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Economia Aziendale

Capitolo 1: Introduzione al corso

Bisogni e problemi:

L’economia è una scienza sociale, che ha quindi al centro l’essere umano. Di conseguenza, essa è

difficile e irrazionale e si può definire come l’allocazione delle risorse scarse. Può riguardare il

funzionamento delle singole aziende (economia aziendale), o può studiare il funzionamento globale

del sistema economico (economia politica: macroeconomia). Essa ha come scopo quello di risolvere

bisogni e problemi. Il bisogno può essere definito come una condizione che causa insoddisfazione

fisica e psichica e che necessita soddisfacimento.

I bisogni possono essere:

 Rigidi o elastici – a cui si può rinunciare o a cui non si può rinunciare (primari e non solo)

 Indifferibili o differibili – da soddisfare immediatamente o rimandabili

 Individuali o collettivi – riguardano il singolo o la collettività

C’è estrema soggettività nella classificazione dei bisogni, essi inoltre, variano in base al tempo (i

bisogni di 20 anni fa non sono quelli di adesso) e allo spazio (nei diversi paesi).

Ci possono essere problemi economici, ossia bisogni primari e non, che possono essere risolti con

l’utilizzo della moneta. Questi bisogni sono potenzialmente illimitati e si scontrano con risorse

limitate. Quando c’è un problema economico interviene l’azienda, che studia quali sono le vie più

convenienti per soddisfare i bisogni.

Ci sono anche problemi non economici, non risolvibili con la moneta e le cui risorse sono illimitate.

Il corso di economia aziendale verte su come le aziende operano nel sistema economico, per

rispondere ai bisogni della società. L’obiettivo di ogni azienda sana è quello di reinvestire la maggior

parte possibile dell’utile, per generare sempre più valore.

Come operano le aziende?

Per capire quali siano le vie più convenienti per soddisfare i bisogni, le aziende si chiedono: cosa

produrre (business idea, nuovo prodotto, prodotto esistente ma innovativo, prodotto con più

appeal), come produrre (processo produttivo innovativo con costi minori, non necessariamente più

tecnologico) e per chi produrre (categorie di clienti).

Per soddisfare i bisogni, nel sistema economico attuale c’è una bipartizione tra attività di

produzione (aziende di produzione di beni materiali o servizi, o anche esperienze) e attività di

consumo (famiglie).

Capitolo 2: Cos’è un’azienda?

L’azienda è un istituto economico atto a perdurare

È un insieme di elementi organizzati (uomo) che devono funzionare bene, è unione di capitale

(investimento iniziale, insieme dei beni e servizi necessari a produrre altri beni e servizi) e lavoro

(l’elemento soggettivo), che dinamizza il capitale. Essa deve essere l’equilibrio economico, i ricavi

devono essere superiori ai costi, deve tendere all’economicità (tende a far crescere i ricavi).

È normale iniziare con costi superiori, ma l’azienda nel medio-lungo periodo deve tendere

all’equilibrio, devono venir fuori i ricavi nel tempo.

Un’interessante teoria per spiegare il perché nascono le aziende è la “Teoria dei Costi di

Transazione di Williamson”, secondo cui le aziende nascono quando conviene sostituire i costi di

transazione col mercato esterno con un’organizzazione gerarchica interna. Quindi esse nascono e

crescono nelle aree in cui i costi di transazione sono maggiori dei costi di coordinamento.

L’azienda può essere vista come un sistema:

- Aperto – in continua relazione con l’ambiente esterno

- Olistico – essa come insieme vale più che come somma dei singoli

- Dinamico – in continua evoluzione

- Strumentale – con un fine ben definito

- Sociale – ha al centro l’essere umano

L’azienda può essere impresa, se è a scopo di lucro (il fine ultimo è un ritorno economico, ricavi

considerevolmente maggiori dei costi. Sarà guidata dall’imprenditore, generalmente soggetti

privati.), o un’azienda no profit pubblica o privata, come un’associazione (carattere predominante

è il lavoro degli associati, dedizione dei soggetti) o una fondazione (elemento caratterizzante è

l’esistenza di un patrimonio iniziale messo dal fondatore, una donazione iniziale) se lo scopo è

d’utilità generale e sociale, o un ente politico-sociale (no profit pubblico).

Esistono anche imprese la cui proprietà può essere, in tutto o in parte, assunta dallo Stato. Ciò

avviene quando l’attività produttiva dell’impresa soddisfa bisogni pubblici (es: Eni, Enel, Acea).

Gli elementi essenziali di un’azienda sono:

 la struttura – risorse umane e capitale

 i processi – le attività coordinate delle parti e le relazioni di mercato con l’esterno

 i fini – la produzione di beni o servizi

Esistono diversi soggetti che operano tutti nel sistema economico e che si relazionano tra di loro:

 Famiglie (consumatori: selezionano quali bisogni soddisfare)

 Imprese (producono beni e/o servizi)

 Pubblica amministrazione (insieme degli enti pubblici che amministrano la nazione,

stabilendo leggi e regolamenti, aumentando o riducendo la tassazione e producendo beni e

servizi pubblici). Il tema del ruolo della P.A. è sempre molto controverso: i paesi

anglosassoni, storicamente protendono per un’economia del libero mercato, in cui il ruolo

della P.A. è ridotto al minimo, mentre Cina e i paesi dell’ Est Europa protendono più per

un’economia socialista, in cui gli enti pubblici sono fondamentali. La maggior parte dei paesi

ha scelto una strada intermedia.

Relazioni sistemiche tra gli operatori del sistema economico:

Le relazioni tra unità del sistema economico sono generalmente transazioni di beni/servizi o

esperienze verso la corresponsione di un prezzo e sono dette relazioni sistemiche. Questi scambi

sono detti flussi e possono essere:

 Reali – flusso di beni/servizi/esperienze

 Monetari (finanziari) – se vi è una corresponsione di un prezzo

per le imprese:

 Prezzo: a quanto vendo il mio bene. Corrisponde a costi + delta (mark up)

 Costo: quanto mi costa realizzare quel bene (costo pieno)

 Ricavo = prezzo x quantità

Queste relazioni coinvolgono tutti gli operatori del sistema economico e sono quindi tra:

 Famiglie-imprese

 Pubblica amministrazione-imprese

 Imprese-imprese

 Famiglie- pubblica amministrazione

Rapporti famiglie-imprese:

1) Le famiglie corrispondono alle imprese un prezzo (flusso monetario) e le imprese mi

forniscono un bene o un servizio (flusso reale).

2) Le famiglie offrono lavoro (flusso reale) e l’impresa paga salari e stipendi (flusso monetario)

3) Le famiglie possono finanziare l’azienda (flusso monetario) e poi le imprese restituiscono

dividendi (quota parte dell’utile restituita ai soci) (flusso monetario).

Azioni: compro azioni, divento socio e ottengo dividendi (finanziamento a titolo di capitale di

rischio).

Obbligazioni: titolo di credito, finanzio l’azienda, la banca emette prestiti obbligazionari, e ottengo

di DIRITTO gli interessi. Sono risk free, tutelati dalla legge (finanziamento a titolo di capitale di

credito).

Rapporti imprese-pubblica amministrazione:

1) Finanziamento da parte della p.a. (con capitale di rischio con dividendi o di credito con

interessi) e l’impresa restituisce interessi (flusso monetario).

2) Imposte/tasse che l’azienda paga (flusso monetario) e la pubblica amministrazione da

servizi (flusso reale).

3) La p.a. acquista (flusso monetario) servizi/beni dall’impresa (flusso reale).

4) Le imprese finanziano lo Stato comprando obbligazioni e ricevendo interessi (flusso

monetario).

Rapporti imprese-imprese:

1) Prezzo (flusso monetario) a fronte di uno scambio di beni e servizi (flusso reale)

2) Scambio di capitali, interessi (flusso monetario).

Rapporti famiglie-pubblica amministrazione:

1) Le famiglie lavorano nella pubblica amministrazione (flusso reale) in cambio di

salari/stipendi (flusso monetario)

2) Le famiglie pagano imposte alla p.a. (flusso monetario) in cambio di servizi (flusso reale)

3) Le famiglie investono capitali nella p.a. (flusso monetario) in cambio di interessi (flusso

monetario)

Imprese e mercato: Integrazione, Transazione spot e contratto relazionale

In generale, in ogni impresa, è necessario che un’attività sia svolta all’interno (integrazione) o

realizzata tramite una transazione di mercato con un’entità esterna, in cui le controparti si

incontrano, definiscono le condizioni della transazione e successivamente rimangono indipendenti

tra loro (spot exchange o transazione spot).

Questo tipo di transazione è conveniente quando la risorsa scambiata è standardizzata, quindi è

facilmente disponibile sul mercato è c’è molta informazione sul valore di essa.

Più una risorsa è specifica (asset specificity, grado di unicità di impiego della risorsa), e più il costo

sarà elevato, perché sarà più difficile reperire informazioni sulla risorsa, ricercare la controparte ed

essa avrà molto potere contrattuale.

In questo caso non è conveniente utilizzare la transazione spot, ma si andrà o a istituire un contratto

relazionale, che regoli la relazione tra le parti non per una singola transazione ma nel tempo, oppure

si procederà con l’integrazione verticale della controparte.

La scelta tra ampliamento dell’azienda (integrazione) e contratto relazionale dipende dai costi di

contrattazione e i costi di integrazione.

La dimensione aziendale:

Il modo in cui le imprese si relazionano col mercato influisce direttamente sulla dimensione

aziendale.

Infatti, la convenienza di transazioni spot conduce all’esistenza di piccole imprese indipendenti, la

convenienza dei contratti relazionali conduce a medie imprese (gruppi o reti di imprese, i primi sono

più imprese autonome che sono sotto la stessa proprietà, mentre le reti sono più imprese autonome

con diversi proprietari che stipulano contratti relazionali, quindi hanno rapporti stabili e duraturi

che disciplinano collaborazione) e la convenienza dell’integrazione verticale conduce a grandi

imprese indipendenti.

I parametri per classificare dimensionalmente le aziende sono:

- VOLUME D’AFFARI: valore della produzione venduta

- CAPITALE INVESTITO: valore degli investimenti effettuati

- N. DIPENDENTI: valore della forza lavoro impiegata

Per molte finalità, le piccole e le medie imprese vengono accomunate in un’unica categoria: PMI

(piccole e medie imprese).

Capitolo 3: La corporate governance

La corporate governance riguarda il governo delle imprese e la gestione dei rapporti tra gli

azionisti/proprietari dell’impresa (i principal) e i manager/gestori (gli agent). Essenzialmente

possiamo dire che la corporate governance è il modo in cui le imprese vengono governate e

controllate (i controlli si chiamano checks and balances).

Essa, in realtà, non è caratterizzata solo dal rapporto tra azionisti e manager, ma coinvolge numerosi

altri soggetti: gli stakeholders, ossia tutti coloro che hanno rilevanti interessi nell’impresa.

A partire dagli anni Novanta, il concetto di corporate governance è diventato uno dei temi principali

dell’economia aziendale. I motivi sono 2 e sono collegati tra loro:

- Cambiamento nelle dinamiche del sistema capitalistico (ricerca della redditività nel breve

termine)

- Grande ondata di scandali finanziari che ha colpito le imprese e gli investitori tra i due secoli.

Il sistema capitalistico si è trasformato in un sistema TURBOCAPITALISTICO, in cui i manager

dovevano ottenere profitti nel breve termine. Ciò ha portato quest’ultimi a promuovere politiche

rischiose che nel lungo periodo hanno portato a scandali finanziari come Enron (USA) o Parmalat

(Italia).

Esistono due diverse visioni della corporate governanc

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiooF22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Izzo Maria Federica.
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