Capitolo 1
Le lingue semitiche
Esiste un'area geografica nelle quali le lingue semitiche sono attestate verso il 300 a.C. fino ad oggi. Si tratta dell'area compresa tra il fiume Tigri e il Mediterraneo, identificato come il tavolato siro-arabo. A partire dal 1000 a.C. tutta la penisola araba si unisce stabilmente all'area linguistica semitica. Con l'800 a.C. ha inizio la semitizzazione linguistica del Nord Africa. Intorno al 500 a.C. le lingue semitiche penetrano nell'Africa orientale. L'espansione islamica portò l'arabo ad espandersi fino all'Asia centrale e l'Europa meridionale, ma il successivo riflusso ha lasciato nelle regioni più lontane soltanto delle isole arabofone: Iran, Uzbekistan, Malta.
Le lingue semitiche costituiscono un blocco compatto e in continua espansione. La compattezza geografica non può non aver favorito influssi reciproci tra le varie lingue, facilitando i progressi di convergenza linguistica.
Accadico
La fondazione del primo impero universale fu opera del semitico Sargon che intorno al 2350 a.C. fissò la propria capitale ad Akkad e dette inizio alla dinastia semitica che durò fino al 2150 a.C. Da Akkad ha preso il nome la lingua dei semiti di Mesopotamia. Il termine accadico può essere usato in due accezioni diverse:
- In senso stretto designa il solo semitico più antico.
- In senso lato abbraccia tutta l'estensione storica del semitico in Mesopotamia.
Intorno al 1950 a.C. culmina una massiccia penetrazione di genti semitiche che giunsero ad impadronirsi del potere politico di tutta la regione: gli amorrei. Con l'affermarsi di queste nuove dinastie emerse una duplice forma dell'accadico:
- Assiro a nord
- Babilonese a sud
La potenza degli stati semitici di Mesopotamia fu tale da imporre l'accadico come lingua internazionale di tutto l'oriente fino alla grande crisi del 13 secolo a.C. che pose fine alla civiltà di bronzo. Si iniziò una graduale trasformazione etnica dove si rinnovo la penetrazione di nuove genti semitiche:
- Aramei dalla Siria
- Caldei dalle zone costiere del golfo persico.
Dopo un lungo periodo di bilinguismo, l'aramaico si sostituì con il babilonese che si estinse verso l'inizio dell'era cristiana. La vicenda si riflette nella suddivisione dialettale dell'accadico:
- Antico-accadico: fase più antica della lingua in uso fino al 1950 a.C.
- Babilonese: varietà meridionale che viene suddiviso in fasi cronologiche:
- Antico babilonese – lingua della dinastia degli Hammurabi, fase classica della lingua
- Medio babilonese – contemporaneo alla dinastia cassita
- Neo-babilonese – suddiviso ulteriormente in neo- e tardo- babilonese, testimonia la progressiva aramaizzazione della lingua
- Assiro: varietà settentrionale. Viene suddiviso in una fase antica, media e recente. Il neo-assiro scomparse verso il 600 a.C.
L'assiro presenta diversi tratti più arcaici del babilonese e talvolta ne ha subito l'influenza. La conoscenza dell'accadico è un fatto recente. Lo studio dell'accadico si presenta come una caratteristica che non trova riscontro in nessun'altra delle altre culture semitiche. Nel caso dei semitici di Mesopotamia la percentuale degli elementi sumerici era molto alta nella cultura del 3 millennio. La produzione artistica mesopotamica costituisce un grande sviluppo delle tendenze già presenti nell'arte sumerica precedente. Più autonoma resta la lingua, favorita dal fatto di essere diversa dal sumerico.
Quella che si avviava ad essere una cultura sumerica di lingua accadica subì un certo trauma in quanto l'apporto etnico amorreo venne a coincidere con la scomparsa dell'elemento sumerico, assorbito dall'altro. Il risultato fu lo sviluppo con accenti nuovi dell'antica cultura sumerica. La civiltà mesopotamica ha costituito per tre millenni un complesso unitario e modello sempre imitato.
Gli accadi nell'organismo sumerico, gli amorrei in quello accadico, i cassiti e i caldei nel babilonese, i persiani nel neobabilonese hanno segnato un momento positivo nella cultura. La simbiosi tra accadico e sumerico si rivela nella scrittura: inventata dai sumeri e da loro portata ad un livello in cui il principio logografico coincide con quello fonetico, fu a quel punto fatta propria dai semiti e adattata al loro idioma. I logogrammi sumerici restarono, mentre i segni usati con valore fonetico avevano delle aggiunte del semitico.
L'accadico fu espresso mediante la scrittura cuneiforme essenzialmente sillabica che offre il vantaggio di registrare anche le vocali ma, essendo stata inventata dai sumeri, non è in grado di registrare esattamente certe consonanti semitiche. Questo perciò non consente di sapere se certe omissioni di consonanti sono da attribuire a imperfezione della scrittura. Inoltre, i valori fonetici attribuiti ai vari segni sono stati dedotti dall'ipotetica ricostruzione di un fonetismo protosemitico basato su arabo ed ebraico biblico.
Eblaita
L'esistenza di una lingua semitica diversa dall'accadico e dall'amorreo è stata accertata solo nel 1974. È stato lo scavo di Ebla a rivelare che la grande civiltà siriana del bronzo antico era espressione di genti di lingua semitica. Il termine eblaita ha validità in quanto si collega alla città che per prima ha fatto riconoscere questa lingua. La nostra conoscenza dell'eblaita è ancora in fase iniziale. La ragione di ciò sta nel sistema grafico usato a Ebla: isolate parole semitiche sono inserite in un contesto grafico sumerico, anche se è da presumere che i testi venissero letti poi in semitico. Si ricavano perciò pochi dati linguistici.
Per quanto riguarda il lessico, l'esistenza di vocabolari bilingui darà la possibilità di avere un bel numero di parole eblaite. Ad Ebla l'uso scritto della lingua fu vietato dopo la conquista della città da parte della dinastia accadica; l'eblaita fu in uso solo per qualche secolo nella seconda metà del 3 millennio a.C.
Amorreo
Con il nome amorreo si intende la lingua parlata dalle popolazioni seminomadi semitiche presenti in Siria nella seconda metà del 3 millennio a.C. La lingua amorrea non è mai stata scritta poiché i suoi parlanti non usavano la scrittura. Dopo la sedentarizzazione, in Siria e Mesopotamia, usavano come lingua scritta il babilonese. L'amorrei ci è noto attraverso l'onomastica la cui struttura è tale da rivelare i caratteri generali della lingua. La documentazione non è omogenea: accanto a fonti mesopotamiche vi sono quelle egiziane, testi di esecrazione dei primi secoli del 2 millennio a.C.
I forti limiti della documentazione non consentono di individuare varianti dialettali di rilievo, non è assurdo comunque pensare che esistesse una variante letteraria orale. Si può ipotizzare che le tribù amorree possedessero qualcosa di analogo alla lingua poetica che più tardi si espresse nella Gāhiliyya.
Iscrizioni protosinaitiche
Sono una 40 di testi brevi epigrafici scoperti nella penisola del Sinai. Databili al 15 secolo a.C., sono redatte in una scrittura consonantica ispirata a quella egiziana. Pur restando parzialmente incomprensibili, rivelano una lingua semitica caratterizzata da un suffisso plurale in -n che la differenzia dal gruppo delle varietà cananaiche. La lingua di queste iscrizioni riflette quella parlata in Palestina centro-meridionale. La scoperta di un alfabetario del 13 secolo a.C. in scrittura ugaritica ridotta che presenta l'ordine alfabetico tipico del semitico meridionale, fa supporre che sia coesistita un'altra lingua accostata al nordarabico.
Ugaritico
Tra il 14 e il 13 secolo a.C. una lingua semitica fu attestata nella città di Ugarit. Venne casualmente scoperta nel 1928 nel sito di Ras Shamra presso la costa mediterranea. Alla fine degli anni '70 testi ugaritici vennero trovati anche a Ras Ibn Hani. Nel periodo in cui vennero redatti i testi, Ugarit era governata da una dinastia di origine amorrea. L'ugaritico può essere identificato con l'amorreo con quale presenta forti affinità. Si suppone che l'ugaritico sia il risultato della sovrapposizione amorrea ad uno strato linguistico semitico di tipo arcaico. Esso non si presenta linguisticamente unitario in quanto i testi poetici usano una lingua più ricca di quella documentata dai testi amministrativi. Non manca qualche influenza con il para strato hurrita.
La scoperta dell'ugaritico ha arricchito la linguistica e la filologia semitica non solo di una lingua importante ma anche di una letteratura poetica vasta. Si tratta di una serie di poemi mitologici aventi per protagonisti divinità; i testi sono quasi sempre tronchi. Nonostante questi limiti, la letteratura poetica riveste una grande importanza perché si rivela come un riecheggiamento periferico della letteratura e della cultura cananea. L'uso del babilonese come lingua di maggior prestigio portò alla creazione di un tipo di scrittura cuneiforme semplificata nella forma dei segni: al posto del sistema sillabico di Ugarit si usò il principio monoconsonantico. Alcuni testi furono scritti nel cuneiforme babilonese.
Cananaico
Canaan era il nome della regione costiera del Mediterraneo orientale, da Gaza a sud fino a Tell Sukas a nord. Documentato dal 3 millennio a.C. fino alla fine del 1 millennio. I moderni hanno chiamato cananaico la lingua parlata e scritta dai cananei fino al momento in cui questi abbandonarono il proprio idioma per adottare l'aramaico. Come in Siria, anche nella regione costiera la civiltà urbana è opera di genti semitiche e viene continuata da dinastie amorree. La mancanza di documentazione impedisce di conoscere la fase arcaica; con l'invasione amorrea ebbe inizio un processo di mescolanza tra la lingua dei nuovi venuti e quella delle popolazioni locali. Quando, nel 2 millennio avanzato, apparirono i primi testi cananaici, gli elementi più arcaici del semitico erano scomparsi. Solo dati onomastici e toponomastici consentono di farsi un'idea del cananaico pre-amorreo.
La natura geografica e le vicende storiche rendono evidente che non bisogna aspettarsi una lingua unitaria. Si hanno perciò una serie di dialetti differenziati in misura ridotta. Dal punto di vista linguistico il cananaico costituisce una lingua frazionata in una serie numerosa di varietà locali omogenee:
- Fenicia di Tiro e Sidone
- Ebraica di Gerusalemme
La forte compattezza linguistica è la conseguenza diretta dell'esistenza di una lingua e di una tradizione letteraria unitaria che aveva radici nella cultura del 3 millennio a.C. che riuscì a mantenersi anche dopo l'invasione amorrea. Questa lingua e quella letteraria fornirono i modelli linguistici e letterari che durante il 2 millennio si stabilirono nella terra di Canaan e, poiché la cultura cananea si sviluppò fino all'età romana, il magistero intellettuale si esercitò anche sulle culture che pervennero a livello letterario nel 1 millennio a.C.
Del cananaico va posta in attenzione, infine, il fattore cronologico. Il frazionamento politico consentì il manifestarsi di successivi stati evolutivi in concomitanza all'emergere di nuovi centri culturali.
1. Cananaico meridionale
Sotto questa designazione si hanno una serie di documenti che hanno in comune la provenienza dalla Palestina e una relativa antichità. La loro brevità rende impossibile il giudizio sulla loro omogeneità linguistica. Questi documenti sono:
- Glosse inserite nelle lettere provenienti dalla Palestina, datate al 14 sec. a.C.
- Brevi iscrizioni su vasi provenienti da Lachish, redatte in una scrittura proto-cananaica che occupa una posizione intermedia tra quella proto-sinaitica e quella fenicia. Databili 14/11 sec. a.C.
- Brevi testi in scrittura ugaritica trovati in Palestina e Cipro.
- Epigrafi su punte di frecce in scrittura fenicia; datazione incerta, fine 2 millennio a.C.
- Frammento vocabolario trilingue (sumerico, accadico e cananaico), circa 13 sec. a.C.
- Calendario di Gezer in scrittura fenicia, datato al 10 sec. a.C.
2. Fenicio
Fenicio non è altro che l'equivalente greco del semitico cananaico. Ponendo una distinzione geografica e cronologica tra cananei e fenici si è voluta limitare l'importanza storica e culturale della popolazione che ha creato la più originale delle civiltà della lingua semitica. I più antichi documenti in fenicio sono rappresentati da glosse di lettere provenienti dalle città fenicie (14 sec. a.C.) e un paio di brevi testi in scrittura ugaritica (13 sec. a.C.).
Il materiale epigrafico si ripartisce nelle seguenti varietà dialettali:
- Sidonio: dialetto delle città di Tiro e Sidone; documentata alla fine del 2 millennio a.C. fino al 2 millennio d.C. Rappresenta la forma classica del fenicio e su usato come lingua internazionale. Da origine ad una variante occidentale, il punico, che a contatto con latino e berbero subisce delle trasformazioni notevoli.
- Gublita: dialetto della città di Biblo, documentato dal 13 sec. a.C. al 1 sec. d.C.
- Fenicio settentrionale: è documentato da poche iscrizioni provenienti da Cipro e dalle colonie occidentali.
- Fenicio meridionale: insieme della documentazione epigrafica fenicia del 1 millennio a.C. proveniente dal Libano e dalla Palestina. Il fenicio è anche la lingua delle iscrizioni ammonitiche che in nulla si differenzia da quella delle iscrizioni sidonie; solo l'onomastica presenta una certa autonomia che porta in direzione del nordarabico.
La documentazione fenicia testimonia l'esistenza di varietà minori. Il fenicio è una lingua epigrafica ed ebbe la sua prima grammatica scientifica nel 1837 ad opera di Gesenius. La letteratura fenicia era piuttosto ricca ed originale ma non ne è rimasto nulla. Potrebbe essere possibile ricostruirla attraverso materiale indiretto. I fenici sono gli inventori del tipo di scrittura usata ancora oggi nella civiltà occidentale. Perfezionata dai greci che, con l'aggiunta di vocali, l'ha resa alfabetica, la scrittura consonantica dei fenici nacque come una forma compendiaria della scrittura sillabica, affidando ad un solo simbolo grafico il compito di indicarne quattro possibilità. Il principio consonantico fu valorizzato nel paese cananeo nel 2 millennio a.C. Dove fu inventata la scrittura consonantica non sappiamo; certo è che la presenza culturale egiziana doveva essere forte. Quanto alla forma dei segni, quella che si affermerà definitivamente e passerà ai greci, fu elaborata verso il 14 sec. a.C. che però fu preceduta da un tipo.
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Riassunto esame filologia semitica, prof Moriggi, libro consigliato Script of Semitic languages, Daniels
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Filologia semitica
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Riassunto esame Dialettologia, prof. Bettega, libro consigliato Dialettologia araba, Olivier Durand
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