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STEP 4: sfruttamento

STEP 1: accesso STEP 2: STEP 3:

acquisizione immagazzinamento L’impresa sfrutta le

Lacune nei flussi diverse forme di

di conoscenza tra L’impresa La conoscenza viene conoscenza

soggetti presenti acquisisce la immagazzinata nella immagazzinate

in un network conoscenza memoria attraverso processi di

forniscono grazie alla dell’organizzazione. ricombinazione per

all’impresa posizione creare nuove idee e

informazioni strategica nel soluzioni.

uniche trascurate network.

da altri. OUTPUT

Nuove soluzioni innovative sono sviluppate

Diverse cause che spingono le imprese ad adottare strategie di collaborazione con

altre imprese e organizzazioni:

Motivi relativi alla ricerca di base e applicativa, alle caratteristiche generali

- dello sviluppo tecnologico:

Crescente complessità e natura multidisciplinare delle nuove tecnologi,

o sinergie tecnologiche, accesso a conoscenza scientifica o tecnologie

complementari;

Riduzione e condivisione dei costi dell’R&S;

o Riduzione e condivisione dell’incertezza dell’R&S.

o

Motivi legati a concreti processi di innovazione:

- Acquisire le conoscenze tacite dei partner:

o Trasferimento tecnologico;

o Riduzione del ciclo di vita del prodotto;

o Riduzione del time to market.

o

Motivi legati all’accesso e alla ricerca di nuove opportunità:

- Monitoraggio del cambiamento dell’ambiente e delle opportunità di

o mercato;

L’internazionalizzazione e l’ingresso in mercati esteri;

o Nuovi prodotti e mercati, l’espansione della gamma di prodotti.

o

Distretto industriale→ è rappresentato da un sistema locale caratterizzato dalla

presenza di un’attività produttiva principale svolta da un insieme di piccole imprese

indipendenti, che però sono altamente specializzate in fasi diverse di uno stesso

processo produttivo.

Cluster industriale→ può avere estensione nazionale o regionale. In essi si vede una

contrazione geografica di imprese interconnesse le quali cooperano e competono al

medesimo tempo.

Elementi che caratterizzano il distretto industriale:

La divisione del lavoro tra imprese;

- La produzione è flessibile e cerca di venire incontro alle diverse necessita dei

- clienti;

Le relazioni tra imprese assumono la forma di intreccio fra competizione e

- cooperazione e danno vita a quello che viene chiamato mercato comunitario;

Il luogo è definito;

- Esiste una forte interdipendenza tra il distretto come realtà produttiva e come

- ambiente di vita familiare, politico e sociale;

È un’area caratterizzata da elevati flussi informativi e dal supporto delle

- istituzioni e degli enti locali.

Vantaggio competitivo offerto:

Riduzione dei costi di transazione;

- Rendimenti di scala crescenti;

- Sviluppo tecnologico e innovativo;

- Riduzione dei costi di apprendimento;

- Vantaggi competitivi derivanti dalla più veloce specializzazione territoriale

- ovvero i cosiddetti first mover advantages.

La cooperazione può essere considerata come una delle leve di governo del distretto

ed assume le caratteristiche tipiche del social network e delle comunities of practices.

Il distretto è caratterizzato da imprese localizzate in un territorio ristretto, nel quale

sono di fondamentale importanza la comunità locale e l’intervento pubblico a

sostegno dell’economia. Il cluster invece è un modello più ampio del distretto, non

solo per quanto riguarda la varietà settoriale delle aziende presenti, ma anche per la

vastità del territorio di localizzazione. Le motivazioni per le quali l’innovazione si

sviluppa in aree circoscritte indipendentemente dalla variabile globalizzazione sono:

la disponibilità di risorse naturali nell’area di sviluppo dell’innovazione, la prossimità

ai mercati di sbocco, la possibilità di effettuare economie di scala, l’accesso a risorse

umane di primo livello per la presenza di università e centri di ricerca di livello

internazionale, per la presenza di infrastrutture inadeguate.

La presenza di elementi che favoriscono la nascita dei distretti e lo sviluppo di

innovazione al loro interno, alimenta un circuito virtuoso che crea benessere socio-

economico per l’intero territorio del cluster stesso.

Open innovation: un approccio

moderno all’innovazione

Attraverso l’assunzione di menti brillanti e il loro impiego nelle attività di R&S, le

imprese assicuravano lo sviluppo di idee innovative per commercializzare prodotti e

servizi unici, per generare ricavi superiori alla media del settore e poter effettuare

nuovi investimenti in R&S. i cambiamenti dello scenario competitivo hanno

influenzato il modo attraverso il quale le imprese innovano. Tra i fattori che hanno

contribuito a tale cambiamento, vi sono il progresso tecnologico, la globalizzazione

sempre più incessante e l’accorciamento del ciclo di vita dei prodotti. Il paradigma

della open innovation può essere considerato l’antitesi del tradizionale approccio

verticale all’innovazione. È di fondamentale importanza considerare il ruolo della

conoscenza nell’economia contemporanea e nei processi d’impresa. La conoscenza è

considerata l’asset più importante all’interno di un’impresa. Alcuni fattori e trend per

spiegare il fenomeno della open innovation:

Le imprese sempre più cercano conoscenza proveniente da fonti distanti dal

- punto di vista geografico;

Le imprese utilizzano sempre più conoscenza proveniente da altre industrie e

- settori;

Le imprese considerano sempre più eterogenei campi scientifici e tecnologici,

- puntando su processi di convergenza

Le imprese sempre più sfruttano le università e centri di ricerca come fornitori

- di conoscenza.

È importante che le imprese comprendano le capacita`, le abilita e le conoscenze che

le rendono uniche sul mercato, affinché` possano definire, in maniera univoca, in che

punto del processo innovativo si presentino necessità di risorse esterne.

Chesbrough individua una serie di elementi nuovi della open innovation rispetto alle

teorie passate:

Le teorie passate considerano le fonti esterne di innovazioni sostitute a quelle

- interne;

Il business model ricopre un ruolo fondamentale nella open innovation;

- Le teorie precedenti assumono l’assenza di measurement error nella

- valutazione dei progetti di R&S;

Studi precedenti considerano la conoscenza un elemento scarso difficile da

- trovare;

Nelle open innovation gli intermediari dell’innovazione assumono un ruolo

- importante.

Sono diversi i meccanismi attraverso cui adottare strategie di open innovation.

Considerando l’innovation funnel di un’impresa, il flusso di conoscenza può avvenire

attraverso il meccanismo

Inbound→ in questo caso, l’impresa decide di acquisire conoscenza o

- tecnologia da fonti esterne per integrarla alla base di conoscenza o tecnologia

da fonti esterne per integrarla alla base di conoscenza o tecnologia prodotta

internamente. Integrando l’innovazione esterna con quella interna, l’impresa

può avere accesso a molte più fonti e può accelerare l’innovazione riducendo

drasticamente i tempi di R&S.

Outbound→attività mediante la quale le imprese ricercano organizzazioni

- esterne dotate di un business model maggiormente idoneo a commerciale una

data tecnologia. L’impresa decide di cedere parte della conoscenza o tecnologia

interna a fonti esterne per motivi monetari e/o strategici. Consente di ottenere

una serie di potenziali vantaggi strategici, riguardanti la strategia di prodotto o

il portafoglio tecnologico. Crea il potenziale per lo sviluppo di uno standard

dominante, possibilità che aumenta all’incrementare del numero dei soggetti

licenziatari. Sono cinque i principali metodi attraverso cui fare output:

Diventare un cliente o fornitore del progetto innovativo;

o Creare spin-off, ovvero creare una nuova impresa basata su un progetto

o sviluppato dall’azienda stessa;

Offrire in licenza a terzi i brevetti inutilizzati;

o Creare network eterogenei e ampi di partner esterni;

o Sviluppare attività di open source, ovvero rilasciare gratuitamente idee,

o conoscenza e tecnologie sviluppate internamente.

Coupled open innovation→ meccanismo attraverso il quale si combinano processi di

inbound e outbound tra attori coinvolti in attività collaborative di innovazione.

Coinvolge due (o più) partner che gestiscono intenzionalmente la conoscenza

reciproca attraverso i loro confini organizzativi, per attività di innovazione e

commercializzazione congiunte.

Le pratiche specifiche per di open innovation per ogni meccanismo:

Acquiring→licensing-in della proprietà intellettuale, outsourcing di R&D

- sfruttare gli intermediari dell’innovazione, competizioni di idee e start-up

premi a fornitori per idee innovative, premi a università per idee innovative;

Sourcing→ co-creazione con il cliente, crowdsourcing, sfruttamento di

- consorzi finanziari da enti pubblici, networking informali;

Selling→ join-venture, spin-off, licensing-out della proprietà intellettuale;

- vendere ad altre imprese prodotto pronti per il mercato;

Revealing→ condivisione di know-how, donazione a enti ed associazioni no-

- profit.

Le pratiche di open innovation inbound:

Licnsing-in→ acquisire proprietà intellettuale in licenza, ovvero conoscenza o

- tecnologia sviluppata da altro soggetto sotto forma di IP, copyright o marchi.

Outorcing dell’R&S→ comprare servizi di R&S da altri attori come ad esempio

- le università`.

Crowdsorcing→ riguarda lo sviluppo collettivo di un progetto da parte di

- numerose persone esterne all’entità che ha ideato il progetto stesso.

Conferenze→ partecipare a conferenze specialistiche per acquisire conoscenze

- su determinati trend. Affidarsi ad uno o più esperti per lo sviluppo di un

progetto o per il testing di un prodotto.

Network informali→ far parte di Network allargati da cui prendere spunto per

- idee innovative.

Fusioni e acquisizioni→ attività finanziarie straordinarie mirate all’acquisizione

- di know-how specifico per lo sviluppo di nuovi prodotti.

Ottenere idee dai social media/blog/forum→ sfruttare idee e conoscenza

- presenti sui social media per innovare i propri prodotti.

Scouting dei trend tecnologici→ osservare i trend tecnologici o accumulare

- informazioni sull’ambiente tecnologico esterno.

Pubblicazioni→ sfruttare le pubblicazioni scientifiche per ottenere conoscenza

- esplicita.

User engagement→ includere i clienti o utenti nel proprio processo di

- innovazione, analizzando le loro preferenze, adattando i prodotti ai loro

fabbisogni.

Le pratiche di open innovation outbound sono:

Licensing-out→ cedere in licenza conoscenza o tecnologia a soggetti terzi.

- Spin-off→ generazione di una nuova sorgente di attività.

- Reevaling→ cedere gratuitamente determinata conoscenza o tecnologia per

- motivi strategici.

Il grado di apertura del processo di innovazione può essere descritto anche in termini

di fasi in cui le pratiche di open innovation vengono implementate. Le fasi

dell’innovation funnel sono: idea generation, development, manufactoring,

commercializzation.

Innovation funnel Higt Integrated Open innovators

opennes collaborators

Low Closed innovators Specialised

collaborators

Low Hight

Partner variety

La matrice sopra indicata individua quattro quadranti:

Closed innovation→ aprono il processo innovativo a pochi attori in una o

- nessuna fase.

Specalised collaborators→ aprono il processo innovativo che si avvia ad una

- sola fase ma è composto da partner diversi.

Integrated collaborators→aprono il processo di innovazione in tutte le sue fasi

- ma con poche relazioni con l’esterno e quindi poche tipologie di partner.

Open innovators→ aprono interamente il loro processo innovativo e sono in

- grado di gestire un elevato numero di collaborazione tecnologiche

coinvolgendo molti partner.

Il grado di apertura delle fonti esterne di conoscenza dipende dal numero e dalla

tipologia di partner con cui l’impresa interagisce e instaura un processo di

collaborazione. Le fonti esterne di conoscenza principali sono:

Fornitori→ possono contribuire al processo innovativo fornendo idee

- soprattutto in merito a componenti e materiali da utilizzare nel prodotto e/o

alla fase di sviluppo del prodotto stesso.

Clienti→ consentono di anticipare le richieste e il fabbisogno del mercato,

- consentendo di realizzare prodotti innovativi e competitivi.

Università e centri di ricerca→ sono soggetti dall’alta produzione di conoscenza

- che può essere trasformata in prodotti e servizi se attuati processi intensi e

duraturi di collaborazione.

Intermediari dell’innovazione→ agente o un broker in ogni aspetto del

- processo di innovazione tra due o più parti.

Le imprese si trovano ad affrontare situazioni che cambiano repentinamente e

quindi sono portate ad adattarsi rapidamente al cambiamento. Diversi fattori hanno

portato a un cambiamento nel modello di innovazione di molte imprese:

La globalizzazione→ l’integrazione dell’attività economica a livello

- internazionale, riduce le barriere alla collaborazione internazionale e facilita

l’entrata di concorrenti internazionali.

La complessità dei prodotti è aumentata al punto tale che persino le imprese

- più grandi non riescono più a permettersi un sistema di R&S interno capace di

innovare continuamente e affrontare la crescente complessità`.

La convergenza dell’industria, che rappresenta l’indebolimento dei confini

- tecnici e normativi tra i vari settori dell’economia, dà origine a nuovi segmenti

intersettoriali.

I progressi dell’ITC riducono la distanza geografica tra gli autori, consentendo

- così l’integrazione di nuovi attori nel processo di sviluppo del prodotto.

Il crescente trasferimento dei diritti di proprietà intellettuale ha facilitato

- l’utilizzo e la condivisione di conoscenze ed investimenti in innovazione.

La crescita del capitale di rischio ha reso più semplice la nascita delle startup,

- aumentando la tendenza degli imprenditori a creare imprese per

commercializzare le invenzioni provenienti da imprese o organizzazioni.

L’ambiente in cui le imprese operano, suggerisce la necessità di operare con

flessibilità e dinamismo. Pratiche di open innovation favoriscono questo

adattamento, portando a una serie di benefici:

Tempi di commercializzazione più brevi, con minori costi e rischi;

- Più innovazioni nel lungo termine;

- Una migliore qualità dei prodotti e servizi;

- Sfruttamento delle opportunità offerte dai nuovi mercati;

- Maggiore flessibilità`;

- Una maggiore capacità di assorbimento;

- Spillover monetizzati.

-

Simonin sostiene che variabili specifiche come distanza culturale e organizzativa con

i partner influenzano negativamente il trasferimento di conoscenze e le potenzialità

della collaborazione. Van de Vrande et al. affermano che i vincoli più cruciali per

riuscire ad adottare pratiche di open innovation riguardano fattori organizzativi e

culturali. Altre barriere alle open innovation riguardano la mancanza sul mercato di

conoscenza e tecnologia adeguata al business model dell’impresa, l’ammontare di

tempo e risorse necessarie per integrare la conoscenza e tecnologia interna con quella

esterna, e la paura di perdere le competenze interne.

Sebbene la maggior parte delle innovazioni a grande impatto sia realizzata da grandi

imprese, l’importanza delle PMI è indiscussa in tutte le economie mondiali. Le

piccole imprese hanno meno risorse umane per monitorare l’ambiente esterno ed

accedere a conoscenza e informazioni preziose rispetto alle grandi imprese. Però con

la crescente necessita di acquisire tecnologia e conoscenze dall’esterno per accelerare

i processi di innovazione nell’attuale periodo economico, le piccole e medie imprese

sono portate ad approcciare l’open innovation in maniera superiore rispetto alle

grandi imprese proprio perché` hanno meno risorse e asset.

Il business model ricopre un ruolo fondamentale per la creazione di valore e descrive

il modo con cui un’impresa genera e cattura valore attraverso il proprio

prodotto/servizio. Un modello di business descrive la logica in base alla quale

un’organizzazione crea, distribuisce e cattura valore.

La catena del valore è uno strumento valido per valutare dinamicamente se e quanto

il vantaggio competitivo venga raggiunto, mantenuto e difeso. Essa è composta da

due macro aree di attività`:

Attività primarie→ sono direttamente collegabili allo sviluppo e produzione d

- un prodotto o servizio. Esse sono: logistica in entrata, gestione operativa,

distribuzione e logistica in uscita, marketing e vendite, servizi.

Attività secondarie→ contribuiscono a supportare le attività primarie e sono

- anche chiamate attività di supporto. Esse sono: gestione degli

approvvigionamenti, gestione della tecnologia, gestione delle risorse umane,

attività infrastrutturali.

9 building block del Business Model:

1. Segmenti di clientela: ai quali l’organizzazione si rivolge e che possono essere

uno o più d’uno, divisi in gruppi.

2. Valore offerto: come sono risolti i problemi dei clienti e come ne sono

soddisfatte le loro esigenze.

3. Canali: come il valore offerto raggiunge i clienti attraverso canali di

comunicazione, distribuzione e vendita.

4. Relazioni con i clienti.

5. Flussi di ricavi

6. Risorse chiave

7. Attività chiave

8. Partnership chiave

9. Struttura dei costi.

Open innovation: evidenze empiriche

qualificative e quantitative

Il fenomeno open innovation può essere spiegato a livello teorico attraverso tre

meccanismi: inbound, outbound e coupled. Il concetto chiave dietro al fenomeno

open innovation è che le imprese cercano esternamente informazioni, conoscenze,

soluzioni, tecnologie per accelerare i processi innovativi. Il modello della open

innovation suggerisce che i vantaggi nell’investire in R&S interna sono diminuiti nel

corso degli anni. Di conseguenza, molte imprese per cercare e acquisire conoscenza e

tecnologia all’esterno. Al centro del modello open innovation vi è il modo con cui le

imprese usano le idee e la conoscenza appartenenti a qualcun altro. Il coinvolgimento

di più attori esterni nel processo di innovazione aiuta a introdurre innovazioni sul

mercato e ad essere più innovativi. Il processo di sviluppo di nuovi prodotti, può

essere considerato come un processo di problem solving. L’utilizzo di più fonti

esterne di conoscenza permette alle imprese di adattarsi repentinamente ai

cambiamenti del mercato, alle traiettorie tecnologiche e alle opportunità che si

presentano. Permette di ottenere un base di conoscenza eterogenea e

complementare, favorendo lo sviluppo di soluzioni altamente innovative rispetto alle

precedenti. Fattori specifici delle imprese possono influenzare la relazione tra open

innovation e performance dell’innovazione. Attraverso la R&S, le imprese

costruiscono la base di conoscenza per lo sviluppo di nuovi prodotti. Di conseguenza,

maggiori investimenti in R&S aumentano le possibilità di migliorare le performance

dell’innovazione. Altro vantaggio dell’investire in R&S riguarda la capacità di saper

riconoscere, valutare e acquisire conoscenza sviluppata da fonti esterne.


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MorenaD

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4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MorenaD di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e direzione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Tardivo Giuseppe.

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