Enti no profit
Sommario
- Nozione di azienda e la sua funzione economica e sociale....................................................1
- Gli enti non profit e le imprese.......................................................................................................4
- La tipologia degli enti non profit...................................................................................................5
- I caratteri aziendalistici degli ENP................................................................................................6
- La gestione degli ENP...........................................................................................................................7
- Il finanziamento degli ENP..................................................................................................................9
- I bilanci degli ENP.................................................................................................................................10
- Il bilancio preventivo........................................................................................................................11
- Il bilancio d’esercizio.........................................................................................................................11
- Il bilancio sociale................................................................................................................................16
- Il controllo sugli enti......................................................................................................................17
- La responsabilità amministrativa degli enti nel terzo settore.......................................18
- L’inquadramento civilistico di associazioni e fondazioni e il riconoscimento della personalità giuridica........................................................................................................................22
- Enti ecclesiastici civilisticamente riconosciute: origine, struttura e funzionamento, amministrazione e atti..................................................................................................................................28
- Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale: ONLUS..................................................31
- Le organizzazioni di volontariato................................................................................................40
- L’impresa sociale..................................................................................................................................41
Il termine “enti no profit” è utilizzato per rappresentare tutti quei soggetti che perseguono finalità ideali e socialmente rilevanti e che non si pongono come fine primario il conseguimento del profitto, in funzione delle loro attività attingono al sostegno finanziario di terzi pubblici e privati. Sono qui ricompresi vari soggetti giuridici (associazioni, fondazioni, ONLUS, imprese sociali, etc.), operanti in svariati campi (sanità, istruzione, tutela dell’ambiente, cultura, ricreazione, sport…), accumunati dall’appartenenza all’istituto aziendale che caratterizza la loro attività.
Nozione di azienda e la sua funzione economica e sociale
Le aziende non profit sono istituti diversi da quelli che tradizionalmente rientrano nel campo della disciplina economica (famiglia, Stato, impresa): gli ENP si differenziano dalla famiglia in quanto non sono un istituto naturale primigenio; si differenziano dallo Stato perché non sono pubblici, bensì privati; si differenziano dall’impresa in quanto non hanno il fine di produrre remunerazione per tutti i fattori di produzione secondo i livelli di mercato.
Nel nostro sistema, l’azienda è lo strumento attraverso il quale “l’uomo soddisfa i propri bisogni e assume i caratteri di un istituto (= regole e strutture di comportamento relativamente stabili rivolti ad un insieme di fini comuni, come ad es. famiglie, imprese, partiti politici, Comuni)”: azienda è istituita per rispondere alle esigenze di consumo degli individui (singoli, gruppi o aziende) che nel tempo richiedono. La caratteristica dell’azienda è di essere dotata di risorse, cioè di beni-mezzi-uomini, organizzati per uno scopo, generalmente consistente nel soddisfacimento di una domanda che proviene dalla società (domande svariate che fanno riferimento ai bisogni dell’uomo: aspetti naturali, biologici, fisici, fisiologici, psicologici, culturali, morali, sociali, politici, economici).
Tuttavia, possiamo classificare l’azienda in aziende di produzione (raggruppa imprese caratterizzate al fine di lucro) e aziende di erogazione e di consumo (entità – famiglie, Stato, enti pubblici, enti non profit – che utilizzano le risorse a loro disposizione per conseguire i fini istituzionali), anche se in realtà esistono anche delle sfumature (si pensi ad es. alle imprese pubbliche emanazione di enti di erogazione pubblica o agli enti no profit in forma di imprese sociali; o al fenomeno cooperativo, a metà fra imprese ed ente di erogazione; o all’azienda di erogazione che svolge al suo interno attività commerciale, di impresa, strumentale ai fini istituzionali) e per questo si parla spesso di aziende di erogazione miste.
- Servizi forniti dai partecipanti alla produzione;
- Acquisto di beni e servizi;
- Risparmio;
- Beni e servizi prodotti e venduti;
- Salari, interessi, profitti, tributi, contributi;
- Aziende di produzione;
- Imprese;
- Aziende di erogazione;
- Stato ed enti pubblici;
- Famiglie;
- ENP.
Se guardiamo le relazioni fondamentali del contesto economico e sociale, dove si descrivono i principali rapporti fra i soggetti economici (da quelli del lavoro a quelli di finanziamento, di acquisto, di cessione di beni e servizi, di prestazioni di servizi pubblici o sociali…), notiamo che l’azienda nelle sue varie forme di produzione e di erogazione sta al centro del sistema sociale: esso non costituisce di per sé il fine del sistema stesso, ma si configura come lo strumento più importante e attuale per garantire il soddisfacimento dei bisogni umani, costituendo sempre l’uomo il centro e l’obiettivo finalistico del sistema economico.
Possiamo ulteriormente discriminare le aziende in funzione delle finalità istituzionali perseguite e attribuite dai soggetti promotori delle aziende stesse. Possiamo quindi classificarle in relazione al loro soggetto economico in:
Aziende di erogazione familiare: costituite da uno o più individui, sono la base della società civile. In questo contesto sono viste come “aziende di erogazione pure” perché in esse si attuano le forme principali di consumo: il reddito prodotto dai membri delle famiglie è in tale sede utilizzato per la convivenza (abitazione, alimentazione…) e i risparmi sono ottimizzati per la vita futura e per la sicurezza del gruppo familiare. Da notare che nel contesto sociale sono anche presenti come “unità di produzione”, ossia come aziende familiari di produzione.
Aziende di erogazione pubbliche: enti previsti dall’ordinamento costituzionale per consentire il miglior sviluppo della vita sociale nell’interesse dei cittadini (soggetti economici Stato, Regione, Province, Comuni, Consorzi…) considerati “aziende di erogazione pura” in quanto traggono le risorse delle imposte che destinano (consumano) generando servizi per i cittadini secondo le disposizioni legislative. Spesso per fornire i servizi istituzionali si avvalgono di aziende di produzione (interne o esterne alla loro organizzazione) che svolgono servizi organizzati in forma di impresa: in questo caso sono delle “aziende di erogazione mista” (o composte).
Aziende di produzione o imprese private: promosse da soggetti che si prefiggono, con l’attuazione di una produzione di beni/servizi, di perseguire il fine di lucro (non è l’unico fine, sempre più si sottolineano funzioni etiche e sociali per le imprese), ottimizzando le gestioni delle proprie attività. Svolgono una funzione strumentale in campo sociale poiché consentono di mettere a disposizione del mercato ciò che esso richiede (beni e servizi) traendo indirettamente vantaggi economici a fronte del rischio e dell’impegno profuso per tale attività di servizio.
Aziende di produzione o imprese pubbliche: medesima funzione di quelle private, ma essendo promosse da enti pubblici danno prevalenza alla funzione pubblica svolta rispetto allo scopo lucrativo.
Aziende di erogazione istituzionali pure private e aziende di erogazioni istituzionali miste private – oggi dette sinteticamente “enti non profit” – caratterizzate dallo svolgimento di un fine istituzionale non lucrativo, ma consistente in compiti di natura ideale (assistenziali, culturali, ricreativi, sportivi…) perseguiti da soggetti che non mirano al profitto, ma che devono comunque perseguire l’ottima allocazione delle risorse disponibili. Tali aziende sono “pure” quando non svolgono processi produttivi, ma si limitano a consumare le risorse a loro disposizione (es. fondazione che utilizza il proprio patrimonio per la ricerca; associazione culturale che impiega le quote dei soci per promuovere studi o incontri); invece, sono “miste” qualora per perseguire i fini istituzionali sono poste in essere attività produttive (es. ente di assistenza per anziani, attività di assistenza ai malati o disagiati...) o attività strumentali al fine principale (es. tipografia al servizio di un’associazione culturale; bar per un’associazione sportiva…). Da notare che oggi gli ENP sono qualificabili come “aziende di produzione di servizi” (e non “aziende di erogazione”), il cui output non è destinato allo scambio di mercato, bensì a soddisfare bisogni sociali (così come stabilito nelle tavole di fondazione dell’ente).
- Imposte;
- Contributi;
- Servizi;
- Servizi;
- Lavoro, capitale;
- Beni, servizi e stipendi;
- Aziende;
- Imprese;
- Aziende di erogazione;
- Famiglie;
- Persone;
- Contributi;
- Imposte;
- Aziende di erogazione;
- Stato;
- Enti pubblici;
- Aziende di erogazione;
- Istituzioni;
- Servizi;
- Imposte;
- Contributi.
Aziende cooperative: soggetto intermedio fra i precedenti in quanto pur nelle diverse attività svolte (es. cooperative sociali, di lavoro, edilizie…) sono caratterizzate dallo svolgimento di un’attività produttiva, come le imprese, ma rivolte non al mercato (anche se spesso si vedono cooperative in concorrenza con le imprese, come ad es. le cooperative bancarie) bensì ai soci che si avvantaggiano così di una riduzione dei costi di acquisto di beni e servizi – contraddistinte dallo scopo mutualistico della loro attività.
7) Imprese sociali.
In sostanza la classificazione dei soggetti aziendali porta a individuare quattro grandi categorie: aziende pubbliche, imprese, famiglie e aziende di erogazioni (istituzioni – enti non profit e enti mutualistici cooperativi) per i quali possiamo andare a vedere le relazioni reciproche che vengono ad instaurarsi (vedi fig.). Possiamo inoltre vedere come gli enti non profit integrano l’attività delle famiglie, e spesso surrogano o sostituiscono le funzioni proprie degli enti pubblici. Anche gli enti cooperativi mutualistici svolgono una funzione integrativa e moderna in quanto producono beni e servizi a vantaggio dei loro associati (persone fisiche e imprese) conseguendo economie di costi e servizi mirati.
Le imprese, le famiglie e gli istituti pubblici territoriali
Le imprese
- Impiego di lavoro e sua rimunerazione;
- Impiego di capitale risparmio e sua rimunerazione;
- Produzione e cessioni di beni; concessioni di capitale di prestito; assunzioni di rischi particolari; relativi incassi;
- Acquisizione di beni e di capitali di prestito; cessione di rischi particolari; relativi pagamenti;
- Conferimento di capitale di risparmio e percezione delle relative rimunerazioni;
- Pagamenti tributi;
- Partecipazione al consumo di beni pubblici.
Le famiglie
- Prestazioni di lavoro e percezione delle relative rimunerazioni;
- Conferimento di capitale di risparmio in forme varie e percezione delle relative rimunerazioni;
- Acquisto di beni privati; acquisizione di capitali di prestito; cessione di rischi particolari; relativi pagamenti;
- Pagamenti tributi;
- Partecipazione al consumo di beni pubblici;
- Fruizione di servizi di ENP.
Gli istituti pubblici territoriali
- Impiego di lavoro e sua rimunerazione;
- Impiego di capitale risparmio e sua rimunerazione;
- Acquisizione e impiego di beni privati; acquisizione di capitali di prestito dalle imprese; cessione di rischi particolari; relativi pagamenti;
- Stipulazione di convenzioni per l’outsourcing dei servizi pubblici;
- Determinazione e riscossione dei tributi;
- Produzione ed erogazione di beni pubblici.
Gli enti cooperativi e gli enti non profit
Gli enti cooperativi
- Impiego di lavoro e sua remunerazione;
- Impiego di capitale di risparmio e sua rimunerazione;
- Produzione di beni e servizi per i soci; assunzione rischi particolari; pagamenti;
- Acquisizione di beni e servizio (spesso dai soci); relativi pagamenti;
- Pagamento tributi;
- Partecipazione al consumo di beni pubblici;
- Svolgimento di attività non profit (cooperative sociali).
Gli enti non profit
- Impiego di lavoro e sua remunerazione;
- Impiego di capitale di risparmio e sua rimunerazione;
- Raccolta di capitali e contributi a titolo di liberalità;
- Svolgimento di attività istituzionali; rischi; produzione servizi; pagamenti;
- Stipulazione di convenzioni con enti pubblici;
- Pagamento tributi;
- Partecipazione al consumo di beni pubblici.
Il carattere più saliente dell’azienda è quello di essere un istituto economico, in quanto nella sua organizzazione si pone il problema rilevante di dover perseguire un fine con risorse limitate e quindi con l’obbligo istituzionale di gestire quelle a disposizione al meglio, ottimizzandone l’utilizzo per perseguire con efficacia e efficienza lo scopo finalistico: vale cioè per tutte le aziende il principio economico del “minimo mezzo” (principio utilitaristico) che consiste nel ricavare il massimo risultato con dati mezzi a disposizione (principio del massimo risultato) o il dato risultato con il minimo impiego di mezzi disponibili (principio del minimo mezzo) – affermazione che vale per le aziende di produzione private/pubbliche con fini di lucro che sono spinte dal sistema competitivo ove operano a conseguire risultati economici positivi, pena l’allontanamento dal mercato, ove un comportamento non economico è sanzionato con l’espulsione per fallimento o altra via (liquidazione, cessione…).
L’economicità è anche l’obiettivo delle gestioni erogative pubbliche, che non possono sprecare risorse sempre più scarse. Ne segue che l’economicità deve caratterizzare anche le gestioni degli ENP (incluse le aziende cooperative) in quanto un miglior utilizzo delle risorse a disposizione (scarse) consente di perseguire al meglio il fine ideale dell’ente stesso (morale, etico, culturale, sportivo, assistenziale…), utilizzando le migliori tecniche di direzione-controllo-raccolta fondi disponibili e conosciute.
Il requisito dell’economicità – al fine di ottimizzare l’impiego delle risorse a disposizione (nelle imprese private si persegue il massimo divario fra costi e ricavi, mirando al reddito; nelle non profit e in quelle pubbliche si ritiene di aver conseguito una situazione di economicità quando si presenta un bilancio in pareggio, ottimizzando le risorse a disposizione) – si accompagna, per una gestione ottimale, ai requisiti di efficienza (qualità delle risorse impiegate nella produzione) ed efficacia (costi e correlativi benefici per unità di prodotto).
L’obiettivo di efficienza esprime il rapporto “mezzo/risultato” espresso in termini di costo unitario medio di periodo per unità di servizio; esprime il grado di economicità se confrontato con parametri comparativi. La misurazione dell’efficienza è la relazione mezzi/risultati e indica il rapporto fra il costo dei fattori operativi impiegati e i risultati conseguiti (si esprime in termini di costo unitario medio di periodo per unità di risultato). Nelle imprese private/pubbliche, l’efficienza coincide con i massimi risultati reddituali possibili; nel caso di aziende di erogazione pubbliche e non profit essa individua le modalità economiche attraverso cui si raggiunge l’obiettivo previsto nel rispetto del pareggio di bilancio – legata all’ottimizzazione dell’impiego dei fattori nel processo produttivo in modo da consentire un equilibrio finanziario ed economico nel breve e nel m/lungo termine.
Nella PA, data la scarsa possibilità di azione su ricavi/entrate, al fine di rendere efficace la gestione e di migliorare la situazione produttiva è necessario agire sui costi di produzione cercando di minimizzarli: efficienza consiste in azioni tendenti a ridurre al minimo i costi medi unitari – anche negli ENP si ha la medesima situazione, salva la possibilità di ottimizzare le convenzioni con gli enti pubblici o di organizzare adeguate campagne di raccolta fondi. In sintesi, l’efficienza potrebbe essere intesa (rapporto tra risorse impiegate e prestazioni erogate, strettamente connessa alla produttività) come attitudine a combinare in modo ottimo fattori produttivi perseguendo il minimo costo medio unitario del prodotto/servizio reso nell’uso della tecnologia più opportuna, senza pregiudicare il raggiungimento delle finalità aziendali.
L’obiettivo di efficacia esprime il rapporto fra i soggetti di un bisogno che si intende soddisfare con l’erogazione del servizio e il numero di soggetti potenziali di bisogno. La misurazione dell’efficacia, cioè il rapporto “risultato/obiettivi” indica il grado di soddisfacimento delle attese esplicitate dagli obiettivi de
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