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...segue

▪ Attraverso i motivi aggiunti si può realizzare non solo un arricchimento

della causa petendi, ma anche una modifica del petitum: con il limite

della connessione con la domanda già proposta, essa consente pure

l’impugnazione di atti successivi e diversi da quello inizialmente

impugnato, costituenti altri “episodi” della medesima lesione nei

ove

confronti dell’interesse della parte le parti della nuova

impugnazione non coincidano completamente con quelle del ricorso

iniziale, i motivi aggiunti vanno notificati anche ai controinteressati

sopravvenuti, e nell’atto devono essere riportati le censure dedotte in

quello principale

▪ Ai motivi aggiunti si applica la disciplina prevista per il ricorso: proposti

notificandoli entro il termine di decadenza e successivamente

depositati.

▪ Art. 23, cpa, la procura rilasciata per agire e contraddire davanti al

giudice si intende conferita anche per proporre motivi aggiunti

…segue

▪ La possibilità, riconosciuta al privato dalla l. 241/1990, di utilizzare lo

strumento del diritto di accesso e di acquisire così tempestivamente la

conoscenza degli elementi rilevanti per il ricorso, potrebbe in linea

teorica ridimensionare la necessità dell’impiego dei motivi aggiunti.

▪ Altri esempi di variazione della domanda iniziale, che in linea di

massima dovrebbe restare fissa e immutabile, sono costituiti:

‒dalla rinunzia a qualcuno tra i motivi proposti (permessa anche al

difensore);

‒dalla proposizione di motivi ulteriori successivamente alla notifica

del ricorso, ma prima dello spirare dell’originario termine di

decadenza;

‒dal ricorso incidentale;

‒dall’intervento litisconsortile del cointeressato che avvenga prima

della consumazione del termine per impugnare

Nullità del ricorso

▪ In ossequio a princ. della strumentalità delle forme, nullità è prevista nelle

sole ipotesi in cui dall’atto introduttivo non emergano gli elementi essenziali

della controversia: art. 44, cpa, ricorso è nullo qualora manchi la

sottoscrizione richiesta dall’art. 40, ovvero se, per l’inosservanza delle altre

norme previste nel suddetto articolo, vi sia incertezza assoluta sulle persone

(ricorrente, resistente o controinteressato) o sull’oggetto della domanda (es.

mancanza del petitum o alla insuff. indicazione del provv. impugnato)

‒Nullità degli atti rilevabile d’ufficio e ritenuta non opponibile dalla parte

quando

che vi ha dato causa attiene al ricorso introduttivo, determina

una pronuncia di inammissibilità.

▪ Art. 44, c.2, cpa, se ricorso contiene altre irregolarità (violazioni formali che

non impediscono all’atto di raggiungere il suo scopo e che non comportano

la nullità), giudice può ordinarne la rinnovazione entro un termine stabilito

in

nell’ordinanza caso contrario l’irregolarità non ha rilievo

▪ Costituzione dell’intimato sana l’irregolarità del ricorso, salvo i diritti

acquisiti anteriormente alla comparizione (c.3).

Altri tipi di ricorso

▪ Art. 32, cpa, è sempre possibile nello stesso giudizio il cumulo di

domande connesse proposte in via principale o incidentale, e ciò può

dar luogo al ricorso collettivo o a quello cumulativo.

▪ Ove i ricorrenti siano più d’uno, essi possono agire assieme

proponendo un unico ricorso denominato ricorso collettivo, che

realizza un’ipotesi di litisconsorzio facoltativo dal lato attivo: cumulo

può

soggettivo è giustificato da ragioni di economia processuale

riguardare giudizi di accertamento, di condanna e di impugnazione.

‒Ricorso proposto da più soggetti dà luogo a una pluralità di azioni

a causa dell’autonomia di ciascuna, le vicende o le invalidità

relative a un ricorso (rinuncia, irricevibilità, nullità della

sottoscrizione) non producono effetti sulla situazione degli altri

ricorrenti. …segue

▪Ricorso cumulativo realizza il cumulo oggettivo di azioni:

ricorrente può impugnare più atti, purché essi siano connessi,

in quanto aventi, ad esempio, identità di oggetto e nel ricorso

rito

siano censurati per motivi almeno in parte comuni

ordinario si applica anche quando coesistono domande

soggette a riti speciali diversi, salvo che per una di esse si

applichi il “rito speciale comune”

Il termine per ricorrere

▪ Calcolo del termine di 60 gg per proporre il ricorso.

▪ Onde poter impostare la propria critica, la parte deve conoscere il

provv.: è questo il momento in cui il termine comincia a decorrere

conoscenza avviene secondo modalità previste dalla legge (art. 41,

cpa): la notifica o la comunicazione dell’atto; per gli atti di cui non sia

richiesta la notificazione individuale, si prevede poi la pubblicazione; la

piena conoscenza

‒L’inoppugnabilità del provvedimento può dunque realizzarsi in

tempi diversi a seconda dei soggetti considerati e delle forme di

comunicazione del provv. ad essi riferibili.

▪ Proposizione ricorso avviene attraverso la sua notificazione, effettuata

dagli agenti notificatori (ufficiali giudiziari, messi di conciliazione)

all’ammin. resistente e ad almeno un controinteressato: l’instaurazione

del rapporto processuale richiede comunque il deposito del ricorso

notificato. Notifica del provvedimento

▪ Forma di comunicazione del provv. effettuata mediante un

procedimento formalizzato che garantisce la presunzione di

conoscenza dell’atto da parte del destinatario: essa se ritualmente

effettuata, produce effetti a prescindere dall’effettiva conoscenza

dell’atto da parte del destinatario.

▪ La notificazione può avvenire ad opera di un ufficiale giudiziario, ma

pure a mezzo posta e di altro agente notificatore: in ogni caso, l’agente

qualificato deve dare attestazione sull’originale, mediante la c.d.

“relata di notifica”, della consegna al destinatario della copia, indicando

oggetto, destinatario, consegnatario e data.

▪ Alle ammin. statali, va effettuata in persona del ministro competente

per materia e la consegna deve essere eseguita presso l’avvocatura

dello Stato nel cui distretto ha sede il giudice adito (art. 41 cpa)

▪ effettuata

Per gli altri enti trovano applicazione norme cpc mediante

ufficiale giudiziario Notificazione

▪Ove sussistano organi temporanei o straordinari il ricorso va

notificato sia all’ammin., sia all’organo, eventualmente nella

persona del pres.: d.lgs.1229/1959 disciplina unitariamente

l’attività degli ufficiali giudiziari addetti alla Corte d’Appello, ai

tribunali e alle preture (oggi soppresse dal d.lgs. 51/1998).

▪Nella notifica mediante servizio postale la data di notifica del

ricorso si identifica con quella di consegna dello stesso

all’ufficiale giudiziario: è di rilievo per il ricorrente ai fini del

rispetto del termine di decadenza.

▪Art. 8 r.d. 642/1907, prevedeva che la notificazione del ricorso

potesse eseguirsi anche per mezzo di messo comunale: la fonte

è ora abrogata dal cpa: essa può anche essere effettuata, in

sostituzione degli ufficiali giudiziari, a mezzo di messo di

conciliazione. …segue

▪ Notifica per pubblici proclami, che può essere disposta dal pres. del

tribunale o della sezione cui è assegnato il ricorso quando la notificazione

del ricorso nei modi ordinari sia particolarmente difficile per il numero delle

art.

persone da chiamare (art. 41, c.2, cpa) 52, cpa, consente al pres. di

autorizzare la notificazione del ricorso o di provvedimenti anche

direttamente dal difensore con qualunque mezzo idoneo, compresi quelli

per via telematica o fax, ai sensi dell’art. 151, cpc

▪ Possibilità per l’avvocato autorizzato dal consiglio dell’ordine di eseguire in

proprio la notifica, evitando così di ricorrere all’ufficiale giudiziario, ma

procedendo direttamente, a mezzo posta oppure tramite Pec (d.m. 48/2013

▪ Nullità notifica determina irricevibilità del ricorso: art. 44, cpa,

comparizione dell’intimato sana la nullità (e l’irregolarità del ricorso), salvi i

diritti acquisiti anteriormente alla comparizione, mentre se destinatario non

si costituisce in giudizio, il giudice, se ritiene che l’esito negativo della

notifica dipenda da causa non imputabile al notificante, fissa al ricorrente

un termine perentorio per rinnovarla (ciò impedisce ogni decadenza)

Pubblicazione del provvedimento

▪Ove esistano destinatari determinati dell’atto, l’eventuale

pubblicazione dell’atto stesso non fa decorrere per essi il

termine di impugnazione: esso decorre dal giorno in cui

sia scaduto il termine della pubblicazione del provv. solo

nei casi in cui si tratti di atti di cui non sia richiesta la

notifica individuale (art. 41, cpa) e sempre che la

pubblicazione stessa sia prevista dalla legge o da

regolamento ed effettuata con le modalità di legge.

▪Se avviene su appositi albi, il termine per impugnare

decorre dal giorno in cui sia scaduto il periodo di

pubblicazione

Piena conoscenza del provvedimento

▪ Il momento iniziale del decorso del termine per l’impugnazione può

anche coincidere con quello in cui si è avuta la piena conoscenza del

provvedimento allorché non sia prevista né la notificazione, né la

pubblicazione, ovvero, pur essendo previste, esse non siano state

ancora effettuate.

▪ Il termine “piena conoscenza” va inteso nel senso che non è necessario

che il privato prenda conoscenza di tutti gli elementi dell’atto, essendo

sufficiente che conosca l’autorità, il dispositivo dell’atto e la sua portata

lesiva: non è richiesta la conoscenza della motivazione dell’atto (questa

circostanza era alla radice dei motivi aggiunti)

▪ Modi attraverso i quali si realizza la piena conoscenza dell’atto:

acquisizione di una copia informale dell’atto e proposizione di un

esposto o di una diffida rivolti dall’interessato all’ammin. dai quali

risulti che egli conosceva l’atto censurato.

Termine di decadenza e di prescrizione

▪ Proposizione del ricorso deve avvenire mediante notificazione, a pena

di irricevibilità, entro il termine di decadenza (di 60 gg nell’ipotesi di

azione di annullamento; di 120 gg per l’azione risarcitoria autonoma;

l’azione avverso il silenzio può essere proposta fintanto che perdura

l’inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del

termine di conclusione del procedimento) ovvero entro il termine di

prescrizione nei casi di azione di accertamento (domanda si propone

entro termine di decadenza di 180 gg)

▪ Art. 52, cpa (norma applicabile a tutti i termini fissati dalla legge o dal

giudice), se il giorno di scadenza è festivo il termine fissato dalla legge

o dal giudice per l’adempimento è prorogato di diritto al primo giorno

seguente non festivo (si applica anche ai termini che scadono nella

giornata del sabato).

‒Per i termini computati a ritroso, la scadenza è anticipata al giorno

antecedente non festivo. ...segue

‒Per quanto riguarda le memorie difensive, art. 155, c.4, cpc, opera

con riguardo ai termini a decorrenza successiva e non a ritroso, con

l’assegnazione di un intervallo di tempo minimo prima del quale

deve essere compiuta una determinata attività.

▪ Art. 54, i termini sono sospesi nel periodo feriale (l° agosto- 15

settembre): sia termine per ricorrere, sia gli altri termini processuali

(relativi, ad es., alla costituzione in giudizio e all’impugnazione della

sentenza), sia al termine di perenzione, MA non si applica ai giudizi

cautelari (art. 54, u.c., c.p.a.)

▪ Giorno iniziale non si computa mai, mentre si computa quello finale,

salvo che si tratti di giorni liberi

Errore scusabile

▪Art. 37, il giudice può disporre, anche d’ufficio, la rimessione in

termini per errore scusabile in presenza di oggettive ragioni di

incertezza su questioni di diritto o di gravi impedimenti di fatto.

▪Si ricordi l’obbligo per l’ammin. di indicare in ogni

provvedimento il termine e l’autorità cui è possibile proporre

ricorso (art. 3, c.4, l. 241/1990): non sussisterebbe ipotesi di

illegittimità ma di mera irregolarità dell’atto, determinandosi la

possibile applicazione dell’istituto dell’errore scusabile a favore

del ricorrente che abbia adito l’autorità incompetente o abbia

proposto ricorso fuori termine.

La costituzione delle parti in giudizio: deposito del ricorso notificato

▪ contatto

Dopo la notifica del ricorso tra organo giudicante e parti

attraverso la costituzione.

▪ Per quanto riguarda il ricorrente, essa ha luogo con il deposito del

ricorso notificato: in tale momento il processo ammin. si intende

instaurato e va considerato pendente: l’originale del ricorso va

depositato nella segreteria del giudice a pena di irricevibilità nel

termine perentorio di 30 gg decorrente dal momento in cui l’ultima

notificazione dell’atto si è perfezionata anche per il destinatario (art.

45, cpa)

‒eventualmente depositata la procura al difensore ove essa non sia

contenuta nel ricorso stesso

‒ricorrente versa inoltre il contributo unificato per l’iscrizione a ruolo

‒In caso di mancato deposito del ricorso notificato, si ritiene che le

altre parti, mediante proposizione di un autonomo ricorso, possano

pretendere il pagamento delle spese processuali

…segue

▪ Ricorrente deposita di norma pure copia del provv.: art. 136 cpa, i difensori

costituiti forniscono copia in via informatica di tutti gli atti di parte

depositati e dei documenti prodotti e di ogni altro atto di causa (atti

depositati in numero di copie corrispondente ai componenti del collegio e

alle altre parti costituite)

▪ Art. 45, mancata produzione, da parte del ricorrente, della copia del provv.

impugnato e della documentazione a sostegno del ricorso non implica

decadenza: produzione dovrebbe piuttosto essere a carico dell’ammin.

art. 46, c.2, cpa, ammin., nel termine a essa assegnato per la costituzione,

deve produrre l’eventuale provv. impugnato, nonché gli atti e i documenti in

base ai quali l’atto è stato emanato, quelli in esso citati e quelli che l’ammin.

ritiene utili al giudizio.

▪ Art. 136, i difensori indicano nel ricorso o nel primo atto difensivo il proprio

indirizzo di PEC e il proprio recapito di fax dove intendono ricevervi le

comunicazioni relative al processo: una volta espressa tale indicazione si

presumono conosciute le comunicazioni pervenute con i predetti mezzi nel

rispetto della normativa vigente.

…segue

▪ Art. 65, “ove l’ammin. non provveda al deposito del provv. impugnato e degli altri

atti ai sensi dell’art. 46, il presidente o un magistrato da lui delegato ovvero il

collegio ordina, anche su istanza di parte, l’esibizione degli atti e dei documenti

nel termine e nei modi opportuni”.

▪ In sintesi la disciplina è la seguente:

‒ mancata produzione di copia del provv. da parte del ricorrente non implica

decadenza: non si tratta dunque più di un onere per quest’ultimo;

‒ da art.34, cpa, si ricava la possibilità per ricorrente di produrre documentaz.;

‒ ammin. è chiamata a depositare l’eventuale provv. impugnato, nonché gli atti

e i documenti in base ai quali l’atto è stato emanato, quelli in esso citati e

quelli che ammin. ritiene utili al giudizio nel termine fissato per la costituzione

in giudizio e, dunque, anche indipendentemente dall’effettiva costituzione;

‒ legge non prevede alcuna sanzione in caso di inosservanza della disposizione

che impone all’ammin. di depositare il provv. e gli altri atti;

‒ il presidente del Tar o un magistrato da lui delegato può supplire alla mancata

produzione dell’atto ordinandone all’amministrazione il deposito in giudizio.

La costituzione delle parti diverse dal ricorrente

▪ Giudizio strutturato come dialogo tra ricorrente e giudice (vocatio iudicis), in

virtù del principio dell’unilateralità dell’azione: non è necessaria la presenza

di altre parti: ove tali parti intendano costituirsi in giudizio, esse debbono

nel

rispettare il disposto dell’art. 46, cpa termine di 60 gg (stesso termine

assegnato al ricorrente per proporre l’azione) dal perfezionamento nei

propri confronti della notificazione del ricorso, le “parti intimate” possono

costituirsi, presentare memorie, fare istanze, indicare i mezzi di prova di cui

intendono valersi e produrre documenti

▪ Termine per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente non è

perentorio, sicché esse possono costituirsi anche successivamente al suo

spirare, fino al momento della udienza di discussione.

▪ Atto di costituzione non va notificato al ricorrente: si riduce talora a una

memoria di stile, contenente la procura al difensore, con cui si chiede il

rigetto del ricorso avverso, riservando le difese più approfondite a un

controinteressato

successivo momento al quale non sia stato notificato il

ricorso può intervenire …segue

▪ Nel giudizio di primo grado il codice non prevede preclusioni o decadenze

particolari in capo alla parte evocata in causa che si costituisce

▪ art.

Udienza deve avvenire nella piena conoscenza di tutti gli atti 73, cpa,

stabilisce il limite entro cui è ammissibile la relativa produzione: le parti

possono produrre documenti fino a 40 gg liberi prima dell’udienza,

memorie fino a 30 gg liberi e presentare repliche fino a 20 gg liberi, sicché la

costituzione in udienza consente soltanto la difesa orale nel corso della

stessa (l’ammin. potrebbe anche decidere però di svolgere le proprie difese

per iscritto con la memoria)

▪ La previsione del termine per la costituzione è di rilievo in ordine all’attività

del giudice in quanto, ex art. 71, c.3, il presidente può procedere alla

fissazione dell’udienza di discussione del ricorso, sempre che sia stata

presentata la domanda di fissazione di udienza, soltanto dopo che sia

trascorso il termine stesso (si tratta dunque per il giudice di un termine

dilatorio) …segue

▪ A prescindere dalla costituzione, l’ammin. resistente è comunque

tenuta a depositare il provv. impugnato e gli atti e i documenti sui quali

esso si basa, sempre nel termine di 60 gg dal perfezionamento nei

propri confronti della notificazione del ricorso.

▪ Nel diritto processuale ammin. non è disciplinato l’istituto della

contumacia, che riguarda la situazione dei soggetti regolarmente

chiamati in causa non costituiti in giudizio e che assicura alle

controparti la conoscenza di determinati e rilevanti accadimenti

processuali: costituzione in giudizio delle parti diverse dal ricorrente

non è di conseguenza un atto dovuto.

▪ Si aggiunga che:

‒l’ammin. non costituita ha il dovere di depositare gli atti ai sensi

dell’art. 46, cpa e, comunque, in ottemperanza all’ordine del giudice;

‒le sentenze sono notificate personalmente alle parti non costituite.

Il ricorso incidentale

▪ È previsto un termine perentorio (60 gg) per il ricorso incidentale che

può essere proposto ex art. 42, cpa: ricorso con il quale parti resistenti

e controinteressati (parti contro cui l’impugnazione originaria era

diretta) possono proporre domande il cui interesse sorge in dipendenza

della domanda proposta in via principale e, cioè, si denunciano vizi

dell’atto impugnato diversi da quelli denunciati dal ricorrente o si

impugnano altri atti

▪ Situazione: il ricorrente impugna un provv. rilevando alcuni vizi dell’atto

ammin.; un controinteressato, divenuto tale a seguito del ricorso, vede

sorgere dall’impugnazione l’interesse a far cadere la posizione giuridica

del ricorrente, base del ricorso

▪ Il soggetto controinteressato è favorito dal provvedimento impugnato:

parrebbe strano che questi voglia a sua volta impugnare tale atto,

dunque, per attenerne l’annullamento, MA vedi esempio seguente

…segue

▪ Esempio: impugnazione della graduatoria finale da parte di un candidato che

abbia partecipato a un pubblico concorso e sia stato collocato in essa al secondo

posto ricorrente afferma che al vincitore è stato attribuito un punteggio più

alto di quello che gli sarebbe spettato e chiede, a seguito dell’annullamento

dell’atto, di essere collocato al primo posto (controinteressato è il candidato

collocato al primo posto nella graduatoria)

▪ Controinteressato potrebbe affermare, in via subordinata, mediante ricorso, che

la graduatoria è illegittima in quanto pure la sua posizione personale non è stata

correttamente valutata: ad es. perché non è stato attribuito il giusto punteggio a

un suo titolo di servizio, che gli avrebbe assicurato un punteggio complessivo in

grado di porlo al riparo nel senso che rimarrebbe pur sempre primo in

graduatoria dalle conseguenze dell’eventuale annullamento pronunciato a

seguito dell’accoglimento del ricorso principale.

▪ Egli, dunque, non pienamente soddisfatto dall’esito del concorso, ma vincitore,

non poteva impugnarlo in quanto privo di interesse: a seguito dell’azione esperita

dal soggetto collocato in posizione deteriore, si determina a censurare l’esito del

concorso, chiedendo un annullamento per motivi diversi da quelli affermati dal

ricorrente principale …segue

▪ La legge consente l’impugnazione incidentale anche alla parte

resistente: in passato il ricorso incidentale era generalmente ammesso

allorquando l’ammin. intendesse difendere il proprio operato

censurando l’atto, emanato da altra autorità e quindi non annullabile

dalla prima in via di autotutela, invocato dal ricorrente come

parametro di legittimità del provv. impugnato (possibilità ora

espressamente riconosciuta dal codice)

▪ Legittimati passivi = le altre parti del giudizio: ricorso incidentale deve

essere notificato a esse personalmente o, se costituite, ex art. 170 cpc,

al procuratore costituito, e ha i medesimi contenuti del ricorso

introduttivo

▪ Termine per la notificazione del ricorso incidentale è di 60 gg

decorrente dalla ricevuta notificazione del ricorso principale: esso

corrisponde a quello di proposizione del ricorso iniziale e a quello di

costituzione …segue

▪ Una volta notificato, ricorso va depositato nei termini e secondo le

modalità previste per il ricorso iniziale (art. 45 cpa): le altre parti

possono presentare memorie e produrre documenti nei termini e

secondo le modalità di cui all’art. 46 (che prevede il termine di 60 gg

dal perfezionamento nei propri confronti della notificazione del

ricorso).

▪ In tema di ricorso incidentale si può affermare che:

‒finalità del ricorso incidentale è quella di consentire una difesa nei

confronti del ricorrente in via principale: per quanto strutturato

come azione di annullam., il ricorso incidentale introduce di norma

al

un’eccezione o una questione di carattere pregiudiziale suo

accoglimento segue una pronuncia di inammissibilità (non di

annullam): esso mira a conservare l’atto in forza di un miglioramento

della posizione di chi propone l’azione incidentale;

‒proposizione del ricorso incidentale costituisce una delle ipotesi di

modifica della domanda originaria, anche se la dipendenza dal

ricorso principale impedisce un allargamento eccessivo del thema

…segue

▪ Art. 42, u.c., cpa, nelle controversie in cui si faccia questione di diritti soggettivi le

domande riconvenzionali dipendenti da titoli già dedotti in giudizio sono

ricorso

proposte nei termini e con le modalità di cui al presente art. incidentale

come unico veicolo utilizzabile per introdurre la domanda riconvenzionale nel

processo di casi di giurisdizione esclusiva

▪ Mediante il ricorso si contesta lo stesso atto o se ne impugna uno differente: in

passato, giurisprudenza già ammetteva l’impugnazione pure di atti diversi da

quello originariamente impugnato, purché connessi

▪ art.

Ammissibilità di questo ampliamento dell’oggetto del giudizio 42, c.4,

cognizione del ricorso incidentale è attribuita al giudice competente per quello

principale, salvo che la domanda introdotta con il ricorso incidentale sia devoluta

alla competenza del Tar del Lazio, sede di Roma: in tal caso la competenza a

conoscere dell’intero giudizio spetta al Tar del Lazio, sede di Roma, ovvero al Tar

avente competenza funzionale.

▪ Ordine di esame delle questioni: orient. tradizionale, prima di scendere all’esame

del ricorso inciden. occorre la previa deliberazione di fondatezza del ricorso princ.

…segue

▪ contenzioso

Caso specifico relativo alle gare d’appalto in cui i concorrenti siano in

giudizio in qualità di ricorrenti principali e incidentali, i quali contestano uno

l’ammissione dell’offerta dell’altro: in questa ipotesi, ricorso pone in dubbio la

legittimazione al ricorso principale, che spetta soltanto al titolare di una posizione

decisione

soggettiva tutelabile n.4/2011. ad. plen., l’esame del ricorso incidentale ha

carattere pregiudiziale, posto che la sua eventuale fondatezza preclude al giudice di

scendere all’esame del merito della domanda del ricorrente principale: dibattito è

continuato con Tar Piemonte, ord. n.208/2012, che ha rimesso la questione dell’ordine

di esame alla Corte di giustizia, ritenendo la decisione dell’ad. plen. non in linea con il

principio della libera concorrenza; per altro verso, Cass., sez. un., n. 10294/2012, pur

rigettando il ricorso, ha affermato che l’omessa valutazione di una domanda è

declinabile come questione di giurisdizione e che la decisione dell’ad. plen. appare

contraria al principio di parità delle parti.

▪ Corte cost., sent. 4 luglio 2013, causa C-100/12 ha risolto la questione sollevata dal Tar

Piemonte, statuendo che il ricorso incidentale dell’aggiudicatario diretto a contestare la

legittimazione del ricorrente principale non può comportare il rigetto del ricorso di un

offerente, nell’ipotesi in cui la legittimità dell’offerta di entrambi gli operatori venga

contestata nell’ambito dello stesso procedimento e per motivi identici.

L’intervento in giudizio

▪ Art. 50, cpa, intervento volontario: per intervenire volontariamente il cpa

richiede un atto in cui si esprimano le ragioni dell’intervento, la produzione della

documentazione relativa e la sottoscrizione ex art. 40, lett. g)

▪ Proposto con atto diretto al giudice adito, recante l’indicazione delle generalità

atto

dell’interveniente deve contenere le ragioni su cui si fonda, con la

produzione dei documenti giustificativi, e deve essere sottoscritto

dall’interventore se esso sta in giudizio personalmente, oppure dal difensore, con

indicazione della procura

▪ Atto d’intervento è notificato alle altre parti e depositato ex art. 45

▪ Individuazione limite temporale entro cui il terzo può intervenire:

‒ Per quanto riguarda l’intervento adesivo (art. 28, c.2, cpa) o, se nei termini, del

cointeressato, il deposito dell’atto di intervento è ammesso fino a 30 gg prima

dell’udienza: notifica deve avvenire in tempo utile per consentire il deposito

art. 45 possibile deposito atto, anche se non ancora pervenuto al destinatario,

sin dal momento in cui la notificazione del ricorso si perfeziona per il notificante;

…segue

‒Limite dei 30 gg non opera per i casi, ex art. 28, c.1, di intervento ad

opponendum del controinteressato non intimato: in realtà trattasi di

costituzione in giudizio di una parte necessaria e l’interventore non

deve subire pregiudizio del diritto di difesa e, dunque, può intervenire

anche successivamente;

‒Art. 51, cpa, intervento per ordine del giudice: ordina alla parte di

chiamare il terzo in giudizio, indicando gli atti da notificare e il termine

della notificazione: costituzione dell’interventore avviene secondo le

modalità stabilite per le parti intimate con il ricorso introduttivo (art.

ove

46) la parte non provveda alla chiamata, giudice dichiara

improcedibile il ricorso

‒Norma richiama il disposto dell’art. 28, c.3: giudice, anche su istanza

di parte, quando ritiene opportuno che il processo si svolga nei

confronti di un terzo, ne ordina l’intervento

La domanda di fissazione di udienza e

l’iscrizione a ruolo della causa

▪ Se il rapporto processuale s’instaura con il deposito del ricorso notificato,

affinché il ricorso sia discusso in udienza è previsto un ulteriore

adempimento a carico della parte che vi abbia interesse (art. 71):

presentazione al pres. del collegio della domanda di fissazione di udienza

con essa l’onere dell’impulso process. si sposta quindi a carico del giudice.

▪ Istanza non è revocabile e va presentata entro il termine massimo di un

anno dal deposito del ricorso o dalla cancellazione della causa dal ruolo,

pena la perenzione del ricorso (calcolato tenendo conto delle ferie estive)

▪ Regola art. 56, secondo cui la domanda cautelare è improcedibile finché

non è presentata l’istanza di fissazione d’udienza per il merito: la parte deve

dunque manifestare l’interesse alla decisione nel merito onde ottenere una

pres.,

decisione sull’istanza cautelare decorso il termine (dilatorio) per la

costituzione delle altre parti e sempre che vi sia l’istanza, fissa l’udienza per

la discussione del ricorso: non è però indicato un termine entro il quale il

pres. deve procedere. …segue

▪ Art. 71, c.2,parte può segnalare l’urgenza del ricorso depositando istanza di

prelievo, comunque non soggetta a termini, volta a sollecitare la fissazione

dell’udienza di discussione.

▪ Art. 71, c.5, giudice deve rispettare un preciso termine dilatorio: decreto di

fissazione è comunicato a cura dell’ufficio di segreteria, almeno 60 gg prima

termine

dell’udienza fissata è però ridotto a 45 gg, su accordo delle parti,

se l’udienza di merito è fissata a seguito di rinuncia alla definizione

autonoma della domanda cautelare.

▪ Art.54, d.l. 112/2008 convertito nella l. 133/2008, mancata presentazione

dell’istanza di prelievo determina l’improponibilità della domanda di equa

riparazione per l’eccessiva durata del processo. La domanda di fissazione di

udienza (semplicemente depositata in cancelleria senza necessità di

notificazioni alle controparti) va riproposta ogni qual volta l’udienza

medesima si sia tenuta senza che la causa sia passata in decisione.

▪ Termini possono essere abbreviati ex art. 53, cpa: nei casi d’urgenza, il pres.

del tribunale può, su istanza di parte, abbreviare fino alla metà i termini

previsti dal codice per la fissazione di udienze o di camere di consiglio.

…segue

▪Art. 73, cpa (vedi sopra), parti possono produrre documenti

fino a 40 gg liberi prima dell’udienza, memorie fino a 30 gg

art.

liberi e presentare repliche fino a 20 gg liberi 54,

presentazione tardiva di memorie o documenti, su richiesta di

parte, può essere eccezionalmente autorizzata dal collegio,

assicurando comunque il pieno rispetto del diritto delle

controparti al contraddittorio su tali atti, quando la produzione

nel termine di legge risulta estremamente difficile (c.d.

deposito tardivo).

▪Pres. designa il relatore almeno 30 gg prima della data di

udienza, senza peraltro imporre che vengano svolte attività

preparatorie in vista dell’udienza di discussione e senza

organizzare un momento processuale in cui ciò possa accadere.

I principi dell’istruzione probatoria

▪ Fase process. istruttoria nel processo ammin. potrebbe risultare molto

ridotta: causa potrebbe presentarsi matura già al momento del

deposito del ricorso notificato e, soprattutto, al momento del deposito

del provv. impugnato da parte dell’ammin., rendendo superflua

l’acquisizione di elementi di giudizio ulteriori.

▪ In ossequio al principio della domanda, solo alla parte spetta

identificare la pretesa fatta valere in giudizio e le circostanze materiali

che deve dunque allegare, e inoltre il processo ammin., essendo

processo di parti, è dominato dal principio dispositivo delle parti, cui

spetta circoscrivere sia il thema decidendum, sia il thema probandum:

ad esse, cioè, spetta l’onere di affermare, attraverso gli atti di causa,

come sussistenti o insussistenti (anche) i fatti secondari che si

intendono far valere nel processo (introduzione o allegazione dei fatti)

fatti strumentali a determinare la fattispecie perché servono per

dimostrare la sussistenza dei fatti primari quando questi non possano

essere provati direttamente mediante una fonte materiale di prova.

…segue

▪ Art. 64, c.2, giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte

dalle parti nonché i fatti non specificatamente contestati dalle parti costituite,

confermando criterio di delimitazione del thema probandum, rimesso alle sole

parti

▪ Art. 64 aggiunge due importanti precisazioni:

1. disciplina la questione della non contestazione: onere per le parti di contestare i

fatti affermati dalla controparte, sicchè, con riferimento a essi, giudice non

fatto

dovrebbe poter utilizzare i propri poteri istruttori officiosi non contestato

sarà valutato come qualsiasi altra prova introdotta dalle parti secondo 

l’apprezzamento del giudice: si realizza una limitazione del thema probandum

quei fatti non vanno provati in caso di non contestazione e giudice non dovrà

applicare la regola di giudizio ex art. 2697, cc (chi agisce in giudizio ha l’onere di

fornire la prova -e cioè di dimostrare l’esistenza o l’inesistenza- dei fatti che

costituiscono il fondamento della sua pretesa), sicché, ove la parte non sia

riuscita a provare la fondatezza della propria affermazione, giudice deve

rigettare la domanda, ritenendo infondata l’affermazione

…segue

‒Parte della giurisprudenza della Cass. (sent. n. 5191/2008) stabilisce l’onere

di contestare il fatto allegato nella prima difesa utile: nel silenzio della

legge, si potrebbe accogliere la tesi della necessità di contestare i fatti al

secondo

momento della costituzione (ossia la prima difesa utile) la Cass.,

difetto di contestazione implica l’ammissione in giudizio solo dei fatti c.d.

principali, ossia costitutivi del diritto azionato, ma non anche dei fatti c.d.

secondari, ossia dedotti in esclusiva funzione probatoria (per questi la non

contestazione costituirebbe argomento di prova ex art. 116, c.2, cpc)

2. Art. 64, cpa, nell’affermare che giudice deve porre a fondamento della

decisione le prove proposte, aggiunge la formula “salvi i casi previsti dalla

legge": i fatti (eccetto quelli non contestati) dovranno essere provati dalle

parti mediante i mezzi istruttori al fine di verificare la fondatezza o

l’infondatezza della pretesa del ricorrente (viene richiamato all’uopo il

principio tradizionale dell’onere della prova a carico delle parti: art. 63,

cpa) giudice, tuttavia, può chiedere alle parti anche d’ufficio

chiarimenti o documenti e disporre altri mezzi istruttori.

…segue

▪ Principio dell’onere della prova temperato in forza del metodo acquisitivo: se

spetta solo alle parti affermare come esistenti e introdurre nel processo i fatti

ritenuti rilevanti, dai quali si può ricavare la verità storica, rientra tra i poteri del

giudice disporne discrezionalmente l’acquisizione anche d’ufficio e, cioè,

viene

indipendentemente dalle istanze delle parti esclusa una riserva assoluta

dell’iniziativa istruttoria in capo alle parti.

▪ Nel processo ammin., art. 2697 cc trova temperamenti, legati alla sussistenza del

metodo acquisitivo: giudice può verificare quale, tra le parti processuali, sia in

grado di fornire la prova, distribuendo l’onere della prova stessa: in particolare,

può ordinare all’ammin. di rappresentare e provare un fatto, creando la stessa

situa che sussisterebbe ove tale fatto fosse stato da essa introdotto in giudizio.

▪ Art. 64, c.1, spetta alle parti l’onere di fornire gli elementi di prova che siano

nella loro disponibilità riguardanti i fatti posti a fondamento delle domande e

delle eccezioni.

‒ difficoltà in capo alla parte privata di individuare e provare i fatti affermati: in

queste ipotesi, dove manca la disponibilità della prova, trova applicazione art. 64,

e giudice può esercitare poteri probatori officiosi

…segue

‒ ove, invece, la disponibilità della prova non sia riservata all’ammin. (prova

dell’entità del danno nelle vertenze risarcitorie) può invocarsi integralmente la

regola dell’onere della prova: giudice può disporre mezzi istruttori non richiesti

dalle parti, anche imponendo all’ammin. la prova di un fatto introdotto dal

necessario

ricorrente che ricorrente abbia posto a fondamento della propria

pretesa elementi di seria consistenza (e, cioè, una ricostruzione dei fatti

attendibile), fornendo gli indizi probatori di cui dispone (onere del principio di

prova dei fatti affermati, i quali consentono di identificare l’oggetto del giudizio)

▪ In sintesi, solo ove la parte abbia soddisfatto l’onere del principio di prova e non

abbia la disponibilità della prova, giudice può esercitare i propri poteri officiosi

▪ Valutazione delle prove e dei risultati dell’istruttoria, ex art. 64, c.4, cpa, giudice

deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento: si applica,

dunque, il principio del libero convincimento del giudice, il quale non tollera la

presenza di prove legali in grado di vincolarlo in modo assoluto e, comunque,

rese da soggetti (dirigenti o amministratori) non direttamente titolari delle situa

giuridiche coinvolte e che non hanno la libera disponibilità delle medesime.

La disciplina dell’istruzione probatoria

▪ Mezzi istruttori (c.d. prove costituite e costituende, medianti le quali

sono acquisite le “fonti materiali di prova”) esperibili nel giudizio

ammin. sono veicolati nel giudizio sia nella fase iniziale (mediante

l’allegazione di documenti che accompagnano il ricorso), sia prima e

durante l’udienza finale, momenti in cui possono esercitarsi, d’ufficio o

su istanza, i poteri acquisitivi del pres. o del collegio.

▪ Nel giudizio ammin. sono consentiti: l’esibizione di documenti e di

quanto altro la parte ritenga necessario, la richiesta di chiarimenti alle

parti, l’ispezione ai sensi dell’art. 118 cpc, la verificazione, la

consulenza, la testimonianza scritta e gli altri mezzi di prova previsti dal

cpc, esclusi l’interrogatorio formale e il giuramento.

▪ Regola è quella dell’esercizio d’ufficio dei poteri, con alcune eccezioni

che richiedono l’istanza di parte:

‒istruttoria monocratica e ordine di deposito del provv.;

‒ex art. 55, c.12, provv. necessari per assicurare la completezza

dell’istruttoria sono adottati in sede cautelare dal collegio

‒può essere ammessa la prova testimoniale, assunta in forma scritta

…segue

▪Esibizione di documenti può essere il frutto dell’iniziativa

spontanea delle parti, ovvero essere ordinata dal giudice (art.

64, giudice, anche d’ufficio, può ordinare anche a terzi di

esibire in giudizio i documenti o quanto altro ritenga

tale

necessario) potere istruttorio è sempre esercitabile dal

collegio anche d’ufficio: giudice inoltre può chiedere

chiarimenti alle parti, relativi ai fatti che già integrano il thema

probandum

▪Art. 64, c.3, cpa GA può disporre, anche d’ufficio, l’acquisizione

di info e documenti utili ai fini del decidere che siano nella

disponibilità della PA

▪Art. 65, u.c., cpa, ove l’ammin. non provveda al deposito del

provv. impugnato e degli altri atti ex art. 46, il pres. o un

magistrato da lui delegato ovvero il collegio ordina, anche su

istanza di parte, l’esibizione degli atti e dei documenti nel

termine e nei modi opportuni

…segue

▪ Art. 118, cpc, giudice può disporre l’ispezione ordinando alle parti e ai terzi

di consentire sulla loro persona o sulle cose in loro possesso le ispezioni che

appaiono indispensabili per conoscere i fatti della causa, purché ciò possa

compiersi senza grave danno per la parte o per il terzo: se la parte rifiuta di

eseguire tale ordine senza giusto motivo, giudice può da questo rifiuto

desumere argomenti di prova; se rifiuta il terzo, il giudice lo condanna a una

pena pecuniaria

▪ Qualora reputi necessario l’accertamento di fatti o l’acquisizione di

valutazioni che richiedono particolari competenze tecniche, il giudice può

ordinare l’esecuzione di una verificazione (affidata a un organismo pubblico,

estraneo alle parti del giudizio e munito di specifiche competenze tecniche)

ovvero, se indispensabile, può disporre una consulenza tecnica (affidato a

dipendenti pubblici, professionisti iscritti in appositi albi, o altri soggetti

aventi particolare competenza tecnica): non possono essere nominati coloro

che prestano attività in favore delle parti del giudizio.

…segue

▪ Consulenza non è considerata un mezzo di prova, avendo essa la

finalità di aiutare giudice nella valutazione di elementi acquisiti o nella

soluzione di questioni che necessitino di specifiche conoscenze: alcuni

distinguono tra consulente “deducente” (chiamato solo a valutare i

fatti già provati) e consulente “percipiente” (che deve accertare i fatti)

▪ Art. 66, verificazione è disposta con ordinanza del collegio che

individua l’organismo che deve provvedervi, formula i quesiti e fissa un

termine per il suo compimento e per il deposito della relazione

conclusiva: capo dell’organismo verificatore (o il suo delegato) è

ordinanza

responsabile del compimento di tutte le operazioni

comunicata all’organismo verificatore a cura della segreteria

▪ Art. 67, con l’ordinanza con cui dispone la consulenza tecnica d’ufficio,

collegio nomina il consulente, formula i quesiti e fissa il termine entro

cui il consulente incaricato deve comparire dinanzi al magistrato a tal

fine delegato per assumere l’incarico e prestare giuramento

ordinanza comunicata al consulente tecnico a cura della segreteria

…segue

▪ Disciplinato il compenso e, soprattutto, la figura dei consulenti tecnici delle

parti, i quali, oltre a poter assistere alle operazioni del consulente del

giudice e a interloquire con questo, possono partecipare all’udienza e alla

camera di consiglio ogni volta che è presente il consulente del giudice per

chiarire e svolgere le loro osservazioni sui risultati delle indagini tecniche

relazione finale viene poi depositata in segreteria e in essa il consulente

tecnico d’ufficio dà altresì conto delle osservazioni e delle conclusioni dei

consulenti di parte e prende specificamente posizione su di esse.

▪ Art. 63, cpa, solo su istanza di parte, giudice può ammettere la prova

testimoniale, sempre assunta in forma scritta ai sensi del codice di rito.

▪ Assunzione degli altri mezzi istruttori previsti dal cpc, esclusi interrogatorio

formale e giuramento, può essere disposta d’ufficio: ad es., l’impiego

dell’interrogatorio libero, mediante il quale giudice, ordinata la

comparizione personale delle parti, le interroga liberamente sui fatti di

causa in contraddittorio tra di loro.

…segue

▪ Istruttoria può essere monocratica o collegiale: art. 65, pres. della sez. o un

magistrato da lui delegato adotta i provv. necessari per assicurare la

poteri

completezza dell’istruttoria esercitabili anche prima dell’udienza di

discussione

▪ Quando l’istruttoria è disposta dal collegio, questo provvede con ordinanza

con la quale è contestualmente fissata la data della successiva udienza di

trattazione del ricorso: ex art. 36, giudice pronuncia sentenza non definitiva

quando decide solo su alcune delle questioni, anche se adotta provv.

istruttori per l’ulteriore trattazione della causa.

▪ Pres. o magistrato da lui delegato, ovvero il collegio, nell’ammettere i mezzi

istruttori stabiliscono i termini da osservare e ne determinano il luogo e il

modo dell’assunzione applicando, in quanto compatibili, le disp. del cpc

▪ Per l’assunzione fuori udienza dei mezzi di prova è delegato uno dei

componenti del collegio, il quale procede con l’assistenza del segretario che

redige i relativi verbali e che comunica alle parti almeno 5 gg prima giorno,

eseguita

ora e luogo delle operazioni l’istruttoria, segretario comunica

Considerazioni di sintesi in ordine alla disciplina della costituzione

delle parti, dell’istruzione e dello svolgimento del giudizio

▪ Mentre il termine per la costituzione del ricorrente è perentorio, quello

punto

previsto per le altre parti è semplicemente ordinatorio di vista

della PA dovrebbe già essere esposto nel provv., sicché la legge non fissa

un termine perentorio per la proposizione delle sue difese: dovere

gravante sull’ammin. di produrre il provv., nonché tutti gli atti e i

documenti in base ai quali il provv. è stato emanato non è tuttavia da

è

sanzione possibile che sia instaurato un giudizio senza che la parte

abbia conosciuto il provv. e, soprattutto, gli atti e i documenti sui quali

questo si fonda.

▪ Manca la figura del giudice istruttore, così come non sono previste

udienze istruttorie né almeno in primo grado preclusioni processuali per

la difesa dell’ammin. e per la contestazione dei fatti.

▪ La possibilità che il giudice, accertata la completezza del contraddittorio,

definisca nel merito il giudizio nelle ipotesi di giudizio cautelare

dovrebbe indurre l’ammin. a costituirsi tempestivamente mediante una

memoria che non sia di “mero stile”.

…segue

▪ Provv. è di norma noto ove il ricorrente sia il diretto destinatario al quale

esso è stato notificato: al fine di prendere conoscenza del provv. stesso e

degli atti sui quali si basa, l’interessato può inoltre utilizzare lo strumento del

diritto di accesso anche se, nella prassi, il termine di 30 gg entro cui l’ammin.

può esibire i documenti può superare quello di decadenza per la

proposizione del ricorso

‒Ricorrente può comunque sollecitare i poteri istruttori del giudice

presentando apposita istanza già nel ricorso iniziale, consentendo così al

pres. (o al magistrato da lui delegato) di ordinare in tempi relativamente

brevi all’ammin. e ai terzi il deposito di atti e documenti: una volta presa

visione dei documenti e degli atti depositati, la parte ha la possibilità di

proporre motivi aggiunti di ricorso.

▪ Ammin., ancorché non costituita, deve depositare il materiale istruttorio

entro 60 gg: ove non lo faccia spontaneamente, l’organo monocratico ne

il

ordina l’esibizione privato ha oggi a disposizione lo strumento dell’azione

a tutela del diritto di accesso per costringere l’ammin. a depositare almeno

atti e documenti. Le misure cautelari

▪ Impugnazione del provv. non sospende l’esecuzione dello stesso:

rischio che, nel corso del giudizio, essa produca in modo irreversibile i

propri effetti, sicchè la decisione del ricorso non assicurerebbe la tutela

alla parte (es. demolizione di un edificio)ordinamento prevede

all’uopo lo strumento dell’azione volta a ottenere misure cautelari,

▪ artt. 55 -62, cpa, giudizio cautelare instaurato a seguito dell’esercizio di

tale azione è strumentalmente collegato a quello di merito: esso si

conclude con un’ordinanza di carattere provvisorio (tutela cautelare è

volta a porre rimedio ai rischi che derivano dalla durata del processo)

▪ Efficacia ordinanza destinata a venir meno al momento

dell’emanazione della decisione che definisce il giudizio sul merito: se

di accoglimento, può confermare e assorbire l’ordinanza, ovvero

privarla di efficacia ove si tratti di decisione di rigetto sul merito

pertanto ha carattere interinale, in quanto è instabile e inidonea a

stabilire una soluzione definitiva della controversia

…segue

▪ Azione può essere proposta contestualmente al ricorso e, in tal caso, è notificata

unitamente ad esso: domanda è improcedibile finché non è presentata l’istanza

di fissazione dell’udienza di merito, salvo che essa debba essere fissata d’ufficio.

▪ Legge non prevede un termine per il deposito, che deve comunque avvenire

affinchè si abbia la discussione della questione, in quanto solo con tale

adempimento essa viene portata a conoscenza del giudice

▪ Istanza può inoltre essere proposta separatamente dal ricorso principale

(successivamente a esso, fino a che non venga meno l’interesse a ottenere la

sospensiva e comunque prima della decisione sul merito): essa deve essere

notificata alle altre parti con le stesse forme stabilite per la notificazione del

ricorso principale e successivamente depositata presso la cancelleria del giudice;

è pure ammessa la richiesta prima della notifica del ricorso principale

▪ Competenza a decidere sull’istanza spetta inderogabilmente al giudice presso il

quale è instaurato il giudizio di merito: giudice adito può disporre misure

cautelari solo se ritiene sussistente la propria competenza ex artt. 13 e 15,

altrimenti deve indicare il giudice competente, che se si ritiene incompetente,

richiede il regolamento, ma, nella pendenza del regolamento, è costretto a

provvedere sulla domanda cautelare dinanzi allo stesso riproposta.

…segue

‒Pronunce sull’istanza cautelare perdono comunque efficacia dopo 30

gg dalla data di pubblicazione dell’ordinanza che regola la competenza

‒Giurisdizione, art.10, c.2, ove giudizio sia sospeso a seguito della

proposizione del regolamento di giurisdizione, possono comunque

essere chieste misure cautelari, ma giudice non può disporle se non

ritiene sussistente la propria giurisdizione.

▪ Sulla domanda cautelare, collegio pronuncia nella prima camera di

consiglio successiva al 20° gg dal perfezionamento, anche per il

destinatario, dell’ultima notificazione e, altresì, al 10° gg dal deposito

del ricorso

▪ Notificazione effettuata a mezzo del servizio postale: ricorrente, se non

è ancora in possesso dell’avviso di ricevimento, può provare la data di

perfezionamento della notificazione producendo copia dell’attestazion

di consegna del servizio di monitoraggio della corrispondenza nel sito

internet delle poste: è fatta salva la prova contraria.

…segue

▪ Parti possono depositare memorie e documenti fino a 2 gg liberi prima della

camera di consiglio (per consentire alle altri parti di studiare le questioni), ma il

collegio, per gravi ed eccezionali ragioni, può autorizzare la produzione in camera

di consiglio di documenti, con consegna di copia alle altre parti, fino all’inizio di

parti

discussione possono costituirsi nella camera di consiglio, senza puù avere

la possibilità di depositare memorie e documenti

▪ Rispetto del contraddittorio, art.55, c.12, in sede di esame della domanda

cautelare il collegio adotta, su istanza di parte, i provv. necessari per assicurare la

completezza dell’istruttoria e l’integrità del contraddittorio: art. 27, giudice può

pronunciare provv. cautelari interinali (da intendersi come provvisori, in attesa

dell’integrazione del contraddittorio a favore delle parti pretermesse)

▪ art.

Tentativo di conciliare garanzia del contraddittorio ed esigenze di celerità

56 (che presuppone notifica e deposito del ricorso) prima della trattazione della

domanda cautelare da parte del collegio, in caso di estrema gravità ed urgenza,

tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di

consiglio, ricorrente può, con la domanda cautelare o con distinto ricorso

notificato alle controparti, chiedere al presidente di disporre misure cautelari

provvisorie (in attesa, cioè, della decisione in camera di consiglio)

…segue

▪ Periculum = impossibilità di attendere la camera di consiglio: pres. (o un

magistrato da lui delegato) verifica che la notificazione del ricorso si sia

perfezionata nei confronti dei destinatari o almeno della parte pubblica e di

uno dei controinteressati e provvede con decreto motivato non

impugnabile decreto, in caso di accoglimento, è efficace sino a detta

camera di consiglio e perde efficacia se il collegio non provvede sulla

domanda cautelare nella camera di consiglio medesima: fino a quando

conserva efficacia, il decreto è sempre revocabile o modificabile su istanza

di parte notificata

▪ Decisione viene adottata dal collegio in camera di consiglio, ove i difensori

sono sentiti ove ne facciano richiesta: trattazione si svolge oralmente e in

giudice

modo sintetico pronuncia con ordinanza che “motiva in ordine

alla valutazione del pregiudizio allegato e indica i profili che, ad un

sommario esame, inducono ad una ragionevole previsione sull’esito del

ricorso” (art. 55, sui presupposti per la concessione della misura cautelare).

…segue

▪ Ordinanza con cui è disposta una misura cautelare fissa la data di

discussione del ricorso nel merito: in caso di mancata fissazione

dell’udienza, CdS dispone che Tar provveda alla fissazione con priorità

▪ Ordinanza ha efficacia ex nunc e, dunque, non elimina gli effetti già

prodotti, mentre impedisce di porre in essere atti e comportamenti

esecutivi del provv. Impugnato

▪ Ordinanza è sottoscritta e viene depositata in cancelleria: la parte vittoriosa,

inoltre, può notificare l’ordinanza alle parti soccombenti ai fini della

decorrenza del termine di 60 gg per appellare (c.d. termine breve) e delle

eventuali resp. dell’ammin. soccombente in caso di inottemperanza.

▪ Art. 57, con l’ordinanza che decide sulla domanda, giudice provvede sulle

spese della fase cautelare: art. 96 cpc (applicabile anche al giudizio

amministrativo), su istanza della parte danneggiata il giudice che accerti

l’inesistenza della situa giuridica per la quale è stato eseguita una misura

cautelare, può condannare al risarcimento dei danni il ricorrente che abbia

“agito senza la normale prudenza”.

…segue

▪ Presupposti e contenuti, art. 55: cognizione GA chiamato a pronunciarsi

sull’istanza volta a ottenere la misura cautelare investe i presupposti del:

‒Periculum in mora: sussistenza di un “pregiudizio grave e irreparabile…

pericolo

durante il tempo necessario a giungere alla decisione sul ricorso”

particolarmente rilevante (perdita di un bene primario e infungibile) e di

impossibile riparazione (periculum in mora): irreparabilità esclusa allorché si

tratti di danno meramente monetario e non coincide con l’irrisarcibilità;

‒Fumus boni iuris (proprio di tutte le misure cautelari): ricorre allorché il

ricorso sia non manifestamente inaccoglibile: così si esclude la concessione

della misura cautelare con riferimento a provv. che con tutta probabilità non

art.

sarà annullato in sede di decisione sul merito 55, disponendo che

l’ordinanza deve indicare i profili che inducono ad una ragionevole

previsione sull’esito del ricorso, parrebbe invece aprire la via ad un

mutamento dei caratteri del fumus, nel senso che, ai fini dell’accoglimento

dell’istanza, al giudice si chiede una valutazione sulla probabilità di

accoglimento del ricorso. …segue

▪ Art. 125, cpa, contenzioso relativo alle infrastrutture strategiche, in sede di

pronuncia del provv. cautelare, si tiene conto delle probabili conseguenze

del provv. stesso per tutti gli interessi che possono essere lesi, nonché del

preminente interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell’opera, e, ai

fini dell’accoglimento della domanda cautelare, si valuta anche la

irreparabilità del pregiudizio per il ricorrente, il cui interesse va comunque

comparato con quello del soggetto aggiudicatore alla celere prosecuzione

delle procedure.

▪ Nel caso in cui dall’esecuzione del provv. cautelare derivino effetti

irreversibili, GA può disporre la prestazione di una cauzione, anche

mediante fideiussione, cui subordinare la concessione o il diniego della

misura cautelare: cauzione addossata all’ammin. (forse in funzione di

garanzia per l’eventuale risarcimento del danno), chiamata a prestarla per

poter dare esecuzione a un provv. la cui illegittimità non è stata accertata o

deliberata da alcun giudice. La legge tace in ordine al caso in cui la cauzione

non venga prestata nei termini dall’ammin. (ipotizzabile che la misura venga

automaticamente concessa). …segue

▪ Concessione o diniego della misura cautelare non può essere subordinata a

cauzione quando la domanda cautelare attenga a diritti fondamentali della

persona o ad altri beni di primario rilievo costituzionale: legge, oggi estende

notevolmente il possibile contenuto della tutela cautelare giudice può

disporre tutte quelle misure cautelari, compresa l’ingiunzione a pagare una

somma in via provvisoria, “che appaiono, secondo le circostanze, più

idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso”

(codice disciplina così un modello di tutela cautelare atipica)

▪ In passato, problema tutela cautelare nei confronti degli atti negativi, che,

in quanto privi di effetti innovativi, paiono insuscettibili di essere sospesi

occorre distinguere tra: provv. a contenuto negativo ma dotati di effetti

innovativi (revoca di concessione o di autorizzazione; suscettibili di essere

sospesi secondo i principi generali) e provv. negativi in senso proprio,

mediante i quali l’ammin. rifiuta di produrre un effetto innovativo (diniego

di concessione, di autorizzazione, di dispensa e così via: sui c.d. provv. di

rifiuto; non modificano la situazione preesistente e non debbono essere

portati ad esecuzione, quindi è difficilmente configurabile la sospensione)

…segue

▪ Tutela atipica può essere invocata anche nei confronti del comportamento

codice

inerte dell’ammin. prevede la possibilità di “fissare il merito” in

sede cautelare in luogo di decidere sull’istanza cautelare: legislatore ritiene

inutile la concessione di una misura cautelare che assicurerebbe un assetto

provvisorio a fronte di un meccanismo volto ad “accelerare” la decisione

art.

nel merito 55, c. 10, Tar. Se ritiene che le esigenze del ricorrente siano

apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita

definizione del giudizio nel merito, fissa con ordinanza collegiale la data di

discussione del ricorso nel merito.

▪ Ulteriore rito speciale accelerato che si innesta sul processo cautelare con

possibile decisione immediata del giudizio nel merito in sede di esame

della domanda cautelare: art. 60, in sede di decisione della domanda

cautelare, purché siano trascorsi almeno 20 gg dall’ultima notificazione del

ricorso, il collegio, accertata la completezza del contraddittorio e

dell’istruttoria, sentite sul punto le parti costituite, può definire, in camera

di consiglio, il giudizio con sentenza in forma semplificata.

…segue

▪ Art. 62, cpa, ordinanze cautelari (al pari delle altre ordinanze, sono

revocabili e modificabili) sono appellabili dinanzi al CdS nel termine di 30 gg

dalla notificazione dell’ordinanza, ovvero di 60 gg dalla sua pubblicazione:

appello, depositato nel termine generale di cui all’art. 45 (30 gg), è deciso in

al

camera di consiglio con ordinanza giudizio si applicano norme su

cauzione, su conversione del rito, sulle misure monocratiche, e sulle spese

▪ Art. 62, c.4, in appello, giudice può rilevare anche d’ufficio la violazione, in

primo grado, degli artt. 10, c.2 (che limita la possibilità di disporre misure

cautelari al solo caso in cui il giudice ritenga di avere giurisdizione), 13, 14,

15, c.5 (sulla competenza inderogabile e sull’obbligo di proporre

regolamento di competenza in capo al giudice cui sia proposta un’istanza

cautelare e che si ritenga incompetente), 42, c.4 (sulla competenza in tema

di ricorso incidentale e sulla modifica della competenza in presenza di una

competenza funzionale) e 55, c.13 (che ribadisce il dovere in capo al giudice

di disporre misure cautelari soltanto ove si ritenga competente)

…segue

▪ Parti possono riproporre la domanda cautelare al collegio o chiedere la

revoca o la modifica del provv. cautelare collegiale in due casi:

a) se si verificano mutamenti nelle circostanze;

b) se allegano fatti anteriori di cui si è acquisita conoscenza

art.

successivamente al provv. cautelare 58, aggiunge che l’istante

deve fornire la prova del momento in cui ne è venuto a conoscenza.

▪ Art. 58, c.2, revoca (da intendersi come revocazione) può essere altresì

richiesta nei casi ex art. 395, cpc. Si è in passato discusso circa l’esperibilità

dell’opposizione di terzo (ammessa da Cons. Stato, Sez. VI, n. 115/2010 ) e

del ricorso alle sezioni unite della cassazione per difetto di giurisdizione

▪ Ove la decisione non sia auto-applicativa, ma implichi la necessità di

problema

un’attività esecutiva dell’amministrazione della tutela della

parte a fronte dell’inottemperanza del soggetto pubblico: art. 59, qualora i

provv. cautelari non siano eseguiti, l’interessato, con istanza motivata e

notificata alle altre parti, può chiedere al Tar le opportune misure attuative

tribunale esercita i poteri inerenti al giudizio di ottemperanza decidendo

con ordinanza (art.114, c.5) e provvede sulle spese.

…segue

▪ Domanda cautelare oltre che in corso di causa, può anche essere

tutela

proposta indipendentemente dal ricorso principale c.d. ante

causam (inizialmente introdotta nel settore degli appalti)

▪ Art. 61, istituto delle misure cautelari anteriori alla causa: in caso di

eccezionale gravità e urgenza, tale da non consentire neppure la previa

notificazione del ricorso e la domanda di misure cautelari provvisorie

con decreto presidenziale, il soggetto legittimato al ricorso può

proporre istanza per l’adozione, con decreto, delle misure interinali e

provvisorie che appaiono indispensabili durante il tempo occorrente

per la proposizione del ricorso di merito e della domanda cautelare in

istanza

corso di causa si propone al pres. del Tar competente per il

giudizio: pres. o un magistrato da lui delegato, accertato il

perfezionamento della notificazione per i destinatari, provvede

sull’istanza, sentite, ove necessario, le parti e omessa ogni altra

formalità …segue

▪ Decreto che rigetta l’istanza non è impugnabile: tuttavia la stessa può

essere riproposta dopo l’inizio del giudizio di merito con le forme delle

anche

domande cautelari in corso di causa provv. di accoglimento

non è impugnabile (ma sempre revocabile o modficabile su istanza di

parte) e viene notificato dal richiedente alle altre parti entro il termine

perentorio fissato dal giudice, non superiore a 5 gg

▪ Provv. di accoglimento perde comunque effetto ove entro 15 gg dalla

sua emanazione non venga notificato il ricorso con la domanda

cautelare ed esso non sia depositato nei successivi 5 gg corredato da

istanza di fissazione di udienza.

▪ Giurisprudenza comunitaria ha affermato che le giurisdizioni nazionali

debbono accordare una sospensione dell’esecuzione di un atto ammin.

adottato sulla base di un regolamento comunitario, precisando che la

tutela cautelare non può variare a seconda che si contesti la

compatibilità di norme nazionali con il diritto comunitario ovvero la

validità delle norme del diritto comunitario derivato.

Le vicende e le modificazioni del rapporto processuale

▪ Rapporto processuale può subire una serie di vicende in grado di

condizionarne il procedere verso la sua conclusione naturale, costituita dalla

pronuncia della sentenza che decide sul merito: esse influiscono dunque

sullo svolgimento normale del processo, costituendone un “incidente”, nel

senso che, in attesa della pronuncia di un altro giudice o di un atto di

impulso della parte, il processo stesso non può proseguire.

▪ Alcuni incidenti impongono la sospensione del processo (non possono

dunque essere compiute attività processuali, salvo quelle relative all’azione

cautelare) in attesa della rimozione della causa di sospensione: in tal caso,

per la sua prosecuzione è sufficiente che sia presentata istanza di fissazione

di udienza entro 90 gg dalla comunicazione dell’atto che fa venir meno la

ove

causa della sospensione non proseguito, il giudizio si estingue

‒Cause di sospensione: questione di legittimità costituzionale di una legge,

sussistenza di una questione pregiudiziale, l’incidente di falso, la sussistenza

di una questione pregiudiziale relativa allo stato o capacità delle persone la

cui soluzione sia riservata al GO …segue

▪ Può anche essere causata dalla richiesta di ricusazione: in relazione a tale

incidente processuale, questione è però decisa dallo stesso giudice investito della

cognizione del ricorso

▪ Differimento del processo (e non sospensione) può essere cagionato dalla

proposizione del regolamento di competenza

▪ Alcuni fatti determinano l’interruzione del processo (morte e perdita della

capacità di stare in giudizio delle parti, cessazione della rappresentanza legale;

morte, radiazione e sospensione dall’albo dell’avvocato costituito), mentre altri

comportano addirittura l’estinzione del giudizio (perenzione, mancata

riassunzione o prosecuzione e rinunzia: art. 35, c.2, c.p.a.): art. 79, interruzione

processo

del processo disciplinata dalle disp. del cpc interrotto prosegue se la

parte nei cui confronti si è verificato l’evento interruttivo presenta nuova istanza

di fissazione di udienza; se non avviene la prosecuzione, processo deve essere

riassunto con apposito atto notificato a tutte le altre parti, nel termine perentorio

di 90 gg dalla conoscenza legale dell’evento interruttivo, acquisita mediante

dichiarazione, notificazione o certificazione (in caso contrario, si estingue).

▪ Processo può poi subire ulteriori modificazioni a seguito della riunione o

separazione di ricorsi, della successione nel giudizio e del trasferimento del

processo presso altro giudice

Le cause di sospensione: il regolamento preventivo di

giurisdizione

▪ Regolamento preventivo di giurisdizione consente alle parti di

rivolgersi immediatamente alle sez. unite della Corte di cass. al fine di

ottenere una pronuncia risolutiva in punto giurisdizione: sospensione

del giudizio in attesa della soluzione della questione di giurisdizione

art. 10, ammette la proponibilità del regolamento ex art. 41 cpc

anche nei giudizi dinanzi al GA

▪ Ricorso può essere proposto da ciascuna delle parti ritualmente

costituite (quindi anche dal ricorrente): esso va notificato alle

controparti presenti nel giudizio nelle forme proprie del ricorso per

Cass. e depositato presso la cancelleria delle sez. unite entro 20 gg

dall’ultima notifica

▪ Controparti possono contraddire mediante controricorso da notificare

al ricorrente entro 20 gg dalla scadenza del termine stabilito per il

deposito del ricorso e da depositare nella cancelleria entro 20 gg dalla

notificazione. …segue

▪ Copia del ricorso, ex art. 367 cpc, dopo la notificazione alle altre parti,

viene depositata presso la segreteria del Tar, in modo da porre il GA

nella condizione di venire formalmente a conoscenza del fatto della

proposizione del regolamento e, eventualmente, di disporre con

ordinanza del collegio la sospensione del giudizio se non ritiene

l’istanza inammissibile o la contestazione della giurisdizione infondata

art. 10, nel giudizio sospeso possono essere chieste misure cautelari,

ma giudice non può disporle se non ritiene sussist. la propria giurisdiz.

▪ Regolamento può essere proposto finché la causa non sia decisa nel

merito in primo grado, ma Cass. ha chiarito che non è proponibile dopo

qualsiasi decisione sulla causa in sede di merito: ultimo momento utile

per la proposizione del ricorso è il passaggio della causa in decisione

(ossia l’udienza di discussione del ricorso)

▪ Cassazione decide a sez. unite, senza ulteriore istruzione, con

ordinanza ex art. 375, c.1, n. 4, cpc: statuizione sulla giurisdizione

diventa così incontestabile.

(segue) Il regolamento di competenza

▪ Solo eccezionalmente la sua proposizione può comportare un

differimento del giudizio: ordinanza del CdS che regola la competenza

vincola i Tar e le parti possono riassumere il giudizio dinanzi al Tar

competente, se diverso da quello adito, nel termine perentorio di 30 gg

dalla notificazione dell’ordinanza che pronuncia sul regolamento,

ovvero entro 60 gg dalla sua pubblicazione.

▪ Art. 16: 1.regolamento di competenza proposto con istanza notificata

alle altre parti nel termine, perentorio e non soggetto a dimezzamento,

di 30 gg dalla notificazione ovvero di 60 gg dalla pubblicazione

dell'ordinanza che pronuncia sulla competenza ed è depositato,

unitamente a copia degli atti utili al fine del decidere, entro il termine

di 15 gg presso la segreteria del CdS. Nel caso di regolamento richiesto

di ufficio, ex art. 15, c.5, l'ordinanza è immediatamente trasmessa al

CdS a cura della segreteria e comunicata alle parti;

…segue

▪2.CdS decide con ordinanza in camera di consiglio, previo

avviso della fissazione della medesima, inviato almeno 10 gg

prima ai difensori che si siano costituiti. L'ordinanza provvede

anche sulle spese del regolamento salvo il caso richiesto

d'ufficio. La pronuncia sulle spese conserva efficacia anche

dopo la sentenza che definisce il giudizio, salvo diversa

statuizione espressa nella sentenza. Al proced. si applicano le

disp. art. 55, c. da 5 a 8; 3.Pronuncia sulla competenza resa dal

CdS in sede di regolamento o di appello ex art. 62, c.4, vincola i

Tar. Se viene indicato come competente un tribunale diverso da

quello adito, giudizio deve essere riassunto nel termine

perentorio di 30 gg dalla notificaz. dell'ordinanza che pronuncia

sul regolamento, ovvero entro 60 gg dalla sua pubblicazione

(segue) Ulteriori casi di sospensione del processo

▪ Giudizio rimane sospeso in attesa della decisione della Corte costituzionale

allorché davanti al GA sia sollevata questione di legittimità costituzionale di una

legge o di un atto avente forza di legge

▪ Anche deferimento della questione di interpretazione e di validità di norma

giudice

comunitaria sospende il processo e rimette la risoluzione della

questione alla Corte di giustizia delle Comunità europee: rinvio obbligatorio per

giudice di ultima istanza

▪ Art.8, questioni pregiudiziali circa lo stato e la capacità delle persone (salvo

capacità di stare in giudizio e risoluzione dell’incidente di falso) non possono

essere decise dal GA

‒ capacità va intesa nel senso sia di capacità giuridica, sia di capacità di agire;

‒ status è quello di familiare (ad es. stato di figlio legittimo) e/o di cittadino;

‒ tra le questioni che determinano la sospensione necessaria del giudizio, art. 8

esclude espressamente quelle concernenti la capacità di stare in giudizio.

▪ Ove sorga l’esigenza di risolvere una delle questioni in esame, giudice fissa alle

parti un termine per la proposizione dell’azione dinanzi al GO e sospende il

giudizio. …segue

▪ Proposizione della querela di falso al giudice competente: art. 77, chi

deduce la falsità di un documento deve provare che sia stata già

proposta la querela di falso o domandare la fissazione di un termine

prova

entro cui possa proporla innanzi al trib. ordinario competente

dell’avvenuta proposizione della querela di falsoè depositata agli atti di

causa entro 30 gg dalla scadenza del termine fissato per la proposiz.

▪ Proposta la querela, collegio sospende la decisione fino alla definizione

del giudizio di falso: una volta concluso il giudizio di falso, la parte

interessata deve, entro 90 gg dal passaggio in giudicato della sentenza,

depositarne copia nella segreteria, sotto pena di estinzione

▪ Corte cost. n. 304/2011 ha rigettato la questione di legittimità

costituzionale relativa alla disciplina del processo ammin. nella parte in

cui preclude al GA di accertare anche solo incidentalmente la falsità

degli atti pubblici nel giudizio ammin. in materia elettorale.

Sospensione ex art. 295 cpc

▪ Art. 295 cpc, giudice civile dispone sospensione del processo in ogni caso in cui

egli stesso o altro giudice deve risolvere una controversia dalla cui definizione

dipende la decisione della causa: art. 79, cpa, parla di sospensione per

pregiudizialità nel giudizio ammin. chiarendo che ordinanze di sospensione

emesse ex art. 295 cpc sono appellabili

▪ Sospensione ex art. 295 cpc è rimessa alla discrezionalità del giudice: ipotesi di

sospensione, ritenuta facoltativa, riguarda la pendenza di un giudizio penale: in

ossequio al principio, accolto dal nuovo cpp, della separatezza e autonomia tra

giudizio penale e giudizio ammin., GA può risolvere incidenter tantum le

pregiudiziali penali e ha, quindi, la facoltà di sospendere il processo quando

ritenga che i fatti accertati in un giudizio penale pendente possano essere rilevanti

efficacia

ai fini della decisione del giudicato penale (art. 654 cpp, sentenza

penale irrevocabile di condanna o di assoluzione pronunciata a seguito di

dibattimento) è comunque limitata sotto i profili soggettivo e oggettivo: riguarda

solo l’imputato e il responsabile civile che si sia costituito o che sia intervenuto nel

processo: sentenza prevista da art. 444, c.2, cpc (applicazione della pena su

richiesta delle parti), invece, non ha efficacia nel giudizio ammin. (445 cpp)

▪ Ammissibile sospensione su richiesta delle parti, regolata da art. 296 cpc,

disciplina complessiva cui rinvia ora il cpa

L’interruzione del processo

▪ Interruzione del processo, consegue a eventi che fanno venire meno

l’effettività del contraddittorio: in passato estraneo al giudizio ammin.

(morte della parte valutata ai fini di verificare la sussistenza

dell’interesse a ricorrere in capo agli eredi), ma situa è mutata con la l.

Tar (che si riferiva però alle parti private), e ora, con art. 79, cpa che

rinvia alla disciplina posta dal cpc, senza distinguere tra parti pubbliche

nuova

e parti private normativa conferma il carattere di processo di

parti (ormai pienamente riferibile anche al giudizio ammin.)

▪ Eventi suscettibili di determinare l’interruzione del processo possono

investire le parti, il loro rappresent. o l’avvocato costituito in giudizio:

morte

‒ parti e rappresentanti legali e di perdita della capacità di stare in

giudizio, nonché, per quanto attiene ai rappresentanti, di cessazione della

rappresentanza legale; inoltre vengono in rilievo l’inabilitazione, l’interdizione,

la dichiarazione di morte presunta e la dichiarazione di assenza, nonché

l’estinzione delle persone giuridiche e il fallimento dei soggetti sottoposti alla

relativa disciplina. …segue

▪ Disciplina cpc: evento che colpisce la parte costituita deve essere

portato a conoscenza delle altre parti unicamente a cura dell’avvocato

a mezzo di dichiarazione resa in udienza o di notifica alle parti

costituite

▪ Eventi interruttivi del processo relativi all’avvocato della parte

costituita: la morte, la radiazione o la sospensione dall’albo; ai fini

dell’interruzione sono invece irrilevanti la revoca della procura e la

rinuncia alla stessa

▪ Processo interrotto prosegue se la parte nei cui confronti si è verificato

l’evento interruttivo presenta nuova istanza di fissazione di udienza; se

non avviene la prosecuzione, processo deve essere riassunto, a cura

della parte più diligente, con apposito atto notificato a tutte le altre

parti, nel termine perentorio di 90 gg dalla conoscenza legale

dell’evento interruttivo, acquisita mediante dichiarazione, notificazione

o certificazione: in caso contrario, il giudizio si estingue.

Altre vicende del rapporto processuale

▪ Collegio può, su istanza di parte o d’ufficio, disporre la riunione di

ricorsi connessi, art. 70: regola risponde ad un’esigenza di

concentrazione che tende ad affasciare in un unico contesto

processuale più ricorsi che per rilievo soggettivo (stesse parti in causa)

ovvero per ragioni oggettive (stesse questioni) si prestano ad una

unitaria trattazione

▪ art.

Caso importante 43, c.3, motivi aggiunti: se la domanda nuova

di cui al c.1 è stata proposta con ricorso separato dinanzi allo stesso

tribunale, giudice provvede alla riunione dei ricorsi ex art. 70

▪ Di segno contrario rispetto alla riunione è la separazione dei ricorsi, la

quale si verifica ad es. ove il giudice, nel caso di impugnazione di più

atti connessi (ricorso contenente più domande) stabilisca di decidere

immediatamente soltanto una o più delle cause mature: in tal modo il

giudice estingue soltanto una parte del giudizio, che prosegue

autonomamente per la restante

La successione e l’estinzione del processo

▪ Successione nel processo (artt. 110 e 111, cpc) può essere inter vivos o mortis e

può realizzarsi quando la controversia riguardi diritti e rapporti patrimoniali,

mentre, in ordine all’interesse legittimo, richiede trasferimento della situa

sostanziale rilevante sul piano dell’ordin. generale che è alla base di tale interesse

(impossibile trasferire l’interesse in modo indipendente dal rapporto giuridico

sost che si colloca alla sua base)

▪ Conclusione naturale del processo è la sentenza che si pronuncia sul merito, MA

alcune situazioni (direttamente disciplinate dalla legge processuale per eliminare

lo stato di incertezza nei rapporti giuridici) determinano l’estinzione del

processo, che non comporta l’estinzione della possibilità di agire): in tali casi,

giudice deve dar atto dell’avvenuta estinzione pronunciando un decreto o una

sentenza (se si verifica o viene accertata all’udienza di discussione), ex art. 85 cpa

▪ Cause di estinzione (caratterizzate dall’inattività delle due parti): perenzione,

ulteriore

rinunzia e mancata riassunzione o prosecuzione (art. 35, c.2) causa è

art. 78, c.2, ricorso è dichiarato estinto se nessuna parte deposita la copia della

sentenza del GO che ha deciso l’incidente di falso nel termine di 90 gg dal suo

passaggio in giudicato …segue

▪ ricorso

Perenzione (artt. 81-83, cpa): regola generale si considera perento se nel

corso di un anno non sia compiuto alcun atto di procedura, da parte del giudice o

degli altri soggetti presenti nel processo: deve essere presentata domanda di

fissazione d’udienza entro il termine massimo di un anno dal deposito del ricorso

adempiuto

o dalla cancellazione della causa dal ruolo l’onere di presentare

l’istanza di fissazione, perenzione è impedita per tutto il tempo in cui l’iniziativa

spetta al giudice; esauriti gli effetti della domanda di fissazione, l’onere di impulso

torna alle parti

▪ Salvo quanto previsto da art. 82, c.d. perenzione dei ricorsi ultraquinquennali:

dopo il decorso di 5 anni dalla data di deposito del ricorso, la segreteria comunica

alle parti costituite apposito avviso in virtù del quale è fatto onere al ricorrente di

presentare nuova istanza di fissazione di udienza entro 180 gg dalla data di

in

ricezione dell’avviso difetto di tale nuova istanza, ricorso è dichiarato perento;

se in assenza della sollecitazione della segreteria, trascorsi cinque anni, è

comunicato alle parti l’avviso di fissazione dell’udienza di discussione nel merito,

ricorso è deciso qualora il ricorrente dichiari di avere interesse alla decisione,

altrimenti è dichiarato perento dal pres. del collegio con decreto

…segue

▪ Perenzione opera di diritto e può essere rilevata anche d’ufficio e ciascuna

delle parti sopporta le proprie spese nel giudizio (art. 83)

▪ Rinuncia al ricorso e agli atti del giudizio, art. 84, cpa: in ogni stato e grado

della controversia la parte può rinunciare al ricorso mediante dichiarazione

sottoscritta da essa stessa o dall’avvocato munito di mandato speciale, e

depositata presso la segreteria (rinuncia scritta), o mediante dichiarazione

se

resa in udienza e documentata nel relativo verbale (rinuncia orale) le

parti che hanno interesse alla prosecuzione non si oppongono (condizione

necessaria), il processo si estingue: rinuncia notificata alle parti almeno 10

gg prima dell’udienza

▪ Rinunciante deve pagare le spese degli atti di procedura compiuti, salvo che

il collegio, avuto riguardo a ogni circostanza, ritenga di compensarle

▪ Rinuncia è possibile anche in appello: ove sia effettuata dall’appellato,

determina l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata; effettuata

da appellante determina il passaggio in giudicato della decisione impugnata

e l’improcedibilità dell’appello per sopravvenuta carenza di interesse

…segue

▪ In caso di mancata riassunzione o prosecuzione del giudizio (sospeso o

interrotto), processo si estingue: art. 307, cpc, va eccepita dalla parte

art.

interessata prima di ogni altra difesa, ancorché operi di diritto 85,

cpa, due forme di dichiarazione dell’estinzione e dell’improcedibilità.

a) esse possono essere pronunciate con decreto, dal pres. o da un magistrato

da lui delegato, che è depositato in segreteria, che ne dà comunicazione

nel

alle parti costituite termine di 60 gg dalla comunicazione ciascuna

delle parti costituite può proporre opposizione al collegio, con atto

notificato a tutte le altre parti: giudizio di opposizione si svolge in camera di

consiglio, ed è deciso con ordinanza che, in caso di accoglimento

dell’opposizione, fissa d’ufficio l’udienza di merito, mentre in caso di

rigetto, le spese sono poste a carico dell’opponente e vengono liquidate dal

collegio nella stessa ordinanza; avverso l’ordinanza che decide

sull’opposizione può essere proposto appello; il giudizio di appello si svolge

in camera di consiglio.

b) ove si verifichino, o vengano accertate, all’udienza di discussione,

l’estinzione e l’improcedibilità sono dichiarate con sentenza.

La discussione sul ricorso

▪ Udienza si svolge dinanzi al collegio ed è pubblica a pena di nullità, ad eccezione

dei casi stabiliti dalla legge; in ogni caso il pres. del collegio può disporre che si

svolga a porte chiuse, se ricorrono ragioni di sicurezza dello Stato, di ordine

chi

pubblico o di buon costume assiste deve stare in silenzio, no segni di

approvaz./disapprovaz. o cagionare disturbo e il pres. del collegio, ove necessario

per regolare svolgimento, può chiedere l’intervento della forza pubblica.

▪ Ricorso viene chiamato dal pres., relatore dovrebbe esporre i termini della controversia

e i difensori presenti possono discutere sinteticamente le proprie difese

▪ Terminata la discussione, il ricorso è assegnato in decisione: decisione/sentenza è

pronunciata dai giudici del collegio formato per la trattazione della causa ed è

deliberata nella camera di consiglio dopo la discussione

▪ In taluni casi la trattazione avviene in camera di consiglio, senza cioè la fissazione

procedura

dell’udienza in cui si tenga il pubblico dibattimento (art. 87, c.2, cpa)

in tempi più rapidi: tutti i termini processuali sono dimezzati rispetto a quelli del

processo ordinario, tranne, nei giudizi di primo grado, quelli per la notificazione

del ricorso introduttivo, del ricorso incidentale e dei motivi aggiunti.

…segue

▪ Camera di consiglio fissata d’ufficio alla prima udienza utile successiva al 30°

gg decorrente dalla scadenza del termine di costituzione delle parti intimate

▪ Art. 87, casi in cui la trattazione deve avvenire in camera di consiglio:

‒Giudizi cautelari e quelli relativi all’esecuzione delle misure cautelari

collegiali;

‒Giudizio in materia di silenzio;

‒Giudizio in materia di accesso ai documenti amministrativi;

‒Giudizio di ottemperanza;

‒Giudizi in opposizione ai decreti che pronunciano l’estinzione o

l’improcedibilità del giudizio.

▪ Altri importanti procedimenti: quello di correzione dei provv. del giudice,

quello con cui egli decide della propria competenza su eccezione di parte

(art. 15), il regolamento di competenza, nonché due giudizi in appello:

quello contro i provv. dei Tar che hanno declinato la giurisdizione o la

competenza (art. 105) e l’appello contro le ordinanze di sospensione

emesse ai sensi dell’art. 295 cpc

La decisione del ricorso; l’ordine di esame delle questioni e

le questioni pregiudiziali

▪ Collegio, dopo la discussione, decide la causa in camera di consiglio: Tar

decide con l’intervento di 3 magistrati, CdS con l’intervento di 5.

▪ Art. 76, c.p.a., possono essere presenti in camera di consiglio i

magistrati designati per l’udienza, anche se la decisione è assunta con il

presidente

voto dei soli componenti del collegio raccoglie i voti e la

decisione è presa a maggioranza di voti: il primo a votare è il relatore,

poi il secondo componente del collegio e, infine, il presidente; nei

giudizi davanti al CdS il primo a votare è il relatore, poi il meno anziano

in ordine di ruolo, e così continuando sino al pres.

▪ Chiusa la votazione, il presidente scrive e sottoscrive il dispositivo

▪ Art. 76, cpa richiama art. 276, c.2, cpc, il collegio, sotto la direzione del

presidente, decide gradatamente le questioni pregiudiziali proposte

dalle parti o rilevabili d’ufficio e quindi il merito della causa.

…segue

▪ Rilevabilità d’ufficio: art. 73, se giudice ritiene di porre a fondamento della

sua decisione una questione rilevata d’ufficio, egli la indica in udienza

dandone atto a verbale; se essa emerge dopo il passaggio in decisione, in

aderenza al principio del giusto processo, giudice riserva quest’ultima e con

ordinanza assegna alle parti un termine non superiore a 30 gg per il

deposito di memorie.

▪ Questioni pregiudiziali distinte in questioni preliminari di rito (questioni

che riguardano la forma del processo e, cioè, l’esistenza dei presupposti di

esplicazione della funzione giurisdizionale) e questioni pregiudiziali di

merito (che attengono agli elementi in base ai quali la domanda deve essere

accolta o respinta nel merito)

▪ Nel processo ammin. le questioni processuali (irricevibilità, inammissibilità,

nullità, decadenza, incompetenza) sono rilevabili d’ufficio; con riferimento

alle questioni pregiudiziali di merito, esse si definiscono come le questioni la

cui soluzione condiziona la soluzione di un’altra questione.

…segue

▪ Distinzione tra questione pregiudiziale (che riguarda un punto

contestato che può essere deciso dal giudice incidenter tantum e con

efficacia limitata al giudizio in corso) e causa pregiudiziale (la quale

attiene ad un punto logico contestato che deve essere deciso in via

principale in un autonomo giudizio di cui costituisce l’oggetto esclusivo,

comportando così la sospensione del processo in cui è sorta)

▪ Pregiudizialità civile è nel processo ammin. disciplinata dall’art. 8, cpa,

che attribuisce al GA la competenza a conoscere di tutte le questioni

pregiudiziali o incidentali relative a diritti, la cui risoluzione sia

necessaria per pronunciare sulla questione principale e individua i casi

(cause pregiudiziali civili) in cui la decisione, data l’importanza della

questione, è comunque riservata al GO: si tratta delle questioni

pregiudiziali concernenti lo stato e la capacità delle persone (salvo che

si tratti della capacità di stare in giudizio) e la risoluzione dell’incidente

di falso. …segue

▪ Giudice della questione principale, dunque, è anche giudice delle

questioni pregiudiziali: ad es. importante questione pregiudiziale è

quella che il giudice può conoscere ai sensi dell’art. 21-octies, l.

241/1990, che prevede la non annullabilità del provvedimento ove

ricorrano peculiari circostanze.

▪ Circa la pregiudiziale ammin., allorché pendano di fronte ai GA diversi

processi aventi ad oggetto provv. connessi per presupposizione,

applicando l’art. 295 cpc si ammette che, in attesa della decisione

sull’atto presupposto, venga sospeso il processo vertente sul provv.

connesso

▪ Costituiscono cause pregiudiziali: l’incidente di costituzionalità e

l’interpretazione delle norme di trattati comunitari, decise

rispettivamente dalla Corte costituzionale e dalla Corte di giustizia delle

comunità europee.

Forma e contenuto della sentenza. Pubblicazione e notificazione

della sentenza. La correzione degli errori materiali

▪ Art. 88, cpa, la sentenza è pronunciata in nome del popolo italiano e contiene:

‒ l’indicazione dell’autorità giudiziaria e del collegio che l’ha pronunciata;

‒ la menzione delle parti e dei loro avvocati;

‒ le domande;

‒ la concisa esposizione dei motivi in fatto e in diritto della decisione, anche con

rinvio a precedenti cui intende conformarsi;

‒ il dispositivo, ivi compresa la pronuncia sulle spese;

‒ l’ordine che la decisione sia eseguita dall’autorità amministrativa;

‒ l’indicazione del giorno, mese, anno e luogo in cui la decisione è pronunciata;

‒ la sottoscrizione del presidente e dell’estensore.

▪ Art. 89, cpa, sentenza deve essere redatta dall’estensore entro 45 gg da quello

della decisione della causa; non può più essere modificata dopo la sua

sottoscrizione ed è pubblicata mediante deposito nella segreteria del giudice che

segretario

l’ha pronunciata dà atto del deposito in calce alla sentenza, vi

appone la data e la firma ed entro 5 gg ne dà comunicazione alle parti costituite.

…segue

▪Dalla pubblicazione della sentenza decorre il termine di 6 mesi

(c.d. termine lungo) per proporre l’impugnazione al CdS, oltre al

quale va computata la sospensione feriale dei termini per proporre

al

le impugnazioni fine di accelerare la decorrenza del termine

per proporre appello al CdS contro la sentenza del Tar, occorre

invece la notificazione della stessa, la quale fa decorrere il termine

tanto per la parte vincitrice in primo grado che la richiede, quanto

per la parte che ne è destinataria: in questo caso il termine per

impugnare sarà di 60 gg dalla notifica (c.d. termine breve), che va

effettuata ex art. 93, cpa

▪Art. 26, cpa, quando emette una decisione il giudice provvede

anche sulle spese del giudizio, secondo gli artt. 91 (dove viene

espresso il principio secondo cui le spese seguono la

soccombenza), 92, 93 (sulla distrazione delle spese a favore del

legale), 94 (condanna di rappresentanti o curatori), 96 e 97

(responsabilità di più soccombenti) del cpc

…segue

▪ Giudice decide sulle spese anche d’ufficio e in difetto di esplicita

art.

richiesta della parte vittoriosa 92, giudice, nel pronunciare la

condanna, può escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla

parte vincitrice, se le ritiene eccessive o superflue e può condannare

una parte al rimborso delle spese che essa ha causato all’altra parte; se

vi è soccombenza reciproca o concorrono altre gravi ed eccezionali

ragioni, egli può compensarle, parzialmente o per intero, tra le parti.

▪ Art. 96, cpc, dispone che, se risulta che la parte soccombente ha agito

o resistito in giudizio con malafede o colpa grave (lite temeraria),

giudice, su istanza dell’altra parte, la condanna, oltre che alle spese, al

risarcimento dei danni, che liquida, anche d’ufficio, nella sentenza; art.

26, c.2, cpa, giudice condanna d’ufficio la parte soccombente al

pagamento di una sanzione pecuniaria, in misura non inferiore al

doppio e non superiore al quintuplo del contributo unificato dovuto

per il ricorso introduttivo del giudizio, “quando la parte soccombente

ha agito o resistito temerariamente” in giudizio

…segue

▪Art. 96 cpc, quando pronuncia sulle spese, il giudice, anche

d’ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al

pagamento, a favore della controparte, di una somma

equitativamente determinata. Le spese seguono la rinuncia

(salvo che il collegio decida di compensarle), mentre nel caso di

perenzione, ciascuna parte sopporta le proprie.

▪Talora la decisione può essere una sentenza in forma

semplificata: (art. 74, cpa) ciò accade nel caso in cui il giudice

ravvisi la manifesta fondatezza ovvero la manifesta

irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza

motivazione

del ricorso della sentenza può consistere in un

sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto

risolutivo ovvero, se del caso, a un precedente conforme

(motivazione per relationem).

…segue

▪Casi in cui la decisione è assunta con sentenza in forma

semplificata, tutti relativi a procedimenti camerali: giudizi di

ottemperanza, giudizi in materia di accesso, ricorsi avverso il

silenzio, giudizi in materia di operazioni elettorali, decisione

immediata nel merito in caso di incidente cautelare (art. 60)

▪Le sentenze in forma semplificata sono soggette alle medesime

forme di impugnazione previste per le sentenze ordinarie (art.

26, l. Tar).

▪È ammessa la correzione degli errori od omissioni materiali:

art. 86, cpa, la relativa domanda deve essere proposta al

giudice che ha emesso il provv., il quale, se vi è il consenso

delle parti, dispone con decreto, in camera di consiglio, la

in

correzione caso di dissenso, sulla domanda di correzione

pronuncia il collegio con ordinanza in camera di consiglio.

I vari tipi di decisione

▪ Decisioni del giudice possono facilmente classificarsi in ragione del

fatto che, con esse, il giudice non si spogli ovvero si spogli della causa

(in questo caso distinzione tra i casi in cui ciò avvenga perché il giudice

giunge all’esame del merito e quelli in cui il giudizio è definito senza

decidere sul merito.

▪ Art. 33, cpa il giudice pronuncia:

‒sentenza quando definisce in tutto o in parte il giudizio;

‒ordinanza quando assume misure cautelari o interlocutorie, ovvero

decide sulla competenza (ordinanza indica in ogni caso il giudice

competente)

‒decreto nei casi previsti dalla legge.

▪ Sentenze di primo grado sono esecutive

▪ Ordinanze e decreti, se non pronunciati in udienza o in camera di

consiglio e inseriti nel relativo verbale, sono comunicati alle parti dalla

segreteria nel termine di 5 gg …segue

▪ Sentenze non definitive (denominate anche “interlocutorie” da cpa)

con cui il giudice non si spoglia della causa, in quanto non pongono fine

al rapporto processuale, che è destinato a proseguire in quanto esse

possono

risolvono soltanto uno o più punti della causa essere

adottate con ordinanza o con sentenza

▪ Art. 36, salvo diverse disposizioni cpa, giudice provvede con ordinanza

in tutti i casi in cui non definisce nemmeno in parte il giudizio e

pronuncia sentenza non definitiva quando decide solo su alcune delle

questioni (cioè definisce in parte il giudizio)

▪ Ordinanze possono attenere al rito e avere carattere preparatorio

(quindi non sono autonomamente impugnabili) e simili sono le

ordinanze che rigettano l’istanza di ricusazione (art. 7, cpa)

▪ Sentenze non definitive possono concernere questioni pregiudiziali o

preliminari, rigettandole, ovvero attenere al merito e, cioè, ad es.,

accertare se sussistano i vizi denunciati dalla parte ricorrente.

…segue

▪ Sentenze definitive con cui il giudice si spoglia della causa. Esse si

distinguono in:

a) Sentenze processuali o di rito riguardano lo svolgimento del

processo e accertano la sussistenza di una causa che impedisce al

giudice di giungere all’esame del merito (cioè giudicano soltanto sulla

legittimità del processo) e, se rese dal Tar, sono impugnabili

‒Art. 35, cpa, comprendono sentenze dichiarative: dell’irricevibilità,

dell’inammissibilità o della improcedibilità del ricorso;

dell’estinzione del giudizio. In aggiunta, quelle con cui il giudice

dichiara nullità del ricorso e difetto di giurisdizione e l’ordinanza

con cui dichiara il difetto di competenza

‒Controverso se siano idonee a passare in giudicato: sentenza che

dichiara l’avvenuta cessazione della materia del contendere,

prendendo atto di una situa che incide sull’oggetto del giudizio,

rientra tra le decisioni che attengono al merito e, come tale, è

idonea a passare in giudicato

…segue

b) Sentenze che pronunciano sulla domanda (quelle rese in sede di

cognizione dal GA che decidono sulla domanda -di merito-) sono

emanate quando il giudice giunge all’esame del contenuto della

domanda del ricorrente e possono accogliere (perché fondata) o

rigettare (perché infondata) la pretesa del ricorrente: ipotesi in cui

rigetto

privato avesse proposto azione di annullamento non

comporta l’accertamento giudiziale della legittimità dell’atto, sicché

l’ammin, potrebbe annullare l’atto in via di autotutela per vizi diversi

da quelli dedotti

▪ Sentenze di accoglimento affermano la fondatezza della domanda nei

limiti della domanda stessa (ma prassi assorbimento: giudice omette di

pronunciare su ulteriori capi della domanda ritenuti assorbiti)

▪ Si distinguono a seconda che siano costitutive, d’accertamento e di

condanna. …segue

a) Sentenze costitutive di annullamento (art. 34, c.1, lett. a, cpa, giudice annulla

in tutto o in parte il provv. impugnato), ammissibili nella giurisdizione di

legittimità, di merito ed esclusiva e caratterizzate dai seguenti effetti:

‒ Eliminatorio, cioè di rimozione in tutto o in parte dell’atto e dei suoi effetti: non

richiede esecuzione e si produce con riferimento a tutti i soggetti che erano

interessati dall’atto impugnato, ancorché non parti in causa, in quanto, con la

caducazione dell’atto e dei suoi effetti vengono meno tutte le situa giuridiche che

su di essi si fondavano;

‒ Ripristinatorio (circoscritto alle parti in giudizio): sentenza ricostruisce

automaticamente la situa giuridica come si sarebbe realizzata se l’atto non fosse

mai stato posto in essere, sempre che i mutamenti della realtà di fatto lo

soggetto

consentano pubblico ha il dovere di adeguare la realtà di fatto alla

nuova situa di diritto

‒ Conformativo (circoscritto alle parti in giudizio): consistente in un

condizionamento dell’attività ammin. successiva all’annullamento dell’atto:

soggetto pubblico dovrà rispettare i limiti nascenti dalla statuizione concreta del

giudice (cioè la regola di diritto affermata nella sentenza che viene ad arricchire il

quadro dei criteri che l’ammin. deve osservare)

…segue

b) Sentenze di accertamento pacificamente ammesse solo nella

giurisdizione esclusiva (e, ai sensi dell’art. 31, u.c., cpa, in relazione

all’accertamento della nullità dell’atto), risolvono uno stato di

incertezza relativa alla sussistenza di una situazione o alla spettanza

di una posizione giuridica soggettiva

‒Art. 34, co. 2: in nessun caso il giudice può pronunciare con

riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati e salvo

quanto previsto da co. 3 e da art. 30, co.3, giudice non può mai

conoscere della legittimità degli atti che il ricorrente avrebbe dovuto

impugnare con l’azione di annullamento; co.3: quando, nel corso del

giudizio, l’annullamento del provv. impugnato non risulta più utile

per il ricorrente, il giudice accerta l’illegittimità dell’atto se sussiste

l’interesse ai fini risarcitori

‒Ipotesi di annullamento di un atto negativo: talora il giudice fornisce

indicazioni circa il comportamento successivo dell’ammin., senza

limitarsi ad accertare l’illegittimità di quello tenuto

…segue

c) Sentenze di condanna possono avere contenuto e caratteri diversi:

condanna al pagamento di una somma anche a titolo di risarcimento del

danno; condanna in forma specifica -art. 2058, cc-; condanna all’adozione

delle misure idonee a tutelare la situazione giuridica soggettiva dedotta in

giudizio (con tali sentenze giudice obbliga ammin a corrispondere la

somma di cui sia debitrice o a tenere un determinato comportamento)

‒In caso di condanna pecuniaria il codice prevede un procedimento che mira

a favorire una soluzione transattiva della lite a condizione che non vi sia

opposizione delle parti: solo in tal caso giudice può stabilire i criteri in base

ai quali il soggetto pubblico debitore deve proporre a favore del creditore il

pagamento di una somma entro un congruo termine e se non si giunge ad

un accordo o non vengono adempiuti gli obblighi derivanti dall’accordo

concluso, le parti possono chiedere la determinazione della somma dovuta

ovvero l’adempim. degli obblighi ineseguiti

‒Un ordine all’ammin. inerte può essere pronunciato in caso di ricorso

avverso il silenzio (caso di condanna a provvedere) ed è anche possibile la

condanna al pagamento dell’indennizzo per il caso ritardo.

Esecutività ed esecuzione delle decisioni

▪ Art. 33, cpa, sentenze Tar sono esecutive: proposizione del ricorso in appello non

ne sospende l’esecuzione; su istanza di parte è però possibile chiedere che il

giudice dell’impugnazione, con ordinanza motivata, pronunci la sospensione

qualora da essa possa derivare un danno grave e irreparabile.

▪ Art. 88, decisione contiene l’ordine che la stessa sia eseguita dall’autorità ammin.

▪ Art. 112, cpa, per esecuzione sentenze non sospese da CdS, il Tar esercita i poteri

inerenti al giudizio di ottemperanza al giudicato: provv. del GA devono essere

in

eseguiti dalla PA e dalle altre parti caso di accoglimento, giudice può fissare

un termine per l’ottemperanza: la parte che abbia ottenuto una sentenza di

accoglimento (se richiede un’attività esecutiva dell’ammin.), si rivolge in primo

luogo all’ammin. affinché si conformi alla decisione, ponendo in essere l’attività o

i provv. necessari per eseguire la sentenza.

▪ Provvisoria esecutività della sentenza di primo grado come vincolo “negativo” per

l’ammin., che non potrebbe protrarre oltre l’esecuzione del provv. impugnato:

art. 114, c.4, lett. c, ottemperanza di sentenze non passate in giudicato o di altri

inefficaci

provv. giudice determina le modalità esecutive gli atti emessi in

violazione o elusione e provvede di conseguenza, tenendo conto degli effetti che

ne derivano …segue

▪ Dal momento in cui viene notificata la sentenza da eseguire l’ammin. è

tenuta a conformarsi alla decisione senza più tener conto dei mutamenti

sopravvenuti: art. 34, cpa, giudice, su istanza di parte, può nominare un

commissario per il caso in cui l’ammin. non adempia nel termine assegnato

dalla sentenza.

▪ Spesso è rischioso per l’ammin. e per l’interesse pubblico ottemperare alla

sentenza di primo grado quando la soluzione adottata dal Tar potrebbe

essere riformata in appello: rimedio dell’istanza di sospensione

dell’esecuzione della sentenza da proporre al Cds

▪ Art. 115, cpa, modalità esecutive per portare ad esecuzione le pronunce del

GA: pronunce GA che costituiscono titolo esecutivo sono spedite, su

richiesta di parte, in forma esecutiva; provv. GA che dispongono il

pagamento di somme di denaro costituiscono titolo anche per esecuzione

forzata nelle forme disciplinate da libro III, cpc e per iscrizione di ipoteca

al di fuori delle sentenze che dispongono il pagamento di somme di

denaro, per l’esecuzione delle decisioni del GA non è possibile utilizzare

l’esecuzione forzata, ma solo il giudizio di ottemperanza.

I mezzi di impugnazione

Una premessa necessaria: le tipologie di decisioni

▪ Sentenze, ordinanze e decreti

▪ Pronunce definitive o non definitive (a seconda che il giudice si spogli o meno

della causa: si pensi a quella che conferma la giurisdizione o quelle che

decidono questioni pregiudiziali o anche su parte del giudizio)

▪ Pronunce processuali o di rito (le seconde dichiarano l’irricevibilità,

inammissibilità, estinzione, giurisdizione , competenza)

▪ L’esecutività delle decisioni: art. 33 cpa, le sentenze dei Tar sono

immediatamente esecutive se non sospese

‒ È possibile chiedere la sospensione al giudice dell’impugnazione qualora

possa derivare un danno grave e irreparabile

‒ Giudizio di ottemperanza anche in caso di sentenze del Tar non sospese

(non necessaria formazione del giudicato come si riteneva prima del 2000)

C.p.a. e mezzi d’impugnazione

▪ Libro III: Impugnazioni

- Titolo I: impugnazioni in generale (artt. 91-99)

- Titolo II: Appello (artt. 100-105)

- Titolo III: Revocazione (artt. 106-107)

- Titolo IV: Opposizione di terzo (artt. 108-109)

- Titolo V: Ricorso per cassazione (artt. 110-111)

▪ Regolamento di competenza (ulteriore mezzo di impugnazione)

Regolamento di competenza

▪ L’ordinanza che pronuncia solo sulla competenza è

impugnabile esclusivamente con regolamento di

competenza entro il termine di 30 giorni

▪ Se l’ordinanza decide anche sull’istanza cautelare e si

impugnano entrambi i profili la parte deve proporre

l’appello cautelare

▪ In sede di appello il difetto di competenza deve essere

dedotto con specifico motivo sul relativo capo di

sentenza

Le distinzioni tra mezzi d’impugnazione

▪ Prima distinzione:

- Ordinari: impediscono la formazione della cosa giudicata

- Straordinari: esperibili pure in caso di sentenze passate in

giudicato

▪ Seconda distinzione:

- Eliminatori: demoliscono la sentenza impugnata, al più al fine

di un nuovo giudizio

- Rinnovatori: la questione viene decisa nuovamente nel

giudizio di impugnazione (tendenzialmente a critica libera)

Profili comuni: il luogo della notificazione

▪ Residenza dichiarata o domicilio eletto

nell’atto di notificazione della sentenza o in

difetto presso il difensore o la residenza

dichiarata o il domicilio eletto nel giudizio

oggetto della sentenza

Contraddittorio

▪ Distinzione tra cause inscindibili e cause scindibili: nel primo caso

l’impugnazione deve essere notificata a tutte le parti del giudizio, nel

secondo solo a quelle che hanno interesse a contraddire

▪ A pena di inammissibilità, notificazione ad almeno una delle parti

interessate a contraddire e se non è stata notificata a tutte le parti

interessate a contraddire il giudice ordina l’integrazione

▪ Improcedibilità dell’impugnazione se nessuna delle parti provvede

all’integrazione del contraddittorio entro il termine stabilito dal

giudice

▪ Se il giudice riconosce che l’impugnazione è manifestamente

irricevibile, inammissibile, improcedibile non dispone l’integrazione

del contraddittorio quando l’impugnazione da parte di altri è preclusa

o esclusa Impugnazione incidentale

▪ Impugnazione incidentale propria: si fanno valere, in via subordinata,

censure diverse da quelle mosse dall’appellante principale (l’appello

incidentale mira a conservare l’utilità ottenuta con la sentenza)

▪ Impugnazione incidentale impropria (o autonoma): concentrazione di

tutte le successive impugnazioni anche da parte dunque del

soccombente sostanziale

▪ Termine: 60 giorni dalla notificazione dell’impugnazione principale

(ammessa dunque anche l’impugnazione incidentale tardiva)

▪ In caso di più impugnazioni proposte separatamente devono essere

riunite

▪ In caso di inammissibilità dell’impugnazione principale quella

incidentale diviene improcedibile solo se propria

Intervento

▪ Intervento da parte di chiunque vi abbia

interesse (rinvio alla disciplina di primo grado)

▪ Rapporto con l’opposizione di terzo (quando si

tratta di un controinteressato pretermesso)

Misure cautelari

▪ L’impugnazione non sospende l’esecutività della

sentenza

▪ Si possono chiedere misure cautelari (tra cui la

sospensione della sentenza) quando possa derivare

dall’esecuzione un danno grave e irreparabile

▪ Si applica la disciplina prevista per il primo grado

L’appello

▪ Principio del doppio grado di giudizio

▪ Generalmente di carattere rinnovatorio (pur essendoci sempre un

momento eliminatorio, ragion per cui si ritiene che oggetto immediato

dell’appello sia la sentenza più che la questione decisa in primo

grado):

- il giudice d’appello conosce l’intera questione esaminata dal giudice

di primo grado e ha i suoi stessi poteri (effetto devolutivo), non si

limita dunque a conoscere i vizi della decisione (è però eliminatorio

quando si conclude con una pronuncia di annullamento con rinvio)

- Rapporto con principio della domanda (le parti possono rinunciare

ad alcuni dei profili esaminati in primo grado essendo necessaria la

loro riproposizione)

- Divieto dei nova Il giudice dell’appello

▪ Consiglio di Stato o Consiglio di giustizia amministrativa per la regione

siciliana

▪ Il rinvio all’Adunanza plenaria:

- Le singole sezioni, se rilevano che il punto di diritto ha generato o può

generare un contrasto giurisprudenziale, con ordinanza emanata su

richiesta delle parti o d’ufficio possono rimettere il ricorso all’Adunanza

plenaria che può anche decidere il punto di diritto e rinviare per il resto

al giudice remittente o può decidere l’intero giudizio

- Il Presidente del Consiglio di Stato può affidare all’Adunanza questioni

particolarmente rilevanti ovvero oggetto di contrasti giurisprudenziali

- Se la sezione ritiene di volersi discostare da un principio di diritto

enunciato dall’Adunanza plenaria

- L’Adunanza, quando deve pronunciare l’inammissibilità, irricevibilità del

ricorso può comunque enunciare il principio di diritto (funzione

nomofilattica) Le decisioni impugnabili

▪ Tutte le decisioni del giudice di primo grado che, a prescindere

dalla loro qualificazione in termini di sentenza, hanno

contenuto decisorio e, quindi, sono idonee a generare una

situazione di soccombenza:

‒ Sentenze definitive (anche in forma semplificata)

‒ Ordinanza che decide su misure cautelari (entro 30 giorni

dalla notificazione o 60 giorni dalla pubblicazione)

‒ Sentenze non definitive: impugnabili immediatamente o con

riserva (in questo caso la riserva di appello va notificata nel

termine per l’appello e depositata nei successivi 30 giorni

presso la segreteria del TAR)

Legittimazione ad appellare

▪ Soggetti nei cui confronti è stata pronunciata la sentenza di primo

grado (ma anche il controinteressato pretermesso che potrebbe

presentare opposizione di terzo e che avverso una sentenza di primo

grado deve intervenire in appello):

‒ Soccombente (nel caso di accoglimento di soli vizi formali anche la

parte risultata vincitrice qualora dall’accoglimento delle censure

sostanziali dovesse derivare un vantaggio maggiore)

‒ Interveniente se ha una posizione giuridica autonoma (altrimenti si

ritiene solo per impugnare la decisione di inammissibilità

dell’intervento)

‒ L’avvocatura dello Stato può proporre appello senza uno specifico

atto di volontà in questo senso dell’amministrazione statale

soccombente

Ius postulandi (o rappresentanza in giudizio)

▪ Necessaria la difesa da parte di un avvocato ammesso al patrocinio davanti alle

giurisdizioni superiori

▪ Non ci sono eccezioni nemmeno per i casi in cui in primo grado il privato può

difendersi da solo (giudizi in materia di acceso, elettorale, di libera circolazione e

libero soggiorno all’interno del territorio dell’Unione)

▪ la parte ha la qualità necessaria per stare in giudizio se è ammessa al patrocino

davanti alle magistrature superiori

▪ Reg. 16 luglio 2014, n. 5: L’iscrizione nell’albo speciale per il patrocinio davanti

alle giurisdizioni superiori può essere richiesta al CNF dagli avvocati che, avendo

maturato una anzianità di iscrizione all’albo di otto anni, successivamente

abbiano lodevolmente e proficuamente frequentato il corso organizzato dalla

Scuola superiore dell’avvocatura, istituita dal CNF ai sensi dell’art. 22 della l. 31

dicembre 2012, n. 247 e disciplinata secondo le disposizioni del presente

Regolamento. Oggetto d’impugnazione

▪ Tutti i capi di sentenza impugnati

▪ Nozione di capo di sentenza:

‒ Petitum (provvedimento impugnato)

‒ Singolo profilo di legittimità

‒ Tipo di utilità conseguita dal ricorrente (vizi

sostanziali/formali)

▪ Tesi della giurisprudenza maggioritaria: la decisione di ogni

questione (non solo i motivi di ricorso ma anche le eccezioni di

parte o d’ufficio) Effetto devolutivo

▪ In secondo grado il giudice può esaminare tutto il materiale di

cognizione utilizzato nel giudizio di primo grado

▪ Tuttavia ciò è possibile nei limiti dei capi di sentenza impugnati

(principio della domanda)

▪ Contraddittorio: sempre rilevabile d’ufficio

▪ Altre questioni rilevabili d’ufficio: rilevabili d’ufficio in secondo

grado solo se non sono state affrontate dal giudice di primo

grado, altrimenti è necessario impugnare il relativo capo di

sentenza

▪ Eccezione: giurisdizione e competenza, rilevabili d’ufficio solo

in primo grado …segue

▪ Domande ed eccezioni assorbite o non esaminate:

si intendono rinunciate se non espressamente

riproposte in appello (nel ricorso ovvero nella

memoria depositata entro il termine per la

costituzione in giudizio – 60 giorni dalla

notificazione dell’appello)

▪ Eccezioni respinte: riproposte in appello solo

tramite appello incidentale

Effetto devolutivo e parti del giudizio

▪ Appellante già ricorrente: deve riproporre le questioni già

giudicate e respinte in primo grado e può proporre censure

relative alla sentenza; deve altresì riproporre domande ed

eccezioni dichiarate assorbite o non esaminate (effetto

devolutivo ridotto); non può però formulare nuove domande

in relazione all’atto originariamente impugnato; se ci sono

questioni d’ufficio deve impugnarle solo se oggetto di apposita

decisione in primo grado

▪ Appellante già resistente: può formulare tutte le censure

ritenute utili in relazione alla sentenza e deve riproporre tutte

le deduzioni e le eccezioni di primo grado, siano state esse

respinte o assorbite, altrimenti si intendono rinunciate (effetto

devolutivo ridotto) …segue

▪ Appellato già ricorrente: vede rivivere tutti i motivi

accolti in primo grado, ma in caso di motivi assorbiti

deve riproporli. In caso di parziale soccombenza, le

deduzioni ed eccezioni respinte devono essere

riproposte con appello incidentale

▪ Appellato già resistente: può proporre tutte e deduzioni

proposte o proponibili in primo grado (poteva non

essere costituito in giudizio), ma se ci sono eccezioni

respinte deve proporre appello incidentale

Divieto di nova

▪ Il giudizio d’appello sembra modellato come critica della

sentenza, per cui più che una vera e propria nuova decisione

(che ammetterebbe i nova) dovrebbe trattarsi di una

correzione della decisione precedente

▪ Divieto di proporre nuove domande (anche per la necessità di

coordinare la struttura dell’appello con il termine decadenziale

previsto per l’impugnazione degli atti amministrativi) o

eccezioni non rilevabili d’ufficio

▪ Possono essere chiesti gli interessi e gli accessori maturati

dopo la sentenza impugnata, nonché il risarcimento dei danni

subiti dopo la sentenza (domande accessorie)

Motivi aggiunti in appello

▪ Quando la parte viene a conoscenza solo in appello

di documenti non prodotti dalle altre parti da cui

emergano vizi degli atti impugnati

▪ Frustrazione del principio del doppio grado di

giudizio

▪ L’eventuale nuovo provvedimento deve invece

essere impugnato con un autonomo ricorso

Le prove in appello

▪ Non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere

prodotti nuovi documenti (stesso materiale istruttorio

formatosi in primo grado)

▪ Eccezioni:

- nel caso il Collegio li ritenga indispensabili ai fini della

decisione (notevole discrezionalità del giudice)

- nel caso in cui la parte dimostri di non aver potuto produrli

per causa ad essa non imputabile (forza maggiore o fatto

dell’avversario) Il ricorso in appello

▪ Notificazione del ricorso contenente la richiesta di

annullamento della sentenza di primo grado entro (il petitum è

l’annullamento della sentenza):

- 60 giorni dalla notificazione

- 6 mesi dal deposito della sentenza

▪ Deposito entro 30 giorni dall’ultima notifica, unitamente a

copia della sentenza e prova delle notificazioni

▪ Memoria entro 60 giorni con domande ed eccezioni assorbite

o non esaminate; in caso di domande ed eccezioni respinte

appello incidentale

Lo svolgimento del giudizio

▪ Art. 38 c.p.a.: il giudizio d’appello prosegue

secondo le regole del giudizio di primo grado(con i

limiti propri dell’appello: si pensi al termine per i

documenti)

Le sentenze del giudice d’appello

▪ Definitive e non definitive

▪ Sulla domanda o processuali

▪ Di regola la decisione sostituisce quella di primo grado (carattere

rinnovatorio)

▪ Eccezione: rimessione della causa al giudice di primo grado per

garantire un effettivo doppio grado di giudizio (mancanza del

contraddittorio, nullità della sentenza, riforma della pronuncia di

rito su competenza, giurisdizione, perenzione, estinzione)

▪ In questo caso le parti devono riassumere la causa davanti al

giudice di primo grado con ricorso notificato entro 90 giorni dalla

notificazione o se anteriore dalla comunicazione della

sentenza/ordinanza Revocazione

▪ Critica vincolata, con fase rescindente (volta a eliminare la sentenza) e

rescissoria (rinnovazione del giudizio); in via immediata mira a

ottenere l’eliminazione della sentenza, solo successivamente una

nuova decisione

▪ Casi di revocazione (395cpc):

1. Se sono l’effetto del dolo di una delle parti a danno dell’altra

2. Il giudice ha giudicato in base a prove riconosciute o dichiarate false

dopo la sentenza oppure che la parte soccombente ignorava fossero

state riconosciute false prima della sentenza

3. Se dopo la sentenza sono stati trovati uno o più documenti decisivi

che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza

maggiore o per fatto dell’avversario

…segue

4. Se la sentenza è l’effetto di un errore di fatto risultante dagli atti o

documenti di causa (quando la decisione è fondata sulla

supposizione di un fatto la cui esistenza invece è

incontestabilmente esclusa ovvero è fondata sull’inesistenza di un

fatto di cui invece è stabilita incontrovertibilmente l’esistenza e in

entrambi i casi il fatto non è stato oggetto di contrasto su cui si è

pronunciata la sentenza; non deve trattarsi di un mero errore di

valutazione o di giudizio)

5. Se la sentenza è contraria ad altra precedente, avente valore di

giudicato purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione

6. Se la sentenza è affetta da dolo del giudice accertato con

sentenza passata in giudicato

Tipi di revocazione

▪ Ordinaria (nn. 4 e 5): avverso sentenze ancora non passate in giudicato

perché il vizio è rilevabile dalla sentenza (vizio palese)

▪ Straordinaria (nn. 1, 2, 3 e 6): anche per sentenze passate in giudicato

in quanto il vizio è occulto e il termine per impugnare decorre dalla

scoperta del vizio

▪ Art. 106 cpa: revocazione delle sentenze solo quando i vizi non

possono essere fatti valere in appello (interpretazione prevalente: in

caso di revocazione delle sentenze dei TAR c’è spazio solo per la

revocazione straordinaria dopo i termini per proporre appello; per le

sentenze del Consiglio di Stato invece si può proporre la revocazione

per ogni motivo previsto dall’art. 395 c.p.c.)

▪ Tutti i vizi revocatori invece possono essere sollevati con riferimento

alle sentenze del CdS Profili processuali

▪ Competenza: giudice che ha pronunciato la sentenza

▪ Termine: 60 giorni dalla notifica della sentenza o 6 mesi dalla

pubblicazione in caso di revocazione ordinaria; in caso di revocazione

straordinaria 60 giorni dal giorno in cui è stato scoperto il motivo di

revocazione (dolo, falsità o documento) o dal passaggio in giudicato nel

caso del motivo n .6

▪ Deposito entro 30 giorni dall’ultima notificazione, con copia della

sentenza e delle notificazioni

▪ Ricorso deve contenere sia domanda volta a eliminare la sentenza, sia

quella volta ad attivare la fase rescissoria (dovrebbe valere in questo

caso il divieto dei nova, anche se non c’è una previsione espressa in

questo senso)

▪ Contro la sentenza emessa nel giudizio di revocazione sono ammessi

tutti i mezzi di impugnazione previsti per la sentenza originaria, salvo la

revocazione Ricorso per Cassazione

▪ Ricorso alle SS.UU. di Cassazione per soli motivi inerenti

alla giurisdizione (critica vincolata)

▪ Impugnazione solo delle sentenze del Consiglio di Stato

che statuiscano espressamente sulla giurisdizione a

seguito di specifica contestazione

▪ Entro 60 giorni dalla notificazione ovvero 6 mesi dalla

pubblicazione della sentenza

Vizi di giurisdizione

—il difetto assoluto di giurisdizione, ossia quando la questione è

demandata ad un altro potere dello Stato;

—il difetto di giurisdizione del G.A. rispetto al G.O. per essere la

questione demandata alla esclusiva cognizione di quest’ultimo;

—il difetto di giurisdizione del T.A.R. o del Consiglio di Stato

rispetto ad altri giudici amministrativi (ad es., Corte dei conti);

—il difetto di giurisdizione ove il G.A. abbia esplicato un

sindacato di merito su questione in cui esso aveva competenza

solo di legittimità;

La decisione della Cassazione

▪ Se nega la giurisdizione, cassa la decisione impugnata

▪ Se afferma la giurisdizione del giudice amministrativo, cassa

con rinvio (riassunzione entro tre mesi dalla pubblicazione

della decisione)

▪ Possibile chiedere al Consiglio di Stato di sospendere la

sentenza in caso di eccezionale gravità e urgenza; il Consiglio di

Stato decide con ordinanza trasmessa alla cancelleria della

Corte di Cassazione (manca il requisito del fumus, anche

perché è difficile che il Consiglio di Stato si discosti dalla sua

decisione) Opposizione di terzo

▪ Ordinaria: la legittimazione spetta al terzo che può fare

opposizione contro una sentenza del Tar o del Consiglio di

Stato anche passata in giudicato quando pregiudichi i suoi

diritti ovvero interessi legittimi (entro 60 giorni dalla

notificazione della sentenza; non si applica il termine lungo;

deposito entro 30 giorni dall’ultima notificazione con copia

della sentenza e prova delle notificazioni) – controinteressato

pretermesso o sopravvenuto

▪ Revocatoria: proposta dagli aventi causa e dai creditori quando

sia effetto di dolo o collusione a loro danno (entro 60 giorni

dalla conoscenza del dolo o della collusione; non si applica il

termine lungo) Profili processuali

▪ Competenza: stesso giudice che ha pronunciato la sentenza

impugnata

▪ Rapporto con l’appello:

- Se è stato già proposto appello e non è stata proposta

opposizione, il controinteressato può intervenire in appello;

- Se è stato già proposto appello e il controinteressato

propone opposizione al giudice di primo grado, questi

dichiara improcedibile l’opposizione e fissa un termine per

l’intervento in giudizio d’appello

Il giudicato amministrativo e la sua esecuzione

▪ Il giudicato è la decisione contenuta in una sentenza divenuta

immutabile: anche le sentenze del tribunale ammini. e quelle del CdS,

a seguito dell’esaurimento dei mezzi di gravame ordinari, ovvero della

decadenza dagli stessi, acquistano efficacia di cosa giudicata.

▪ La dottrina distingue tra: giudicato in senso sostanziale (indica il valore

del giudicato come regolamento del rapporto sostanziale: secondo il

disposto dell’art. 2909 cc, l’accertamento che regola il rapporto

sostanziale fa stato tra le parti e i loro aventi causa) e il giudicato in

senso formale (art. 324 cpc, invece, esprime il valore del giudicato

consistente nella chiusura del giudizio, implicando l’irripetibilità della

controversia, ed è legato al fatto che non sono più esperibili mezzi di

il

impugnazione ordinari) primo presuppone comunque il secondo

▪ Secondo la giurisprudenza il giudicato amministrativo è intangibile

dalla legge sopravvenuta retroattiva che entri in conflitto con il

contenuto dell’accertamento. …segue

▪ Si distingue anche tra giudicato come effetto negativo (in base al quale

rimane precluso qualsiasi nuovo giudizio con il quale si voglia

riproporre la stessa questione decisa dalla sentenza passata in

giudicato) e giudicato come effetto positivo (mediante il quale, si pone

in luce che, in ogni successivo giudizio avente diverso oggetto, giudice è

vincolato al punto deciso con la sentenza che ha acquistato autorità di

cosa

giudicato giudicata è incontrovertibile, fatti salvi i casi

eccezionali in cui possono essere esperiti mezzi di impugnazione

straordinari (revocazione straordinaria, opposizione di terzo) per

superare il giudicato stesso)

▪ tra

Giudicato caratterizzato dall’effetto preclusivo le pronunce del

GA solo le sentenze possono passare in giudicato e neppure tutte:

sono infatti suscettibili di acquistare l’autorità di cosa giudicata soltanto

le sentenze di merito di accoglimento

...segue

▪ Non coperti da giudicato: giudicato

‒motivi assorbiti, i quali non sono investiti dalla decisione

implicito, che esclude la possibilità di un esame d’ufficio in sede di

impugnazione della questione la cui soluzione è da esso coperta:

investirebbe le questioni riguardanti il rito la cui soluzione non emerge

esplicitamente dal dispositivo nella sentenza, sempre che esse

rappresentino il presupposto logico necessario della decisione espressa

(Ad es., dalla pronuncia espressa sul merito si deduce il giudicato

implicito sulla giurisdizione)

‒obiter dicta (pronunce e argomentazioni del giudice contenute nella

sentenza, ma estranee alla materia del contendere)

‒sentenze processuali, le quali esauriscono il loro effetto nell’ambito del

processo, non sono suscettibili di acquistare autorità di giudicato

‒sentenze sulle questioni (estranee all’oggetto del processo) preliminari

di rito e sulle altre questioni pregiudiziali decise incidenter tantum.

Oggetto e limiti del giudicato amministrativo

▪ Limiti oggettivi: gli effetti della sentenza non possono che riguardare l’atto

oggetto di impugnativa (ammissibile che l’annullamento di un atto presupposto

determini l’automatica caducazione degli atti consequenziali)

▪ Limiti soggettivi: sentenza ha valore di giudicato solo per le parti (art. 2909 cc)

ammin. ha però la facoltà di estendere il giudicato agli estranei al giudizio che

si trovino in una posizione analoga a quella del ricorrente, scelta che può

comportare in alcuni casi anche conseguenze economiche assai onerose per le

casse pubbliche

▪ Generalmente riconosciuto che la sentenza produca effetti anche nei confronti

dei destinatari dell’atto impugnato che non abbiano partecipato al processo

allorché si tratti di atti indivisibili, ovvero di atti ammin. generali e di regolamenti:

MA no efficacia erga omnes del giudicato (la cui autorità è limitata alle parti,

quindi,

nonché ai loro eredi e aventi causa il giudicato stesso non è opponibile

eliminato

ai terzi) l’atto, non possono sopravvivere le situa che si basavano

sulla sua efficacia (situa giuridiche non possono avere una forza superiore a

quella dell’atto ammin. che le costituisce e, quindi, non sono in grado di

sopravvivere al venir meno della sua efficacia)

Giudizio di ottemperanza

▪ Ammin. ha l’obbligo di conformarsi al giudicato, ma non tutte le sentenze

necessitano di attività esecutiva dell’amministrazione (ad es. annullamento di un

sentenza

atto d’ufficio si dice autoapplicativa, atteso che il semplice effetto

demolitorio è immediatamente satisfattivo, in quanto in grado di reintegrare la

posizione del privato originariamente lesa): in tutte le altre ipotesi caratterizzate

dalla sussistenza del dovere di agire, l’ammin. deve conformarsi agli effetti della

sentenza divenuti incontrovertibili, mutando la realtà giuridica o quella materiale

alla stregua di quanto deciso

▪ In particolare, nell’ipotesi di annullamento del provv., soggetto pubblico è tenuto

ammin.

ad osservare il vincolo conformativo scaturente dal giudicato deve:

‒ osservare la regola di diritto stabilita dalla sentenza, la quale ha fissato nel

caso concreto il significato da attribuire alle norme di azione la cui violazione

sia stata censurata in giudizio;

‒ porre in essere i necessari atti di natura attuativa della sentenza (ad es. la

ricostruzione della carriera dell’impiegato illegittimamente licenziato): può

anche trattarsi di attività concrete, quali la rimozione degli effetti di ordine

materiale prodotti a seguito dell’atto poi annullato.

…segue

▪ Attività posta in essere dall’ammin. Costituisce “conformazione” al

giudicato e, cioè, il modo di attuazione di esso: qualora l’ammin. non

ottemperi alla statuizione, è data la possibilità per l’interessato di

esercitare l’azione per l’ottemperanza, che il codice disciplina nel libro

IV, agli artt. 112 e ss.

▪ L’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire

l’attuazione:

a) delle sentenze del GA passate in giudicato;

b) delle sentenze esecutive (art. 34, c.1, lett. e, chiarisce che deve

trattarsi di sentenze non sospese, cioè quelle non ancora

impugnate, quelle per cui non sia stata chiesta o ancora decisa la

sospensione e quelle la cui sospensione sia stata negata) e degli

altri provvedimenti esecutivi del GA (tra cui ad es. la decisione sul

ricorso straordinario) ...segue

c) delle sentenze passate in giudicato e degli altri provv. a esse equiparati

del GO, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della PA di

rimedio

conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato

introdotto con l’istituz della IV sez. del CdS per l’adempimento dell’obbligo

dell’ammin. di conformarsi al giudicato del GO che avesse dichiarato

illegittimo un atto che non poteva rimuovere: in seguito esteso dalla

comunque

giurispr. anche alle sentenze di condanna per quanto attiene

alla sentenza del GO si richiede il giudicato, mentre per quelle del GA

ottemperanza ammessa anche delle sentenze esecutive di primo grado;

d) delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti a esse

equiparati per i quali non sia previsto il rimedio dell’ottemperanza, al fine

di ottenere l’adempimento dell’obbligo della PA di conformarsi alla

decisione giurisprudenza, in passato, già esteso il rimedio ai giudicati

dei giudici amministrativi speciali, mentre per sentenze delle commissioni

tributarie, può essere esperito soltanto dinanzi alle commissioni

medesime …segue

e. dei lodi arbitrali esecutivi divenuti inoppugnabili al fine di ottenere

l’adempimento dell’obbligo della PA di conformarsi, per quanto riguarda il

caso deciso, al giudicato (riserva a favore del GA in ordine

all’adempimento dei lodi, purché abbiano il carattere dell’inoppugnabilità)

▪ Ricorso può essere proposto qualora una sentenza necessiti di attuazione e

non già a fronte di sentenze auto applicative.

▪ Ultimo comma art. 112, cpa, ricorso può essere proposto anche al fine di

ottenere chiarimenti in ordine alle modalità di ottemperanza.

▪ Sentenze con cui si dispone il risarcimento dei danni, art. 34, cpa, in caso di

condanna pecuniaria, in mancanza di opposizione delle parti, consente al

giudice di stabilire i criteri in base ai quali il debitore deve proporre a favore

del creditore il pagamento di una somma entro un congruo termine: se le

parti non giungono ad un accordo, possono essere chiesti la determinazione

della somma dovuta ovvero l’adempimento degli obblighi ineseguiti.

Natura del giudizio di ottemperanza

▪ Obbligo di eseguire le decisioni sorge direttamente dalle medesime (art.88, cpa) e

vi è l’esistenza, in tale giudizio, di un momento cognitorio, diretto a verificare la

sussistenza dei presupposti per l’intervento del giudice (in particolare

l’inadempimento).

1. Sussiste la possibilità di introdurre domande risarcitorie in sede di

ottemperanza: art. 112, c.3, “può essere proposta, anche in unico grado dinanzi

al giudice dell’ottemperanza, azione di condanna al pagamento di somme a

titolo di rivalutazione e interessi maturati dopo il passaggio in giudicato della

sentenza, nonché azione di risarcimento dei danni connessi all’impossibilità o

comunque alla mancata esecuzione in forma specifica, totale o parziale, del

giudicato o alla sua violazione o elusione”.

2. Giudizio può essere attivato anche per chiedere chiarimenti sulle modalità di

adempimento

3. Di segno completamente opposto lo sforzo, profuso dal codice, volto a operare

una sorta di rilevante anticipazione nella fase cognitoria di un momento legato

all’ottemperanza: ai sensi dell’art. 34, cpa, in sede di cognizione il giudice può

nominare il commissario ad acta per il caso in cui la sentenza non venga attuata

potere

entro un termine stabilito dal giudice che dovrebbe accentuare il

Presupposti del giudizio di ottemperanza

▪ Ricorso di ottemperanza=ipotesi più importante di giurisdizione di

merito: il giudice può infatti sostituirsi all’ammin. nell’esercizio dei

poteri amministrativi.

▪ I presupposti del giudizio di ottemperanza sono:

‒sussistenza di una decisione non autoapplicativa ricompresa

nell’elenco dell’art. 112, cpa

‒necessità di dare attuazione alla pronuncia, in caso

d’inadempimento o parziale adempimento a opera dell’ammin. o di

altra parte soccombente.

▪ Quello previsto dall’art. 34, c.4, cpa ha quale presupposto il mancato

raggiungimento dell’accordo sulla somma dovuta dal debitore al

creditore a titolo di risarcimento del danno, ovvero l’inadempimento

degli obblighi derivanti dall’accordo medesimo.

▪ Presupposto dell’inadempimento manca ove si adisca il giudice per

ottenere chiarimenti sulle modalità di esecuzione della sentenza


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher OceanLover di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bocconi - Unibocconi o del prof Fracchia Fabrizio.

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