Estratto del documento

La fragilità che è in noi

Introduzione

Perché parlare di fragilità? Si parla di fragilità per riflettere sugli aspetti luminosi ed oscuri della condizione umana in diversi momenti della vita di una persona → si parla di malattia fisica e psichica; dell’adolescenza caratterizzata da gioia e speranza, ma anche da insicurezza e disperazione; dell’età anziana segnata dalla solitudine, dalla noncuranza e dalla paura della morte.

Nella fragilità si trovano valori di sensibilità, delicatezza, gentilezza e dignità; essa consente di capire l’invisibile presente nella vita e anche di comprendere al meglio l’altro.

Una parentesi semantica

È avvenuta recentemente una dilatazione dei significati di fragilità. Abitualmente considerata come indice di scarsa consistenza, il dizionario analogico della lingua italiana (edito nel 2011 da Zanichelli) assegna alla fragilità i significati di gracilità e di debolezza ↘ vulnerabilità, sensibilità, delicatezza ↘ sentimenti che è possibile identificare nella sua linea d’ombra. Tuttavia è importante sottolineare che le integrazioni avvenute nel dizionario digitale non sono presenti nei dizionari comuni (anche in quelli aggiornati).

La fragilità fa parte della vita

La fragilità fa parte della vita ed è una delle sue strutture portanti → se ne occupa la psichiatria. In senso fenomenologico, la parola fragile rappresenta qualcosa che si rompe; pertanto è fragile un equilibrio psichico, ma è anche fragile una cosa che non può essere altrimenti.

La fragilità lambisce aree tematiche diverse e pertanto la fragilità colpisce:

  • Le emozioni, le ragioni di vita (speranze, inquietudini, tristezze e slanci del cuore)
  • Le parole con cui vorremmo aiutare chi sta male e le parole che desideriamo sentire quando siamo noi a stare male
  • Le esperienze di vita come la timidezza, la gioia, il sorriso e le lacrime
  • Le malattie del corpo e dell’anima
  • La condizione anziana quando, per esempio, sconfina nella malattia di Alzheimer

1) La fragilità come esperienza interpersonale

La fragilità fa parte del nostro destino → essa si articola in stretta correlazione con l’ambiente in cui viviamo. La fragilità/debolezza/vulnerabilità presente in ogni uomo o donna rende difficili e a volte impossibili le relazioni umane. Si è condizionati dal timore di non essere accettati e di non essere riconosciuti nelle nostre insicurezze o nel nostro bisogno di ascolto e di aiuto.

L’uomo vorrebbe essere una monade aperta (= entità unitaria, semplice e indivisibile nella filosofia pitagorica) alle parole e ai gesti di accoglienza degli altri; ma quando questo non avviene, le dinamiche relazionali appaiono oscure, dilatando così facilmente le nostre fragilità e ferite.

2) Le parole fragili

Ognuno, durante la vita, ha a che fare con le parole (specialmente chi lavora in psichiatria). Ma cosa contrassegna le parole fragili e delicate che danno speranza e cosa le distingue da quelle che non lo sono? Le parole fragili si colgono e si conoscono nel loro senso attraverso l’intuizione e la sensibilità.

Parole fragili = rappresentano parole portatrici di significati inattesi, luminosi e oscuri. Nel libro dell’oncologo francese David Khayat è sottolineata l’importanza psicologica e umana delle parole che si rivolgono ai pazienti (parole che rispettano o che lacerano la dignità/fragilità).

Le parole sono dotate di potere; ovvero sono in grado di aiutare, di indicare un cammino, di recare la speranza nel cuore dei malati che quando scendono nella voragine della sofferenza hanno bisogno di dare voce alle emozioni e al dolore del corpo e dell’anima. Succede che le persone malate siano lacerate dalle parole troppo violente, troppo dure, troppo inumane dei medici. È necessario, pertanto, scegliere parole che possano essere subito comprese e che non feriscano.

Compito di chi si dedica della cura: creare relazioni umane che consentano al malato di sentirsi capito e accettato nella sua fragilità e nella sua debolezza.

3) La fragilità del silenzio

Le parole sono fragili e sono tali ogni volta che il destino fa incontrare il dolore e la disperazione agli uomini → le parole sono intrecciate con il silenzio, che nella fragilità trova mille modi di esprimersi e rompersi facilmente. La parola infatti non può fare a meno del silenzio e per ascoltare bisogna tacere. Non bisogna aspettarsi solo un silenzio fisico che non interrompe il discorso altrui; ma anche un silenzio interiore rivolto ad accogliere la parola dell’altro → l’ascolto fa capire la correlazione che esiste tra il silenzio e la parola.

Tuttavia il silenzio, nella sua fragilità, non ha solo mille modi di venire alla luce; ha anche mille modi di essere ferito dalle parole o dai gesti. Ogni silenzio possiede un proprio linguaggio e questo assume particolare importanza quando si ha a che fare con condizioni psicopatologiche nelle quali il silenzio è dolorosamente presente e si dimostra fragile e vulnerabile.

È inoltre importante distinguere:

  • Il silenzio che nasce dal desiderio di solitudine da quello che nasce da una profonda tristezza.
  • Il silenzio che sorge dall’incapacità dell’uomo di creare una relazione interpersonale, da quello che è caratterizzato da speranza.

Nella vita infatti non tutto è esprimibile e l’uomo non dovrebbe illudersi di spiegare i pensieri, le emozioni con le sole parole → la parola che tace è ancora più importante della parola che parla. Le parole nascono dal silenzio e muoiono in esso e solo un dialogo senza fine con il silenzio consente di cogliere le ferite dello spirito e, successivamente, di curarle senza lasciare danni.

L’uomo non dovrebbe mai lasciarsi trascinare dalla fretta di aggredire il silenzio, senza cercare di intuirne le motivazioni. Solo nel silenzio si possono ascoltare voci segrete che provengono dall’interiorità, dal dolore, dall’angoscia, dalla malattia e dalla follia che risuonano piene di vita. Solo nel silenzio si colgono fino in fondo gli abissi della fragilità presenti in ogni uomo, imparando ad accoglierne luci ed ombre.

4) Le emozioni fragili

Sono fragili alcune delle emozioni più significative della vita → come la tristezza, la timidezza, la speranza, l’inquietudine, la gioia e il dolore dell’anima. Le emozioni fragili si scheggiano e si frantumano facilmente poiché non resistono alla noncuranza e all’indifferenza.

Come esistono le emozioni fragili, ci sono anche le virtù fragili e deboli → gentilezza, la mansuetudine, l’innocenza, la modestia, la mitezza e a tenerezza. Norberto Bobbio chiama tutte queste virtù deboli non perché le considera inferiori o meno utili o nobili.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Riassunto esame Educazione degli Adulti, prof. Loro, libro consigliato La Fragilità che è in noi, Torino, ed. Einaudi, 2014 Pag. 1 Riassunto esame Educazione degli Adulti, prof. Loro, libro consigliato La Fragilità che è in noi, Torino, ed. Einaudi, 2014 Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Educazione degli Adulti, prof. Loro, libro consigliato La Fragilità che è in noi, Torino, ed. Einaudi, 2014 Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Barons98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Educazione degli adulti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Loro Daniele.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community