Anno 2016/2017: Economia degli enti non profit
Appunti lezioni di economia degli enti non profit
Esame da Marta Campagnoli
Lezione 1. Martedì 4 ottobre 2016
Economia della aziende non profit – Propersi
Frequentanti: Testo Gestioni e bilanci degli enti non profit, Franco Angeli 2012. Appello a gennaio per frequentanti (ma anche altri appelli si rimane frequentanti). Tesina: Caso pratico in cui analizzare lo statuto (1), missione (2), rendicontazione (3). Su qualsiasi ente non profit che vogliamo più un commento. Oppure sul bilancio sociale di una società tradizionale. L'importante è che il commento sia ragionato. Scadenza 15 dicembre.
Non frequentanti: Testo sopra e in più il testo Propersi Rossi, Gli enti non profit, 2015 Giuffrè, solo parti indicate. Esame scritto con domande a tema. Sono 4 domande e dobbiamo sceglierne 3 e sviluppare la risposta.
I soggetti non profit
Sono associazioni, fondazioni, comitati (istituiti principali previsti dai primi art. 78 al 46 del cc). Poi ci sono altre categorie particolari: associazioni di volontariato, onlus, ong, ecc. Ci sono molti soggetti che entrano in questa categoria, e stiamo parlando degli enti del terzo settore. La legge delega (vedere sito) definisce gli enti di terzo settore e prevede l'emanazione di un codice di terzo settore, dove troviamo i problemi dei diversi enti.
Si usa anche la definizione e terminologia fiscale degli enti non commerciali (diversi dagli enti commerciali che sono le imprese). Enti senza fine di lucro è un altro termine usato ('non profit' rimane quello più utilizzato). È un nuovo campo con prospettive di sviluppo.
Imprese sociali
Sono imprese che hanno un interesse sociale e quindi interessi tipici della società, e quindi sono comunque imprese, anche se non sono SPA e srl. È prevista una norma specifica per le imprese sociali tra cui anche la legge delega. Un ospedale potrebbe essere un'impresa sociale, dove non prevale la finalità di lucro e la distribuzione di utili. Anche le imprese tradizionali danno sempre più attenzione al sociale. Non solo al portatore di capitale, ma anche ai dipendenti, azionisti, mercato, ecc., per esempio con erogazioni liberali, beneficenza, ecc.
Gli aspetti etici dell'impresa spingono a un collegamento sempre più forte tra le imprese e il mondo del non profit. Avendo una finalità ideale si considera poco l'aspetto economico o si sottovaluta e non si applicano i concetti generali quindi molti enti non profit non raggiungono efficienza, efficacia ed economicità. Il capitale delle società non profit nasce dalla pubblica amministrazione e da enti pubblici e quindi un aspetto fondamentale da rispettare è la trasparenza.
Non è previsto l'obbligo del bilancio nel c.c. (Il c.c. è datato e quindi saranno poi le norme civilistiche che ne stabiliscono l'obbligo). Il mandato prevede l'obbligo della rendicontazione e quindi possiamo dire che è previsto. La legge delega prevede una serie di obblighi e rendicontazione molto avanzati. Una particolarità degli enti non profit è che non abbiamo il reddito di esercizio, quindi il loro bilancio sarà diverso rispetto alle imprese tradizionali. Negli enti non profit inoltre non c'è un sistema di governance come nelle imprese tradizionali.
In economia ci sono tre soggetti
- Mercato
- Stato
- Società civile
Gratuità: È un concetto fondamentale, nell’ambito del non profit.
Non profit vs No profit
Non profit è diverso da no profit perché il non esclude il profitto e spesso vengono svolte attività economiche per finanziare attività istituzionali mentre il no esclude il vero e proprio profitto. Viene escluso il profitto e si va oltre la logica del profitto.
Lezione 2. Mercoledì 5 ottobre 2016
Partiamo da un approccio di tipo aziendalistico.
Azienda-Impresa
Bisogna fare delle considerazioni di carattere giuridico-fiscali. Quali sono i soggetti? In che modo funzionano? Che cos’è il non profit? Sono soggetti che svolgono attività in ambito di interesse collettivo, finanziati ed agevolati dallo Stato e dalla Pubblica amministrazione. È in corso una riforma che da un punto di vista storico è epocale, se ne parla dal 1990, perché per adesso siamo ancora fermi al Codice Civile del 1943 affiancato da una serie di norme speciali del '90.
Legge delega + Decreti delegati → introducono norme del terzo settore, norme sul volontariato, norme sull’impresa sociale e norme fiscali. La legge delega scade nel luglio 2017, entro questa data deve essere esercitata.
[L’azienda non profit è un tipo aziendale. Primo settore: imprese, mercato. Secondo settore: pubblica amministrazione. Terzo settore: non profit]
Alcune nozioni: definizioni di azienda
- Non è un concetto puramente civilistico come prevede il cc. “insieme di beni immateriali...”. Per noi con la parola Azienda si identifica un concetto più dinamico, non solo riferibile ad un insieme di beni ma anche ad un insieme di attività.
- “Organizzazione di persone e di beni economici (nozione civilistica ampliata dalla parola “persone”) che è indispensabile al raggiungimento dei fini di un ente.” → insieme organizzato.
- “La somma dei fenomeni o negozi o rapporti da amministrare relativi ad un cumulo di capitale che si ha a disposizione per gestire un’attività”.
- Definizione di Zappa, che da un approccio dinamico dell’azienda “non è solo una somma di fenomeni e di negozi, ma è anche un’attività in atto, ovvero una “Coordinazione economica in atto istituita e diretta per il soddisfacimento dei bisogni umani” (ovvero l’azienda ha un valore autonomo, si pensi al marchio es. Hermès, Armani..).
- Azienda non profit: è una coordinazione economica che ha il fine di soddisfare i bisogni umani: istruzione, ricerca, cultura, tutela dell’ambiente, assistenza agli anziani o ai disabili..destinato a perdurare.
“Istituto economico che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, svolge ed ordina in continua coordinazione la produzione, il procacciamento o il consumo della ricchezza”.
Cosa significa 'destinato a perdurare'? Per il non profit è una caratteristica molto importante. Spesso nel non profit si improvvisa, ma così facendo un’impresa nasce e poi muore. Poiché lo spirito di lealtà, di fare del bene, non solo in ambito cristiano ma anche laico, che anima il non profit è uno spirito di tipo missionario, spesso esso rischia di scontrarsi con la mission propria dell’azienda.
Cosa significa 'consumo della ricchezza'? Intendiamo il concetto di erogazione di consumo. "Erogare" ovvero consumare, erogare ricchezza per il consumo. Stato: percepisce le tasse dei cittadini ed eroga denaro per determinate finalità. Se un comune introita delle tasse ed eroga del denaro ad una Onlus che si occupa degli anziani del comune, esso svolge l’attività di erogazione e non di gestione. Se oltre ad erogare risorse, gestisce anche attività è chiamata “azienda mista” azienda di erogazione e gestione.
Le non profit possono essere assimilate alle aziende di erogazione, che operano nel settore produttivo anche se senza fine di lucro. Esempio: associazioni bancarie → sono fondazioni che introitan denaro ed hanno il solo obiettivo statutario di erogazione ad alcuni ambiti del territorio, non obiettivo di gestione. (restauro di chiese, finanziamento d'università, di beni artistici..). Selezionano progetti con il loro patrimonio e poi li finanziano tramite l’erogazione di denaro.
Soggetti aziendali
- Aziende-Imprese, che danno il contributo alle aziende di erogazione.
- Aziende di erogazione-Famiglie
Persone: famiglia può essere studiata come un’azienda di erogazione, poiché si hanno degli introiti (entrate) derivanti dal patrimonio e/o dal lavoro e delle uscite che permettono di pagare gli studi ai figli, le vacanze ecc. Si hanno rispettivamente un entrata ed un uscita.
Aziende di erogazione-Stato
Enti Pubblici: istituzioni pubbliche istituite dalla Costituzione che gestiscono introiti i quali derivano dalla tassazione. Gli introiti derivanti dalla tassazione servono per finanziare le attività che svolgono le istituzioni, oppure aziende miste.
Aziende di erogazione-Istituzioni
Devono avere degli introiti per gestire, in base allo statuto che hanno, gli scopi statutari dell’istituzione stessa.
Lezione 3. Martedì 11 ottobre 2016
Bilanci di sostenibilità
È una integrazione del bilancio, che integra l’informativa finanziaria e uno degli obiettivi è quello di sottolineare anche la reputazione agli occhi pubblici (stakeholders) dell'azienda. Diventando obbligatorio è importante spiegarlo bene. Questo è importante anche perché (parliamo per le società quotate), nel mercato i fondi che investono nel mercato azionario, danno sempre più attenzione all’informativa finanziaria ma non solo: queste informazioni vanno integrate con dati di carattere ambientale e sociale. I fondi sono attivisti perché partecipano alle assemblee e derogano amministratori. Per questo motivo vogliono verificare che l'impresa crei valore per tutti i suoi stakeholders.
L’impresa non deve essere solo sostenibile economicamente e quindi produrre profitti, ma deve essere anche sostenibile in termini ambientali e deve controllare l'ambiente circostante, la qualità dei fornitori, dei rifiuti per esempio, la tutela dell'ambiente, l'utilizzo di risorse energetiche. Questi dati devono entrare tutti nel bilancio di sostenibilità. L'azienda non profit è un'azienda come lo stato e le altre aziende. È una organizzazione fatta da uomini. L'azienda viene vista come un ente sociale, un'organizzazione, in cui ci sono persone che hanno uno scopo. È un insieme dinamico e viene visto come un insieme di contratti. Ha un fine.
Questa azienda Le nostre aziende non profit sono finalizzate a scopi stabiliti che vediamo nello statuto: hanno uno scopo di natura ideale, sociale, di impegno, culturale, di ricerca, ecc. Le aziende non profit si trovano in ambiti non speculativi. È una distinzione teorica. L'azienda di erogazione si distingue dall'azienda di produzione perché quest’ultima produce e la prima invece no, ma eroga solo a livello statutario ed eroga i servizi secondo la sua norma costitutiva. È tipico delle non profit perché eroga dei fondi che però non gestisce e non produce.
Ibridazione dei modelli
I modelli teorici vengono ibridati, cioè si confondono tra di loro, perché lo Stato per esempio diventa produttore e diventa impresa e quindi svolgerà sia produzione che erogazione. L’ente non profit per esempio può erogare e produrre nello stesso momento.
Risvolti fiscali
Ci sono importanti nel settore non profit perché il settore non profit vive di risorse scarse. Ci sono diverse relazioni che si instaurano in questi soggetti. Queste relazioni evidenziano per le imprese un punto di vista finanziario, e quindi le modalità di finanziamento sono correlate al loro business e vediamo se hanno un business di conseguire reddito. L'azienda di erogazioni di istituzioni da un punto di vista finanziario sono molto deboli, non c'è un forzaproprietario, perché se no non sarebbe non profit. Quindi avranno una di scopi ma una debolezza finanziaria. Principio di sussidiarietà. Lo stato è il primo finanziatore degli enti non profit. Si stipula un contratto con il quale lo Stato dice che manda avanti asili, assistenza sanitaria e l’ente privato non profit dovrà gestire questi servizi.
Fiscalità
È importante infatti vedremo anche il testo unico dove ci sono (anche se pochi), articoli che disciplinano gli enti non profit. Le imprese sociali dovrebbero essere incentivate dalla legge 155. La cooperativa è un'impresa e non è un ente non profit perché svolge attività economica per avvantaggiare i soci dell'impresa (di consumo, informazione, ecc). Legge del 91 sulle cooperative sociali. Anche la riforma del terzo settore che intrude molti concetti evidenzia questi accavallamenti di istituti. L'azienda deve svolgere i suoi scopi in modo durevole e quindi anche l'azienda non profit deve avere un assetto organizzativo che riesca a perdurare.
La finanza mi dice quanto spendere, gli aspetti economici invece devono essere senza sprechi. Deve essere duraturo nel tempo e si deve avere un aspetto economico duraturo nel tempo. I finanziatori vogliono sapere come va l'azienda. I clienti e il mercato non sono più semplici compratori ma dovrà essere data attenzione dell'impresa al cliente.
Lezione 4. Mercoledì 12 ottobre 2016
Caratteristiche degli enti non profit
Le debolezze delle aziende non profit sono legate principalmente al fatto che esse perseguono la finalità di missione e poi, in seconda battuta, al fatto che esse guardano agli aspetti aziendali, amministrativi, di controllo.
L’ente non profit deve avere una costituzione formale, ovvero un atto costitutivo cui è allegato uno statuto. (denominazione, sede sociale, scopo, l’amministrazione). Tema oggetto della riforma del non profit. Ci sono associazioni e fondazioni che possono essere riconosciute oppure non riconosciute. Il riconoscimento è un procedimento amministrativo che da l’autorizzazione all’ente all’iscrizione al Registro delle Imprese. Se non viene richiesto il riconoscimento vale comunque la costituzione che avviene con la formalizzazione ed il pagamento dell’imposta di registro.
Un secondo aspetto che caratterizza le aziende non profit è che si tratta di enti di natura giuridica privata, e non di ente pubblico. Altro elemento caratterizzante è l’autogoverno, i non profit sono enti che si amministrano secondo le regole che si danno al loro interno, ovvero secondo la volontà degli associati, in caso di associazione o del fondatore, in caso di fondazione.
Un’ulteriore differenza è l’esercizio di attività diverse da una produzione di beni e servizi contro un profitto (attività diverse dalle imprese). Valori assistenziali sono oggetto tipico del non profit. L’attività svolta non è sempre di erogazione di risorse, ma anche di produzione di servizi stando pur sempre all’interno delle finalità non lucrative. Mentre l’impresa mira a massimizzare il profitto, l’ente non profit sta al di fuori della logica del mercato, non valutando l’output in base ai costi interni di produzione sostenuti oppure in base ai costi di mercato.
Obiettivo: servire la società civile. Altro elemento caratteristico è l’assenza di distribuzione dei profitti. Non ci sono i proprietari che devono incassare i dividendi come nelle imprese. Altra caratteristica aziendalistica è la non distribuzione del capitale in sede di liquidazione. Se un ente che ha finalità ideali cessa per ragioni organizzative o altre, se avanza del capitale/patrimonio esso non va agli associati o al fondatore, ma è devoluto a finalità non lucrative.
La donazione deve avere le caratteristiche del cc.; è un contratto unilaterale, ovvero io dono qualcosa senza attendere nessuna contropartita. Nell’ente non profit le donazioni sono molto importanti. Caratteristica molto importante è l’assenza di interessi proprietari. Un altro elemento è la collaborazione di volontari non remunerati che condividono la finalità dell’ente. (A fine anno dovrebbe uscire una nuova norma sul servizio civile ovvero un volontariato.)
Altro punto è la difficoltà di misurare il valore prodotto delle attività. Il bilancio d’esercizio delle imprese ha una complessità forte, ma ha una determinazione molto precisa ed oggettiva che permette di determinare l’utile o la perdita d’esercizio; è un preciso indicatore di risultato. Per gli enti non profit non è così. Essendoci componenti volontarie, prestazioni gratuite, oppure essendoci costi che non derivano dal mercato, la determinazione dei ricavi è molto difficile, come si misurano? La determinazione del bilancio dell’ente non profit rimane molto difficile. Il Conto Economico non esiste, in più a corredo dei numeri che si hanno bisogna dare una rendicontazione sociale. È difficile dimostrare i risultati che si raggiungono, è difficile calcolare il valore delle attività prodotto dalle non profit.
Altra caratteristica è lo spirito ideale e le motivazioni che spingono i soggetti ad operare nelle non profit. Creare strutture organizzative e solide patrimonialmente. Le non profit tendono a rafforzarsi perché se non ce la fanno rischiano di chiudere. Gestione approssimata sia dal punto organizzativo sia amministrativo, soprattutto nella fase pioneristica. Le non profit hanno come caratteristica una più ampia possibilità di spaziare nell’ambito operativo, ampia possibilità di azione rispetto alle imprese nello svolgere le sue attività ed il suo oggetto sociale.
Altre tipologie di enti non lucrativi: Associazioni: prevale l’elemento persona.
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