Che cos'è l'arte – Arthur Danto
Che cos'è l'arte è una raccolta di saggi di Arthur Danto volta ad individuare le proprietà e i significati universali dell'arte. Il libro riassume il pensiero filosofico di Danto ed è volto ad introdurre nuove riflessioni riguardanti il mondo dell'arte. Ciò che si ripropone Danto è di definire ontologicamente cos'è un'opera artistica e più in generale che cos'è l'arte, di enucleare cioè le condizioni necessarie e sufficienti affinché una cosa sia considerata tale.
Il concetto di imitazione
Fino al Modernismo l'arte era considerata essenzialmente un'imitazione della realtà, basata sulla concezione mimetica teorizzata da Platone e ripresa successivamente dall'umanista rinascimentale Leon Battista Alberti nel De Pictura in cui afferma che non bisogna distinguere la differenza tra arte e realtà. Platone fu il primo che cercò di dare una definizione all'arte, vedendola, negativamente, come una semplice riproduzione della realtà circostante. Nei suoi scritti quindi dice che l'arte allontana dalla realtà, dal momento che imita il mondo circostante che a sua volta è imitazione delle idee. L'arte, per Platone, è "imitazione delle imitazioni". Non ha alcuna utilità pratica, ma è semplice apparenza. Infine corrompe gli animi perché non permette all'uomo di arricchirsi, ma alimenta solo desideri e sofferenze.
Il passaggio al Modernismo
Fino al '900, prima dell'avvento del Modernismo, l'arte era puramente imitazione della realtà volta a rappresentare in maniera esteticamente piacevole il mondo circostante. Con il Modernismo, in cui furono prodotte opere essenzialmente astratte, l'arte subì cambiamenti rivoluzionari. La supremazia del criterio di Alberti fu abbandonata per un nuovissimo modo di vedere l'arte. Nel 1895 il sonoro incontra il movimento e questa fusione porta ad un primo cambiamento dell'arte.
Il Fauvismo e Picasso
Parigi fu la capitale in cui nacque e crebbe quest'ondata rivoluzionaria. Nella mostra del 1905 al Salon D'Automne di Parigi furono esposti numerosi quadri di soggetti ordinari ma non rappresentati come li vediamo dal vero. Il movimento artistico dei Fauves ("bestie", così definiti da Vauxcelles) dava molta importanza al colore come forma di espressione. Usavano colori molto vivaci e contornati da spesse linee. Les Demoiselles D'Avignon (1907) di Picasso, rappresenta cinque donne realizzate in maniera astratta. Lo scopo di Picasso non era quello di rappresentare realisticamente le cinque prostitute, ma di evidenziare, attraverso le loro movenze e i colori, la vera essenza, l'interiorità delle donne.
Les Demoiselles D'Avignon rappresenta tre tipi di donne con tre stili differenti. A sinistra ci sono due donne con le braccia alzate, con gli occhi contornati di nero, in completo stile fauves. A destra ci sono due donne accovacciate che coprono il volto con maschere in stile tribale. Al centro, spostata verso sinistra, invece c'è una bella donna che si appropinqua ad entrare. Danto vede in queste figure femminili l'evoluzione freudiana dell'Es, Io e Super-io. Individua quindi tre differenti livelli psicologici e tre differenti livelli di fisicità.
L'arte nel XX secolo
Nel 1915 Arthur Dove con l'aiuto di Malevic realizzano un Quadrato nero. Questi esempi sottolineano i profondi cambiamenti che l'arte subì nel XX secolo. Non è più possibile definire il concetto d'arte come semplice imitazione della realtà, dal momento che l'arte del XX secolo si allontana profondamente da questa verità. Per alcuni quindi il processo di astrazione veniva direttamente dalla natura. L'artista astraeva dalla realtà visiva.
Il cubismo, sviluppatosi in Europa, per astrarre, geometralizzava la realtà; con l'Espressionismo Astratto invece abbiamo il cosiddetto disegno automatico – la sospensione del controllo del conscio – che Motherwall, uno dei maggiori esponenti della Scuola di New York, definiva "scarabboccio". Due correnti artistiche differenti e due differenti modi di astrarre la realtà.
Il surrealismo e l'astrazione
Gli artisti surrealisti ritenevano invece che l'ispirazione partisse direttamente dall'artista in assenza di qualsiasi controllo razionale. Breton nel 1924 diceva che l'arte era un flusso non premeditato e non controllato di linguaggio, senza guida né censura. Queste idee influenzarono profondamente lo sviluppo dell'Espressionismo astratto ed è inoltre chiaro come Breton fosse stato profondamente influenzato dall'Interpretazione dei sogni di Freud.
Movimenti artistici del XX secolo
Nel 1900 si sviluppano numerosissimi movimenti artistici, alcuni dei quali aderenti alla politica, come il Futurismo o il Realismo socialista. Per la maggior parte persisteva una continuità di mezzi – colori a olio, acquerello, acrilico ecc. Negli anni settanta però subentrò un cambiamento: l'abbandono dei materiali artistici con l'introduzione nell'arte di qualunque tipo di oggetto. I soggetti delle opere d'arte venivano presi direttamente dalla Lebenswelt, ovvero dal mondo della vita. Beuys, professore a Dusseldorf, dichiarò che qualunque cosa poteva essere arte.
La differenza tra arte e realtà
Quindi che differenza c'è tra arte e realtà? È la domanda che ha seguito Danto durante la sua riflessione filosofica. Un esempio fondamentale, nel campo della musica, è quello del compositore rivoluzionario John Cage. Nel 1952 a Woodstock presentò un'opera eseguita dal pianista David Tudor. Il brano si intitola 4'33" e consiste in tre movimenti di diversa durata. Tudor coprì la tastiera, avviò il cronometro, e una volta conclusosi il tempo riscoprì la tastiera. Ripeté il movimento per tre volte. L'opera non fu compresa dal pubblico che se ne andò insoddisfatto. L'intento di Cage era quello di far ascoltare i suoni della vita al pubblico. La realtà era ormai entrata a far parte del mondo artistico.
Danto e la visione hegeliana dell'arte
Danto ha una visione dell'arte molto simile a quella hegeliana. Il filosofo idealista vedeva l'arte, la filosofia e la religione come componenti dello spirito. Attraverso la Fenomenologia dello spirito Hegel cerca di far raggiungere agli uomini la consapevolezza di se stessi, ovvero di giungere ad un livello di autocoscienza attraverso diversi step. Danto, allo stesso modo, vede l'arte come un movimento continuo tra tesi antitesi e sintesi che si è concluso nel XX secolo, quando l'arte ha finalmente raggiunto la piena consapevolezza di se stessa. L'arte contemporanea riflette se stessa.
Artisti chiave: Duchamp e Warhol
Danto individua due importanti artisti che hanno permesso ciò: Marcel Duchamp e Andy Warhol. Duchamp fu un importantissimo esponente del Dadaismo, corrente che produceva arte come attacco alla borghesia, ritenuta responsabile della Prima Guerra Mondiale. Il merito dell'artista va al fatto che ha saputo produrre, per la prima volta consapevolmente, un'arte non bella. Egli disprezzava profondamente "l'arte retinica", cioè l'arte gratificante per lo sguardo. L'arte doveva essere priva di buono o cattivo gusto, doveva essere completamente anestetica. Il readymade più celebre di Duchamp è un orinatoio rovesciato. Fu presentato per la prima volta al Salon des Indépendants nel 1917 ma non fu esposto alla mostra. Duchamp firmò l'orinatoio "R.Mutt 1917".
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