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TESI JEAN DOMAT (600) – opera leggi civili nell’ordine naturale

Crea micro sistema delle regole interpretative secondo un ordine non arbitrario ma

naturale

PREVALENZA TESTO

- = Valutazione volontà delle parti nel caso in cui le parole siano oscure restando

all’interno del linguaggio impiegato e spiegazione delle parti non chiare

(dovere di sincerità e chiarezza)

MOT: Libera determinazione dei soggetti corrisponde al linguaggio utilizzate

Criterio della VEROSOMIGLIANZA (usi valutati in base a circostanza)

- = Formulazioni devono essere intese nel loro insieme e quando l’intenzione è

chiara prevale sulle parole quindi tenendo conto dell’oggetto della convenzione

> Evidente da esame intero contratto non singole clausole (presunzione di volontà)

CRITERI ESTERNI

- 1. Favore debitore (colui che è obbligato) – MOT: Specificare le intenzioni

> Deroghe :

- Clausola interpretata contro l’obbligato in caso sia voluta da lui

(vizio espressione deriva da mala fede o colpa di colui che doveva spiegare

intenzione)

- Obbligazione determinata in formula sufficientemente chiara non può essere

estesa o ristretta in favore di una parte (quindi primato parole)

2. Prassi mercantile – Funzione integrativa

= Determinazione patrimoniale dell’oggetto ove risulti mancante o incerto il giudice

fissa con attività interpretativa la misura media derivante da usi (prassi mercantile)

Mot: Offre misura oggettive comune quindi verità

QUINDI: Schema proposto da autore riduce spazio a libero convincimento del giudice ed

esercita una forte influenza tra 800 e 900 come tendenza a regolare l’interpretazione in

fasi stabilite

TESI POTHIER (600-700)

Giurista di principale importanza che ha creato teorie e regole dell’interpretazione dei

contratti che hanno influenzato il codice civile francese del 1804

> Conoscenza fonti romane e periodo del pensiero giusnaturalistico in tutta Europa

I FASE (1748)

Pubblicazione opera Pandectae che contiene 10 regole su interpretazione che

condividono l’impostazione di Domat – Volontà presunta discende da parole in base a

ragionamento logico

Linguaggio è espressione naturale della volontà quindi sufficiente per analisi

Presupp: Dubbio su senso delle parole (poi contrario)

II FASE (1761)

Diverso approccio interpretativo con pubblicazione opera Traitè de obligations

= Regole che attribuiscono il PRIMATO ALL’INTENZIONE COMUNE dei contraenti

Periodo : Esaltazione del consenso che deriva da manifestazione delle parti come

esercizio della LIBERTA di determinazione delle parti (principio fondamentale) – Elemento

genera effetti giuridici

> Teoria dell’individualismo giuridico privilegia sfera delle intenzioni

Presupp: Procedimento è indipendente da dubbio delle parole ma esame anche quando

chiare

Autore fissa 12 regole di interpretazione ed affianca casi pratici (esemplificazioni)

MOT: Esempi riducono l’astrattezza dei modelli e divengono più pratici ed applicabili prassi

ANALISI REGOLE

COMUNE INTENZIONE PREVALE SU PAROLE (art 1156 c.c)

1. Indagare cosa effettivamente hanno voluto le parti anche se discordante con il

senso letterale delle parole (in tale caso non vi è dubbio su significato parole che

sono chiare)

Caso di Papiniano esaminato da Cujas

- Altra fattispecie esemplificativa

- = Nuovo contratto locativo con stessa controparte che prevede stesso corrispettivo

del contratto precedente quindi l’oggetto sarà lo stesso appartamento e non l’intera

casa

Oggetto è desunto da indagine volontà ma non menzionato da parole del contratto

SCELTA FRA 2 SIGNIFICATI (art. 1157 c.c)

2. Interpretazione ove clausole sono suscettibili di doppio senso ed in tal caso bisogna

preferire quello che permette la produzione dell’effetto giuridico quindi eseguito

Enunciato di Ulpiano

- Caso prevede la prevalenza di un significato altrimenti contratto sarebbe privo di

- effetti

NATURA DEL CONTRATTO

3. (art. 1158 c.c ma con formulazione diversa riferendosi alla MATERIA non alla

natura)

Clausole che hanno un duplice significato si interpretano in base a natura del

contratto cioè il senso più affine al modello contrattuale che le parti realizzano

Quindi operazione funzionale al conseguimento degli effetti giuridici

Esempio proposto prevede l’affitto per 9 anni di un fondo con prezzo di 300 lire ma

- questo prezzo è inteso come annuale non come totale dei 9 anni

> Mot: Parole ricondotte a modello astratto poiché tipico della natura del contratto

di locazione che il prezzo sia pagato annualmente

USI DEL TERRITORIO (art. 1159 c.c)

4. Quando l’intenzione delle parti non è chiara viene integrata da usi locali

(intesi come comunemente praticati nel territorio ove è stipulato il contratto)

Caso previsto da autore è un accordo che prevede la manutenzione di una vigna

- senza specificare la quantità di lavori da svolgere quindi vengono tenuti in

considerazione quelli che solitamente si svolgono nel paese in quell’ambito

INTEGRAZIONE CON USI (art 1160 c.c)

5. Aggiunta di clausole al contratto ricavate non dalle parole o intenzione ma da usi

poiché considerati sottointesi – consuetudine

CONNESSIONE UNITARIA CLAUSOLE (art.1161 c.c)

6. Singole clausole che compongono il contratto devono essere interpretate l’une per

mezzo delle altre dando quindi un senso unitario all’atto

FAVORE DEL DEBITORE (art. 1162 c.c)

7. Criterio di risoluzione esterno ad indagine di volontà

Prevede che in caso di clausola ambigua essa si interpreta in favore di colui che si

è obbligato quindi in favore della parte debitrice nell’obbligazione

MOT: Incertezza delle parole che indicano l’obbligo sono imputabili a chi l’ha creato

Tesi già sostenuta da Celso

- Contratto di affitto verso il corrispettivo di una determinata quantità di grano ma non

- viene specificato il luogo della consegna quindi viene stabilito nella casa

dell’affittuario poiché il locatore se avesse voluto un posto specifico poteva indicarlo

nel contratto

OGGETTO DEL CONTRATTO (art. 1163 c.c)

8. In caso di termini generali utilizzati nella convenzione possono essere comprese le

cose anche se non espresse da parole ma non quelle che le parti non hanno

nemmeno pensato

(quindi indagine della volontà oltre il piano delle parole)

Caso deriva da Ulpiano che immagina una transazione con erede il quale rinuncia

- ai suoi diritti poi dopo tale patto giungono ulteriori disposizioni testamentarie ed

esse non rientrano nella transizione poiché volontà non si riferiva ad esse

UNIVERSALITA DI COSE (no recepito nel codice)

9. Accordo il cui oggetto è un’universalità di cose non specificate viene inteso come

tutti i beni che la compongono – presunzione che la volontà sia intesa a trasferire

l’insieme

Tipico esempio è eredità in cessione unitaria (opposto inventario – beni specifici)

- PREVISIONE DI UN CASO (art. 1164 c.c)

10. Parti all’interno del contratto per evitare dubbi in sede di esecuzione introducono un

caso specifico per spiegare l’obbligazione ma ciò NON preculde l’estensione del

diritto dell’obbligazione ai casi non specificati

Caso di un matrimonio ove viene stabilita la comunione dei beni ed espressamente

- parti prevedono la comunione anche delle eredità future ma ciò non vuol dire

escludere tutte le altre acquisizioni che confluiscono nel patrimonio comune

comunque

CLAUSOLA PLURALE

11. Intesa come combinazione di più clausole singolari

Caso donazione favore di 2 beneficiari con obbligo di restituire in caso di morte

- (quindi riferita ad entrambi cioè una clausola per ciascuno)

FINALE FRASE

12. Termine di una frase dev’essere correlato all’intera frase non solo parole precedono

> Entrambi non hanno riscontro nel c.c

QUINDI: Impianto teorico costruito da Poither basato essenzialmente sul binomio parole-

intenzione ed in caso persiste ambiguità del contratto utilizzo criteri esterni

CARATTERISTICA ESSENZIALE è RICERCA DI VOLONTA INDIPENDENTE DA DUBBIO

CRITICHE TESI (800)

Linee definite da autore saranno criticate nella fase di formazione del codice civile in

particolare incentrate sull’art. 1156 cioè prevalenza intenzione rispetto senso delle parole

= Ritorno a tesi precedenti in particolare Domat

Tribunali di Lyon e Grenoble

- J. DEFERMONT

- Caratt. comune delle tesi sta nel fatto che essi sostengono il principio IN CLARIS

 NON FIT INTERPRETATIO cioè non è necessaria la ricerca dell’intenzione nel caso

in cui le parole siano espresso in modo chiaro ed inequivoco quindi non si ha

spazio per interpretazione

MOT: Evitare incertezze e salvaguardare il volere comune espresso nelle parole

contro eventuali manipolazioni di interpretazione – Limitare apprezzamento del

giudice

Obiezioni NON accolte nel codice civile

C. TOULLIER

- Anch’esso sostenitore del presupposto del dubbio per ricerca volontà

> In particolare sostiene DOVERE DI CHIAREZZA

= Intenzione contraenti deriva principalmente da espressioni utilizzate poiché parole

sono il mezzo utilizzato per l’espressione dei pensieri e bisogna intenderle nel

senso normale

(cioè senso attribuito da uso consolidato)

MOT: Normalità del significato garantisce sicurezza delle operazioni economiche di

scambio

> Introduce differenza fra contratti e testamenti

= Atti unilaterali mortis causa ove indagine su volontà è più specifica ma anche in questo

caso si ha la subordinazione al dubbio sulle parole

L. LAROMBIERE

- Riprende stesso schema ma con l’aggiunta del fatto che sia possibile individuare

l’intenzione anche con riferimento a dati e documenti oggettivi non presenti nel

contratto

QUINDI : Prevalenza lettera del contratto visto nella sua complessità, in caso di dubbio

valutazione intenzione e infine criteri esterni (usi, sicurezza effetti, favore creditore)

Ma NON vi è un’articolazione temporale fra canoni quindi scelti dall’interprete in base ad

esigenze del caso concreto valutato da giudice di merito

> Sent Cassaz. francese 1807 stabilisce che regole di interpretazione non sono imperative

ma sono consigli per i giudici i quali possono derogare in base alle circostanze

CODICE CIVILE ITALIANO 1865

=Disposizioni identiche a quelle del c.c francese 1805

- Art. 1131 – indagare volontà comune delle parti anche oltre il senso letterale parole

- Art. 1132 – in caso di doppio senso si applica quello che garantisce effetti giuridici

- Art. 1133 – parole con più sensi intese secondo il senso più vicino alla materia

- Art. 1134 – patto ambiguo interpretato ex usi del paese ove è stato contratto

- Art. 1135 – introduzione clausole d’uso quando non espresse

- Art. 1136 – clausole si interpretano in relazione alle altre dell’intero contratto

- Art. 1137 – principio del favore nei confronti di colui che è obbligato

- Art. 1138 – espressioni generali non comprendono quelle non pensate nemmeno da parti

- Art. 1139 – caso affine per spiegare un patto introdotto nel contratto non preclude

l’esclusione della disciplina a quelli non espressi che secondo RAGIONE posso rientrarvi

(differenza con c.c 1805 prevede non ragione ma di DIRITTO rientranti) – Struttura cmq

identica

COMMENTI A CODICE

TESI MATTEI

-

Presupposto essenziale è il dubbio sulle parole altrimenti la valutazione del giudice di

parole certe e autosufficienti è di merito e non censurabile in Cassazione

Afferma vi sono 3 tipi di interpretazione:

- Autentica cioè parti spiegano il contenuto dell’atto con un ulteriore accordo

- Usuale in base ad usi ed espressioni del paese ove contratto ha luogo

- Dottrinale ove rientrano tutti gli altri criteri esterni di valutazione

> Ma rimane il dubbio di come si può andar oltre le parole senza una previa valutazione di

lettera ed intenzioni ?

TESI GIORGI

-

Afferma carattere dottrinale dei criteri del codice per l’interpretazione

= Non norme imperative ma formule per consigli a giudici quindi la violazione non

determina un difetto della sentenza sindacabile per aver utilizzato uno o l’altro canone

DEROGHE:

- Errore di diritto cioè giudice sbaglia la qualificazione giuridica del contratto quindi ne

determina effetti giuridici errati e sarà annullabile in Cassazione

- Travisamento cioè giudice procede ad interpretazione alla ricerca di volontà nonostante

parole siano chiare quindi si riafferma il principio in claris no fit interpretatio

> Ma la CHIAREZZA può stabilirsi solo quando si ha confronto fra parole ed intenzione

parti

Quindi ufficio del giudice consiste anche nel verificare che il senso chiaro delle parole

concordi con l’intenzione delle parti (più vicino tesi di Potheir)

Es. Papiniano circa accordo locativo e successione eredi e legatari

=In questo caso le parole erano chiare poiché indicavano solo l’erede ma la volontà

comune comprendeva anche il legatario quindi indagare oltre in senso letterale

> Visione individualistica ove volontà è un elemento essenziale per la valutazione

SAGGIO GIUSEPPE MESSINA (1906)

-

Mette in discussione la teoria che prevedeva criteri come regole prive di forza normativa

poiché non applicarli vuol dire violare la legge quindi sono annullabili

> Affermare la NON DEROGABILITA dei canoni vuol dire ridurre la discrezionalità del

giudice il qualche non potrà applicare criteri in base al libero convincimento

Tale pensiero diverrà poi dominante in Cassazione negli anni 30 – processo graduale

In partic con sent 1932 afferma che canoni sono norme giuridiche non solo teoriche e la

violazione è denunciabile in Cassazione (non più meri consigli per giudizio)

MA: Poiché tutti ugualmente vincolanti e sullo stesso piano è necessario tracciare un

ORDINE per l’applicazione al fine di evitare conflitti fra più criteri applicabili

CESARE GRASSETTI (900)

-

Opera “interpretazione del negozio giuridico con particolare riguardo ai contratti” del 1938

= Influenzò giurisprudenza e disposizioni del c.c 1942

CARATT:

- Premessa è il carattere precettivo delle regole

- Introduce schema GERARCHICO delle norme ermeneutiche

Fine: Delimitazione poteri del giudice coerente con ideologie autoritarie che si affermano

SISTEMA BASATO SU 2 FASI :

RICERCA SUBIETTIVA – primaria

1. = Interpretazione intesa come ricerca della volontà comune delle parti attraverso le

DICHIARAZIONI che sarebbero appunto la manifestazione esteriore dell’intento

Primo gruppo composto da artt. 1131, 1136, 1138, 1139 c.c

> Canoni alla ricerca di una volontà manifestata quindi basato su binomio parole-

volontà

No applicazione del principio in claris no fit interpretatio (sostenuto da dottrina 800)

MOT: Interpretazione è ritenuta un operazione sempre necessaria anche quando le

parole non sono ambigue poiché la chiarezza non sempre si coglie ed inoltre

fermarsi alla lettera vuol dire violare l’art. 1131 c.c

RICERCA OBBIETIVA – secondaria

2. = Nel caso il primo gruppo sia insufficiente e continuità l’ambiguità si ricorre a tali

criteri sussidiari cd. canoni di interpretazione INTEGRATIVA

Finalità : introduce contrappeso a concezione liberale secondo la quale la volontà è

la forza che crea effetti giuridici mentre in questi casi è la legge che viene utilizzata

per supplire la volontà delle parti non manifestata – Garantisce produzione

EFFETTI giuridici

> Modello gerarchico interno

- Art. 1132 ispirato da esigenza di conservazione del contratto

- Art. 1134 pratiche del paese ove stipulato contratto

- Art. 1133 senso più conveniente alla materia

- Art. 1137 in favore del debitore – Utilizzato quando altri criteri non sono sufficienti

QUINDI criteri sono disposti in gerarchia e volti principalmente ad attribuire efficacia

Principio di BUONA FEDE

Art. 1124 c.c afferma che contratti devono essere eseguiti con buona fede

=NOZ: Lealtà reciproca di condotta e comportamento leale nei rapporti – Garantire

l’affidamento

(obbligo è quindi indipendente da incertezza del testo e delle parole)

> Ex tesi Grassetti tale direttiva riguarda sia contraenti che interpreti i quali adattano il

contratto al dovere oggettivo di lealtà ma non può modificarlo secondo la sua idea di

giustizia

(punto di riferimento è sempre la volontà manifestata)

CODICE CIVILE 1942

= Art. su interpretazione contratti contengono canoni NUOVI

Ordinati secondo lo schema previsto da tesi di Grassetti cioè primo gruppo che riguarda

testo in relazione alla volontà dei contraenti e un secondo gruppo riguarda interpretazione

integrativa

Struttura logica e omogenea:

> Novità introdotta è però la necessità di INTEGRAZIONE fra vari canoni disciplinati

mentre l’art. 1371 c.c che prevede 2 canoni utilizzati come sussidiari (ultima possibilità per

dare senso)

Orientamento della GIURISPRUDENZA:

Modello gerarchico inderogabile + Adesione a principio in claris no fit interpretatio

- = Quindi si ha esame parole, ricerca intenzione, integrazione

Distinzione a scopo teorico:

Soggettiva riguarda volontà – Oggettiva uso di parametri esterni a sfera intenzioni

> Tendenza maggioritaria

Altra parte della giurisprudenza NON vincola l’interpretazione ad una scala

- prefissata

= Già nell’analisi della comune intenzione il giudice può intervenire con valutazioni

ed adattamenti che derivano da canoni integrativi in particolare derivanti da principi

costituzionali (conformare contenuto ad esigenze di solidarietà e giustizia)

> Estensione e rafforzamento dei poteri del giudice

ANALISI ART. (c.c vigente)

ART. 1362 c.c – Intenzione contraenti

Nell’interpretare il contratto bisogna indagare quale sia stata la comune

I. intenzione delle parti e non limitarsi al senso letterale delle parole

= In linea con c.c 1865 (basato su tesi Pothier)

Per determinare la comune intenzione bisogna valutare il comportamento anche

II. posteriore alla conclusione del contratto

= Introduce nuovo concetto relativo alla volontà intesa come dato empirico cioè

oggetto di ricerca del senso che le parti hanno fissato nell’accordo e nelle parole

che lo manifestano sulla base di un affidamento reciproco

> Ex. sent Cassazione 1997 – chiarire non intenzione di ciascuna parte ma di

entrambe fuse nell’accordo che formano in tal modo la legge comune del

contratto

Parte della giurisprudenza sostiene tesi diversa da art.

= Afferma la tesi dell’AUTONOMIA PAROLE cioè principio in claris no fit interpretatio

derivante dalla tesi di Domat quindi ricerca del volere è operazione subordinata

(nel caso le parole sono chiare ed autosufficienti non generano processo di

interpretazione)

Pluralità di sentenze della Cassazione dal ’70 fino al 2012

Caratt comuni :

Principio in claris no fit interpretatio non applicato formalmente poiché giudice deve

- sempre verificare la volontà delle parti ma sostanzialmente opera quando il

significato delle parole usate sono chiare e fanno intendere in modo inequivoco

l’intenzione comune

(giudice fermarsi a dato letterale al fine di evitare sostituzione della volontà dei

contraenti)

Sostiene la posizione sussidiaria del II comma art. 1362 c.c

- = indagare sulla comune intenzione riferendosi innanzitutto al significato letterale

delle espressioni usate e nel caso sia inadeguato si ricorre al valutazione del

comportamento successivo ed altri criteri sussidiari previsti da c.c

Modello gerarchico cioè prestabilite operazioni di interpretazione

- In caso di mancato rispetto del giudice di merito si ha sent censurabile in

Cassazione

(primato del testo limita soggettività del giudice)

= Canoni interpretativi degli art. 1362 – 1365 prevalgono ma in caso di insufficienza

si avrà l’applicazione di quelli interpretativi-integrativi cioè art. 1366 – 1371 c.c

> Ma nell’ambito dei primi volti alla ricerca della comune intenzione si ha la priorità

del significato letterale delle espressioni utilizzate dai contraenti

Analisi PAROLE collegate fra loro come stabilisce art. 1363 c.c

Ma in realtà l’art. 1362 NON può essere letto come sussidiario alla lettera del testo ma

afferma che l’indagine deve andare oltre le parole anche quando inequivoche

Riguarda binomio PAROLE-VOLONTA

I. Individua contesto dell’attività delle parti entro il quale il contratto si colloca ossia

II. le CONDOTTE sia precedenti sia in sede di esecuzione sono utilizzate per

ricerca intento

> Valutazione del comportamento complessivo spetta al giudice che attraverso

un’operazione ricava dati fattuali idonei a ricostruzione volontà

(no recepimento passivo ma li sceglie)

QUINDI: Non è un’operazione subordinata ma un dovere per ricavare l’effettiva

volontà


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiarap1234 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Brutti Massimo.

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