Esercitazione filologica
Prof. Annalisa Bracciotti con integrazioni del libro Tradizione manoscritta e critica del testo nel medioevo germanico di Anna Maria Luiselli Fadda. Per gli altri appunti contattate 3487444267.
Termine tradizione
- Tradizione intesa come lat. radere, tramandare, trasmettere
- Trasmissione scritta nel nostro caso, tradizione manoscritta
- Prima di invenzione della stampa 1452 Gutenberg in occidente, in Cina la stampa con caratteri mobili inventata nel 2° s. d.C. testi scritti tramandati a mano,
- Copia non è identica all’originale; altera il testo, nessun copista copia uguale come l’originale, volontariamente e no (involontaria: ripetere una sillaba, tralasciando una parola; volontari: se connotazioni non corretti, fatti storici falsificati)
Compito del filologo
- Riportare il testo allo stato voluto dall’autore: senza alterazioni, con la critica del testo (non è critica letteraria!), come restaurare un affresco
- Comprendere come il testo è arrivato fino ad oggi, legato al copista, al influenza la genesi dell’opera. La conoscenza del copista circa lingue straniere e storia influenza l’esito. La posizione assunta durante l’atto di copiare, verso fine giornata si nota la stanchezza;
- Conoscere le lingue germaniche e la loro storia, che tipo di libro esiste, cultura dell’epoca, capire quali testi fanno parte alle lingue germaniche
La filologia (dal greco φιλολογία, philologìa, "interesse per la parola", composto da φίλος, phílos, "amante, amico" e λόγος, lògos, "parola, discorso"), secondo l’accezione comune attuale, è un insieme di discipline che studia i testi di varia natura (letterari, storici, politologici, economici, giuridici, ecc.), da quelli antichi a quelli contemporanei, al fine della ricostruzione della loro forma originaria attraverso l’analisi critica e comparativa delle fonti che li testimoniano, e pervenire, mediante varie metodologie di indagine, ad un’interpretazione che sia la più corretta possibile. Lo stesso Alberto Varvaro, uno dei massimi filologi, evidenzia come qualsiasi testo inerente qualsiasi sapere, nonché sia scritto che orale, può e deve essere trattato con i metodi e gli strumenti della filologia. Dunque, la filologia non identifica un ambito d'indagine, ma un metodo e perciò applicabile a qualsiasi branca del sapere.
Le lingue germaniche
Quando si incomincia a scrivere in germanico?
- Germani sono coloro che parlavano lingue germaniche
- Fanno parte della famiglia indoeuropea: lingue slave, greche, lingue italiche, germaniche; finlandese non è una lingua indoeuropea
- Lingue germaniche sono unite dal fatto che hanno subito una prima mutazione consonantica; è un fenomeno che interessa il consonantismo
Tripartizione tradizionale di Schleicher
Oggi questa classificazione è superata, oggi bipartizione di cui non tutti sono d’accordo:
Lingue germaniche settentrionali
- Lingue germ. orientali: Svezia, Danimarca; nel Medioevo molto più esteso;
- Occidentali, ovest: Norvegia, Islanda: la prima colonizzazione di Islanda da monaci islandesi, poi danorvegesi che determina i racconti islandesi (saga); il monarca norvegese Aroldo Bellachioma introduce la mentalità germanica promuovendo un potere centrale forte. Alcuni non accettano il potere monarchico e sfuggono nel 870 in Islanda dove instaurano nel 930 una sorta di Repubblica “Theud veldid” con l’assemblea chiamata Althing (in islandese: AlÞingi) 1930, per conservare la propria tradizione, cultura hanno deciso di evadere; sono molto conservative anche i testi;
- Quando iniziano a scrivere? Originariamente non scrivono, c’è una trasmissione orale viva;
- L’alfabetizzazione inizia con il cristianesimo attorno al 1000, durante il basso medioevo
- Le iscrizioni runiche sono pensate ad essere incise, tipo di scrittura differisce da quella su materiale morbido su quale si dipinge;
- Il FuÞark recente (o Futhark recente), chiamato anche rune scandinave, è un alfabeto runico, forma ridotta del FuÞark antico consistente di soli 16 caratteri contro i precedenti 24, in uso a partire dal IX secolo. La riduzione paradossalmente avvenne nello stesso periodo in cui alcuni cambiamenti fonetici portarono ad un gran numero di diversi fonemi nella lingua parlata, quando il proto-norreno evolvette nel norreno.
Lingue germaniche orientali
- Gotico, Burgundi, Vandali, Longobardi
- Conosciamo solo il gotico anche se sono esistiti altri; Vandali hanno scritto tanto in latino essendo romanizzati presto e non hanno scritto in germanico;
- Unica testimonianza del gotico è la traduzione della Bibbia di Wulfila: testo frammentato;
- Wulfila era un vescovo ariano, 341 d.C.; nome = lupetto, anche scritto Vulfila o Ulfila; ila è diminutivo,
- La religiosità di Wulfila è legata strettamente alla sua attività di traduttore - visse durante l’impero romano; è eretico, ariano, fatto che lo portò a stendere l’opera;
- Aderisce all’eresia ariana, segue prete Ario, sostenevano che in Cristo non c’è una natura umana e divina: trinità non è uno, ma è gerarchicamente suddiviso (dio, spirito santo, Cristo); i germani passarono quasi tutti all’arianesimo (ad eccezione dei franchi e anglosassoni) perché la chiesa ariana sosteneva che la liturgia deve essere letta nella lingua della popolazione e non in latino o in greco;
- Capo di una piccola comunità, vescovo, di Visigoti, - visse in Mesia, oggi Bulgaria, in regione in cui a ovest si parlava latino a est greco;
- Tradusse la bibbia dal greco in gotico, nonostante conoscendo latino (inserisce alcuni termini latini): non tradusse alcuni libri dell’antico testamento: - goti abbastanza violenti, visione romana dei goti; ci è arrivato solo il nuovo testamento, del vecchio solo alcuni frammenti;
- Testo arrivato in Italia ostrogotica nel 5°-6° sec, 150 anni dopo, copisti tendono ad alterare il testo, ostrogotico non è uguale come visigotico; per questo il testo di oggi non è 100% attendibile;
- Gotico resistito per più tempo è il gotico di Crimea, vicino mar Nero: ci è arrivato attraverso fiammingo Busbecq nel 1589; il quale andando a Costantinopoli incontra un informatore greco dalla Crimea che gli fa conoscere una filastrocca, ritenuta gotica;
Lingue germaniche occidentali
Fanno parte:
- Le lingue germaniche del Mar del Nord: anglofrisone, antico sassone
- L’antico francone > basso francone > nederlandese medio
- Il germanico alpino > alemanno, bavarese (alto tedesco)
Alto tedesco
- Distinto da altre lingue germaniche a causa della seconda mutazione consonantica (! la prima mutazione consonantica sono lingue germaniche distinte da altre lingue indoeuropee)
- Alto tedesco (montagne) fa parte dell’alto tedesco al sud distinto dal basso tedesco al nord (inglese): zehn- ten;
Antico inglese
È sinonimo di anglosassone:
- STORIA: a) prima solo popolazione celtica, (indoeuropei),
- Poi i romani quando sbarcano in Britanna, 44.d C con imperatore Claudio, non arriveranno fino in Irlanda, vanno in zona pianeggiante: oggi Inghilterra, allora Britannia romana; una provincia in un tempo compreso tra il 43/44 e il 410.
- Tra 406-407 inverno freddo in Europa gela il fiume Reno; barriera naturale che teneva i Barbari fuori dall’impero romano; quell’inverno però i barberi, i visigoti, lo sfruttavano e si redigono verso Roma la quale chiama le truppe dall'Inghilterra;
- La zona scoperta fu invasa da Angli, Sassoni e Juti, i celti rimasti si organizzano e resistono guidati da re Arturo, da qui nasce la leggenda; le nuove popolazioni non si insediarono né in Irlanda, né Scozia, Galles;
- Non si può parlare di anglosassoni in Inghilterra prima del V sec. dopo che Roma ha richiamato le milizie;
Il presbitero alessandrino Ario (260 ca - 336) fu, all'epoca in cui prendeva forma definitiva la dottrina della Trinità, il massimo rappresentante di una delle interpretazioni di maggior seguito della relazione tra le persone della Trinità, in particolar modo di quella tra il Padre e il Figlio. Egli non negava la Trinità, ma subordinava il Figlio al Padre (subordinazionismo), negandone la consustanzialità che sarà poi formulata nel concilio di Nicea (325) nel credo niceno-costantinopolitano. Alla base della sua tesi, permeata della cultura neoplatonica tanto in voga nell'ambiente ellenistico egiziano, v'era la convinzione che Dio, principio unico, indivisibile, eterno e quindi ingenerato, non potesse condividere con altri la propria ousìa, cioè la propria essenza divina. Di conseguenza il Figlio, in quanto “generato” e non eterno, non può partecipare della sua sostanza (negazione della consustanzialità), e quindi non può essere considerato Dio allo stesso modo del Padre (il quale è ingenerato, cioè aghènnetos archè), ma può al massimo esserne una creatura: certamente una creatura superiore, divina, ma finita (avente cioè un principio) e per questo diversa dal Padre, che è invece infinito. Padre e Figlio non possono dunque essere identici, e il Cristo può assumere l'appellativo di "Figlio di Dio" soltanto tenendo in considerazione la sua natura creata, e non quella increata posta allo stesso livello di quella del Padre. Così facendo, Ario non negava di per sé la Trinità, ma la considerava costituita da tre diverse persone (treis hypostaseis) caratterizzate da nature diverse.
Invasione anglosassone della Britannia
L'invasione anglosassone della Britannia, anche indicata come la colonizzazione anglosassone della Britannia, è l'insieme delle migrazioni avvenute nel V secolo d.C. di parecchie genti germaniche dalle coste occidentali dell'Europa continentale per insediarsi in Gran Bretagna. Non sono note date precise, ma si sa che l'invasione iniziò al principio del V secolo, dopo che le truppe romane lasciarono la Britannia nel 410, con l'iniziale sbarco dei Sassoni in prossimità del vallo di Antonino, e proseguì per i decenni successivi. Il loro arrivo è chiamato Adventus Saxonum nei testi latini, una definizione utilizzata per la prima volta da Gildas verso il 540. L'Adventus Saxonum è considerato il punto di inizio della Storia dell'Inghilterra ed è tradizionalmente ritenuto un'invasione piuttosto che una colonizzazione, con date che differiscono e circostanze solamente ipotizzate.
Il dibattito, sia fra gli studiosi sia in altri ambiti, è tuttora aperto in merito alle modalità e alle ragioni per le quali gli insediamenti anglosassoni ebbero successo, così come riguardo a quali fossero i rapporti fra Anglosassoni e Britanni romanizzati, in particolare in che misura i nuovi venuti cacciarono o sostituirono gli abitanti già presenti. I Britanni non romanizzati che vivevano nell'ovest e nel nord della Britannia restarono in gran parte estranei all'insediamento degli Anglosassoni.
450-850 Eptarchia (in inglese Heptarchy, dal greco επτά hepta ‘sette’ e άρχω arkho ‘governare’) anglosassone è il nome dato dagli storici a quel periodo della storia dell'Inghilterra successivo alla migrazione anglosassone della parte meridionale dell'isola (che da loro prese il nome di "Angleland", da cui Inghilterra).
- Regno dei Sassoni: 3 regni: Wessex (ovest), Sussex (sud), Essex (est)
- Regno degli Juti: 1 regno: Kent
- Regni degli Angli: 3: East Anglia (orientale), Mercia (centro), Northumbria (nord) (oggi confine con Scozia)
L'alfabetizzazione va a pari passo con la cristianizzazione che causa la scrittura.
596-597 Papa Gregorio Magno I manda 40 monaci nel Kent per iniziare la missione dal Sud, quasi contemporaneamente c’è anche una cristianizzazione da nord, dall'Irlanda; sono guidati dal monaco Agostino di Canterbury.
Fonti storiche
L'unica fonte scritta affidabile e utile riguardante le genti note con il nome di Anglosassoni e i luoghi da cui provenivano è la Historia ecclesiastica gentis Anglorum, scritta verso il 731 dal Venerabile Beda.
Beda era un monaco anglosassone del Northumbria, Monkwearmouth, scrive nel 731 “Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum”: storia ecclesiastica del popolo degli angli; storia della cristianizzazione degli anglosassoni e degli Iuti.
Racconta della prima opera conosciuta da noi che fu scritta in anglosassone da Cædmon (658-680) un pastore della Northumbria che una mattina compose l’inno sulla creazione in lingua anglosassone, ma nel dialetto degli angli; secondo Beda era un miracolo perché Cædmon non sapeva scrivere ma compose però in allitterazione (che è il metro germanico) e non in versi liberi; la badessa, Lady Hilda del monastero di Whitby, 614-680, viene a saperlo e lo ospita in modo che componga l’opera.
Cædmon (æ è ash = e aperta come é) [tʃ dmon] (ital: casa o cielo dipende dalla vocale che segue, ingl: anche qui dipende dalla vocale che segue)
Dopo 850 -1066 Danelaw
King Alfred trova un accordo con i vichinghi danesi. Questo periodo arriva convenzionalmente fino a quando i Vichinghi iniziarono le loro scorrerie nell'isola, stabilendo un Danelaw e regni a York e sull'Isola di Man, quindi dal 450 circa all'850 circa. Il termine di Eptarchia si riferisce all'esistenza di sette regni, che poi si unirono per formare il Regno d'Inghilterra, nella prima metà del X secolo. Il termine fu coniato nel XII secolo da Enrico di Huntingdon che lo utilizzò nella sua Historia Anglorum e divenne d'uso comune dal XVI. Ricerche successive hanno comunque dimostrato sia che alcuni di questi regni (Essex e Sussex) non avevano lo stesso status di altri, sia che esistevano sull'isola anche altri regni minori che ebbero un ruolo tutt'altro che marginale. Dagli inizi del XX secolo il termine eptarchia è stato considerato insoddisfacente per descrivere la situazione e molti storici hanno smesso di usarlo.
Il Venerabile Beda
Il Venerabile Beda traduce Giovanni, J. D. Penrose, 1902 circa. Essa identifica i migranti come Angli, Sassoni e Juti; inoltre afferma che i Sassoni venivano dall'Antica Sassonia e gli Angli dall'Anglia, che si trovava tra le terre di origine di Sassoni e Juti. Si ritiene ragionevolmente che l'Anglia corrisponda all'antico Schleswig-Holstein (lungo l'attuale confine tra Germania e Danimarca), includendo l'attuale Angeln. Lo Jutland era la patria degli Juti e la costa tra i fiumi Elba e Weser è il punto d'origine dei Sassoni. Uno degli aspetti distintivi che caratterizzano le sepolture degli Anglosassoni è la moda femminile. Vi sono differenze, infatti, che rendono distinguibili e identificabili gli Angli, i Sassoni e gli Juti, supportati inoltre da ritrovamenti che possono essere correlati a specifiche regioni dell'Europa continentale.
La prima letteratura inglese
La prima letteratura inglese è la letteratura anglosassone, che comprende i testi scritti in inglese antico in un periodo che va dal 450 d.C. circa, quando sassoni, juti, angli, frisoni e altre popolazioni germaniche si stabiliscono in Inghilterra dopo la ritirata dei romani dall'isola, alla conquista dell'isola da parte dei normanni nel 1066. Questa data segnerà una progressiva riduzione dei testi nella forma arcaica della lingua che estinguerà completamente agli inizi del XII secolo. Testi scritti composti in questo periodo comprendono poemi epici, testi agiografici, traduzioni della Bibbia, cronache storiche, opere giuridiche e altri testi. Circa quattrocento manoscritti risalenti a quest'epoca sono sopravvissuti sino a noi.
La prima opera letteraria sopravvissuta in inglese antico è l'Inno di Cædmon composto probabilmente tra il 658-80. Nella società inglese di questo periodo il veicolo di trasmissione della cultura è ancora l'oralità e molte delle opere venivano composte per essere lette ad un pubblico. Alcuni poemi epici divennero molto popolari e questo può averli aiutati a sopravvivere sino a noi. Molte opere dei manoscritti di questo periodo sono probabilmente adattamenti scritti di precedenti poemi di argomento militare sviluppatisi sul continente. Quando queste opere giunsero in Inghilterra erano ancora tramandate in forma esclusivamente orale da una generazione all'altra e costituivano il patrimonio culturale dei popoli germanici. Opere suddette cadono in uno dei due grandi gruppi in cui è divisa la letteratura inglese antica ovvero quello contenente le opere eroiche di origine germanica, l'altro gruppo comprende le opere di argomento cristiano.
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