Economia politica I
L’economia politica studia il modo di utilizzo delle risorse scarse per produrre beni ed il modo di
distribuzione di essi.
Scarsità delle risorse (le risorse che non sono scarse non hanno necessità di un mercato)
Efficienza (come produrre i beni e come distribuirli nel modo più efficiente possibile)
Si divide in:
1) Microeconomia: studia il comportamento dei singoli agenti economici (consumatori, produttori,
mercati), che operano in condizioni di scarsità di risorse. Nata circa 200 anni fa da un filosofo
→
Adam Smith mano invisibile: ogni individuo, perseguendo egoisticamente il proprio interesse,
viene guidato come da una mano invisibile a perseguire il risultato migliore per tutti, cioè che non
→
ci sia bisogno di una coordinazione sul mercato ma avviene tutto spontaneamente equilibrio
economico.
2) Macroeconomia: studia il sistema economico ad un livello più di insieme, a livello aggregato
(elementi macroeconomici). Nata dalla pubblicazione di un saggio di un economista John Maynard
Keynes nel 1936, nel quale spiega, data la recente crisi di Wall Street che fece decrescere il reddito
nazionale, che lo Stato dovrebbe intervenire per aumentare l’occupazione e riequilibrare il
mercato promuovendo l’efficienza, l’equità, la crescita e la stabilità macroeconomica.
Ad oggi non c’è più una netta separazione tra micro e macroeconomia dato che quest’ ultima è
“microfondata”, cioè che le basi di microeconomia servono per studiare essa.
Il mercato
È il punto di incontro della domanda e dell’offerta. I prezzi fungono da segnali per i produttori ed i
consumatori e ne modificano le decisioni.
Prezzi più elevati tendono a ridurre gli acquisti dei consumatori e a incoraggiare la produzione (inflazione),
mentre prezzi più bassi incoraggiano il consumo e frenano la produzione (deflazione).
[se l’inflazione supera il 2%, la BCE (Banca Centrale Europea) dovrà intervenire per ristabilire l’equilibrio]
L’economia politica cerca di dare una risposta a come allocare le risorse sul mercato, cioè dare una
risposta a: →
Cosa produrre? come decidere cosa produrre
→
Come produrre? in che modo produrre i beni prefissati
→
Per chi produrre? a chi vanno i benefici dei prodotti e come si distribuisce la ricchezza
L’allocazione delle risorse cambia a seconda di quanto lo Stato interviene, avremo quindi diversi tipi di
economia che vanno da un estremo ad un altro:
Economia di libero mercato: gli individui e le imprese prendono le principali decisioni sulla
produzione ed il consumo;
Economia mista: è principalmente il mercato a prendere le decisioni ma è affiancato dallo Stato il
quale ne controlla il funzionamento, impone leggi e fornisce servizi di ordine pubblico;
Economia dirigistica: lo Stato prende tutte le decisioni relative alla produzione e distribuzione dei
beni, risolvendo i problemi economici.
→
Cosa produrre stabilito in base agli acquisti che i consumatori effettuano, cioè dal mercato; Come
→
produrre dipende dalla concorrenza tra le imprese e le spinge ad essere sempre più efficienti “principio
della concorrenza”;
→
Per chi produrre il mercato determina chi trae beneficio, cioè in base a che settore c’è più domanda le
imprese trarranno più o meno benefici.
Teoria del consumatore
Ha lo scopo di individuare le condizioni per cui una scelta di consumo, fatta in maniera razionale, è
ottimale, dati i prezzi, un certo reddito e i gusti relativi ai panieri alternativi.
(1, 2, … ) =
Le scelte di consumo sono i beni contenuti in un paniere di consumo
ℝ
(1, 2, . . , ) , ≥ 0 , ⊆ ⊆ +
Ipotesi che un qualsiasi paniere deve soddisfare:
→
Non-negatività un paniere è tale solo se ciascuna delle sue componenti non è negativa, al massimo
un individuo può non consumare (consumo uguale a 0).
→
, = +
Additività presi due panieri e il paniere è anch’esso un paniere di consumo
→
Perfetta divisibilità possibilità di moltiplicare un vettore per uno scalare. Preso un qualsiasi paniere
0 ≤ ≤ 1, = ∙
possibile ed una costante il paniere è anch’esso un paniere di consumo
possibile. → , ∊ ,
Le ipotesi di additività e divisibilità unite, formano l’ipotesi di convessità presi 2 panieri un
= ∙ + (1 − ) ∙ (0 ≤ ≤ 1),
paniere è una loro combinazione convessa se con è
anch’esso un paniere di consumo.
Vincolo di bilancio
= (1 , 2)
È l’insieme di panieri che soddisfano la relazione:
1 ∙ + ∙ ≤
1 2 2
= reddito
= prezzo bene 1
1
= prezzo bene 2
2
∙ = spesa per il bene 1
1 1
∙ = spesa per il bene 2
2 2
Se decidessimo di usare tutto il reddito per acquistare un paniere (limite superiore delle possibilità di
acquisto), la formula sarebbe: + =
1 1 2 2
1
= −
Esplicitando avremo un equazione di una retta:
2 2 1
2 2
Retta di bilancio: insieme di panieri la cui spesa è
: intercetta sull’asse delle che mi indica la massima quantità di non acquistando il bene x1
2
2
: intercetta sull’asse delle che mi indica la massima quantità acquistabile di se non si acquista il
1
1
bene 2
1
−
: coefficiente angolare della retta di bilancio ed è il prezzo relativo del bene misurato in unità del
1
2 →
bene rapporto di scambio (rapporto a cui il consumatore può scambiare un bene con un altro, ed è
2
un rapporto oggettivo dato che è fissato dal mercato)
Come cambia il vincolo di bilancio al variare delle componenti:
′ ′
: → >
Se aumenta il reddito ,
I prezzi non variano, allora l’inclinazione della retta rimane uguale.
′
>
Le intercette invece aumenteranno dato che (uguale per l’altra
2 2
intercetta).
Allora la retta traslerà verso l’alto ed il vincolo di bilancio si ingrandirà.
2′ 2′
→ >
Se aumenta : ,
1 2 2
L’intercetta sull’asse delle si sposta verso
sinistra, quindi significa sia che l’intercetta è
diminuita sia che il coefficiente angolare è
aumentato.
Il vincolo di bilancio diminuisce.
Se aumentano i prezzi nella stessa proporzione (equi proporzionale):
1′
→ = > 1
,
1 1
2′
→ =
2 2
La nuova retta di bilancio sarebbe:
+ =
1 1 2 2
Le intercette si ridurranno, l’inclinazione della retta invece rimarrà uguale,
quindi il vincolo di bilancio si ridurrà, cioè si riduce il potere di acquisto
(quantità fisiche di beni che il consumatore può acquistare)
Oss: se tutti i prezzi vengono moltiplicati per una costante, il vincolo di
bilancio ottenuto è uguale a quello che si otterrebbe se i prezzi non
variassero e se il reddito venisse diviso per la costante.
+ =
1 1 2 2 1′
∆ = −
Tasso di variazione dei prezzi: per definizione la variazione è 1
∆ −
1 1 1 1
= = ( − 1)
=>
1
1 1 1
Se i prezzi e il reddito aumentano in modo equi proporzionale:
Il vincolo di bilancio non subisce alcuna modifica, cioè il potere di acquisto
del consumatore rimane invariato.
Le preferenze del consumatore
Per dire quale paniere, per il consumatore, è il migliore di tutti è necessario che sia possibile ordinare
l’insieme dei panieri accessibili.
Ipotesi: - considereremo che le preferenze di tutti i consumatori siano omogenee, in pratica prenderemo
in considerazione solo 1 consumatore
- Razionalità: a) razionalità strumentale (o coerenza interna)
b) razionalità funzionale (coerenza dello scopo della scelta)
, ∈ .
Indichiamo con l’insieme delle possibilità di consumo e siano Diremo che:
→
≿
il paniere è debolmente preferito al paniere : se, per il consumatore, il paniere è
.
migliore o uguale al paniere
≿
( indica la “relazione di preferenza debole”) →
≻ :
il paniere è strettamente migliore del paniere se, per il consumatore, il paniere è
.
sicuramente migliore del paniere (Preferenza stretta)
≿ ≻ ≿ .
Se sicuramente , ma non può essere che sia anche →
≿ ≿ ∼
Se e allora significa che i due panieri sono tra loro indifferenti
cioè che il consumatore trae dai due panieri la stessa utilità.
Ipotesi sulle preferenze
Ci sono 6 ipotesi: - Completezza
- Riflessività Razionalità strumentale del consumatore
- Transitività
- Monotonicità Psicologia del consumatore
- Convessità Carattere tecnico
- Continuità ,
1) Completezza: Per ogni coppia di panieri, e appartenenti all’insieme di consumo vale almeno una
delle seguenti due relazioni ≿ ≿ .
oppure
Cioè il consumatore, per qualsiasi paniere scelto, sarà sempre in grado di confrontarli e dunque
ordinarli.
Questa ipotesi ci permette di classificare un insieme di panieri, quindi esisteranno:
{
() = ∈ | ≻ }
- Dei panieri migliori di {
() = ∈ | ~ }
- Dei panieri indifferenti a
2) Riflessività: Per ogni paniere appartenente all’insieme di consumo si ha
≿
Cioè che è almeno buono quanto se stesso. ,
Con questa ipotesi possiamo dire che l’insieme dei panieri debolmente preferiti a
{
() = ∈ | ≿ } = () ∪ (),
contiene almeno un paniere, cioè stesso.
≿ ≿
3) Transitività: Presi 3 panieri x, y, z appartenenti all’insieme di consumo X tali che e allora
≿ .
deve valere che
(vale sia per la preferenza stretta che per l’indifferenza) ≿
Cicli nelle preferenze: si hanno quando non si capisce la gerarchia tra dei panieri, ad esempio se
(problema
≿ ≿ di framing).
Es: “Paradosso di Condorcet” cioè che le preferenze di un gruppo di persone possono essere cicliche
anche se le preferenze dei singoli non lo sono
L’ipotesi di transitività serve ad eliminare la presenza dei cicli nelle preferenze:
e ≻ ,
Implicazione: Dati due panieri di beni tali che allora l’insieme dei panieri indifferenti a
, () ∩ () = ∅.
non intersecherà mai l’insieme dei paniere indifferenti a cioè
Dimostrazione: supponiamo per assurdo che l’intersezione dei due insiemi dei panieri indifferenti
∩ () ≠ ∅), ∈ () ∩ () ∶ ∼
a x e y non sia vuoto (() allora esiste un paniere
∼ ⇒ ∼ , ma questo va in contraddizione con le ipotesi.
Dimostrazione per l’indifferenza: dalla definizione di indifferenza abbiamo che
≿ ≿ ⇒ ∼
≿ ≿ ⇒ ∼
⇓ ⇓ ⇓
≿ ≿ ⇒ ∼
Conclusione dei 3 criteri: per ogni x appartenente a X passa almeno uno e non più di un insieme di
indifferenza, cioè ogni paniere appartiene solo ad un insieme di indifferenza)
, ∈ ≥ ⇒ ≻
4) Monotonicità: (o non sazietà) Presi se
Ipotizziamo che le preferenze del consumatore siano monotone: quando un paniere è ≥ ad un altro
(cioè, se almeno uno degli elementi dei vettori è maggiore es: (2,3,4)≥(2,3,6)), allora il secondo sarà
⇒
preferito al primo il consumatore preferisce il più al meno.
Però non sempre vale la monotonicità, per esempio per i beni di consumo come i cibi più ne mangi e
più ti soddisfi, quindi arrivi ad un punto che non preferisci il più al meno.
Conseguenze:
a) Gli insiemi di panieri indifferenti non possono essere spessi ma devono essere linee che
chiameremo curve di indifferenza;
b) Le curve di indifferenza sono decrescenti da sinistra a destra, cioè inclinate negativamente;
c) Curve di indifferenza più lontane dall’origine dell’insieme di consumo corrispondono a livelli di
soddisfazione maggiore. ∼
5) Convessità: Si prendano due panieri di beni e tali che e si formi un nuovo paniere di beni
(1
= + − ). 0 < < 1, ≻
Allora, per ogni λ tale che deve valere
≻ ).
(e quindi anche
Conseguenze: un consumatore preferisce panieri intermedi a panieri
estremi.
Le curve di indifferenza sono sempre convesse verso l’origine.
, , ≻ ≻ ,
6) Continuità: Presi 3 panieri a piacere e tali che se le preferenze soddisfano tutte le
ipotesi fatte fin ora, questi panieri devono appartenere a tre diverse curve di
indifferenza che non si intersecano e che sono spostate via via sempre più
lontano dall’origine. Allora prendiamo il segmento che unisce la migliore e la
,
peggiore di queste tre alternative, cioè e se vale l’ipotesi di continuità,
.
questo segmento deve intersecare la curva di indifferenza passante per
Tipi di preferenze
Preferenze regolari Sono le preferenze che soddisfano tutte e 6 le ipotesi. In base alle ipotesi di
completezza, riflessività e transitività, l’insieme di consumo è formato da insiemi
di indifferenza che non si intersecano. Per l’ipotesi di monotonicità questi
insiemi sono delle curve decrescenti da sinistra verso destra e corrispondono a
livelli di soddisfazione maggiore allontanandosi dall’origine. Per l’ipotesi di
convessità invece le curve sono convesse verso l’origine.
Preferenze non regolari:
Perfetti sostituti Due beni sono perfetti sostituti quando soddisfano lo stesso bisogno, quindi il
consumatore è interessato solo alla loro quantità.
(Figura 2.10) Dato che il consumatore è interessato solo alle quantità, una
curva di indifferenza sarà data da tutti quei panieri con la stessa quantità
complessiva di beni, allora graficamente saranno delle rette inclinate a -45°.
Questo tipo di preferenze violano l’ipotesi di convessità, dato che il paniere
x=(2,2) per questa ipotesi dovrebbe essere preferito ai panieri (4,0) e (0,4).
Perfetti complementi
Due beni sono perfetti complementi se devono essere consumati insieme (es: scarpa destra e scarpa
sinistra). Se avessimo un paniere formato da un paio di scarpe, l’aggiunta di una scarpa
destra non provocherebbe nessun aumento di soddisfazione, anche se la
quantità del paniere è aumentata.
Curve di indifferenza di questo tipo violano l’ipotesi di monotonicità e
≥ ~
convessità. Monotonicità perché ad es: ma allora contraddice le
ipotesi, convessità perché se facciamo la combinazione lineare di e non
troviamo nessun paniere intermedio preferito.
Beni neutrali Un bene è neutrale se la soddisfazione del consumatore non varia al variare
della quantità consumata del bene, ma dipende solo dal consumo degli altri
beni.
Queste preferenze violano le ipotesi di convessità e monotonicità.
Preferenze lessicografiche
Si hanno preferenze lessicografiche quando vi è un ordine di priorità tra
beni; ad esempio il consumatore ritiene che il bene 1 sia più importante
del bene 2, che a sua volta è più importante del bene 3, ecc., allora il
consumatore preferirà il paniere con quantità del bene 1 maggiore di tutti
gli altri panieri; a parità del bene 1 preferirà il paniere con quantità del
bene 2 maggiore, e così via.
Ad un aumento minimo di quantità di qualsiasi bene di un paniere, il
grado di soddisfazione aumenterà, quindi non esisteranno panieri
indifferenti se non il paniere stesso preso in considerazione.
Questo tipo di preferenze viola le ipotesi di convessità e continuità.
≻ ≻ , ,
Continuità perché, dato che i panieri unendo con un segmento e esso non interseca la
.
curva d’indifferenza di
Punti di sazietà Si dice che vi è un punto di sazietà quando esiste un paniere che è preferito a
tutti gli altri e la soddisfazione del consumatore diminuisce man mano che ci
si allontana da esso, in qualsiasi direzione.
Questo tipo di preferenze violano l’ipotesi di monotonicità. Infatti
, > >
consideriamo il paniere ed altri due panieri e e notiamo che
∼ ≻
ma che allora sono contraddette l
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Riassunto esame Scienza delle finanze - prof. Spataro, Gianmoena
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Riassunto esame Economia Politica, prof. Faucci, libro consigliato Economia, Samuelson
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Riassunto esame Filosofia politica, prof. Gatti
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Riassunto esame Economia politica, prof. David, libro consigliato La Politica Economica Italiana 1968 2007, Rossi