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Capitolo 1

IL PENSIERO SISTEMICO

è definita come un’ produttiva e di lavoro (non c’è impresa senza

L’impresa organizzazione

uomo).La produzione porta alla nasci- ta di prodotti che possono essere beni o servizi.

I prodotti sono l’output dell’impresa. Gli input sono le chiavi che attivano la produzione. Gli

output hanno a loro volta un impatto con l’ambiente in cui l’impresa si trova, che a sua volta

genera un input di natura informativa chiamato FEEdBaCK. INPUT

TRASFORMAZIONE OUTPUT : bene o servizio

Il feedback è una retroazione informativa, un meccanismo per il quale le informazioni

riguardanti l’output tornano all’impresa sotto- forma di input. L’impresa colloca un prodotto

sul mercato, e tramite il feedback viene informata circa l’andamento delle vendite le quali

formano un input che può condizionare le scelte future dell’azienda.

L’impresa rappresenta un sub-sistema del più ampio sistema ambiente(ambiente socio

economico)col quale interagisce.

L’ambiente si può suddividere in:

ambiente generale (o general environment): comprende una pluralità di forze sia di

natura economica che di natura non economica, che condizionano seppur debolmente

l’attività dell’impresa.

ambiente specifico (o task environment): coincide con il settore di attività economica

dell’impresa (come il settore automo- bilistico per la fiat) e raggruppa tutte le imprese che

svolgono la stessa attività produttiva, ovvero le imprese concorrenti includendo anche

fornitori e clienti (ad esempio colui che produce i freni, le batterie, le gomme ecc…)

L’impresa moderna deve sapere reagire tempestivamente alle “sorprese strategiche”. Si

persegue il “sincronismo adattivo” tra mercato ed impresa.

Le attuali tendenze ambientali

L’impresa agisce oggi in un ambiente altamente incerto e complesso

 Complessità: Varietà-Variabilità dell’ambiente

 Imprese sia destinatarie che artefici dell’ambiente

Le condizioni d’impresa che garantiscono la sopravvivenza in tale contesto sono:

l’attenta esplorazione dell’ambiente

 lo sviluppo di strutture interne all’impresa in grado di valutare le potenziali minacce

ed opportunità ambientali

È pertanto necessario per le imprese essere flessibili ed operativamente elastiche Ciò

comporta:

-la necessità per le imprese di relazionarsi continuamente con l’esterno

-Raggiungimento di un equilibrio dinamico con l’ambiente per la sopravvivenza d’impresa

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l’ambiente

Perché è complesso?

per lo sviluppo tecnologico sempre più spinto e

 differenziato;

 per i cambiamenti intervenuti nel rapporto fra

 domanda e offerta;

per le esigenze di ammodernamento e

- razionalizzazione dei “sistemi paese”.

- per la crescente internazionalizzazione dei settori e delle imprese

- PENSIERO SISTEMICO

In primis un è un insieme di componenti/risorse integrate e relazionati tra loro

sistema

orientati verso un fine comune che è laSOPRAVVIVENZA.

Data la definizione di sistema, possiamo associare quella di APPROCCIO (o

SISTEMICO

system thinking-pensiero sistemico)il quale considera qualsiasi fenomeno(anche l’impresa,

ma anche l’economia, la famiglia, l’essere umano) interpretabile studiando i suoi elementi e

l’interazione tra essi e l’interazione tra elementi e ambiente di riferimento (esterno);

l’approccio sistemico quindi en-fatizza, pone l’accento, sulle relazioni (interne o esterne).

ha due valenze ovvero:

L’approccio sistemico

VALENZA DESCRITTIVA: ci descrive come sono fatti i sistemi..

 VALENZA PRESCRITTIVA: talvolta denominata valenza normativa, ci dice come

 dovrebbero essere fatti i sistemi e come do-vrebbero comportarsi i sistemi al fine di

migliorarne il comportamento

C’è da dire però che ci sono altre 3 tipi d’approcci oltre l’approccio sistemico:

L’APPROCCIO studia il fenomeno nella sua totalità e vede in questo l’unico

OLISTICO:

- modo per conoscere il fenomeno; deriva dalla teoria biologica dell’olismo la quale afferma

che l’organismo deve essere studiato in quanto totalità organizza- ta e non in quanto

semplice somma di parti.

L’APPROCCIO questo approccio invece afferma che lo studio

ANALITICO/RIDUZIONISTA:

- e la conoscenza del fenome- no dipendono dalle singole parti. Non enfatizza le relazioni tra

le parti ma prende in considerazione ciascuna singola parte

APPROCCIO Analisi degli elementi peculiari del fenomeno e osservazione

EVOLUTIVO =

- del loro evolversi e modificarsi nel corso del tempo

:

Sistema impresa rappresentazione del complesso di competenze che emergono

dal reticolo di relazioni ed interazioni tra lecomponenti della sua struttura specifica.

Questo percorso ci permette di cogliere il significato di:

- Dimensione strutturale

carattere tecnico, umano e finan-ziario che si relaziona con le entità esterne.

- Dimensione sistemica

di sentire l’impresa quale momen-to portante della produzione industriale.

Queste due dimensioni ci consentono di approfondire il concetto di Flessibilità ed Elasticità:

la prima è la capacità a carattere sistemico connessa alla disponibilità di spazi di manovra

adeguati a guidare la dinamica evolutiva del sistema in un contesto carat-terizzato da

complessità crescente. La seconda, l’elasticità, è la capacità a carattere sistemico

utilizzabile nel contesto dell’azione di governo.

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ORIGINI DEL PENSIERO SISTEMICO

Alcuni sostengono che l’approccio sistemico nasca, o perlomeno trovi un primo

approfondimento, con l’opera di uno scienziato russo degli anni ’20 (Bogdanov) intitolata

nella quale concepisce per la prima volta la realtà fenomenologia come si- stema

tectologia

ed inoltre esegue una prima classificazione dei sistemi in base alla loro natura dividendoli in

tre macroclassi: SISTEMI

ORGANIZZATI: DISORGANIZZATI: NEUTRI:

caratterizzati dal fatto il tutto assume valore il tutto è uguale alla

che il tutto assume va- somma delle parti.

minore della somma

lore maggiore della Regola generale

delle parti; ne è un e-

sempio l’azienda in

somma dei valori delle vuole che organizza-

parti; cioè, il sistema zione e disorganiz-

crisi.

assume valore maggio- zazione si annullano,

re nella sua totalità che o si compensano a

non se le parti venisse- vicenda

ro considerate singo-

larmente e sommate.

Un altro scienziato russo, si occupò di sistemi in senso generale e studiando i

Vernadskij,

sistemi biologici individua la necessità di considerare,nell’approccio allo studio del

sistema,anche le relazione che esso ha con il contesto in cui è inserito.

Con Vernadskij vengono così introdotti due concetti fondamentali quali:

concetto di confine di un sistema: filtro/barriera che si viene a frapporre tra tutti gli stimoli

- esterni che il sistema riceve e quelli che vengono poi fatti propri dal sistema.

concetto di modificazione strutturale di un sistema: anche se in questo periodo non vi è una

- vera e propria concezione di cosa sia la struttura e cosa sia un sistema, Vernadskij lascia

comunque dedurre, attraverso la sua teoria, la definizione di cambiamento strutturale inteso

come la risposta adattiva del sistema al cambiamento ambientale.

Tali autori focalizzano l’attenzione proprio sulle interconnessioni studiate da altri autori

successivi sino ai nostri giorni con interesse motivato dai grandi sviluppi della tecnologia, si

pensi ad esempio alla globalizzazione, a internet ecc…

Dallo studio delle interconnessioni originano altre teorie molto estreme come la teoria

elaborata dallo studioso Renè Thom e che va sotto il nome di ; questa

teoria delle catastrofi

teoria afferma che i fenomeni sono pervasi da processi irreversibili di cambiamen-to. Lorenz

invece elaborò la c.d. , in parte derivante dalla matematica del caos ma che

teoria del caos

trovò un risvolto pratico tra leinterconnessioni dei fenomeni metereologici.

Tutti questi autori contribuiscono in maniera rilevante a dare un’idea ben precisa di cosa sia

un sistema ma l’autore che assume maggior rilievo per lo sviluppo dell’approccio sistemico

è (intorno agli anni ’40), il quale si pone l’obiettivo di crea- re una base

Von Bertalanffy

comune per tutte le discipline scientifiche, un metodo da utilizzare in qualsiasi disciplina

attraverso la formulazione di teoremi codificanti delle caratteristiche nei sistemi, attraverso

teoria generale dei sistemi

quella che viene definita la (Gene-ral System Theory).

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Teoria generale dei sistemi

I concetti portanti di tale teoria sono: : la logica sistemica ci

Ogni sistema fa parte di un sistema più vasto che lo comprende

1)

porterà sempre a parlare di sistemi compresi nell’ambito di altri sistemi. Il sistema sul quale

generalmente focalizziamo l’attenzione è il sistema che si colloca a livello “L” che a sua

volta è compreso in un sistema più ampio di livello “L + 1” che si definisce sovrasistema:

“L 1”

+ o sovraistema

“L” o sistema

Quando si riporterà tale logica sull’impresa, non si parlerà semplicemente di sistema L

compreso in un sovrasistema L + 1, ma sarà compresa in un sovrasistema sintesi di tanti

sistemi che in qualche modo comprendono l’impresa.

In prima approssimazione possiamo dire che il sovrasistema L + 1 è l’ambiente. : si

Ogni sistema comprende in sé altri sistemi che in qualche modo gli appartengono

2)

scopre una nuova figura detta sot- tosistema o subsistema, che si trova collocata a livello

L – 1. “ambiente”

L + 1 o sovrasistema

L o sistema

L 1 o unità or-

ganizzative

Questa nuova figura individua ad esempio, reparti, aree di settore, gli attori…questo

concetto può essere applicato in maniera e- stensiva individuando a livello L – 1 un reparto

o un’unità organizzativa, e ad un ipotetico livello L – 2 ogni singolo attore.

Questo modo di procedere, nell’ottica di Bertalanffy è volto a creare delle proposizioni

teoriche per un linguaggio comune, ma ha delle conseguenze a livello analitico ben più

importanti in quanto questa sintesi della presentazione dei vari livelli di sistema, è alla base

di una delle prime scelte metodologiche che si adottano in un’analisi economica:

LIVELLO DI ANALISI : MACRO ; MESO ; MICRO

qualsiasi analisi economica si focalizza sul sistema economico nazionale, europeo o

macro:

- esegue l’analisi settoriale ti- picamente realizzata dalle discipline dell’economia industriale

(da industry = settore e non intesa come “produzione indu- striale” contrapposta a

“produzione artigianale”).

o livello organizzativo + livello inter-organizzativo corrispondente al sistema “L”,

meso:

- effettua delle analisi focalizzate sull’impresa complessivamente considerata e inoltre si

preoccupa di analizzare le relazioni tra più organizzazioni a livello “L” sia da un punto di

vista competitivo che da un punto di vista collaborativo.

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Un tipico caso di relazioni collaborative (o cooperative) si ha nelle attività di ricerca e

sviluppo mirata all’innovazione dove vengono coinvolte ad esempio, impresa farmaceutica e

impresa alimentare, oppure l’impresa automobilistica e l’impresa aeronautica ecc… da

precisare che i rap- porti collaborativi non avvengono necessariamente tra impresa e

impresa, ma possono avvenire anche tra impresa ed al- tre organizzazioni che imprese non

sono (in collaborazione con l’università per esempio).

è il livello corrispondente al subsistema,o livello “L – 1”,e l’attenzione si incentra nelle

micro:

- relazioni intra-organizzative e quindi si ha l’analisi interna delle parti

dell’organizzazione,delle funzioni,delle divisioni,ma anche l’analisi del singolo indivi- duo

che opera all’interno dell’organizzazione. Da specificare che abbiamo definito il livello inter-

organizzativo come un in- sieme di componenti (parti e partecipanti) indirizzati verso un fine

comune e la cui etichetta più generica è il termine “unità organizzativa”.

Tra le varie unità organizzative è possibile usare i termini generici area, ufficio, reparto, che

sono equiva- lenti ma non indicano qualcosa di specifico.

Il valore di un sistema è maggiore della somma dei valori delle singole parti.

3) La differenza di valore che intercorre tra le singole parti e il sistema è la c.d. sinergia

e rappresenta l’essenza del si-stema distinguendo un insieme di componenti da

intrinseca

un sistema vero e proprio derivato dall’interazione di essi.

Tipi di Sistemi

Aperti (e parzialmente aperti) se tra esso e l’ambiente si verificano scambi di materia-energia o di

informazione;

Chiusi (e parzialmente chiusi) qualora attraverso i suoi confini non avvenga alcuno scambio di

materia energia o di informazione.

Impresa come sistema orientato di tipo socio-tecnicoeconomico parzialmente aperto

SISTEMA APERTO caratteristiche:

Trasformazione

 Omeostasi

 Entropia Negativa

 Equifinalità

 Differenziazione

 Integrazione

 Capacità e grado di apertura

= potenzialità che il sistema ha, in ragione di una determinata dotazione

Capacità

strutturale, di rapportarsi con l’esterno

= atto volitivo dell’ che decide come modulare l’utilizzo della

organo di governo

Grado

capacità di apertura insita nella struttura

attraverso la teoria generale dei sistemi si sofferma molto sul concetto di

Von Bertalanffy,

apertura operando per la prima volta una distinzione molto semplice dell’interazione tra

sistema e ambiente: se un sistema interagisce con l’ambiente è aperto, vicever- sa è

chiuso. Il sistema chiuso, secondo Bertalanffy, può essere tale per natura (caratteristica

intrinseca), oppure per scelta auto- noma o per volontà di un sovrasistema.

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Questa visione di apertura o meno di un sistema verso l’ambiente, è molto semplicistica

sia perchè non viene considerata la distinzione tra grado e capacità di apertura (che verrà

invece puntualizzata in teorie successi- ve a Bertalanffy), sia perché non esistono sistemi

perfettamente aperti o perfettamente chiusi (in qualsiasi scienza), ma esistono sistemi

parzialmente aperti o parzialmente chiusi con una apertura che varia nel tempo.

Accettare la condizione che un sistema sia completamente aperto,significherebbe

accettare la possibilità che il sistema cambi continuamente, significherebbe che

l’interazione con l’esterno sia continua e tale interazione condizioni continuamente il

sistema; nel caso delle imprese come nel ca- so degli individui questo non corrisponde a

verità; l’individuo come l’impresa è certamente un sistema aperto al punto di non so-

pravvivere senza l’interazione con l’esterno, ma questo non significa che l’interazione è tale

per cui non vengono controllati i flussi in entrata e in uscita; questa interazione non è tale al

punto di mutare continuamente l’impresa o il sistema.

Bertalanffy nelle sue teorie sostiene e specifica inoltre che non esiste un ambiente assoluto,

ma solo un ambiente relativo quindi l’ambiente è un costrutto relativo che dipende

dall’osservatore: l’ambiente di un sistema è l’ambiente come esso lo percepisce,e si adatta

adesso adottando le misure,le strategie più consosne. Questo approccio è stato enfatizzato

da teorie successive che postu- lano il relativismo di qualsiasi realtà; cioè secondo tali teorie

non esiste una realtà oggettiva, ma solo una realtà soggettiva, dove tutto quello che si vive

è frutto di una concezione che non esiste al di là del soggetto che la concepisce in tale

modo. Questo per dire, più concretamente, che modificando il punto di vista si modifica la

realtà osservata, e che l’insieme dei punti di vista formano sistemi diversi.

L’aspetto fondamentale che viene messo in luce negli approcci sistemici successivi alle

teorie di Von Bertalanffy (che ancora non opera una distinzione tra struttura e sistema), e

soprattutto nell’approccio sistemico vitale, è che al più tutti pos- sono vedere allo stesso

modo .

la struttura .

entropia

Altro concetto che si affianca a questo della apertura, è quello di

l’entropia

In ambito aziendale, è da intendersi come la variazione costante dei

collegamenti esistenti fra i vari elementi azienda- li, come tendenza alla flessibilità, alla

variabilità strategica ed operativa, all’interazione costante con l’ambiente, necessaria per la

sopravvivenza d’impresa

Anche questo concetto è stato formalizzato da Bertalanffy, e rappresenta una misura del

disordine; se il livello entropico è molto alto allora vuol dire che vi è molta disorganizzazione

ed allora la sinergia intrinseca viene meno. (ricordando che in questo

Nei sistemi chiusi

periodo storico ci sono solo sistemi aperti e chiusi), l’entropia è destinata a crescere, e in

vista di ciò il siste

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MaryUniTn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del commercio internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Ceccon Roberto.
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