Cultura della ricerca
Testo Luigina Mortari
Introduzione: Perché la ricerca empirica in pedagogia?
La ricerca pedagogica è finalizzata alla costruzione del sapere dell’educazione, un sapere prassico, orientato alla pratica, che fornisce indicazioni ipotetiche che aiutano ad interpretare i casi: rimane provvisorio, aperto. La ricerca pedagogica deve nascere dallo sviluppo della ricerca teoretica ed empirica. Deve analizzare non solo astrattamente i problemi ma anche capire che cosa succede nella pratica educativa.
Vi è la ricerca trasformativa, che mette alla prova le idee teoretiche, e la ricerca constatativa, che mira a comprendere le cose così come accadono, ma non è sufficiente: serve una ricerca esperienziale-trasformativa, che mette alla prova la teoria per trasformare sia la teoria che la pratica.
La conoscenza matematica non è più rigorosa di quella storico-filologica, perché la matematica ha l’esattezza che non coincide con il rigore. Anche se il paradigma positivista è criticato, rimane in uso. Il paradigma è un orizzonte, la cornice simbolica che contiene precise filosofie di ricerca, metodi e tecniche di indagane, e assunti che guidano l’azione epistemica.
Capitolo 1: Quale paradigma per la ricerca pedagogica?
I paradigmi definiscono:
- In cosa consiste la ricerca
- Qual è l’oggetto
- La via per indagarlo
- Le procedure per decidere se è vera
- Lo scopo
Definisce quindi le domande che guidano il processo di ricerca. Meglio concepire un paradigma come costituito da presupposizioni ontologiche (la natura della realtà), gnoseologiche (in cosa consiste la conoscenza), epistemologiche (per una conoscenza vera), etiche (di responsabilità) e politiche (quale ricerca è bene condurre).
Che cos'è un paradigma
Il paradigma dominante: Il paradigma positivistico: approccio matematico/sperimentale, conoscenza oggettiva, conoscenza solo di ciò che si fa, metodo sperimentale, il corpo umano concepito come macchina. Questo paradigma è stato a lungo dominante, fino alla II Guerra Mondiale (Galileo - concezione quantitativa, Cartesio - atomismo, Newton - leggi universali che regolano la realtà).
I motori della crisi:
- Riduzionismo: risultati ristretti su numerose variabili sono solo dell’approccio quantitativo, perdendone altre;
- Esclusione del significato e delle intenzioni: i metodi quantitativi non considerano le intenzioni e i significati degli esseri umani;
- Dilemma etic/emic views: i risultati quantitativi non rivelano le emic views, ovvero i punti di vista dei soggetti. Sono invece confinati nell’etic views, ovvero il punto di vista esterno;
- Inapplicabilità dei dati generali ai casi particolari.
A provocare la crisi: la fisica (Einstein), l'ecologia, la biologia recente, un’ontologia delle relazionalità, che vede la realtà come rete di relazioni attraversate da flussi di energia. Dall’ecologia emerge una epistemologia relazionale e narrativa.
La svolta paradigmatica
La svolta paradigmatica, secondo Guba e Lincoln, ha provocato l’emergenza di tre nuovi paradigmi:
- Post positivismo, che mette in discussione alcuni presupposti del positivismo e ne condivide altri;
- Critical theory, paradigmi alternativi come il marxista, femminista, materialista;
- Costruttivismo, superamento della prospettiva realista (Guba, Lincoln).
L. Mortari prende le distanze da Guba e Lincoln perché ritiene che il costruttivismo non sia un paradigma ma un’ipotesi gnoseologica mentre la critical theory non la ritiene sufficientemente ampia per definirsi paradigma, ma come una specifica filosofia della ricerca. Configura il paradigma ecologico che dà buone idee per la ricerca e la vita umana.
Il paradigma ecologico
Presupposti ontologici (la realtà è...): Il paradigma ecologico: il compito del ricercatore è andare in cerca delle relazioni del fenomeno, in una ricerca sistemica, ove si cerca la struttura che connette. Bateson:
- Visione relazionale: la dinamica delle relazioni in cui ogni elemento è implicato e contribuisce a strutturare la sostanza del suo essere. L’essere umano è essere in relazione. La soggettività come un processo immerso in un tessuto di relazioni;
- Visione evolutiva: tra l’organismo e il cambio di vita esisterebbe una “risonanza morfica”, che influenza lo sviluppo del singolo organismo, il quale a sua volta influenza la struttura del campo, le leggi si evolverebbero continuamente secondo un ordine generativo NON PREVEDIBILE.
Presupposti gnoseologici (conoscere significa...)
Acquisire una conoscenza scientificamente fondata significa attingere dal linguaggio delle cose. L’ipotesi costruttivistica dice che la conoscenza è sempre il risultato di una costruzione della mente umana. Costruttivismo: l’oggetto su cui lavora la mente per il sapere non è la realtà in sé ma quel materiale grezzo prodotto dal soggetto che interagisce con l’ambiente, il quale è una nostra intenzione. La verità è quella che ha resistito meglio al banco di prova dell’esperienza, mentre per il realismo è una corrispondenza tra mente e realtà. La conoscenza è soggettiva, abbandono dell’oggettività dunque. La conoscenza mi dice come funzionano le cose, non com’è la realtà. Il modo in cui nominiamo la realtà la fa essere. La realtà si incontra attraverso descrizioni, la conoscenza è la fabbricazione di mondi.
Cambiare le parole che inconsciamente usiamo. La matematica è lo scetticismo: la mente non può avere nessuna conoscenza certa del mondo reale perché non c’è modo di scoprire come la nostra esperienza può essere collegata a ciò che c’è prima della nostra esperienza. Piaget: conoscere non è possedere il reale ma disporre di modi e mezzi per raggiungere obiettivi stabili. “Ogni azione è conoscenza e ogni conoscenza è azione”; “Ogni cosa è detta da qualcuno”. Mente individuale che condiziona la conoscenza. La mente è il prodotto dei processi di conoscenza che essa stessa attiva, AUTOPOIESI.
Il costruttivismo è un’ipotesi gnoseologica e non un paradigma. Costruzionismo: è una variante del costruttivismo, in cui la riflessione è condivisa: la conoscenza è socialmente situata; è il risultato della costruzione di una pluralità di soggetti. Le capacità linguistiche del contesto condizionano la conoscenza. Enattività: la conoscenza non è la rappresentazione di un mondo già dato ma è il risultato dell’accoppiamento soggetto-oggetto: il soggetto forma la realtà ma la realtà forma il soggetto. Visione circolare. La riflessione è più complessa perché obbliga alla meta cognizione sul processo che la mente con altre menti ha costruito l’oggetto di ricerca.
Presupposti epistemologici (a garantire una conoscenza affidabile è...)
Il paradigma ecologico è una svolta sul piano epistemologico poiché opta per un linguaggio scientifico che meglio di altri funziona e pone l’impossibilità di accedere ad un metodo oggettivo che fornisca una conoscenza assoluta (quando una conoscenza è affidabile?).
Non solo quantità ma anche qualità: quali sono i presupposti del paradigma ecologico?
- Operare nel contesto naturale, i limiti:
- Difficile ricreare le condizioni di laboratorio;
- Non adeguato per molte questioni educative più rilevanti;
- Gruppo di controllo, più corretto l’approccio di differenziazione eticamente sostenibile, ovvero non usare un gruppo di controllo ma differenziare i gruppi con 2 pratiche valide entrambe.
- Il principio di relazione: idea atomista vs idea di connessione. Vedere l’insieme, in relazione, piuttosto che nel dettaglio, del singolo. Fondamentale applicare il principio del contesto: cogliere il significato del simbolo in relazione agli altri e in relazione al contesto.
- Verso un nuovo concetto di oggettività: non coincide con la realtà, ripensamento delle idee sul rapporto pensiero-emozione, disattivando la tendenza a considerarli separati. L’oggettività è un accordo, una negoziazione tra soggetti.
Presupposti etici (quale responsabilità ha il ricercatore?)
Il rispetto e la cura dei soggetti di un’indagine.
Presupposti politici (quale ricerca è bene fare?)
Deve dare un miglioramento della vita e della qualità della vita; deve avere la capacità di indagare questioni rilevanti per la vita, al servizio della solidarietà, e dell’ambiente.
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