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Riassunto esame Economia e gestione delle imprese multinazionali, prof. Ferraris, libro consigliato Finanza Aziendale Internazionale, Isedi Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Economia e gestione delle imprese multinazionali, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dal docente A. Ferraris, Finanza Aziendale Internazionale - La gestione finanziaria dell'impresa multinazionale, Isedi. Gli argomenti trattati sono: Classificazione delle imprese multinazionali, ​Analisi e strategie di entrata in mercati esteri, Le principali... Vedi di più

Esame di Economia e gestione delle imprese multinazionali docente Prof. A. Ferraris

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Razionalizzazione della propria posizione a livello internazionale

In questa fase si assiste a un’organizzazione a livello globale della catena del valore dell'impresa e

questo implica un elevato livello di complessità nelle relazioni intrattenute dalla casa madre con le

sussidiarie.

Nel momento in cui l'impresa decide di entrare in un mercato estero, dovrà valutare numerosi fattori

prima di scegliere la migliore strategia di ingresso.

Caroli individua due criteri fondamentali per classificare le diverse modalità di ingresso in un mercato

estero:

● Radicamento estero. Si propone come sintesi di tre condizioni essenziali del processo di

internazionalizzazione dell'impresa: l'intensità degli attori che operano nel contesto geografico estero,

il grado di controllo sulle variabili competitive nel mercato target, l’appropriabilità dei risultati

economici e strategici delle operazioni estere.

● Impegno finanziario e organizzativo. Consiste nell'impegno di determinare risorse e investimenti

finanziari che un'operazione di questo tipo può comportare.

Sulla base di questi due elementi le modalità di ingresso in un mercato estero possono essere

ordinate su una diagonale sulla quale a un più elevato impegno finanziario e organizzativo

corrisponde un maggior potenziale di radicamento nel mercato estero.

2.3) Le esportazioni

Le esportazioni si manifestano nella forma indiretta quando il produttore non gestisce direttamente le

operazioni commerciali nel mercato ma si avvale a tal fine di un operatore indipendente, collocato nel

suo stesso paese.

Gli operatori indipendenti possono essere distinti in base alla complessità della loro organizzazione o

all'acquisizione della proprietà dei beni che vengono venduti all'estero.

Nel caso delle esportazioni dirette impresa vende nei mercati esteri direttamente attraverso una

propria struttura commerciale. Due sono le principali scelte: - organizzazione del canale; - distributori

stranieri attraverso cui arrivare al compratore finale.

Vantaggi Svantaggi

Esportazioni A volte il trasporto dal paese di

Minori costi origine al paese estero comporta

Possibilità di realizzare curve di spese più rilevanti rispetto a

esperienza soluzioni alternative

Esportazioni indirette Impegno minore Minor conoscenza dei trend di

mercato

Investimenti minori

Nuove opportunità di business

Esportazioni dirette Elevata flessibilità Maggior impegno imprenditoriale

Maggior conoscenza delle Maggior impegno finanziario

esigenze dei consumatori Maggior impegno organizzativo

2.4) Gli accordi strategici

Gli accordi strategici sono accordi di medio lungo termine tra due o più imprese, strutturati

contrattualmente per il raggiungimento di obiettivi ben determinati a cui sono interessati tutti i partner

coinvolti.

Le principali tipologie di accordo strategico sono: licensing, franchising e altri accordi contrattuali tra

imprese operanti in diversi paesi.

Licensing

È un contratto in base al quale un soggetto di un paese attribuisce ad un soggetto di un altro paese il

diritto di utilizzare e sfruttare economicamente, in un determinato ambito territoriale, specificati

prodotti o asset di sua proprietà, a fronte del pagamento di un corrispettivo fisso o variabile.

Franchising

Consiste in una forma di collaborazione continuativa fra imprese su base contrattuale attraverso la

quale l'impresa interessata a entrare in un paese estero (franchiser) concede a uno o più (franchisee)

locali l'utilizzazione della propria formula organizzativa e commerciale.

Gli altri accordi contrattuali tra imprese di paesi diversi possono essere:

● Il contratto di produzione

● Il contratto di gestione

● Le alleanze commerciali

I principali vantaggi di un accordo strategico sono:

● Accesso immediato a risorse, competenze e conoscenze aggiuntive

● Condivisione degli investimenti

● Sviluppo di una migliore conoscenza delle caratteristiche del mercato estero

Gli svantaggi degli accordi strategici sono invece in parte differenti per le diverse modalità. Il licencing

prevede ad esempio la condivisione di know how tecnologico prezioso e questo comporta una perdita

del controllo diretto sul suo utilizzo, in aggiunta il licencing può portare al rafforzamento di un

particolare operatore che in futuro potrebbe diventare un concorrente dell'impresa.

Il franchising rende difficoltoso il controllo per il franchisor del servizio erogato dal franchisee;

particolarmente complessa risulta inoltre l'organizzazione di una rete di franchisee in grado di

garantire l'uniformità di struttura e del servizio in diversi paesi.

2.5) Le joint ventures

Una joint venture internazionale è una nuova società costituita da due o più operatori di diversa

nazionalità, per la realizzazione di attività chiaramente precisate e di interesse comune.

Vi sono due modelli di joint venture:

1. L'impresa entrante costruisce con una o più imprese locali nel paese target una nuova struttura

aziendale.

2. Due o più imprese di paesi diversi uniscono le forze in una certa area di business.

Vantaggi Svantaggi

Possibilità di ingresso in un mercato estero senza Maggior coinvolgimento finanziario e operativo

una conoscenza specifica Rischio che il partner sia propri della tecnologia

Investimento sicuro o meno rischioso Difficoltà di controllo sulle società costituite

Ripartizione di costi e rischi

Opportunità di sviluppo per le imprese

2.6) Gli investimenti diretti esteri (IDE)

Gli IDE sono determinati dalla volontà dell'impresa di realizzare in paesi diversi da quello di origine

attività complesse in termini di risorse assorbite e di valore creato.

È possibile classificare gli investimenti diretti esteri in base ad alcuni criteri fondamentali:

Classificazione in base alla modalità di ingresso:

● Investimento greenfield, se la nuova struttura viene localizzata in un’area precedentemente non

utilizzata per attività economiche;

● Investimento brownfield, se la nuova struttura viene collocata in un sito già adibito in passato ad

attività produttive e nuovamente utilizzabile.

Classificazione in base alla direzione dell'investimento:

● IDE outflow, ovvero investimenti generati da aziende nazionali verso l'estero;

● IDE inflow, ovvero investimenti generati da aziende estere sul territorio nazionale.

Generalmente, la capacità di un paese di attrarre investimenti è influenzata da svariati fattori tra i quali

la dimensione del mercato, il costo di trasporto, il costo dei fattori produttivi, specificità della struttura

industriale e imprenditoriale, i servizi offerti, il regime normativo e fiscale, la ricerca e l'innovazione

ecc. Vantaggi Svantaggi

IDE greenfield Impianti moderni e ben localizzati Costi elevati

Ridotte assistenze organizzative Tempi lunghi

e culturali Rispetto di regole nazionali e

sindacali del paese target

IDE brownfield Rapidità di esecuzione Costi elevati

Possibilità di acquisire un

concorrente senza aggiungere

capacità produttiva al settore

3) Il rischio

Le attività delle imprese non finanziarie e tipicamente influenzata da due principali tipologie di rischi, i

rischi economici e i rischi finanziari: i primi si riferiscono alla variabilità degli aggregati reddituali dovuti

alla politica commerciale e al posizionamento competitivo dell'impresa; i secondi, invece, si riferiscono

alla variabilità degli aggregati patrimoniali ed economici legati dall'andamento del prezzo di mercato di

strumenti quali i tassi di cambio e tassi di interesse.

Definiamo rischioso l'evento o l'attività i cui esiti possono essere di tipo dannoso o negativo. In campo

aziendale sono rischiose le attività i cui esiti possono ripercuotersi negativamente sulle dinamiche

gestionali, economiche e finanziarie delle imprese.

Per ciò che concerne i rischi legati all'attività internazionale vi sono tre tipologie di rischio:

1. Rischio di cambio

2. Rischio di tasso di interesse

3. Rischio paese

Il rischio di cambio

È il rischio che attiene alle oscillazioni che si registrano nei tassi di cambio delle valute in cui l'attivo e

il passivo aziendale sono espressi.

La variabile principale che ne condiziona l'evoluzione è il tempo. All'origine del rischio vi è sempre,

infatti, uno sfasamento temporale tra un momento iniziale in cui viene posta in essere una

determinata transazione e il momento in cui si procede al regolamento monetario della stessa.

Vi sono tre tipologie di esposizione al rischio di cambio:

1. TRANSATTIVA: guarda all'impatto che la variazione del cambio produce sugli impegni in essere in

valuta estera, ossia sulle “transazioni note che prevedono il regolamento in moneta non di conto”.

Esso sorge nel momento in cui due contraenti di diverse nazionalità stipulano un contratto, con

regolamento differito, utilizzando la valuta di una delle controparti, o una terza divisa.

2. ECONOMICA: guarda all'impatto che la variazione del tasso di cambio produce sui flussi futuri di

cassa operativi aziendali e quindi, sul valore dell'azienda stessa. Sono rilevanti tutti i flussi di cassa

futuri e non solo quelli relativi a impegni certi già assunti. Quindi, la base di riferimento è assai più

ampia e meno facilmente determinabile.

3. CONTABILE: guarda all'impatto che la conversione in moneta domestica dei bilanci delle società

estere controllate produce sul bilancio consolidato della capogruppo in conseguenza di variazioni del

tasso di cambio intervenute rispetto alla precedente e chiusura dei conti.

a. Metodo corrente: lo stato patrimoniale viene convertito al tasso di cambio corrente alla data di

chiusura dell'esercizio. Il conto economico invece, viene convertito al tasso di cambio medio registrato

durante l'esercizio. Il guadagno o la perdita viene registrato sotto la voce di “differenza (o scarto) di

conversione”.

b. Metodo temporale: la conversione dello SP fa riferimento al tasso di cambio storico alla data di

conversione. Il conto economico viene convertito al tasso di cambio medio registrato durante

l'esercizio. L'utile o la perdita sui cambi partecipa alla determinazione dell’utile consolidato d’esercizio.

Ci si può approcciare in due modi differenti al rischio di cambio:

● STATICO: con questa tipologia di approccio si vuole di eliminare il rischio. Si prevede che, al termine

dell’operazione di copertura, questa non subisca più variazioni fino al pagamento o incasso

dell'ammontare in valuta. Questa operatività si rivolge normalmente alle imprese che scelgono un

orizzonte temporale breve e che non hanno le competenze sufficienti per gestire il rischio.

● DINAMICO: si tratta di una gestione non speculativa, che ha l'obiettivo di salvaguardare il margine

industriale e, contemporaneamente, allinearsi ai migliori cambi di mercato. Prevede, quindi, una

modifica frequente del profilo delle coperture ed è pertanto basato su un orizzonte temporale di

copertura di medio lungo periodo.

infine, tre sono i livelli di gestione:

1. STRATEGICA: anticipare e influenzare gli effetti di variazioni inattese dei tassi di cambio piuttosto che

semplicemente sperare che vada tutto bene, tramite strategie di diversificazione sia della base

operativa che delle fonti di approvvigionamento.

2. OPERATIVA: il management può reagire in tempo e in maniera efficace allo squilibrio che si verifica,

può usare varie strategie come la ricerca di nuove fonti di approvvigionamento, lo spostamento della

produzione nei paesi con meno costi, spostare le esportazioni e il marketing in aree più competitive.

Però spesso queste azioni possono risultare tardive e inefficaci, soprattutto per imprese in una

posizione competitiva forte.

3. FINANZIARIA: tramite una diversificazione finanziaria l'impresa sarà avvantaggiata per poter

beneficiare di una diminuzione del costo del capitale. Essa però deve essere nota alla comunità

finanziaria ed avere relazioni bancarie predefinite.

Il rischio di tasso di interesse

È il rischio che una variazione dei tassi di interesse di mercato produca una diminuzione della

redditività e del valore aziendale direttamente, tramite l'aumento degli oneri finanziari, oppure

indirettamente, tramite variazioni del costo del denaro, dei prezzi e delle quantità vendute.

Due tipologie di rischio:

1. Rischio transattivo: riguarda le poste attive e passive dello stato patrimoniale direttamente influenzate

da una variazione dei tassi di interesse.

2. Rischio economico competitivo: si presenta ogni volta che le poste attive e passive dello stato

patrimoniale vengono indirettamente influenzate da una variazione dei tassi di interesse.

La copertura del rischio di tasso di interesse può essere:

● BASATA SULLA DURATION (un portafoglio con duration pari a zero è protetto solo contro le

variazioni di tasso di interesse)

● BASATA SUI DERIVATI lineari o opzionali (FRA, IRS, IRC…)

Il rischio paese

Può essere definito come quel rischio di non poter rimpatriare averi e/o crediti vantati in un paese

estero a causa di eventi di vasta portata (politici, economici, militari) che coinvolgono quelli intero

paese. Oppure ancora, l’insieme dei rischi che non si sostengono se si effettuano delle transazioni al

mercato domestico, ma che emergono nel momento in cui si effettua un investimento in un paese

estero.

Molte istituzioni e centri studi si occupano di compilare veri e propri rapporti paese. Dall'analisi di

questi dati è possibile effettuare stime ed attuare strategie volte ad ottimizzare l'equilibrio finanziario

generale dell'impresa multinazionale

Il metodo di calcolo del rating sul rischio sovrano è composto dalle seguenti fasi:

● Gruppi di analisti eterogenei per competenze forniscono una valutazione riguardante 10 insiemi di

indicatori quali-quantitativi;

● Integrazione delle precedenti valutazioni con simulazioni ed esercizi al fine di individuare quanto

particolari indice di fragilità finanziaria (es. PIL) possano essere intaccati oltre una soglia critica dal

verificarsi di eventi macroeconomici di notevole portata.

● La logica è quella di ottenere valutazioni comparative tra paesi e in relazione ai paesi risk-free

Al termine della valutazione l'agenzia assegna al Paese un codice alfanumerico compreso tra la AAA

e la D.

4.1) I contratti derivati

I contratti derivati (forward, futures, swaps e opzioni) sono strumenti che incorporano un’obbligazione

di effettuare una certa prestazione o pagare una certa somma a un dato tempo futuro. La

determinazione della somma da pagare deve tener conto dell'andamento di uno strumento finanziario

sottostante.

I contratti forward

Prevedono lo scambio nel futuro di uno strumento finanziario o di un'attività a un prezzo determinato

al momento della chiusura del contratto. Al momento della stipula il valore del contratto è uguale a

zero.

I contratti futures

I futures sono dei contratti con consegna differita, esattamente come per le operazioni forward,

standardizzati e negoziati esclusivamente presso i mercati borsistici regolamentati mediante i quali è

possibile acquistare o vendere una determinata attività a un prezzo fisso e con regolamento

giornaliero delle variazioni di mark to market dell'operazione.

Gli SWAPS

Lo Swap è un contratto sottoscritto tra due soggetti giuridici mediante il quale ogni controparte ha il

dovere di effettuare dei pagamenti periodici fissi o variabili a delle date future e contemporaneamente

ha il diritto di ricevere dei pagamenti periodici anch'essi variabili o fissi sempre a date future.

Generalmente le operazioni di Swap richiedono a una controparte il pagamento periodico di una

somma fissa e all'altra controparte il pagamento periodico di una somma variabile.

Le operazioni di Swap dove i pagamenti effettuati da entrambe le controparti sono fissi non sono

utilizzate dagli operatori in quanto prive di utilità nell'attività di copertura e gestione dei rischi

finanziari.

4.2) Le diverse tipologie di SWAP

Interest Rate Swap

È un impegno contrattuale in base al quale due parti si obbligano a scambiarsi il pagamento degli

interessi su due debiti di ammontare equivalente contratti l'uno indipendentemente dall'altro.

A si impegna a pagare a B flussi di cassa pari agli interessi calcolati ad un prefissato tasso fisso su un

capitale nominale per un certo numero di anni.

B si impegna a pagare ad A flussi di cassa pari agli interessi calcolati ad un tasso variabile sullo

stesso capitale nominale per lo stesso periodo di tempo.

Le finalità dell'operazione possono essere:

● Consentire di soddisfare esigenze di ristrutturazione del debito


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Economia e gestione delle imprese multinazionali, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dal docente A. Ferraris, Finanza Aziendale Internazionale - La gestione finanziaria dell'impresa multinazionale, Isedi. Gli argomenti trattati sono: Classificazione delle imprese multinazionali, ​Analisi e strategie di entrata in mercati esteri, Le principali fasi del processo di internazionalizzazione, ​Le esportazioni, Gli accordi strategici, Le joint venture, Gli investimenti diretti esteri, Il rischio di cambio, d'interesse e di paese, I contratti derivati, Tipologie di SWAP, Le opzioni, Il controllo delle consociate estere, Il ruolo e le principali caratteristiche delle consociate estere, ​I principali criteri di valutazione dei risultati delle consociate estere


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AleSkuolanet di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese multinazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Ferraris Alberto.

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