Interpretazione dei contratti
Nozione
L'interpretazione è un'operazione intellettuale che elabora discorso per una collettività di interlocutori, un'attività di assegnare un significato a un oggetto, detto referente, in vista del fine che guida il lavoro dell'interprete. La funzione ruota intorno al rapporto fra individualità e astrazioni.
Funzione descrittiva
Questa funzione si propone di trasmettere informazioni che integrano le conoscenze del destinatario. Ad esempio, la descrizione di un fatto o evento della storia viene analizzata attraverso un procedimento analogico di confronto fra situazioni diverse nel tempo ma con la percezione e concettualizzazione tipica del presente. Un altro esempio è la traduzione linguistica, dove il significato attribuito passa attraverso un'individualizzazione per essere effettuato nel nostro linguaggio.
Funzione espressiva
Questa funzione è volta a trasmettere sentimenti. Ad esempio, l'esecuzione di opere teatrali o musicali dove l'interprete lo individualizza. In entrambi i casi si ha un vincolo di fedeltà dell'oggetto rappresentato.
Funzione prescrittiva
La comunicazione è volta a stabilire un dover essere e dirigere comportamenti. Nel campo del diritto, si ha tale tipo di interpretazione in proposizioni già formulate (leggi o contratti) e fatti (consuetudini, usi, manifestazioni volontà). Funzione di spiegazione e integrazione.
Interpretazione contratti
Questa attività intellettuale è volta ad attribuire significato alle convenzioni private delle parti e individuare effetti giuridici, oppure nel caso sia inadeguato adattare il regolamento al fine di produrre effetti conformi all'ordinamento, quindi fissando il contenuto. L'art. 1321 c.c. indica la nozione di contratto come un accordo fra due o più parti volto a regolare, modificare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale, basato su intento comune. Tale regolamento diviene un dover essere per le parti, quindi deve realizzarsi ed in caso di controversia si ha accertamento giudiziario ed eventuale meccanismo coattivo. Tutto ciò è supportato da attività interpretativa con dei criteri compresi nel c.c.
Evoluzione storica
I procedimenti e criteri di interpretazione dei diritti civili moderni sono fortemente influenzati da regole derivanti dal passato che si sviluppano già nelle fonti antiche romane del I secolo a.C.
Diritto giurisprudenziale romano
Già dalla metà del I secolo, i giuristi discutevano sull'interpretazione del contratto attraverso procedimenti logico-linguistici applicati alle parole (verba). Questi derivano da responsa, quindi ancorati a casi concreti e diventavano principi generali, strumenti argomentativi collegati a casistiche che diventano ispirazione e guida.
Principali giuristi
- Servio: Il criterio è il contenuto dell'accordo desunto da parole e comportamento delle parti (manifestazione esterna processo decisionale), con prevalenza del significato effettivo delle parole. Caso: Vendita di un bosco con alberi da abbattere e questione riguardante a chi spettassero i frutti caduti al suolo. Servio afferma che bisogna ritenere esclusi i frutti già caduti che quindi appartengono al venditore. Motivazione: Le parole devono essere intese secondo l'uso comune e non in base all'opinione dei singoli.
- Alfeno (allievo di Servio): Caso di locazione di un bosco ove le clausole prevedevano che il conduttore non potesse distruggerlo né permetterlo ad altri. La questione verte intorno al termine "permettere" inteso in accezione ampia quindi prevenire ogni forma di danneggiamento e ciò comporta un'estensione degli obblighi gravanti su conduttore. Interpretazione privilegia l'interesse di una parte cioè del proprietario (coincidente con conservazione del bosco).
- Papiano: Criterio opposto ad Alfeno, afferma che in caso di pattuizione oscura viene privilegiato l'interesse della controparte (in questo caso il conduttore). Motivazione: Orientamento che avvantaggia colui che ha accettato il contratto poiché il locatore aveva il potere di redigere più chiaramente la disposizione. Primato dell'esame della volontà delle parti. Caso: Fondo dato in concessione da comunità municipale a privato verso il pagamento di un censo e prevedendo che potesse essere trasmesso ad erede. Giurista ingloba anche legatario nonostante non menzionato nell'accordo espressamente ma deriva da volontà manifestata nel contratto (quindi conseguenza logica). Ricerca volontà ed intenzioni effettive delle parti.
- Celso: Criterio di interpretazione basato sul contratto nella sua totalità, quindi considerando l'insieme delle clausole che formano il regolamento. Primato della volontà rispetto alle parole. Modalità utilizzata per valutare sia leggi che atti privati. Quindi tener conto del contesto e della connessione con altre clausole per intendere il significato. Allontanamento dal formalismo per individuare ciò che sia conforme a buona fede ed equità, intesa come idea di giustizia nelle fattispecie concrete che si presentano. Ulteriore criterio esterno per valutazione volere nel contratto nel caso in cui vi sia un dubbio. Scelta interpretazione maggiormente favorevole al promittente e non allo stipulatore che aveva la possibilità di creare una clausola più chiara (non approfittare della sua scarsa chiarezza).
- Giuliano: Criterio indipendente dalla posizione delle parti e volontà ma tenendo conto del significato più idoneo per la realizzazione degli effetti (maggiormente adatto ad oggetto da realizzare). Medesimo criterio applicato nel giudizio ove alle parole delle parti si attribuisce il significato adattato ad oggetto della lite.
- Paolo: Giurista afferma il principio in claris non fit interpretatio. Viene esclusa la ricerca del significato parole e della volontà nel caso in cui il testo è certo. In caso non vi siano oscurità o clausole ambigue non si ha necessità di interpretazione.
- Ulpiano: Afferma la possibilità di integrare l'interpretazione tenendo conto di usi pratici nel territorio.
Teorie moderne
Da concetti generali elaborati da giuristi romani si ha una rielaborazione della scienza giuridica a partire dal 500 con l'Umanesimo e un adattamento e riformulazione in base a nuove casistiche derivanti da cambiamenti storici, sociali e politici.
Evoluzione
- Umanesimo nel 500: Utilizzati per fini pratici e quindi ordinati in scala di priorità al fine di garantire un ordine e coerenza regole. Precetti fissati dal c.c. francese 1804 ove ha rilievo la volontà individuale.
- Modello c.c. italiano 1865: Basato su quello francese. Criteri ritenuti da Cassazione come norme di legge quindi vincolanti per i giudici di merito a partire dal saggio di Messina 1906. C.c. 1942 si hanno introduzioni di novità. Messa in discussione dogmi individualistici. Introduzione di parametri esterni a volontà con integrazione di legge del contratto.
Umanesimo
Scienza giuridica del 500 che si occupa dell'interpretazione in base alla volontà come procedimento autonomo o come risoluzione di dubbi nell'esame di un testo contrattuale. Caratteristiche: indicano la volontà come momento prioritario della ricerca. Tesi di Jacques Cujas (metà 500): Trae da esegesi fonti romane le regole per chiarire significato del contratto o integrarlo. Elaborazione di astrazioni derivanti da casistica del diritto romano che divengono principi indipendenti fra loro ma non organizzati in ordine sistematico.
Tesi di Jacques Cujas
Analisi frammento di Papiniano: Caso di municipio che ha dato in locazione un fondo prevedendo il trasferimento all'erede ed anche al legatario nonostante non menzionato nelle parole dell'accordo. Motivazione: Estensione deriva da volontà presunta che integra il contratto. Finalità del contratto è locazione perpetua ex usi (consuetudine). Figure del legatario ed erede sono simili, quindi analogia.
Analisi titolo del Digesto
Tema del dubbio, cioè ambiguità del significato diviene base per la ricerca della volontà comune alle parti che esso considera come reale non presunta. Quindi criterio primario è cogliere la volontà, poi per la ricostruzione del contenuto possono utilizzarsi altri criteri esterni e secondari sotto il punto di vista temporale (inizia visione individualistica).
Tesi di Jean Domat (600)
Opera leggi civili nell'ordine naturale. Crea micro sistema delle regole interpretative secondo un ordine non arbitrario ma naturale.
Prevalenza testo
- Valutazione volontà delle parti nel caso in cui le parole siano oscure restando all'interno del linguaggio impiegato e spiegazione delle parti non chiare (dovere di sincerità e chiarezza). Motivazione: Libera determinazione dei soggetti corrisponde al linguaggio utilizzato.
- Criterio della verosomiglianza (usi valutati in base a circostanza): Formulazioni devono essere intese nel loro insieme e quando l'intenzione è chiara prevale sulle parole, quindi tenendo conto dell'oggetto della convenzione. Evidente da esame intero contratto non singole clausole (presunzione di volontà).
Criteri esterni
- Favore debitore (colui che è obbligato): Motivazione: Specificare le intenzioni. Deroghe: Clausola interpretata contro l'obbligato in caso sia voluta da lui (vizio espressione deriva da mala fede o colpa di colui che doveva spiegare intenzione). Obbligazione determinata in formula sufficientemente chiara non può essere estesa o ristretta in favore di una parte (quindi primato parole).
- Prassi mercantile: Funzione integrativa. Determinazione patrimoniale dell'oggetto ove risulti mancante o incerto il giudice fissa con attività interpretativa la misura media derivante da usi (prassi mercantile). Motivazione: Offre misura oggettive comune quindi verità.
Quindi: Schema proposto da autore riduce spazio a libero convincimento del giudice ed esercita una forte influenza tra 800 e 900 come tendenza a regolare l'interpretazione in fasi stabilite.
Tesi di Pothier (600-700)
Giurista di principale importanza che ha creato teorie e regole dell'interpretazione dei contratti che hanno influenzato il codice civile francese del 1804. Conoscenza fonti romane e periodo del pensiero giusnaturalistico in tutta Europa.
Prima fase (1748)
Pubblicazione opera Pandectae che contiene 10 regole su interpretazione che condividono l'impostazione di Domat. Volontà presunta discende da parole in base a ragionamento logico. Linguaggio è espressione naturale della volontà quindi sufficiente per analisi. Presupposto: Dubbio su senso delle parole (poi contrario).
Seconda fase (1761)
Diverso approccio interpretativo con pubblicazione opera Traité de obligations. Regole che attribuiscono il primato all'intenzione comune dei contraenti. Periodo: Esaltazione del consenso che deriva da manifestazione delle parti come esercizio della libertà di determinazione delle parti (principio fondamentale). Elemento genera effetti giuridici. Teoria dell'individualismo giuridico privilegia sfera delle intenzioni. Presupposto: Procedimento è indipendente da dubbio delle parole ma esame anche quando chiare. Autore fissa 12 regole di interpretazione ed affianca casi pratici (esemplificazioni). Motivazione: Esempi riducono l'astrattezza dei modelli e divengono più pratici ed applicabili prassi.
Analisi regole
Comune intenzione prevale su parole (art. 1156 c.c)
- Indagare cosa effettivamente hanno voluto le parti anche se discordante con il senso letterale delle parole (in tale caso non vi è dubbio su significato parole che sono chiare). Caso di Papiniano esaminato da Cujas. Altra fattispecie esemplificativa: Nuovo contratto locativo con stessa controparte che prevede stesso corrispettivo del contratto precedente quindi l'oggetto sarà lo stesso appartamento e non l'intera casa. Oggetto è desunto da indagine volontà ma non menzionato da parole del contratto.
Scelta fra 2 significati (art. 1157 c.c)
- Interpretazione ove clausole sono suscettibili di doppio senso ed in tal caso bisogna preferire quello che permette la produzione dell'effetto giuridico quindi eseguito. Enunciato di Ulpiano: Caso prevede la prevalenza di un significato altrimenti contratto sarebbe privo di effetti.
Natura del contratto (art. 1158 c.c ma con formulazione diversa riferendosi alla materia non alla natura)
- Clausole che hanno un duplice significato si interpretano in base alla natura.
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