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Nancy Di Rollo

DIRITTO PUBBLICO COMPARATO

LA DIVISIONE DEI

POTERI

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DIRITTO PUBBLICO COMPARATO

LA DIVISIONE DEI POTERI COME ASSETTO ORGANIZZATIVO DELLO STATO

MODERNO OCCIDENTALE 3

DALLA CONCETRAZIONE DEI POTERI DELLO STATO ASSOLUTO ALLA

DIVISIONE DEI POTERI DELLO STATO LIBERALE 4

LE FORME DI GOVERNO E IL RUOLO STORICO DELLA DIVISIONE DEI

POTERI IN ETA’ LIBERALE 6

DAL MODELLO LIBERALE AL MODELLO DEMOCRATICO E SOCIALE DELLA

DIVISIONE DEI POTERI 7

I LINEAMENTI DELLA NUOVA DIVISIONE DEI POTERI 8

LA NUOVA DIVISIONE DEI POTERI E LA CENTRALITA’ DEL POTERE

GOVERNANTE 9

ALCUNI ESEMPIO DI FORME DI GOVERNO INCORPORANTI LA NUOVA

DIVISIONE DEI POTERI 10

IL CASO ANOMALO DELL’ORDINAMENTO ITALIANO 13

LA DIVISIONE DEI POTERI NELL’ETA’ DELLA GLOBALIZZAZIONE 14

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DIRITTO PUBBLICO COMPARATO

LA DIVISIONE DEI POTERI COME ASSETTO

ORGANIZZATIVO DELLO STATO MODERNO

OCCIDENTALE modello di

Con l’espressione “divisione dei poteri” s’intende un particolare

articolazione degli organi, e delle loro rispettive funzioni, in seno

all’apparato autoritativo di uno Stato, il quale si contrappone al modello della

“concentrazione dei poteri”. La distribuzione di tali poteri può avvenire verticalmente

divisione verticale dei poteri,

oppure orizzontalmente. Nel caso di questi vengono

distribuiti tra enti giuridicamente distinti che ci collocano su piani sovrapposti,

divisione orizzontale dei

ovvero centrale/regionale/locale. Mentre, nel caso di

poteri, questi vengono distribuiti tra gli organi che appartengono allo stesso ente

giuridico.

Il principio della divisione orizzontale dei poteri, detta “classica” o “liberale”, nasce

dalla forma di Stato assoluto alla forma di Stato liberale,

quando si passò con

l’obbiettivo quindi di separare in modo netto le funzioni di ogni organo e garantire il

la

non instaurarsi di regimi arbitrari e oppressivi. Ma alla fine dell’Ottocento, con

fine dello Stato astensionista e l’avvento dello Stato sociale, il principio della

divisione

divisione dei poteri si evolve in un modello nuovo, il quale prese il nome di

orizzontale dei poteri sociale.

i due diversi modelli di divisione dei poteri

Analizziamo ora nel dettaglio e la loro

evoluzione. Pag. 3 di 16

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DALLA CONCENTRAZIONE DEI POTERI

DELLO STATO ASSOLUTO ALLA “DIVISIONE

DEI POTERI” DELLO STATO LIBERALE

Il principio della divisione dei poteri nasce, intorno il XVIII e XIX secolo, con

il passaggio dallo Stato assoluto allo Stato liberale. Di fatto, lo Stato assoluto

era caratterizzato da un accentramento dei poteri nelle mani del monarca e ciò portò

nei diversi Paesi europei a forti rivolte scatenate tutte da un’idea comune, ovvero

l’idea liberale, secondo la quale ad ogni individuo spettano ampie sfere di libertà

che il sistema giuridico doveva riconoscere e proteggere. La società civile, su queste

basi quindi, organizza da sé la produzione e la distribuzione delle ricchezze e in

generale tutta la propria vita interna, tramite l’uso di istituti di libertà che le sono

offerti. Dall’altra parte, lo Stato liberale, detto anche assenteista, ha il compito di

rispettare ma comunque anche tutelare questo autonomo sviluppo delle società civili.

modello liberale di divisione dei poteri

Una prima versione del si è concretizzata,

a livello istituzionale, con le leggi inglesi “Bill of Rights” e “Act of Settlement”, ma nel

si sono formate diverse versioni le quali hanno tutte

corso del XVIII secolo

alcune caratteristiche comuni.

Identificazione e separazione delle funzioni statali fondamentali. Tutte le varie

individuano tre diverse

versioni del modello liberale di divisione dei poteri

funzioni statali fondamentali che vengono attribuite a tre organi, o gruppi di

la

organi, statali nettamente distinti gli uni rispetto agli altri. Queste funzioni sono:

funzione legislativa/la funzione esecutiva/la funzione giudiziale. Analizziamo

queste funzioni del dettaglio.

Funzione Legislativa. L’organo statale che detiene questa funzione ha il

 potere di dettare le norme riguardanti i diritti di libertà delle persone e i modi

per far sì che questi siano adeguatamente tutelati. Per realizzare ciò, la

divisione liberale dei poteri esige che almeno uno degli organi che compone il

legislativo sia un organo “rappresentativo”, ovvero un organo eletto dal popolo,

anche se non vi è nulla nel pensiero liberale sull’estensione a suffragio

universale del diritto al voto. È importante, inoltre precisare, che le norme

dettate dal potere legislativo vincolano gli altri due poteri.

Funzione Esecutiva. La divisione liberale dei poteri non prevede particolari

 esigenze per l’organo che detiene questa funzione. Di fatto, questa funzione

può essere attribuita ad un monarca ereditario come nel caso della

Monarchia/a un presidente della Repubblica eletto direttamente dal popolo

come nelle Repubbliche Presidenziali/oppure ad un Ministro eletto da un

Monarca o da un Presidente della Repubblica come nei Governi Parlamentari.

Nelle prime due forme di governo vi è una netta separazione ed indipendenza

fra esecutivo e legislativo, mentre nella forma di governo parlamentare tra i

due poteri intercorre un rapporto di continua e diretta cooperazione. In ogni

caso, comunque, la divisione liberale dei poteri faceva rientrare ogni sorta di

attività amministrativa nell’ambito della funzione esecutiva.

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Funzione Giudiziale. Quest’ultima funzione è affidata ad un corpo di giudici

 capaci di giudicare in modo imparziale e di risolvere, applicando le norme, le

controversie che vengono presentate loro al fine di garantire ai cittadini i

diritti definiti dalla legge. Ciò è possibile grazie all’indipendenza del potere

giudiziale dagli altri due poteri dello Stato, la quale viene garantita dalla

regola dell’inamovibilità dei giudici e dallo stipendio irriducibile. È importante,

inoltre, evidenziare come anche gli atti illeciti dell’esecutivo sono sottoposti al

controllo della giustizia, questo a conferma dell’indipendenza del potere

giudiziale e per far sì che i cittadini possano difendersi da tali atti illeciti.

È importante, però, precisare che il principio della divisione dei poteri deve essere

modello ideale,

considerato solo come un o guida pratica dir si voglia, per

l’organizzazione degli organi statali e delle loro funzioni. E’, in quanto tale, la

divisione dei poteri non potrà mai avvenire nella pratica in modo perfetto. Ciò è

vi sono state delle eccezioni a tale assegnazione

confermato dal fatto che a volte

delle funzioni ai diversi organi. Ad esempio, può essere considerata eccezione la

concessione al legislativo di pronunciare sentenze o emanare atti amministrativi sotto

forma di leggi, o ancora la facoltà per il potere esecutivo e per il potere giudiziario di

produrre formalmente norme giuridiche generali. Tali eccezioni non devono però

le varie interferenze che vi sono tra i tre diversi poteri,

essere confuse con le

Queste

quali sono ammesse dal modello liberale di divisione dei poteri.

interferenze, infatti, svolgono il ruolo di bilanciare e frenare le attività degli

altri poteri, e quindi di effettuare un controllo su di essi.

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LE FORME DI GOVERNO E IL RUOLO

STORICO DELLA DIVISIONE DEI POTERI IN

ETA' LIBERALE

Le varie versioni del principio di divisione liberale dei poteri hanno posto in

essere diverse forme di Governo, ovvero diverse modalità di distribuzione dei

poteri tra gli organi di uno Stato. Prima di analizzare nel dettaglio queste diverse

La divisione liberale dei poteri

forme di Governo è necessario fare una premessa.

colloca al centro di ogni Stato il potere legislativo e l’organo che lo detiene,

questo poiché esso tramite le leggi può definire i diritti degli individui che gli atri

organi dovranno rispettare, ed inoltre può dettare i binari lungo i quali dovranno

necessariamente procedere le azioni degli altri due poteri. Analizziamo ora le forme

di governo.

La Forma di Governo Parlamentare. Questa forma di governo nasce, intorno

 al XVIII e XIX secolo, in Gran Bretagna. Dove, non volendo rinunciare alla

tradizione, si decise di mantenere la Monarchia, sottraendole però il potere

esecutivo è affidando questo ad un Primo Ministro nominato dal Legislativo.

Quindi, nella Gran Bretagna della Regina Victoria, possiamo ritrovare la

centralità del Parlamento nella sua massima espressione, poiché le leggi

venivano fatte e le decisioni politiche venivano prese dal Parlamento. E anche

l’Esecutivo, che come abbiamo detto veniva scelto dal Parlamento, veniva

considerato come una semplice commissione del Parlamento deputata

all’esecuzione. Mentre, in altri Stati dove vi era una forma di governo

parlamentare, come in Italia ad esempio, anche se il Parlamento si trovava in

una posizione davvero centrale nel sistema, questo veniva molto spesso

oscurato comunque dall'Esecutivo, in particolar modo quando in questo vi

erano presenti personaggi molto influenti, come lo sono stati ad esempio Crispi

e Giolitti in Italia.

La Forma di Governo Presidenziale. Negli Stati dove, invece, veniva

 applicata una vera forma di governo presidenziale, come ad esempio negli Stati

Uniti d’America, il Parlamento aveva una posizione meno centrale rispetto alla

forma di

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Scienze giuridiche IUS/21 Diritto pubblico comparato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nancydr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Pubblico Comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Vanoni Silvia.
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