Economia politica
Cos'è l'economia?
Il termine viene da due parole greche: OIKOS e NOMOS, di conseguenza la traduciamo come regole per la gestione della famiglia. Una famiglia tenta di soddisfare i bisogni dei suoi membri in relazione alle risorse scarse di cui dispone. Parimenti, un’impresa tenta di ottenere i più alti livelli di produzione in relazione alle risorse scarse di cui dispone. Ed ancora la società tenta di soddisfare bisogni individuali e collettivi in relazione alle risorse scarse di cui dispone.
Il problema della scarsità è il cuore dell’economia, la scarsità delle risorse rispetto ai bisogni della produzione costituisce il filo conduttore della microeconomia. Di conseguenza la microeconomia affronta due problemi essenziali:
- Il problema della scelta: ossia come gli attori assumono decisioni in un mondo di scarsità.
- Il problema della distribuzione: ossia come gli attori economici interagiscono tra loro.
Lo studio del sistema economico nel suo complesso costituisce invece il filo conduttore della macroeconomia. Di conseguenza la macroeconomia affronta i temi: della ricchezza, della capacità produttiva, dei prezzi e dell’occupazione. Anche le fluttuazioni economiche e degli effetti delle politiche monetarie (che gestiscono la produzione della moneta) e fiscali (politica di governo).
Modelli economici
Per rispondere alle questioni economiche vengono formulate delle semplificazioni della realtà, attraverso la costruzione di:
- Modelli teorici: consumo in generale. Si parte dall’individuazione della teoria.
- Modelli empirici: parte dalla realtà, osservando i comportamenti, e si cerca di rappresentare il comportamento. Si parte dunque dall’osservazione.
Nel rispondere alle domande economiche:
- Si può descrivere ciò che è → economia positiva
- Si può discutere su ciò che dovrebbe essere → economia normativa
Argomenti del corso
9 cfu→ giuridico economico
- Mercato
- Allocazioni di mercato inefficienti
- Il comportamento delle imprese
- I mercati dei fattori di produzione
- I dati della macroeconomia
- La crescita economica di lungo periodo
- La moneta
- Le fluttuazioni economiche di breve periodo
Testo di riferimento
Testo di riferimento: Principi di economia di G. Mankiw, M. Taylor edito da Zanichelli. Capitoli per 9 cfu: 1, 2, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 14, 15, 16, 17, 20, 21, 22, 23, 24, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34.
Esame
Come sarà l’esame: prova orale. Non ci saranno parziali, né prova di verifica.
Lezioni
- Lunedì 16:30/18:45
- Giovedì 14:00/16:15
Appelli
- 1° appello: 22.05
- 2° appello: 19.06
- 3° appello: 17.07
Il mercato
Il mercato è il luogo nel quale avviene lo scambio di beni e servizi, il mercato non ha una connotazione fisica. Nel mercato avviene il coordinamento delle decisioni individuali di chi vuole vendere e chi vuole acquistare. Nel mercato si forma il prezzo che determina lo scambio. Grazie al mercato si definisce l’allocazione delle risorse ma anche l’interscambio di relazioni.
Fino agli anni '90 nel nostro governo non vi era il ricorso al mercato ma bensì si svolgeva un lavoro programmatico e pianificato e soprattutto il ministero, poi destinava le risorse. Centralizzare la vita della gente ha fatto emergere l’importanza del mercato libero, luogo in cui la gente interagisce. All’interno del mercato la quantità di beni o servizi che vengono richiesti ad un certo prezzo, prende il nome di domanda. La quantità di beni o servizi che viene resa disponibile sul mercato ad un dato prezzo prende il nome di offerta.
La domanda
La domanda rappresenta la relazione fra le quantità domandate dai consumatori e i prezzi. In genere, quando diminuisce il prezzo di un bene, ne aumenta la domanda e viceversa. Quindi il prezzo e la quantità domandata di un bene variano in direzioni opposte, il che significa che la curva di domanda ha inclinazione negativa. I beni che rispondono a questa legge prendono il nome di beni ordinari. Vi sono dei beni rarissimi che prendono il nome di beni di Giffen, a seguito di uno studio fatto nell’800 sul mercato inglese, vedendo come il prezzo delle patate aumentava e la domanda non diminuiva. Casi rari di violazione della legge di domanda.
L'offerta
L’offerta rappresenta la relazione fra le quantità offerte dai venditori e dai prezzi; le imprese variano le quantità da produrre sulla base del prezzo. Quando aumenta il prezzo di un bene, aumenta l’offerta e viceversa. Il prezzo e le quantità offerta di un bene variano nella stessa direzione, il che significa che la curva di offerta ha inclinazione positiva.
Determinanti della domanda
Da cosa dipende la domanda?
- Prezzo del bene
- Reddito: se il reddito aumenta, aumentano anche i consumi
- Prezzo di altri beni: influiscono in quanto il consumatore ha necessità di soddisfare altri bisogni e di conseguenza acquistare altri beni
- Preferenze: bisogni e percezioni dei consumatori sul bene
- Aspettative: in base all’attesa di condizioni reddituali attinenti al futuro
In che modo questi elementi entrano in gioco e li rappresentiamo graficamente:
- Una variazione del prezzo determina un movimento lungo la curva. Un aumento del prezzo di mercato provoca uno spostamento lungo la curva.
- Una variazione del reddito determina una traslazione della curva di domanda. Stesso effetto prodotto dai punti (2,3,4,5) di cui sopra.
- Aumento della domanda: fa spostare la curva di domanda verso destra.
- Riduzione della domanda: fa spostare la curva di domanda verso sinistra.
Una riduzione dei redditi dei consumatori fa spostare la curva di domanda verso sinistra. A parità di prezzo, la quantità domandata sarà maggiore.
Determinanti dell'offerta
Da cosa dipende l'offerta?
- Prezzo del bene
- Costo dei fattori produttivi (lavoro, materie prime, energia)
- Tecnologia: incide nell’offerta poiché permette di ridurre i fattori produttivi e di conseguenza i costi
- Aspettative: aspettative sul futuro, che influenzano la produzione verso i tempi futuri
Una variazione del prezzo determina un movimento lungo la curva di offerta. Un aumento del prezzo di mercato provoca uno spostamento lungo la curva. Una variazione del costo dei fattori produttivi determina una traslazione della curva di offerta. Stesso effetto prodotto dai punti (2,3,4,5) di cui sopra.
- Aumento dell’offerta: fa spostare la curva di offerta verso destra.
- Aumento del costo delle materie prime: implica che la curva dell’offerta trasla verso sinistra. A parità di prezzo, la quantità offerta sarà minore. Il fenomeno prende il nome di contrazione.
Equilibrio di mercato
Abbiamo qui rappresentato un mercato, qualunque mercato, funzionano tutti allo stesso modo. L’intersezione delle due rette “E” rappresenta il punto di equilibrio, il punto in cui le forze di domanda e di offerta si equivalgono. Momento in cui la quantità domandata equivale alla quantità che le imprese offrono allo stesso prezzo. Una volta raggiunto l’equilibrio non cambia più nulla, solo una variazione di domanda e offerta può comportare una variazione del punto E. Nel punto di equilibrio si coordinano i desideri di tutti e tutto raggiunge una condizione di stasi. Per calcolare numericamente il punto E, servirà mettere a sistema le equazioni delle due rette.
Variazioni di mercato
Sul mercato vi sono due forze che si contrappongono, domanda e offerta, che sintetizzano i comportamenti dei venditori e comportano una relazione positiva tra prezzo e quantità rese disponibili nel mercato. L’interazione tra domanda e offerta punta all’equilibrio, punto in cui entrambe le parti del mercato trovano vantaggio.
Supponiamo che per cause esterne aumenti la domanda e di conseguenza la curva di domanda si traslerà, e di conseguenza anche il punto di equilibrio cambierà. Quando aumenta la quantità domandata di un bene, è naturale che il prezzo di quel bene aumenti. Le variazioni della domanda hanno un effetto concreto sui prezzi.
Supponiamo adesso che per cause esterne diminuisca l’offerta: vediamo quindi come il prezzo aumenta e la quantità diminuisce. La conseguenza di questa variazione è che si forma un nuovo equilibrio su prezzi e quantità offerte differenti.
Supponiamo che si verifichi contemporaneamente un forte aumento della domanda e una modesta riduzione dell’offerta: la combinazione di questi due elementi porta ad un nuovo equilibrio. Rispetto a questo nuovo punto di equilibrio, scopriamo che il prezzo aumenta e le quantità aumentano anch’esse.
Supponiamo che vi sia contemporaneamente un modesto aumento della domanda e una forte riduzione dell’offerta: il risultato sarà la creazione di un nuovo equilibrio, la quantità scambiata si riduce e il prezzo aumenta.
Intervento dello Stato sul mercato
Il mercato spontaneamente raggiunge l’equilibrio, talvolta quest’equilibrio viene ritenuto, un equilibrio che non piace, in base a come vengono percepiti i prezzi. Talvolta quindi lo Stato cerca di intervenire per la gestione del mercato. Quando il prezzo viene controllato nel mercato avviene questo:
- Fissare un prezzo massimo: ossia il prezzo più alto al quale un bene può essere legalmente venduto.
- Fissare un prezzo minimo di partenza: ossia il prezzo minimo al quale un bene può essere venduto.
Questo porterà alla scomparsa del punto di equilibrio e di conseguenza ad un elevato numero di domanda, vi si presenterà una ridotta presenza del prodotto sul mercato. Si verifica quindi una scarsità notevole all’interno del mercato.
Caso opposto quando viene fissato ad esempio un salario minimo, ad un prezzo superiore a quello di equilibrio. Ciò che si creerà sarà un’elevata richiesta di lavoratori ed una ridotta possibilità di accedere a posti di lavoro, di conseguenza si va oltre l’equilibrio, troviamo una grossa eccedenza che porterà alla disoccupazione.
Elasticità
Nella lezione precedente abbiamo illustrato le determinanti della domanda e dell’offerta di un determinato bene. Tale studio ci ha consentito di comprendere gli aspetti qualitativi dei fenomeni, ossia le direzioni nelle quali variano la domanda e l’offerta. Tuttavia, oltre agli aspetti qualitativi, gli economisti prestano molta attenzione agli aspetti quantitativi dei fenomeni osservati ed, in particolare, alla reattività delle curve di domanda e di offerta rispetto ai cambiamenti delle loro determinanti.
La più naturale misura della reattività di una funzione di domanda o di offerta è rappresentata dalla sua inclinazione: questa infatti non è altro che il rapporto fra la variazione della quantità domandata e la variazione del prezzo.
In realtà, nonostante l’inclinazione sia una misura della reattività, la sua grandezza dipende dall’unità di misura della domanda o dell’offerta e del prezzo. È preferibile perciò esprimere la reattività della domanda in modo che sia indipendente dall’unità di misura. A tale scopo gli economisti utilizzano il concetto di elasticità ossia il rapporto tra la variazione percentuale della quantità e la variazione del prezzo in percentuale. Lo calcoliamo tramite il calcolo percentuale poiché essi rappresentano dei numeri puri, che valgono per tutti di conseguenza nemmeno il cambiamento dell’unità di misura.
In genere dal punto di vista matematico la variazione percentuale si misura tramite un rapporto, tale che Δq/q e la variazione percentuale del prezzo è pari a Δp/p. L’elasticità che testimonia la reattività dei consumatori non è altro che la pendenza della curva di domanda moltiplicata per il rapporto di prezzo fratto quantità.
L'elasticità della domanda
L’elasticità della domanda rispetto al prezzo misura l’ampiezza della risposta della quantità domandata alle variazioni di prezzo. La domanda... (continua)
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