L’attività economica
Inquadramento dell’economia aziendale: oggetto e finalità
Il conto è un prospettino che si basa su due concetti: dare e avere. La partita doppia, così come la conosciamo noi con il termine "ragioneria", nasce a fine 1400 grazie a Luca Pacioli, che ne pone le basi in un suo scritto ("Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalitate"). La ragioneria si occupa della rilevazione dei fatti amministrativi che hanno determinato la ricchezza di un’impresa (acquisti, vendite, pagamenti, incassi, ecc.).
L’economia aziendale è un’evoluzione della ragioneria, infatti la amplia perché ricerca le cause che hanno determinato quei conti. È una disciplina relativamente giovane in quanto nata nel 1927 quando Gino Zappa in un discorso all’università di Venezia parla dell’economia aziendale come di una scienza unitaria ed economica che riunisce in un’unica disciplina lo studio della gestione, dell’organizzazione, delle caratteristiche, dei comportamenti, dei funzionamenti e dell’evoluzione delle aziende.
Le scienze economiche si occupano di studiare le scelte operate dagli uomini al fine di adattare mezzi scarsi (risorse limitate) a molteplici e crescenti bisogni umani e analizzano le attività di produzione e di consumo dei beni e servizi volti a soddisfare i bisogni delle persone. Sono un ramo delle scienze sociali (studiano il comportamento dell’uomo). Tre macro-filoni delle scienze economiche:
- Economia politica -> studia i fenomeni economici degli aggregati territoriali, nazionali e internazionali. Si distingue in:
- Microeconomia: forme di mercato (concorrenza, oligopolio, monopolio), comportamento dei produttori e dei consumatori.
- Macroeconomia: disoccupazione, inflazione, reddito e crescita, moneta e sistema finanziario, ecc.
- Economia industriale -> studia i fenomeni economici (processi di sviluppo o di ristrutturazione) dei settori industriali (aggregato di aziende omogeneo in base al processo produttivo o al prodotto finale; distretto = settore che si concentra in uno specifico territorio).
- Economia aziendale -> studia i fenomeni economici a livello delle singole aziende, ovvero il comportamento della singola azienda e cerca di capire qual è il comportamento migliore che l’azienda deve mantenere in base alla sua storia (per questo è una scienza empirica). Partendo dagli eventi ambientali si sono studiati i vari comportamenti di successo/insuccesso delle aziende e si sono estratte le cause di essi. Successivamente sono stati creati dei modelli interpretativi generalizzati (funzione interpretativa) e dei modelli decisionali (funzione normativa). Questo è un circuito chiuso quindi dai modelli decisionali ci si ricollega all’osservazione del comportamento aziendale.
Le scienze economiche si differenziano per l’adozione di un diverso modello del processo decisionale che è alla base del comportamento aziendale. Il processo decisionale viene studiato secondo due fondamentali approcci:
- Microeconomia: Modello della razionalità totale (o obiettiva o assoluta) che si basa sulla teoria economica classica (le decisioni dell’uomo sono razionali, basate su una conoscenza perfetta della realtà e giungono a soluzioni ottimali). Riferimenti: Pareto, Savage, Von Neuman.
- Economia aziendale: Modello della razionalità limitata (concetto introdotto da Simon: l’uomo compie scelte seguendo un processo decisionale sequenziale, basandosi su rappresentazioni semplificate e selettive della realtà, giungendo a soluzioni soddisfacenti). Riferimenti: Simon. Protagonista: uomo amministrativo.
Alla base di un’azienda c’è un gruppo di persone (manager) che prendono le decisioni che meglio soddisfano le caratteristiche dell’azienda (quindi non è detto che siano uguali per tutti). L’economia aziendale deve creare dei modelli decisionali che possano aiutare tali persone ad assumere il comportamento più adeguato. Quindi l’economia aziendale deve aiutare l’azienda nelle sue decisioni (es: cosa produrre, a che prezzo e dove vendere, come gestire al meglio i costi, dove prendere i capitali, come promuovere il prodotto).
Essendo l’economia aziendale una scienza empirica e il manager una persona con razionalità limitata, le scelte prese da quest’ultimo si baseranno sui risultati passati e sulle proprie aspirazioni (status/prestigio/economicità). Quindi la soluzione soddisfacente sarà quella che garantisce un livello di redditività uguale o superiore alla redditività ottenuta in passato.
Il processo decisionale è alla base del comportamento delle aziende, ma è solo uno dei suoi componenti. Esso infatti si compone di quattro processi:
- Creazione = Processo di decisione -> per scegliere è necessario reperire una serie di elementi informativi idonei a mettere l’azienda in condizione di poter realizzare la scelta più conveniente. In questa fase l’azienda programma la sua attività (programmazione aziendale), ovvero definisce i suoi risultati graduati su diversi livelli:
- Obiettivi strategici di lungo termine
- Obiettivi tattici -> traduzione in concreto del punto a.
- Obiettivi operativi -> traduzione in operativo del punto b.
- Produzione = Processo di esecuzione -> vengono tradotte in pratica le decisioni prese precedentemente, quindi dà la possibilità di raggiungere gli obiettivi.
- Analisi = Processo di controllo -> si svolge secondo due fasi:
- Confronto fra il risultato preventivato e il risultato effettivo -> si rilevano gli scostamenti.
- Analisi degli scostamenti (vengono scomposti nei loro componenti specifici per individuare in quale misura i diversi fattori hanno influito sul conseguimento del risultato) ed individuazione delle cause degli stessi.
- Meccanismo di feed-back -> meccanismo che consente di assumere nuove decisioni atte ad eliminare lo scostamento tra i risultati preventivati e i risultati ottenuti. Il mancato conseguimento degli obiettivi potrebbe essere dovuto a due tipi di errore:
- Di programmazione -> errore dovuto alla formulazione dei piani, forse per una non corretta indagine preliminare sulle condizioni ambientali di mercato o interne all’impresa o alla redazione di programmi non coerenti con le capacità e disponibilità dell’azienda -> occorre procedere ad una revisione dei programmi e degli obiettivi.
- Di esecuzione -> errore dovuto all’inefficienza dei responsabili delle diverse aree funzionali e dei vari centri operativi -> devono essere attuati interventi correttivi per rimuovere le inefficienze presenti nel processo operativo; la tempestiva individuazione di scostamenti e cause può consentire il raggiungimento degli obiettivi fissati per il periodo annuale.
Il controllo e il feed-back, quindi, consentono di operare costantemente sull’efficacia e l’efficienza dell’attività aziendale e devono aver luogo in presenza di qualsiasi risultato ottenuto, perché anche risultati uguali o superiori a quelli preventivati necessitano di un controllo che accerti la loro diretta dipendenza dalle scelte operate nella fase di decisione. L’insieme delle informazioni di diversa natura atte al supporto di tutti i processi che caratterizzano il comportamento aziendale costituiscono il sistema informativo aziendale (SIA). Quindi l’economia aziendale studia il comportamento dell’azienda, ovvero i processi di decisione, esecuzione, controllo e feed-back e il sistema informativo come strumento che li collega, in base al modello della razionalità limitata.
Natura del problema economico: la relazione bisogni, beni, attività economica
Le persone hanno degli obiettivi che cambiano in funzione di molti aspetti (età, situazione sociale). Il perseguimento di questi fini genera in esse dei bisogni. Per soddisfare i bisogni le persone devono “produrre” e “consumare” dei beni, ovvero svolgono un’attività economica. Quindi la soddisfazione non deriva solo dall’utilizzo di beni, infatti una grande quantità di bisogni trova soddisfazione nel momento in cui i soggetti partecipano all’attività di produzione. È, quindi, importante che la gestione dell’azienda tenga conto sia dei bisogni del personale (permette un miglior governo dell’azienda e più elevati livelli di efficienza; la soddisfazione del personale si realizza tramite la modifica delle retribuzioni e dei ruoli; la mancata soddisfazione dei bisogni genera aggressività, compensazione e razionalizzazione), sia di quelli della clientela.
Bisogno = stato di insoddisfazione che genera nelle persone una sensazione spiacevole e per questo tendono a fare l’impossibile per soddisfarlo. Alcune classificazioni dei bisogni:
- Bisogni primari vs bisogni secondari
- Bisogni individuali vs bisogni sociali o collettivi
- Bisogni essenziali vs bisogni voluttuari
Ognuno elabora la propria scala dei bisogni (che cambia in base all’età, al contesto sociale, al reddito), mettendo in ordine di importanza e preferenza le varie necessità e compie scelte economiche per ottenere la massima soddisfazione con il minimo dispendio di mezzi.
Abram Maslow (1954) elabora una scala gerarchica dei bisogni. Secondo lui i bisogni delle persone si dispongono in gerarchia in funzione del reddito: al variare del reddito variano le priorità dei bisogni e di conseguenza le scelte per soddisfarli. L’ordine di priorità è rigido per i bisogni ed i redditi più bassi; le preferenze individuali variano invece molto in corrispondenza dei redditi più elevati. Inoltre, egli afferma che, mentre ogni individuo è unico e irripetibile, i bisogni sono comuni a tutti e nel momento in cui vengono soddisfatti, procurano un miglioramento della vita.
Bisogni ragionevolmente soddisfatti
- Fisiologici -> legati alla componente fisica (mangiare, bere, dormire) -> se non soddisfiamo questi non possiamo soddisfare gli altri perché non vengono percepiti.
- Di sicurezza -> protezione della vita fisica, dell’ambiente di lavoro.
- Di socialità -> relazioni interpersonali, appartenenza ad un gruppo, amicizia, affetto.
Bisogni in tensione
- Stima di sé -> esigenza di poter esprimere valutazioni positive sul proprio operato.
- Stima degli altri -> esigenza di ottenere valutazioni positive sul proprio operato da parte degli altri (status, prestigio, potere).
- Autorealizzazione -> esigenza di poter esprimere ed utilizzare tutte le proprie conoscenze e capacità e di sviluppare le proprie potenzialità.
Il soddisfacimento di alcuni bisogni richiede la disponibilità di beni che non sempre sono disponibili in natura, quindi ho bisogno di qualcuno che li produce. Ciò distingue un bene economico da un bene libero:
- Beni economici -> sono disponibili in quantità limitata, non esistono spontaneamente in natura (può esserci ma in quantità limitata) e devono essere prodotti dall’uomo. Si tratta di beni e servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni delle persone e scarsi rispetto alle esigenze espresse da tutti gli individui. Per ottenerli bisogna pagare un prezzo.
- Beni liberi o non economici -> sono liberamente disponibili in natura, in quantità illimitata o comunque più che sufficiente rispetto alle esigenze di tutte le persone che ne sentono il bisogno.
Alcune classificazioni dei beni economici:
Secondo l’uso
- Beni strumentali o di produzione -> utilizzati da altre imprese per produrre altri beni.
- Beni di consumo -> utilizzabile immediatamente per soddisfare un bisogno (es: cellulare, vestiti, libri). Un bene può essere sia strumentale che di consumo: compro un trapano, se sono un artigiano è un bene strumentale, se lo uso per avvitare qualcosa a casa è un bene di consumo.
Secondo l’utilizzo
- Beni complementari -> devono essere utilizzati insieme ad altri beni per soddisfare un bisogno (es: macchina+benzina).
- Beni succedanei o surrogati -> sono sostituibili tra loro e quindi possono essere utilizzati alternativamente per soddisfare lo stesso bisogno (es: burro/margarina).
Secondo la numerosità degli utilizzi
- Beni a fecondità semplice -> esauriscono la loro utilità al primo utilizzo. Tutte le materie prime hanno questa caratteristica (petrolio, legno, ferro, rame, manodopera, elettricità) (es: tavola di legno -> scrivania).
- Beni a fecondità ripetuta -> utilizzabili in più cicli produttivi perché cedono lentamente la loro utilità (beni pluriennali).
Un’impresa non produce solo beni ma anche servizi, i quali possono contribuire al soddisfacimento dei bisogni: pulizia, trasporto, sanità, sicurezza, formazione, viaggi. Differenze tra servizio e bene:
- I servizi sono prestazioni immateriali (non tangibili) erogate da persone.
- I servizi non si possono immagazzinare: produzione e vendita coincidono.
L’attività economica interviene quando ho bisogno di un bene economico per soddisfare un bisogno. Essa comprende tutte le attività di produzione e consumo di un bene (o servizio). Le tre fasi fondamentali dell’attività economica sono:
- Produzione di beni e servizi economici -> consiste nella combinazione di beni, servizi e lavoro dell’uomo, finalizzata ad ottenere nuovi beni e servizi oppure ad aumentare l’utilità di beni già esistenti; può essere:
- Diretta -> trasformazione che permette di ottenere beni che prima non c’erano.
- Indiretta -> trasferimento di un bene nel tempo o nello spazio (es: conservazione di surgelati e distribuzione della frutta).
- Consumo di beni e servizi -> è il fine ultimo dell’attività economica. È la fase in cui i beni ed i servizi prodotti sono utilizzati per soddisfare i bisogni.
- Risparmio -> consiste nella rinuncia al consumo immediato di un bene, allo scopo di destinarlo all’utilizzo futuro.
Istituti che svolgono attività economica: famiglie, imprese, aziende pubbliche, aziende non profit
A svolgere l’attività economica sono quattro classi fondamentali di istituti: famiglie, aziende di produzione (imprese), amministrazione pubblica, aziende non profit e aziende di erogazione. L’insieme degli istituti, legati tra loro da relazioni di scambio di beni e servizi, costituisce il sistema economico. Questi istituti hanno diversi fini:
Fini economici
- Profitto (differenza generata tra il valore dell’output e dell’input) = realizzazione di ricchezza.
- Ad avere fini economici sono principalmente le imprese = particolare tipologia di azienda che è finalizzata a ottenere un profitto (tramite il soddisfacimento dei bisogni) per produrre un reddito che possa remunerare coloro che hanno conferito (investito) il capitale nell’impresa (proprietari). L’impresa deve soddisfare i bisogni di tre tipologie di soggetti: clienti (soggetti esterni) (producendo beni e servizi che rispondono alle loro esigenze altrimenti non vendono e falliscono), personale (soggetti interni) (garantendo uno stipendio, un luogo di lavoro sicuro), investitori (producendo reddito sufficiente a remunerare il capitale conferito nell’impresa).
- Famiglia -> azienda di consumo perché appaga i bisogni delle persone che la compongono attraverso il reddito (ottenuto vendendo forza lavoro) e ne risparmia una quota per soddisfare i bisogni futuri.
Fini non economici
- Famiglia -> finalità principalmente di ordine sociale ed etico, ovvero quello di generare, crescere, educare i figli ed assistere tutti i componenti della famiglia.
- Pubblica amministrazione -> stato (servizi pubblici di interesse nazionale e unitario = giustizia, ordine pubblico, difesa territorio), regioni, province, comuni (servizi pubblici di interesse locale = trasporti pubblici locali, promozione turismo, costruzione infrastrutture), altri enti pubblici (svolgono funzioni di interesse generale = INPS, ospedali, università, scuole pubbliche). Tutti questi enti si finanziano tramite il debito pubblico.
- Aziende non profit e aziende di erogazione -> sono istituti di natura privata che non hanno scopo di lucro: il loro obiettivo primario è il raggiungimento di fini istituzionali (culturali, sportivi, artistici, religiosi) per i quali sono stati costituiti. Essi raccolgono contributi dallo stato o dai privati (donazioni, sottoscrizioni), producono beni ed erogano servizi e li consumano per soddisfare i bisogni dei soci (aziende di erogazione) o dei soggetti esterni (enti non profit: WWF, Medici Senza Frontiere). Anche se non hanno scopo di lucro non significa che non circolino soldi, che non ci siano dipendenti, investimenti.
Azienda e sistema aziendale
Definizione di azienda e dei suoi principali sottosistemi (persone, beni, operazioni)
Nella dottrina economico-aziendale sono state elaborate molte definizioni di azienda. Secondo Zappa (1956), l’azienda è: “un istituto economico duraturo che produce beni e servizi per soddisfare i bisogni umani”.
Istituto = organismo composto da tre sistemi coordinati (si muovono verso lo stesso obiettivo) e complementari (interagiscono tra loro modificandosi e se uno non c’è non esiste l’azienda):
- Sistema di beni = patrimonio/capitale
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