre un appiglio alla selezione naturale.
I naturalisti danno più importanza alle cose semplici, affermando che per dare avvio alla creazione dell’occhio è sufficiente un recettore sensibile alla luce. Invece, i creazionisti sono attratti dalla complessità. Behe nega che la macchia fotosensibile sia alla base del processo di complicazione gradualistica alla base della formazione dell’occhio. Le entità semplici di partenza sono in realtà entità complesse.
Behe introduce il concetto di complessità irriducibile: ogni organo è composto da miliardi di proteine/molecole complesse che mantengono la forma della cellula. "Per irriducibilmente complesso intendo un singolo sistema composto da diverse e ben assortite parti interagenti, che contribuiscono alla funzione basilare. Un sistema irriducibilmente complesso non può essere prodotto attraverso piccole, successive modificazioni di un sistema precedente, perché qualunque precursore di un sistema irriducibilmente complesso che manchi di una parte è, per definizione, non funzionale".
Se uno dei componenti che realizzano la struttura interna venisse a mancare, salterebbe ogni possibilità di funzionamento di quel sistema. Esempio: trappola per topi. Se manca uno dei componenti, la trappola non funziona.
Negli anni ’50 del Novecento, studi di biologia molecolare hanno evidenziato che la complessità è un tratto distintivo della materia organica, a favore della teoria creazionista. La teoria dell’exattamento (anni ’80) critica il nesso univoco tra strutture e funzioni. McDonald ipotizza trappole che funzionano anche senza uno dei componenti strutturali.
L’evoluzione mostra che le parti di un organismo si trasformano per adattarsi al meglio all’ambiente di cui fanno parte. Esempio: posizione asimmetrica degli occhi. La teoria evoluzionistica di Darwin non è un processo guidato dal caso. Il caso ha un ruolo importante (le mutazioni genetiche sono eventi casuali) ma non fondamentale. Il darwinismo si basa sulla teoria della mutazione casuale e selezione naturale cumulativa non casuale.
Modificazioni successive (approccio scientifico) sono l’unico modo per spiegare la complessità della natura. Hume aveva riflettuto sul problema della complessità della natura ma non aveva trovato una soluzione.
Chomsky propone il linguaggio innato attraverso la teoria della Grammatica Universale, in contrasto con l’evoluzione darwiniana. Il linguaggio rappresenta una differenza qualitativa fra umani e animali, secondo la tradizione cartesiana, perché riflette sull’uso creativo del linguaggio come proprietà fondamentale del linguaggio umano che differenzia gli uomini dagli animali.
Parlare in modo appropriato rende il linguaggio una capacità specifica dell’uomo, legata all’uso creativo poiché richiede la flessibilità della mente umana. Come può il linguaggio essere allo stesso tempo indipendente da stimoli e appropriato al contesto? La risposta è nella metafisica dualistica di Cartesio, per cui l’uso creativo del linguaggio non è spiegabile in termini meccanicistici. La soluzione mistica devia il problema dal principio. È necessario riflettere su un modello pragmatico per spiegare l’evoluzione del linguaggio in termini evoluzionistici.
Adattamento
Ogni proprietà di una specie è considerata un tratto distintivo rispetto alle altre (differenza qualitativa). Pinker ha mostrato come il carattere di unicità del linguaggio sia spesso utilizzato per conferire agli esseri umani uno statuto di specialità nel mondo della natura. La Grammatica Universale è alla base della differenza qualitativa degli umani perché si fonda sulla complessità del linguaggio.
Il linguaggio è un sistema complesso relativamente alla sua struttura cognitiva, ovvero al dispositivo adibito all’elaborazione dell’informazione linguistica. L’ipotesi che il linguaggio sia un’entità ingegneristicamente complessa (che richiede molteplici sistemi di elaborazione) è largamente condivisa. Si fa riferimento anche alla complessità grammaticale del linguaggio.
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