Nancy Di Rollo
DIRITTO INTERNAZIONALE PUBBLICO
DIRITTO INTERNAZIONALE
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DIRITTO INTERNAZIONALE PUBBLICO
Le dinamiche soggettive in Diritto Internazionale 3
La funzione Normativa11
Centralizzazione e decentralizzazione nella disciplina della responsabilità 20
La soluzione delle controversie e la funzione giudiziaria 23
Centralizzazione e decentralizzazione nell’uso della forza27
Concezioni universalistiche e concezioni particolariste nei rapporti fra diritto
internazionale e diritto interno 31
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LE DINAMICHE SOGGETTIVE IN DIRITTO
INTERNAZIONALE
L'ordinamento giuridico internazionale è da considerarsi principalmente come un ordinamento di Stati.
Tale constatazione nasce dopo un preciso momento storico, ovvero dopo la pace di Vestfalia del 1648, la
quale pose fine sia alla guerra dei 30 anni e, in particolar modo, alle pretese universalistiche del Sacro
Romano Impero, inoltre contribuì al riconoscimento del sorgere in Europa di una pluralità di Stati Sovrani.
Ma, dall'ultima metà del XX Secolo, la struttura dell'ordinamento internazionale tradizionale si è arricchita
di nuovi protagonisti, i quali hanno comportato la nascita di una distinzione fra le diverse categorie di enti.
Tale distinzione è dettata dalla soggettività di ogni ente, infatti quest'ultimi possono dividersi in enti
soggettività piena ed enti a soggettività parziale. Tra i primi troviamo, ovviamente, gli Stati, i quale
essendo enti a competenza generale sono considerati come dotati di soggettività piena, di conseguenza
possiedono i poteri per potersi conformare alle richieste delle norme internazionali, pur se ovviamente
solo alcuni di essi hanno i mezzi e le capacità di esercitarle. Ad esempio, tutti gli Stati sono da considerare
come dei destinatari delle regole sul diritto del mare, anche se alcuni di essi non posso metterle in pratica
nella realtà. Vi sono poi gli enti a soggettività parziale, i quali si distinguono in enti statali a sovranità
limitata, entità non aventi natura statale e individui. Quest'ultimi enti, a differenza dei precedenti, non
sono enti a competenza generale e sono quindi destinatari delle sole regole del diritto internazionale che
concernono l'esercizio delle loro competenze, un esempio è l'UE, la quale avendo competenze in tema di
politica commerciale è destinata solo alle regole internazionali riguardante rapporti di tipo economico.
Lo Stato
ente dotato di soggettività piena e competenza generale,
Lo Stato è un quindi
possiede tutti i poteri per potersi conformare alle richieste delle norme
comunità politicamente
internazionali. In abito internazionale, uno Stato è una
territoriale, ovvero una comunità territoriale dotata di una forma di governo che
eserciti un controllo effettivo sul territorio. L'ordinamento internazionale, quindi, non
requisito per quanto concerne la forma di stato e di governo,
pone nessun
poiché questa scelta rientra nella sfera degli affari interi di ciascun Stato, siamo di
principio della impermeabilità
fronte al cosiddetto dell'organizzazione politica
dello Stato. Ma, questo principio incontra una sola eccezione, la quale nasce dal
principio di autodeterminazione dei popoli. Quest'ultimo principio viene
delimitato dalla Carta delle Nazioni Unite, la quale stabilisce che questo consiste in
un obbligo dell'organizzazione di sviluppare le condizioni necessari per la formazione
dell'autogoverno e dell'indipendenza di territori autonomi. L'esistenza di questo
principio viene, inoltre, confermato dalla sentenza della Corte internazionale di
Giustizia relativa al caso Timor Est, Portogallo contro Australia, nella quale la Corte
definì il principio di autodeterminazione dei popoli un principio fondamentale per il
diritto internazionale contemporaneo e ne accerto la natura erga omenes. Di fatto,
ogni Stato della comunità internazionale dovrebbe avere un interesse giuridico al suo
rispetto, ma nella realtà dei fatti molto spesso gli Stati tendono a non interessarsi alla
questione se non vi è in gioco un interesse personale ad agire. Il compito di
all'Assemblea Generale,
determinare le regole applicative del principio è in mano
la quale sostanzialmente esercita questo principio. Ciò deve avvenire, però, senza
imporre una alterazione delle strutture statali esistenti. Ma, è importante sottolineare
la sua applicazione,
come sia difficile questo a causa della sua portata piuttosto
limitata. Di fatto il principio di autodeterminazione dei popoli può essere posto in
in caso di popoli soggetti a
essere solo in tre particolari casi, ovvero:
dominazione coloniale/ di popoli soggetti a dominazione straniera/ di popoli
soggetti ad un regime che non rappresentativo dell'intera popolazione.
Rientrano in quest'ultima ipotesi i regimi di apartheid, i quali escludevano
apertamente dalla vita politica una parte della popolazione. Al giorno d'oggi, si
potrebbe credere che la Catalogna stia cercando autodeterminarsi come popolo
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distinto dalla Spagna, ma questo caso non rientra in nessuna delle tre ipotesi
possibili, infatti, in particolar modo, la Catalogna viene rappresentata in Parlamento,
e ciò rende a sua richiesta autodeterminazione illecita.
Sovranità. Direttamente collegata all'esistenza di uno Stato è la sua sovranità, la
assoluta.
quale è teoricamente Questa consiste nella capacità dello Stato di
determinare liberamente i fini e gli strumenti della azioni politica interna e
di concorre insieme agli altri soggetti dell'ordinamento alla determinazione
delle forme di organizzazione sociale in abito internazionale. Come abbiamo
detto, quindi, in teoria la sovranità degli Stati è assoluta, ma nella realtà dei fatto non
limitata dall'esistenza di vincoli internazionali.
è così poiché risulta La dottrina
classica della sovranità afferma, però, che il trasferimento ad un ente internazionale
dei poteri di uno Stato non costituisce una limitazione di sovranità fintanto che tale
piano normativo. Stati
fenomeno rimane sul Questo poiché, fino a quando gli
rimangono detentori del potere coercitivo, nessun ente dotato di poteri solo
normativi, come ad esempio l'UE o le Nazioni Unite, può attuare effettivamente le
Il principio
proprie deliberazioni nei confronti di Stati che non intendono adeguarvi.
dell'uguaglianza sovrana degli Stati principio fondamentale
è giuridicamente il
dell'ordinamento internazionale, in quanto riflette l'assenza di autorità sociale, e
quindi di istituzioni o funzioni centralizzate, che caratterizza la struttura
dell'ordinamento internazionale.
L'identificazione degli organi statali. L'identificazione degli organi statali è
fondamentale in ambito internazionale, in quanto gli Stati rispondono delle azioni
non pone regole
poste in essere da questi. Il diritto internazionale
nell'identificazione degli organi, diritto
rinviando il compito esclusivamente al
interno degli Stati organi de
interessati. Ma, oltre che degli atti compiuti dagli
iure, gli Stati rispondono, ai sensi dell'art.8 degli Articoli sulla responsabilità degli
organi de facto.
Stati, anche dei fatti compiuti dai cosiddetti Ovvero da quegli
individui o gruppi di individui, che pur non avendo la qualifica di organi, agisco sotto
la direzione e il controllo dello Stato.
Formazione di nuovi Stati. Il diritto internazionale non pone nessuna regola in
constatarne
materia di formazione di nuovi Stati, infatti si impegna solo a
l'esistenza. Al giorno d'oggi, nuovi Stati si formano solamente a seguito di
dissoluzione o distacchi di porzioni di territori statali preesistenti, in queste
contenuto puramente
particolari situazioni le regole di diritto internazionali hanno
procedurale ed hanno lo scopo di equilibrare e stabilire la pretesa di secessione da
un lato e la pretesa dello status quo dall'altro. Di fatto, il diritto internazionale ha un
ruolo neutrale, diritto di secessione
non disciplina il ma non considera comunque
illegittime le condotte secessioniste, limitandosi a prendere atto all'esito del conflitto.
riconoscimento
La nascita di un nuovo Stato è accompagnata dal da parte degli altri
atto
Stati membri della comunità internazionale. Questo riconoscimento è un
unilaterale che esprime, in assenza di un accertamento autoritativo, la volontà degli
Stati di considerare il nuovo ente come un nuovo soggetto di diritto internazionale e
riconoscimento
di entrare in rapporti giuridici con esso. Questa è teoria del
costituivo, riconoscimento di natura
alla quale nel tempo si è opposta la teoria del
ricognitiva, secondo la quale il riconoscimento ha il compito di esprimere la
convinzione dello Stato che un certo ente abbia le caratteristiche volute
dall'ordinamento per acquistare personalità internazionale.
Estinzione di uno Stato. Il diritto internale non pone nessuna regola in materia di
la fine.
estinzione di nuovi Stati, infatti si impegna solo a constatarne Sulla
questione, però, si pone il problema si vedere se all'estinzione di uno Stato si
estinguono anche i suoi obblighi convenzionali oppure se vi è un fenomeno di
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successione di questi in capo al nuovo ente statale. Secondo il diritto generale
distacco/fusione/smembramento
internazionale, in caso di lo Stato di nuova
formazione sorge privo dei vincoli convenzionali dello Stato precedente, questo
regola della tabula rasa.
principio corrisponde alla cosiddetta La quale è stata solo
Convenzione di Vienna del 1978,
parzialmente recepita dalla la quale prevede per
le ipotesi sopra citate il principio della continuità dei trattati. Quindi, per esempio,
ciascuno degli Stati sorti da un processo di smembramento sarà vincolato dai trattati
del predecessore, invece lo Stato sorto in seguito ad una fusione sarà vincolato ai
trattati di ciascuno degli Stati predecessori limitatamente alla parte dei territori di
questi. Ma, lo scarso numero di ratifiche della Convenzione di Vienna del 1978
il regime di maggior libertà dettato
sembra provare come gli Stati preferiscano
dal diritto generale.
Gli Enti Statali a Sovranità Limitata
Tra gli enti a soggettività parziale, ovvero destinatari delle sole regole del diritto
gli
internazionale che concernono l'esercizio delle loro competenze, troviamo anche
enti aventi natura statale ma non dotati di sovranità piena. La loro stessa
esistenza, però, è da considerarsi problematica, in quanto degli enti per poter essere
considerati statali devono essere caratterizzati da una sovranità piena, la quale
costituisce un presupposto del carattere statale di un certo ente, mentre questi
particolari enti hanno comunque una natura statale anche se sono dotati solo di
sovranità limitata.
Sono Enti Statali a Sovranità Limitata:
I Governi in esilio. Questi altro non sono che strutture formali di Governo
trasferite o costruite all'estero, in seguito all'occupazione militare di un paese.
Ovviamente, la loro mancanza di controllo effettivo sul territorio rende
impossibile equipararli a veri e propri Stati, ma nonostante ciò la loro sovranità
non viene considerata inesistente, in quanto questi governi in esilio, in
particolari situazioni, sono in grado di esercitare determinate posizioni
soggettive. Infatti, ad esempio, un governo in esilio può invocare le norme del
diritto internazionale in materia di legittima difesa collettiva, nel caso in cui il
territorio dello Stato è stato precedentemente conquistato con la forza.
Gli Stati fantoccio. Questi sono Stati formalmente indipendenti, ma nella
realtà sono totalmente dipendenti, per l'esercizio delle loro funzioni statali, da
altri Stati. Sono riconosciuti come Stati fantoccio, ad esempio, le homelands,
territori assegnati al Governo del Sudafrica alle etnie nere, oppure la Repubblica
turca di Cipro del nord, la quale fu istituita e riconosciuta indipendente solo
dalla Turchia.
I Failed states. Con questa espressione si indicano quegli Stati dove vige una
situazione di anarchia che rende impossibile la realizzazione delle normali
funzioni statali. Un esempio concreto di failed states è la Somali dal 1991, anno
in cui il dittatore venne deposto da un movimento rivoluzionario e il paese
rimase in mano dei signori della guerra. Questa delicatissima circostanza
comporta la sospensione delle regole internazionali il cui esercizio richiedere
l'assistenza, attiva o passiva che sia, da parte di un ente governativo, ma
dall'altra parte questo non significa che il territorio già soggetto al governo
possa essere oggetto di approvazione o soggetto a forma di dominio politico da
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parte di altri Stati. Ad esempio, è normale che il collasso dell'istituzione
governativa comporti la sospensione delle regole che assicurano allo Stato
costiero un certo tipo di controllo sulla navigazione nel mare territoriale, ma
questo non significa che Stati terzi possano liberamente utilizzare tali spazi,
sfruttandoli ad esempio come deposito di scorie tossiche.
Gli Stati canaglia. Sono considerati come Stati canaglia quegli Stati ai quali
si vorrebbero negare l'appartenenza alla comunità internazionale, a causa della
loro violazione delle regole internazionali. L'esclusione degli Stati canaglia dalla
comunità internazionale comporterebbe per questi due diverse conseguenze, in
primis questi non potrebbero più invocare le garanzie che il diritto
internazionale accorda a tutti i membri della comunità, e in secondo luogo
verrebbe meno anche la garanzia all'esercizio indisturbato della sovranità
territoriale, infatti eventuali azioni coercitive nei confronti di questi Stati non
sarebbero considerate vietate, ma addirittura lecite. Due esempi di rogue states
sono l'Iran e la Corea del Nord, in relazione alle loro polisce nucleari e di
sviluppo di armi di distruzione di massa. In ogni caso, comunque, nella prassi la
dottrina dei rogue states non ha alcun fondamento, in quanto incompatibile con
la struttura stessa dell'ordinamento internazionale.
Gli Enti a Soggettività Parziale
Tra gli enti a soggettività parziale, ovvero destinatari delle sole regole del diritto
enti
internazionale che concernono l'esercizio delle loro competenze, troviamo anche
non statali. gli insorti, le organizzazioni internazionali, gli
Fra questi troviamo:
enti substatali.
Analizziamoli nel dettaglio.
Gli Insorti. insorto
Con il termine si indica il governo provvisoriamente stabilito, da
un movimento rivoluzionario o secessionista, su una parte di un territorio statale.
Secondo la tesi prevalente, però, l'esistenza di un movimento insurrezionale dovrebbe
rimanere un fatto giuridicamente irrilevante, in quanto il diritto internazionale non
disciplina il fenomeno dell'insurrezione. Ciò però sembra illogico, almeno dal
momento in cui il movimento secessionista acquista un certo controllo territoriale, a
soggettività parziale degli insorti serve quindi a colmare questa lacuna e farsi che
questi possano essere destinatari del diritto interazionale, in particolar modo delle
regole di diritto bellico/disposizioni minime di diritto umanitario/regole sugli
stranieri. Gli atti posti in essere dai movimenti insurrezionali sono poi attribuiti allo
Stato che si forma in seguito ad un esito positivo dell'insurrezione.
Le Organizzazioni Internazionali. Le organizzazioni internazionali hanno
cominciato ad avere un ruolo sempre più rilevante solo dalla seconda metà del XX
secolo. Al giorno d'oggi vi sono numerosi organizzazioni, alcune di carattere generale
come le Nazioni Unite (ONU), altre di carattere settoriale ma sempre collegate con il
quadro delle Nazioni Unite come ad esempio l'Organizzazione delle Nazioni Unite per
l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), e infine organizzazioni che si stabiliscono a
livello regionale. problema
Il ruolo sempre più rilevante di queste organizzazioni ha fatto sorgere un
riguardate la fonte della loro soggettività, il quale viene affrontato da due diverse
la teoria consesualistica e quella obiettivista.
teorie, La prima, condivisa dalla
tradizione anglosassone, afferma che il contenuto e la portata della soggettività di
una organizzazione vanno determinati alla base del trattato istitutivo. Questa teoria,
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però, trova difficile applicazione nella realtà, questo perché il trattato istitutivo di un
organizzazione internazionale non può produrre effetti nei confronti di terzi, e quindi
di conseguenza è da considerarsi inidoneo per fungere da fondamento per la
soggettività di un ente la cui personalità giuridica dovrà poi imporsi sull'intera
comunità internazionale. Inoltre, un ente si afferma come soggetto del diritto
internazionale se riesce ad intrattenere delle autonome relazioni con altri soggetti, e
la costituzione di un ente tramite un trattato non lo rende automaticamente idoneo
come interlocutore. Un esempio è la Comunità Europea, ente predecessore dell'UE,
la quale nonostante fosse dotata di una forte forma di autonomia dagli Stati membri,
nei primi anni incontrò quale difficoltà ad essere accettata come interlocutore da
parte degli altri Stati. Vi è poi una seconda teoria, la cosiddetta teoria obiettivista,
adottata dalla dottrina italiana, la quale afferma che un organizza
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