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Economia aziendale

a cura di Riccardo Tiscini e Giovanni Fiori

Clemente Spiti

Riassunto libro, appunti e slide del corso di settembre-dicembre 2015 tenuto da Riccardo Tiscini, professore LUISS, canale D.

La scienza economica

L’economia studia:

  • Le cause e gli effetti del processo di selezione dei bisogni da soddisfare
  • La ricerca delle vie migliori per rispondere ai bisogni umani
  • Come ampliare e modificare i bisogni e le aspirazioni
  • Come reperire nuove risorse

Essendo i comportamenti umani a condizionare per lo più i fenomeni economici, l’economia può essere definita a tutti gli effetti una scienza sociale. La scienza economica studia i problemi economici, ovvero la contrapposizione tra i bisogni che tendono ad essere illimitati e le risorse disponibili che invece sono limitate (il cibo è un bisogno illimitato con risorse limitate = problema economico; l’aria è un bisogno illimitato ma è anche una risorsa illimitata = no problema economico).

La risoluzione dei problemi economici si studia attraverso l’analisi e la risposta a tre domande fondamentali per la produzione:

  • Cosa produrre, ovvero quali bisogni si vogliono soddisfare
  • Come produrre, ovvero le modalità tecniche che devono essere sempre più efficaci ed economiche (= meno impiego di risorse e più qualità)
  • Per chi produrre, ovvero l’individuazione del consumatore e del suo contesto socio-politico e culturale

Gli operatori economici

L’attività economica si compone di tre operatori economici:

  • Aziende
  • Famiglie
  • Pubblica amministrazione

Questi operatori svolgono attività distinte in:

  • Attività di produzione
  • Attività di consumo

Il ruolo delle aziende è quello di produrre beni e servizi. Il ruolo delle famiglie è quello di consumare beni e servizi. Il ruolo della pubblica amministrazione è, invece, quello di stabilire regole tra produttori e consumatori, di intervenire per regolare il ciclo economico, di produrre beni e servizi collettivi e di pubblica utilità.

Relazioni economiche

Tra i singoli operatori si instaura una molteplicità di relazioni che sono transazioni di beni e servizi verso la corresponsione di una remunerazione che può essere non monetaria (flusso reale - beni e servizi prodotti) o monetaria (flusso monetario - prezzo corrispettivo al servizio prodotto).

Relazioni tra imprese e famiglie

Le imprese producono beni e servizi e li vendono alle famiglie, che li acquisiscono e sono pertanto disposte a pagarne il prezzo. Inoltre, le persone che compongono le famiglie prestano la propria attività lavorativa nelle imprese e ne traggono una remunerazione periodica, detta salario o stipendio. Infine, le famiglie finanziano le imprese investendo i loro risparmi. Vi sono due principali modalità di finanziamento dell’impresa: il capitale di rischio (azioni o quote), ovvero il finanziamento attuato dai soci che verrà remunerato solo e soltanto se l'impresa registrerà un utile; il capitale di credito (obbligazioni), ovvero il finanziamento attuato da soggetti privati che nel peggior caso delle ipotesi prevede un rimborso, mentre in caso di profitto prevede una remunerazione data dagli interessi.

Relazioni tra imprese e pubblica amministrazione

Le imprese producono beni e servizi e li vendono alla pubblica amministrazione che li acquisisce per lo svolgimento delle proprie attività produttive ed è pertanto disposta a pagarne il prezzo. Inoltre, le imprese hanno bisogno di servizi da parte della pubblica amministrazione (infrastrutture stradali, ordine pubblico, giustizia) che sono remunerati dalle imposte e dalle tasse che le imprese sono obbligati per legge a pagare. Infine, sul mercato dei capitali, le relazioni di finanziamento possono essere reciproche. Le imprese possono finanziare la pubblica amministrazione acquistando i titoli del debito pubblico (forma di capitale di credito) ottenendone una remunerazione rappresentata dagli interessi. In alcuni casi, è possibile che la pubblica amministrazione finanzi le imprese, sottoscrivendone o acquistandone azioni, remunerate dagli utili, o più raramente obbligazioni, remunerate dagli interessi.

Relazioni tra famiglie e pubblica amministrazione

Le persone che compongono le famiglie prestano la propria attività lavorativa nella pubblica amministrazione e ne traggono la remunerazione periodica data dallo stipendio. Inoltre, le famiglie hanno bisogno di servizi da parte della pubblica amministrazione. I servizi che la pubblica amministrazione rende disponibili sono remunerati dalle imposte e dalle tasse che le famiglie sono obbligate per legge a pagare. Infine, le famiglie finanziano la pubblica amministrazione investendo i loro risparmi nei titoli di debito pubblico (forma di capitale di credito) ottenendone una remunerazione rappresentata dagli interessi.

I bisogni

L’attività economica può essere definita come l’attività umana organizzata con l’obbiettivo di trovare la soluzione più adatta al soddisfacimento dei bisogni umani. Il tema dei bisogni è quindi centrale: a parte i bisogni primari (aria, cibo, alloggio…), il resto dei bisogni è fortemente dipendente dalle diverse culture dei popoli, dalla loro condizione sociale, da fattori ambientali politici.

Tutti i bisogni sono variabili nel tempo, ovvero evolvono continuamente per innovazione tecnologica, moda, globalizzazione economica (i.e cellulare); e variabili nello spazio, ovvero sono profondamente diversi da paese a paese per società, cultura, religione (i.e consumo della carne).

Classificazione dei bisogni

Inoltre i bisogni possono essere classificati in tre modalità:

  • Bisogni rigidi, ovvero quelli al cui soddisfacimento non si intende rinunciare (i.e cibo, alloggio, sicurezza, ma anche il cellulare), o elastici/flessibili, ovvero quelli a cui si può rinunciare (i.e un viaggio, un vestito, una seconda casa); la discriminante tra i due tipi è la maggiore o la minore propensione a rinunciare al soddisfacimento di essi.
  • Bisogni indifferibili, ovvero quelli che devono essere soddisfatti immediatamente, o differibili, ovvero quelli che possono essere soddisfatti in un secondo momento; la discriminante tra i due tipi è la disponibilità o meno a rinviare a un momento successivo il loro soddisfacimento.
  • Bisogni individuali, ovvero quelli che sono propri dell’uomo come singolo individuo (i.e possesso di un gioiello), o collettivi, ovvero quelli che sono propri dell’uomo come membro di un’ampia collettività (i.e sicurezza, giustizia); la discriminante tra i due tipi è se l'operatore economico che soddisfa il bisogno è privato o pubblico.

L'azienda

L’azienda è l’oggetto di studio dell’economia aziendale. L’azienda nasce come unità organizzativa autonoma finalizzata alla produzione di beni e servizi destinati al soddisfacimento dei bisogni umani. L’azienda deve, quindi, avere un’autonomia organizzativa e deve operare in una condizione di equilibrio economico affinché possa perdurare nel tempo.

Elementi costitutivi dell’azienda

I due elementi costitutivi dell’azienda sono:

  • Il capitale, ovvero l’elemento oggettivo, costituito dalle risorse finanziarie necessarie a produrre beni e servizi
  • Il lavoro, ovvero l’elemento soggettivo, costituito dalle risorse umane che collaborano tra di loro utilizzando il capitale

Le aziende si possono distinguere in:

  • Aziende a scopo di lucro: sono dette imprese (soggetto privato); prezzo delle vendite > prezzo di produzione (margine economico); accrescimento della ricchezza economica personale

Le imprese sono costituite da un gruppo istituzionale che solitamente è rappresentato da soggetti privati:

  • Imprenditori —> istituiscono, finanziano ed esercitano una funzione sulla gestione dell'impresa
  • Investitori —> si limitano all’apporto di capitale (di rischio o di credito)

Talvolta le imprese possono essere in totalità o in parte proprietà dello Stato: ciò avviene se l’attività produttiva ha effetti generali che lo stato ritiene opportuno presidiare, ovvero producono servizi destinati a soddisfare bisogni collettivi (Eni, Enel, Ferrovie dello Stato, Poste italiane).

  • Aziende no profit: scopi di utilità sociale; prezzo di vendite = prezzo di produzione (no margine economico)

Tipologie di aziende no profit

Le aziende no profit si dividono in pubblica amministrazione (soggetto pubblico), associazioni e fondazioni (soggetto privato). Le aziende no profit se sono istituite da un soggetto pubblico sono dette Enti pubblici e fanno parte della pubblica amministrazione, che ha l’intento di produrre servizi destinati a soddisfare bisogni collettivi.

Gli enti pubblici producono:

  • Servizi collettivi (servizi di difesa, ordine pubblico, giustizia), ovvero benefici che devono essere necessariamente erogati in forma garantita, simultanea a tutta la collettività dei cittadini; la remunerazione di essi avviene tramite imposte pagate dai cittadini
  • Servizi di pubblica utilità (servizi di trasporto pubblico, servizi energetici e idrici, servizi sanitari, servizi stradali), ovvero benefici che vengono erogati in termini di costo con interessi pubblici; la remunerazione di essi avviene tramite in parte tramite i prezzi di vendita del servizio e in parte a carico della fiscalità generale

Le aziende no profit se sono istituite da un soggetto privato, che persegue finalità di utilità generale rivolte al soddisfacimento dei bisogni di una determinata categoria di beneficiari, attuando una funzione di rilevanza sociale, sono distinte in:

  • Associazioni, istituite da comunità abbastanza estese di soggetti (soci) che, finanziando l’azienda, condividono il fine associativo (circoli sportivi, associazioni di volontariato, associazioni culturali, organizzazioni per la cooperazione allo sviluppo e per i diritti umani)
  • Fondazioni, istituite da gruppi solitamente ristretti di soggetti (privati) che, finanziando l’azienda con donazioni private, alimentano l’attività produttiva (fondazioni culturali, organizzazioni internazionali, fondazioni di beneficenza, fondazioni per iniziative in campo economico, fondazioni istituite da grandi famiglie imprenditoriali a scopi filantropici)

L'impresa

Classificazione delle imprese

Le imprese possono essere classificate in base alla dimensione aziendale e al loro settore produttivo.

Parametri per la classificazione dimensionale delle imprese

  • Volume d’affari (o fatturati)
  • Investimenti
  • Numero di addetti

Le piccole imprese hanno fatturati e investimenti dell’ordine di decine di milioni di euro, e dipendenti dell'ordine di alcune decine di unità. Le medie imprese hanno fatturati e investimenti dell'ordine di una o poche centinaia di milioni di euro, e dipendenti di una o poche centinaia di unità. Le grandi imprese hanno fatturati e investimenti dell’ordine di almeno alcune centinaia di milioni di euro, e dipendenti di alcune centinaia di unità.

Ogni classe dimensionale presenta vantaggi e svantaggi: le piccole imprese hanno il vantaggio della flessibilità e della snellezza decisionale; le grandi imprese, sebbene abbiano processi decisionali molto rigidi ed elevati costi di coordinamento, grazie alle loro possibilità tecniche e finanziarie possono raggiungere livelli di competitività inaccessibili per le piccole imprese.

Settore produttivo

La seconda classificazione è data dal settore produttivo in cui si sceglie di operare:

  • Nel settore primario operano le aziende agricole, estrattive, di allevamento del bestiame, di caccia e pesca
  • Nel settore secondario operano le aziende di trasformazione e di lavorazione delle materie, vale a dire le imprese industriali che a seconda del ramo di attività scelto possono essere: alimentari, tessili, automobilistiche, siderurgiche, meccaniche, ecc.
  • Nel settore terziario operano le aziende mercantili all’ingrosso e al dettaglio e tutte le aziende di servizi da quelle di trasporto e di assicurazione a quelle bancarie finanziarie, di assicurazione, turistiche e studi professionali

Si sceglierà di operare in un settore produttivo anziché in un altro a seconda delle reali possibilità che offre il mercato e a seconda dell’esperienza e delle conoscenze dell’imprenditore riguardo al determinato settore.

Teoria dell’esistenza delle imprese

L'esistenza delle imprese è spiegata dalla maggiore efficacia ed efficienza con la quale un’organizzazione, attraverso il coordinamento di persone (lavoro) e risorse finanziarie (capitale), può produrre beni e servizi da destinare al soddisfacimento dei bisogni umani.

Di particolare interesse per spiegare l’esistenza dell’impresa è la teoria dei costi di transazione introdotta da Ronald Coase nel 1937 e sviluppata da Oliver Williamson nel 1975. Ogni attività economica può essere condotta all’interno dell’impresa, producendo le risorse, o all’esterno dell’impresa, comprando le risorse sul mercato. Mirando alla massimizzazione del profitto, le imprese cercheranno di ottimizzare i costi di acquisizione delle risorse. Se una risorsa viene prodotta all’interno dell’azienda, i costi equivalgono al costo della materia prima più i costi di coordinamento per produrre la risorsa; se una risorsa viene acquistata sul mercato i costi equivalgono al prezzo della risorsa più i costi di transazione. I costi di transazione saranno alti o bassi a seconda della specificità della risorsa (asset specificity): quanto più una risorsa è complessa, tanto più saranno alti i costi di transazione. I costi di transazione tendono a crescere perché nel mercato le negoziazioni sono difficoltose a causa delle asimmetrie informative, a causa della non semplice ricerca della controparte e a causa dei possibili comportamenti opportunistici del venditore. Secondo la teoria dei costi di transazione, le aziende nascono e crescono quali sostituti del mercato per minimizzare i costi delle attività economiche, sfruttando le aree nelle quali i costi di coordinamento organizzativo sono inferiori ai costi di transazione sul mercato.

Confini dell’impresa

Ogni azienda ha i suoi confini, che sono stabiliti dal metodo di acquisizione delle risorse. Per compiere attività economiche e procurarsi le risorse da destinare alla produzione, vi sono generalmente tre alternative:

  • Spot Exchange, ovvero quando compratore e venditore di una risorsa si incontrano, danno vita ad uno scambio e successivamente restano separati; conviene se la risorsa è semplice e serve saltuariamente all'impresa; non dà garanzie di mercato; espone al rischio del fenomeno cosiddetto di hold up; porta all’esistenza di piccole imprese indipendenti.
  • Relational Contracts, ovvero un accordo che crea una relazione duratura tra il compratore e il venditore; conviene se la risorsa è complessa e serve regolarmente per un certo periodo all’impresa; conviene se i costi di transazione sono minori di quelli di coordinamento; continuità di consegne e condizioni economiche; conduce a forme organizzative intermedie, quali gruppi o reti d’imprese, in cui diverse imprese esercitano attività tra loro coordinate ma con una loro propria autonomia.
  • Integrazione verticale, si ha quando un’impresa elimina i fornitori esterni e decide di produrre una risorsa internamente; conviene se la risorsa è complessa e serve sempre all’impresa; conviene se i costi di coordinamento sono minori di quelli di transazione; porta a una crescita dell’azienda tramite integrazione gerarchica delle attività economiche.

La crescita dell’impresa può avvenire per integrazione, ovvero coordinamento gerarchico di attività all’interno di un’unica impresa; o tramite accordi relazionali con altre imprese. La crescita mediante integrazione porterà alla costituzione di grandi aziende indipendenti, le quali si sviluppano internamente se realizzano una graduale estensione dei confini dell’impresa o esternamente tramite acquisizioni d’imprese esistenti. Sebbene il potere decisionale sia sempre concentrato in una sola dirigenza aziendale (un unico CEO), non sempre l’unità di intenti prevista verrà rispettata visto che la molteplicità di attività potrà rendere più complesse le procedure.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher clemespiti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Tiscini Riccardo.
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