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ESTRATTO DOCUMENTO

Sono tutti quegli eventi naturali, indipendenti dalla volontà dell’uomo che producono effetti giuridici.

Per esempio la morte, il crollo di un edificio, il decorso del tempo, ecc.

Atti giuridici

Sono atti giuridici tutti i comportamenti umani volontari e consapevoli che hanno conseguenze giuridiche.

Si distinguono in:

- Atti giuridici in senso stresso, cioè atti le cui conseguenze non dipendono dalla volontà di chi li compie ma dalla legge;

- Atti giuridici illeciti, atti compiuti in violazione di un dovere, di comportamento.

- Negozi giuridici, atti giuridici leciti i cui effetti sono voluti da chi li ha posti in essere.

Il negozio giuridico

Può essere definito come l’atto giuridico lecito i cui effetti non sono predeterminati dalla legge, ma sono liberamente 30

determinabili dalle parti.

Il negozio giuridico è un atto giuridico consapevole e volontario che consiste in una dichiarazione di volontà diretta a produrre

determinati effetti giuridici consistenti nella creazione, modificazione o estinzione di un rapporto giuridico patrimoniale.

2. La nozione di contratto e l’autonomia privata

Art.1321 c.c. – “il contratto è l’accordo fra due o più parti per costituire, modificare o estinguere tra loro un rapporto giuridico

patrimoniale”.

Il contratto è un negozio giuridico bilaterale o plurilaterale avente la funzione di costituire, modificare o estinguere un rapporto

giuridico patrimoniale.

Il requisito della giuridicità e quello della patrimonialità sono elementi imprescindibili perché occorre che esso abbia ad oggetto

un rapporto suscettibile a valutazione economica e un oggetto giuridico.

Funzione economica

Il contratto può svolgere distinte funzioni economiche, costituendo lo strumento legale per:

- Procurarsi il diritto a un’altrui prestazione, in quanto fonte di obbligazioni;

- Attuare la circolazione di beni, in quanto modo di acquisto a titolo derivativo della proprietà e degli altri diritti reali.

L’autonomia contrattuale

Il contratto costituisce la principale forma di manifestazione dell’autonomia privata, cioè la libertà dei soggetti di regolare i

propri rapporti giuridici.

L’autonomia contrattuale attribuisce alle parti il potere di determinare il contenuto del contratto e quello di concludere anche

contratti atipici.

I contratti misti

Nei contratti atipici rientrano anche i contratti misti, nei quali concorrono gli elementi di più contratti tipici che si fondono in un

unico contratto.

Essi sono disciplinati dalle leggi di ciascun contratto che lo compone secondo la teoria della combinazione.

Invece secondo la teoria della prevalenza, deve applicarsi la disciplina del contratto che prevale per importanza. (principale)

Il collegamento negoziale

È un meccanismo attraverso il quale le parti perseguono un risultato economico attraverso una pluralità di contratti tra loro

interdipendenti ma ognuno con la propria autonomia, che non si fonde in un unico contratto.

I contratti complessi

I contratti complessi risultano dall’unificazione degli effetti di più contratti tipici presi nel loro contenuto globale.

3. Gli elementi essenziali del contratto

L’art. 1325 c.c. elenca i requisiti essenziali del contratto richiesti dalla legge per l’esistenza e la validità dello stesso.

Essi sono:

- L’accordo delle parti, cioè l’incontro delle volontà dei soggetti per costituire, modifica o estinguere un rapporto;

- La causa, definita come la funzione economico-sociale ossia la funzione del contratto;

- L’oggetto, indica ciò che le parti hanno stabilito con il contratto;

- La forma, il mezzo attraverso il quale le parti manifestano la propria volontà.

4. Gli atti unilaterali

Nozione

L’atto unilatera è una dichiarazione di volontà produttiva di effetti giuridici che proviene da una sola parte.

Distinzioni

Si distinguono atti a contenuto patrimoniale, diretti a regolare interessi prevalentemente economici, e atti a contenuto non

patrimoniale, che regolano prevalentemente interessi di carattere personale.

Altre distinzioni:

- Recettizi, atti unilaterali diretti ad una determinata persona, come la diffida ad adempiere;

- Non recettizi, atti unilaterali non diretti ad una determinata persona, come il testamento;

5. Classificazione dei contratti

I contratti possono essere classificati in base alle loro caratteristiche.

In relazione alle modalità di perfezionamento

Si distinguono:

- Contratti consensuali, che si perfezionano nel momento del consenso fra le parti, come la compravendita;

- Contratti reali, che si perfezionano con la consegna del bene, come il deposito.

In relazione alla causa

Si distinguono contratti a:

- Titolo oneroso, nei quali al sacrificio patrimoniale corrisponde una controprestazione in denaro;

- Titolo gratuito, nei quali al sacrificio patrimoniale non corrispondo nessuna controprestazione.

- Prestazioni corrispettive o sinallagmatiche, entrambe le parti hanno una prestazione;

- Prestazione unilaterale, dove solo una delle parti esegue una prestazione, come il testamento; 31

- Aleatori, caratterizzati dall’esistenza di un rischio, come le assicurazioni;

- Commutativi, caratterizzati dalla mancanza di un rischio.

In relazione alla forma

Si distinguono in contratti:

- Formali, contratti per cui è richiesta una determinata forma, come la compravendita di immobili;

- Informali, contratti per i quali non è prevista nessuna formalità.

In relazione agli effetti

Si distinguono in contratti:

- Ad effetti reali, determinati dal trasferimento della proprietà di un bene da un soggetto ad un altro;

- Ad effetti obbligatori, determinati dalla produzione di soli effetti obbligatori;

- Istantanei, che esauriscono i loro effetti in un istante, comprare un caffè;

- Di durata, durano nel tempo, come la locazione.

° °

GLI ELEMENTI ESSENZIALI DEL CONTRATTO

1. L’accordo fra le parti

Nozione

L’accordo è l’incontro delle volontà delle parti finalizzato alla costituzione, modificazione o estinzione di un rapporto giuridico

patrimoniale.

I requisiti dell’accordo sono:

- I soggetti, che devono essere titolai della capacità di contrarre quindi devono essere capaci di agire;

- La volontà, che per avere rilevanza deve essere manifestata all’esterno.

Manifestazione espressa e tacita

Solitamente si distingue tra manifestazione:

- Espressa, cioè quando la stessa viene dichiarata all’esterno per iscritto, a parole o a gesti;

- Tacita, quando una persona si comporta secondo il comune modo di pensare e di agire facendo capire la volontà di

concludere il contratto.

Il silenzio non ha alcun valore nel nostro ordinamento.

1.1. La simulazione

Nozione

Si parla di simulazione quando le parti creano una situazione apparente ingannevole per i terzi.

Elemento caratteristico di tale situazione è l’accordo simulatorio.

Simulazione assoluta e relativa

La simulazione può essere:

- Assoluta, quando le parti stipulano un contratto ma in realtà non intendono costituire alcun rapporto contrattuale;

- Relativa, quando le parti stipulano un contratto ma in realtà intendono costituire un diverso rapporto contrattuale.

Simulazione soggettiva e oggettiva

La simulazione può essere:

- Soggettiva, si finge di stipulare il negozio con una parte mentre questo avrà effetto nei confronti di un’altra parte;

- Oggettiva, quando il negozio simulato è diverso in tutto o in parte da quello dissimulato.

Effetti della simulazione tra le parti

Il contratto simulato non produce nessun effetto tra le parti.

In caso di simulazione relativa, tra le parti ha effetto il contratto dissimulato, purché sussistano i requisiti di sostanza e di forma.

1.2. I vizi del consenso

I vizi del consenso sono particolari eventi che hanno influenzato un soggetto nel concludere un contratto che altrimenti non

avrebbe concluso o lo avrebbe fatto a condizioni diverse.

Essi sono l’errore, la violenza morale e il dolo.

L’errore

Consiste in una falsa rappresentanza della realtà, cioè la parte ignora o conosce in modo errato o insufficiente un elemento

determinante ai fini della decisione di concludere il contratto.

L’errore è causa di annullamento solo quando è essenziale e riconoscibile.

È essenziale quando ha influito in maniera determinante sul consenso della parte.

È riconoscibile quando una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo.

Errore ostativo

È un errore che incide sulla dichiarazione di manifestazione all’esterno della volontà del soggetto.

Per esempio, voglio ordinare 10 copie, ma scrivo 100 erroneamente. 32

L’errore ostativo è causa di annullamento del contratto solo se è essenziale e riconoscibile.

Errore di calcolo

L’errore di calcolo consiste in un errato conto matematico, che basterà rettificare quindi non determina l’annullamento del

contratto.

La violenza morale

Consiste nella minaccia verbale di un male ingiusto e notevole alla persona o ai beni del contraente.

La violenza morale è una minaccia verbale che non consiste in una violenza fisica.

La violenza fisica conduce alla nullità del contratto, mentre la violenza morale conduce alla nullità solo se il male minacciato è:

- Ingiusto, deve trattarsi di un danno che l’ordinamento non tollera in nessun modo;

- Notevole, cioè di rilevante entità tale da fare impressione ad una persona sensata, tenendo particolarmente conto di

età, sesso e la situazione.

Il dolo

Consiste negli artifizi e raggiri posti in essere da una parte per ingannare un soggetto allo scopo di spingerlo a concludere un

contratto che non avrebbe concluso (dolo determinante) o avrebbe concluso ma a condizioni diverse (dolo incidente).

Con il dolo determinante il negozio è annullabile, con il dolo incidente il negozio è valido ma il contraente in mala fede è tenuto

a risarcire il danno.

Non costituisce raggiro l’insieme di comportamenti che vendono tenuti dalle parti durante le trattative.

2. La causa

Nozione

È definita come la funzione economico-sociale che l’ordinamento assegna in astratto ad un determinato tipo contrattuale.

Per esempio nel contratto di compravendita la causa è rappresentata dallo scambio del bene contro il corrispettivo.

Causa e motivi

La causa non deve essere confusa con i motivi, che sono gli scopi individuali che hanno indotto le parti a concludere un

contratto.

Illiceità della causa

La causa di un contratto deve essere lecita altrimenti il contratto è nullo.

La causa è illecita quando è contraria:

- A norme imperative, a norme inderogabili;

- All’ordine pubblico, cioè i principi fondamentali dell’ordinamento;

- Al buon costume.

2.1. Il contratto in frode alla legge

Nozione

Il contratto è in frode alla legge quando viene manipolato con l’aggiunta di determinate clausole per conseguire un risultato

vietato da una norma di legge imperativa.

Il contratto in frode di legge, che è nullo per illiceità, è caratterizzato dalla presenza di due elementi:

- Elemento soggettivo, che consiste nell’intenzione fraudolenta, cioè di evitare una norma imperativa;

- Elemento oggettivo, cioè l’idoneità del negozio di raggiungere un elemento simile a quello vietato.

3. L’oggetto

Il termine oggetto può indicare:

- Il bene oggetto della contrattazione;

- Le prestazioni cui sono tenute le parti;

- Il contenuto complessivo del contratto, cioè l’insieme di tutte le pattuizioni poste in essere dalle parti.

Possibilità, liceità e determinabilità

L’oggetto del contratto deve essere possibile, lecito e determinato o determinabile.

Possibile da un punto di vista pratico e giuridico.

Lecito nel senso che non vada contro norme imperative.

Determinato o determinabile, cioè quando le prestazioni sono precisamente determinate dalle parti o che al momento della

conclusione del contratto esistono dei criteri di individuazione dell’oggetto.

4. La forma

La forma è il modo in cui si manifesta la volontà negoziale e il modo con il quale i terzi vengono a conoscenza di tale contratto.

La forma non può mancare in nessun negozio.

Alcuni contratti hanno bisogno di una forma scritta, in mancanza della quale sono nulli.

Forma ab substantiam e ad probationem

Si dice che la forma è ad substantiam se la mancanza della forma prescritta dalla legge determina la nullità.

Si dice ad probationem se la forma è prescritta dalla legge ai fini della prova.

° ° 33

GLI ELEMENTI ACCIDENTALI DEL CONTRATTO

1. Gli elementi accidentali

Gli elementi accidentali del contratto sono particolari clausole accessorie che non devono necessariamente essere inserite

nell’accordo, ma possono essere utilizzate per adeguare il contratto alle esigenze delle parti.

Gli elementi accidentali sono:

- La condizione, con la quale le parti collegano gli effetti del contratto al verificarsi o meno di un certo

avvenimento;

- Il termine, con il quale le parti stabiliscono da quale momento o fino a quando avrà efficacia il contratto.

2. La condizione

Nozione

La condizione è l’evento futuro ed incerto dal cui verificarsi le parti fanno dipendere il prodursi o il venir meno degli effetti.

Condizione sospensivaQuando si producono gli effetti, quindi inizia il contratto.

Condizione risolutivaQuando cessano gli effetti, quindi si risolve il contratto.

La condizione illecita e impossibile

L’avvenimento futuro e incerto deve essere possibile e lecito

È illecito quando contrario a norme imperative, all’ordine pubblico e al buon costume, quindi quando illegale o immorale.

La condizione illecita rende nullo il contratto.

La condizione è impossibile quando non è possibile il verificarsi dell’evento previsto dalle parti.

La condizione impossibile, se sospensiva rende nullo il contratto, se risolutiva il contratto è valido e ha efficacia come se non

fosse stata prevista nessuna condizione.

La pendenza della condizione

Durante il periodo di tempo che intercorre tra la conclusione del contratto ed il momento in cui si verifica o meno l’evento

incerto si dice che la condizione è pendente.

La retroattività della condizione

La fase di pendenza termina quando si verifica l’evento o è certo che non può più verificarsi.

È prevista la retroattività della condizione, quindi se la condizione è sospensiva gli effetti si considerano prodotti sin dal

momento della sua conclusione, se la condizione è risolutiva gli effetti del contratto si considerano come mai prodotti.

3. Il termine

È un avvenimento futuro e certo dal quale le parti fanno dipendere l’inizio o la fine del contratto.

Termine inizialeMomento dal quale inizia il contratto;

Termine finaleMomento dal quale si conclude il contratto

È necessario che sia certo il verificarsi dell’evento, mentre può essere incerto il quando.

La scadenza non ha efficacia retroattiva.

4. L’onere

Si tratta di una clausola con la quale la liberalità viene limitata attraverso l’imposizione di un peso al suo destinatario.

A seguito di tale imposizione sorge un’obbligazione.

In caso di inadempimento gli interessati possono agire per chiedere l’adempimento.

° °

LA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO

1. L’incontro delle volontà delle parti

Per la conclusione del contratto è essenziale il consenso, cioè l’incontro delle volontà delle parti; tali volontà si manifestano

attraverso la proposta e l’accettazione.

La proposta e l’accettazione

La proposta è una manifestazione di volontà con cui si propone un contratto.

Essa deve essere completa, cioè deve contenere tutti gli elementi essenziali del contratto, deve esserci un’effettiva intenzione di

obbligarsi, deve essere formale.

L’accettazione è la dichiarazione dell’accoglimento della proposta.

Essa deve essere conforme alla proposta e tempestiva, nel senso che se non è conforme equivale ad una nuova proposta e se

non è tempestiva il proponente potrebbe non essere più interessato al contratto.

La conclusione del contratto

Il contratto è concluso nel momento in cui la parte proponente viene a conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.

Art. 1335 c.c. – L’accettazione si ritiene conosciuta quando giunge all’indirizzo del destinatario.

2. Offerta al pubblico e invito ad offrire

Nozione

L’offerta al pubblico è un particolare tipo di proposta che ha la caratteristica di essere indirizzata a più destinatari, affinché sia

accettata dalla persona che trovi l’offerta stessa conveniente, per esempio prodotti vetrine e supermercati.

L’offerta al pubblico vale come proposta a due condizioni: 34

- Che il valore di vera e propria proposta non sia escluso dalle circostanze o dagli usi;

- Che l’offerta contenga gli estremi essenziali del contratto da concludere (es. i prezzi).

Revoca dell’offerta

L’offerta al pubblico è revocabile come ogni altra proposta contrattuale, ma essendo destinata ad un pubblico la revoca è

efficace anche nei confronti di chi non ne viene a conoscenza.

3. Ipotesi di conclusione del contratto in assenza di accettazione

In alcuni casi può mancare l’accettazione

Esecuzione prima della risposta dell’accettante

Qualora, su richiesta del proponente o per la natura dell’affare, la prestazione debba eseguirsi senza una preventiva risposta, il

contratto è concluso nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio l’esecuzione. (es. dettagliante ordina grossista).

L’accettante deve dare prontamente avviso all’altra parte dell’iniziata esecuzione, in mancanza della quale è tenuto al

risarcimento del danno.

Ipotesi di silenzio circostanziato: Silenzio al quale la legge attribuisce significato di accettazione in considerazione del fatto che

dal contratto derivino solo vantaggi per l’accettante.

4. Condizioni generali di contratto e contratti-tipo

Le condizioni generali di contratto

Esse traggono origine dall’esigenza di una rapida conclusione degli affari.

Per questo obiettivo i soggetti che si trovano in posizione di supremazia economica usano clausole contrattuali che i clienti

possono solo decidere di accettare in blocco o meno.

L’art 1341 c.c. intende bilanciare sia le esigenze delle imprese che quelle del consumatore.

Essa prevede che le condizioni generali di contratto sono efficaci nei confronti dell’altro se questi le ha conosciute o avrebbe

dovuto conoscerle usando l’ordinaria diligenza.

Clausole vessatorie

Sono clausole che non hanno effetto se non sono specificamente approvate per iscritto e contengono condizioni che stabiliscono

limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere dal contratto, ecc.

La mancata approvazione per iscritto delle clausole vessatorie comporta la loro inefficacia o la loro nullità.

I contratti-tipo

Il contratto-tipo è un testo prestampato utilizzabile per la conclusione di un numero indeterminato di contratti mediante il

riempimento delle parti in bianco e la sottoscrizione del modulo.

Le condizioni generali sono l’insieme delle regole destinate a disciplinare in modo uniforme i rapporti contrattuali del soggetto

che le ha predisposte.

Le clausole aggiunte al modulo prevalgono su quelle già presenti anche se contrastanti.

5. Inefficacia revoca della proposta e dell’accettazione

Fra il momento in cui proposta o accettazione sono formulate e il momento in cui il contratto si perfeziona può intercorrere un

periodo di tempo più o meno lungo.

In particolare:

- Può sopravvenire la morte o l’incapacità di uno dei due soggetti;

- Uno dei due soggetti può pentirsi e revocare la dichiarazione.

Morte o incapacità sopravvenuta

Se il proponente muove o diventa incapace dopo la conclusione del contratto il problema riguarda la sua esecuzione, se invece

l’evento si verifica prima della conclusione del contratto perde efficacia.

La regola ha due eccezioni:

- La morte o l’incapacità del proponente non toglie l’efficacia in caso di proposta irrevocabile;

- La dichiarazione fatta dall’imprenditore non perde efficacia se muore o diventa incapace.

La revoca della proposta e dell’accettazione

Può accadere che dopo aver formulato la proposta o l’accettazione il dichiarante si penta e desideri rinunciare.

La legge consente di farlo con un atto unilaterale chiamato revoca, in relazione al quale valgono regole diverse per l’accettazione

e la proposta:

- La proposta può essere revocata finché il contratto non sia concluso;

- L’accettazione può essere revocata purché la revoca giunga a conoscenza del proponente prima dell’accettazione.

La proposta irrevocabile

La regola della revocabilità subisce due eccezioni:

- Proposta irrevocabile, impegno per il quale la proposta non può essere revocata per un certo limite di tempo;

- Opzione, una delle parti rimane vincolata alla propria dichiarazione e l’altra ha facoltà di accettarla o meno.

La prelazione

È un contratto dal quale deriva il solo obbligo di dare precedenza ad un altro soggetto nel caso in cui intenda stipulare un 35

determinato contratto.

6. Le trattative e la responsabilità’ precontrattuale

L’obbligo di comportarsi secondo buona fede

La conclusione del contratto viene preceduta da una fase nel corso della quale le parti trattano i termini dell’affare.

L’art. 1337 c.c. impone alle parti di comportarsi secondo buona fede durante le trattative.

La violazione di questo obbligo determina il sorgere di una responsabilità in capo alla parte scorretta.

In particolare ciascuna delle parti:

- Non deve coinvolgere l’altra parte in trattative inutili;

- Deve informare l’altra parte di tutte le circostanze che possono influire sulla validità del contratto;

- Deve astenersi dall’ingannare l’altra parte al fine di convincerla a concludere il contatto.

Risarcimento del danno

La violazione dell’obbligo precontrattuale di agire secondo buona fede comporta il sorgere dell’obbligazione di risarcire

esclusivamente l’interesse negativo, cioè l’interesse a non concludere il contratto da parte del soggetto che è stato leso.

L’interesse negativo è composto da 2 elementi:

- Danno emergente, cioè le spese inutilmente supportate nel corso delle trattative;

- Lucro cessante, cioè la perdita di ulteriori occasioni per la stipulazione di altra contratti.

7. Il contratto preliminare

Nozione

Le parti possono stipulare un contratto preliminare, cioè un contratto con il quale le stesse si obbligano a concludere un futuro

contratto detto definitivo.

Esso determina il contenuto essenziale del contratto

Funzione

Lo scopo che le parti si prefiggono con tale contratto è quello di consentire alle parti di impegnarsi provvisoriamente in attesa di

definire tutti gli aspetti per il contratto definitivo.

La stipulazione del preliminare consente di apportare modifiche al momento della conclusione del definitivo.

Il contratto preliminare deve essere redatto nella stessa forma che la legge richiede per il contratto definitivo a pena di nullità.

Trascrizione

Il contratto preliminare che ha ad oggetto beni immobili può essere trascritto in modo che l’effetto prodotto dal successivo

contratto definitivo sarà opponibile ai terzi sin dalla trascrizione del preliminare.

8. La rappresentanza

La rappresentanza

La rappresentanza è il potere attribuito ad un soggetto di compiere atti per conto di un’altra persona.

Quindi si ha quando il rappresentante compie uno o più atti giuridici nell’interesse del rappresentato.

Essa esclude solo i contratti riservati come il testamento o negozi di diritto famigliare.

Rappresentanza legale e volontaria

Il potere rappresentativo può essere attribuito direttamente dalla legge (rappresentanza legale) o dall’interessato

(rappresentanza volontaria).

Tali forme si distinguono anche in base alla funzione, in quanto quella volontaria è espressione dell’autonomia contrattuale,

mentre quella legale mira a tutelare i soggetti incapaci di agire.

Rappresentanza diretta e indiretta

La rappresentanza può essere di due tipi:

- Diretta, se il rappresentante agisce in nome e per conto del rappresentato;

- Indiretta, se il rappresentante agisce solo per conto del rappresentato ma non in suo nome.

La procura

L’atto con il quale un soggetto attribuisce ad un altro il potere di rappresentarlo è la procura.

Si tratta di un atto:

- Unilaterale, poiché è sufficiente la volontà del rappresentato;

- Recettizio, poiché produce i suoi effetti solo se giunge a conoscenza del rappresentante;

- Autorizzativo, perché autorizza un soggetto ad agire in nome di un altro.

La procura deve essere conferita con la stessa forma prescritta per il contratto che il rappresentante deve concludere.

Si può distinguere in procura:

- Speciale, conferita per uno o più atti unilaterali;

- Generale, che riguarda tutti gli affari del rappresentato.

8.1. Capacità, vizi della volontà e stati soggettivi rilevanti

Capacità

Nella rappresentanza volontaria, per la validità del contratto occorre che:

- Il rappresentante abbia la capacità di intendere e volere (capacità naturale di agire); 36

- Il rappresentato abbia la capacità legale di agire.

Volontà e stati soggettivi rilevanti

Il contratto è annullabile se la volontà del rappresentante o del rappresentato è viziata.

8.2. Conflitto di interessi

Il conflitto di interessi

Il rappresentante deve esercitare il potere di rappresentanza nell’interesse del rappresentato, ma può anche perseguire un

interesse proprio o di un altro soggetto, purché non entri in contrasto con l’interesse del rappresentato.

In nessun caso il rappresentante può agire in conflitto di interessi con il rappresentato.

Se ciò accade il negozio è annullabile su domanda del rappresentato.

Il contratto con sé stesso

Il rappresentante potrebbe stipulare un contratto con se stesso, in proprio, o come rappresentante di un altro soggetto.

Art. 1395 c.c. - È annullabile il contratto che il rappresentante conclude con se stesso, in proprio o come rappresentante di

un'altra parte.

8.3. Rappresentanza senza potere

Può accadere che un soggetto agisca come rappresentante senza esserlo o eccedendo i limiti di potere conferitogli.

Il negozio compiuto da chi non aveva il potere di rappresentante (difetto di potere) o eccedendo i limiti (eccesso di potere) non

produce alcun effetto nella sfera giuridica dell’interessato.

Inefficacia del negozio

Il negozio non può dirsi né nullo né annullabile, quindi viene dichiarato inefficace.

Il rappresentante è tenuto a risarcire all’altro contraente il danno che ha subito.

Il risarcimento è limitato al danno negativo, cioè all’interesse a non intrattenere trattative inutili e a non concludere un contratto

che si riveli nullo o inefficace.

La ratifica

Ratifica Il rappresentato può approvare ciò che è stato fatto in suo nome ad altri senza che avesse attribuito il potere di

rappresentanza.

La ratifica è un negozio unilaterale recettizio diretto all’altro contraente.

8.4. Estinzione della rappresentanza

Il potere rappresentativo si estingue:

- Quando si estingue il rapporto di base;

- Quando è stato concluso il contratto;

- A seguito della scadenza del termine;

- A seguito della rinuncia del rappresentante;

- Per morte o incapacità sopravvenuta del rappresentante;

- Quando il rappresentato revoca la procura.

° °

L’EFFICACIA DEL CONTRATTO

1. Principi generali

Art. 1372 c.c. – Il contratto ha forza di legge tra le parti.

Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause previste dalla legge.

Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti.

Non produce effetto rispetto ai terzi nel senso che gli effetti del contratto non possono ricadere su terzi estranei.

2. Gli effetti del contratto sulle parti

Il vincolo che nasce a seguito della stipula del contratto può essere sciolto solo pe le cause ammesse dalla legge, in particolare

dal mutuo consenso e dal recesso.

Il mutuo consenso

Il mutuo consenso è un vero e proprio contratto tra le parti nel quale si accordano per sciogliere il vincolo contrattuale che

prima li legava.

Il recesso

Il recesso è il diritto riconosciuto ad una o ad entrambe le parti di sciogliere con una manifestazione di volontà unilaterale il

vincolo contrattuale.

Recesso legale Quando il diritto è attribuito dalla legge.

Recesso convenzionaleQuando è previsto dalle parti.

Quando è previsto dalle parti è necessario distinguere tra:

- Contratti ad esecuzione immediata, nei quali la facoltà di recesso può essere esercitata fino a quando il contratto

stesso non abbia avuto un principio di esecuzione.

- Contratti ad esecuzione continuativa, nei quali la parte può recedere anche dopo che il contratto ha avuto un principio

di esecuzione. 37

Molto spesso al recesso è collegato un corrispettivo, definito caparra penitenziale se le parti decidono che sia versata al

momento della conclusione del contratto, oppure penitenziale quando le parti stabiliscono che dovrà essere versata solo se e

quando sarà esercitato il recesso.

3. L’interpretazione e l’integrazione del contratto

Interpretazione del contratto

Quando nascono dei contrasti tra i contraenti, il contenuto del contratto deve essere interpretato secondo alcune regole.

La regola principale, posta dall’art. 1366, è che il contratto deve essere interpretato secondo buona fede.

Interpretazione soggettiva e oggettiva

Art. 1362-1365 sono diretti alla ricostruzione dell’intenzione comune delle parti (interpretazione soggettiva).

Art.1367-1370 sono diretti ad individuare il significato obiettivo del contratto (interpretazione oggettiva).

Regola finale

L’art. 1371 pone una regola finale da applicare quando, nonostante le altre disposizioni, il contenuto resta oscuro.

- Se a titolo gratuito, deve essere interpretato nel senso meno gravoso per l’obbligato, poiché egli non riceve nessun

corrispettivo per il proprio sacrificio economico;

- Se a titolo oneroso, deve cercare di realizzarsi un’equità nell’interesse delle parti, poiché entrambi sostengono un

sacrificio economico.

Integrazione del contratto

Può accadere che le parti raggiungano un accordo sugli elementi essenziali, ma non vengano disciplinati altri aspetti importanti,

quindi il contratto dovrà essere integrato o corretto.

Per integrazione del contratto si intende il procedimento che completa il contenuto dell’accordo o determina pienamente gli

effetti del contratto.

L’art.1374 c.c. stabilisce che il contratto obbliga le parti anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge, gli usi e

le equità.

4. Gli effetti del contratto nei confronti dei terzi

Principio di relatività del contratto

L’efficacia del contratto riguarda solamente le parti, i diritti e gli obblighi che derivano dal contratto e possono costituirsi e

trasferirsi solo in capo ai contraenti.

Promessa del fatto del terzo e divieto di alienazioni

Il principio di relatività del contratto è confermato da due disposizione:

- L’art 1381 disciplina la promessa del fatto del terzo, cioè ipotesi in cui un soggetto promette ad un altro che un terzo

estraneo all’accordo assumerà una determinata obbligazione o eseguirà una determinata prestazione.

- L’art 1379 disciplina il divieto contrattuale di alienazione, patto con il quale una parte si obbliga verso l’altra a non

alienare una data cosa per un certo tempo; se non rispetta tale condizione dovrà risarcire il danno.

5. Il contratto a favore del terzo

Nozione

Art 1411-1413 disciplinano il contratto a favore di terzo, si tratta di un contratto con cui una parte si obbliga nei confronti

dell’altra a eseguire una determinata prestazione a favore di un terzo.

Interesse dello stipulante

Il contratto a favore del terzo è valido solo se la conclusione del contratto soddisfa un interesse dello stipulante, cioè la causa del

contratto.

Acquisto del diritto

Il terzo acquista il diritto per effetto della stipulazione.

In caso di revoca della stipulazione o di rifiuto del terzo di profittarne, la prestazione rimane a beneficio dello stipulante.

6. Il contratto per persona da nominare

Nozione

Si configura un contratto per persona da nominare quando, al momento della stipulazione, si inserisce nell’accordo una clausola

espressa, con la quale una delle parti dichiara di contrattare per altri la cui identità sarà precisata in un momento successivo.

L’accordo è efficace e produttivo di effetti nei confronti del nominato solo se:

- Esiste una procura anteriore al contratto;

- La persona nominata accetta la nomina.

La dichiarazione di nomina

La dichiarazione deve essere comunicata all’altra parte entro 3 giorni dalla stipulazione del contratto.

7. La cessione del contratto

Nozione

La cessione del contratto si ha quando un soggetto, cedente, sostituisce a sé un terzo, cessionario, nei rapporti derivanti da un

contratto a prestazioni corrispettive.

Affinché la cessione possa realizzarsi è necessario: 38

- Il consenso dell’altro contraente;

- Che le prestazioni ad oggetto non siano ancora state eseguite.

° °

LA PATOLOGIA DEL CONTRATTO E IL SUO SCIOGLIMENTO

1. Il vincolo contrattuale

Invalidità del contratto

Può accadere che il vincolo contrattuale non si formi affatto in quanto manca uno degli elementi essenziali del contratto o è

affetto da vizi della volontà.

Un contratto è invalido quando presenta un’irregolarità tale da poter determinare la sua inefficacia.

- Nullità, il contratto è inefficace sin dal momento in cui è stato concluso;

- Annullabile, quando il contratto e valido ma presenta un’anomalia per la quale può essere annullato;

- Rescindibile, quando vi è un grave squilibrio fra le prestazioni il giudice può rescindere tale contratto.

Lo scioglimento del contratto

Si parla di scioglimento quando il contratto nasce valido ma durante lo svolgimento del rapporto diventa impossibile.

2. La nullità del contratto

La nullità è la forma più grave di invalidità del contratto e comporta la definitiva inefficacia dell’atto.

Cause di nullità

Il contratto è nullo quando:

- È contrario ad una norma imperativa

- Manca uno degli elementi essenziali del contratto;

Mancanza di un requisito essenziale

L’accordo manca quando:

- Manca uno dei soggetti o uno è incapace giuridicamente;

- Manca una dichiarazione di volontà;

- Vi è un caso di violenza assoluta.

L’oggetto manca quando è impossibile o inesistente.

La causa manca quando il contratto non è in grado di raggiungere il suo scopo.

La forma manca quando il contratto non viene stipulato osservando la forma richiesta dalla legge.

Illiceità dei motivi

Il contratto è illecito, quindi nullo, quando le parti lo concludono per un motivo illecito comune ad entrambe.

Il contratto in frode di legge

Quando il contratto è in frode di legge, cioè manipolato con clausole per raggiungere un obiettivo illecito, la causa è illecita

quindi è nullo.

Conseguenze della nullità

Il contratto nullo è improduttivo di effetti

L’azione di nullità è detta assoluta poiché può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse.

La nullità non è soggetta a prescrizione e può essere rilevata d’ufficio dal giudice.

Nullità parziale

La nullità può essere parziale, cioè riguardare solo una parte del contratto.

Se il contratto è in grado di realizzare lo scopo dei contraenti esso rimane valido.

2.1 La conversione del contratto nullo

Il contratto nullo non può essere sanato, ma può essere convertito.

La conversione è il fenomeno attraverso il quale un contratto nullo può produrre gli effetti di un contratto diverso, del quale

contenga i requisiti di sostanza e di forma.

3. L’annullabilità

In presenza di vizi meno gravi di quelli della nullità, il contratto e temporaneamente in grado di produrre effetti, ma ad una delle

parti è attribuito il potere di chiedere al giudice una pronuncia che li faccia venir meno.

Cause di annullabilità

Il contratto è annullabile in due ipotesi:

- Quando una delle parti è privo della capacità di agire o incapace di intendere e volere;

- Quando la volontà di una delle parti risulta viziata da errore, dolo o violenza morale.

Incapacità

È annullabile il contratto se una delle parti era legalmente incapace di contrarre o di intendere e volere.

Vizi del consenso

Il contratto è annullabile in tutti i casi in cui il consenso è afflitto da vizi, cioè errore, dolo o violenza morale. 39

La volontà si è formata in modo viziato in quando sono intervenuti fattori tali da indurre la parte a concludere un contrato che

altrimenti non avrebbe concluso o che lo avrebbe fatto a condizioni diverse.

Conseguenza dell’annullabilità

Il contratto annullabile è un contratto temporaneamente produttivo di effetti, i quali però possono essere considerati nulli a

seguito di una pronuncia del giudice.

L’annullabilità è relativa perché può essere fatta valere solo dalla parte il cui interesse è stabilito per legge e non può essere

rilevata dal giudice.

L’azione di annullamento si prescrive in 5 anni.

3.1 La convalida del contratto annullabile

Il contratto annullabile può essere convalidato dal soggetto al quale spetta l’azione di annullamento solo se non sussiste più il

motivo che lo rendeva annullabile.

La convalida può essere espressa, se la parte la dichiara attraverso un atto, o tacita se dà volontaria esecuzione.

4. La rescissione

Con la rescissione si può sciogliere un contratto stipulato in stato di pericolo o di bisogno con uno squilibrio nel rapporto di

corrispettività.

Contratto concluso in stato di pericolo

È rescindibile il contratto concluso in stato di pericolo, necessità che deve essere nota alla controparte.

Presupposti per la rescissione sono:

- L’esistenza del pericolo attuale di un danno grave ad una persona;

- Il pericolo deve essere noto alla controparte;

- Esistenza di una reale sproporzione nelle condizioni contrattuale.

Contratto concluso in stato di bisogno

È rescindibile il contratto concluso in stato di bisogno, dove la sproporzione tra le prestazioni è dipesa dallo stato di bisogno di

una parte, stato del quale l’altra si è approfittata.

L’azione può essere esercitata soltanto se la lesione eccede la metà del valore che la prestazione aveva nel momento della

conclusione del contratto.

Presupposti della rescissione sono:

- La situazione di bisogno di una delle parti;

- Il valore almeno doppio di una prestazione rispetto all’altra al momento della domanda;

- L’approfittamento dello stato di bisogno.

Disciplina

Il contratto rescindibile produce temporaneamente i suoi effetti e non può essere convalidato.

La rescissione può essere richiesta soltanto dalla parte che ha subito condizioni svantaggiose e si prescrive in un anno.

Il contraente contro il quale è domandata la rescissione può evitarla offrendo una modificazione del contratto sufficiente per

ricondurlo all’equità.

5. Lo scioglimento del contratto

Lo scioglimento si verifica quando il vincolo tra le parti nasce validamente ma gli effetti del contratto cessano in un momento

successivo per motivi che riguardano lo svolgimento del rapporto.

Lo scioglimento può essere:

- Volontario, quando è chiesto dalle parti;

- Legale, quando viene chiesta la risoluzione per inadempimento, per impossibilità sopravvenuta o per eccessiva

onerosità.

6. La risoluzione

La risoluzione opera solo in contratti a prestazioni corrispettive, nei quale alla prestazione di una parte corrisponde la

prestazione dell’altra parte (prestazioni sinallagmatiche).

La risoluzione serve per sciogliere un contratto per cause successive alla sua stipulazione.

Ciò può avvenire perché una delle parti è inadempiente, perché una delle prestazioni diventa impossibile o per eccessiva

onerosità.

Efficacia retroattiva della risoluzione

Poiché la risoluzione ha efficacia retroattiva, le parti sono tenute a restituire le prestazioni già ricevute o un corrispettivo in

denaro.

Nei contratti ad esecuzione continua o periodica l’effetto della risoluzione non si estende alle prestazioni già eseguite.

La risoluzione non ha effetto sui terzi.

5.1. La risoluzione per inadempimento

Se una parte non adempie per una causa a lei imputabile, l’altra parte può chiedere giudizialmente l’adempimento oppure agire

per la risoluzione del contratto. 40

La parte adempiente avrà diritto al risarcimento del danno.

Presupposti

Sono presupposti della risoluzione per inadempimento:

- L’inadempimento di una delle parti;

- La gravità dell’inadempimento.

La risoluzione può essere:

- Giudiziale, se pronunciata da un giudice su domanda di una delle parti;

- Di diritto, se lo scioglimento deriva da una dichiarazione di una parte di volersi avvalere della risoluzione.

Risoluzione di diritto

Il codice prevede 3 tipi di risoluzione di diritto:

- Clausola risolutiva espressaI contraenti possono inserire nel contratto una clausola con la quale convengono

che se una determinata obbligazione non sarà adempiuta con le modalità stabilite, il

contratto si risolverà di diritto.

- Diffida ad adempiereIntimazione ad adempiere entro un congruo termine, fatta per iscritto, oltre il quale il

contratto si intenderà risolto.

- Termine essenziale Quando il termine fissato per la prestazione di una delle parti deve considerarsi essenziale

nell’interesse dell’altra (es. abito per la sposa entro il matrimonio).

5.2. La risoluzione per impossibilità sopravvenuta

Se una parte non adempie per una causa a lei non imputabile si ha risoluzione per impossibilità sopravvenuta.

Il contratto si scioglie di diritto e la parte liberata non può pretendere la controprestazione e deve restituire ciò che ha già

ricevuto.

Per i contratti che trasferiscono la proprietà di un bene o di un diritto, essendo dettati dal principio consensualistico, la proprietà

si trasferisce con la manifestazione del consenso.

Se il bene perisce dopo il consenso, ma prima del trasferimento, l’acquirente è comunque obbligato a pagarne il prezzo.

5.3. La risoluzione per eccessiva onerosità

Si può richiedere la risoluzione per eccessiva onerosità quando, dopo aver concluso un contratto, la prestazione di una delle

parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili.

L’onerosità sopravvenuta deve essere eccessiva e determinare un grave squilibrio fra le prestazioni.

° °

PRINCIPALI CONTRATTI TIPICI

1. I contratti tipici

I contratti tipici sono quei contratti che, per la loro importanza o frequenza, sono stati specificamente regolati dal legislatore.

Solitamente sono distinti in due categorie:

- Contratti stipulati fra imprenditori o fra imprenditori e privati;

- Contratti stipulati fra privati.

2. La compravendita

È il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di un bene o di un diritto verso il corrispettivo di un prezzo.

Caratteristiche

È un contratto:

- Consensuale, poiché per il suo perfezionamento basta il consenso delle parti;

- Ad effetti reali, in quanto determina il trasferimento di proprietà;

- Sinallagmatico, poiché le prestazioni delle parti sono strettamente legate fra loro;

- Commutativo, in quando al momento della conclusione è possibile stabilire l’entità del vantaggio e del sacrificio delle

parti;

- A forma libera, perché le parti possono manifestare il proprio consenso in qualsiasi forma, eccetto per beni immobili

che richiedono la forma scritta;

- A due parti, perché è stipulato sempre e solo dalla parte venditrice e dalla parte compratrice.

Le obbligazioni del venditore

Le obbligazioni del venditore che sorgono a seguito della stipulazione di un contratto di compravendita sono:

- Consegnare la cosa al compratore, nello stato in cui si trovava nel momento della conclusione del contratto;

- Fare acquistare la proprietà al compratore, nel caso di vendita futura, di cosa altrui, generica o con riserva.

Il venditore deve fornire al compratore due garanzie: quella per evizione e quella per vizi.

Garanzia per evizioneIl venditore deve garantire all’acquirente di essere titolare del diritto di proprietà pieno ed esclusivo sul

bene, senza che nessun’altro potrà privare l’acquirente di tale diritto rivolgendosi al giudice.

Garanzia per viziIl venditore deve garantire che l’oggetto non presenti vizi, cioè imperfezioni che rendono la cosa non idonea

all’uso cui è destinata o ne diminuiscono notevolmente il valore.

Deve trattarsi di vizi occulti, poiché se si tratta di vizi facilmente riconoscibili al momento della conclusione del contratto tale 41

garanzia non opera a meno che il venditore abbia espressamente dichiarato l’assenza di vizi.

Se il bene presenta vizi il compratore può:

- Chiedere la risoluzione del contratto (azione redibitoria);

- Chiedere la riduzione di prezzo pattuito per la vendita (azione estimatoria)

Le obbligazioni del compratore

Il compratore è obbligato a:

- Pagare il prezzo pattuito per la vendita;

- Pagare le spese della vendita, salvo diverso accordo fra le parti.

3. La permuta

Art.1552 c.c.- È il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o altri diritti, da un contraente

all’altro.

4. La locazione

Nozione e caratteri

Art.1571 c.c.- è il contratto con il quel una parte (locatore) si obbliga a far godere all’parte (locatario o conduttore) una cosa

mobile o immobile per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo.

La locazione è un contratto consensuale, sinallagmatico, di durata, ad effetti obbligatori.

Le obbligazioni del locatore

Gli obblighi gravanti sul locatore sono:

- La consegna del bene in buono stato di manutenzione,

- Mantenerla in uno stato utilizzabile per l’uso convenuto.

Le obbligazioni del conduttore

Il conduttore deve:

- Prendere in consegna la cosa;

- Osservare la diligenza del buon padre di famiglia nell’utilizzarla;

- Servirsi della cosa per l’uso determinato nel contratto;

- Pagare il corrispettivo pattuito nei termini convenuti.

Il conduttore ha l’obbligo di custodire la cosa in quanto responsabile, e deve restituirla nello stato in cui l’ha ricevuta.

5. Il mandato

Nozione

Art.1703 c.c.- Il mandato è il contratto con il quale una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici nei

confronti di un'altra parte (mandante).

Mandato con e senza rappresentanza

Mandato con rappresentanzaIl mandatario può agire in nome e per conto del mandante, sul quale ricadranno tutti gli

effetti degli atti compiuti dal mandatario.

Il mandatario deve essere accompagnato da una procura opponibile ai terzi.

Mandato senza rappresentanzaIl mandatario agisce in nome proprio ma per conto del mandante, quindi assume in

proprio gli obblighi e i diritti che derivano dall’affare.

Il mandatario ha l’obbligo di trasferire al mandante i diritti acquistati.

Obblighi del mandatario

Il mandatario deve:

- Eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia;

- Rispettare i limiti del mandato senza eccedere o discostarsi dalle istruzioni ricevute.

Obblighi del mandante

Il mandante deve:

- Fornire al mandatario i mezzi necessari per l’esecuzione del mandato;

- Pagare al mandatario il corrispettivo pattuito;

- Rimborsare al mandatario eventuali spese sostenute e danni subiti.

6. Il mutuo

Nozione

Art.1813- Il mutuo è il contratto con il quale una parte (mutuante) consegna all’altra parte (mutuatario) una determinata

quantità di denaro o di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità.

Caratteri

Il mutuo è un contratto:

- Traslativo, poiché le cose date a mutuo diventano di proprietà del mutuatario;

- Reale, perché si perfeziona con la consegna delle cose al mutuatario;

- A titolo oneroso, perché il mutuatario è tenuto al pagamento degli interessi.

7. Il comodato 42

Art.1803- il comodato è il contratto con il quale una parte (comodante) consegna all’altra parte (comodatario) una cosa mobile o

immobile, affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l’obbligo di restituirla.

È un contratto con soli effetti obbligatori.

A differenza della locazione:

- È necessariamente gratuito;

- È di tipo reale, poiché si perfeziona solo dopo la consegna del bene.

8. L’appalto

L’appalto è il contratto con il quale una parte assume, con i propri mezzi e a proprio rischio, l’obbligazione di compiere per l’altra

parte un’opera o un servizio contro un corrispettivo in denaro.

L’appaltatore dispone di un’organizzazione di mezzi e assume a proprio rischio la gestione dell’attività produttiva.

L’appaltatore deve eseguire l’opera o il servizio a lui commissionato secondo le modalità pattuite.

L’appaltatore è tenuto a dare la garanzia per vizi e per difformità.

9. Il contratto d’opera

Con il contratto d’opera una parte si obbliga a compiere un’opera o un servizio per un’altra parte, con mezzi propri e a proprio

rischio, senza vincolo di subordinazione.

Il contratto d’opera ha in comune con l’appalto l’indipendenza del commissionario rispetto al committente e l’assunzione del

rischio.

° °

I FATTI ILLECITI E LA RESPONSABILITA’ EXTRACONTRATTUALE

1. I fatti illeciti

Nozione

Il fatto illecito determina il sorgere dell’obbligo del risarcimento.

Art.2043 c.c.- Per fatto illecito si intende qualsiasi fatto doloro o colposo, che cagiona ad altri danno ingiusto, obbliga colui che lo

ha commesso a risarcire il danno.

Illecito civile e penale

Illecito civileConsiste nella violazione di una norma posta a tutela di un interesse privato alla quale consegue una sanzione

risarcitoria e può essere sia contrattuale che extracontrattuale.

Illecito penale o reatoConsiste nella violazione di una norma posta a tutela dell'interesse pubblico alla quale consegue

una sanzione punitiva

La responsabilità derivante da un contratto illecito si chiama responsabilità extracontrattuale.

Tale responsabilità ha la funzione di:

- Sanzionare chi ha cagionato il danno;

- Prevenire il compimento di fatti illeciti;

- Risarcire chi ha subito il danno.

2. Gli elementi dell’illecito

Gli elementi dell’illecito sono:

- L’antigiuridicità del danno, cioè un danno ingiusto;

- Il nesso di causalità tra il fatto e il danno;

- La colpevolezza di chi cagiona il danno;

- L’imputabilità, cioè la capacità di intendere e di volere di chi cagiona il danno.

Antigiuridicità

È l’illecito che provoca un danno ingiusto.

Perché il danno sia ingiusto non devono sussistere cause di giustificazione come:

- La legittima difesa, per la quale non è responsabile chi cagiona un danno per legittima difesa di se o di altri, la quale

deve essere proporzionata all’offesa;

- Lo stato di necessità, in base al quale non è responsabile chi ha provocato il danno per esservi stato costretto dalla

necessità di salvare sé stesso o un’altra persona dal pericolo di un danno grave alla persona.

Il nesso di causalità

Deve esistere un nesso tra il fatto posto in essere e il danno provocato.

Il danno risarcibile è quello che si configura come conseguenza immediata e diretta della condotta del soggetto agente.

L’imputabilità

Non risponde delle conseguenze del fatto dannoso chi non aveva la capacità di intendere e di volere al momento in cui lo ha

commesso.

La colpevolezza

Colpevolezza significa che il soggetto agente ha compiuto il fatto colposamente o dolosamente.

Un comportamento è doloso quando colui che ha provocato il danno ha previsto e voluto l’evento dannoso come conseguenza

della propria azione. 43

Un comportamento è colposo quando colui che ha provocato il danno non aveva previsto le conseguenze dannose della propria

azione, ma queste si sono verificate a causa di negligenza, imprudenza o imperizia.

3. La responsabilità oggettiva

Si parla di responsabilità oggettiva quando il soggetto è chiamato a rispondere del danno sulla base del solo nesso di causalità

anche se non ha agito con colpa o con dolo.

Vengono utilizzati criteri diversi rispetto a quelli degli illeciti normali, come il criterio del rischio.

Chi svolge una certa attività ne sopporta anche i rischi.

Sono considerate ipotesi di responsabilità oggettiva la responsabilità:

- Di padroni e committenti;

- Per l’esercizio di attività pericolosa;

- Per danni derivanti da cose o animali in custodia;

- Per rovina di edificio;

- Per danni derivanti dalla circolazione di veicoli;

- Per danno da prodotti difettosi.

4. La responsabilità per fatto altrui

In alcuni casi la legge prevede la responsabilità di un soggetto diverso dall’autore del fatto illecito in aggiunta o in sostituzione di

quest’ultimo.

Se il danno è stato provocato da una persona incapace di intendere e di volere la responsabilità grava su chi era tenuto alla

sorveglianza del soggetto, salvo che non provi di non aver potuto impedire il fatto.

Nel caso dei genitori o dei tutori di minori, si aggiungono alla responsabilità di quest’ultimo se egli era in grado di intendere e

volere.

La stessa responsabilità grava sui precettori e sui maestri d’arte per i fatti illeciti compiuti dagli allievi.

5. Il risarcimento del danno

L’art. 2043 obbliga colui che ha commesso il fatto illecito a risarcire il danno.

Il danno patrimoniale

Il danno patrimoniale è il danno che determina un pregiudizio patrimoniale al danneggiato.

Può essere risarcito attraverso la reintegrazione in forma specifica o per equivalente.

La reintegrazione in forma specifica consiste nel ricreare la stessa situazione che vi sarebbe stata se il danneggiante non avesse

posto in essere il fatto illecito.

Nella maggior parte dei casi il risarcimento avviene per equivalente, cioè con il pagamento di una somma di denaro.

Il risarcimento del danno per equivalente deve comprendere sia il danno emergente che il lucro cessante.

Il danno non patrimoniale

Il danno non patrimoniale è il danno arrecato direttamente alla persona del danneggiato, senza colpire, né direttamente né

indirettamente il suo patrimonio.

Viene inteso come comprensivo di ogni danno derivante da lesione di valori inerenti la persona, in particolare:

- Danno morale soggettivo, inteso come turbamento dello stato d’animo di una persona conseguente ad un illecito;

- Danno biologico; inteso come la lesione dell’integrità psichica e fisica della persona che può essere accertata da un

punto di vista medico;

- Danno esistenziale, modificazione in peggio delle proprie abitudini di vita dovuto a lesioni derivanti da un fatto illecito,

tale danno è stato cancellato dalla cassazione.

6. Responsabilità extracontrattuale e contrattuale

La responsabilità extracontrattuale, che nasce dal compimento di un atto illecito, si differenzia sotto molteplici aspetti dalla

responsabilità contrattuale, che nasce dall’inadempimento di un’obbligazione.

Tali divergenze riguardano in particolare:

Ex.c_Il

- L’onere della prova danneggiato deve provare gli elementi del suo diritto per ottenere il risarcimento;

Cnt_Il creditore deve provare solo l’esistenza e l’esigibilità del credito.

- I danni risarcibiliCnt_Sono risarcibili solo i danni prevedibili al momento in cui è sorta l’obbligazione;

Ex.c_Non vi è limite sui danni risarcibili.

- Termini di prescrizioneCnt_Il diritto al risarcimento del danno si prescrive entro 10 anni;

Ex.c_Il diritto al risarcimento si prescrive entro 5 anni.

° °

PROMESSE UNILATERALI E OBBLIGAZIONI DI LEGGE

1. Atti o fatti idonei a produrre un’obbligazione

Il codice civile individua come fonti di obbligazione: le promesse unilaterali; la gestione di affari altrui; il pagamento

dell’indebito; l’arricchimento senza causa; i titoli di credito.

2. Le promesse unilaterali

Nozione 44

Le promesse unilaterali sono negozi giuridici unilaterali con i quali un soggetto assume un’obbligazione nei confronti di altri

soggetti.

Le promesse unilaterali sono la promessa al pubblico, la promessa di pagamento e la ricognizione del debito.

La promessa al pubblico

È un atto unilaterale mediante il quale una persona, rivolgendosi alla generalità, promette di effettuare una prestazione a favore

di chiunque si trovi in una determinata situazione o compia una determinata azione (es. ritrovare cane smarrito).

La promessa al pubblico è vincolante appena viene resa pubblica e può essere revocata solo per giusta causa.

La promessa di pagamento e la ricognizione del debito

Sono dichiarazioni unilaterali con il quale il dichiarante promette di pagare o si riconosce debitore di una determinata somma.

I titoli di credito

Sono dei particolari documenti destinati alla circolazione che attribuiscono al possessore il diritto ad una prestazione (cambiali,

assegni, fede di deposito, ecc.).

La funzione dei titoli di credito è quella di facilitare il trasferimento dei crediti, soprattutto negli scambi commerciali.

3. La gestione di affari

Nozione

La gestione di affari altrui si verifica quando un soggetto assume spontaneamente la gestione di un affare riguardante il

patrimonio di un'altra persona.

Obblighi del gestore e dell’interessato

Il gestore:

- Una volta iniziata la gestione deve continuarla e condurla a termine finché l’interessato non sia in grado di provvedervi

da solo.

- È soggetto alle stesse obbligazioni che deriverebbero dal conferimento di un mandato.

L’interessato:

- Deve adempiere le obbligazioni che il gestore ha assunto nome di lui;

- Deve tenere indenne il gestore dalle obbligazioni assunte in suo nome e rimborsargli le spese.

4. Il pagamento dell’indebito

Nozione

Il pagamento dell’indebito si ha quando un soggetto ha eseguito un pagamento non dovuto.

Colui che ha effettuato il pagamento ha diritto alla restituzione della somma.

Indebito oggettivo e soggettivo

Si ha indebito oggettivo quando viene pagato un debito che in realtà non esiste, poiché non è dovuto.

Si ha indebito soggettivo quando viene pagato un debito esistente, ma colui che ha effettuato l’adempimento non era il vedo

debitore, quindi ha diritto ad ottenere la restituzione del pagamento in base ad un errore scusabile.

5. L’arricchimento senza causa

Nozione

L’arricchimento senza causa si verifica ogni volta che un soggetto, senza l’esistenza di una giusta causa, si è arricchito a danno di

un'altra persona.

Al soggetto danneggiato spetta un’azione di “ingiustificato arricchimento”.

° °

I RAPPORTI FAMIGLIARI

1. La nozione giuridica di famiglia

Le norme costituzionali

La famiglia è vista come una delle più importanti formazioni sociali all’interno delle quali l’uomo svolge la propria personalità.

La famiglia come società naturale

La repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

È qualificata come una società naturale, cioè un gruppo di persone che nasce e si sviluppa spontaneamente per soddisfare

esigenze primarie nella vita degli individui.

Famiglia legittima e famiglia di fatto

La famiglia presa in considerazione è quella fondata sul matrimonio.

Famiglia legittimaFamiglia che si fonda su un atto giuridico (matrimonio) con il quale due persone si impegna a

condividere la propria vita.

Famiglia di fattoUnione non fondata sul matrimonio, ma comunque stabile e duratura basata sul rispetto e sulla

solidarietà reciproca.

Uguaglianza morale e giuridica dei coniugi

È affermata la regola dell’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, poiché dal matrimonio derivano eguali doveri e diritti

(uguaglianza giuridica) e la disciplina dei loro rapporti deve essere tale da proteggere la dignità di entrambi e deve evitare

qualsiasi sacrificio della personalità di un coniuge a favore dell’altro (eguaglianza morale). 45

Istruzione ed educazione dei figli

L’art. 30 Cost. stabilisce che è dovere dei genitori mantenere, educare ed istruire i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.

L’istruzione e l’educazione dei figli è un dovere perché la norma intende proteggere gli interessi della prole, ma è anche un

diritto in quanto i genitori possono scegliere liberamente il tipo di educazione da impartire, purché non sia lesivo nei confronti

della personalità dei figli.

2. La riforma del diritto di famiglia

Il codice civile del 1942 aveva una struttura verticista della famiglia, con a capo il marito che aveva un pieno potere sui figli e

sulla moglie e tale codice discriminava fortemente i figli avuti al di fuori del matrimonio.

Tra fine anni ‘60 e inizio dei ’70 vi fu una forte necessità di adeguare le norme ai principi della Costituzione.

Con la Legge 19 Maggio 1975, n.151 viene riformato il diritto della famiglia.

I punti più importanti della riforma sono:

- Attuazione del principio di uguaglianza tra coniugi;

- Eliminazione delle discriminazioni tra figli legittimi e figli naturali;

- Introduzione della comunione dei beni fra i coniugi, con il quale i beni acquistati dopo il matrimonio cadono in

comunione tra i coniugi.

3. I vincoli famigliari

Coniugio, parentela e affinità

I vincoli famigliari possono essere di tre tipi: coniugio, parentela e affinità.

ConiugioÈ il rapporto che si crea a seguito della celebrazione del matrimonio tra marito e moglie.

Parentela È il rapporto che lega le persone che discendono da uno stesso individuo, detto “stipite” (padre e figlio,

nonno e nipote, fratelli e sorelle).

AffinitàÈ il rapporto che lega un coniuge ai parenti dell’altro coniuge (genere e suocero, nuora e suocera).

Parentela in linea retta, collaterale e i gradi di parentela

La parentela può essere in:

- Linea retta, formata dalle persone che discendono le une dalle altre (padre e figlio, nonno e nipote);

- Linea collaterale, cioè le persone che hanno uno stipite in comune (fratelli e cugini).

Il vincolo di parentela può essere più o meno stretto e si misura in gradi.

4. La famiglia di fatto

Nozione

L’espressione famiglia di fatto fa riferimento all’unione di due persone che, pur non avendo contratto matrimonio, convivono

come se fossero sposate, quindi con una stabile relazione.

Rilevanza della famiglia di fatto

L’art. 29 Cost. riconosce unicamente la famiglia legittima, però il fenomeno della convivenza è sempre più diffuso quindi vi è

l’esigenza di una sua regolamentazione.

Devono tenersi distinti i rapporti:

- Tra genitori e figli, che essendo regolamentati dalla costituzione non pongono particolari problemi;

- Personali tra conviventi, che per l’assenza del vincolo matrimoniale impedisce il sorgere di obbligazioni come fedeltà,

assistenza morale e materiale, i quali possono costituire solo un dovere morale o sociale.

° °

IL MATRIMONIO E I RAPPORTI TRA CONIUGI

1. Il matrimonio come atto e come rapporto

Il termine matrimonio può essere inteso come:

- Atto con il quale si costituisce il vincolo matrimoniale, attraverso la manifestazione al pubblico ufficiale.

- Rapporto che si instaura tra i coniugi per i diritti e i doveri.

2. Il matrimonio come atto

Con il Concordato 11 febbraio 1929 lo Stato Italiano e il Vaticano hanno stipulato un patto (patti lateranensi) diretto a regolare i

rapporti riguardanti il matrimonio.

Con il Concordato del 1984 è stata prevista la possibilità di attribuire effetti civili al matrimonio religioso attraverso la

trascrizione nei registri dello stato civile.

Forme di matrimonio

Esistono ora due forme di matrimonio:

- Matrimonio civile, celebrato davanti all’ufficiale di stato civile e interamente regolato dal diritto civile;

- Matrimonio concordatario, celebrato in chiesa ma che acquista diritti civili con la trascrizione in un registro civile.

3. La promessa di matrimonio

Promessa solenne e semplice

La promessa di matrimonio è la dichiarazione con la quale due persone promettono di prendersi in matrimonio.

È necessario distinguere tra: 46

- Promessa solenne, caratterizzata dalla presenza dei requisiti di forma e sostanza;

- Promessa semplice, non presenta i requisiti di forma e sostanza ma è un semplice fatto sociale.

Effetti

Entrambe le promesse non determinano l’obbligo di contrarre matrimonio.

Solo la promessa solenne obbliga al risarcimento del danno colui che senza giusto motivo rifiuti di eseguirla.

4. Il matrimonio civile

Per poter contrarre matrimonio la legge richiede dei requisiti e l’assenza di situazioni che impediscano il matrimonio.

Requisiti

I requisiti sono:

- La maggiore età di entrambi i contraenti;

- La sanità mentale degli sposi;

- La libertà di stato, cioè che chi è già sposato non può contrarre un altro matrimonio.

Impedimenti

Vi sono due tipi di impedimenti, quelli dirimenti e quelli impedienti.

Gli impedimenti dirimenti sono quelli che rendono nullo il matrimonio:

- L’esistenza di un vincolo di parentela, di affinità o di adozione tra uomo e donna che intendono sposarsi impedisce la

celebrazione del matrimonio.

- Il delitto, cioè chi ha ucciso o tentato di uccidere una persona non può sposare il coniuge di questa.

Gli impedimenti impedienti non rendono nullo il matrimonio ma la loro inosservanza comporta una sanzione:

- Lutto vedovile, la donna che vuole contrarre nuovo matrimonio dopo un lutto deve aspettare 300 giorni;

- Omissione delle pubblicazioni, salvo casi di esonero.

Le pubblicazioni e la celebrazione

Le pubblicazioni sono una formalità che deve precedere il matrimonio e hanno lo scopo di portare a conoscenza i terzi in modo

che chiunque abbia interesse possa opporsi.

Esse consistono nell’affissione di un atto che contenga le generalità degli sposi presso il Comune di residenza.

La celebrazione avviene pubblicamente dinnanzi all’ufficiale dello stato civile del Comune del luogo in cui è stata fatta richiesta e

alla presenza di due testimoni.

5. L’invalidità del matrimonio

È possibile distinguere diverse ipotesi di invalidità dell’atto e precisamente tra:

- Irregolarità, le quali non incidono sulla validità dell’atto ma comportano una sanzione amministrativa;

- Inesistenza, che si ha quando manca la stessa parvenza di un atto matrimoniale, per esempio manca la presenza di un

pubblico ufficiale o gli sposi non hanno dato il loro consenso.

- Nullità; il matrimonio può ritenersi nullo quando:

 È contratto in assenza di libertà di stato;

 È contratto in presenza di un vincolo di parentela, affinità o adozione;

 È contratto in presenza di un impedimento di un delitto.

- Annullabilità, che può essere assoluta, quando chiunque vi abbia interesse può impugnare l’atto, o relativa, quando

possono impugnare l’atto solo alcuni soggetti indicati dalla legge.

I casi di annullabilità sono quando il matrimonio:

 È contratto in presenza di un vincolo di parentela, affinità o adozione dispensabile;

 È contratto dal minore di età;

 È contratto dall’interdetto per infermità mentale;

 È contratto da un soggetto incapace di intendere e di volere;

 È contratto a causa di una violenza o da un timore esterne allo sposo;

 È contratto per effetto di un errore sull’identità della persona o sulle qualità personali.

6. Il matrimonio putativo

Si definisce matrimonio putativo il matrimonio dichiarato nullo o annullabile qualora lo stesso sia stato contratto in buona fede

da almeno una parte o qualora il consenso sia stato estorto con la violenza.

In questo caso gli effetti del matrimonio si producono fino alla dichiarazione di nullità o annullamento e gli effetti si producono

anche sui figli.

7. Il matrimonio concordatario

Il matrimonio concordatario è il matrimonio che viene celebrato in presenza di un ministro del culto cattolico con l’osservanza

delle regole del diritto canonico.

Esso produce effetti civili purché la celebrazione sia stata preceduta dalle pubblicazioni e che l’atto sia trascritto sui registri

patrimoniali del Comune. 47

Con la trascrizione il matrimonio religioso acquista retroattivamente l’efficacia civile.

8. Il matrimonio acattolico

Si definisce matrimonio acattolico il matrimonio celebrato davanti un culto diverso da quello cattolico.

È comunque disciplinato dalle norme civili con la particolarità di essere celebrato da un ministro di un altro culto.

9. Diritti e doveri dei coniugi

I coniugi, a seguito del matrimonio, acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi obblighi.

I doveri in particolare sono:

- La coabitazione, cioè la normale convivenza tra coniugi e nella comunione di casa e di vita.

- La fedeltà, che consiste nell’astenersi da rapporti sentimentali o sessuali nei confronti di altri;

- L’assistenza, ossia l’obbligo di entrambi i coniugi di far fronte alle esigenze morali e materiali dell’altro;

- Entrambi devono collaborare e contribuire alla gestione e ai bisogni economici della famiglia.

10. I rapporti patrimoniali

Il regime patrimoniale

Il regime patrimoniale della famiglia è l’imprime di regole che disciplina in modo organico gli effetti giuridici di comportamenti

futuri dei coniugi.

Regime legale e convenzionale

Il regime patrimoniale della famiglia può essere:

- Legale, quando trova la sua fonte nella legge come la comunione dei beni;

- Convenzionale, quando trova la sua fonte nelle volontà dei coniugi.

10.1. La comunione legale dei beni

In mancanza di una diversa volontà dei coniugi, i rapporti patrimoniali tra gli stessi sono regolati dalle norme in materia di

comunione legale.

Oggetto della comunione

Costituiscono oggetto della comunione:

- Gli acquisti compiuti dai coniugi durante il matrimonio;

- Le aziende gestite da entrambi costituite dopo il matrimonio;

- I frutti dei beni proprio di ciascuno dei coniugi;

- I proventi dell’attività separata da ciascuno dei coniugi;

- I beni destinati all’esercizio dell’impresa di uno dei coniugi costituita dopo il matrimonio.

I beni personali

I beni personali di ciascun coniuge Non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali quei beni:

- Di cui un coniuge era proprietario prima del matrimonio;

- Acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione;

- Di uso strettamente personale e i loro accessori;

- Che servono all’esercizio della professione del coniuge;

- Ottenuti a titolo di risarcimento del danno e la pensione;

- Acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o con il loro scambio.

Amministrazione dei beni in comunione

10.2. Lo scioglimento della comunione

La comunione si scioglie nei seguenti casi:

- Dichiarazione di assenza o di morte presunta di uno dei coniugi;

- Annullamento del matrimonio;

- Separazione personale dei coniugi;

- Separazione giudiziale dei beni;

- Mutamento convenzionale del regime patrimoniale;

- Fallimento di uno dei due coniugi.

I coniugi provvederanno prima ai rimborsi e alle restituzioni e poi, se vogliono, alla divisione della comunione in parti uguali

dell’attivo e del passivo.

10.3. Le convenzioni matrimoniali e i regimi convenzionali

Le convenzioni matrimoniali

I coniugi possono modificare, sostituire o integrare il regime legale tramite la convenzione matrimoniale, un accordo fra i coniugi

che deve essere consacrato con un atto pubblico stipulato in presenza di due testimoni.

Il regime patrimoniale scelto dai coniugi deve essere reso pubblico con una delle seguenti forme:

- Annotazione nei registri dello stato civile;

- Trascrizione nei registri immobiliari.

La separazione dei beni 48

I coniugi possono sostituire al regime della comunione quello della separazione dei beni, ossia che ciascun coniuge rimane

titolare esclusivo dei beni da esso acquistati durante il matrimonio.

La comunione convenzionale

Comunione legale modificata dai coniugi mediante una convenzione matrimoniale, con la quale possono escludere o immettere

alcuni beni che normalmente non vi rientrerebbero.

Il fondo patrimoniale

I coniugi o un terzo possono costituire un patrimonio vincolato destinato a far fronte ai bisogni della famiglia.

Il fondo patrimoniale ha sostituito il vecchio patrimonio famigliare.

Possono costituire oggetto del fondo patrimoniale solo i beni immobili, i beni mobili iscritti e i titoli di credito.

11. La separazione personale dei coniugi

Nozione

La separazione personale è una situazione temporanea che non incide sull’atto matrimoniale ma sui suoi effetti.

La separazione può essere consensuale o giudiziale.

Separazione consensuale

La separazione consensuale è quella che avviene per accordo delle parti.

Tale accordo deve essere sottoposto alla valutazione del giudice e deve essere omologato dal tribunale.

Separazione giudiziale

La separazione giudiziale è pronunciata dal giudice e presuppone che i coniugi non abbiano trovato un accordo sulle condizioni

della separazione stessa.

Il giudice dichiara a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione.

Provvedimenti relativi ai figli

A seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme il figlio dovrebbe essere affidato ad entrambi i genitori, quindi la potestà

genitoriale è esercitata da entrambi i genitori.

La riconciliazione

Gli effetti della separazione possono cessare a seguito della riconciliazione dei coniugi o dello scioglimento definitivo.

La riconciliazione può essere espressa o tacita.

12. Lo scioglimento e la cessazione degli effetti civili del matrimonio

Fino al 1970 il vincolo matrimoniale poteva venire meno solo a seguito della morte di un coniuge, ora, con la legge 1 Dicembre

1970, n.898, è stato introdotto l’istituto del divorzio.

Cause

Il giudice può pronunciare il divorzio quando accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può essere

mantenuta o ricostituita.

Il divorzio può essere chiesto quando sono trascorsi 3 anni dalla pronuncia della separazione.

Le altre principali cause di divorzio sono:

- Sentenze penali di almeno 15 anni;

- L’annullamento o lo scioglimento del matrimonio;

- La consumazione del matrimonio;

- La sentenza di rettificazione del sesso di uno dei coniugi.

Conseguenze

A seguito del divorzio vengono meno tutti i doveri coniugali.

Derivano anche le seguenti conseguenze patrimoniali:

- Assegno periodico per la parte con uno svantaggio economico;

- Entrambi gli ex coniugi perdono i diritti successori;

- Si verifica lo scioglimento della comunione legale.

I doveri verso i figli non vengono meno e il tribunale decide a chi devono essere affidati e in che misura l’altro genitore deve

contribuire al loro mantenimento.

° °

LA FILIAZIONE

1. La filiazione

La filiazione è il rapporto che intercorre fra una persona fisica (figlio) e coloro che l’hanno concepita (genitori).

Vi sono due tipi di filiazione:

- Legittima, che sussiste quando il figlio è procreato da due coniugi;

- Naturale, che sussiste quando è procreato da due persone non sposate.

Vi è anche il rapporto di adozione che viene regolato come filiazione anche se manca l’evento naturale della generazione.

2. La filiazione legittima

Presupposti

Per definire la filiazione legittima devo sussistere 4 presupposti: 49

- Deve esistere un valido matrimonio tra i genitori;

- Il figlio deve essere partorito dalla donna sposata;

- Il figlio deve essere stato generato dal marito;

- Il concepimento deve essere avvenuto in costanza di matrimonio.

Presunzioni

Per questo motivo la legge pone due presunzioni:

- La presunzione di paternità, in base alla quale il marito è il padre del figlio concepito;

- La presunzione di concepimento durante il matrimonio.

Prova dello stato di figlio

Lo stato di figlio legittimo si prova con l’atto di nascita.

In mancanza di tale atto è sufficiente provare il possesso continuo dello stato di figlio legittimo, cioè è necessario:

- Che la persona abbia sempre portato il cognome del padre che essa pretende di avere;

- Che il padre l’abbia trattata come figlio e che sia stata riconosciuta in detta qualità dalla famiglia;

- Che sia stata costantemente considerata come tale nei rapporti sociali.

3. Le azioni di stato

lo stato di figlio può essere contestato solo nei casi previsti dalla legge e solo attraverso tipiche “azioni di stato”.

Azione di disconoscimento della paternità

La più importante di tali azione è quella di disconoscimento della paternità, la quale è diretta a negare che il marito della madre

sia il padre del bambino da questa generato, ed elimina la presunzione di paternità.

Azione di contestazione della legalità

Tale azione è diretta a provare la mancanza di uno dei presupposti certi della fattispecie e può essere attuata da chiunque vi

abbia interesse.

È necessario dimostrare che non esiste un valido matrimonio o il figlio non è stato partorito dalla donna sposata.

4. La filiazione naturale

Il figlio naturale è il figlio nato da genitori non uniti in matrimonio tra loro.

Il riconoscimento

Il riconoscimento è l’atto formale con il quale un soggetto dichiara di essere il genitore di un determinato bambino nato al di

fuori del matrimonio.

Per l’accertamento della filiazione naturale occorre una dichiarazione fatta da uno o entrambi i genitori.

Equiparazione dei figli

I figli naturali sono equiparati a quelli legittimi, per cui hanno gli stessi diritti.

Le modalità di riconoscimento

A proposito del riconoscimento:

- I genitori possono riconoscere anche i figli adulterini, cioè avuti con persone estranee al matrimonio;

- Per poter effettuare il riconoscimento devono aver raggiunto il 16esimo anno di età;

- Se il figlio ha compiuto 14 anni è necessario l’assenso di quest’ultimo;

- Se il figlio non ha compiuto 14 anni basta il riconoscimento del genitore che lo ha già effettuato.

Il riconoscimento comporta da parte del genitore l’assunzione di tutti i diritti e i doveri che egli ha nei confronti del figlio.

La legittimazione

Il figlio naturale può acquisire lo stato di figlio legittimo attraverso la legittimazione, ossia:

- Quando i genitori naturali contraggono matrimonio;

- Per decisione del giudice, se esiste un’impossibilità o un gravissimo ostacolo alla celebrazione del matrimonio.

5. L’adozione

L’adozione crea un rapporto di filiazione definito civile.

La coppia che intende procedere all’adozione deve essere sposata da almeno 3 anni e deve essere ritenuta idonea a svolgere il

compito di genitori.

A seguito dell’adozione il minore diviene a pieno titolo membro della famiglia e vengono meno tutti i rapporti con la famiglia di

origine.

° °

LA SUCCESSIONE A CAUSA DI MORTE

1. Il fenomeno successorio

Nozione e fondamento

La successione a causa di morte indica il subentrare di una persona vivente nella titolarità di una situazione giuridica

patrimoniale appartenente ad una persona defunta.

Tipi di successione

Successione testamentariaA ciascun individuo è attribuita la possibilità di decidere, attraverso un testamento, la sorte 50

dei propri beni quando cesserà di vivere e di individuare i successori.

Soggetti legittimariSono quei soggetti con parentela più stretta al defunto, ai quali è riservata per legge una quota di

riserva o indisponibile, cioè una parte del patrimonio del defunto.

Successione legittimaQuando un individuo muore senza lasciare un testamento, la legge individua i successori legittimi.

Oggetto della successione

Possono essere oggetto della successione solo i diritti e gli obblighi aventi contenuto patrimoniale, mentre si estinguono,

insieme al defunto, i diritti non patrimoniali.

2. Il procedimento successorio

Il procedimento successorio ha 3 fasi:

L’aperturaSi apre nel momento della morte, nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto.

La vocazione Indica la designazione, per legge o testamento, di coloro che succederanno all’eredità del defunto.

La delazione Consiste nell’attribuzione ad un soggetto del diritto a succedere accettando l’eredità del defunto.

3. L’eredità e i legati

Eredità

Si ha successione a titolo universale quando un soggetto (erede) subentra nell’intero patrimonio (eredità) o in una quota del

defunto.

Legato

Si ha successione a titolo particolare quando un soggetto (legatario) subentra in uno o più rapporti determinati (legato) del

defunto.

Differenze tra eredità e legato

- Diverso modo di acquisto, perché l’eredità si acquista solo dopo l’accettazione dell’erede mentre il legato si acquista

automaticamente senza accettazione, anche se il legatario può rinunciarci;

- Diversa responsabilità per i debiti, poiché l’erede risponde dei debiti anche se superano il valore dell’eredità mentre il

legatario risponde dei debiti solo se il defunto abbia espressamente posto il pagamento a carico del legatario.

4. Il divieto dei patti successori

Ogni accordo relativo a diritti in caso derivanti dalla futura successione di un terzo e ogni atto di rinunzia a successioni non

aperte.

Sono vietati, quindi nulli, i patti successori che possono essere di 3 tipi:

- Patti successori istitutivi, Con cui l’erede conviene di lasciare la propria eredità a un terzo.

- Patti successori dispositivi, l'erede vende ad un terzo i beni che gli dovrebbero pervenire in eredità dal de cuius.

- Patti successori rinunziativi, secondo i quali l’erede conviene con un terzo di rinunciare all'eredità su una successione

che ancora non si è aperta.

5. La capacità di succedere

Nozione

È l’attitudine a subentrare nella titolarità dei rapporti giuridici di cui era titolare una persona defunta.

Sono capaci di succedere anche le organizzazioni collettive come associazioni, società e fondazioni.

I nascituri

È riconosciuta la capacità di succedere anche a soggetti non ancora nati o concepiti:

- Nascituri concepiti, coloro che sono stati concepiti ma non sono ancora nati al momento dell’apertura della

successione;

- Nascituri non concepiti, coloro che al momento dell’apertura della successione non sono ancora stati concepiti.

In entrambi i casi è possibile che la nascita non avvenga, quindi i beni destinati al nascituro vengono attribuiti ad altri soggetti

secondo la legge.

6. L’indegnità

Nozione

L’indegnità è un’ipotesi di esclusione di un soggetto dalla successione.

sono esclusi dalla successione chi pone in essere volontariamente comportamenti con la persona o il patrimonio del defunto o

contro il testamento o la libertà testamentaria.

Effetti

Gli effetti dell’indegnità sono conseguenza di una sentenza del giudice.

Ha efficacia retroattiva quindi, se l’indegno ha accettato l’eredità, è obbligato a restituirla insieme ai suoi frutti poiché viene

considerato come un possessore in malafede.

La riabilitazione

L’indegno può essere riabilitato dal testatore con un nuovo testamento o con un atto pubblico.

° °

LE VICENDE DEL PATRIMONIO EREDITARIO 51

1. L’eredità prima dell’acquisto

Durante il periodo tra l’apertura della successione e l’accettazione dell’eredità, il patrimonio del de cuius rimane privo di un

titolare, per cui la legge attribuisce a colui che diverrà erede dei poteri specifici.

Azioni possessorie e atti conservativi

In particolare il chiamato all’eredità può:

- Esercitare le azioni possessorie anche senza che ne acquisti il possesso;

- Esercitare atti conservativi, di vigilanza e di amministrazione temporanea.

Se il chiamato si disinteressa dell’amministrazione e conservazione del patrimonio, il giudice nomina un curatore dell’eredità

giacente.

2. L’acquisto dell’eredità

Il diritto di accettare l’eredità

Al momento dell’apertura della successione, il chiamato all’eredità, acquista solo il diritto di accettare l’eredità.

Tale diritto si prescrive in 10 anni.

Effetti dell’accettazione

Gli effetti dell’accettazione retroagiscono fino al momento dell’apertura del testamento.

Accettazione espressa e tacita

L’accettazione può essere:

- Espressa, quando il chiamato all’eredità dichiara di accettarla o assume il titolo di erede.

- Tacita, quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessario essere erede.

Accettazione pure e semplice e con beneficio di inventario

L’azione può avvenire:

Puramente e semplicemente Caso in cui si determina una confusione tra il patrimonio dell’erede con quello del de

cuius, quindi l’erede diventa pienamente responsabile dei debiti del defunto;

Con beneficio di inventarioCaso in cui il patrimonio dell’erede rimane separato da quello del de cuius, quindi l’erede

risponde alle obbligazioni del defunto solo nei limiti del valore del patrimonio ereditario.

Per godere del beneficio di inventario, il chiamato deve dichiararlo ad un notaio o al cancelliere del tribunale.

3. La petizione di eredità

Nozione e caratteri

La petizione ereditarie è l’azione con la quale l’erede chiede il riconoscimento della sua qualità ereditaria contro chiunque

possiede tutti o parte dei beni ereditari a titolo di erede o senza alcun titolo, allo scopo di ottenerne la restituzione.

Oggetti della prova sono il titolo di erede e il fatto che il bene fosse compreso nell’eredità all’apertura del testamento.

L’azione è imprescrittibile salvo gli effetti dell’usucapione.

4. La rinunzia all’eredità

Il chiamato può rinunciare all’eredità con un atto unilaterale formale, cioè fatto con dichiarazione di un notaio o cancelliere del

tribunale.

Chi rinuncia all’eredità resta totalmente estraneo alla vicenda successoria.

5. Sostituzione, rappresentazione e accrescimento

Il sempre il chiamato all’eredità può succedere, perché indegno, morto o preferisce non accettare l’eredità.

In questi casi è necessario individuare dei successori.

La sostituzione

Si ha sostituzione testamentario in tutti i casi in cui il testatore dispone che, se l’erede indicato non vuole o non può accettare

l’eredità, ad essa subentra un altro soggetto come erede.

In questi casi si deve rispettare la volontà del defunto.

La sostituzione prevale sulla rappresentazione e sull’accrescimento.

La rappresentazione

Se il testatore non ha previsto alcuna sostituzione si apre la successione legittima con l’applicazione delle regole della

rappresentazione o dell’accrescimento.

La rappresentazione è l’istituto con il quale al posto della persona chiamata a succedere, che non vuole o non può accettare

l’eredità, succedono i suoi discendenti in parti uguali fra loro.

L’accrescimento

Consiste nell’inclusione della porzione testamentaria rimasta vacante, in quanto un’erede non ha accettato, nelle quote degli

altri successori in parti uguali.

6. L’acquisto del delegato

Acquisto senza accettazione

Il delegatario acquista automaticamente il bene o il diritto a lui attribuito dal testatore senza necessità di accettare.

Il legato non risponde del debito del cuius se non per espressa volontà di quest’ultimo.

Comunque il legatario risponde nei limiti di quanto ha ricevuto e non risponde con il patrimonio personale. 52

7. La comunione ereditaria

Si ha comunione ereditaria quando vengono chiamati più eredi che accettano.

Ciascuno è titolare di una quota del patrimonio, gode dei diritti dell’eredità e risponde del debito in proporzione alla propria

quota.

8. La divisione della comunione ereditaria

La comunione ereditaria viene sciolta mediante la divisione, una complessa procedura diretta a sciogliere la comunione al fine di

attribuire a ciascuno dei condividenti beni o denaro corrispondenti al valore delle loro quote.

Modalità della divisione

La divisione può avvenire in diversi modi:

- Divisione negoziale, cioè con l’accordo di tutti i coeredi mediante la stipula di un contratto di divisione;

- Divisione giudiziale, quando vi è disaccordo fra i coeredi la divisione viene attuata da un giudice;

- Divisione testamentaria, quando è lo stesso testatore a dividere nel dettaglio i suoi beni fra gli eredi.

Le fasi della divisione

- Stima dei beni;

- Formazione delle porzioni in base al numero dei coeredi e delle loro quote;

- Divisione in natura se i beni sono facilmente divisibili, o conguagli in denaro se non sono comodamente divisibili.

Rescissione della divisione

Se nell’attribuzione delle quote vi sono state delle disparità di trattamento, il legislatore prevede dei rimedi.

L’erede, che sia stato leso oltre il quarto, può chiedere la rescissione del contratto di divisione per lesione.

° °

LA SUCCESSIONE LEGITTIMA

1. Nozione

Le forme della successione ereditaria sono due: la successione legittima e la successione testamentaria.

La successione è definita legittima quando deriva dalla legge e non da un testamento.

Presupposti

La successione legittima si apre quando:

- Manca un testamento;

- Esiste un testamento, ma il defunto ha disposto solo una parte dei suoi beni;

- Il testamento è nullo, è stato annullato o revocato.

2. Le categorie di successibili

Ordine dei successibili

L’ordine dei successibili nella cessione legittima è il seguente:

- Coniuge del defunto;

- Discendenti del defunto;

- Ascendenti del defunto;

- Fratelli e sorelle del defunto;

- Altri parenti del defunto, fino al sesto grado;

- Fratelli e sorelle naturali anche unilaterali (cioè fratelli avuto da un solo genitore in comune).

- In mancanza di successibili, lo Stato.

Alcuni di questi ordini possono concorrere tra loro, altri sono prevalenti.

3. La successione del coniuge

La quota spettante al coniuge

Al coniuge viene riconosciuta sempre una quota di eredità non inferiore a un terzo.

Perché al coniuge possa essere devoluta l’eredità è necessario che sia stato contratto matrimonio e che non sia stato sciolto con

divorzio.

Diritti di uso e abitazione

Al coniuge la legge riconosce anche il diritto di abitazione sulla casa famigliare e dell’uso sui beni mobili che la corredano.

4. La successione dei discendenti

La quota spettante ai discendenti

Ai genitori succedono i figli, legittimi e naturali, in parti uguali.

Tutti gli altri famigliare, ad eccezione del coniuge con il quale possono concorrere, sono esclusi dalla successione.

Se i figli non possono o non voglio succedere opera la rappresentazione, quindi vengono chiamati nipoti e pronipoti.

5. La successione degli ascendenti

Colui che muore senza avere figli, fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono il padre e la madre in parti uguali.

In assenza di genitori succedono per una metà gli scendenti del padre e per l’altra metà gli ascendenti della madre.

6. La successione dei fratelli e delle sorelle

Colui che muore senza figli, genitori o altri discendenti succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali. 53

I fratelli e le sorelle unilaterali conseguono la metà della quota spettante ai germani.

I genitori possono concorrere con le sorelle e i fratelli del defunto.

7. La successione degli altri parenti

Se una persona muore senza lasciare discendenti, ne genitori, ne fratelli o sorelle, né altri discendenti allora la successione si

apre a favore dei parenti prossimi fino al sesto grado.

8. La successione dello Stato

Quando non esistono dei successibili l’eredità si devolve allo Stato, poiché si definisce vacante.

Particolarità:

- lo Stato non può rinunciare all’eredità;

- Lo Stato non risponde dei debiti del defunto oltre il valore dei beni acquistati.

° °

LA SUCCESSIONE TESTAMENTARIA E I DIRITTI DEI LEGITTIMARI

1. La successione testamentaria e il testamento

La successione testamentaria

La successione testamentaria è quel tipo di successione a causa di morte regolata da un testamento.

Il testamento è un atto revocabile con il quale una persona dispone di tutti i propri beni o di parte di essi per quando cesserà di

vivere.

I caratteri del testamento

Il testamento è un negozio giuridico:

- Personale, in quanto deve essere redatto di persona;

- Tipico, poiché è regolato dall’ordinamento giuridico;

- Unilaterale, in quanto resta distinto dall’accettazione dell’eredità;

- Non recettizio, in quanto non è diretto ad uno o più destinatari determinati;

- Unipersonale, perché deve essere fatto da una sola persona;

- Formale, in quanto è richiesta una forma particolare dal codice civile;

- Revocabile, perché il testatore può revocarlo, con un atto di revoca o con un nuovo testamento, quando vuole.

- Patrimoniale, in quanto contiene disposizioni di carattere patrimoniale.

2. La forma del testamento

Il testamento olografo

È il testamento interamente scritto e sottoscritto di pugno dal testatore e riportare firma autografa e data.

Svantaggi: può essere smarrito, alterato o falsificato facilmente.

Il testamento pubblico

È il testamento redatto dal testatore e da un notaio in presenza di due testimoni.

Il testamento pubblico garantisce il rispetto della legge evitando che possa essere considerato nullo o annullabile.

Svantaggi: rigoroso formalismo, mancanza di assoluta segretezza, gravosità di spese.

Il testamento segreto

Il testatore redige il testamento e lo sigilla in una busta che consegna ad un notaio, in presenza di due testimoni, che poi lo

conserverà fino alla morte del testatore.

Il testamento speciale

Il codice prevede che in alcuni casi possano essere stipulati dei testamenti pubblici senza il rispetto delle formalità.

Tali testamenti sono definiti speciali, perché possono essere ricevuti da alcuni soggetti (sindaco, prete, militari, ecc.) quando

sussistono determinate circostanze (calamità, guerre, pandemie, ecc.).

3. Gli elementi accidentali del testamento

Gli elementi accidentali del testamento sono elementi che il testatore può inserire.

Il termine

L’erede a titolo universale non è sottoposto a termine.

I legati sono sottoposti a termine iniziale, per rinviare il momento in cui dovrà iniziare ad adempiere nei confronti del

delegatario, o a termine finale, quando deve cessare la prestazione nei confronti del delegatario.

La condizione

Gli effetti della condizione possono percuotersi sia sugli eredi che sui legati.

In caso di avveramento della condizione l’erede si considera tale dall’apertura del testamento, mentre in caso di risoluzione

della condizione si considera come se non fosse mai stato l’erede e deve riconsegnare i frutti solo dal giorno in cui vi è stata la

risoluzione.

L’onere

Obbligazione a carico del successore che però limita il beneficio dell’eredità.

Infatti l’erede è obbligato ad adempiere ad un onere in cambio dell’eredità. 54

L’erede puro e semplice risponde dell’onere anche con il suo patrimonio.

4. L’invalidità del testamento

Il testamento può essere nullo o annullabile.

Può essere nullo per ipotesi di:

- Nullità formali, dovute ad un errore nella forma del testamento;

- Nullità sostanziali, dovute ad un errore nel contenuto del testamento.

Il testamento nullo non produce effetti e l’azione di nullità è imprescrittibile.

Può essere annullabile per:

- Vizi formali;

- Vizi della volontà testamentaria;

- Testamento redatto da un incapace.

L’annullabilità è assoluta in quando può essere attuata da chiunque ne abbia interesse, e si prescrive in 5 anni.

5. La revoca del testamento

Le disposizioni testamentarie possono essere revocate in qualsiasi momento.

La revoca può essere esplicita se il testatore, in un nuovo testamento, dichiara di revocare la disposizione anteriore in tutto o in

parte.

La revoca può essere implicita se le disposizioni di un testamento posteriore sono incompatibili, in tutto o in parte, con quelle

del testamento precedente.

6. La successione dei legittimari

I legittimari sono il coniuge, i figli legittimi o naturali, gli ascendenti legittimi.

Ad essi spetti per legge una parte dei beni del de cuius.

Al coniuge, normalmente, spetta metà del patrimonio del defunto.

Se concorre con un solo figlio spetta un terzo del patrimonio; se concorre con più figli gli spetta un quarto

Se c’è un solo figlio gli spetta metà del patrimonio, se i figli sono di più gli spettano due terzi da dividersi in parti uguali.

Agli ascendenti è riservato un terzo del patrimonio, ma solo se chi muore non ha lasciato figli.

Intangibilità della legittima

Secondo il principio di intangibilità della legittima il testatore non può imporre pesi o condizioni alla quota spettante ai

legittimari.

° °

LA DONAZIONE

1. Il contratto di donazione

Nozione

La donazione è il contratto con il quale una parte (donante) arricchisce l’altra (donatario) trasferendole un suo diritto o

assumendo verso la stessa un’obbligazione.

L’elemento caratterizzante della donazione è lo spirito di liberalità che consiste nella volontà di determinare l’arricchimento

dell’altra parte, senza alcun corrispettivo; per cui fa parte degli atti a titolo gratuito.

Caratteri

Il contratto di donazione è un contratto:

- A titolo gratuito;

- Consensuale, in quanto si perfeziona con il consenso delle parti;

- Formale, poiché sono richiesti particolari requisiti di forma dalla legge.

2. Gli elementi del contratto di donazione

Elementi essenziali

Gli elementi essenziali della donazione sono:

- Accordo fra le parti;

- Causa, cioè l’impoverimento del donante per l’arricchimento del donatario;

- Oggetto, quasi tutti i beni possono farne parte;


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Jhonni95

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Riassunto per l'esame di diritto privato e del prof. Mantucci, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Istituzioni di diritto civile, Perlingeri. Scarica il file in PDF!

Il documento contiene nozioni fondamentali per il diritto privato utili a superare esami universitari e concorsi pubblici. Scritto con linguaggio comprensibile e diretto.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Jhonni95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Mantucci Daniele.

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