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AZIONI PETITORIE: sono più lunghe delle azioni possessorie).

-

azioni a tutela della proprietà (possono essere fatte valere da chi è possessore, ma soprattutto deve essere

proprietario):

1) azione di rivendicazione art 948 c.c.: è una reazione alla sottrazione del bene. Con la rivendicazione voglio agire

per la restituzione del bene a me che sono il legittimo proprietario, ma ciò comporta il pieno accertamento da parte del

giudice della situazione di titolarità del diritto (perito tecnico, esami catastali, verifiche, ecc);

-Art 948 detta regole che vogliono evitare condotte strumentali da parte di chi ha sottratto il bene. Infatti il proprietario

possiede o detiene e può proseguire l’ esercizio dell’ azione anche se costui,

può rivendicare la cosa da chiunque la

dopo la domanda, ha cessato, per fatto proprio, di possedere o detenere la cosa. In tal caso il convenuto è tenuto a

recuperarla per l’ attore a proprie spese, o in mancanza, a corrispondergli il valore oltre che a risarcirgli il danno.

948 c.c. 3° comma, l’ azione non si prescrive.

-Art Norma fondamentale perché ci dice che la proprietà è imprescrittibile,

salvi gli acquisti per di proprietà da parte di altri per usucapione.

2)azione negatoria: reazione ad una diversa lesione del diritto di proprietà: vengono arrecate turbative o molestie nel

godimento di un determinato bene. (es: ho un terreno e qualcuno passa sul mio terreno in modo sistematico. Mi reco dal

giudice in modo che provveda a cessare la condotta che arreca queste molestie. Il giudice condannerà previo

accertamento che colui che passa non abbia un diritto di passaggio. Ecco perché si chiama azione negatoria: nega che

chi arreca turbative o molestie alla mia proprietà abbia un diritto di operare quelle turbative o molestie (dal latino: atio

negatoris servitutis: nega una servitù sul mio fondo).

3)azioni minori: azioni di regolamento dei confini (azione reciproca di rivendicazione: io e il mio vicino litighiamo su chi

di terra) ed apposizioni dei termini ( si sa qual’ è il confine, io lo voglio recintare, l’ altro

sia il proprietario di una striscia

no, ma essendo i pagamenti sul confine al 50% io posso imporre con la legge il pagamento all’ altro).

AZIONI POSSESSORIE:

-azioni a tutela del possesso (la prova del possesso è facile e il provvedimento lo si ha in 5 mesi)

Azione di manutenzione: è volta a:

Art 1168. Azione possessoria per eccellenza: azione di a)reintegrare nel possesso del bene chi sia stato vittima di uno

reintegrazione nel caso di spoglio violento o clandestino del spoglio non violento ne clandestino;

possesso di un diritto (es. durante la notte è stato messo un b)far cessare le molestie o le turbative di cui sia stato vittima il

cancello e io non posso più passare. Provando il fatto che possessore.

avevo posseduto fino al giorno prima io posso vedere –la legittimazione attiva, a differenza dello spoglio, non spetta al

reintegrata la mia situazione possessoria sul fondo medesimo). detentore e a tutti i possessori, ma soltanto al possessore di un

 è un ordine di restituzione; immobile (non al possessore di beni mobili) e solo a condizione

che sia possessore da almeno un anno in modo continuativo e

1)IMPORTANTE: L’ azione possessoria ha un termine di non interrotto. Perché? Perché se un possessore 2 spoglia un

decadenza: devo agire per la reintegrazione entro un anno dal possessore 1 e poi questo comincia a contestare la posizione di

giorno dello spoglio stesso (se lo spoglio è clandestino un anno possesso del possessore 2, si vuole evitare che il possessore 2

decorre dal giorno della scoperta). Perché?? Perché un anno si difenda da queste contestazioni con azioni di manutenzione e

non è considerato inerzia, ma oltre un anno viene meno la che quindi l’ azione di manutenzione sia utilizzata per bloccare l’

ragione stessa della tutela del possesso, perché viene meno il azione di reintegrazione e di spoglio. Per evitare questo si dice

possesso stesso. che l’ azione di manutenzione è possibile solo se il possessore 2

azione di reintegrazione è concessa al detentore (detentore

-l’ possiede da un anno, in modo tale che ormai è scaduto il termine

qualificato) che è legittimato a disporre di quest’ azione (colui per attivare un’ azione di reintegrazione.

che affitta una casa); se il detentore non è qualificato (il –azione soggetta al termine di decadenza di un anno, che

domestico che vive in una parte della mia casa, il mio amico a decorre dall’ avvenuto spoglio (non violento e non clandestino),

cui ho prestato la mia casa) non ha diritto all’ azione di ovvero dal giorno in cui ha avuto inizio l’ attività molestatrice.

reintegrazione.

[Conclusa la parte del libro terzo del codice civile che riguarda la proprietà di diritti reali]

LIBRO QUARTO del C.C.: riguarda i rapporti contrattuali e obbligatori che si instaurano tra le parti.

Inizia con l’

LIBRO DELLE OBBLIGAZIONI, articolo 1173. Creditore: soggetto attivo;

-Obbligazione è il rapporto obbligatorio di debito/credito che si instaura tra le parti. Debitore: soggetto passivo.

In realtà nel libro delle obbligazioni troviamo 1) la disciplina generale delle obbligazioni; 2) la disciplina generale del

contratto (in quanto il contratto è fonte di rapporti di debito o di credito, quindi di obbligazioni); 3) la disciplina dei contratti

specifici (che non studieremo); 4)disciplina del fatto illecito (art.2043, da sapere a memoria. Il fatto illecito è fonte di un

obbligo, quello del risarcimento dei danni). 22

OBBLIGAZIONE: Vincolo che lega un soggetto (debitore) ad altro soggetto (creditore), in forza del quale il primo è tenuto

ad una determinata PRESTAZIONE a favore del secondo. Si distinguono a seconda del loro contenuto in:

Obbligazioni di dare: consegnare un macchinario, un bene o denaro (famiglia dell’ obbligazioni pecuniarie);

1) Prestazioni di fare: dai contratti che l’ idraulico stipula nasce la sua obbligazione di fare;

2)

3) Prestazioni di non fare (es.: un barista si crea una buona clientela ricavando un elevato fatturato. Decide di

cedere l’ azienda con l’ avviamento che ha creato ad un nuovo soggetto e di andare in un nuovo quartiere dove

cercare un bar a cui far crescere il fatturato. Quando si fa un contratto del genere il nuovo soggetto chiederà di

assumere un’ obbligazione, cioè di non aprire un bar nello stesso quartiere, di non creare concorrenza entro un

certo raggio d’ azione).

dell’ obbligazione a titolo dell’ obbligazione è tutto orientato a rapporti giuridici

OGGETTO è la PRESTAZIONE:

patrimoniali e quindi normalmente la prestazione ha ad oggetto qualcosa che è valutabile economicamente (vendita un

a riparare un impianto idraulico…).

bene che ha un valore economico; io passo tre giorni con la mia forza lavoro

- Alcune volte ci sono condotte che di per sé non sembrerebbero avere un significato economico, ma che però nel

momento in cui entrano in un rapporto negoziale assumono valore economico: una recitazione a teatro, un soggetto che

suona il pianoforte intrinsecamente non hanno un valore economico).

indica le FONTI dell’ obbligazione:

Art 1173 c.c.:

1) Il contratto: fonti contrattuali

2) Il fatto illecito: fonti da fatto illecito

3) Con la terza tipologia di fonti si raggruppano tutte le fonti di obbligazioni che non sono ne contratto, ne fatto

illecito. (è quindi una formula riassuntiva). (es: se io sbaglio creditore, da questo pagamento sbagliato nasce un’

obbligazione di restituzione della somma per sbaglio concepita).

La responsabilità dell’obbligato VINCOLO CORRISPONDE LA RESPONSABILITA’ DEL DEBITORE]

[AL

l’ obbligazione è un VINCOLO: il debitore è tenuto ad una determinata prestazione e il fatto che sia vincolato porta con

se che se la prestazione non è conseguita scattano delle conseguenze in capo al debitore questo sistema determina

la responsabilità del debitore.

Le conseguenze pregiudizievoli del debitore:

Il creditore può andare dal debitore e o ottenere in via coattiva con un provvedimento dal tribunale della prestazione

oppure può chiedere il risarcimento del danno.

l’ obbligazione è pecuniaria, effettivamente la logica dell’ adempimento coattivo del debito pecuniario funziona

-Quando

bene in quanto quando la prestazione ha ad oggetto una prestazione di denaro (che può essere originaria o derivante

lo strumento dell’ espropiazione (io pignolo il bene del debitore che

dal risarcimento del danno), per ottenerlo si utilizza

viene venduto all’ asta dal giudice e con il ricavato viene pagato il debito).

ipotesi di obbligazioni fare e di non fare sarà più frequente che il creditore chieda il risarcimento

-Nell’ del danno.

debitore obbligato è responsabile con tutti i propri beni, presenti e futuri, dell’ esenzione dell’ obbligazione.

Il (il

vendere tutti i beni del debitore all’ asta per

creditore può cioè riparare il debito).

-Obbligazione non è allora mero dovere: è obbligo che si porta con sé necessariamente responsabilità.

REGOLE che disciplinano il rapporto obbligatorio:

1)regola della buona fede (o della correttezza): Art 1175: entrambe le parti si attengono a regole di correttezza.

CREDITORE: non deve tenere condotte che ingiustificatamente

DEBITORE: deve adempiere con obblighi accessori, quali per rischino di aggravare il peso dell’ obbligazione. (es. se io devo

esempio di avviso di consegna. consegnare un materiale al mio acquirente e questo per ben due volte

non si fa trovare. Questa omissione di obblighi di cooperazione in

-È una regola generale, che non detta una situazione capo al debitore può essere valutata come omissione della regola di

specifica, ma consente al giudice di ritenere che diverse buona fede da parte del creditore).

condotte da parte del debitore/creditore siano contrarie

alla regola di buona fede in fattispecie alla singola situazione negoziale.

-La buona fede di cui stiamo parlando è la correttezza, è la buona fede oggettiva (esiste anche una buona fede

soggettiva o psicologica nell’ ambito del possesso vale titolo. Li la buona fede non intende essere corretti, ma non

sapere qualcosa. Art. 1218: è l’

ADEMPIMENTO: esatta esecuzione della prestazione dovuta.

Per capire se c’è stata esatta esecuzione ci sono diversi e variegati parametri:

1)valutare che il bene sia stato consegnato;

2)valutare che il bene sia stato consegnato nei termini previsti, che abbia le suddette qualità, che sia consegnato nel

luogo giusto e al soggetto giusto. Art 1777: Nel caso di obbligazioni di dare (o di consegnare), essa si porta con sé

Regole speciali sull’ adempimento anche l’ obbligazione di custodire. Es.: nel caso in cui io non posso consegnare un

previste per particolari tipi di bene perché mi è stato rubato, Sono comunque responsabile.

obbligazioni.

Le obbligazioni generiche (hanno ad oggetto la consegna di cose appartenenti ad un genere). Es: un quintale di

mele val Venosta categoria A, una certa marca di materassi… la legge stabilisce che i singoli beni consegnati 23

debbono appartenere alla categoria di classificazione richiesta.

Art. 1776: impone al debitore la diligenza del buon padre di famiglia (ne parleremo).

MODALITA’ dell’ adempimento:

La legge si occupa delle

è importante da definire in relazione al costo del traposto del bene per definire il luogo dell’

1) IL LUOGO:

adempimento della consegna (il costo del traposto può essere a carico di soggetti diversi).

- Art 1882: Se le parti hanno lasciato una lacuna nel loro contratto non decidendo nulla sul luogo di consegna

allora per quell’ ipotesi la legge dette delle regole suppletive che non sono obbligatorie per le parti, ma

eventuali lacune (altrimenti alla base c’è autonomia contrattuale che lascia alle parti la

consentono di colmare

libertà di definizione dei propri interessi e rapporti):

Se l’ obbligazione ha come oggetto una cosa determinata (il cassettone antico), il luogo dell’ adempimento

a) è il luogo dove si trovava il bene alla conclusione del contratto;

b) Se il debito riguarda somme di denaro, è il debitore a doversi attivare per far avere la somma al creditore;

(debiti portable). domicilio del debitore. E’ il creditore che deve andare a

c) Tutte le altre prestazioni devono essere eseguite al

prendersi il bene a meno che nel contratto non sia scritto qualcosa(es.materasso ordinato).(debiti querable)

2) IL TEMPO: se sono in ritardo nel pagamento sarò inadempiente e dovrò pagare degli interessi.

in primis il tempo dell’adempimento viene deciso

a) dalle parti tramite il contratto;

se nel contratto non vi è scritto nulla il pagamento deve avvenire nel momento dell’ esecuzione della

b) prestazione (=esigibilità immediata), tenendo in considerazione la tipologia di prestazione che deve essere

eseguita (es. se devo consegnare un macchinario ho bisogno di più tempo). Art 1183

c) quando si stabilisce una data di consegna, il creditore non può chiedere una consegna anticipata, mentre il

debitore ha la possibilità di adempiere prima della data stabilita. Art 1884: quando è previsto un termine,

il termine è a favore del debitore.

-il termine è però anche a favore del creditore: il creditore ha interesse a ricevere la consegna solo dopo il

termine stabilito, non prima in quanto, per esempio, non ha a disposizione il magazzino dove depositare i

beni.

3) QUIETANZA ed IMPUTAZIONE del PAGAMENTO (riguardano il momento del pagamento)

E’ il pagato. La 

quietanza prevede la fattura. Significa che quei soldi sono destinati a pagare quel determinato debito collegamento

E’ il timbro pagato con la firma: di un pagamento ad un determinato bene.

- il creditore o un suo delegato dichiara di aver -se io lascio indietro dei pagamenti (invece di 1500 euro, ne inizio a pagare 500), sorge

ricevuto il pagamento; un problema di imputazione e se le parti non dicono nulla si ricorre a delle regole legali:

- se la controparte non rilascia quietanza io ho a)dichiarano che i primi debiti ad essere istinti sono quelli più antichi, meno garantiti, piò

diritto a sospendere il pagamento. onerosi, già scaduti;

b)se però le fatture sono tutte allo stesso livello si utilizza un criterio cronologico, mano a

mano si imputerà alla fattura più antica fino alla più recente.

N.B. se ho un debito e se sono in ritardo sul pagamento, sorgono degli interessi in capo

al creditore da parte del debitore. (ho un debito di 1000 euro e il termine è scaduto da

un anno. Era stato previsto un tasso d’ interessi del 5% e quindi gli devo 1050 euro. Il

ritardo diventa di 5 anni e quindi il debito d’ interessi è passato a 1300 euro. Io pago

1000 euro sul debito e imputo i mille euro al capitale, lasciando fuori 300 euro di

interessi che pagherò più avanti. una cosa di questo genere è possibile solo se

anche il creditore è d’ accordo perché gli interessi capitalizzati (somma degli interessi

che sono fino ad ora maturati, quindi 300 euro) se si è in ritardo nel pagarli non

producono ulteriori interessi, se non limitatamente a certe fattispecie. >>>>> per questo

per evitare una condotta di questo tipo il legislatore stabilisce che l’ imputazione deve

avvenire sempre a livello prima degli interessi e poi del capitale.

4) LEGITTIMAZIONE A PAGARE ED A RICEVERE

• Può un soggetto diverso dal debitore pagare in vece sua (non si sta parlando di un soggetto che paga come

delegato del debitore, ma si sta parlando di un terzo che autonomamente paga un debito altrui) ? SI, ai sensi

dell’ Art 1180: legittimato a pagare è di norma il debitore, ma può adempiere anche un terzo.

LIMITI a questa risposta affermativa:

-Se la prestazione è una prestazione personale del debitore originario, il creditore ha interesse che sia il

personalmente un’ artista di

debitore originario ad adempiere personalmente la prestazione (io ho incaricato 

farmi una scultura. Non è la stessa cosa se la scultura la fa lui o un suo incaricato) in questa fattispecie non

è possibile la regola dell’ Art 1180.

creditore può rifiutare la prestazione di un terzo, quando ne lui voglia l’ esecuzione da un terzo, ne il debitore

-il

originario voglia che qualcuno paghi al posto suo.

-se solo il creditore non vuole ricevere il pagamento di una somma di denaro da un terzo, esso non può rifiutare

di ricevere la somma di denaro da un terzo. 24

in sostanza o sia debitore che creditore sono d’ accordo su non fare intervenire un terzo nei propri



rapporti, altrimenti l’ adempimento del terzo è sempre possibile.

• Legittimato a ricevere è il creditore o chi da lui indicato (se lascio una somma di denaro a un terzo soggetto

non indicato dal creditore, l’ obbligazione risulta non estinta quindi il vero creditore potrà chiedere un secondo

pagamento al debitore stesso. Il debitore a sua volta potrà richiedere la restituzione al terzo soggetto non

indicato dal creditore a cui era stata lasciata la somma).

sensi dell’ art 1888

-Ai il pagamento è liberatorio se è fatto: 1)al vero creditore; 2)al suo rappresentante che

ha una profuga di incassare; 3)ad un soggetto che sia stato indicato dal creditore a ricevere il pagamento.

un’ ECCEZIONE nel caso di PAGAMENTO al CREDITORE APPARENTE (Art in quest’ ipotesi io in

-c’è 1889):

buona fede pago ad un soggetto che credo essere autorizzato a ricevere il pagamento. La buona fede non

basta, serve un altro elemento ovvero che la buona fede sia oggettivamente giustificata dai fatti, cioè serve che

quel soggetto a cui ho pagato in base a circostanze univoche possa apparire davvero il vero creditore. (es: io

pago l’ affitto di un bilocale ad un soggetto A, ma spesso mi è capitato di pagare l’ affitto alla fidanzata del

è vero che non c’è stata mai un’

soggetto A. Passano i mesi e la fidanzata scappa con i soldi.>> da un lato

indicazione di pagamento, dall’ altro lato il fatto che il soggetto A mi abbia sempre detto che andava tutto bene

rispetto ai pagamenti effettuati alla fidanzata finisce per farmi considerare, in base a circostanze univoche,

quella fidanzata la vera creditrice o legittimata a ricevere la prestazione in vece di rappresentante).

la legge prevede che il pagamento possa risultare egualmente liberatorio, ma il creditore subentra nel diritto

alla restituzione.

I SOGGETTI DELL’ ADEMPIMENTO: LA LORO CAPACITA’.

5) Se fossero incapaci già nel momento della

che è fonte dell’ obbligazione, non ci sarebbe obbligazione perché il contratto

stipulazione del contratto,

sarebbe annullabile (non nullo, nel caso di incapacità di intendere e di volere).

• Capacità del creditore: Il soggetto creditore diventa incapace, ma la legge tenta qualche cautela per

nell’

questa ipotesi. Il debitore deve accertarsi che il pagamento vada a buon fine e il si farà assistere

adempimento da un congiunto del creditore che sia legittimato. Se viene effettuato un pagamento ad

un creditore che è diventato incapace e quindi il pagamento non va a buon fine, il pagamento non è

liberatorio.

• Capacità del debitore: l’ incapacità del debitore non è rilevante, il pagamento non può essere

impugnato dai parenti in quanto non c’è un problema di capacità di circostanza; (l’

valutazione della

esecuzione non è una scelta che fa sorgere obblighi, ma è un mero atto materiale e quindi la capacità

di valutazione non ha un grande spazio).

INADEMPIMENTO

è la mancata esecuzione e tante sono le fattispecie di adempimento che si presentano.

“Chiunque non esegue esattamente la prestazione oggetto dell’ obbligazione (basta un’ inesattezza a dire

-Art 1218:

che non c’è adempimento), ( Fonte dell’ obbligazione al risarcimento è l’

è tenuto al risarcimento del danno

inadempimento al contratto)” .(articolo da sapere a memoria).

“salvo che egli non provi che la prestazione è ritenuta impossibile

CASO DI ECCEZIONE : continuazione Art 1218: per

una causa a lui non imputabile”.

Sulla base di questo articolo si possono evidenziare quattro elementi:

1) l’ inadempimento è anche l’ inesatto adempimento;

2) l’ inadempimento determina l’ obbligo di risarcire il danno;

3) no risarcimento del danno se la prestazione è impossibile;

4) questa impossibilità non deve essere imputabile al debitore.

Per capire l’ estensione della responsabilità del debitore è necessario capire quando si può dire che c’è un’ impossibilità

della prestazione perché:

se io limito l’ impossibilità solo ai casi strettamente eccezionali (es: il bene è distrutto a causa di un

-TESI RIGOROSA:

terremoto…) allora vorrà dire che la responsabilità dell’ adempimento e del risarcimento saranno molto frequenti, in

sostanza nella gran parte dei casi alla mancata esecuzione della prestazione conseguirà l’ obbligo al risarcimento.

INTERPRETAZIONE 1 FAVOREVOLE AL CREDITORE, imputa in via automatica e oggettiva al debitore che esegue la

prestazione.

PIU’ LIBERALE: non limito l’ impossibilità (es: la prestazione risulta impossibile anche quando il debitore

-TESI se invece

riesce a provare di essere stato diligente, ma di non avercela fatta…), la responsabilità quindi si restringe. 25

INTERPRETAZIONE 2 FAVOREVOLE AL DEBITORE, imputa la responsabilità al debitore in via soggettiva, cioè il

debitore è responsabile solo se è in colpa, se non è stato diligente, se palesemente la prestazione non è stata eseguita

per una sua colpa.

sostengano che debba prevalere l’ interpretazione 1, perché la norma letteralmente parla di impossibilità

 -alcuni

della prestazione e l’ impossibilità è qualcosa di oggettivo, di materiale >>>> se si adotta questa tesi di impossibilità

oggettiva ed assoluta i casi in cui si esclude il risarcimento saranno pochi (incendio che distrugge il bene, c’è un

può consegnare il bene…);

embargo internazionale e quindi nessuno

sostengono l’ interpretazione 2 sulla base dell’ Art 1776 sulla diligenza dell’ adempimento che dice “nell’ adempiere

-altri

l’ obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia (=espressione che sta ad indicare la

diligenza degna di una brava persona)”. Quindi è vero che c’è l’ impossibilità dell’ Art 1218, ma nel sistema del diritto alle

>>>>> la responsabilità c’è quindi in caso di colpa.

obbligazioni è premiata la diligenza

ART 1218: RESPONSABILITA’ OGGETTIVA: il debitore è liberato solo se la prestazione diviene impossibile per causa a

lui non imputabile. E l’impossibilità è talora intesa come oggettiva ed assoluta, coincidente con il caso fortuito.

ART 1176: RESPONSABILITA’ SOGGETTIVA: sottolinea la diligenza.

TESI INTERMEDIA: tra queste due posizioni ne è prevalsa una intermedia: da un lato la tesi del mero sforzo

diligente indebolisce troppo l’ effetto vincolante dell’ obbligazione ed è in contrasto con l’ art 1218 che parla di

impossibilità; dall’ altro lato limitare il tutto all’ impossibilità oggettiva ed assoluta è un po’ troppo rigoroso. Prevale invece

l’ idea che l’ impossibilità deve essere oggettiva, ma non necessariamente assoluta. Cioè ci sono delle difficoltà

oggettive che sono rilevanti e la cui rilevanza deve essere valutata in relazione al tipo di obbligo assunto con

(es: se l’ impossibilità può essere superata utilizzando dei mezzi di trasporto eccezionali e straordinari è

quel contratto.

vero che l’ impossibilità non è assoluta, ma se io in quel contratto mi sono obbligato esclusivamente ad un piccolo

trasporto via camion tramite il traforo del monte bianco e il traforo è chiuso, l’ impossibilità è superabile, ma è superabile

con due giorni di trasporto tramite il valico; ecco perché l’ impossibilità è oggettiva e relativa. È oggettiva per la chiusura

oggettiva del traforo, ma deve essere valutata sempre in relazione al tipo di impegno che io ho assunto con quel singolo

contratto. >> in questo caso sono giustificato, vi è impossibilità in relazione al tipo di impegno negoziale assunto con la

stipulazione del contratto).

PROBLEMA: basta la diligenza o serve il risultato??

si è inadempienti a meno che non si trovi un’ impossibilità assoluta o

Normalmente se non si raggiunge il risultato

relativa. Ci sono però dei tipi di obbligazioni in cui non raggiungere il risultato ambito non centra nulla con l’

inadempimento perché ci sono dei tipi di prestazioni in cui il risultato in cui il cliente creditore ambisce non rientra negli

obblighi della controparte. Esempi:

dirige dall’ avvocato per essere difeso per diffamazione. Se il soggetto A ha tenuto delle condotte

-soggetto A si

diffamanti, è quindi realmente colpevole e non viene assolto, non si può dire che l’ avvocato sia stato inadempiente. Il

risultato in questo caso non è l’ impegno dell’ obbligazione, ma eseguire correttamente la propria assistenza legale.

A va dal medico per un intervento di trapianto di cuore. L’ intervento di trapianto è tecnicamente perfetto, ma si

-soggetto

configura con la morte del paziente. I parenti del paziente chiedono i danni, ma il medico si difende dicendo che il

risultato di un paziente che dopo il trapianto vive perfettamente non è l’ obbligazione del medico. L’ obbligazione del

medico consiste infatti nel fornire le cure adeguate, non nella guarigione sicura del paziente.

A chiama l’ idraulico per risolvere un blocco delle tubature, ma le tubature rimangono bloccate. In questo caso

-soggetto

invece l’ obbligazione dell’ idraulico stabilita con contratto è lo sblocco delle tubature.

il risultato è compreso nell’ impegno negoziale assunto

a seconda del tipo di obbligazione alle volte a monte dal

debitore, alle volte il risultato non è compreso.

(l’ assenza del risultato finale obbligazioni di risultato

Obbligazioni di mezzi

non comporta inadempimento).

PROFILI DELL’ INADEMPIMENTO: l’ inadempimento può essere:

assoluta mancanza della prestazione;

1. L’ Non hanno gli stessi effetti risarcitori. Il danno e

il risarcimento del danno varieranno perché a

L’

2. inesattezza qualitativa della prestazione; seconda di queste diverse tipologie di

inadempimento diversi saranno i pregiudizi che

3. Il ritardo. ne conseguono. 26

Esempi:

3) soggetto A è in ritardo di due mesi nella consegna di un macchinario che produce bottiglie. Il danno consiste nel fatto

che la ditta che produceva bottiglie, non può utilizzare il nuovo macchinario che produceva 2000 bottiglie al giorno, ma

deve continuare ad usare il vecchio che ne produce 500. Il danno consiste nell’ utilità marginale nella vendita della

singola bottiglia. (ipotesi di ritardo)

1) se proprio invece la prestazione del macchinario non è eseguita il danno consiste nel fatto che il contratto viene sciolto

per inadempimento e viene chiesto il risarcimento dei danni. I danni risarcibili sono : a)la perdita del mancato guadagno;

b)il maggior costo del nuovo macchinario. (ipotesi di inadempimento assoluto e totale).

2) il risarcimento del danno per inesattezza qualitativa della prestazione varia in modo assoluto a seconda del tipo di

inesattezza. Se l’ inesattezza è minima e quindi il macchinario invece delle 2500 bottiglie promesse al giorno, ne produce

può essere quantificato in quella differenza; se invece l’ inesattezza qualitativa è cosi grave per cui il

2000, il danno

difetto del macchinario determina dopo una settimana la sua esplosione nell’ impianto produttivo e l’ esplosione

determina l’ incendio del capannone in questo caso l’ inesattezza qualitativa porta ad un danno maggiore e ad un totale

inadempimento.

dagli esempi si capisce che il danno è relativo al tipo di giudizio verificatosi nella fattispecie.

EFFETTI DELL’ ADEMPIMENTO: Teoricamente io posso anche insistere per l’

risarcimento del danno cagionato.

esecuzione della prestazione (esecuzione coattiva). Si riesce agevolmente ad ottenere la prestazione in via coattiva

quando il debito è di una somma di denaro perché si espropiano i beni, invece quando si tratta di consegnare una cosa

gli strumenti per l’ esecuzione coattiva risultano essere molto difficili da prendere in considerazione.

RITARDO e la MORA DEL DEBITORE : Il ritardo è ragione di risarcimento del danno, MA gli articoli 1219 e seguenti

disciplinano un istituto denominato MORA DEL DEBITORE, (mora significa ritardo). Dice sostanzialmente che sembra

(=normale, scatta nel momento in cui scade l’ obbligazione) e ritardo

legittimabile la distinzione tra ritardo semplice

qualificato come mora. Se il debitore in ritardo viene messo in mora attraverso una lettera raccomandata per iscritto in

cui si intima il pagamento da questo momento il debitore non sono è in ritardo perché è scaduto il termine, ma cade

anche in mora con degli effetti che sono ulteriori rispetto al ritardo.

 questa doppia disciplina perché si ritiene che un conto è far scadere il termine per eseguire la prestazione, ben più

grave è l’ ipotesi in cui il debitore continua a non adempiere nonostante sia stato intimato ad adempiere.

è cosi netta, come in teoria dovrebbe essere, ma l’ idea

>>>In realtà questa distinzione tra ritardo semplice e mora non

generale è che con l’ intimazione scattano degli effetti pregiudizievoli ulteriori per il debitore. Tuttavia non è cosi netta

perché ci sono delle ipotesi in cui la mora è automatica (cioè senza lettera, quindi la mora scatterà con il semplice

ritardo). Fattispecie di mora automatica individuate all’ Art 1219:

( un soggetto A lancia addosso ad un soggetto B o gli riga l’

1) il debito che sorge da fatto illecito extracontrattuale;

autovettura; il disvalore della condotta determina che la mora sia automatica, cioè quando vengo condannato a risarcire

il danno mi considero come se fossi debitore in mora dal quando se vengo condannato dopo quattro anni? Dal giorno in

cui ho sgarrato rispetto alla condotta);

2) dichiarazione scritta di non adempiere: il debitore comunica anticipatamente al creditore che non ha intenzione di

Il senso della mora è io faccio scattare l’ effetto pregiudizievole dopo l’ intimazione in modo da essere sicuro che

pagare. davvero non vuole pagare, ma se il debitore sa già che non pagherà non ha senso aspettare l’

la mia controparte

intimazione e quindi la mora è automatica;

3) alla scadenza se debiti portables (ipotesi più importante): ci induce a dire come spessissimo la mora sia automatica e

che quindi paradossalmente sia più eccezionale il sistema della mora per intimazione (tramite lettera) rispetto alla mora

automatica. Quest’ ipotesi si ha quando il debitore deve eseguire la prestazione al domicilio del creditore. In concreto è il

debitore a dover attivarsi verso il creditore e non viceversa. Le obbligazioni che devono essere eseguite al domicilio del

creditore alla scadenza sono dette obbligazioni pecuniarie. siccome la maggior parte delle obbligazioni sono

pecuniarie in realtà il sistema della mora è diffusissimo.

EFFETTI DELLA MORA (che scatta già con il ritardo), qui in realtà c’è un sistema agevolato di risarcimento del

1) il risarcimento del danno

danno a mora che fa anche capire perché la mora sia automatica per le obbligazioni pecuniarie. Infatti uno degli effetti

la

fondamentali della mora è quello di calcolare il risarcimento in via forfettaria e preduttiva sulla base degli interessi

mora fa scattare un debito da interessi moratori. Questa regola ha senso solo per obbligazioni pecuniarie che prevedono

mora automatica, quindi l’ effetto degli interessi;

2) effetto della mora sul rischio o passaggio del rischio o perpetuatio obligationis : effetto che vale solo per la

mora e che ha come oggetto le obbligazioni di dare e consegnare una cosa, in cui la distinzione tra ritardo semplice e

ritardo mora c’è perché non sono pecuniarie. (=Questo secondo effetto connota molto il ritardo mora rispetto al ritardo

semplice visto che non sono obbligazioni pecuniarie). 27

Riguarda il discorso dell’ impossibilità, della giustificazione dell’ adempimento in quanto impossibile. Pensiamo all’ ipotesi

in cui io debba consegnare un mobile, ma non riesco a consegnarlo a causa di un terremoto che lo distrugge.

Normalmente non sarei tenuto al risarcimento del danno, ma se per caso quel mobile lo dovevo consegnare due mesi

prima qui incide la mora, perché? Se lo dovevo consegnare due mesi prima e nessuno mi ha detto nulla, continua ad

se invece dopo un mese di ritardo mi è arrivata un’ intimazione che mi mette in mora e io non ho lo

essere liberale,

stesso soddisfatto l’ interesse del creditore la distruzione del capannone, anche se deriva dal terremoto, non mi giustifica

più. >>Il rischio dell’ impossibilità sopravvenuta non imputabile che normalmente grava sul creditore e non sul debitore,

questa volta grava sul debitore (N.B. nel caso in cui il debitore sia in mora non è giustificato per impossibilità della

prestazione anche per causa a lui non imputabile).

[il creditore non rende possibile l’ adempimento]. Non c’è un obbligo nel

MORA DEL CREDITORE.

creditore, ma nel rapporto obbligatorio il creditore non può aggravare con la propria condotta la posizione del debitore.

fare questo c’è

attraverso questo istituto i costi e gli aggravi per il debitore possono essere caricati sul creditore, ma per

bisogno che il creditore sia messo in mora.

Ciò è possibile solo in seguito ad un’ offerta formale: si vuole che l’ offerta della prestazione sia effettuata con una

verifica dell’ offerta stessa da parte dell’ ufficiale giudiziario, che controlla che effettivamente il debitore stia offrendo un

debito. Es.:

formale reale: quando un debitore deve portare dei beni al creditore, l’ ufficiale giudiziario con l’ offerta formale

-offerta

accompagnerà il debitore ad offrire il bene al creditore. Ovviamente per beni mobili.

caso di beni immobili l’ offerta formale sarà di intimazione, sempre però con la supervisione dell’ ufficiale giudiziario

-Nel

che si assicura che il bene ci sia e che venga offerto.

se c’è quest’ offerta, reale o per imputazione, certificata da un ufficiale giudiziario e questa viene rifiutata

 scatta la

mora del creditore.

EFFETTI DELLA MORA: (Torrente pag. 437)

1) il rischio dell’ impossibilità passa al creditore;

2) il debitore non deve più gli interessi, ne i frutti della cosa che non siano stati dallo stesso effettivamente percepiti; e

può di contro pretendere il risarcimento del danno che il comportamento del creditore gli abbia procurato, oltre il rimborso

per delle eventuali spese sostenute per la custodia e la conservazione della cosa dovuta.

3) la mora è uno stato transitorio. Se il creditore continua a rifiutare la prestazione, arriva un momento in cui il debitore

vuole uscire da questo rapporto con questo creditore in modo da dover anche cessare le spese di deposito del bene.

>>Il debitore può sciogliersi dal vincolo chiedendo una sentenza che lo autorizzi al deposito presso un terzo delle cose

dovute e quando ciò viene autorizzato il debitore sarà completamente liberato. La giustizia si farà carico delle spese di

deposito che chiederà al creditore.

[Debitore può arrivare a liberarsi della prestazione con deposito delle cose dovute (dichiarato valido dal giudice ed a

spese del creditore].

IL QUANTUM DEL RISARCIMENTO (Art. 1223, 1225, 1227 c.c.)

articolo 1223

-L’ ci dice:

1) che i danni risarcibili appartengono a due grandi categorie: il danno emergente (danno che in via immediata

consegue a me all’ inadempimento in via diretta. Es: tutte le spese che ho dovuto sostenere per il contratto, il surplus

l’ ennesimo bene di quello che mi doveva essere consegnato);

che devo andare a pagare per ottenere il danno per

mancato guadagno (da quel bene avrei potuto ricavare una certa utilità o perché è un bene produttivo o perché avrei

potuto rivenderlo sul mercato a prezzi buoni).

tratta il tipo di conseguenze dannose che possono essere collegate all’ inadempimento:

2) (questo articolo nasce dal

codice civile francese e nasce da un esempio di un giurista francese del 700 sul caso della vendita della vacca malata in

che contagia tutte le vacche dell’ allevamento e si estende all’ allevamento dei suini determinando una perdita totale dell’

impresa. Si altera il sistema di quei prati che non sono più produttivi determinando il fallimento totale dell’ impresa e il

suicidio dell’ agricoltore >>> il senso dell’ esempio è che da un inadempimento se si adotta solo una regola causalistica

si arriva all’ infinito a provare un qualche accadimento che in qualche modo può trovare causa nell’ originale

all’ inadempimento del venditore della vacca

inadempimento, quindi tutta questa sequenza causale non posso imputarla

l‘ articolo 1223, i danni

malata). Ecco perché emergenti sono risarcibili solo se sono conseguenze immediate e dirette

dell’ (=cioè conseguenze che sono normali effetti dell’ inadempimento).

inadempimento

non si deve applicare la teoria causalistica della conditio sine qua non, ma la teoria della causalità adeguata. 28

altri limiti alla risarcibilità delle conseguenze dell’inadempimento:

Poi ci sono

-Art. 1225: prevedibilità del danno: è risarcibile solo il danno prevedibile nel settore contrattuale. (Es: soggetto A

trasporta delle merci che gli viene detto essere metalli, bicchieri di plastica rigida. Il soggetto A affida il trasporto ad un

soggetto B che non porta a termine il trasporto a causa di un incidente stradale. Il punto è che si chiede un risarcimento

del danno in quanto in realtà negli imballaggi non vi erano bicchieri di plastica, ma bicchieri di pregiato cristallo e che

quindi il valore del carico ammontava a 270000 euro. >> Secondo l’ Art 1225, fuori dall’ ipotesi di inadempimento doloso

(=quando un soggetto decide che per fare un altro affare molla il carico A per un altro carico molto più redditizio, quindi

quando consapevolmente decido di non adempiere alla prestazione), il debitore è tenuto a risarcire i danni prevedibili al

momento dell’ assunzione dell’ obbligo (quindi nel nostro esempio l’ impegno negoziale è quello dei bicchieri di plastica).

adempimento contrattuale, non vale per

 questa regola vale solo per il danno all’ il danno extra-contrattuale.

-Art 1227: riduzione del risarcimento del danno per concorso di colpa del creditore: soggetto A è inadempiente e

deve risarcire il danno, ma si possono verificare due ipotesi in cui il danno può essere ridotto (sono due ipotesi in cui il

creditore che doveva ricevere una cosa, compie un atto che lo rende imputabile di una parte di danno):

nell’

1) prima ipotesi: il creditore concorre inadempimento. Soggetto A ordina un macchinario, che risulta non essere del

tutto funzionante un po’ perché il costruttore ha fatto qualcosa di non corretto e un po’ perché il creditore per quanto

riguarda l’ inserimento del macchinario nel contesto produttivo ha dato delle informazioni non molto corretto. >>> in

questo caso la prestazione risarcitoria si riduce in relazione al peso della negligenza del creditore sul complesso

generale.

2) seconda ipotesi. Soggetto A riceve un macchinario, che risulta non funzionante per colpa solo del costruttore del

inadempimento è interamente imputabile al debitore.

macchinario, questo significa che l’ Succede che il creditore cessa

il vecchio macchinario funzionante. È successo che l’ inadempimento è

la produzione nonostante avesse ancora

interamente imputabile al debitore e tuttavia la condotta del creditore aggrava ingiustificatamente le conseguenze

dell’ adempimento. >>> questa regola impone quello che gli anglosassoni chiamano duty of mitigations del

dannose quest’ ipotesi tutta la quota non mitigata viene sottratta al risarcimento.

pregiudizio in capo al debitore. In

individuazione del duty of mitigations è variabile e nel mondo anglosassone è molto applicato, in Italia invece

-N.B: l’

sussiste solo quando gli obblighi di mitigare siano straordinari ed eccezionali (se ho un macchinario che poteva

funzionare e non lo uso ovviamente sono caricato, ma non è che se la controparte è inadempiente per mitigare il danno

obbligazione del duty of mitigations, della

l’

sono costretto con urgenza a cercare un macchinario funzionante)quindi

riduzione quindi del danno vale solo quando vi è una possibilità che mi consenta senza uno sforzo eccezionale di

attribuire alla mitigazione del pregiudizio.

CLAUSOLE DI ESONERO DA RESPONSABILITA’

-Stipulo un contratto in risposta del quale io mi impegno a realizzare delle opere di engineering. Il problema è che io in

questi contratti mi impegno a fare qualcosa, ma capita che vi sia una clausola che dice che per eventuali inconvenienti, o

inadempimenti, o difettose esecuzioni di queste prestazioni di engineering la responsabilità è esclusa;

-richiesta di un software complesso, ma so che esso può essere realizzato come so che possono insorgere delle

difficoltà operative per cui si potrebbe non raggiungere il risultato prestabilito; in questo caso attraverso una clausola di

esonero qualora non si arrivi ai risultati prospettati io sono esente da responsabilità;

da un lato sembra strano che, preso un impegno, ci si fa esonerare da responsabilità se non si riesce ad rispettarlo,

dall’ altra parte in una logica di razionalità economica clausole di questo tipo sono giustificate, ma naturalmente deve

essere accordata dalla controparte.

Art. 1229 c.c.: diche che queste clausole sono ammesse, ma se l’ inadempimento che genera il danno è doloso o

gravemente colposo la clausola di esonero non è valida (non è operativa). 29

Modi di estinzione dell’obbligo diversi dall’adempimento

LEZIONE 12:

L’ adempimento estingue l’ obbligazione, ma ci sono altre modalità che possono consentire l’ estinzione dell’

obbligazione.

Soddisfano l’ interesse del creditore Non soddisfano l’ interesse del creditore (non satisfattori):

(satisfattori): compensazione e confusione remissione, impossibilità sopravvenuta, novazione.

IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA (art. 1256)

l’ Art. 1218 c.c. si dice che se c’è un’ impossibilità sopravvenuta della prestazione io non sono ritenuto ad eseguirla e

-già

non devo nemmeno risarcire il danno, però l’ impossibilità sopravvenuta non deve essere imputabile a me.

normalmente c’è un’ estinzione solo parziale, ma nel valutare gli effetti di un’

-nel caso di impossibilità parziale

impossibilità parziale è necessario tener conto degli interessi creditori;

-nel caso di impossibilità temporanea: es. embargo petrolifero.

Il debitore non è responsabile del ritardo, fino a quando per esempio l’ embargo viene meno ed uno deve adempiere. Ma

se la prestazione ridiviene possibile quando il creditore non e ha più interesse, l’ obbligazione si estingue ( deve tener

conto dell’ interesse creditorio). Così come anche nel caso in cui il debitore non può più ritenersi obbligato per via del

decorso del tempo

NOVAZIONE

l’ accordo di novazione ha ad oggetto la cancellazione dell’ obbligazione

tra le parti originaria e la sua sostituzione con

una nuova obbligazione. ( es: prima dovevo costruire una piscina, ora costruisco una casa).

-è un negozio estintivo- costitutivo: perché nello stesso momento estingue il passato e costituisce una nuova

obbligazione;

-devono sussistere un elemento oggettivo (la modificazione deve essere vera, reale) e uno soggettivo (animus novandi:

le parti devono avere chiaro che si sta attuando la novazione, in quanto se c’è novazione la prescrizione viene calcolata

dal giorno della novazione e non dal giorno del primo contratto).

DATIO IN SOLUTUM

in solutum è l’ espressione latina che indica all’ Art. 1997 c.c. “prestazione in luogo dell’ adempimento” N.B.

-datio non

è il luogo dell’ adempimento, ma si tratta della prestazione AL POSTO dell’ adempimento originario;

-accordo tra debitore e creditore in forza del quale il primo si libera con una prestazione diversa da quella originaria, ma

qui l’obbligo originario non si estingue con l’accordo, ma si estingue adempiendo l’obbligo diverso.;

questo caso l’ accordo non cancella l’ obbligazione originaria, ma viene accettato l’ adempimento della prestazione

-In negozio che resta nell’ ambito dell’ obbligazione originaria

originaria con un bene simile e quindi la prescrizione viene

calcolata dal giorno originario.

REMISSIONE DEL DEBITO

-significa CONDONARE IL DEBITO;

-è un negozio gratuito che il creditore rivolge al debitore (=contratto gratuito: contratto nel quale una parte ottiene un

vantaggio senza affrontare alcun sacrificio patrimoniale, che è sopportato unicamente dall'altra parte).

-si presuppone che il beneficiato accetti, quindi si presume che la remissione sia operativa a prescindere da una sua

formale accettazione. Gli effetti istintivi sono impegnati a prescindere da un’ accettazione formale;

vero che non serve un’ accettazione formale, ma è sempre data la possibilità al beneficiato di rifiutare l’ effetto

favorevole (il contratto).

CONFUSIONE

debitore e creditore diventano la stessa persona.

Es: debitore diviene erede del creditore, o viceversa. soggetto A da in prestito ad un soggetto B 20000 euro, il soggetto

A muore e dichiara B erede universale. Ovviamente il credito di 20000 euro viene meno. 30

COMPENSAZIONE: Quando tra due soggetti vi sono debiti reciproci ed omogenei, questi si possono estinguere per le

quantità corrispondenti.

1)COMPENSAZIONE LEGALE (significa compensazione automatica): devono sussistere quattro requisiti:

• Ci devono essere due crediti reciproci che devono essere:

• Omogenei: devono essere crediti di beni fungibili (=quando un bene è sostituibile con altri beni appartenenti allo

stesso genere. Es: mele con mele, mobile ikea con mobile ikea…) e dello stesso genere; oggi la

compensazione nella maggior parte dei casi è di denaro;

• corrispondenza dell’

Liquidi: ovvero determinati nel loro ammontare, cioè devo sapere precisamente qual è la

uno e dell’ altro.

• Esigibili: deve essere scaduta la rata del pagamento.

2)COMPENSAZIONE GIUDIZIALE: si ha quando i crediti sono reciproci, omogenei, esigibili, ma non ancora liquidi. Si ha

un credito liquido ed esigibile, e l’ altra parte opponga in compensazione un

quando, nel corso di un giudizio, sia invocato il giudice può dichiarare l’ estinzione dei due

controcredito omogeneo ed anche esso esigibile, ma non ancora liquido:

debiti fino alla quantità corrispondente, a condizione che il credito opposto in compensazione sia di facile e pronta

liquidazione.

3)COMPENSAZIONE VOLONTARIA: è un atto di volontà delle parti (atto di autonomia contrattuale), è necessaria solo la

reciprocità. LEZIONE 13: modificazione dei soggetti dell’ obbligazione

Significa capire se l’ obbligazione è AMBULATORIA o meno: l’ obbligazione prima di estinguersi può vedere modificati i

soggetti della stessa. Può quindi cambiare o il creditore o il debitore dell’ obbligazione.

1)CREDITORE. Modifiche dal lato attivo: la cessione del credito e la surrogazione.

a) LA CESSIONE DEL CREDITO si ha quando il soggetto creditore (=creditore cedente) cede il proprio credito che

aveva nei confronti del proprio debitore (=il ceduto) ad un terzo soggetto che è il nuovo creditore (=cessionario).

cedente

ceduto cessionario

-svariate possono essere le ragioni, la causa, di una tale cessione:

• Cessione solutionis causa o cessione per causa di pagamento: soggetto A aveva un debito verso il cessionario

e quindi lo paga attraverso la cessione del credito, solo dopo approvazione della controparte.

• Cessione in garanzia: ottengo un mutuo e per garantire la banca, essa si rende cessionaria di un credito che io

ho e che scadrà in un numero stabilito di anni.

-il ceduto non deve dare autorizzazione per il trasferimento del credito (il ceduto non partecipa), quindi il contratto di

trasferimento si conclude solo tra cedente e cessionario, ma il ceduto deve essere informato.

-Altrimenti se il ceduto paga al creditore originario (che non è più creditore) sarà egualmente liberato, come nel caso di

pagamento al creditore apparente. Qui non essendoci stata notificazione le circostanze sono talmente univoche che la

nonostante l’ assenza di

sua buona fede è addirittura presunta . Sarà se mai il nuovo creditore a dovere provare che,

il debitore sapeva dell’avvenuta cessione

notifica, e quindi ha operato in malafede.

c’è notifica o se la cessione è

se stata preventivamente accettata dal debitore allora il debitore ceduto si libererà solo

ed esclusivamente pagando al nuovo creditore cessionario;

non c’è notifica e non c’è l’ accettazione egli si potrà liberare pagando al primo debitore salvo che il nuovo

se

cessionario provi che il pagamento è avvenuto in malafede.

DIVIETI DI CESSIONE: si tratta di crediti incedibili per legge o perché le parti si sono accordate:

1)non sono cedibili i crediti strettamente personali; 31

2)non sono cedibili i crediti di determinate categorie (es: per crediti litigiosi in favore di chi è coinvolto nella lite (giudici,

avvocati, cancellieri. Se sono avvocato di un soggetto non posso rendermi destinatario della cessione di un credito che

interessa la causa che sto seguendo);

3) nel caso di patto tra le parti, ma deve essere scritto nel contratto e accettato dalle parti. Se però il creditore cede lo

stesso il suo credito ad un terzo? Se il terzo non lo sa la cessione è efficace e il creditore dovrà pagare i danni per il

divieto di cessione; se invece il terzo sapeva allora la cessione è nulla, è come se non ci fosse stata e quindi io posso

andare avanti a pagare al mio creditore originario.

GARANZIE DEL CEDENTE (tra cedente e cessionario)

Se la cessione è a titolo oneroso, il cedente garantisce al Se la cessione è a titolo gratuito, il cedente garantisce che il

cessionario l’ esistenza del credito al momento della cessione credito esista, ed anche la solvenza del ceduto (bonitas nominis),

(veritas nominis), così se il credito ceduto non esisteva (ad esempio se pattuito. Quindi se il debitore non paga, il creditore cedente

perché era stato ceduto o prescritto), ovvero non era nella titolarità deve provvedere lui (nei limiti di quanto ricevuto per la cessione).

del cedente, questi dovrà restituire quanto ricevuto dal cessionario, Cessione pro solvendo: quando la cessione è stata effettuata

oltre che risarcirgli il danno. Non garantisce invece la solvenza del per estinguere un debito del cedente verso il cessionario, si

debitore (bonitas nominis) cioè la realizzabilità del credito. presume che la cessione avvenga pro solvendo, ossia che la

cessione pro soluto: quando il cessionario libera il cedente liberazione del cedente si verifichi solo quando il cessionario

dall’obbligo che quest’ ultimo aveva nei suoi confronti, accollandosi abbia ottenuto il pagamento dal debitore ceduto. (torrente)

per tanto l’ intero rischio della solvenza del debitore ceduto si parla

di cessione pro soluto. (torrente)

Pro soluto: Quando il cedente non deve rispondere dell'eventuale inadempienza (solvibilità) del debitore. Garantisce

solamente dell'esistenza del credito.

Pro solvendo: Quando invece il cedente risponde dell'eventuale inadempienza del debitore.

b) LA SURROGAZIONE DI PAGAMENTO. il pagamento non è in questi casi un normale pagamento eseguito dal

debitore, infatti in questa fattispecie il pagamento è eseguito o da un soggetto terzo (adempimento di un terzo) o con i

soldi di un terzo. può succedere che il terzo nel pagare o nel dare i soldi per pagare chieda di surrogarsi nel diritto di

credito che sta pagando. Abbiamo diverse ipotesi per quanto riguarda questa fattispecie:

I. Surrogazione per volontà del creditore (in caso di adempimento da parte di un soggetto terzo, ovvero un terzo

materialmente paga);

II. Surrogazione per volontà del debitore (il debitore paga prendendo i soldi da un terzo);

Casi ex lege (es: surrogazione dell’ assicuratore).

III.

2)CAMBIA IL DEBITORE. La successione nel debito: la delegazione, espromissione, accollo.

cedere il mio debito ad un terzo in via

-caso più problematico rispetto al cambio del creditore perché non posso

autonoma senza sentire il creditore;

-

il debitore incarica un terzo soggetto di assumere o di pagare il suo debito al creditore. Perché un terzo decide di

caricarsi di un debito altrui? Delegante debitore originario

Rapporto valuta Rapporto di provvista

Rapporto finale

Delegatario creditore originario Delegato terzo incaricato

Il delegante debitore originario (soggetto debitore) che ha un debito nei riguardi del delegatario creditore originario

(soggetto creditore). Il debitore originario incarica un delegato terzo incaricato di assumersi il suo debito che ha nei

riguardi del creditore originario. affinché succeda tutto questo è necessario un soggetto delegante che fa la proposta,

un delegato che accetti e un delegatario a cui va bene questa situazione. -

Quali sono le ragioni che inducono il delegato terzo incaricato ad accettare il debito altrui? La ragione risiede nel

particolare RAPPORTO DI PROVVISTA che intercorre tra il debitore originario e il terzo delegato. 32

Provvista che il debitore originario ha presso il terzo delegato incaricato. Ragioni per cui il debitore ha una provvista

presso il terzo:

a. Io ho una provvista presso un terzo perché questo terzo incaricato è un mio debitore. Es: un terzo mi deve 200,

la delegazione funziona quindi anche come strumento di semplificazione degli scambi perché invece di far si

che il debitore originario paghi al creditore originario 200 e che il delegato incaricato paghi al debitore originario

200, succede che direttamente il pagamento di 200 dal terzo incaricato al creditore originario estingue con un

solo pagamento due rapporti obbligatori diversi;

b. Ci sono anche altre ragioni, ma nella maggior parte dei casi la ragione è quella di una provvista.

Questo è lo schema dell’ assetto bancario: noi incarichiamo la banca di pagare il nostro creditore. La banca accetta in

quanto in banca ci sono dei soldi e quindi la banca ci deve dei soldi. (si dice infatti che il conto ha provvista o è privo di

provvista a seconda che ci sono dei soldi depositati o meno: è lo stesso rapporto di provvista che c’è tra delegante e

delegato).

TIPOLOGIE DI DELEGAZIONE Delegazione promittendi (di assunzione di debito): fattispecie più

Delegazione di pagamento: il delegato paga al posto del complicata in quanto il delegato si obbliga nei riguardi del creditore (il

debitore originario. È una fattispecie più semplice di e si assume l’ obbligazione del debitore

delegato accetta la delegazione

delegazione e non è molto differente dall’ adempimento di un 

originario) il creditore alla scadenza potrà chiedere il pagamento al

terzo in cui però almeno all’ apparenza l’ iniziativa è delegato come se fosse il suo vero debitore in quanto si è assunto il

qui invece c’è la delega. 

spontanea, il creditore non può debito.

considerare il delegato come debitore in quanto egli ha solo

pagato, ma non si è obbligato nei confronti del creditore. -con la delegazione di debito il delegato entra nel rapporto obbligatorio.

Delegazione cumulativa: dopo la delegazione il creditore Delegazione liberatoria: dopo la delegazione il creditore può

può chiedere il pagamento sia al debitore originario sia al chiedere il pagamento solo al debitore terzo e quindi quando

delegato terzo. debitore originario si è liberato.

-la liberazione viene decisa dal creditore.

C’è una norma che dice che è vero che il creditore può unica

chiedere ad entrambi, però deve seguire un ordine: situazione di vero scambio di posizioni debitorie, in cui la

1) prima il delegato terzo perché da ultimo si è assunto il liberazione del debitore originario deve essere autorizzata dal

debito attraverso la delegazione; creditore.

2) dopo al debitore originario, solo se non c’è il pagamento non c’è una clausola espressa di liberazione

-se la delegazione è

da parte del delegato. sempre cumulativa.

Caso 1) Il delegatario chiede il pagamento al delegato, ma succede che il delegato si accorge che in realtà il debito di cui

si è incaricato non c’è (es.: il contratto di cui il delegato si è incaricato è un contratto di acquisto di un bene e questo

bene è non funzionante e quindi il contratto è risolto per inadempimento) problema relativo al rapporto di provvista: il

delegato può dire al creditore di non poter più pagare perché in realtà c’è un problema relativo al rapporto di provvista?

NO, perché sono fatti interni.

2caso) Il delegato terzo che deve pagare si trova in un altro problema: il debitore principale in forza di quel contratto non

deve i soldi al creditore problema relativo al rapporto di valuta: il terzo può decidere di non pagarlo? NO, perché il

problema devono risolverlo il debitore originario e il creditore. è l’ eccezione. Si ha esclusivamente

Delegazione astratta: è irrilevante per la delegazione sia il Delegazione causale:

rapporto di provvista sia quello di valuta perché l’ idea è che il nell’ ipotesi in cui il delegato terzo accetta la delegazione, ma

creditore deve essere pagato (se ci sono problemi del caso 1 solo se si riserva la possibilità al terzo debitore delegato di

sarà il delegato incaricato a risolverli, nel caso 2 una volta opporre eccezioni fondate sul rapporto di provvista o sul

ricevuto il pagamento caso mai il delegante debitore potrà fare rapporto di valuta.

le sue osservazioni.

delegazione è normalmente astratta, ma c’è un’ eccezione.

la 33

b) ESPROMISSIONE Espromesso ( debitore originario)

Rapp. provvista

Rapp.valuta Rapp. finale

Espromissario Espromittente

(creditore) (terzo soggetto)

iniziativa della delegazione parte dal delegante debitore originario;

-l’ iniziativa dell’ espromissione viene da un accordo che direttamente viene stipulato

-l’ da un terzo espromittente e il

creditore originario espromissario. Il debitore originario è espromesso, è quindi tenuto fuori dal rapporto che è

direttamente concordato tra espromittente ed espromissario.

la differenza tra delegazione e espromissione sta quindi nell’ iniziativa del fenomeno di modificazione del rapporto

obbligatorio.

Nella delegazioneil debitore si attiva di incaricare un terzo delegato;

Nell’ espromissionel’ attività nasce proprio da un rapporto diretto tra espromittente e creditore. >> la posizione del

creditore è più attiva nell’ espromissione: il creditore subisce di meno la modificazione del rapporto obbligatorio dal lato

del debito rispetto al caso di delegazione.

Tipologie di espromissione: sarà sempre espromissione di assunzione di debito perché se fosse di pagamento sarebbe il

caso di adempimento di un terzo.

è cumulativa se non c’è

Espromissione cumulativa: Espromissione liberatoria: è necessario un espresso atto di liberazione da

una specificazione ulteriore. In questo caso il parte dell’ espromissario.

creditore espromissario potrà chiedere il pagamento

ad entrambi anche se dovrà incominciare dall’ -eccezione: se il terzo una volta che viene richiesto il pagamento, scopre

espromittente. problemi riguardo al rapporto di provvista o a quello di valuta (il terzo non

vuole pagare perché secondo lui il debitore originario non deve nulla al

creditore)

a differenza della delegazione in cui se non c’è un patto espresso non si

possono porre eccezioni, nell’ espromissione si ritiene che l’ espromittente

possa svolgere eccezioni relative al rapporto di valuta (rapporto di valuta è

Questo perché l’ espromittente si assume lo stesso

sempre opponibile).

identico debito dell’ espromesso e se questo debito non c’è, vuol dire che la

sua assunzione di debito non ha un fondamento e quindi egli può non pagare

il debito assunto se questo non c’è. [il creditore è meno protetto che nella

delegazione, a fronte delle eccezioni che l’ espromittente li rivolge in relazione

dell’ operazione ed è lui

al debito principale, perché il creditore è parte attiva

che magari si cerca un nuovo debitore a garanzia].

espromittente non può opporre le eccezioni relative al rapporto di

L’

provvista perché le ragioni che hanno indotto l’ espromittente ad assumersi il

debito altrui (ragioni interne) sono fatti che attendono alla sfera di espromesso

ed espromittente e non del creditore.

N.B. delegazione, espromissione ed appello sono tre modelli che arrivano allo stesso risultato, cioè la modificazione del

lato passivo del rapporto obbligatorio. Modificazione che può essere solo modificazione (=cumulativa) o vera e propria

sostituzione del debitore (=liberatoria). La differenza è il modo con cui si arriva a questo risultato finale:

-nella delegazione tutto parte da un incarico del debitore originario;

espromissione al contrario tutto nasce da un accordo che tiene fuori il debitore originario;

-nell’ 34

c) ACCOLLO

è un accordo che viene stipulato tra debitore originario siamo

-l’accollo accollato e terzo accollante. quindi vicini alla

delegazione, MA l’ accollo può addirittura rimanere interno alla sfera di accollante ed accollato.

l’ accollante si assume il peso del debito dell’ accollato senza però dichiarare al

Accollo interno: creditore di assumersi il

debito. Non c’è quindi un’ estensione all’ esterno del debito. alla fine l’ accollante giunto alla scadenza paga al

(se l’ accollante di sua iniziativa paga, siamo in una fattispecie simile all’ adempimento di un terzo) , ma se l’

creditore

accollo rimane interno il creditore non può chiedere i soldi all’ accollante.

il contenuto dell’ accollo può anche consistere nella fattispecie in cui l’ accollante da al debitore

Accollo esterno:

originario i soldi per pagare (c’è autonomia), ma qui potrebbe sembrare che non ci sia modificazione del rapporto

obbligatorio questo accollo però, inizialmente interno, può aprirsi successivamente (non necessariamente in via

immediata) all’ esterno al creditore: l’ accollante quindi si assume il debito e il creditore può aderire all’ accollo dicendo

se libera o meno il debitore originario.

PROBLEMA: Quando le parti comunicano al creditore se vuole aderire all’ accollo spesso gli vendono una condizione

per l’ adesione all’ accollo, ovvero la liberazione del debitore.

-se il creditore ritiene che il nuovo debitore accollante dia forti garanzie allora aderirà e libererà: se non aderisce può

succedere che accollato e accollante con il loro contratto di accollo interno possono decidere di risolverlo e scioglierlo

quel contratto e inoltre se non aderisce il creditore non avrà un diritto di credito immediatamente azionante nei riguardi

dell’ accollante può quindi essere un interesse del creditore ad entrare nell’ accollo;

ci

ritiene che il terzo accollante non gli dia nessun tipo di garanzia allora si tiene esterno all’ accollo

-se il creditore

mantenendo il suo debitore originario.

se il creditore aderisce ed entra nell’ accollo (ha l’ accollante come debitore originario) si pone l’ interrogativo se l’

accollante può eccepire rapporto di provvista e rapporto di valuta: soluzione opposta alla delegazione in quanto nell’

accollo è stato il creditore stesso a voler entrare nell’ affare si ritiene che l’ accollante, in quanto ha assunto

 il debito

dell’ accollato:

se il debito dell’ accollato non c’è, in

a) eccezione di rapporto di valuta può rifiutarsi di pagare;

b) inoltre siccome si ritiene che il contratto di accollo sia un contratto a favore di terzo (dove il terzo favorito dal rapporto

di accollo è il creditore), la disciplina del contratto a favore di terzo dice che chi si obbliga a favore di un terzo può

sempre eccepire i vizi di quel contratto da cui nasce l’ obbligo a favore del terzo e il contratto in questo caso è proprio il

accollo io posso svolgere

nell’

contratto di accollo che costituisce il rapporto di provvista e potrà quindi essere eccepito

eccezioni anche rispetto al rapporto di provvista e non solo rispetto al rapporto di valuta (soluzione opposta alla

delegazione), ciò nasce dall’ idea che quindi il rapporto di provvista è un contratto a favore di terzo (è il contratto di

accollo) e il diritto del terzo qui è subordinato al fatto che quel contratto, da cui il diritto del terzo nasce, sia un valido

contratto. Accollato- debitore Rapp. di provvista

Rapp. di valuta Rapp. finale Accollante

Accollatario-creditore 35

LEZIONE 14: TIPI PARTICOLARI DI OBBLIGAZIONI

Il quarto libro del codice civile delle obbligazioni contiene: obbligazioni, contratto in generale, contratti, responsabilità da

fatto illecito;

Gli articoli dal 1173 al 1276 trattano della disciplina generale delle obbligazioni: 1173 è il primo articolo del quarto

libro ed è una norma sulle fonti delle obbligazioni, MA vengono aggiunte alcune norme sulla disciplina generale delle

obbligazioni dal 1277 al 1320 che riguardano norme su obbligazioni speciali e si parla di alcuni tipi di obbligazioni;

articolo 1321 inizia la trattazione del contratto.

REGOLE SPECIALI:

1) OBBLIGAZIONI PECUNIARIE: sono obbligazioni di dare che hanno ad oggetto una somma di denaro.

Si pongono alcuni problemi perché la somma di denaro è un valore numerico di una certa unità monetaria astratta:

-un tempo: il debito di moneta era assimilabile al debito di dare una cosa concreta perché la moneta aveva un valore

intrinseco (a seconda del materiale: oro, bronzo…) e quindi c’era una logica di scambio sottesa;

con l’ evoluzione delle società il valore della

-oggi: moneta si astrae completamente dal valore intrinseco della stessa e

diviene un valore quantitativo di una certa unità di misura che ha un valore in quanto a questa unità di misura è

riconnesso un potere di acquisto (=dematerializzazione ed astrazione della moneta).

Il problema è che con la dematerializzazione e l’ astrazione della moneta, quella unità astratta in relazione al quale si

indica un valore quantitativo (euro, fiorino, dollaro…) è un’ entità astratta il cui valore di acquisto non è stabile per ragioni

interne inflattive e per ragioni connesse di scambio (nei paesi di pesante inflazione rispetto a monete straniere si

abbassa significativamente) questo comporta che se io fisso un pagamento di un determinato bene e stabilisco che il

avvenire da qui a 12 mesi il problema è che a causa dell’ inflazione incasserò meno perché la moneta

pagamento deve

ha perso potere di acquisto. Il legislatore da una risposta a questa questione con l’ articolo 1277 c.c. che stabilisce il

PRINCIPIO NOMINALISTICO

dice che “il

Ci debito pecuniario si estingue con moneta avente corso legale nello stato e per il suo valore nominale”

(=decorsi 12 mesi quindi io incasserò il debito originario senza l’ aggiunta della svalutazione determinata dall’ inflazione

per esempio. Il valore nominale è quindi il debito originario) >> questa è la regola generale che è rilevante soprattutto nei

complessi di grossa volatilità dei valori monetari e soprattutto nei contesti significativamente inflattivi.

vale nell’ ipotesi in cui io per contratto devo pagare entro 12 mesi, se c’è esigibilità immediata, ma sono in ritardo

ciò

nel pagamento in questo caso il ritardo dovrà essere risarcito per inadempimento. C’è un criterio con cui si può calcolare

in via presuntiva e forfettaria il danno da ritardo nel caso di obbligazioni pecuniarie: questo sistema è il PAGAMENTO DI

INTERESSI.

-Tutto questo del principio nominalistico vale non per tutti i debiti che hanno ad oggetto una somma di denaro, ma vale in

particolare per i debiti che sin da principio hanno ad oggetto una somma di denaro (es. se compro una casa mi obbligo a

dall’ origine c’è una prestazione

sin

pagare 200000 euro, se compro una macchina mi obbligo a pagare 20000 euro

che ha ad oggetto una somma di denaro e bisogna pagare la somma di denaro secondo il suo valore monetario >>>>>

DEBITI DI VALUTA PECUNIARIA (famiglia di debiti pecuniari); esempio

- Contrapposti ai debiti di valuta sono altri debiti che solo alla fine risultano pecuniari classico è il debito al

risarcimento del danno in cui l’ obbligazione non nasce pecuniaria, ma nasce da un danneggiamento e solo in seguito

somma di denaro rappresenta l’ equivalente monetario del valore del credito

viene quantificata una somma di denaro (la

andato distrutto). In questo caso, con la condanna al risarcimento del danno, si tiene conto del danno da lui subito che

deve essere attualizzato all’ oggi (es: un soggetto ad oggi avrebbe avuto una bicicletta dal valore di…), degli esiti inflattivi

dove il debito non ha all’origine ad oggetto il denaro. La

e del costo del valore della moneta >>>>>> DEBITI DI VALORE

somma di denaro liquidata rappresenta il valore di un bene diverso che sia stato danneggiato, tenendo conto degli esiti

inflattivi e del costo del valore della moneta.

Ci sono altri due modi per riadeguare il valore della moneta: es. clausole d’oro

1) In periodi di inflazione possibili clausole di riadeguamento,

2) Diversa ipotesi di pagamento in moneta straniera giudicata più stabile 36

INTERESSI

1) interessi corrispettivi: scattano dal giorno della scadenza del debito (art. c.c. 1282); quando un credito è

liquido ed esigibile produce in via automatica degli interessi, questo perché si ritiene che il denaro abbia una sua

naturale fertilità (cioè che avere del denaro produce degli incrementi).

2) interessi moratori: già gli interessi corrispettivi risarciscono il danno alle parti, ma gli interessi moratori scattano

dal giorno della mora e non dal giorno in cui scatta il ritardo. Il valore legale tra interessi corrispettivi e moratori è

uguale, però spesso nei contratti (per esempio con le banche) si prevede un tasso di interesse moratorio più alto

rispetto a quello di interesse corrispettivo.

-Il problema tra prospettivo e moratorio nasce dal fatto che la mora pecuniaria scatta ad un giorno della

scadenza e qui può capitare che in realtà il giorno della scadenza sia il momento in cui scattano sia i corrispettivi

sia i moratori, allora gli interessi non si moltiplicano, ma saranno da subito moratori.

Concettualmente ci sono differenze tra moratori e compensativi perché:

a) spesso le parti stabiliscono tassi di interesse diversi;

b) i moratori scattano dopo la scadenza solo a seguito di un atto formale tra le parti;

c) MA possono sovrapporsi perché per legge la mora pecuniaria è automatica e perché le parti potrebbero non

stabilire una differenza di interesse tra moratori e corrispettivi per cui la differenza tra i due viene meno.

3) interessi compensativi: dovuti al creditore di obbligazioni di valore;

4) interessi legali o convenzionali: a seconda della loro fonte (se le parti possono derogare);

5) anatocismo: sono gli interessi sugli interessi capitalizzati. Se io sono in ritardo di tre anni nel pagare una

somma di denaro, gli interessi del terzo anno non li calcolo sul blocco degli interessi prodotti nel primo anno più

quelli prodotti nel secondo anno, ma il legislatore stabilisce che perché si producano interessi non solo sulla

somma base, ma anche su interessi capitalizzati (=cioè sommati) è possibile solo in presenza di alcune

condizioni: la capitalizzazione deve essere semestrale, cioè io devo aspettare che si siano prodotti interessi per

almeno sei mesi.

CON PLURALITA’ DI OGGETTI: l’ obbligazione non è semplice (ha ad oggetto una sola

2) OBBLIGAZIONI

prestazione), ma complessa nel senso che prevede che il debitore deve soddisfare più prestazioni.

Tipologie: • obbligazioni alternative: io per contratto dovrò o consegnare una motocicletta o pagare una somma di

denaro (c’è un’ obbligazione alternativa). Dedotte in obbligazioni con più prestazioni, ma l’ obbligazione

si estingue con l’ esecuzione di solo una delle due prestazioni. La facoltà di scelta è normalmente

connessa al debitore, salvo attribuzione al creditore;

possibilità sin dall’ origine di scelta della prestazione. Entrambe le prestazioni sono oggetto dell’

obbligazione.

• nascono dalla datio in solutum per cui solo una delle prestazioni è oggetto dell’

obbligazioni facoltative:

obbligazione, l’ altra è una possibilità di liberarsi per grazia del creditore;

 la seconda prestazione è solo una facoltà per liberarsi del debito.

Questa distinzione è importante per effetti pratici:

l’ effetto pratico più significativo lo si trova nell’ impossibilità non imputabile:

a)

-se la motocicletta che dovevo in alternativa alla somma di denaro viene distrutta per causa a me non imputabile, dovrò

pagare la somma di denaro per liberarmi (obbligazioni alternative);

invece la motocicletta che era l’ unica prestazione dedotta viene distrutta per causa a me non imputabile e l’ altra

-se

invece era solo una facoltà sostitutiva, ciò fa si che l’ obbligazione si estingua (obbligazioni facoltative). impossibilità

l’

determina l’ estinzione dell’ obbligazione. 37

3) OBBLIGAZIONI PLURISOGGETTIVE DAL LATO PASSIVO (obbligazioni solidali): obbligazioni soggettivamente

complesse in quanto l’ obbligazione è strutturata con più creditori o debitori in una determinata prestazione.

PLURALITA’ di DEBITORI: (es.: soggetto A e soggetto B comprano insieme una casa. Qual è il problema della pluralità

soggettiva degli obbligati? Come si deve comportare il creditore nel momento in cui si deve far pagare?

-obbligazione parziaria: ciascuno è obbligato solo per la propria parte (pro parte);

la pretesa del creditore di chiedere l’ intera somma ad uno dei due debitori è concessa:

-obbligazione solidale o in solido: Viene

ciascun debitore è tenuto verso il creditore per il tutto data la possibilità al creditore di chiedere il tutto ad uno

solo dei debitori. L’ interesse che vuole essere tutelato è quello del creditore che può rivolgersi al debitore che da più

di un’ eventuale dissolvenza dell’ altro graverà sul co-debitore

garanzie di pagamento, cosi che il rischio che ha pagato.

A questo punto il debitore che ha pagato l’ intera somma deve chiedere il corrispettivo al co-debitore attraverso un’

azione di regresso (>> ora il rischio della dissolvenza grava sul debitore che ha pagato e non sul creditore)

in sostanza la regola solidale delle obbligazioni plurisoggettive dal lato passivo è una regola di favore nei riguardi del

creditore. (Normalmente nel nostro sistema vale la regola della solidarietà, a meno che non venga stabilito nel contratto

che l’ obbligazione sia a discrezione parziaria).

PLURALITA’ di CREDITORI: (es. tre fratelli sono eredi di una casa del patrimonio di una zia in cui c’è anche un

appartamento i tre fratelli per comunione accidentale (non forzosa) sono proprietari in comunione. Tuttavia nessuno

dei tre ha interesse sull’ appartamento, per cui vendono il bene ad un terzo in modo tale che ciascuno ci guadagni della

liquidità. Alternative che si pongono:

se ogni creditore può esigere l’intera (se l’ acquirente debitore paga l’ intera

-credito solidale: prestazione dal debitore

somma ad uno solo dei tre è liberato).

se il debitore paga l’ intera somma ad uno solo dei tre creditori, il debitore sarebbe liberato solo in

-credito parziale:

parte.

la soluzione della legge dal lato attivo è quella della parzialità, MA la logica è sempre la tutela del creditore.

Sono entrambe regole derogabili, cioè del singolo contratto ed in entrambi i casi si può prevedere un regime diverso, ma

se non viene specificato si applicano le regole poste.

OBBLIGAZIONE INDIVISIBILE: se c’è una pluralità di soggetti, ma la prestazione è indivisibile (es. ci sono due creditori

che devono ricevere un cavallo da corsa), si applicano le regole della solidarietà.

LEZIONE 15: LE GARANZIE

All’ esistenza del debito segue la responsabilità del debitore che è responsabile con tutti i propri beni dell’ adempimento

dell’ obbligazione assunta >> in termini pratici significa che se il debitore non paga, il creditore può aggredire uno dei

beni del debitore (=pignoramento del bene: vincolare il bene a soddisfazione del credito). Se continua a non pagare si

segue una procedura espropriativa: 1)pignoramento della casa; 2) istanza di vendita della casa all’ asta; 3) vendita della

casa all’ asta; 4) distribuzione del ricavato al creditore nei limiti del credito, la parte restante o tornano al debitore o

andranno ad altri creditori. 

Problema: se io ho 1000000 e un altro creditore ha 80000 e la casa vale 200000 nessun problema;

ipotesi in cui l’ ammontare complessivo del debito nei riguardi della totalità dei creditori è superiore rispetto a tutto

nell’ il

suo patrimonio è vero che secondo il principio generale il debitore è responsabile con tutti i suoi beni, però se i beni

non soddisfano la pluralità dei creditori si operano cosi: o si ha una gerarchia di creditori, oppure si ha una par condicio

creditorum (=par condicio tra creditori). presenti e futuri all’ adempimento

Art. 2740 c.c.: Regola generale secondo cui il debitore risponde con tutti i propri beni

dell’ obbligazione assunta (responsabilità illimitata con il proprio patrimonio);

Art. 2741 c.c.: stabilisce la regola della par condicio creditorum, salve le cause legittime di prelazione.

Normalmente c’è una par condicio, MA ci possono essere dei casi in cui ad uno dei creditori è attribuita una

PRELAZIONE (dal latino prefero, quindi preferire >>prelazione significa preferenza), quindi il creditore prelazionario

vorrà essere soddisfatto prima degli altri creditori e questo è fondamentale quando il patrimonio del debitore non è

adeguato a soddisfare tutti i diritti creditori.

Le cause legittime di prelazione sono:

1) privilegi (crediti privilegiati);

2) pegno ed ipoteca.

se non c’è nessuna causa di prelazione si applica la par condicio creditorum, questo significa che vi è una

 falcidia

proporzionale per ciascuno dei creditori. 38

1)PRIVILEGI: la disciplina codicistica dei privilegi è molto articolata: Art. 2745- Art. 2784

-la logica del privilegio: è la legge e non le parti che stabilisce che alcuni crediti sono privilegiati, hanno un rango

la natura e la causa del credito sono tenute in conto per l’ ordinamento giuridico,

Ragioni:

superiore rispetto ad altri.

nel senso che bisogna soddisfare prima determinati crediti rispetto ad altri. (es. il credito di una casa da gioco o il credito

dell’ operaio che non viene pagato: ovviamente il trattamento normativo è diverso perché lo stipendio mensile è

funzionale alla soddisfazione degli interessi di base di se e della propria famiglia, i crediti diversi da questo tipo possono

trovare soddisfazioni successive). che sono privilegiati, MA dal momento che l’ elenco

>>>>>>>>>>>>> il codice civile fa un elenco di crediti è lunghissimo

il rischio è che se tutti sono privilegiati in realtà il privilegio vale poco (a parità di privilegio torna in vigore la regola della

par condicio). Il legislatore quindi aggiunge una gerarchia interna ai privilegi (Art. 2777): in principio crediti per spese di

giustizia (dello Stato), poi sono connotati i crediti da lavoro all’ interno dei quali si fa un’ ulteriore gerarchia (1) credito da

lavoro dipendente, 2)credito da lavoro artigianale, 3)credito da lavoro del coltivatore diretto)…

 tutto questo è stabilito nella ragione, nella causa del credito.

-si distinguono in due famiglie (è la legge a dirlo)

SPECIALI: si ha un privilegio solo negli esiti del pignoramento di GENERALI: si ha nel caso in cui il creditore privilegiato

alcuni beni del debitore. (es. il trasportatore di merci se non può soddisfarsi su tutti i beni del debitore.

viene pagato, ha un privilegio per il credito da prestazione, ma -sono privilegi esclusivamente su beni MOBILI del

solo sui beni trasportati). debitore.

-privilegio su bene MOBILE e IMMOBILE (ma immobile è

necessariamente speciale).

a) È la legge ad attribuire privilegi È tutto una

regolamentazione

C’è un ordine tra privilegi;

b) legale (la legge dice

tutto).

c) I privilegi possono essere generali o speciali a seconda se riguardo un bene specifico o tutti i beni;

d) I privilegi speciali possono essere su beni mobili ed immobili, generali solo su beni mobili.

-se ho un privilegio speciale su un certo bene il debitore non può venderlo a terzi: se è un privilegio su bene immobile lo

dovrò trascrivere in appositi registri, se però il privilegio speciale è su bene mobile e il mio debitore lo aliena a terzi siamo

nel caso del possesso vale titolo (se il terzo acquista in buona fede è tutelato).

2) PEGNO ed IPOTECA: cause di prelazione fondate su diritti reali di garanzia (diritto su una res (=cosa) che non

comporta il godimento, ma una garanzia per il titolare in quanto il diritto reale di garanzia consente di soddisfare sulla

res prima di chiunque altro, normalmente anche prevalendo sui creditori privilegiati).

Ha ad oggetto i beni immobili.

Ha ad oggetto i beni

mobili. normalmente (nel pegno sempre, nell’ ipoteca spesso) il diritto reale di garanzia nasce in forza di un accordo

PEGNO:

tra le parti. (un soggetto A ha bisogno di soldi e decide di dare in impegno un proprio bene mobile (es. orologio d’ oro): la

ma dall’ altra parte si garantisce nei riguardi del soggetto A attraverso un sull’

banca da un prestito, contratto di pegno

orologio d’oro. Il contratto di pegno è regolato cosi: se il debitore restituisce il finanziamento, recupera pienamente il

bene che era stato dato in garanzia; se il finanziamento invece non viene restituito, la banca dovrà rendere il surplus al

debitore se il debito è più basso del valore del bene, o vendere all’ asta il bene. >> in questo modo la banca è una

creditori privilegiati perché c’è un diritto direttamente su uno dei beni del

creditrice ed è superiore di rango anche ai

debitore. Nel caso di contratto di pegno c’è lo spossessamento del debitore stesso: il bene non rimane in manco al

debitore, ma rimane in deposito o presso il creditore (la banca) o presso un soggetto terzo, per evitare che il debitore

pignorato venda il bene >> il problema è dei terzi che comprano l’ orologio d’ oro senza sapere che ci sia stato pegno, in

quanto non c’è un registro dei beni mobili e quindi il creditore pignoratizio viene tutelato se si tiene il bene in custodia.

-se però si riesce a provare che il terzo era a conoscenza del fatto che il bene era in pegno, allora essendo il pegno un

diritto reale sul bene, si potrà vendere all’ asta il bene 

anche se è diventato proprietà di un altro sequela: se ho un

diritto reale su un bene altrui essendo esso un diritto non sulla persona proprietaria del bene, ma direttamente sul bene,

a me l’ intestatario del bene non interessa perché è un diritto sulla cosa a prescindere dal titolare >> la sequela assicura

39

il creditore pignoratizio, l’ unico problema è che trattandosi di bene mobile il limite alla tutela sta proprio nella regola

possesso vale titolo, cioè nel rischio che un terzo di buona fede finisca per non esserlo in quanto la buona fede è

presunta.

Pegno: costituisce con l’ accordo;

-il pegno si

-problema opponibilità ai terzi: se il creditore può vendere il bene e soddisfarsi sul ricavato necessita che il pegno sia

>> ecco perché c’è lo spossessamento (per evitare che il costituente disponga

noto a potenziali terzi acquirenti del bene l’

della cosa); inoltre il contratto è un atto scritto con data certa che indichi il bene in garanzia e ammontare del credito;

-il creditore cui è affidato il bene (che potrebbe essere affidato ad un terzo) non può usare o disporre della cosa, e la

deve conservare.

IPOTECA: diritto reale su un bene immobile.

Può essere:

• Volontaria: nasce da un contratto (da un atto volontario);

• Legale: prevista dalla legge (un creditore di una certa prestazione ha diritto a costituire ipoteca:

1) caso nel cui soggetto A vende il bene immobile mantenendo un credito per il corrispettivo. Al momento in cui

cede il bene immobile decide che una parte del prezzo verrà versato in seguito. Questo credito nato dal

corrispettivo per la vendita di bene immobile permette di costituire ipoteca sul bene immobile venduto;

2) caso dei conguagli (quota di pertinenza) quando si divide un bene immobile tra tre fratelli: uno prende tutto e

gli atri due prendono i diritti sui conguagli un anno dopo. In questo caso se i conguagli degli altri due fratelli non

vengono pagati la legge prevede il diritto a costituire ipoteca in via legale;

• Giudiziale: diritto a costituire ipoteca sui beni del debitore che deriva da una sentenza di condanna al

pagamento di un certo credito.

1)VOLONTARIA. Fenomeno molto diffuso: soggetto A acquista un appartamento, contrae un mutuo con una banca che

concede il finanziamento, ma vuole delle garanzie (=stretta creditizia).

La garanzia per eccellenza nel caso di acquisto di un appartamento è l’ IPOTECA sull’ immobile acquistato per cui la

banca rilascia assegni circolari solo ed esclusivamente nel momento in cui è sicura che sulla casa che il soggetto A sta

comprando avrà un diritto di ipoteca. il soggetto A può concedere ipoteca nel momento in cui diventa proprietario della

casa (contemporaneamente dal notaio si ha la necessaria contestualità di due contratti: soggetto A diventa proprietario

della casa e come tale da un’ ipoteca alla banca sulla casa, contestualmente la banca da al soggetto A gli assegni

circolari che il soggetto A gira al venditore dell’ appartamento. all’ ipoteca essa

Costituito un contratto di ipoteca la banca avrà quindi una garanzia in quanto grazie sarà sempre

soddisfatta sulla vendita dell’ immobile prima di chiunque altro, addirittura non si pongono nemmeno i problemi che

riguardano il pegno senza spossessamento (se il bene rimaneva in mano al debitore è vero che non era legittimato a

venderlo ma se esso lo vendeva a terzi, il rischio è che se il debitore non avesse dato la prova che il terzo era in

malafede all’ atto dell’ acquisto, teoricamente per la regola possesso vale titolo il terzo avrebbe potuto mantenere il

nell’ ipoteca tutto questo non si pone in quanto si tratta di beni immobili e l’ ipoteca viene trascritta



proprio acquisto).

nei registri immobiliari (l’ elemento formale della trascrizione è essenziale per la validità del contratto, si dice che c’è una

forma di atto pubblico trascrivibile come elemento essenziale del contratto) >> ciò consente alla banca di acquisire un

risultato fondamentale perché la banca sa che se la restituzione del mutuo da parte della controparte non avviene, essa

può sciogliere il contratto di mutuo, richiedere la restituzione del capitale e se il debitore non paga il capitale la banca

potrà pignorare il bene facendo valere l’ ipoteca (facendo quindi valere il proprio diritto prima di chiunque altro) a

prescindere da chi sia il titolare del bene

>>>anche se il debitore vende ad un terzo per evitare l’ azione creditoria della banca essa può comunque sempre

aggredire quel bene a prescindere dal titolare, nella logica della sequela: il diritto è sulla res e non sul proprietario del

bene (in questo caso non ci si scontra neanche con la regola possesso vale titolo, come avveniva nel pegno).

C’è uno strumento che da un lato da la possibilità di avere una pluralità di ipoteche, dall’ altro consente di

✓ accendere altri finanziamenti garantiti in capo del titolare del bene immobile.

Es: soggetto A compra un appartamento al valore di 300000 euro e chiede alla banca un finanziamento di

100000 che accetta e iscrive l’ ipoteca; 40

✓ -Il soggetto A si dirige in u altra banca e chiede 50000 euro di finanziamento per lavori di ristrutturazione, la

il soggetto A da un’ ipoteca sulla casa essendoci già un’ ipoteca la legge dice che è

banca chiede garanzie e

possibile costituire una seconda ipoteca sul medesimo bene, ma l’ ipoteca 2 consente alla seconda banca una

soddisfazione privilegiata sul bene del debitore solo subordinatamente alla piena realizzazione del primo

creditore ipotecato.

>>> c’è un ordine tra le ipoteche: ipoteca di primo ordine, di secondo ordine…secondo cui bisogna soddisfare

integralmente il creditore ipotecato 1, il creditore ipotecato 2…

Ipoteca:

fondamentale l’ ipoteca la PUBBLICITA’ nei registri immobiliari: 1)iscrizione,

-È 2) annotazione, 3) cancellazione quando

restituisco il mutuo.

bene è stato venduto permane il potere di espropriare il bene e soddisfarsi sul ricavato per il titolare dell’

-Anche se il

ipoteca; MA il terzo acquirente del bene può evitare la procedura ipotecaria in tre modi: 1) pagando i creditori; 2)

rilasciando i beni (abbandonando i beni) e quindi i costi di espropriazione non spetteranno a lui ma al proprietario del

la somma pagata per l’acquisto.

bene; 3) purgazione delle ipoteche: si offre ai creditori

EFFICACIA DEL PRIVILEGIO RISPETTO A PEGNO ED IPOTECA (Art. 2748):

privilegi su immobili sono necessariamente speciali e prevalgono anche sull’ ipoteca, perché i privilegi speciali sui beni

-i

immobili:

a)sono pochi;

b)sono generalmente privilegi dello stato (privilegi fiscali e privilegi per spese di giustizia).

questo giustifica il perché i privilegi speciali su immobili prevalgano sull’ ipoteca.

DIVIETO PATTO COMMISSORIO: si ha nell’ ipotesi in cui un soggetto concede pegno od ipoteca su un proprio bene al

finanziatore (creditore) ed esso mi impone il seguente patto: se il soggetto sarà inadempiente il creditore tratterrà il bene

su cui c’è pegno o ipoteca a titolo di proprietario  il creditore diventerà proprietario del bene pignoratizio o ipotecato.

questo patto è un illecito ed è nullo. Ragioni del divieto:

1)evitare usure a carico del debitore (il debitore invece di essere garantito finisce per arricchirsi);

2)l’ usura porterebbe con se anche il non rispetto della par condicio creditorum (ovvero della garanzia della

soddisfazione degli altri creditori).

FIDEIUSSIONE: è una GARANZIA PERSONALE

cui un terzo garantisce al creditore l’adempimento di altri (=assunzione di un debito altrui a garanzia dell’

Contratto con

adempimento di un terzo).

GARANZIA PATRIMONIALE: I MEZZI DI CONSERVAZIONE

mezzi che vogliono evitare che la garanzia patrimoniale generica del debitore dolosamente venga compressa per

dividere iniziative di recupero del dovuto da parte del creditore. Io pongo qualche atto per cui sottrarre dei beni al

è costituita da tutti i beni debitore risulta funzionale non ad una ragione economica

particolare, ma all’ elusione delle iniziative del creditore.

presenti e futuri del

debitore (Art. 2740) (es: io so che il creditore sta per aggredire i miei debiti,

allora io vendo ad un prezzo minore un mio bene ad un

mio familiare allo scopo di non far aggredire i beni al

creditore ha a disposizione un’

creditore stesso >> il

azione revocatoria).

Tipologie:

1) Azione revocatoria: per fare dichiarare inefficaci atti con cui il debitore si è disfatto di propri beni in pregiudizio delle

ragioni del creditori (a disposizione del creditore). Questi atti verso terzi che risultano pregiudizievoli per la garanzia del

l’

creditore possono essere resi inefficaci nei suoi confronti e quindi il creditore, una volta che li avrà resi inefficaci con

azione revocatoria, potrà attaccare il bene.

a)l’ atto deve essere effettivamente dannoso per la garanzia patrimoniale; b) bisogna

-Requisiti: trovare la frode del

debitore (l’ atto è esattamente funzionale all’ elusione della protezione del creditore); c) bisogna, siccome a perderci è il

terzo, provare la partecipazione alla facoltà da parte del terzo a meno che il terzo abbia acquistato a titolo gratuito. 41

creditore si sostituisce al proprio debitore nell’esercitare suoi c’è sempre al

2) Azione surrogatoria: diritti (patrimonaili).

centro un problema di conservazione della garanzia patrimoniale, MA il problema è diverso. Il debitore non si spoglia di

un proprio bene a condizioni svantaggiose per il creditore, ma non esercito dei miei crediti che ho verso altri soggetti (se

il creditore attraverso l’ azione surrogatoria può agire al posto

incasso questi crediti, essi passeranno al mio creditore).

del proprio debitore che ha crediti verso terzi nell’ esercizio di quei crediti verso terzi. Una volta esercitati quei crediti

devono andare nel patrimonio del debitore.

3) Sequestro conservativo: per impedire alienazione bene. È possibile agire in prevenzione soprattutto per quanto

riguarda l’ azione revocatoria (quando il debitore si spoglia dei propri beni in una logica antieconomica per impedire gli

interessi del creditore): in realtà può essere che il debitore non si è ancora spogliato del bene, ma il creditore sa che sta

per farlo in frode (sapendo cioè che il creditore sta per pignorare il suo bene) si agisce in via preventiva, cercando di

inibire la possibilità di perdere quei beni in frode alle esigenze del creditore >> questo strumento è detto sequestro

conservativo, attraverso cui il giudice in via d’ urgenza sottopone a sequestro conservativo il bene e l’ effetto è che il

debitore non può alienare questo bene sottoposto a sequestro.

che sia una procedura molto veloce, da applicare in via d’ urgenza.

-Postula LEZIONE 16: IL CONTRATTO “accordo

Art. 1321 c.c. (norma che è posta alla fine delle norme sulle obbligazioni) definisce il CONTRATTO: di due o

più parti per costituire, regolare od estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale”.

- è un accordo che può essere bilaterale o tra più parti (es. un contratto associativo è un contratto plurilaterale, cosi

come un contratto tra società).

Art. 1322 c.c.:

1) principio dell’ che è sotteso all’ idea di negozio giuridico >>l’ ordinamento

autonomina contrattuale o negoziale

giuridico fa scaturire degli effetti giuridici dal contratto vincolanti per le parti le parti quando stipulano il contratto sono

libere, nei limiti della liceità, di dare contenuto al contratto stesso;

-significato di autonomia (parola greca): darsi leggi da se stessi.

2) (secondo comma) libertà di scegliere tipi contrattuali non disciplinati (le parti possono stipulare contratti che non sono

nominati nel codice civile ne nelle leggi speciali, nei limiti della liceità e nel fatto che i contratti realizzino interessi

meritevoli di tutela).

-es: contratto atipico è il contratto di leasing, assente sia nel codice civile che nelle leggi speciali.

Elementi essenziali (1325 c.c.) :

• Presupposto di tutto è l’ accordo;

• Causa: ragione giustificativa di un contratto (funzione); soggetto A da 2000000 ad un soggetto B che in

corrispondenza gli vende la casa: c’è uno spostamento razionale degli investimenti reciproci di ricchezza, la

causa è una causa di compravendita di prestazioni corrispettive; MA se risulta che ai 200000 del soggetto A

non c’è un corrispettivo, ciò può succedere perché o si da prova del fatto che sia stata una causa di liberalità

(=causa donandi, la donazione: qui però la legge prevede delle forme speciali, cioè deve esserci un atto

pubblico scritto perché si vuole essere sicuri di un soggetto che dona 2000000 euro senza nessuna

corrispettività indietro), oppure potrebbe non esserci una causa: se il contratto è privo di causa risulta però

nullo.

• Oggetto: è l’ insieme delle reciproche prestazioni (anche i 200000 euro rientrano nell’ oggetto del contratto);

deve essere possibile/lecito, determinato/abile;

• Forma: la forma dei contratti non è necessariamente scritta, ma è scritta solo quando è prevista la pena di

nullità imposta dal legislatore, altrimenti la forma è libera (es. se compro delle mele, si tratta di un contratto di

compravendita non scritto).

ACCORDO (art. 1326 c.c.): il codice civile delinea un modello di accordo tra soggetti distanti: è il modello della

Con l’ accordo si stipula la infatti l’ accordo si

conclusione del contratto. conclusione del contratto: costituisce attraverso

e l’

lo scambio di una proposta accettazione (soggetto A propone acquisto o vendita di un bene e il destinatario della

proposta accetta o meno la proposta del bene). 42

dal momento in cui l’ accettazione viene

1)Il contratto si può ritenere concluso a conoscenza del proponente. Oggi con i

la conoscenza oggi è molto vicina al momento dell’ accettazione (Art 1335 si presume la

mezzi elettronici (e-mail)

conoscenza dell’ accettazione nel momento in cui essa arriva al domicilio del destinatario, questo per evitare per

esempio condotte strumentali di un soggetto che abbia cambiato idea).

accettazione

-L’ deve essere: 1) conforme;

2) Nella forma richiesta. (Solo l’ accettazione scritta perfeziona il contratto);

3) Deve avvenire in termini ragionevoli, fissati da chi fa la proposta (caso del preventivo).

contratto al posto dell’ accettazione vi sia adempimento del contratto con consegna del

-possibile che per concludere il

bene. Normalmente si ritiene che se c’ era già una prassi di rapporto di questo tipo nel passato (c’è stata la proposta

senza risposta di accettazione: es. propongo alla cartoleria di vendermi tot penne a 250 euro, il giorno dopo mi vengono

direttamente consegnate) sia possibile che al posto dell’ accettazione ci sia esecuzione della prestazione. >> è possibile

attraverso l’ inizio della prestazione (es. consegna della

che il contratto sia concluso non mediante accettazione, ma

merce.

2) c’è un modello particolare di conclusione del contratto più semplificata: modello del contratto con obbligazioni a carico

l’

del solo proponente. Per la conclusione del contratto NON è necessaria accettazione formale del soggetto

avvantaggiato che però ha sempre diritto di rifiutare la prestazione entro un termine congruo, altrimenti il contratto risulta

perfezionato anche a prescindere dall’ accettazione.

dell’ accordo.

Conclusione del contratto = conclusione Perché?

Normalmente concludere il contratto o l’ accordo sono la stessa cosa in quanto si tratta per la

a) Contratti consensuali:

maggior parte dei casi di contratti consensuali, cioè si perfezionano mediante lo scambio di proposta e accettazione

(basta il consenso per perfezionare l’ accordo; già dal momento del’ accordo il contratto c’è). si perfezionano solo con

il consenso.

-Questi contratti sono persino i contratti di vendita di beni, quindi la proprietà di un bene che acquisto (Art. 1376, da

Contratto con effetti reali “nei contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di

sapere bene. una cosa

determinata, la costituzione o il trasferimento di un diritto reale ovvero il trasferimento di un altro diritto, la proprietà, o il

la

diritto si trasmettono e si acquistano per effetto del consenso delle parti legittimamente manifestato proprietà di un

bene che acquisto se è un bene specifico si acquista sin dal giorno in cui si decide di comprarlo, non della consegna). se

i contratti di compravendita fossero reali quando il contratto sarebbe concluso? Solo quando avverrà la consegna

materiale del bene, MA invece sono consensuali quindi si diventa proprietari del bene dal momento in cui si compra, non

della consegna.

b) Contratti reali: (casi molto rari) Ci sono solo alcuni contratti che si concludono attraverso la consegna del bene: è il

caso del comodato (si presta gratuitamente il bene mobile ad un altro: es. la biblioteca), in cui fino a quando non avviene

la consegna gratuita del bene il contratto non è concluso. Questo perché sono contratti gratuiti si perfezionano non

solo con il consenso, ma anche con la consegna del bene.

-sono: mutuo, comodato, deposito, pegno.

REVOCA DELLA PROPOSTA ED ACCETTAZIONE:

fino a prima dell’ accettazione (es.: soggetto A fa una proposta di acquisto

-è possibile revocare la proposta di una casa,

però ne trova un’ altra e decide di revocare la proposta di acquisto numero uno: ciò è possibile se attraverso una lettera

raccomandata espressa con ricevuta di ritorno si dichiara di revocare la proposta di acquisto numero uno >> la proposta

è revocata e il soggetto non è più vincolato. prima della conclusione del contratto, l’ unico

-L’ accettazione può essere revocata, ma visto che la revoca deve avvenire

strumento per togliere efficacia all’ accettazione è un mezzo di comunicazione più veloce di quello dell’ accettazione

stessa.

PROPOSTA IRREVOCABILE: è possibile che il proponente si vincoli alla proposta per un certo tempo che deve essere

definito (è possibile che nel fare la proposta il proponente stabilisca che essa non sia revocabile per 10 giorni) >> spesso

chi fa una proposta di acquisto di un bene immobile dice alla controparte che la proposta è irrevocabile per 10 giorni:

fornisce così un indice di serietà alla mia proposta, serve per stimolare il venditore. la proposta può essere

irrevocabile per un certo numero di giorni.

-un conto è il termine di irrevocabilità, un conto è il termine della proposta (bisogna accettare entro un numero stabilito di

giorni, ma si può revocare). 43


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
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