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1. il testo della scrittura era sacro, venne trasmesso nelle generazioni successive e

non poteva essere sfigurati dagli elementi inseriti.

2. se un nuovo modo di scrittura siriaca fosse entrato in voga, tutti i vecchi

manoscritti sarebbero stati illeggibili dalle successive generazioni di studenti.

Pertanto, venne trovato un’opzionale trascrizione senza infrangere il testo

consonantico. Ne derivò uno schema di vocali conosciuto come “puntamento vocalico”

Siriaco

I primi manoscritti nell’Estrangelo siriaco impiegano diversi punti diacritici. Un paio di

punti sopra una parola indicano il plurale. Combinazioni di punti divennero in uso

nell’est della Siria per indicare sfumature nelle vocali, con l’intero sistema si sono

distinte 7 vocali nel 9 secolo d.C.

Nell’ovest della Siria le vocali erano specificate con piccole lettere gr5eche piazzate

sopra o sotto le consonanti seguite da vocali.

Ebraico

Per l’ebraico non esiste una sequenza di manoscritti che illustrino lo sviluppo del

puntamento vocalico. Quando l’ebraico divenne una lingua parlata, gli scolari di

diverse parti del mondo ebreo formularono degli schemi per la trascrizione vocalica. Il

puntamento babilonese e palestinese hanno lasciato spazio a quello tiberiano, il cui

stile lo si ritrova tutt’ora nelle edizioni della bibbia e occasionalmente utilizzati per

testi ebraici moderni come poesia o libri di scuola elementare.

Arabo

L’arabo, con il suo intero complemento di matres lectionis e la sua limitata serie di

vocali, stabilì rapidamente una serie di vocali diacritiche. L’intero sistema di scrittura

araba è morfologicamente abbastanza complessa poiché il testo consonantico del

corano venne fissato dai parlanti di un dialetto e le vocali e altri diacritici furono

inserite in base ad un altro dialetto differente.

Abugida

Sparse iscrizioni sabee vennero trovate in Eritrea. Poco prima del 300 d.C. alcuni

missionari riuscirono a convertire il re e il regno di Axum al cristianesimo, e

simultaneamente l’annotazione vocalica apparse nelle iscrizioni che iniziarono con il

regno del re Ezana. Le scritture etiopiche erano pertanto le prime scritture semitiche

che trascrivevano le vocali e lo fa in modo unico all’interno della sfera semitica: esso

uso una tecnica utilizzata in india con cui si prendeva una forma consonantica base

rappresentante la consonante seguita da “a” e si modificava quella forma per

rappresentare la consonante seguita da un’altra vocale. Questa tecnica è stata

introdotta dai cristiani missionari dell’india.

Direzioni della scrittura

Piuttosto prima dello sviluppo cuneiforme, venne stabilita una rotazione di 90 gradi

nella direzione della scrittura, così che gli antichi pittogrammi fossero rivolti verso

l’alto, le linee del testo orizzontali e la lettura da sinistra verso destra.

La scrittura da sinistra verso destra è stata la regola principale durante tutta la storia

dell’abjad. La principale eccezione è data dalle tavole ugaritiche la cui pratica sembra

essere stata ripresa dal cuneiforme mesopotamico. I testi epigrafici sud arabici

tendevano ad essere scritti in bustrofedico con alternate linee che cominciano alle

estremità opposte della superficie.

Il primo scriba che stabilì i principi della scrittura con l’abjad fu probabilmente

mancino. La persistenza della scrittura da destra verso sinistra mostra la forza delle

tradizioni; gli scribi siriaci adottarono l’espediente di girare le pagine di 90 gradi in

senso antiorario per scrivere verso il basso in colonne che vanno da sinistra verso

destra, sempre leggendole orizzontalmente da destra verso sinistra.

Sembra che solo quando una scrittura subisce una catastrofica trasformazione la

tradizione possa essere violata. Ciò è accaduto con il trasferimento dell’abjad ai greci,

e così anche nello sviluppo dell’etiopico abugida.

Divisione di parole e proposizioni

I limiti delle parole erano trattati in 4 differenti modi nella scrittura delle lingue

semitiche:

1. erano ignorati

2. erano indicati da caratteri divisori

3. coincidevano con lo spazio orizzontale nella linea di scrittura

4. era indicati da una forma distinta di lettere alla fine delle parole

Tali testi proto-cananaici erano interpretati generalmente includendo solo le singole

parole, usualmente il nome del possessore.

In ugaritico, un singolo cuneo verticale sta tra le parole. L’iscrizione sul sarcofago di

Ahiram usa brevi caratteri in verticale. La lieve pausa che ha generato sembra indurre

gli scribi a prolungare il tratto finale della parola, risultando una speciale forma finale

delle lettere.

In arabo, la tendenza a prolungare il tratto finale della parola significa che le parole

possono essere distinte senza togliere spazio extra tra di esse. I testi epigrafici sud

arabici generalmente seguono ogni parola da un breve tratto verticale, e il suo

discendente etiopico recentemente ha iniziato ad usare punti verticali.

Descrizione delle lingue semitiche

Logosillabario

La scrittura cuneiforme accadica comprende circa 600 segni che hanno uno o più

letture fonetiche, molti dei quali hanno valore logografico e un certo numero che viene

utilizzato anche come determinativi. Il numero 600 può essere fuorviante: meno di 200

segni sono di comune uso in ogni stadio del linguaggio.

I segni sono identificato in due modi:

1. dalla loro lettura

2. dalla loro designazione

La lettura di un segno in un particolare contesto è data dal corsivo italico. I vari segni

con la stessa pronuncia sono differenziati nella traslitterazione tramite sottoscrizioni

numeriche.

La designazione di un segno è usualmente la sua comune interpretazione, una

traslitterazione in lettere capitali di una delle sue pronunce; ed è come i segni

logografici sono rappresentati.

I determinativi sono traslitterati come i logogrammi, o con una serie convenzionale di

esponenti. I complementi fonetici sono traslitterati con sottoscrizione italica.

Quando i passaggi dell’accadico sono stati trascritti, le generalità dei segni sono state

ignorate e la lunghezza vocalica è stata contrassegnata con un macron per le vocali

lunghe o con un accento circonflesso per una vocale lunga risultante da contrazione o

da perdita consonantica.

Il segno CV distingue l’intero complemento di consonanti della lingua accadica

accompagnata da 4 vocali; ma il segno VC comprime la tripletta di consonanti sonore,

afone ed enfatiche.

Abjad

Consonanti

La più antica lingua semitica dell’ovest con una considerevole letteratura è l’ugaritico.

L’abjad ugaritico comprende 27 lettere consonantiche e tre caratteri che

rappresentano ‘ seguite da 3 vocali. Le altre lingue semitiche dell’ovest sono scritte

con solo 22 lettere che erano sufficienti per le consonanti del fenicio.

Molte delle lettere degli scritti sviluppati dalla legatura corsiva dell’aramaico, assume

forme diverse all’inizio, in mezzo e alla fine delle parole. L’arabo classico introduce

alcune complicazioni al di là dell’ampliamento del registro delle lettere. Quando non è

lettera iniziale, la lettera ‘ è sempre la mater di ā e un segno addizionale (hamza)

rappresenta [‘].

Sia in ebraico che siriaco, le consonanti di stop potevano essere segnate da una

pronuncia occlusiva contro quella fricativa.

L’ebraico usa un punto fra le lettere per indicare lo stop e a volte un trattino sopra per

le fricative;

Il siriaco usa piccoli punti rispettivamente sopra o sotto la lettera.

Vocali

Le vocali sono inerenti nel Logosillabario, l’abugida e l’alfabeto; molti degli abjad

elaborato diversi modi per denotare le vocali. In ogni caso, il puntinismo vocalismo

accompagna la lettera per la consonante che segue. Lo schema dell’arabo classico è

semplice, con tre segni per tre vocali; quando appaiono con tre possibili matres (‘, w,

y), rinforzano la designazione della vocale lunga.

Sia per ebraico che siriaco, la traslitterazione convenzionale suggerisce che: è la

lunghezza vocalica che è codificata con un grande numero di puntinismo vocalico, ma

è chiaro che in ogni sistema, la qualità vocalica è distinta dalla qualità che può essere

dedotta dal contesto fonologico e la struttura morfologica delle parole.

Accenti

Elaborati documenti siriaci includevano accenti che potevano fornire informazioni

sintattiche, pragmatiche e liturgiche. Non coinvolgono gruppi addizionali di segni, ma

sono composti dalla stessa serie di punti che servono per altre funzioni.

In ebraico, ogni bibbia ebraica che presenta il puntinismo masoretico, include su ogni

parola un accento. Questi accenti marcano i costituenti del testo e presumibilmente lo

schema musicale per essere impiegato durante i canti liturgici. L’importanza musicale

dei segni non è stata trasmessa al presente.

Ordine delle lettere

Un ordine alfabetico organizza gli elementi in una serie di segni in una specifica

sequenza per il mnemonico fine. Solo in tempi piuttosto moderni l’alfabetizzazione è

diventata una via comune per liste organizzative di informazioni.

Due ordini differenti sono noti per le lettere della scrittura utilizzate per il semitico;

entrambi sembrano essere completamente arbitrari.

Ordine semitico Nord-ovest

L’ordine con la più antica attestazione è stata trovata ad Ugarit in cui sono stati

scoperti svariati abbecedari. L’abjad di 22 lettere utilizza lo stesso ordine nel fenicio,

ebraico e aramaico con 5 lettere superflue.

L’ipotesi che l’abjad di 22 lettere, con caratteri aggiunti per l’ugaritico, è il più

improbabile in quanto, di nuovo, non c’è uno schema nelle forme o nei punti delle 5

lettere.

L’ordine dell’alfabeto greco è stato sostituito dal modello fenicio; l’ordine dell’alfabeto

dei romani è stato sostituito da quello greco per mezzo degli etruschi.

In ogni caso, le condizioni locali portano aggiunte alla fine e alterazioni all’interno della

sequenza.

Ordine dell’arabo

L’ordine standard delle lettere dell’arabo classico è derivato dall’eredità dello schema

semitico: le lettere il cui schema si è fuso per essere distinte solo dai punti diacritici,

vengono elencate insieme.

Ordine numerico

Le 22 lettere del semitico dell’ovest possono essere utilizzate come numeri. I numeri

sono costruiti dalla giustapposizione di questi elementi. Ogni parola può essere

“contata” e i numeri risultanti entrano nella gematria (scienza dell’ebraismo) o in

mistiche speculazioni. Le lettere preservavano questo valore numerico in arabo,

nonostante i ri-arrangiamenti; le lettere prese in ordine numerico comprendo l’abjad.

Ordine del semitico sud-ovest

L’etiopico abugida è appreso in uno sconcertante ordine straniero rispetto all’ordine

originario del semitico. In contesti liturgici, il semitico del nord ovest è usato ancora

oggi. L’ordine è chiamato abugida; le vocali con questo nome sono prese dai primi 4

ordini dello schema del sillabario tradizionale.

In tempi recenti, sono stati scoperti elementi riguardo all’ordine dell’epigrafico sud

arabo: in primo luogo nella sequenza di lastre di roccia, ognuno segnato con una

lettera differente; in seguito nella serie di interpretabili graffiti.

Un abecedario è stato ritrovato a Ras Shamra nel 1988; potrebbe essere interpretato

come dono del cuneiforme abjad nel seguente ordine, datato all’incirca nel 1200 a.C.

Nomi delle lettere

Non c’è alcuna prova che i nomi delle lettere del semitico siano collegati alla creazione

della scrittura. La più antica attestazione sono le intestazioni sopra le 22 sezioni del

lungo acrostico Psalm 119 trascritte in greco nella traduzione Septuaginta della bibbia

ebraica del 2 millennio a.C.

Pertanto, queste non possono essere usate per decifrare le iscrizioni protosinaitiche o

come prova della presunta origine acrofonica dei valori o per contro le forme dei segni

semitici.

In particolare, le divergenze dei nomi delle lettere etiopiche da quelle ebraiche e

siriache non possono essere dimostrate anteriormente al rinascimento europeo.;

questi nomi sembra debbano essere stati ideati da o per i clerici etiopici alla proposta

degli scolari europei sulla base del lessico ebraico.

Gli stessi nomi con piccole variazioni sono usati nella tradizione ebraica ed aramaica.

Molti nomi etiopici concordano, sebbene meno strettamente. Molte delle lettere arabe

sono denominate in modo semplice per il loro suono, ma alcune preservano un eco

dell’originale semitico nord-ovest.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture europee ed extra europee
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Julie1402 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia semitica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Moriggi Marco.

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