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L'innovazione come fonte del vantaggio competitivo

L'innovazione è da tempo considerata motore della crescita economica sociale. Essa comporta il miglioramento ed è l'implementazione o dimensione applicativa di qualcosa di teorico. Essa costituisce un territorio d'indagine ampio e articolato. Uno dei primi studiosi dell'innovazione fu Shumpeter, il quale suggeriva che lo sviluppo economico dipenda in larga misura dalle modificazioni della tecnologia, attraverso nuove innovazioni introdotte dagli imprenditori. Per definire l'innovazione egli partì dal concetto di sviluppo, ovvero quei mutamenti della sfera economica che non sono ad essa imposti dall'esterno, ma scaturiscono dall'interno ovvero dalle iniziative degli imprenditori, oppure semplicemente l'introduzione di nuove combinazioni, le quali danno vita a cinque casi:

  • Produzione di un nuovo bene;
  • Introduzione di un nuovo metodo di produzione;
  • Apertura di un nuovo mercato;
  • Conquista di una nuova fonte di approvvigionamento di materie;
  • Riorganizzazione di un qualsiasi settore.

L'innovazione non è altro che una risposta creativa che si verifica ogni qualvolta l'economia o un settore o alcune aziende di un settore fanno qualcosa di diverso, qualcosa che è al di fuori della pratica esistente. L'innovazione può trasformarsi in innovazione nel caso in cui un'impresa crei un business attorno all'invenzione stessa e quindi sviluppa prodotti/servizi per sfruttare economicamente idee e conoscenze. Le invenzioni richiedono creatività, sviluppo e fasi di prova per essere introdotte nella vita economica. Tradurre un'invenzione in un'innovazione di processo o di prodotto di successo richiede numerose e complesse azioni complementari, tra cui cambiamenti organizzativi e formazione della manodopera a livello aziendale, attività di marketing, design e specifici servizi commerciali.

È possibile spostare il concetto di innovazione attraverso la seguente equazione:

Innovazione = concepimento teorico + invenzione tecnica + sfruttamento commerciale

Teorie dell'innovazione

Possiamo trovare in letteratura diverse teorie e filoni di studi sul tema dell'immigrazione, le quali hanno sviluppato nel corso degli anni linee di pensiero alternative.

  • Filone neoclassico (1900-1930) - Innovazione esogena, conoscenze scientifico-tecnologiche date; le imprese agiscono in base al postulato della massimizzazione dei profitti.
  • Filone paleo-schumpeteriano (1912-1934) - Innovazione motore dello sviluppo economico; conoscenza scientifica esogena alle imprese.
  • Filone neo-schumpeteriano (1934-1940) - Innovazione motore dello sviluppo economico; produzione di conoscenza scientifica endogena alle imprese di grandi dimensioni.
  • Filone neo-tecnologico (1980-1985) - Cambiamenti tecnologici endogeni al sistema; carattere localizzato della conoscenza; ruolo cruciale del processo di apprendimento.
  • Filone organizzativo-manageriale (1986-1990) - Fenomeni innovativi studiati all'interno della singola impresa.

Concetti fondamentali del processo innovativo

Vi sono tre concetti fondamentali per individuare il concetto di processo innovativo:

  • Scoperta - Legato puramente alla scienza, alla conoscenza astratta, a un fenomeno empirico.
  • Invenzione - Applicazione di una tecnologia, al fine di risolvere un problema specifico.
  • Innovazione - Applicazione, all'invenzione, di una componente economico-commerciale.

Per essere definita innovazione, una nuova scoperta non deve essere soltanto tecnologicamente avanzata rispetto al passato, bensì deve soddisfare le aspettative e le esigenze dei consumatori; deve perciò essere appetibile dal mercato. Alla base dell'innovazione c'è la creatività di determinati soggetti che consente di generare nuove idee. Con l'espressione creatività si intende l'abilità di pensare fuori dagli schemi, giungendo a conclusioni nuove e funzionali adatte a risolvere un problema o a cogliere un'opportunità. Sono tante le grandi idee che sviluppano gli esseri umani, però solo una piccola percentuale di esse si trasformeranno in prodotti di successo. Perché un'idea possa essere considerata creativa, dev'essere tale non solo da rompere una regola esistente, ma originare una regola nuova e migliore. D'altra parte, creatività e innovazione sono non solo due momenti rilevanti, differenti e successivi uno all'altro all'interno del processo di sviluppo, ma appartengono a diversi livelli logici. La creatività è un processo mentale e individuale.

Fonti dell'innovazione

Per quanto riguarda le fonti dell'innovazione, Bresciani e Ferraris suggeriscono 5 soggetti, i quali molto spesso collaborano tra loro creando un vero e proprio sistema: individui, imprese, università, enti pubblici di ricerca, organizzazioni no profit e fondazioni private. Nel caso di uno scienziato/inventore, la nuova idea sorta è molto spesso frutto di intuizione più che di conoscenze specifiche in quel determinato ambito; esse sono persone molto curiose con la voglia di sperimentare e trovare soluzioni completamente nuove. L'innovazione può essere frutto di un'idea da parte dell'utilizzatore di un prodotto, il quale lo conosce senz'altro meglio. Sono individui che, utilizzando un prodotto, sono alla ricerca di soluzioni che soddisfino meglio le loro esigenze.

Necessità di innovare

Le imprese, per loro natura, sono organizzazioni che tendono a perseguire nel corso della loro esistenza uno sviluppo costante e continuo. È di primaria necessità il ritrovamento delle imprese già operanti sul mercato di fronte allo scenario competitivo globale ed ai cambiamenti sociali, politici e tecnologici che si rilevano ad una velocità di diffusione più rapida rispetto agli anni passati. Innovare non è più una scelta per le imprese, ma un vero e proprio obbligo. Lo scopo dell'innovazione è creare nuovi business e prodotti/servizi, attraverso il cambiamento e rinnovamenti di pratiche, processi e strategie. Il ruolo dell'innovazione tecnologica è diventato ancora più importante nella fase attuale di ripresa dalla Grande Depressione del 2008-2009, la quale ha ridotto il tasso di crescita potenziale, ha generato livelli di disoccupazione e un elevato debito pubblico in molti Paesi industrializzati.

Impatto sul ciclo di vita dei prodotti

È ormai appurato che il ciclo di vita di molti prodotti è più breve rispetto al passato: 4-12 mesi per i software, 12-14 mesi per l'hardware e l'elettronica di consumo, 18-36 mesi per gli elettrodomestici. Proprio per questo, imprese operanti nei settori high-tech necessitano ingenti investimenti e continue introduzioni di prodotti e processi altamente innovativi. La concorrenza generata dall'indicazione e l'accorciamento del ciclo di vita dei prodotti generano nuova innovazione attraverso un vero e proprio circolo virtuoso. I processi di innovazione sono sicuramente costosi. Proprio per tale motivo è importante valutare ogni progetto e metterlo in pratica solo se si reputa che comporti performance e vantaggi competitivi sostenibili nel tempo superiori a competitor, e che permettano di creare valore per l'azienda.

Vantaggio competitivo

Alla base della vitalità delle imprese risiede il vantaggio competitivo, ovvero l'insieme di fattori che permettono all'impresa la conquista, il mantenimento e l'ampliamento della posizione di mercato. Valdani definisce il vantaggio competitivo come la capacità distintiva dell'impresa di presidiare, sviluppare e difendere nel tempo, con maggiore intensità dei rivali, una capacità market driver o una risorsa critica che possono divenire fattori critici di successo. Riusi afferma la necessità di ricercare le fonti del vantaggio competitivo nel contesto competitivo esterno, nelle risorse, capacità e competenze distintive dell'impresa ma anche nello sviluppo delle relazioni con gli stakeholder e del network tra imprese. Secondo Porter, esistono due modi principali per ottenere un vantaggio competitivo: sostenere costi più bassi rispetto ai concorrenti oppure creare un prodotto o servizio particolarmente apprezzato dal mercato. Il vantaggio competitivo di differenziazione può essere raggiunto facendo leva sulle risorse materiali e immateriali a disposizione dell'impresa.

Strategie aziendali

Le strategie di sviluppo mirano ad obiettivi di crescita in quanto la crescita può generare nella maggior parte dei casi positivi effetti ampliando il divario tra ricavi e costi. Le strategie di stabilità mirano a mantenere le posizioni raggiunte limitando investimenti e opzioni di espansione. Infine, in periodi di congiura economica dei settori, l'impresa può decidere di adottare strategie di contrazione al fine di ridurre le attività e i rischi. Gli investimenti in R&S e l'approccio all'innovazione saranno strettamente legati alle strategie di business. Infatti, un focus sulla leadership di costo porterà ad approcci innovativi basati su innovazioni di processo atte alla riduzione dei costi, degli sprechi e delle tempistiche di produzione.

Attività di ricerca e sviluppo (R&S)

Le imprese sono una fonte dell'innovazione molto importante. L'attività di ricerca può essere distinta in:

  • Ricerca di base - Rappresenta le attività volte a comprendere meglio un argomento o approfondire una determinata area specifica, quindi tralasciando le eventuali implicazioni commerciali.
  • Ricerca applicata - Ha come obiettivo la comprensione di un problema tramite il quale si può soddisfare un particolare fabbisogno.

Per "sviluppo" si intende l'applicazione delle conoscenze sviluppate tramite la fase di ricerca per realizzare nuovi prodotti, materiali o processi. La funzione R&S consente all'impresa di giungere a scoperte commerciali per innovare i vantaggi competitivi grazie allo sviluppo di nuovi prodotti e processi. L'attività di sviluppo riguarda principalmente due aspetti:

  • La realizzazione - Consiste nel tradurre in prodotti e/o processi i risultati dell'attività di ricerca.
  • La sperimentazione - Consiste nel verificare la fondatezza e l'applicabilità dei processi in corso.

La funzione di R&S si occupa di: ricerche sui materiali; invenzioni di nuovi prodotti e tecnologie; progettazione e sviluppo di nuovi macchinari e processi di produzione; analisi di nuove applicazioni e miglioramento di prodotti già esistenti. Al direttore viene affiancato un Responsabile Sviluppo, che assicura la realizzazione degli obiettivi di sviluppo e l'esecuzione dei piani e dei programmi nei tempi, nei costi e nei modi definiti dal budget. Egli dovrà coordinare l'attività di sviluppo, gestire i gruppi di progetto e definire per ciascuno obiettivi e verificarne il raggiungimento a stato avanzamento lavori e a consuntivo. Le attività di R&S sono spesso accompagnate da relazioni con: clienti o potenziali utilizzatori; network esterni di aziende; enti di ricerca scientifica per collaborare ai progetti di innovazione. La R&S ha tra i suoi obiettivi primari quello di valorizzare le risorse di varia natura di cui l'impresa dispone interamente, quali ad esempio risorse umane, manageriali, finanziarie e tecnologiche, al fine di rafforzare e/o consolidare la propria immagine grazie all'implementazione di nuove attività o al potenziamento di alcune di esse.

Tipologie di innovazioni

Innovazioni di prodotto e processo - Le innovazioni possono essere classificate in base al tipo, alla natura, alla sua intensità e ampiezza. Le innovazioni di prodotto e di processo riguardano i beni e i servizi realizzati ed offerti dall'impresa.

Innovazioni radicali e incrementali - Un'altra modalità di classificazione delle innovazioni è basata sull'entità del cambiamento rispetto alla configurazione pre-esistente. Le innovazioni radicali sono quelle che presentano un carattere di novità assoluta rispetto a innovazioni di prodotti e processi esistenti. Le innovazioni incrementali rappresentano innovazioni non dotate di caratteristiche nuove o originali, ma presentano solo cambiamenti marginali o lievi adattamenti di soluzioni preesistenti.

Innovazioni competence enhancing e competence destroying - Un'innovazione si definisce competence enhancing quando consiste in una evoluzione del know-how preesistente in azienda. Parliamo di competence destroying se l'innovazione non scaturisce dalle competenze già possedute o se addirittura le rende inadeguate in quanto richiede nuove conoscenze, abilità, cultura, rendendo del tutto nuove le modalità operative.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MorenaD di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e direzione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Tardivo Giuseppe.
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