Definizione di estimo
È quella parte della scienza economica definibile come l'insieme dei metodi logici e metodologici che regolano e quindi consentono la motivata oggettiva e generalmente valida formulazione di un giudizio di stima del valore di beni economici, espresso in moneta. Oggi l'estimo, basandosi sull'evoluzione delle teorie economiche e utilizzando i principi della scienza economica, esprime anche giri di convenienza economica.
Bisogni, utilità e beni economici
Il comportamento umano è caratterizzato da una molteplicità di necessità e di esigenze le quali, a causa della limitata disponibilità dei mezzi idonei a soddisfarla, costruiscono i bisogni umani. I mezzi che hanno l'utilità di soddisfare i bisogni umani costituiscono i beni.
Un bene diventa bene economico se è utile, accessibile, limitato. Esistono beni che inizialmente non sono beni economici ma lo diventano in seguito a una trasformazione fisica, spaziale e temporale. Es. acqua: alla sorgente è un semplice bene poiché scorre in quantità illimitata è disponibile a tutti ed è utile poiché soddisfa un bisogno; quando viene imbottigliata subisce un processo di trasformazione (processo produttivo) e diventa un bene economico in quanto utile, accessibile e limitato.
Un bene se soddisfa le proprietà di essere:
- Utile: quando è idoneo e soddisfa una domanda
- Accessibile: quando soddisfa un bisogno
- Limitato: quando è scarso rispetto alla domanda
Allora acquisisce una potenzialità economica quantificabile in moneta qualora esista un mercato, luogo di scambio e di incontro tra la domanda e offerta. È il luogo in cui si realizzano i prezzi.
Nel momento in cui un bene economico soddisfa completamente un bisogno, il bene ulteriormente disponibile avrà in quel momento un'utilità minore o addirittura nulla. Dunque uno stesso bene non soddisfa allo stesso modo un bisogno nella 1° e nell'ultima dose.
Si hanno due fasi di utilità:
- Utilità iniziale: legata alla capacità della 1° dose di soddisfare un bisogno
- Utilità marginale: grado di soddisfazione dato dall'ultimo dose disponibile
L'insieme di beni economici costituisce una ricchezza.
Caratteristiche dei beni economici
I beni economici in genere presuppongono un'esclusività all'uso se sono di proprietà privata (il soggetto che ne possiede l'esclusività all'uso può produrlo e venderlo); i beni che non possiedono il principio dell'esclusività sono beni di tipo collettivo, ad esempio beni connessi alla cultura.
In base ai bisogni che devono soddisfare, i beni economici si dividono in:
- Diretti o di consumo: Soddisfano immediatamente e direttamente i bisogni umani, possono essere istantanei/durevoli
- Indiretti o strumentali: aumentano il reddito (es. casa: se la compri per viverci è un bene diretto, se la compri per affittarla è un bene strumentale)
- Indipendenti: soddisfano autonomamente un bisogno
- Complementari: es. acqua + farina = pane
- Producibili: es. casa per un costruttore
- Irriproducibili: es. opera d'arte
- Mobili
- Immobili
- Materiale non frangibile: SERVIZI (es. diritti, prestazioni di lavoro: beni forniti dallo stato per soddisfare e garantire i bisogni della collettività)
Questa classificazione dipende dalle caratteristiche di un bene economico, poiché per ogni bene possono coesistere caratteristiche diverse a seconda di ciò che si considera, lo stesso bene potrà avere una diversa classificazione a seconda del soggetto economico che aspira alla sua fruizione.
Spesso le risorse e i beni naturali non garantiscono direttamente la soddisfazione a tutti i bisogni quindi è necessario un processo di trasformazione di tali beni in altri con utilità maggiore. La creazione di utilità attraverso una trasformazione fisica, spaziale e temporale della materia in beni economici con utilità maggiore prende il nome di produzione.
La produzione non si limita alla sola trasformazione fisica dei beni in altri beni economici con utilità maggiore, ma è anche una trasformazione spaziale e temporale poiché anche le attività terziarie sono attività produttive, ossia possono partecipare al processo di trasformazione.
Risultati del processo produttivo:
- Reddito (espresso in termini monetari)
- Prodotto (espresso in termini di unità fisiche)
I beni e i servizi che concorrono al processo produttivo prendono il nome di fattori della produzione. L'imprenditore è colui che coordina i fattori della produzione, mentre l'impresa è il luogo in cui avviene una combinazione produttiva organizzata dei fattori della produzione. Per svolgere un'attività produttiva serve il capitale, ossia risorse che si distinguono in:
- Capitale fisso: tutti gli investimenti a lungo tempo di recupero, cioè i capitali che avranno il corrispettivo ricavo oltre l'anno. Tra questi beni si possono collocare, ad esempio, gli impianti e i macchinari. In sostanza il capitale fisso è quella parte dei beni durevoli che costituiscono una fonte redditizia nello svolgimento di un'attività produttiva.
- Capitale circolante: è l'ammontare di risorse che compongono e finanziano l'attività operativa di un'azienda ed è un indicatore utilizzato allo scopo di verificare l'equilibrio finanziario dell'impresa nel breve termine.
I fattori della produzione che rendono possibile la produzione di un prodotto ad utilità maggiore sono: materie prime, personale e capitali; inoltre possono essere distinti in:
- Fattori originali: ovvero capitali, lavoro e terra
- Fattori specifici: permettono di controllare la quantità dei fattori che entrano nei processi produttivi (materiali, mezzi di trasporto etc..)
- Fattori sottintesi: quelli che non si possono controllare (agenti atmosferici)
- Fattori variabili: la quantità del prodotto finale varia al variare delle quantità dei fattori
- Fattori fissi: se non varia la quantità del prodotto finale
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