Editoria per il web: la gestione dei progetti di spettacolo
Testi obbligatori per i non frequentanti
Per i non frequentanti: 4 testi obbligatori (Scrivere, riscrivere - FB Generation + 2 articoli + tesina). "Scrivere per il web" di Daniele Fortis è uno di questi testi obbligatori.
Lettura sullo schermo
Scrivere per il web: la lettura sullo schermo è lenta e difficoltosa, i navigatori sono frettolosi, scorrono la pagina anziché leggerla. I siti web sono interattivi, il che ha ricadute su modalità linguistiche, presentando ipertesti (unità d’informazione collegate tra loro tramite link, formando una struttura reticolare che l’utente percorre nell’ordine che preferisce).
Il libro affronta tutti gli aspetti della scrittura online: dalla struttura del testo alla creazione di link, dal lessico alla sintassi, dalla grafica alla visibilità su Google.
Caratteristiche dei siti web
- Più faticosi da leggere (il monitor produce luce diretta e più forte).
- Testo video meno definito di quello a stampa (il contorno caratteri è meno netto).
- Leggere online è poco confortevole (gli occhi si stancano prima).
- Gli schermi hanno orientamento orizzontale che va contro le nostre abitudini di lettura, ed è il 25% più lento rispetto ai testi cartacei.
- Non sono tangibili (un libro è un oggetto concreto, si sa quanto pesa, quante pagine ha e se risponde alle nostre esigenze; un sito web può invece riservare sorprese e disorientare).
- Non sono oggetti stabili e finiti (un sito è in continua evoluzione, la notizia più "fresca" nasconde quella più vecchia, sovrapponendola).
- Non sono lineari (un sito non segue nessun ordine, non ha un inizio né una fine. La home page potrebbe essere considerata un "inizio").
- Web è un medium user-driven perché è l’utente che ne tiene le redini.
- Presentano una struttura modulare (costituiti da blocchi di contenuto autonomi).
- Sono interattivi (la pagina stampata è statica: non reagisce alle azioni dell’utente; un sito risponde ai comandi e l'utente svolge un ruolo attivo, inviando al sito un input e ricevendo un feedback).
- Possono essere multimediali (la carta stampata comunica con la parola scritta; i siti web hanno una varietà immensa di comunicazioni).
Navigazione e interazione
La navigazione è uno scambio di informazioni tra utente e sito, ed è interattiva. Si hanno 5 livelli di interazione:
- Informazione (fornite all’utente sul processo amministrativo).
- Interazione a una via (moduli per la richiesta dell’atto che dovrà essere inoltrata attraverso i canali tradizionali).
- Interazione a due vie (l’utente avvia l’atto e viene garantita online solo la presa in carico dei dati emessi dall’utente).
- Transazione (l’utente fornisce i dati).
- Personalizzazione (riceve informazioni che gli sono inviate sulla base del profilo collegato).
Siamo nell’era del Web 2.0. Negli studi di usabilità del web, emerge che gli utenti "non leggono" ma scorrono la pagina adottando una modalità di lettura (Scanning) adottando una strategia decisionale (satisficing) dove si accontentano di un risultato adeguato della lettura. Si leggono meno parole.
Eyetracking
L’eyetracking consiste nel registrare, attraverso un dispositivo a raggi infrarossi, i movimenti oculari mentre la persona interagisce col sito (da sinistra, percorso orizzontale poi in verticale, l’attenzione subisce una drastica riduzione non appena si oltrepassa il bordo inferiore del browser).
Comportamento degli utenti
Gli utenti hanno obiettivi da raggiungere, per questo vengono chiamati così e non lettori: usano i siti per scopi pratici, adottando comportamenti ottimizzati dall’esperienza mirati a conseguire il massimo risultato col minimo sforzo. Il comportamento assomiglia allo "zapping".
Pagine web e struttura
Le pagine web presentano una struttura a informazioni principali all’inizio del testo; il primo periodo dovrebbe già contenere le 5W. La piramide rovesciata si attiene a ciò che la retorica classica chiamava dispositio, ossia la fase dell’elaborazione del discorso in cui si dispongono un certo ordine di pensieri, organizzando il testo in maniera gerarchica (es. giornalismo).
Il primo fu Jakob Nielsen nell’articolo del 1966 "Piramidi rovesciate nel cyberspazio". Studi affermano che i lettori affrontano meglio i testi dotati di una struttura in cui le informazioni sono poste all’inizio. Se l’incipit contiene tutte le informazioni essenziali, ci fornisce una specie di mappa concettuale che ci permette di orientarci nella parte successiva.
La piramide avrebbe ricevuto l’impulso dalla comunicazione via telegrafo, che spingeva i corrispondenti a trasmettere le prime notizie di rilievo, così se la linea veniva interrotta, i fatti essenziali sarebbero arrivati in redazione. Una cosa che gli utenti trovano respingente sono i testi fitti e omogenei, in cui non si va mai a capo, privi di spazi, sottotitoli, elementi che spezzino quella grigia uniformità.
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