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Riassunto esame Diritto dell’informazione, prof. Brunetta, libro
consigliato Il diritto dell’informazione e della comunicazione
Per prima cosa, consideriamo:
“LA LIBERTA’ D’INFORMAZIONE E DI COMUNICAZIONE NEL
DIRITTO DELLA CHIESA”
“PREMESSA”
Esiste la necessità di comparare il diritto della CHIESA il diritto dello stato, nell’ambito
dei diritti irrinunciabili della persona umana.
Il diritto della Chiesa e il diritto dello Stato nell’ambito delle comunicazioni sociali sono
così inscindibili che l’uno non può esistere senza l’altro, ed entrambi non possono
contrapporsi, se non si vuole indebolire la comunità sociale e con essa i valori
imprescindibili della persona umana.
Il diritto della chiesa e dello stato sono le uniche fonti indiscusse della legge morale
universale che alberga nella coscienza dell’uomo.
I diritti irrinunciabili della persona umana sono riconosciuti da entrambi.
Il magistero della chiesa ha il diritto e il dovere di proclamare con assoluta libertà i
principi della morale che sono inseparabili dalle verità dogmatiche e dunque dai
principi attinenti l’ortodossia cattolica .
Nei principi della morale si comprendono quelli che concernono l’ordine sociale e
politico che hanno fondamento nell’inderogabile osservanza dei diritti fondamentali o
inviolabili dell’uomo.
I diritti inviolabili dell’uomo sono:
Libertà personale.
1. L’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
2. Diritto alla vita.
3. Diritto all’integrità psico-fisica.
4. Diritto alla sicurezza sul lavoro.
5. Diritto alle cure anche a spesa della collettività se indigente.
6. Diritto al nome e alla dignità.
7. Diritto alla buona reputazione in ambito sociale.
8. Diritto di scegliere il coniuge.
9. Uguaglianza giuridica e morale dei coniugi nel matrimonio.
10. Diritto al figlio di crescere in una famiglia, con un padre e una madre, anche se
11. adottivi in caso di abbandono del minore.
Diritto del lavoratore a una retri suzione dignitosa per se e la sua famiglia in modo
12. da assicurare all’intero nucleo familiare un’esistenza libera e dignitosa.
Diritto di associarsi e riunirsi
13. Diritto e dovere alla solidarietà e sussidiarietà nei confronti degli inabili al lavoro e
14. sprovvisti di mezzi necessari per viver che determina il diritto al mantenimento e all’assistenza
Diritto allo sciopero
15. 16.Diritto alla libertà di pensiero
16.
17.Diritto alla libertà di religione lOMoAR cPSD| 7389389
Altri diritti che concernono la scienza, l’istruzione, l’arte e la libera iniziativa economica.
Canone 747 paragrafo 2 del codice di diritto canonico:
È compito della chiesa annunciare sempre e dovunque i principi morali anche circa
l’ordine sociale e pure pronunciare il giudizio su qualsiasi realtà umana, in quanto lo
esigono i diritti fondamentali della persona umana o la salvezza delle anime.
È un diritto che ha una duplice prerogativa:
NATIVO —> ossia originario in quanto non deriva da una concessione dello
• stato o da altra autorità umana perché è legato alla stessa natura e missione della
chiesa.
INDIPENDENTE—> da qualsiasi potestà umana e per tale ragione non può
• essere impedito o condizionato il suo esercizio
La chiesa non può tacere quando la politica inficia i diritti fondamentali dell’uomo
poiché essi sono intimamente connaturati alla ortodossia cattolica.
La chiesa deve intervenire quando le leggi o proposte di leggi o leggi vere e proropie
non tutelano la vita umana dal concepimento fino alla morte naturale.
La chiesa ha il dovere e diritto nativo di predicare il vangelo di Cristo a tutte le genti.
Dunque la chiesa è, per diritto divino, chiamata anche a. Proclamare il rispetto
assoluto dei diritti fondamentali dell’uomo attraverso la sensibilizzazione delle
coscienze richiamando la comunità al rispetto delle leggi che già esistono a tutela
dell’uomo oppure sensibilizzando le coscienze a una maggiore responsabilità al fine
di creare leggi a favore e non corro l’uomo, per il orogresso sociale e economico della
comunità.
La chiesa non potrà mai imporre la propria fede o la propria ortodossi in base al
principio del libero arbitrio.
Il canone 748 2 paragrafo del diritto canonico dice: non è mai lecito ad alcuno indurre
gli uomini con la costrizione, ad abbracciare la fede cattolica contro la loro coscienza.
IL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI:
FUNZIONI E COMPITI. LA SEGRETERIA DI STATO : FUNZIONI E
COMPITI E GLI ALTRI SOGGETTI PREPOSTI ALLA VIGILANZA DELLE
COMUNICAZIONI SOCIALI NEL DIRITTO
DELLA CHIESA.
Pontificio Consiglio Delle Comunicazioni (PCDC):
si occupa delle comunicazioni sociali
• Attualmente è composto da 24 membri provenienti da 17 paesi diversi
• È un organismo della Curia Romana , istituito e regolato dalla Costituzione
• Apostolica Pastor Bonus, emanata dal Romano Pontefice Giovanni Paolo II il
28 giugno 1988.
Scopo Pastor Bonus—> permettere alla Chiesa universale ( attraverso gli
• ) di operare
organismi della curia romana chiamata anche Santa Sede o Sede Apostolica , di
nel popolo di Dio in quanto Cristo Gesù ha affidato alla Chiesa e in special modo ai Vescovi
ammaestrare tutte le nazioni e di predicare il vangelo di Cristo a tutti gli uomini.
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non è un organismo vincolato e indipendente dal Romano Pontefice.
• Il romano pontefice è infatti solito a trattare le questioni della chiesa universale
• per il bene di tutti i fedeli e di tutte le chiese particolari
Ciascun organismo opera in nome e con l’autorità dello stesso sommo pontefice
• Il romano pontefice è il primo autorevole soggetto che in forza del suo primato
• vigila sigli strumenti di comunicazione . Egli per il diritto divino ha potestà
ordinaria, piena, immediata e universale sulla chiesa che può sempre esercitare
liberamente.
Art 169 e 170 della costituzione Pastor Bonus individuano le funzioni e i compiti del
• PCDC. Tuttavia nel 2015 è stat istituita la segreteria aver la comunicazione che
sostituirà progressivamente il PCDC.
ARTICOLO 169—> descrive la finzione principale di questo organo ovvero: si
occupa delle questioni che riguardano gli strumenti della comunicazione sociale,
affinché anche per mezzo di essi il messaggio della salvezza e l’umano progresso
possano servire all’incremento della civiltà e del constume. Esso deve procedere in
stretto collegamento con la Segreteria di Stato.
La SEGRETERIA DI STATO è un organismo della chiesa universale che
• opera vicino al romano pontefice nell’esercizio della sua suprema missione. Il
pontificio consiglio deve operare a stretto contatto con il sommo pontefice in
quanto capo della chiesa universale. Funzioni:
Ha il compito di pubblicare e divulgare le comunicazioni ufficiali riguardanti
A. sia gli atti del sommo pontefice che della santa sede , esercitando anche
la vigilanza sul giornale denominato “l’osservatore romano”, sulla radio
vaticana e sul centro televisivo vaticano.
Ha il compito di redigere e spedire le costituzioni apostoliche e gli altri
B. documenti del sommo pontefice e favorire i rapporti tra dicasteri
eventualmente coordinandone i lavori e pubblicare nella gazzetta
ufficiale della santa sede anche le leggi universali della chiesa.
ARTICOLO 170—> Il pontificio consiglio ha la funzione di sostenere e promuovere
l’azione della chiesa ai fedeli nelle varie forme della comunicazione sociale (giornali,
spettacoli, radio…).
Al pontificio consiglio comete anche ogni utile iniziativa affinché il popolo cristiano
prenda coscienza del dovere che spetta a ciascuno impegnarsi in modo che tali
strumenti siamo veramente a disposizione della missione pastorale della Chiesa.
Il PCDC è l’unico dicastero della santa sede ce agisce in stretto collegamento con la
segreteria di stato che, è da lui direttamente e personalmente dipendente.
Oltre al:
sommo pontefice
• PCDC
• segreteria di stato,
•
nell’ambito della chiesa universale, il diritto canonico ci sono altri soggetti che sono
preposti alla vigilanza delle comunicazioni sociali come la conferenza episcopale.
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LA CONFERENZA EPISCOPALE:
è l’assemblea dei vescovi di una nazione o di un territorio dove si esercitano finzioni
• pastorali per promuovere maggiormente il bene che la chiesa offre.
Comprende i presuli (vescovi) e i vescovi titolari (che hanno però qualche incarico
• speciale dalla santa sede o dalla stessa conferenza episcopale)
LE CHIESE PARTICOLARI:
sono le diocesi alle quali sono equiparate la prematura territoriale e l’abbazia
• territoriale, il vicariato apostolico e la prefettura apostolica e infine
l’amministrazione apostolica.
A ciascuna chiesa particolare appartiene una porzione del popolo di dio,
• coincidente con una circoscrizione territoriale.
diocesi= circoscrizione dove di estende la giurisdizione spirituale e il governo
• ecclesiastico
Le chiese particolari possono essere raggruppate dalla santa sede in province
• o regioni ecclesiastiche e ciascuna chiesa particolare in più parrocchie d e più
parrocchie possono essere riunite in particolari raggruppamenti che si
chiamano vicariati foranei.
Le conferenze episcopali hanno una particolare funzione —> l’emanazione di
• direttive o norme che tutti i vescovi o presuli delle diverse chiese particolari sto
tenuti a osservare e far osservare. A tale scopo la conferenza episcopale italiana
ha istituito una commissione nazionale di valutazione film che è un organo
tecnico pastorale composta da circa 30 membri impegnati nelle comunicazioni
sociali per rispondere all’esigenza di offrire ai fedeli una valutazione rispondente
alle indicazioni del Magistero della chiesa. La commissione esprime delle
valutazioni morali ai fini pastorali vincolanti alla programmazione dei film nelle
sale cinematografiche dipendenti dall’autorità ecclesiastica.
I PASTORI DELLA CHIESA
hanno il dovere e il diritto di vigilare che non si arrechi danno alla fede e ai consumi dei
fedeli con scritti o con l’uso degli strumenti di comunicazione sociale.
LIBRI/TESTI DI FEDE CHE POSSONO ESSERE PUBBLICATI DA CHI E COME
i libri delle sacre scritture per la pubblicazione devono essere stati approvati dalla
• santa sede o dalla conferenza episcopale.
Le versioni delle medesime in lingue diverse idem
• La conferenza episcopale può anche, previa approvazione della santa
• sede, pubblicare catechismi che intendono adottare nell’ambito del territorio.
Sono gli ordinari del luogo (prelati, abati, vicari apostolici, prefetti apostolici,
• pontefice) che posso approvare la pubblicazione dei catechismi che intendono
adottare nell’ambito del territorio e a favore dei fedeli della chiesa particolare cui
sono preposti.
Anche per i libri che trattano di fede e i consumi è sufficiente l’approvazione
• dell’ordinario del luogo nel quale il libro viene edito.
I membri degli istituti religiosi per pubblicare scritti necessitano anche della licenza
• del proprio superiore maggiore
Sono dunque esclusi dalla licenza o approvazione del superiore maggiore i membri
• degli istituti secolari e i membri delle società di vita apostolica.
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Questo non significa che non Iano soggetti a vincoli best dovranno preventivamente
munirsi della licenza/approvazione del loro ordinario del luogo se ambiscono a una
pubblicazione
È vietata non solo la vendita ma anche la semplice esposizione in chiese di
• testi delle sacre scrittura che non sono muniti della licenza.
Pur rimanendo intatto il diritto di ciascun ordinario del luogo di affidare a persone
• competenti il giudizio sui libri, la conferenza episcopale può redigere un elenco di
censori (revisori) che siano a disposizione delle curie diocesane e in genere delle
chiese particolari. Il censore/i dovranno tenere conto solo ed esclusivamente della
dottrina della chiesa. Il loro parere espresso non è mai vincolante, poiché è sempre e
comunque l’ordinario del luogo a decidere se concedere o meno la licenza alla
pubblicazione e in casi di diniego egli dovrà però motivate la ragione per la quale il
testo non può essere pubblicato.
CHI VIGILA SU STRUMENTI DI COMUNCIAZIONE SOCIALE?
romano pontefice, direttamente o indirettamente per il tramite del
• Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali
• Segreteria di stato
•
Nell’ambito delle chiese particolari i soggetti che vigilano sugli strumenti di
comunicazione sociale sono:
conferenze episcopali
• Concili plenari di tutte le chiese particolari che sono convocati quando ciò risulti utile o
• necessario alla conferenza episcopale stessa, previa approvazione della santa sede
I concili provinciali per le diverse chiese particolari della medesima provincia
• ecclesiastica
Nelle SINGOLE chiese particolari i soggetti che vigilano sugli strumenti ci
comunicazione sociale sono:
gli ordinari del luogo
• Superiori maggiori (negli istituii di vita consacrata e nelle società di vita apostolica)
• GLI STRUMENTI DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE, NEL DIRITTO
DELLA CHIESA, PRIMA DEL CONCILIO ECUMENICO
VATICANO II
Chi furono i primi a usare i mezzi della comunicazione e cosa dicevano?
Pontefice Pio XI fu il primo a sfruttare i mezzi della comunicazione sociale, nella
fattispecie la radio vaticana con il radiomessaggio del 12 febbraio del 1931 nel 9
anniversario della sua elezione a pontefice e in occasione dell’inaugurazione della
radio vaticana progettata da Guglielmo Marconi.
Rivolgendosi al mondo intero parlò di ideali come fraternità uguaglianza e giustizia, n on
solo ai fedeli ma anche ai non credenti.
Successivamente nella Lettera Enciclica dello stesso Pio IX sul cinema, Vigilanti Cura,
pubblicata il 29 giugno 1936 con cui il pontefice evidenziava la capacità del cinema di
essere mezzo o strumento di diffusione, se ben sfruttato, disagi principi e di grande
utilità all’istruzione e all’educazione. lOMoAR cPSD| 7389389
Da un lato il pontefice acclarava anche la pericolosità del cinema che se avvinghiato
all’avidità di denaro può essere uno strumento gravemente diseducativo e deviante.
Per tale ragione il pontefice con la Vigilanti cura ha posto come suprema necessità
quella di vigilare e lavorare perché il cinema non sia scuola di corruzione ma anzi si
trasformi in prezioso strumento di educazione e di elevazione dell’umanità.
La chiesa e per essa i pastori, scrive il pontefice, sono chiamati a ricordare all’industria
cinematografica che anche lo svago deve essere impiegato di sana moralità.
Dopo la morte di papa pio ix succedette Papa Pio XII che sfrutto l’idea del suo
predecessore, diffondendo alcuni radiomessaggi:
Rerum Novarum
quello del 50 anniversario del di Leone XIII sulla questione sociale
• avvenuto il 1 giugno 1941 e quello del 24 dic 1941 sulla questione del nuovo
ordine internazionale che invitava alla realizzazione di una nuova equa distribuzione
delle risorse e al rispetto delle minoranze etniche e linguistiche, in un contesto
storico assai particolare. Miranda Prosus
Pio XII scrisse anche una lettera enciclica su cinema, radio, tv,
• pubblicata l’8 sett 1957 dopo appena 3 anni dalle prime trasmissioni della rai. In
questa enciclica sottolinea che la radio e la tv entrano nelle case per tale ragione
possono essere per i genitori un valido supporto all’educazione dei giovani. Anche
papa Pio XII come il suo predecessore conferma la necessità di porre alcuni limiti
alla diffusione o visione di film o spettacoli, soprattutto quando sono immorali e
pericolosi per la visione dei giovani.
Le trasmissioni ammesse quindi sono solo quelle portatrici di verità e di bene.
È vietato dalla legge di dio ascoltare trasmissioni dannose alla fede e alla vita morale.
I DOCUMENTI DEL MAGISTERO DELLA CHIESA SULLE COMUNIC.
SOC. : IL DECRETO “INTER MIRIFICA” DEL CONCILIO ECUMENTICO
VATICANO, SUGLI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE SOCIALE, DEL 4
DIC 1963
Concilio Vaticano II, indetto da Papi Giovanni XXIII:
concilio più imp nella storia della chiesa.
• 11 ottobre 1962- 8 dicembre 1965 (si è concluso nel pontificato di papa Paolo VI)
• Vennero elaborati 16 documenti (4 costituzioni, 9 decreti e 3 dichiarazioni)
•
4 dicembre 1963 il Concilio Vaticano II ha promulgato un documento sugli strumenti
della comunicazione chiamato DECRETO INTER MIRIFICA (= tra le cose
meravigliose). Esso contiene norme e principi a cui tutti i fedeli e la chiesa stessa
devono attenersi.
Nel preambolo del documento, il concilio ha definito le comunicazioni sociali “una delle
tante meraviglie che l’ingegno umano è riuscito a trarre dal creato, grazie all’aiuto di
Dio e di cui la Chiesa è chiamata a disciplinare e adeguatamente sfruttare per il bene
comune”. lOMoAR cPSD| 7389389
Il decreto INTER MIRIFICA parla quindi dell’importanza dei mass media—> le
comunicazioni sociali sono state ritenute dal concilio una importante invenzione
perchè, strumento o mezzo attraverso il quale è possibile raggiungere l’intera umanità.
Il concilio ha individuato gli strumenti della comunicazione sociale: stampa, cinema,
stadio, televisione e simili (simili conferma la consapevolezza che i mezzi di comuni
sono in continua evoluzione).
I conciliari sapevano che questi strumenti se adoperati bene potevano essere una
risorsa vantagg
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