CAPITOLO I/prima parte
L’ impresa è un sistema costituito da un insieme di elementi, risorse, attori legati tra di loro da relazioni
orientate alla realizzazione di determinate attività. Esso tende alla stabilità. Fonda la sua esistenza e il suo
processo evolutivo su due elementi:
1) Il patrimonio genetico; Formato dalla spinta imprenditoriale,le risorse disponibili, e le relazioni
che l’ impresa crea nel suo ambiente.
2) Il progetto strategico;Costituito dalla vision e missione dell’ impresa, strategia
competitiva,modello di sviluppo e utilizzazione delle risorse.
Le proprietà del sistema sono:
1)E complesso: cioè si scompone in vari sottosistemi.
2)E gerarchico:i sottosistemi sono connessi, e si scompongono fino ad arrivare alle unità elementari.
3)E parzialmente aperto.
4)E morfogenetico: il sistema trova al suo interno le condizioni e le risorse per evolversi.
5)E cognitivo
6)E autopoietico: cioè riesce a creare da se la propria realtà,raggiungendo una completa auto
sufficienza.
Gli obiettivi dell’ impresa dipendono dagli interessi personali dei suoi vari stakeholders, quei soggetti
interni o esterni che interagiscono con il sistema impresa. Quindi l’ impresa che e strettamente legata
ad i suoi attori raggiunge il suo fine a lungo termine attraverso: - il raggiungimento dell’ equilibrio
economico - l’ aumento del patrimonio di risorse disponibili-rafforzamento delle capacità di
utilizzazione delle risorse-.
Nella economia contemporanea la singola impresa è sempre più spesso parte di un sistema costituito
da molte unità produttive, con un unico obiettivo. Questo sistema che raggruppa piccole imprese di
uno stesso ambiente geografico è denominato DISTRETTO INDUSTRIALE. Quando le relazioni
assumono stabilità diventa un sistema di tipo reticolare.
Il contesto ambientale in cui opera l’ impresa si distingue in:
“Ambiente esteso”dato da tutte le entità che influenzano il sistema(le politiche di governo, evoluzione
tecnologica, società e cultura). Le figure sono: acquirenti, fornitori, distributori, investitori, autorità
pubbliche, forze sociali, organismi rilevanti.
“Ambiente competitivo” quel insieme di forze che agisce sul comportamento strategico e operativo
dell’ impresa.
“Ambiente competitivo di business” insieme dei fattori competitivi più importanti per l’ impresa.
L’ impresa percepisce l’ ambiente e può definire i suoi confini in modo in volontario o attuando
specifiche strategia di informazione. Può avere una percezione sbagliata delle condizioni ambientali
che nel medio lungo termine potranno essere causa di difficoltà o crisi dell’ impresa.
Per l’ impresa l’ ambiente è rilevante per due ragioni:
Per l’ insieme di attori e condizioni che la caratterizzano e che determinano le potenzialità dell’
impresa.
Per l’ energie che fornisce all’ impresa sostenendo il proprio processo evolutivo .
L’ AMBIENTE COMPETITIVO non significa l’ ambiente dove l’ impresa compete, ma il luogo dove
operano gli attori e si manifestano le forze che direttamente interagiscono con l’ attività dell’ impresa
contrastando a favorendo lo svolgersi di quest’ ultima.
L’ impresa e gli attori dell’ ambiente interagiscono fra di loro in base a ripetitività e al grado di
conflittualità. Queste relazioni sono influenzate delle cinque forze competitive(modello proposto da
Porter) più altre due forze che completano la descrizione di codesto ambiente. 1
/seconda parte
La prima forza è “l’intensità della concorrenza nel settore”. Il primo aspetto che determina questa
forza e il grado di concentrazione nel settore in cui opera l’ impresa che si suddivide in assoluto e
relativo. Un indicatore molto diffuso pere calcolare in maniera relativa il grado di concentrazione è l’
indice di Hirschmann-Herfindal ottenuto dalla somma del quadrato delle quote di mercato delle
singole imprese.
Esso non fornisce un indicazione chiara sull’intensità della competizione,ma può rappresentare uno
strumento, una volta che si conosce la composizione del settore, per cercare forme di accordo che
annullino i costi di azioni competitive per conquistare una quota di mercato maggiore.
L’intensità della c. nel settore e influenzato pure dal rapporto esistente tra la dimensione della
domanda e la dimensione dell’offerta. Bisogna considerare la differenza fra i rispettivi tassi di
crescita. Quanto più basso è il tasso di crescita rispetto a quello di offerta ,tanto più è elevata la
concorrenza. Quando un settore è maturo ci deve essere una contrazione dell’ offerta ostacolata da
barriere all’ uscita: ostacoli di natura strutturale che rallentano o addirittura impediscono l’uscita delle
impresa dal mercato, quali possono essere la non utilizzabilità degli impianti in altri processi
produttivi per via di un forte specializzazione, l’intervento di attori istituzionali, la resistenza al
cambiamento.
Quando si ha un aumento della leva operativa( ovvero i costi fissi rappresentano la componente
principale dei costi totali) e si manifesta un eccesso di domanda, e quindi ciascuna impresa è spinta a
ridurre il prezzo di vendita. Per evitare di perdere quote di mercato e quindi del proprio volume di
vendita.
L’ intensità della concorrenza è inversamente proporzionale al grado di differenziazione. Prodotti
sono considerati concorrenti, quando sono simili e l’ imprese e come se fossero in concorrenza
perfetta dove l’ impresa non ottiene nessun profitto. La possibilità di differenziare il prodotto permette
all’impresa di acquisire una posizione di dominio o addirittura di quasi monopolio. Differenziare
incide sui costi dell’ impresa e quindi non sempre è una decisione positiva dal punto di vista della
redditività. L’intensità della concorrenza può essere valutata attraverso l’osservazione dei
comportamenti posti in essere dalle imprese(in special modo le leadership). Come la determinazione
del prezzo(un continuo cambiamento del prezzo e sintomo di elevata concorrenza nel settore),
l’offerta di nuovi prodotti e sviluppo di quelli esistenti e servizi aggiuntivi, e comunicazione cioè
lancio di nuove campagne pubblicitarie e promozioni sono tutti indicatori di forte concorrenza.
La seconda forza è “la minaccia di nuovi entranti”. Un fattore che influenza la competitività di un
settore è la spinta delle imprese al di fuori che vogliono entrare nel mercato. Gli incumbents (imprese
presenti in un dato settore) modificano le proprie strategie verso il tentativo di controllare i rivali
esterni, la percezione della minaccia di nuovi entranti viene ridotta naturalmente se la quota di
domanda aumenta. Le barriere all’entrata influenzano le imprese che vogliono entrare nel mercato.
Esistono: barriere istituzionali, strutturali, e strategiche. Le prime sono determinate dal governo.
Quelle di tipo strutturale derivano dagli elementi che caratterizzano il settore e l’equilibrio esistente
tra i diversi attori, hanno origine diversa:
A] Le economie di scala, per il livello di dimensione.
B] Le economie di esperienza, quando la produzione all’interno del settore determina un costo di
produzione molto più basso di quello a cui è in grado di operare un nuovo entrante.
C] Le economie di scopo, alcune per il maggior tempo trascorso nel settore hanno vantaggi di costo.
D] il livello elevato delle fonti di finanziamento, per una nuova attività.
Le barriere strategiche derivano dal comportamento che gli incumbent attuano o minacciano di attuare
con l’ obiettivo esplicito di scoraggiare l’entrata di concorrenti potenziali.
Le barriere strategiche per essere efficaci devono avere credibilità ed allo stesso tempo convenienti
economicamente. 2
“La concorrenza dei prodotti o dei servizi sostitutivi”. I prodotti o i servizi sostitutivi, pur avendo
caratteristiche diverse, assolvono ad un uso analogo dei prodotti nel settore in questione. Due prodotti
sono elastici quando la loro elasticità incrociata è molto elevata. All’aumentare del prezzo di uno
aumenta la domanda dell’altro bene e viceversa.
Le imprese possono adottare delle misure per ridurre le pressione competitiva: un miglioramento del
rapporto valore/prezzo, differenziazione del prodotto, rafforzamento della comunicazione,
avvicinamento all’acquirente finale e rafforzamento del sistema operativo.
Altre due forza competitive sono: “il potere contrattuale dei fornitori ed acquirenti”. Quanto più i
fornitori hanno il controllo sull’ impresa cliente tanto più influenzeranno il prezzo i tempi di
pagamento della merce la dimensione degli ordini di lotti, assistenza al prodotto. Questo vale pure per
l’impresa cliente con un forte potere contrattuale.
“L’ intensità è il segno dell’azione degli stakeholders”. Quattro tipi di stakeholders hanno un ruolo
importante sull’ andamento dell’ ambiente competitivo e non possono essere considerati come parte
dell’ ambiente esteso: Le autorità pubbliche di regolamentazione esistenti nel settore dell’impresa, le
autorità amministrative che governano il territorio, i sindacati, gli organismi della società civile.
“L’ integrazione con imprese complementari rispetto alla domanda”. Il successo dell’ offerta a volte è
determinato da un integrazione con offerte di attività complementari, influenzando la posizione
competitiva di queste imprese che cosi si differenziano da quelle che non hanno simili opportunità.
Il concetto di raggruppamento strategico. E un gruppo di imprese all’interno di un determinato settore,
che adottano strategie simili, dispongono di stesse risorse,con analogie nella struttura organizzativa,
assetto societario. I raggruppamenti strategici possono essere mappati a seconda della strategia che
adottano le singole imprese. Le principali variabili sono: l’ ampiezza dell’offerta, la tipologia di
clienti serviti, l’estensione geografica, il grado di integrazione verticale, posizionamento del prezzo,
livello di innovazione.
I raggruppamenti si formano nel tempo, poi possono essere ulteriormente distinti dalle strategie che
adottano e dal modello organizzativo.Miles e Snow propongono le seguenti categorie: I rules sutters,
che formano la leadership;Gli anticipatori, imprese che si evolvono seguendo l’ ambiente;I difensori
che cercano di ridurre il più possibile i costi;I reattori, quelle molto flessibili;Gli specialisti, imprese
che basano il loro modello evolutivo su una particolare risorsa distintiva; I generalisti, imprese che
non hanno risorse diverse e distintive rispetto agli altri.
L’ ambiente competitivo specifico di business rappresenta quella area che riguarda specialmente il
business dell’impresa in considerazione. E delineato dalle stesse categorie di forze, soggetti utilizzate
per distinguere l’ ambiente competitivo dell’impresa. 3
CAPITOLO II/prima parte
La risorsa costituisce una delle componenti fondamentali del “sistema aziendale”. Hamel sottolinea
come l’ impresa non vada considerata come un insieme di attività coordinate per produrre un dato
output, ma un portafoglio di competenze e di attività che creano valore. Le risorse possono essere
definite come l’ insieme di fattori tangibili e intangibili che l’ impresa controlla e utilizza nei suoi
processi operativi. Una risorsa è un’entità che è dotata delle proprietà non solo per partecipare a
determinate attività produttive, ma anche per auto-alimentare la generazione di altre risorse. Secondo
la proprietà autopoietica dell’impresa le risorse sono alla base del processo di creazione ed evoluzione
dell’ impresa.
Le risorse possono essere tangibili o intangibili. Le prime si possono quantificare nel patrimonio
aziendale , pure alcune risorse intangibili(conoscenza tecnologica, marchio)possono essere presenti
nel bilancio dell’impresa. Tuttavia gran parte delle di esse possono essere determinate solo
dall’avviamento dell’impresa. Le risorse umane presentano aspetti dell’una e dell’altra categoria di
risorse, e quantitativamente sono rappresentate dall’ effettivo valore che apportano alle competenze
dell’impresa. Le risorse intangibili sono:la conoscenza, capacità innovativa, immagine e reputazione
dell’azienda, fedeltà dei clienti, relazioni con gli stakeholders esterni, e il grado di responsabilità
sociale,il capitale organizzativo, ecc. Esse hanno il ruolo di aumentare il valore dei processi operativi
attuati dalle imprese. L’insieme delle risorse che spiegano un aumento del valore rispetto a quello del
capitale finanziario(o netto) e definito capitale intellettuale, a sua volta diviso in capitale
umano(insieme delle conoscenze delle persone) e capitale strutturale(insieme di clienti su cui può
contare l’impresa ed il “capitale organizzativo”, composto dalla capacità innovativa dell’impresa e dal
sistema di valori culturali ed etici).
Le risorse intangibili sono sedimentabili all’interno dell’organizzazione, cioè il patrimonio di risorse
intangibili può essere difficilmente sviluppato dall’esterno, mentre può essere incrementato attraverso
il processo autopoietico interno. Sono deperibili(possono diventare obsolete quando cambia
l’ambiente esterno);possono consumarsi durante il loro utilizzo(è il caso della professionalità delle
risorse umane). Hanno un certo grado di flessibilità. Sono trasferibili all’interno dell’impresa che le
possiede e utilizzabili in contesti competitivi diversi.
Due risorse intangibili richiedono uno approfondimento la “conoscenza” e la “fiducia”. La
“conoscenza” è l’insieme degli schemi cognitivi diffusi all’interno dell’impresa che sono alla base dei
comportamenti aziendali. La “fiducia” è rappresentata come l’insieme di schemi cognitivi attraverso
cui determinati soggetti danno una rappresentazione stabile ne l tempo dell’impresa. Queste due
risorse sono strettamente collegate fra di loro, Esse sono all’origine del patrimonio delle risorse
aziendali, ne esprimono anche il valore potenziale. Il valore del marchio per esempio, consiste nella
fiducia che riesce a trasmettere all’esterno circa la bontà del prodotto e dell’impresa che lo possiede.
La conoscenza è distinta in due livelli:
1] Superficiale. Consiste nell’ insieme di comportamenti prevedibili dell’organizzazione,
determinando risposte automatiche ai problemi che emergono all’interno dell’impresa. Essa ha due
limiti non genera nuova conoscenza, e inadatta al verificarsi di situazioni diverse da quelle consuete.
2] La conoscenza profonda è alla base della capacità di apprendere dell’impresa dallo scambio
esterno e di elaborare nuovi schemi per fronteggiare situazioni diverse dal solito.
La fiducia rappresenta un valore importante per l’ impresa, poiché riduce i costi di comunicazione del
prodotto è aumenta la fedeltà del cliente, che matura ne tempo una certa considerazione dell’impresa,
attraverso le informazioni che riceve di un determinato prodotto. La risorsa fiducia si manifesta nel
capitale di reputazione dell’impresa formato da sei fattori:qualità dell’ambienta lavorativo, qualità
dell’offerta, emozioni suscitate, vision, risultati economici e stabilità finanziaria, responsabilità
sociale dell’impresa.
/seconda parte
La capacità organizzativa è la capacita di coordinare ed integrare le risorse, condizione essenziale per
lo sviluppo del sistema aziendale e ai fini dell’acquisizione del vantaggio competitivo. La capacità di
4
coordinare e di utilizzare al meglio le risorse è più importante delle risorse stesse. A riguardo, Hamel
a Prahalad descrivono diversi esempi di imprese che, pur con un patrimonio di risorse relativamente
inferiore a quella dei principali concorrenti, riescono ad avere maggior successo. Organizzando le
proprie risorse con altre esterne si possono creare addirittura nuove offerte(le vacanze-studio per i
giovani) generando un nuovo business, ed un offerta migliore in quanto innovativa. Una competenza
può essere intesa come l’intelligenza che conduce alla realizzazione di operazioni finalizzate al
raggiungimento di certi risultati più o meno complessi. Le risorse e competenze per generare un
vantaggio competitivo devono avere tre proprietà: la scarsità ; la rilevanza; la proteggibilità.
Le risorse devono essere scarse, poco diffuse nell’imprese concorrenti. Alcuni autori ritengono che
per generare un vantaggio competitivo una risorsa debba essere addirittura unica, ovvero in uso
esclusivo dell’impresa che la detiene, riteniamo che questa posizione sia accettabile solo in casi
particolari; il concetto di scarsità non può essere limitato a una questione quantitativa, l’impatto sul
vantaggio competitivo non dipende dalla risorsa in se ma dalle competenze che da esse derivano.
La “rilevanza”, rispetto ai fattori critici di successo. La proteggibilità. Per generare un vantaggio
competitivo l’impresa deve acquisire un controllo proprietario sulle risorse che escluda i concorrenti.
Il concetto di competenza distintiva sta ad indicare le attività che un’organizzazione è in grado di
attuare in modo migliore rispetto ai concorrenti. Per far ciò bisogna integrare condizioni esterne,
capacità organizzative, coordinare fattori tangibili, e intangibili in modo efficace ed efficiente.
Il concetto di strategic assets è l’insieme di risorse e competenze specifiche di una impresa, scarse e
appropri
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