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Educazione degli adulti

L’educazione degli adulti ha origini lontane. La fase adulta della vita ha necessità di padroneggiare i nuovi eventi con la conoscenza: escogitare risposte adatte a imprevisti, perfezionare i saperi appresi in precedenza. È il periodo maturo dell’esistenza che vede l’apice fisico, psicologico, riproduttivo e l’assestamento in un ruolo sociale riconoscibile con categorie pedagogiche (sono riconoscibili i tratti della condizione adulta: senso di responsabilità, coerenza, equilibrio).

Concetto normativo e rivelatore dell'educazione degli adulti

Anche se è appropriato il cambiamento: ogni situazione educativa, assume una pregnanza particolare in riferimento alle circostanze e necessità materiali di vita adulta. Include una molteplicità di forma di apprendimento. Un cambiamento è sempre nel breve o lungo periodo; ogni apprendimento profondo suscita generatore di apprendimento, cambiamenti mentali (es. nella rappresentazione di sé, del mondo). In età adulta si riscontra una tendenza al cambiamento, per scopi conservativi.

L’educazione degli adulti è riconoscibile grazie alla categoria del cambiamento apprenditivo connesso a esigenze di conservazione e esigenze di innovazione.

Prospettiva dell’educazione (lifelong learning)

Bisogni suscitati dalla sempre più rapida evoluzione delle strutture socioeconomiche, dall’invecchiamento di professionalità tradizionali e l’affermarsi di nuove, ampliamento della gamma di competenze richieste per l’attività lavorativa e per una piena vita individuale e sociale.

Le mappe e le idee

Le tre dimensioni dell’educazione nella vita adulta.

L’educazione degli adulti (apprendimento oltre la prima parte dello sviluppo umano = dopo due decadi) può essere suddivisa in tre livelli di discorso:

  • Educazione permanente: Teoreticità - metareferenzialità. Attiene ai significati filosofici/religiosi dell’essere in continuo apprendimento, senza soluzioni di continuità; è la dimensione teoretica e speculativa che include tutto ciò che nella storia si è detto/pensato/scritto in merito alle necessità e aspirazioni di imparare ben oltre le età conoscitive maturità (adultità piena).
  • Educazione degli adulti: Praticità - eteroreferenzialità. Si articola in ambiti e settori che vedono gli adulti impegnati in situazioni apprenditive per scopi di natura (include l’educazione professionale, politico-civile, estetica, filosofica, religiosa); si occupa di organizzare le necessità e aspirazioni.
  • Educazione in età adulta: Soggettività – autoreferenzialità. Le circostanze della vita che vedono l’adulto generano autoriflessione, meditazione sulla propria personale storia di vita (tutte le occasioni in cui il soggetto impara dalla vita e da se stesso per i propri più intimi bisogni). L’esperienza avuta diventa un libro da cui attingere, un percorso a carattere autoeducativo. È una carattere di saggezza.

Il punto comune: sono campi di ricerca aperti alle progressive scoperte di tutte le scienze dell’educazione. L’autobiografia non serve a chi la legge, ma a chi scrive (formativa), si può imparare da qualsiasi esistenza, non solo da uomini illustri. Trovare qualcuno che ascolti, innalza la percezione del proprio valore personale.

Ci sono due momenti:

  • Il pensiero: trovare qualcuno per raccontare se stessi (momento di interiorizzazione per prendersi cura di sé).
  • Il lavoro autobiografico: si riparte dopo aver rivisitato il passato, occorre allontanarsi e osservare gli eventi come se fosse un’altra persona a osservarli.

Rapporto autobiografia/formazione: ci si affida alla memoria, che è selettiva, si ricordano maggiormente le esperienze forti che hanno dato forma al soggetto. Gli eventi materiali successi in passato non si possono modificare, ma si possono modificare i significati. Ricordare vuol dire ripossedersi ma anche ciò che è dimenticato incide sulla persona. Ciò che è ricordato non è statico ma cambia continuamente; scrivere è il solo modo per vedere le evoluzioni dei pensieri e per valutarli alla luce dei cambiamenti avvenuti. Il racconto di vita non è tanto la narrazione di una sequenza di fatti, ma occorre ricercare nessi e legami.

Quando usare l’autobiografia in formazione: orientamento (far emergere lacune di formazione), accompagnamento in percorsi di educazione formale, tutoraggio/supervisione (es. helping profession), momenti di passaggio/crisi. L’autobiografia non è formativa in sé, ma nelle fasi: introspettiva (autoascolto) – retrospettiva (costruzione/interpretazione) – narrativa (riflessione). L’obiettivo è sempre motivazionale, ossia l’autoaffermazione della persona in quanto tale. Il formatore non deve solo ascoltare ma indurre il soggetto a ri-raccontare la sua storia (interpretare in modo nuovo la catena degli eventi); la storia di vita è positiva se apre nuove possibilità al futuro.

La mappa euristica

Concetto di educazione in accezione comprensiva: esperienza spontanea, casuale o progettata in cui si apprendono nozioni, metodi, modalità cognitive, comportamenti, significati prima sconosciuti o conosciuti indirettamente. Tre concetti fondamentali:

  • Condizionamento (ananke): permette di esplorare le circostanze (contingenti o no), luoghi (geografici e psicologici), poteri (politici e legislativi), interessi (individuali o collettivi), tempi (brevi/lunghi), limiti (strutturali/psicologici) che sovraintendono all’apprendimento o si configurano come impedimenti allo sviluppo conoscitivo. Sono tutti quei fattori che inducono negli adulti la domanda di educazione, la facilitano, sorreggono, l’aiutano a trovare risposte soddisfacenti. Ciò che condiziona sono soprattutto gli eventi vissuti nelle precedenti fasi dello sviluppo, tutto ciò che è in grado di generare attitudini ad apprendere in modo continuo, ricorrente è una preziosa fonte di condizionamento.
  • Cambiamento (metabasis): è un prezioso strumento di lavoro per decifrare l'adultità. È necessario farvi riferimento se vogliamo esaminare i momenti d’ingresso in età adulta o slittamento verso vecchiaia. Con la categoria del cambiamento si può comprendere cosa avviene a livello psicologico quando il soggetto s’imbatte in un passaggio esistenziale, è la componente ineliminabile dell’educazione (si educa per indurre cambiamenti), l’esperienza ha sempre valenza pedagogica quando è portatrice di cambiamenti. Come è usato il termine educazione permanente: usato per esplorare quando nel corso della vita si propongono situazioni dense di apprendimenti che rendono il soggetto in grado di comprende i propri cambiamenti; educazione degli adulti: usato per verificare l’efficacia delle offerte educative che la società propone; educazione in età adulta: usato per stabilire i momenti e circostanze che conducono un soggetto a riconoscere la propria vita come un libro da cui trarre informazioni e indicazioni.
  • Comunicazione (dialogos): verbale o comportamentale è ciò che permette di dimostrare se e come si è imparato; infatti dopo un’esperienza esistenziale significativa o formativa, il bisogno di farne partecipi altri è forte (tensione alla trasmissione: fa parte della psicologia adulta la tendenza a lasciare tracce di sé, a testimoniare ciò che si è sperimentato, a segnalare cosa è consigliabile). Non c’è comunicazione senza educazione, ognuno di noi comunicando agli altri possiede un enorme potenziale educativo (quando si entra in comunicazione con un altro, lo si cambia)= tre concetti integrati. L’educazione permanente ha bisogno di questi tre concetti integrati per spiegarci che il suo compito è svelare i condizionamenti sociali e impedimenti che rallentano lo sviluppo dell’educazione, la sua diffusione, integrazione col lavoro.

La mappa storico-ermeneutica

Il ruolo che l'apprendimento ha nel corso della vita ha svolto nei secoli e in tutte le culture: le sedi costruite dalle società per formare gli adulti che non avevano ricevuto in gioventù un'istruzione adeguata (compensativo) e luoghi per adulti privilegiati in cui i soggetti già possedevano di una cultura sufficiente ma possono perfezionarsi. L'obiettivo è identificare quando/come gli individui hanno appreso nel corso della loro vita, quando hanno dovuto rispondere a esigenze apprenditive imposte da circostanze esistenziali (quando e perché).

Gli adulti apprendono se attratti da bisogni di tipo:

  • Adattivo: (per evitare scompensi rispetto a pressioni di nuove circostanze)
  • Riproduttivo: (per confermare/consolidare saperi appresi)
  • Trasformativo: (per innovare consuetudini e orientarle)

E se coinvolti in circostanze:

  • Amorose: (eventi di vita amorosi come sesso, amicizie, genitorialità)
  • Operative: (lavorativi, intellettuali, pratici)
  • Ludiche: (distensivi, disimpegnati, festosi)
  • Luttuose: (morte di altri, malattie proprie, disagi, sofferenze)

Sono appuntamenti esistenziali tipici per l’età adulta in cui ci si rimette in gioco, qui il soggetto impara a conoscere/conoscersi, apprendere dall’esperienza umana, scopre che questi eventi gli consentono di comprendere i condizionamenti che lo hanno indotto a intraprendere uno o più cambiamenti e che lo hanno messo in condizione di comunicare quanto vissuto.

Amore: Unione, piacere, erotismo, tradimento, genitorialità, coppia, famiglia, amore filiale.

Lavoro: Responsabilità, fatica, commercio, conquista, creatività.

Gioco: Fuga, ricerca, festività, allontanamento dal mondo, convito.

Morte: Ferita, sofferenza, malattia, vecchiaia, noia, ripetizione, omicidio, guerra, colpa.

La mappa tecnologica

Il compito di sintetizzare la gamma di tecnologie che gli adulti hanno escogitato per insegnare a sé e altri = le didattiche. La scelta delle metodologie dipende dai contenuti e saperi, tempo a disposizione, disponibilità/interesse ad apprendere, circostanze.

Distinzione tra modalità:

  • Imitative: (copiare, imitare)
  • Argomentative: (criticare, discutere)
  • Innovative: (inventare, escogitare)
  • Decostruttive: (smontare, disaggregare)
  • Immaginare: (fantasticare, ipotizzare)

Spesso si scontrano con le rigidità e resistenza tipiche delle menti mature; perciò occorre sottolineare il valore dell’esperienza.

Le tecnologie didattiche:

  • Trasmissive: dove i saperi da acquisire implicano procedimenti di carattere mnemonico
  • Autoriflessive: implicano attività mentali che il soggetto riferisce a se stesso (introspettive – coscienziali)
  • Pratiche: implicano operazioni volte a risolvere problemi tecnici e materiali
  • Virtuali: i saperi non implicano acquisizioni, ma la loro creazione con atti cognitivi di tipo progettuale, ipotetico, immaginativo

La direzione di senso (anagoghè)

Qual è la motivazione che induce a intraprendere un’esperienza educativa o a riconoscere negli eventi un invito al cambiamento apprenditivo? La direzione di senso è il continuum che collega, attraverso spazio e tempo, tutti coloro che hanno continuato ad apprendere = (elevazione, perfezionamento). Si apprende e si cambia non solo per aumentare conoscenze e organizzare la propria vita, ma soprattutto per perseguire fini di ulteriore avanzamento.

Chi è l’adulto

Diventare adulti è un percorso formativo che consente non tanto l’assunzione formale di alcune prerogative – compiti di un soggetto definito cresciuto ma il raggiungimento di una sostanziale e profonda maturità e autodeterminazione personale e sociale.

L’adulto da punti di vista:

  • Biologico: adulto è chi ha completato lo sviluppo
  • Legislativo: dipende dalla legislazione del paese
  • Psicologico: non si può parlare di sviluppo psicologico completo perché le funzioni psichiche evolvono a ritmi differenti; si parla di maturità in riferimento a funzioni specifiche
  • Sociologico: gli aspetti tradizionali per indicare la maturità sociale (autonomia economica, matrimonio, maternità) non hanno più la stessa importanza e non si verificano più nella sequenza canonica

È adulto il soggetto la cui maturazione intellettiva consente di affrontare gli evidenti problemi dell’esistenza e chi può scegliere di essere in un certo modo (capacità di autodeterminazione: capacità di oltrepassare il dato e l’esistente per realizzarsi sempre più e meglio).

Parte II. Il momento scientifico

Educazione e formazione degli adulti

Concetto di formazione sintetizza in un unico termine due modalità di trasmissione del sapere: educativa (che attiene al mondo dei valori, comportamenti, finalità) e istruttivo-addestrativa. Il punto comune è l’apprendimento (entrambe implicano l’acquisizione del sapere, il dare forma alla materia umana, produrre cambiamenti). Le scienze della formazione (a differenza di quelle dell’educazione) devono tener conto di ciò che è acquisito nei luoghi di specializzazione e nelle altre agenzie che concorrono allo sviluppo del soggetto = concezione sistemica e interattiva dei saperi. = formazione umana. Bildung

Occorre considerare contemporaneamente l’educazione intenzionale (dove adulti educano adulti) e fenomenologica (gli adulti imparano dalla vita e nell’esperienza senza ricorso a luoghi specifici progettati). Il termine formazione è usato quasi esclusivamente per designare le attività intenzionalmente progettate e gestite da terzi, con carattere prescrittivo, previsionale, normativo; educazione esprime altri tipi di richieste non legate a esigenze di tipo pratico (la sfera dei significati della propria esistenza, interpretazioni autoriflessive, problemi e interrogativi antichi e senza risposta) = concetto che include intenzionalità e accidentalità che non appartengono alla formazione.

Il processo educativo:

  • Non scomponibile nei suoi elementi costitutivi, l’educazione è intessuta di vita, non spiegabile solo come scienza
  • Il risultato proviene da fonti impreviste e accidentali il cui ruolo può essere più importante di quello svolto da fattori intenzionali
  • Produce un apprendimento che si realizza solo in presenza di forti motivazioni e disponibilità del soggetto (implica adesione e consenso)

La formazione è un processo razionalizzabile, socialmente controllabile. Idea di adulto. Formazione: al variare dei modelli di adulti variano le modalità con cui definire i soggetti a cui la formazione si rivolge. La definizione di adulto è in base agli scopi che si prefigge, rende artificiale la nozione di adulto in funzione degli scopi (adulto è cliente, paziente, consumatore). La formazione è un processo normativo riducibile.

Educazione: più problematica, adulto come insieme di maturità/immaturità, potere/fragilità. Adulto è ciò che un individuo adulto percepisce di sé (auto rappresentazione) in un certo momento di vita rispetto a compiti sociali scelti. L’educazione si propone di esplorare altre dimensione dell’individualità, il suo scopo è la ricostruzione del processo che ha consentito a un individuo d’identificarsi come adulto e prenderne coscienza. È irriducibile. Non si possono nettamente distinguere, in età adulta sono associati: da un’esperienza possono sorgere sempre nuovi obiettivi. Si può solo distinguere spazi/circostanze in cui si costruiscono forme di apprendimento o prese di decisione.

Il concetto di adultità nelle scienze empiriche

Solo da pochi decenni l’età adulta è oggetto di studio per le scienze umane, ciò ha portato a una revisione della psicoanalisi per cui la formazione della personalità si decideva nell’infanzia e si stabilizzava in adolescenza. 1951 Erikson: “Infanzia e società”: è riconosciuta all’adultità la capacità di ulteriore crescita e una necessità di trasformazione senza limiti. Presenta la teoria degli stadi di sviluppo psicosexuale in cui ogni età è in relazione a specifici compiti evolutivi. Individua otto stadi della crescita umana ognuno caratterizzato da una crisi evolutiva il cui superamento porta all’acquisizione di una virtù di base; se non è riuscito compare un nucleo patologico che pregiudica l’ulteriore sviluppo. La scansione degli stadi porta alla luce attitudini già presenti in forma embrionale nelle età precedenti.

Le prime esperienze di vita devono sviluppare il senso d’identità (fiducia) che nel corso della vita rappresenta la base per l’autocontrollo e autostima. Nell’adolescenza tutte le conquiste precedenti sono messe in discussione, le identificazioni infantili sono abbandonate, il giovane deve costruire un’immagine di sé soddisfacente e approvata dalla società. Il rischio costante è la confusione d’identità (sensazione di dispersione psicologica, tendenza all’isolamento, disinteresse). In età adulta la virtù raggiunta è la generatività (compito riproduttivo, affermazione, guida, arricchimento della generazione vivente), all’opposto c’è la stagnazione (impoverimento personale). Nella vecchiaia, chi ha attraversato in modo positivo le fasi precedenti, sperimenta il senso d’integrità: il soggetto è responsabile della propria esistenza e consapevole della relatività delle mete che si sono succedute nel tempo. Raggiunge la virtù della saggezza (accettazione della fine inevitabile come un evento educativo = da apprendere).

Daniel Levinson: prima indagine empirica con metodo autobiografico su storie di vita di adulti. Il singolo costituisce l’esistenza di un mondo a partire dalle sue esperienze.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Mariani Anna.
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