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Nuove tendenze del business in Cina

Capitolo 1 – Ritorno al futuro

La crescita cinese è stata spesso definita un fenomeno “miracoloso”. Con la fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, la Cina era scomparsa dal panorama del commercio e degli investimenti internazionali. Verso la fine degli anni Settanta, quando la Cina ha deciso di aprirsi politicamente ed economicamente, la curva del diagramma di crescita economica ha segnato un risultato storico senza precedenti. Alla fine degli anni Settanta, la crescita economica è stata in massima parte il risultato di un fenomeno: la liberazione delle forze produttive rurali, fino ad allora represse.

Gli economisti attribuiscono la rapida crescita economica cinese principalmente a due fattori:

  • Gli investimenti di capitali su larga scala
  • Rapida crescita della produttività

Per quanto riguarda gli FDI, la Cina ha ricevuto ed impiegato finora la più grande quantità di capitali e di conoscenze tecniche e manageriali mai investite in un paese in via di sviluppo; solo nel 2008 ha ricevuto oltre il 12% del totale mondiale di FDI.

La transizione verso l’economia di mercato dipende dalle imprese private e dalle iniziative degli imprenditori. Secondo Huang Yasheng, è l’imprenditoria privata a fornire lo stimolo dominante per la veloce crescita economica e la spinta per abbassare i livelli di povertà, e non l’interventismo statale. Il “capitalismo di Stato” può innalzare i grattacieli e le statistiche del PIL, ma non il reale livello di vita delle famiglie, che sta aumentando grazie alla laboriosità dei suoi membri.

Un rapporto di Merril Lynch del 2009 ha rilevato che in Cina esistono 413.000 high net worth individuals, persone che possiedono beni per oltre un milione di dollari americani, non inclusa la prima casa. La Cina si classifica al 5° posto, dietro gli USA, Giappone, Germania ed Inghilterra.

Il tasso di risparmio delle famiglie cinesi è il più alto nel mondo e corrisponde, in media, al 30-40% del reddito annuale disponibile.

Dal 2008 la Cina si è collocata al primo posto come nazione esportatrice nel mondo, togliendo lo scettro alla Germania. Inoltre, la Cina è divenuta globalmente il partner commerciale numero uno, ma la sua quota di commercio internazionale pro-capite è ancora relativamente bassa; l’interscambio commerciale è un importante fattore per la sua crescita economica.

Tra i paesi dell’UE, la Germania è il partner commerciale più importante della Cina; mentre la Cina ha una bilancia commerciale negativa con i suoi vicini asiatici.

Da tempo, oramai, la Cina non è più un’economia indipendente: è diventata un soggetto influente dell’economia mondiale, ma ciò non la rende invulnerabile alla flessione globale.

Ci sono falle e problemi gravi che, prima o poi, i dirigenti cinesi dovranno affrontare:

  • La sempre crescente disparità tra regioni costiere ed interne, ossia i pochi ricchi e i molti poveri
  • Il problema ambientale: secondo la World Bank, delle 30 città più inquinate nel mondo, 20 sono in Cina e l’inquinamento sta costando al paese ogni anno il 10% del PIL
  • Il modello di sviluppo basato sull’esportazione di prodotti a basso prezzo, soprattutto verso Stati Uniti ed Europa, non è più sostenibile
  • Il sistema bancario aspetta di essere riformato: ancora oggi vengono elargiti più crediti alle incompetenti SOE che non alle più efficienti imprese private. Questo ha portato all’accumulazione di un ampio stock di crediti non esigibili (non-performing loans); il capitale non viene allocato in modo efficiente sul lungo periodo, pertanto la produttività del capitale impiegato è in diminuzione. Inoltre, l’industria non sta fornendo sufficienti posti di lavoro e l’occupazione è cresciuta solo dell’1% all’anno
  • La corruzione mina seriamente la credibilità del governo
  • Il problema delle minoranze, soprattutto nel Xinjiang dove predomina una popolazione di fede musulmana, deve essere monitorato attentamente

Le principali medicine per curare le debolezze del modello di sviluppo saranno l’irrobustimento del mercato dei consumi interni, accompagnato dalla necessaria riforma del sistema bancario, dalle riforme della sanità e dei fondi pensioni e da un aumento del tasso di urbanizzazione.

  • Il consumo è una delle componenti stabili del bilancio di ogni paese; in Cina costituisce un terzo del suo PIL. Secondo uno studio, il consumo cinese deve crescere almeno del 20% annuo per mantenere la crescita del PIL vicino al desiderato 10%; un incremento dei consumi significherebbe una crescita 3 volte più rapida rispetto al passato
  • Un’altra soluzione consiste nell’accelerare l’industrializzazione e l’urbanizzazione attraverso il potenziamento degli investimenti in infrastrutture nelle zone meno sviluppate

La leadership cinese è perfettamente consapevole delle sfide che la attendono.

  • Una delle sue risposte è incoraggiare il consumo privato
  • In risposta alla crisi finanziaria, il governo ha lanciato una gigantesca campagna di investimenti. La Cina continuerà ad acquisire tecnologie e know-how per incrementare il valore dell’export cinese, accompagnato dalla creazione di marchi globalmente riconosciuti
  • La Cina aumenterà i propri investimenti diretti all’esterno, al fine di assicurarsi ed espandere la propria posizione nel mercato, oltre che rifornirsi di materie prime come il petrolio

Capitolo 2 – Una forza emergente: l’imprenditoria cinese

Le imprese cinesi di successo sono estremamente competitive. La Cina è una delle più vecchie nazioni commerciali nel mondo. Elenchiamo le principali caratteristiche che contraddistinguono il loro concreto modo di operare:

1. Cost innovation

La CIMC decise di ridurre i costi in tutte le sue divisioni e unità produttive risparmiando un terzo sul costo dei materiali e quasi la metà sui costi di produzione e di struttura amministrativa. Il risparmio fu inserito nel prezzo del prodotto finale, riuscendo a vendere il prodotto a prezzi inferiori rispetto ai concorrenti esteri. Il basso costo fu ottenuto applicando un processo di flessibilità combinato ad una tecnologia superiore.

2. Chiara strategia

Si tratta della combinazione di idee di management classico dalle caratteristiche cinesi con il moderno pensiero occidentale.

3. Varietà dell’offerta ed economia di scala

Le aziende cinesi non hanno una fede cieca nell’automazione. Un’azienda ha deciso di sostituire l’automazione con il lavoro manuale, risparmiando 600.000 USD all’anno.

4. Equilibrio tra automazione e lavoro manuale

I produttori cinesi sono flessibili e si adattano di fronte a nuove situazioni e richieste dei clienti.

5. Flessibilità

Non sono prodotti di massa, tendono ad essere più costosi. Le aziende cinesi hanno due vantaggi non indifferenti:

  • Il mercato cinese può essere sufficientemente grande da creare una massa critica, o un’economia di scala, anche per un prodotto di nicchia
  • I costi a monte per la R&D sono molto più bassi in Cina se comparati a quelli delle economie sviluppate

6. Prodotti speciali (speciality products)

Le imprese cinesi hanno, però, anche nicchie geografiche e di prodotto. La Cina contiene ancora ampi spazi per lo sviluppo delle infrastrutture: è più difficile raggiungere fisicamente i clienti, ma le imprese cinesi sono abituate a lavorare nel proprio hinterland ancora in via di sviluppo, dove i clienti spesso hanno esigenze diverse da quelli delle aree sviluppate.

7. Voglia e attitudine ad imparare

Le imprese cinesi hanno, peró, anch... (testo troncato per limitazioni di lunghezza).

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Scienze giuridiche IUS/02 Diritto privato comparato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher asia.rizzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dei Paesi asiatici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Timoteo Marina.
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