Project Management
Capitolo 1: definizione del project management
Il Project Management (PM) nasce nel mondo anglosassone come esigenza di organizzare e razionalizzare le attività non ripetitive. Per spiegare il termine 'non ripetitive' possiamo far riferimento a un esempio pratico: quando parliamo di una realizzazione di un edificio ci riferiamo a quelle imprese che operano su commessa, e che quindi realizzano prodotti di volta in volta su misura legati alle esigenze dei clienti. La realizzazione di un edificio o comunque un progetto architettonico/ingegneristico può quindi essere definito come un evento caratterizzato da fattori di unicità, in quanto un edificio che realizzo non lo ripropongo in egual modo in un'altra situazione con clienti diversi e caratteristiche geomorfologiche diverse. Contrariamente, quando penso alla realizzazione di una macchina mi riferisco a imprese che producono prodotti per il magazzino. Realizzare una macchina quindi implica un solo progetto che verrà poi riproposto in egual modo più volte.
Per quelle attività non ripetitive è quindi impossibile definire un'unica regola di gestione ottimale valida per tutti i processi; risulta più corretto dire che non è una scienza esatta valida per tutte le commesse. Ad oggi inoltre vi è una forte esigenza di avere una buona organizzazione produttiva, di conseguenza un controllo di gestione automatizzato organizzato per commessa (o progetto) piuttosto che per prodotto. Ecco perché si parla di economia di processo e non di economia di prodotto (applicabile invece ai settori industriali).
Anche nei bandi pubblici, in riferimento a quelli che individuano l’offerta migliore attraverso il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, l’organizzazione e la metodologia di approccio alla commessa rappresentano dei criteri favorevoli per l’affidamento o l’aggiudicazione di appalti pubblici.
Il PM può essere definito letteralmente come gestione del progetto, ma il termine 'project' può essere esteso ed espresso come una combinazione delle risorse e non, limitate, riunite in un’organizzazione temporanea per il raggiungimento di un obiettivo in termini di costi, tempi e qualità. In particolare, un metodo che attraverso la gestione ottimale delle variabili tempo, costo, qualità e allocazione delle risorse mi produce il risultato economico migliore. È difatti importantissimo dire che una buona gestione di commessa, quindi un buon PM, può portarmi a un risparmio dei costi di circa il 30%. Inoltre, se si migliora la gestione dell’allocazione delle risorse e della previsione dei tempi (e di conseguenza il loro mantenimento) posso avere ulteriori risparmi economici.
Definisco una gestione ottimale di una commessa quando quest’ultima mi permette di rispettare:
- I tempi e costi previsti
- Allocazione ottimale delle risorse
- Qualità delle prestazioni rese
- Risposte certe e immediate in caso di eventi imprevisti
Il PM ha quindi diverse funzioni principali:
- Facilita il raggiungimento della qualità globale del prodotto in termini di tempi, costi, qualità e allocazione delle risorse
- Facilita i processi decisionali aziendali
- Facilita la comunicazione tra tutto il team
- Dà trasparenza, quindi aumenta l’efficienza e abbatte i rischi
- Funge da integratore tra progettista, committente e imprese
Una guida per il PM è la guideline PMBok che è stata anche la base documentale per l’emanazione dell’ISO 21500, quest’ultima migliora le procedure di gara e fornisce riferimenti di enti standardizzati internazionali. Il PMBok è attualmente composto da 6 versioni. La 5 presenta 5 gruppi di progetti: avvio, pianificazione, esecuzione, monitoraggio e controllo, chiusura. Essi sono riportati in egual modo anche nella sesta versione. Quest’ultima propone per la prima volta un capitolo dove tratta la figura del P. manager e le sue competenze.
Per le competenze del P. manager si fa riferimento al triangolo del talento, ossia:
- Buone strategie aziendali (conoscere i concorrenti, il mercato ecc.)
- Capacità di leadership
- Abilità tecniche legate al settore in cui si sta svolgendo il lavoro
Capitolo 2: il processo edilizio e le sue 4 fasi
Il processo edilizio viene definito come l’insieme di norme, azioni e processi che vanno dalla programmazione di un’opera fino alla realizzazione della stessa attraverso un insieme in sequenza di atti e adempimenti espressi dalla legislazione vigente. Il processo edilizio si compone di 4 fasi:
- Programmazione: la programmazione comincia quando l’amministrazione politica definisce un elenco delle opere da realizzare per soddisfare le esigenze e i bisogni espressi dalla comunità amministrata. È importante sottolineare che tutte le opere elencate devono presentare e soddisfare le esigenze di fattibilità. Si parla di esigenze in quanto non vi è solo l’esigenza della disponibilità economica-finanziaria, che effettivamente è una condizione necessaria ma NON sufficiente, bensì bisogna tener conto di:
- Fattibilità tecnica: studi geomorfologici e eventuali criticità idrologiche o sismiche
- Fattibilità urbanistica: verifico che non vi siano norme legate al territorio
- Fattibilità a tutela del territorio: verifico che non vi siano vincoli archeologici o cogenti (vincoli inderogabili)
- Requisiti a tutela dell’ambiente: verifico che non vi siano vincoli legati alla flora e alla fauna
- Una volta che le opere soddisfano e presentano tutte le esigenze allora diventano operativi il programma triennale e il programma annuale. Quest’ultimo è un elenco delle opere che l’amministrazione comunale vuole realizzare nell’anno cui si riferisce. Il programma triennale costituisce momento attuativo di studi di fattibilità e identificazione e quantificazione dei bisogni espressi dalla comunità amministrata. Sarà poi compito dell’amministrazione politica inviare l’elenco al componente amministrativo che si identifica nella figura del responsabile del procedimento (RUP). Il RUP, dopo la stesura dei documenti preliminari (documenti che contengono le esigenze, vincoli, requisiti ecc.) dà inizio alla seconda fase del processo edilizio.
- Progettazione: la progettazione è l’insieme di atti tecnici, relazioni e disegni atti a definire le caratteristiche e i componenti che l’opera deve avere. Tutto ciò con lo scopo di andare poi a realizzare un'opera che abbia la migliore qualità sempre nel rispetto dei costi e benefici. La progettazione si articola in:
- Fattibilità tecnico ed economica
- Progetto definitivo
- Progetto esecutivo
- Tutto ciò per ottenere:
- Soddisfacimento dei fabbisogni espressi
- Qualità
- Rispetto delle norme e dei vincoli
- Una volta acquisito il progetto si passa alla terza fase.
- Realizzazione: per la realizzazione di opere pubbliche essa può avvenire per concessione o appalto. In particolare, esistono diverse procedure per i bandi pubblici, in tutti i casi vi deve essere però una previa pubblicazione del bando o un avviso di indizione del bando stesso. Tra le procedure si ritrovano nello specifico:
- Procedura aperta
- Procedura ristretta
- Partenariato per l’innovazione
- Procedura ristretta senza previa pubblicazione del bando
- Procedura competitiva negoziata con dialogo competitivo
- Tra i modi di aggiudicazione del bando possono essere utilizzati diverse metodologie, quali offerta economicamente più vantaggiosa o minor prezzo. È importante sottolineare che prima della chiusura del bando tutte le imprese devono presentare il progetto esecutivo in quanto bisogna valutare se effettivamente le offerte rispondano alle esigenze e i requisiti espressi. Inoltre, per poter partecipare devono avere diversi requisiti, come per esempio l’attestazione SOA che definisce che l’impresa ha idoneità tecnico-organizzativa e economica-finanziaria. Una volta terminata la realizzazione dell'opera si passa alla quarta e ultima fase.
- Collaudo: il collaudo viene svolto da enti terzi al fine di certificare che tutto è stato svolto con regolarità nel pieno delle norme, dei vincoli e delle esigenze e bisogni espressi. L’opera a questo punto è a disposizione dei cittadini che l’hanno richiesta.
Capitolo 3: il project manager e le sue caratteristiche
L’obiettivo del project manager è la corretta gestione della commessa al quale è preposto, dalla sua ideazione fino alla costruzione della stessa attraverso un efficace controllo di tutti gli aspetti tecnici, temporali, economici e qualitativi adoperati per tutto il processo di realizzazione dell’opera. Difatti l’obiettivo ultimo è quello di realizzare una commessa che mi faccia mantenere: costi, tempi, qualità e risorse sia umane che materiali che ho previsto.
Le caratteristiche che deve avere un PM sono: caratteristiche tecniche, gestionali, personali e relazionali.
Le attività di gestione di una commessa in generale possiamo definirle:
- Pianificazione:
- Studiare l’opera e tutti i documenti inerenti
- Stabilire gli obiettivi (costi, tempi)
- Studiare i software che mi permettano di creare una pianificazione ordinata
- Programmazione:
- Tramite la WBS identifico le relazioni e le ordino
- Utilizzo software che mi permettano di ottimizzare le fasi, tempi, costi e risorse
- Inquadro i ruoli e le relative responsabilità
- Organizzazione delle risorse umane:
- Definisco i lavori e li assegno a quelle risorse umane che hanno competenze per svolgerli
- Direzione e coordinamento:
- Gestisco e sovraintendo la commessa
- Controllo:
- Assicurare che il lavoro sia conforme a quanto programmato
- Valutazione:
- Valuto le prestazioni così da migliorare gli sforzi futuri
Queste attività di gestione possono essere adoperate sia per gli studi professionali di progettazione sia per le imprese di costruzione.
Per la progettazione:
- Pianificazione:
- Identificare le finalità di progetto
- Stabilire le attività, budget ecc.
- Definire una struttura operativa e di controllo
- Definire metodi per il flusso di informazione
- Programmazione:
- Raggiungere gli obiettivi temporali nel rispetto dei costi e del tempo
- Evidenziare le...
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