Estratto del documento

La critica testuale

La critica testuale è la disciplina che, attraverso apposite tecniche, indaga la genesi e l’evoluzione di un’opera letteraria, al fine di consentire la pubblicazione di un testo “affidabile”. Sinonimo: ecdotica, termine che sottolinea però di più gli aspetti editoriali.

La moderna produzione a stampa ci ha abituati al fatto che il libro sia fisso. In realtà anche nell’età della stampa il testo non è sempre identico. E questo, che oggi pare un’anomalia, era la norma prima della stampa, quando ogni copia di un’opera era internamente ed esternamente diversa. Il copista modificava l’opera: miglioramenti stilistici, errori di scrittura, correzioni. Il testo poteva diventare anche molto distante da quello originale.

Domanda da porsi: qual è l’originale? Ossia l’opera così come venne davvero concepita e scritta dal suo autore. Se abbiamo solo copie, l’originale va ricostruito, esaminando i documenti esistenti (i testimoni) e le forme presenti in essi (le lezioni), e inoltre le differenze tra i testimoni (le varianti).

Con l'arrivo della stampa, la situazione cambia: teoricamente le copie sono tutte identiche se appartenenti alla stessa tiratura. Ma potevano esserci errori, correzioni… in linea di principio però, prima della stampa: difformità, dopo: uniformità. Dopo la stampa, possiamo avere più sicurezza di quale fosse il testo originale. Ma ci sono casi in cui bisogna comunque ricostruirlo, ad esempio a fronte di varianti introdotte nel corso del procedimento tipografico.

Altro caso: opere non pubblicate dall’autore di cui abbiamo solo manoscritti o edizioni postume. Spesso errori o modifiche arbitrarie del curatore. O ancora: l’originale esiste ma può essere ambiguo, di difficile decifrazione… se opera incompiuta, ancor più problematica. Casi in cui di autori moderni possediamo vari stadi di composizione del testo, ad esempio minute (copie personali) con correzioni… in questi casi la critica testuale mira a ricostruire i passaggi tra le varie fasi compositive per evidenziare inoltre lo sviluppo della poetica dell’autore.

Pertanto, il testo di un’opera non è un dato immobile, ma può essere meglio assimilato a un processo.

Quando è necessario lo studio di critica testuale?

  • Non esiste più l’originale
  • Esistono (o esistevano) più originali (bisogna ricostruire i rapporti tra loro)
  • L’originale esiste ma è ambiguo oppure l’autore non ne ha curato personalmente la pubblicazione

Conclusione di uno studio di critica testuale

L’edizione critica è un’edizione scientifica dell’opera, che presenta un testo quanto più affidabile e la trattazione dei problemi posti da quel testo. Essa può riportare l’originale, ricostruirlo come ipotesi, scegliere uno stato testuale di particolare valore o riportare più testi comparandoli. L’edizione critica non è rivolta al grande pubblico ma agli studiosi; tuttavia è il presupposto per tutte le edizioni di maggiore circolazione.

Diverse edizioni critiche anche molto diverse tra loro, mai un’edizione definitiva, solo ipotesi. N.B.: la filologia mira all’esatta comprensione dei testi letterari prodotti in una determinata epoca e cultura, abbracciando un campo più ampio di argomenti. La critica del testo le è preliminare, ma l’influenza e la collaborazione è reciproca (i progressi dell’una influiscono sull’altra). A sua volta la critica testuale si avvale di altri studi (paleografia, papirologia…).

Origini storiche

Il problema di ottenere l’originale è presente fin dall’antichità, ma diventa urgente nel Tre Quattrocento, in età umanistica. Fondamentale recuperare l’esattezza delle opere antiche. Gli umanisti non elaborano un metodo ma confrontano testi, scegliendo la forma che pareva migliore. Si partiva da un manoscritto che si riteneva superiore (codex optimus) e lo si correggeva o con altri codici (emendatio ope codicum) o con congetture (emendatio ope ingenii). Un criterio era quello della maggioranza: variante più testimoniata veniva scelta…

La stampa rallenta questo tipo di studio, si canonizza l’editio princeps (a volte basata però su testimoni di scarsa qualità!). Modifica della situazione tra Sette e Ottocento, importante capire il valore effettivo dei testimoni. Il metodo scientifico inizia a delinearsi, e nasce il metodo di Lachmann, anche se nome improprio. Altro nome: metodo stemmatico. Con esso la critica testuale diventa disciplina pienamente scientifica.

L'originale non conservato

La tradizione di un’opera è il complesso dei documenti che riportano un determinato testo o parte di esso. Diretta o indiretta (di quest’ultima fanno parte i rifacimenti, i riassunti, gli estratti, le traduzioni, le imitazioni, le parodie…). Si parla anche di testo tradito. La trasmissione di un’opera è il processo con il quale quell’opera è giunta fino a noi, dalla sua elaborazione alle copie.

Esemplari storicamente esistiti di un’opera sono sicuramente maggiori rispetto a quelli giunti. Es testi antichi hanno subito una selezione. Altri fattori che influirono: passaggio da papiro a pergamena e da rotoli a codice. Spesso testimoni di cui disponiamo sono relativamente recenti, o comunque di molti secoli successivi all’autore: allora ci si chiede quanto corrispondano all’originale? Trasmissione di un testo soggetta al tempo! Punto di stop con la prima edizione critica di un’opera che vuole tornare a ritroso all’originale. Trasmissione o tradizione anche orale. Possibilità di ricostruire un testo legata allo studio della sua tradizione. Non si può fare critica del testo senza conoscere la storia della tradizione.

Segre: il testo di un’opera è frutto dell’intersezione tra il sistema linguistico e ideologico dell’autore e dei copisti. Il testo è dunque un diasistema. Ogni studio critico è preceduto da una ricognizione dei testimoni dell’opera. In seguito, avviene la collazione (il confronto tra i testimoni per rilevarne le differenze). Si prende un modello (esemplare di collazione) con criteri soprattutto arbitrari e si registrano tutte le lezioni in cui il singolo testimone diverge dal testo-base.

Metodo stemmatico

  • Obiettivo: ridurre al minimo la scelta soggettiva dell’editore nella ricostruzione del testo. Ricostruzione per quanto possibile “automatica”. Principio chiave: valore del testo dipende dal valore del testimone che lo riporta.
  • Due fasi distinte della critica testuale:
    • Recensio: obiettivo è la valutazione dei testimoni (per stabilire rapporti);
    • Constitutio textus: formula un’ipotesi di testo conforme a ciò che doveva essere l’originale sulla base dei risultati della recensio. A sua volta, la constitutio textus si divide in: selectio, emendatio.
  • Il valore di una determinata lezione è strettamente dipendente dal valore del testimone che la riporta. Non vale quindi un criterio basato, ad esempio, sulla maggioranza dei testimoni. Il valore del singolo testimone e la sua affidabilità si determinano quindi in base ai rapporti che il testimone ha con gli altri testimoni dell’opera.
  • In sede di recensio si procede dunque alla ricostruzione dei rapporti tra i testimoni, che vengono quando possibile rappresentati in una figura schematica = lo stemma codicum (albero genealogico dei manoscritti). Importante per stabilire il valore effettivo delle testimonianze (es. piani bassi…).
  • Una volta individuati i rapporti, si passa alla ricostruzione del testo originario = constitutio textus. Ma raramente le scelte tra testimoni sono automatiche. Maas: selectio = scelta tra due o più lezioni alternative.
  • Dove non sia possibile o sufficiente per risalire all’originale, bisogna ricorrere all’emendatio = ripristinare il testo con il proprio ingegno.
  • Stemma storico o reale: rappresenta la trasmissione di un’opera come essa è storicamente avvenuta. Problemi però per la ricostruzione dello stemma: in genere si conserva solo una parte dei testimoni che effettivamente esistettero e le relazioni fra i testimoni vanno ricostruite. In realtà quindi lo stemma storico di un’opera è un’entità inconoscibile, siccome non è mai possibile per noi sapere quanti e quali testimoni dell’opera siano andati perduti. Bisogna accontentarsi di una ricostruzione dello stemma dei testimoni superstiti (stemma ricostruibile).
  • Un’esatta comprensione dei rapporti fra i testimoni semplifica il lavoro editoriale e critico (permette ad esempio di eliminare determinati testimoni a fronte di altri). Per chiarire tali rapporti, il metodo più efficace è quello degli errori-guida: la parentela tra testimoni non è indicata dalla loro coincidenza in lezioni esatte, ma in lezioni erronee (generatesi in qualche passaggio della trasmissione successivo all’originale). Ciò che permette di rivelare la parentela è l’innovazione, non il perdurare della lezione originale. In altre parole, si possono individuare relazioni fra testimoni solo in base alla presenza in essi di innovazioni comuni e non in base alla comunanza di lezioni esatte, cioè conformi all’originale. N.B. per errore non si intende per forza un errore involontario, a volte sono vere e proprie “correzioni” operate dal copista di proposito. Si preferisce pertanto il termine neutro di “innovazione”.

Ricostruzione dello stemma

  • Reperiti i testimoni, si effettua la loro collazione per individuare le reciproche varianti. Per una parte di queste varianti sarà possibile capire quale sia la forma originaria e quale l’innovazione, per un’altra parte non sarà possibile; queste ultime vengono dette varianti adiafore (indifferenti) e vengono momentaneamente accantonate.
  • I testimoni che presentano le stesse innovazioni vengono raggruppati in una stessa famiglia che costituisce un ramo dello stemma.
  • Non tutte le innovazioni possono essere utilizzate come elemento guida per la ricostruzione dello stemma. Per essere tale, un’innovazione deve soddisfare insieme questi due requisiti:
    • Deve essere tale da potersi essere prodotta una sola volta. NON hanno valore di guida le innovazioni poligenetiche (che possono essersi prodotte in linea indipendente in diversi testimoni. Caso tipico: salto da pari a pari, molto facile da commettere = probabile che diversi copisti siano incorsi nell’errore indipendentemente l’uno dall’altro).
    • Deve essere tale da non poter essere stata successivamente eliminata da un copista per congettura. NON hanno valore di guida le innovazioni reversibili, quelle troppo facili da individuare ed eliminare (es, l’errore grammaticale evidente. Oppure, l’introduzione di spiegazioni. È facile che vengano eliminate, quindi sono innovazioni inutili come guida).
  • Le innovazioni che servono alla ricostruzione dello stemma sono quelle che identificano i gruppi in modo univoco. Quelle che possono essere poligenetiche non servono = la stessa innovazione può riferirsi a più di un gruppo. Quelle che possono essere reversibili non servono = anche testimoni che non le riportano possono far parte del gruppo.
  • Innovazioni prodotte una sola volta: errori congiuntivi. Tutti i testimoni che presentano quell’innovazione sono uniti, derivando necessariamente dall’unico testimone in cui essa è stata introdotta.
  • Innovazioni che non possono essere sanate: errori separativi. I testimoni che non presentano l’innovazione non appartengono alla famiglia di quelli che la presentano e ne sono dunque separati. Solo le innovazioni che soddisfano contemporaneamente entrambi i requisiti possono essere davvero usati per lo stemma. N.B. Maas notò che la maggior parte degli errori congiuntivi non ha effetto separativo, mentre la maggior parte degli errori separativi ha anche efficacia congiuntiva. Esempio: una lacuna insolubile che guasta irrimediabilmente il testo.
  • Quando un testimone viene usato come esemplare per ricavare una copia, è detto antigrafo della copia. Viceversa, la copia è l’apografo. I termini indicano una relazione diretta (no passaggi intermedi).
  • Procedimento di copiatura studiato, sul piano psicologico (i ragionamenti, gli sbagli dei copisti…) e storico (le condizioni di lavoro negli scriptoria medievali…). Es si poteva scrivere o sotto dettatura, o leggendo (dettatura interiore).

Tipi di innovazioni

  • Innovazioni involontarie e inconsapevoli (veri e propri errori):
    • L’errore polare, testo frainteso > sostituzione (tipico si scrive l’opposto di un termine).
    • Il salto da pari a pari, omissione di parte del testo (tipico, omoteleuto se fine uguale; omeoarco se inizio uguale).
    • Dittografia, ripetizione di parte del testo (tipica la scrivere due volte di seguito la stessa sillaba/parola/frase).
    • Trasposizione (inversione) di parti del testo. Sono innovazioni facili da individuare quando producono un testo insostenibile, ma difficili quando il testo ha un’apparenza di correttezza.
  • Innovazioni volontarie (o interpolazioni), le più difficili da individuare perché di solito il testo è accettabile. Copisti hanno modificato consapevolmente il testo:
    • Riduzione (eliminata parte del testo).
    • Amplificazione (aggiunto testo).
    • Rielaborazione stilistica.
    • Ipercorrettismo (si crede di correggere qualcosa ma in realtà è corretto).
    • Sostituzione di contenuto.
  • Innovazioni forzose, quelle che il copista non ha potuto evitare perché obbligato.
Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 16
Riassunto esame filologia, prof. Decaria, libro consigliato Elementi di critica testuale, Chiesa Pag. 1 Riassunto esame filologia, prof. Decaria, libro consigliato Elementi di critica testuale, Chiesa Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame filologia, prof. Decaria, libro consigliato Elementi di critica testuale, Chiesa Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame filologia, prof. Decaria, libro consigliato Elementi di critica testuale, Chiesa Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame filologia, prof. Decaria, libro consigliato Elementi di critica testuale, Chiesa Pag. 16
1 su 16
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/05 Filologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher virginia.vi99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di filologia e critica del testo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Decaria Alessio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community