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Ridolademocrazia rappresentativa e parlamentarismo

Capitolo 1: Partiti politici, democrazia, parlamentarismo

Il Triepel ha individuato quattro fasi nell’evoluzione del partito politico:

  • Atteggiamento di ostilità dello Stato nei confronti dei partiti politici
  • Atteggiamento di indifferenza dello Stato nei confronti dei partiti politici
  • Riconoscimento giuridico dei partiti
  • Inserimento dei partiti nell’organizzazione dello Stato

All’interno dello Stato liberale dell’ '800, in cui vi era una società oligarchica, il partito politico era concepito come “force spirituelle”. Questa connotazione del partito politico nasce dal fatto che la sua dimensione istituzionale-organizzativa era ritenuta meramente occasionale. Infatti, il partito era visto come un gruppo parlamentare che creava un collegamento fra il partito parlamentare (unico) e i comitati territoriali; un gruppo parlamentare che non opera in modo continuo e permanente bensì in modo saltuario e all’occorrenza.

Con l’allargamento del suffragio elettorale e il conseguente ampliamento della partecipazione politica si avvia un processo di democratizzazione, che inciderà sulla funzione e struttura del partito politico. Adesso i partiti politici sono espressione della collettività politicamente attiva, ognuno dei quali rappresenta una determinata ideologia e un determinato pensiero, creando in tal modo un proprio orientamento politico. I singoli individui adesso hanno la possibilità di identificarsi con il partito politico che più rappresenta i propri ideali. La società adesso è frammentata in varie ideologie sociali ed economiche.

Notiamo il passaggio del partito politico da partito rappresentativo della sola parte di società politicamente attiva (borghesia) ad un partito rappresentativo dell’intera collettività intesa nella forma del singolo individuo e di conseguenza al partito possono partecipare tutti indistintamente dal ceto sociale cui si appartiene. Nascono in tal modo i “partiti di massa”. Questi hanno una struttura stabile e capillare e sviluppano la loro organizzazione intorno ad un apparato. I partiti sono fonte di intermediazione fra: società civile e Stato. Infatti, lo Stato odierno viene definito uno “Stato di partiti”.

I partiti politici svolgono tre funzioni:

  • Funzione espressiva ed integrativa → i partiti si occupano di tradurre le domande\istanze sociali in bisogni e necessità chiari e ben definiti a cui lo Stato deve provvedere.
  • Funzione di “terreno di coltura” → nel partito politico opera il personale politico in un processo di formazione e selezione del ceto politico che vuole rappresentare.
  • Funzione di partecipazione → il partito partecipa alla formazione di decisioni collettivamente vincolanti da parte dello Stato.

NB: Quest’ultima funzione rispecchia a pieno la democraticità degli Stati costituzionali contemporanei. Infatti, i partiti politici all’interno del nostro sistema politico occupano una posizione centrale volta alla rappresentatività-espressione-manifestazione-mediazione-formazione della volontà collettiva sociale e della volontà dello Stato.

I partiti politici operano oggi all’interno di uno Stato che si fonda su:

  • Costituzione
  • Democrazia
  • Pluralismo

Esaminando il nesso che intercorre fra sviluppo dei partiti politici e sistemi rappresentativi emergono delle domande o interrogativi a cui dobbiamo necessariamente rispondere.

  • Come possiamo configurare il rapporto fra partiti politici e parte organizzativa della Costituzione?

Il sistema dei partiti politici convive, all’interno dell’ordinamento giuridico costituzionale, con dei principi fondamentali: democrazia, pluralismo, libertà, eguaglianza. I partiti politici hanno la capacità di agire muovendosi attraverso questi principi fondamentali, nel rispetto di ognuno.

  • Qual è il ruolo dei partiti politici?

I partiti politici svolgono una funzione essenzialmente comunicativa in cui si forma la volontà della collettività sociale.

  • Qual è la posizione costituzionale dei partiti politici e quello della loro regolamentazione legislativa?

All’interno dell’assetto costituzionale i partiti politici assumono uno status a cui appartengono necessariamente delle caratteristiche. Queste sono le seguenti: libertà, trasparenza, responsabilità.

Capitolo 2: L’evoluzione storico-costituzionale del partito politico

La dottrina costituzionalistica individua tre indirizzi principali in merito ai partiti politici:

  • Giuspositivismo e formalismo giuridico

Necessario è porre dei limiti davanti al rischio che l’organizzazione sociale – politica della collettività, mediante l’operato e le funzioni svolte dai partiti, vada ad interferire sul quadro prescrittivo e normativo della Costituzione. Questo è il filo conduttore di due tendenze:

  • Tendenza razionalizzatrice → Bisogna porre la democrazia dei partiti sul piano del parlamentarismo rappresentativo, il quale deve essere regolato da norme prescrittive e normative. In tal modo si va a neutralizzare il parlamentarismo rappresentativo davanti all’evoluzione dei “partiti di massa”, che nascono all’interno di una società pluralistica e che comportano lo sviluppo di una società frammentata relativamente alle ideologie politiche ed economiche. Questa è una società difficile da gestire.
  • Tendenza antipartitocratica → Questa tendenza coincide con la critica al parlamentarismo e si fonda sull’antagonismo fra il quadro costituzionale dell’organizzazione dei poteri pubblici e le distorsioni di questo quadro indotte dalla nascita dei partiti politici.
  • Positivismo sociologico o fattuale

Il rapporto fra Costituzione e politica entra in cortocircuito andando a determinare l’eclissi del costituzionalismo. Questo perché salta l’equilibrio fra legittimazione e limitazione del potere.

  • Discussione weimeriana

Bisogna collocare il partito politico entro le coordinate ossia le capacità di prestazione della Costituzione pluralistica.

NB: Da queste riflessioni sul partito politico emerge l’esigenza di dare il necessario risalto al legame fra forza normativa ed effettività della Costituzione. La Costituzione è una realtà nella quale diritto ed esperienza confluiscono.

Partiti politici nell’esperienza costituzionale italiana

Con la fine della dittatura e il ritorno alla democrazia e alle libertà politiche i partiti sono:

  • Elementi costitutivi dell’ordinamento costituzionale provvisorio
  • Protagonisti della fase costituente

La Costituzione italiana (1948) è stata scritta e concepita in misura all’egemonia dei partiti politici ossia del pluralismo partitico caratterizzante il sistema politico. Si tende a privilegiare la dimensione associativa dei partiti anziché la dimensione istituzionale. La dimensione associativa dei partiti viene disciplinata dall’art. 18 Cost. in maniera generale. La disciplina espressamente riferita ai partiti è prevista invece dall’art. 49 Cost.

Insieme a queste due norme troviamo degli importanti corollari:

  • La titolarità del diritto di concorrere a formare la politica nazionale è del singolo cittadino e i partiti sono un mero strumento di partecipazione del singolo alla vita politica dello Stato.
  • I partiti hanno il diritto di associarsi con il solo limiti di rispettare le regole di democrazia.
  • Manca la disciplina giuridica specifica ed espressa relativa alla istituzionalità interna e alle forme di finanziamento.

Agli inizi degli anni ‘60 sono nate discussioni relative al ruolo e alla posizione dei partiti politici all’interno del nostro ordinamento costituzionale. Le discussioni erano principalmente fra due versanti: chi sosteneva una tendenza antipartitocratica e chi sosteneva una tendenza più equilibrata e favorevole. Le discussioni sfociano in una crisi che porta i costituzionalisti a porsi delle domande sulla collocazione dei partiti politici all’interno del sistema costituzionale italiano.

Lasso temporale:

  • Costituzionalismo liberale → Costituzionalismo contemporaneo

Partito politico come rappresentanza unica di una società omogenea che ha valori-principi-interessi comuni. Il partito politico è portatore di istanze sociali e garantisce una partecipazione attiva alla vita politica del paese. Ciò è consentito solamente a coloro che appartengono al ceto della borghesia.

Partito politico come rappresentanza pluralistica di una società eterogenea che ha valori-principi-interessi differenti. Il partito politico è portatore di istanze sociali e garantisce una partecipazione attiva alla vita politica del paese. Ciò è consentito a tutti indipendentemente dal ceto sociale cui appartengono.

Il costituzionalismo contemporaneo ha dato vita ad una democrazia “di massa” ossia a “partiti di massa”. Questo ha creato delle tensioni e problematiche:

  • Il sistema politico (la politica) esce dagli schemi stabiliti dalla normativa costituzionale. Ora il sistema e processo politico si autoregola con regole proprie.
  • Il sistema politico adesso non è più unitario bensì pluralistico, in quanto ogni partito politico ha un proprio orientamento politico e di conseguenza va a rappresentare solo una parte della società. In tal modo sorgono conflitti fra partiti, a causa delle loro diverse ideologie.

Possiamo affermare con certezza che i partiti politici sono elemento essenziale che caratterizza uno stato democratico costituzionale. Ciò possiamo dedurlo da due considerazioni pratiche:

  1. I partiti politici raccolgono le istanze sociali, le filtrano e organizzano, per poi trasferirle agli organi costituzionali dello Stato.
  2. I partiti rappresentano e manifestano il pluralismo sociale e politico, a cui segue però una serie di decisioni da parte dello Stato. Si tratta di decisioni uniche ed eguali che valgono per l’intera collettività sociale e non per i membri di un solo partito.
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Scienze giuridiche IUS/21 Diritto pubblico comparato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher frarosci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Unitelma Sapienza di Roma o del prof Ridola Paolo.
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