Estratto del documento

Diritto internazionale

Cassese, Diritto internazionale (a cura di Paola Gaeta), 2nd edizione, Bologna, Il Mulino, 2013

Capitolo 1. I caratteri principali dell’ordinamento giuridico internazionale

Soggetti

Gli Stati sono soggetti primari dell’ordinamento giuridico internazionale, gli individui sono secondari. Gli individui agiscono per conto dello Stato, hanno un proprio ruolo all’interno degli accordi tra Stati (gli agenti diplomatici di due Stati che firmano un accordo, i tribunali che fanno rispettare l’accordo, etc…). È il fenomeno della persona fittizia, ossia il fenomeno per il quale un individuo agisce non a titolo personale, ma per esprimere pensieri e volizioni, o compiere azioni, di gruppi di individui o di intere collettività umane.

Altri soggetti

Gli insorti nel corso di conflitti armati non internazionali, i movimenti di liberazione nazionale, le organizzazioni internazionali e gli individui. A differenza degli Stati hanno una limitata capacità giuridica. Hanno limitata capacità di divenire obiettivi di diritti e obblighi internazionali e una ridotta capacità di agire a livello internazionale. Gli Stati e gli insorti sono i soggetti tradizionali della società internazionale in quanto 16 sono i soggetti che sono nati prima rispetto alle organizzazioni internazionali o i movimenti di liberazione nazionale che invece hanno acquisito lo status internazionale solo nel corso del XX secolo. 20

Organizzazioni internazionali

Gli Stati hanno preferito rinunciare alla gestione di alcune problematiche di carattere internazionale e transnazionale in favore di enti che hanno il compito di gestire tali questioni.

-Questo fenomeno prese avvio nel XIX secolo per poi intensificarsi dopo la seconda guerra mondiale. Tali enti eth hanno poteri autonomi e diritti e obblighi distinti da quelli degli Stati membri. Oltre a ciò, ci fu l’idea che la .n creazione di una rete di organizzazioni internazionali possa prevenire un terzo conflitto mondiale. a

Movimenti di liberazione nazionale

Questi movimenti hanno uno status internazionale di natura ideologica. ol L’affermazione del principio di autodeterminazione dei popoli spiega l’emersione di popoli sottoposti a ku dominio coloniale, straniero o sottomessi ad un governo razzista. L’impulso principale per l’attribuzione dello status internazionale a questi movimenti, fu dovuto alla visione anticolonialista supportata da Lenin nel 1917 Se Wilson nel 1918.

Gli individui

-Gli individui. L’ideologia liberaldemocratica di matrice occidentale è alla base dell’attribuzione alle persone V fisiche di situazioni giuridiche soggettive internazionali: la dottrina dei diritti umani. Questa ideologia ha portato, inoltre, il diritto per gli individui di presentare reclami ad organi internazionali per lamentare la ca violazione dei loro diritti umani da parte di uno Stato contraente. Nel diritto internazionale consuetudinario Lu si sono gradualmente affermate norme che impongono a carico degli individui determinati obblighi giuridici direttamente, pena la loro responsabilità a livello internazionale.

Caratteri principali dello Stato moderno

Con l’aggregazione di gruppi di persone in Stati, nascono gli apparati istituzionali per organizzare il rapporto tra i gruppi di potere e gli altri membri della comunità. In tutti gli Stati moderni viene a crearsi un modello comune. Tale modello vietava l’uso della forza fra i membri della comunità ad eccezione di situazioni di legittima difesa e quindi sul monopolio dell’uso legittimo della forza da parte dell’apparato di governo. Gli organi centrali avevano anche il compito di espletare le tre attività tipiche di ogni ordinamento giuridico: produzione, accertamento e attuazione del diritto. Si tratta di funzioni più che di poteri, in quanto devono essere svolte nell’interesse dell’intera comunità.

Natura della società internazionale

Nessuno Stato o gruppo di Stati è finora riuscito ad imporre la propria volontà sugli altri membri della comunità internazionale. La natura frammentata e anarchica della società internazionale consente solo relazioni internazionali a livello orizzontale, conseguentemente le norme di organizzazione sono embrionali. Non sono predisposti apparati centralizzati per la produzione, accertamento e attuazione del diritto ma sono decentrati, cioè spetta ad ogni singolo Stato che in accordo ed insieme ad altri Stati possono produrre o modificare norme giuridiche. È il caso dei trattati oppure delle norme consuetudinarie.

Decentramento dell’ordinamento internazionale

Non esiste alcun organo internazionale munito di giurisdizione generale, cui gli Stati siano obbligati a sottoporre le proprie controversie. Gli Stati che abbiano delle controversie possono liberamente scegliere in accordo tra di loro a chi sottoporre la controversia e con quale procedimento. Spetta comunque al singolo Stato adoperarsi per ottenere la cessazione dell’illecito con misure di autotutela.

Uso della forza armata

Per scongiurare future guerre, si è voluto legittimare l’utilizzo della forza armata, in modo analogo a quanto accade nei sistemi giuridici interni. La Carta delle Nazioni Unite ha imposto agli Stati il divieto della minaccia e dell’uso della forza nelle loro relazioni internazionali, salvo casi di legittima difesa, ed ha attribuito al Consiglio di Sicurezza il monopolio dell’uso legittimo della forza armata.

Responsabilità per fatto illecito

Negli ordinamenti interni, prevale la nozione di responsabilità personale da attribuire ad una persona, fisica o giuridica, che abbia commesso un illecito, con le dovute eccezioni. Nella società internazionale invece il concetto di responsabilità personale è marginale, mentre è predominante il concetto di responsabilità collettiva. Quando l’organo di uno Stato viola il diritto internazionale, lo Stato che ha subìto l’illecito può rivalersi sull’intera comunità a cui appartiene l’organo che 16 ha commesso il fatto. Dalla fine del XIX secolo, si è iniziato a ritenere che alcune categorie di illeciti debbano comportare delle responsabilità individuali degli autori, come i crimini di guerra. 20

Rapporti con ordinamenti giuridici interni

Le norme internazionali solitamente necessitano di essere - recepite dai singoli Stati internamente, devono cioè essere trasformate in norme nazionali. Il diritto et internazionale quindi non può funzionare senza la cooperazione degli ordinamenti giuridici nazionali. .na

Principio di effettività

Il diritto internazionale è un ordinamento giuridico pragmatico, che tiene conto dei ol rapporti di potere esistenti. È largamente basato sul principio di effettività, secondo il quale soltanto le ku pretese e le situazioni solidamente costituite nella realtà acquistano rilevanza giuridica. Ad esempio, nel caso di secessione di uno Stato, il nuovo Stato che viene a formarsi potrà ottenere lo status internazionale solo S nel caso in cui sia riuscito inequivocabilmente ad esercitare un dominio effettivo su un dato territorio e sulla - comunità che ci vive. Idem per i gruppi insurrezionali. Nel diritto tradizionale si ha la forza come fondamento V di legittimità. Il sistema giuridico internazionale deve necessariamente fare affidamento su situazioni ca effettive come principale parametro di valutazione di fatti e accadimenti. Le cose si sono evolute con l’enunciazione della dottrina Stimson, del 1932, la quale stabilisce il principio del non riconoscimento dei Lu mutamenti territoriali imposti con la forza (in riferimento all’aggressione del Giappone sulla Cina).

Tale orientamento ha accompagnato l’emergere, nella società internazionale, di un insieme di valori fondamentali di natura intrasgressibile.

Reciprocità

Le norme internazionali operano sempre concretamente a livello bilaterale tra Stati, anche quando la norma si riferisce ad una pluralità di soggetti, come i trattati multilaterali. Le norme hanno natura sinallagmatica. Benché esse abbiano per destinatarie tutte le parti contraenti, in realtà operano come insieme di norme bilaterali, ognuna delle quali si applica ad una coppia di Stati contraenti. Una eccezione era la norma consuetudinaria sulla pirateria, dove uno Stato era autorizzato a ricercare e catturare navi pirata di qualunque nazionalità fosse la nave pirata o le navi che subivano gli attacchi. Un’altra eccezione riguarda la libertà di navigazione dei fiumi di cui godono tutti gli Stati rivieraschi.

Le norme di natura solidale non si basano sulla reciprocità ma valgono nei confronti dell’intera comunità, si riferiscono ai nuovi valori che la società internazionale nel suo insieme ritiene degni di particolare protezione. Queste norme pongono obblighi erga omnes:

  • Proteggono valori fondamentali per la società internazionale nel suo insieme;
  • Sono di natura solidale, cioè incombono su ogni membro della comunità;
  • Corrisponde un diritto sostanziale che appartiene ad ogni membro della società internazionale;
  • L’azione a tutela di tale diritto è esercitata per conto dell’intera società internazionale.

Meccanismi di tutela degli obblighi di natura solidale

Il diritto consuetudinario non predispone alcun specifico meccanismo. Si può quindi far ricorso ai mezzi tradizionali di attuazione del diritto (pressioni diplomatiche, ritorsioni, contromisure). Per quanto riguarda il diritto convenzionale, dipende dai trattati, i quali possono predisporre speciali procedure (diritto di reclamo). Le norme convenzionali e consuetudinarie che contemplano questi obblighi sono relativamente esigue. Inoltre, è raro che uno Stato ricorra a meccanismi di tutela esistenti in caso di violazione di uno di questi obblighi solidali. Appare evidente che l’ordinamento giuridico internazionale abbia un divario fra l’assetto normativo sostanziale e quello dell’attuazione coercitiva.

Diritto internazionale contemporaneo

La rete di obblighi internazionali è posta da trattati liberamente stipulati e quindi gli Stati possono liberarsene in teoria, ma praticamente è difficile che accada a causa dei numerosi ostacoli di natura politica, economica, diplomatica, etc… Gli Stati non sono più liberi di utilizzare la forza armata come strumento di politica estera. La Carta delle Nazioni Unite ha stabilito che tutti i suoi membri (salvo alcune eccezioni menzionate) debbono astenersi dall’uso e dalla minaccia della forza. Questo divieto ha assunto natura consuetudinaria e dunque vincola tutti i membri della società internazionale. 16 Inoltre, l’affermarsi di valori importanti condivisi da tutti, ha incrinato la natura sinallagmatica delle norme internazionali, limitando la libertà di stabilire il contenuto dei trattati stipulati tra i singoli Stati. 20

Coesistenza di due modelli giuridici

Nella naturale evoluzione dei sistemi giuridici col tempo, normalmente le nuove istituzioni soppiantano le vecchie. Nella società internazionale non si è ancora verificato questo - cambiamento. Esistono due modelli differenti:

  • Modello tradizionale detto groziano, si fonda su una visione et statalista delle relazioni internazionali, che mira alla coesistenza e cooperazione degli Stati sovrani.
  • Modello kantiano o universalistico e cosmopolitico, pone il principio di solidarietà transnazionale. .n

Questo nuovo modello si sovrappone al modello tradizionale senza sostituirlo, nonostante sia nato appunto a ol per compensare le mancanze del primo. In altre parole, secondo Tonnies, a livello internazionale non si è ku ancora formata una comunità ma una società, in cui ogni membro è più propenso a perseguire i propri interessi piuttosto che quelli del gruppo. S

Capitolo 2. L’evoluzione storica della società internazionale

L’origine

Si fa di solito risalire alla pace di Westfalia del 1648. Prima della guerra dei trent’anni, c’erano due - autorità che presenziavano le relazioni internazionali: il papa e l’imperatore del sacro romano impero. In Vca sostanza, la premessa necessaria per la nascita e lo sviluppo dell’odierna società internazionale è Lu l’affermazione dello Stato nazionale moderno. Con la nascita delle potenze occidentali e orientali, alcuni importanti giuristi fornirono una legittimazione giuridica compiuta alle pretese dei nuovi Stati emergenti.

La pace di Westfalia

I trattati riconobbero il protestantesimo a livello internazionale e legittimarono l’esistenza di Stati che si fondavano sul credo calvinista o luterano. Ammettevano l’indipendenza degli Stati dalla Chiesa anche a livello religioso. Sancirono la possibilità di ogni stato del sacro romano impero di stipulare trattati e alleanze con potenze straniere purché tali alleanze non fossero dirette contro l’Impero, contro la pace generale, o contro il Trattato. Francia, Svezia e Paesi Bassi furono riconosciuti come nuove potenze emergenti, la Svizzera e i Paesi Bassi ottennero lo status di neutralizzati. Segnò il rapido declino della Chiesa e la disintegrazione de facto dell’Impero. Nacque un sistema internazionale dove ogni Stato non riconosceva un’autorità superiore a sé stesso. Ci fu un tentativo di istituire un sistema di difesa collettivo.

Le principali potenze

Successivamente alla pace di Westfalia, gli Stati europei furono predominanti sulla scena internazionale. Si affiancarono gli Stati Uniti nel 1783 e i paesi latino americani dal 1811. In origine però anche i paesi orientali facevano parte della società internazionale seppur con le difficoltà nelle comunicazioni per l’epoca. Con la rivoluzione industriale alla fine del XVIII secolo, i paesi extraeuropei rimasero distanziati e nel corso del XIX secolo finirono conquistati dai paesi europei.

Il sistema delle capitolazioni e il colonialismo

L’Occidente sviluppò due distinte tipologie di rapporti internazionali a seconda se si trattasse di veri e propri Stati (Impero Ottomano, Giappone, Cina, etc…) o di comunità prive di un’autorità centrale organizzata (comunità tribali o governate da signori locali). Nel primo caso, Europa e Stati Uniti basarono le loro relazioni sul sistema delle capitolazioni, nel secondo caso si applicava il regime coloniale. Le capitolazioni erano accordi conclusi sin dal XII secolo, dai paesi europei con i paesi orientali. Le capitolazioni servivano a disciplinare le condizioni di residenza degli occidentali sul territorio dello Stato. In generale, tali accordi stabilivano che gli occidentali:

  • Non potevano essere espulsi dallo Stato territoriale senza il consenso del console;
  • Avevano il diritto di praticare pubblicamente il culto cristiano ed erigere chiese e cimiteri;
  • Beneficiavano della libertà di scambio e commercio ed erano esenti da certi dazi d’importazione o esportazione;
  • Non potevano essere oggetto di rappresaglie;
  • In caso di controversie con altri cittadini europei, erano sottoposti alla giurisdizione del console del convenuto e non al tribunale territorialmente competente.

Quanto al regime coloniale, le norme internazionali consentivano agli Stati di acquisire sovranità sui territori coloniali, i quali non avendo uno status internazionale riconosciuto erano sottoposti al regime di terrae nullius (ovvero senza sovranità di uno Stato). Se le comunità locali si opponevano alla colonizzazione, gli Stati occidentali erano autorizzati all’uso della forza.

La distribuzione del potere

In questo periodo il potere era diffuso, nessuno Stato era così forte da imporre il proprio volere agli altri membri della società internazionale. Giuridicamente, tutti i membri erano in 16 uguaglianza. Con questo quadro, dopo la sconfitta di Napoleone, ci fu un tentativo di creare un sistema collettivo per limitare il ricorso alla forza e garantire l’attuazione coercitiva del diritto. Il Concerto d’Europa 20 è un sistema di trattati stipulati nel 1815 che si basavano su:

  • Una dichiarazione di principi vincolanti, che stabiliva che le parti avrebbero adottato un comportamento secondo i precetti della religione cristiana (ad - esclusione di Gran Bretagna, Impero Ottomano e papato);
  • Un’alleanza militare detta Santa Alleanza tra et Austria, Prussia e Russia e successivamente Francia, dove ogni potenza metteva a disposizione soldati per il .n bene comune (mantenere le monarchie e sopprimere le rivolte);
  • Una nuova procedura per la risoluzione delle controversie tramite incontri tra sovrani (diplomazia multilaterale, gli odierni summit). a

La Santa ol Alleanza servì in diverse occasioni per sopprimere i moti rivoluzionari all’interno dei vari paesi europei. Ma ku appena le monarchie europee furono rovesciate o costrette a trasformarsi in democrazie parlamentari, il sistema fu sostituito dal classico equilibrio di potere.

S Con l’emergere degli Stati Uniti come grande potenza, pose un limite all’influenza dei paesi europei nel - continente americano tramite la dottrina Monroe, del 1823, secondo cui il continente americano non doveva V essere colonizzato da potenze europee e stabiliva la non ingerenza degli Stati Uniti negli affari europei e ca viceversa.

Lo sviluppo normativo

Il termine diritto internazionale fu coniato da Bentham nel 1780. La crescente Lu importanza del concetto di “nazione” e la creazione a Londra della Prima Internazionale nel 1864 furono alcuni fattori decisivi per la diffusione del termine. Le norme che si vennero a formare ebbero:

  • Furono il prodotto della civiltà occidentale, eurocentriche, ideologia cristiana e visione liberistica;
  • Furono prodotte dalle grandi potenze e dagli Stati di media grandezza, in particolare da chi aveva conquistato vasti imperi coloniali per tutelare i propri interessi.

Due dettagli particolari emersero:

  • Le grandi potenze furono costrette a
Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 39
Riassunto esame Diritto Internazionale, libro consigliato Diritto Internazionale, Cassese Pag. 1 Riassunto esame Diritto Internazionale, libro consigliato Diritto Internazionale, Cassese Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto Internazionale, libro consigliato Diritto Internazionale, Cassese Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto Internazionale, libro consigliato Diritto Internazionale, Cassese Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto Internazionale, libro consigliato Diritto Internazionale, Cassese Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto Internazionale, libro consigliato Diritto Internazionale, Cassese Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto Internazionale, libro consigliato Diritto Internazionale, Cassese Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto Internazionale, libro consigliato Diritto Internazionale, Cassese Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto Internazionale, libro consigliato Diritto Internazionale, Cassese Pag. 36
1 su 39
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucaven di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Frulli Micaela.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community