Diritto dell'unione europea
Nascita del sistema comunitario
CECA: comunità economica del carbone e dell'acciaio. Il movimento federalista europeo non appoggia una federazione di stati, i funzionalisti invece vogliono costituire una confederazione di stati e prevedono un avvicinamento graduale delle economie nazionali. Jean Monnet è un sostenitore dei funzionalisti.
Robert Schumann, ispirato da Monnet, chiede l'approvazione al proprio governo a Parigi di affidare la produzione franco-tedesca dell'acciaio e del carbone ad un'Alta Autorità aperta a stati europei che volessero aderire. La Germania accetta subito l'adesione con Adenauer (cancelliere), successivamente aderirono Italia (Alcide De Gasperi), Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo. Il 15 aprile 1951 firma del trattato istitutivo della comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA).
CED: confederazione europea di difesa, formata dai 6 stati della CECA e prevedeva un esercito gestito da un ministro europeo, l'esercito è composto da 6 divisioni una per paese, tranne la Germania che avrebbe dovuto armare l'esercito. Tutto ciò per contrastare l'invasione sovietica. Il 27 maggio 1952 firma del trattato dei negoziati CED.
Durante la stipulazione del trattato CED, De Gasperi e Schumann vollero istituire una clausola per cui entro 6 mesi doveva essere formata un'assemblea con il compito di trasformare CED e CECA in una organizzazione federale europea basata sulla divisione dei poteri.
CPE: comunità politica europea, istituita dalla CED. Ha il compito di controllare l'esercito europeo. Il 10 marzo 1953 trattato della CPE venne formato il consiglio esecutivo europeo, parlamento, corte di giustizia, e il consiglio economico sociale, avevano competenze di politica estera difesa e realizzazione di un mercato comune. Il 30 agosto 1954 non viene ratificata la CED con conseguente scioglimento della CPE.
Causa della non ratifica del trattato CED
- Morte di Stalin 1953: i dissapori con l'URSS calarono, niente più bisogno della CED.
- Fine della guerra in Corea.
- Elezioni legislative francesi.
- Nuova composizione del parlamento europeo.
La comunità economica europea (CEE) e la comunità europea dell'energia atomica (CEEA/EURATOM)
Il 1 e 2 giugno 1955 a Messina, i fondatori della CECA si riuniscono in conferenza intergovernativa e decidono di creare un sistema simile alla CECA per quanto riguarda due settori:
- Creazione di un mercato comune.
- Creazione di una comunità settoriale rivolta all'energia nucleare per scopi civili.
Il 29 e 30 maggio 1956 i 6 paesi accettano all'unanimità il rapporto del comitato intergovernativo a Venezia. Il 25 marzo 1957 i 6 paesi firmano i contratti della CEE (trattato di Roma) e della CEEA a Roma nel Campidoglio (trattati di Roma tutti e due). Il 1 gennaio 1958 entrata in vigore dei trattati di Roma.
Obiettivi fondamentali della CEE
- Integrazione progressiva di mercati nazionali nei mercati comuni (politica di concorrenza, politica agricola, politica dei trasporti).
- Libera circolazione dei lavoratori, dei servizi e dei capitali.
- Creazione di un'organizzazione politica comune.
Obiettivi intermedi della CEE
- Soppressione degli ostacoli agli interno degli stati membri, libera circolazione delle merci, persone, servizi e capitali.
- Realizzazione di condizioni per una libera e leale concorrenza all'interno del mercato comune.
- Instaurazione di una tariffa doganale esterna comune.
- Riavvicinamento delle legislazioni nazionali necessaria al completamente del mercato comune e la armonizzazione della fiscalità.
- Sviluppo delle politiche comuni nei settori dell'agricoltura, dei trasporti e della politica commerciale.
L'Euratom non ha avuto successo rispetto agli altri trattati.
CEE e mercato comune
Erano previste 3 tappe per realizzare l'integrazione economica (ogni tappa dura 4 anni) chiamato periodo transitorio:
- Realizzazione di un'unione doganale, cioè abolizione dei dazi doganali all'interno dei mercati comuni e la fissazione di una tariffa esterna comune.
- Eliminazione delle restrizioni quantitative (contingenti) e delle misure di effetto equivalente, in modo da realizzare la completa circolazione delle merci.
- Libera circolazione delle persone in particolare dei lavoratori, dei servizi, e dei capitali (in una certa misura).
Nel 1970 sono state introdotte diverse misure che garantirono un grado di armonizzazione di fiscale e fu introdotta anche l'IVA.
Problemi per la creazione di un mercato comune
- Controllo delle merci e delle persone alle dogane interne.
- Diverse regolamentazioni nazionali presenti sui prodotti.
- Mantenimento delle imposte indirette, a tassi diversi che rendono difficili le procedure commerciali.
Per risolvere questi problemi si arrivò all'idea di formare un mercato interno il quale portò ad indire il consiglio europeo di Bruxelles nel marzo 1985 che fissò per la fine del 1992 la creazione di un mercato interno. La creazione di questo mercato fu affidata alla Commissione europea nel Consiglio Europeo di Milano giugno 1985 la quale delineò 300 provvedimenti legislativi (a forma di libro bianco) da approvare per il completamento del mercato. Gli obiettivi furono raggiunti entro la data prevista.
Misure più importanti introdotte dal libro bianco
- Liberazione dei movimenti di capitale.
- Abolizione del controllo delle merci comunitarie alle frontiere interne.
- Abolizione dei controlli sistematici alle persone nelle frontiere.
- Maggiore libertà nel prestare servizi.
- Armonizzazione nel riconoscimento dei diplomi.
- Accesso alle professioni regolamentate e non.
- Apertura del sistema degli appalti pubblici, dei sistemi bancari e assicurativi.
- Adozione del principio del mutuo riconoscimento.
Trattati che hanno modificato e ampliato le competenze dell'Ue
Atto unico europeo (AUE) 1986
Revisione del trattato di Roma (CEE), 17 febbraio 1986 firmato, entrata in vigore 1987 1 luglio, modifiche:
- Integrazione della nozione di mercato interno ridefinito come uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone e dei capitali.
- Al parlamento europeo (rappresenta i cittadini) eletto a suffragio universale per la prima volta nel 1979, è riconosciuto il potere di cooperare con il consiglio e la commissione in diversi ambiti legislativi.
- Nel consiglio (rappresenta gli stati) le decisioni relative al mercato interno sono prese a maggioranza qualificata in luogo dell'unanimità.
- Riforma generale della politica di coesione economica e sociale (politica regionale dell'Ue) più stretta tra le regioni europee.
- Norme in materia politica dell'ambiente e di ricerca scientifica e tecnologica e di cooperazione in politica sociale.
- Il consiglio europeo (riunione dei capi di stato, presidente della commissione europea) viene inserito nel trattato di Roma come organo di indirizzo politico e di impulso all'azione della comunità.
Trattato di Maastricht
7 febbraio 1992 trattato sull'unione europea TUE, 12 paesi aderenti, modificandolo in TCE entrata in vigore nel 1 novembre 1993. Vantaggi introdotti dal trattato di Maastricht:
- Cittadinanza europea.
- Messe le basi per l'unione economica monetaria (per questo almeno 8 dei 12 paesi dovevano essere d'accordo sull'unione monetaria, euro).
- Introduzione di nuove competenze in materia di industria, sanità pubblica, educazione e cultura.
Cambiano il nome da CEE (comunità economica europea) a CE (comunità europea).
Pilastri dell'unione europea denominati
- CEE, CECA, CEEA.
- PESC (politica estera di sicurezza comune).
- CGAI (cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni).
Trattato di Amsterdam
2 ottobre 1997, entrato in vigore nel 1999, questo trattato prevede 7 punti:
- Libertà, democrazia e rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo i quali sono formalmente consacrati nell'ambito del diritto dell'unione.
- Politica sociale, occupazione e tutela dei consumatori rispetto alla quale sono introdotti nuovi capitoli.
- Missioni umanitarie e mantenimento della pace in quanto espressamente riconducibili alle priorità dell'unione, in questo senso è costituito un nucleo di valutazione politica per l'individuazione delle zone a rischio.
- Istituzione dell'alto rappresentate della politica estera de di sicurezza comune (PESC).
- Introduzione delle cooperazioni rafforzate, cioè alcuni stati membri (almeno la metà) nel rispetto del quadro istituzionale europeo potranno dar vita a forme di integrazione più strette nelle materie di competenza non esclusive dell'unione.
- L'accordo di Schengen sulla creazione di uno spazio senza frontiere interne è inserito nei corpo del nuovo trattato acquisendo in tal modo, rango del diritto primario dell'unione.
- Quasi tutti i settori del terzo pilastro vengono ricondotti al primo, cioè vengono sottratti al metodo interrogativo e ricondotti al metodo comunitario.
Trattato di Nizza
26 febbraio 2001 Trattato di Nizza entrato in vigore 1 febbraio 2003. Si occupa principalmente delle riforme istituzionali che si ritenevano necessarie per migliorare la governance e il buon funzionamento delle istituzioni europee. Il 7 dicembre 2000 il presidente del consiglio, il presidente del parlamento europeo e il presidente della commissione europea hanno proclamato la carta dei diritti fondamentali dell'Ue, che non ha ancora giuridico, ma impegna le istituzioni dell'unione a rispettare i principi contenuti al suo interno nello svolgimento delle proprie azioni politiche e nell'approvazione degli atti legislativi; riunisce in unico testo i diritti fondamentali creati dalla giurisprudenza della corte di giustizia dell'Ue, avendo il merito di rendere visibili e fruibili i diritti di cui può disporre il cittadino europeo: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza, giustizia.
Al trattato di Nizza è stata allegata una Dichiarazione sul futuro dell'unione, che enuncia 4 punti:
- Semplificazione dei trattati su cui si fonda l'unione europea.
- Delimitazione delle competenze tra unione e stati membri.
- Lo status della carta dei diritti fondamentali dell'Ue.
- Il ruolo dei parlamenti nazionali nel funzionamento dell'unione.
Il consiglio europeo di Laenken: l'avvio del processo costituente
Durante la ratifica del trattato di Nizza venne emanata la Dichiarazione di Laenken, che prevedeva l'istituzione di una convenzione europea, incaricato di elaborare soluzioni concrete da adottare in caso di necessità. La convenzione riuniva in un unico soggetto i rappresentanti degli stati membri, del parlamento europeo, dei parlamenti nazionali e della commissione europea. I suoi lavori sono durati un anno dal 2002 al 2003. Il 29 ottobre 2004 i rappresentanti del governo firmarono il trattato costituzionale a Roma, che rappresenta il primo serio tentativo di allargare la base democratica sulla quale si fonda l'unione. Racchiudeva in un unico testo tutto il diritto primario dell'Ue, anche i simboli e i riferimenti tipici di un'organizzazione federale, cioè l'inno, la bandiera, il motto, il giorno dell'Europa, la moneta. Per entrare in vigore il trattato doveva essere firmato da tutti gli stati membri entro il 1 novembre 2006. Non venne ratificato perché dopo le sorti del referendum francese del maggio 2005 e quello olandese del giugno 2005, nonché le puntuali perplessità fornite da Regno Unito Polonia e Repubblica Ceca insieme alla limitata visione della contemporanea politica europea di conseguenza non entrò in vigore, il consiglio europeo nel 16/17 giugno 2005 impose il periodo di riflessione sul futuro dell'Europa che nelle intenzioni avrebbe dovuto favorire un dibattito con i cittadini europei.
CIG: conferenza intergovernativa
22 giugno 2007 venne indetta la conferenza intergovernativa che era incaricata di formare non più una costituzione ma un trattato di riforma, questo trattato è stato approvato nel 18/19 ottobre a Lisbona e firmato dai 27 stati membri il 13 dicembre 2007.
Dal trattato costituzionale al trattato di Lisbona
Con la tecnica giuridica denominata "a pettine", che consiste nell'inserimento di modifiche parziali all'interno dei trattati esistenti, vengono modificati alcuni elementi:
- Eliminata la sistematica e la tecnica redazionale presenti nel trattato costituzionale.
- Scompare il termine costituzione.
- Il termine ministro degli esteri viene sostituito da alto rappresentante dell'unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.
- Eliminato il termine legge in luogo di regolamento e di legge quadro in luogo di direttiva.
- Eliminati i simboli come la bandiera dell'UE, l'inno europeo, il motto unità nella diversità, 9 maggio come giornata dell'Europa memoria della dichiarazione Schumann.
Architettura dei trattati scaturita da Lisbona
TUE, TFUE: trattato sul funzionamento dell'unione europea (era ex TCE), detto trattato servente di rango inferiore al TUE. È un contenitore delle norme di minore importanza della CIG.
Trattato di Lisbona
Struttura del diritto primario dell'Unione:
- Dal TUE composto da 55 articoli totali che formano 6 titoli:
- Disposizioni comuni.
- Disposizioni relative ai principi democratici.
- Disposizioni relative alle istituzioni.
- Disposizioni sulle cooperazioni rafforzate.
- Disposizioni generali sulle azioni esterne dell'unione, disposizioni specifiche sulla politica estera e di sicurezza comune.
- Disposizioni finali.
- Dal TFUE composto da 358 articoli che formano 7 parti:
- Principio Non discriminazione e cittadinanza dell'unione.
- Politiche e azioni interne dell'unione.
- Associazione dei paesi e territori d'oltremare.
- Azione esterna dell'unione.
- Disposizioni istituzionali e finanziarie.
- Disposizioni generali e finali.
- Da 37 protocolli.
- Da 2 allegati:
- Elenco previsto dall'articolo 38 del TFUE.
- Paesi e territori d'oltremare a cui si applicano le disposizioni della parte quarta del TFUE.
- Da 65 dichiarazioni suddivise in:
- Dichiarazioni relative a disposizioni dei trattati.
- Dichiarazioni relative a protocolli allegati ai trattati.
- Dichiarazione degli stati membri.
- Dalla carta dei diritti fondamentali dell'UE, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati.
Dichiarazioni allegate al trattato di Lisbona
- Dichiarazioni relative a disposizioni dei trattati.
- Dichiarazioni relative ai protocolli allegati ai trattati.
- Dichiarazione degli stati membri.
Allargamenti dell'UE
Criteri di adesione all'Europa (criteri di Copenaghen)
- Criterio politico: presenza di istituzioni democratiche stabili che garantiscono lo stato di diritto i diritti dell'uomo il rispetto delle minoranze e la loro tutela.
- Criterio economico: esistenza di un'economia di mercato aperta, capacità di far fronte all'impatto con un'economia aperta di mercato e alla pressione concorrenziale all'interno dell'UE.
- Criterio giuridico: acquisizione del cosiddetto "acquis comunitario" cioè inglobare tutto il diritto produttivo delle istituzioni europee all'interno del proprio ordinamento, sono obblighi derivanti dall'adesione e gli obiettivi dell'unione politica economica e monetaria.
Al giorno d'oggi ci sono ancora richieste di adesione da parte degli stati non membri dell'UE, in particolare la Croazia per cui si è in attesa del processo di ratifica del trattato di adesione, inoltre ci sono negoziati con Turchia, Islanda e Macedonia.
Da 6 a 28 paesi membri
- 23 luglio 1952: con il trattato CECA entrano Belgio, Francia, Paesi Bassi, Italia, repubblica federale tedesca, Lussemburgo.
- 1 gennaio 1958: con il trattato CEE si riconfermano le 6 nazioni aderenti all'UE.
- 1 gennaio 1973: nella CEE entrano Regno Unito, Danimarca, Irlanda.
- 1 gennaio 1981: la Grecia entra in UE.
- 1 febbraio 1985: Groenlandia faceva parte della Danimarca ma ottenne l'autonomia dalla Danimarca e uscì dalla CEE (unico caso di fuoriuscita dall'UE).
- 1 gennaio 1986: Portogallo, Spagna entrano nella CEE, finora sono 12 i paesi membri.
- 1 gennaio 1995: Austria, Svezia, Finlandia entrano in CEE.
- 1 maggio 2004: Cipro, Malta, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Lettonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovenia entrano nella CEE.
- 1 gennaio 2007: Romania e Bulgaria entrano in CEE.
- 1 luglio 2013: Croazia entrano in CEE.
Paesi con negoziati di adesione in corso: Turchia, Repubblica di Macedonia, Islanda, Montenegro, Serbia, Albania.
Spazio economico europeo (SEE)
SEE: spazio economico europeo 1 gennaio 1994, lo scopo è quello di far partecipare al mercato unico europeo i paesi che non sono membri dell'unione, mira a rafforzare le relazioni economiche e commerciali dell'UE con i paesi dell'associazione europea di libero scambio (AELS).
Provvedimenti SEE
- Libera circolazione delle merci: abolizione dei dazi doganali su importazioni ed esportazioni di merci.
- Libera circolazione delle persone: i cittadini dell'unione europea e dei paesi AELS hanno il diritto di spostarsi sul territorio dell'altra parte per cercare occasioni di lavoro, ma possono abitarvi solo dopo aver trovato lavoro.
- Libera circolazione dei servizi: eliminate le restrizioni per la libera prestazione dei servizi, i fornitori possono operare temporaneamente nel paese in cui viene prestato il servizio alle stesse condizioni dei cittadini di quello stato.
- Libera circolazione dei capitali: l'accordo stabilisce il principio della parità di trattamento in materia di mercato dei capitali e di credito, vieta qualsiasi restrizione basata sulla nazionalità.
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