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Riassunto esame Diritto processuale amministrativo, prof. Fracchia, libro consigliato Diritto amministrativo processuale, Casetta Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Diritto processuale amministrativo, basato su appunti personali e studio autonomo del capitolo 11 del testo consigliato dal docente Diritto amministrativo processuale, Casetta. con particolare attenzione ai seguenti argomenti: la Corte dei Conti e le sue funzioni, il Pubblico Ministero, l’obbligo di denuncia immediata è posto in... Vedi di più

Esame di Diritto amministrativo docente Prof. F. Fracchia

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ESTRATTO DOCUMENTO

La materia previdenziale, sotto il profilo sostanziale, è disciplinata in maniera analoga nei settori pubblico e

privato (l.335/95). Differenti sono invece gli istituti previdenziali (indap pubblico; inps pvt) e il riparto

 

di giurisdizione. Soltanto nell’ambito privato, infatti, il contenzioso è devoluto alla cognizione del giudice

ordinario. Per omogeneizzare il giudizio pensionistico che si svolge dinnanzi alla corte conti rispetto a quello

che, x i dipendenti privati si svolge dinnanzi al go, la l. 205/2000 ha incisivamente modificato la disciplina

del giudizio pensionistico. Nb: nel settore pubblico, il contenzioso attinente al rapporto di lavoro è stato in

gran parte privatizzato, mentre permane, per tutti i dipendenti pubblici, l’unico contenzioso previdenziale

devoluto alla corte conti. La materia pensionistica è considerata come riservata alla giurisdizione esclusiva

del giudice contabile.

Competenza del giudice unico delle pensioni

In primo grado la corte conti giudica in composizione monocratica, attraverso un magistrato assegnato alla

sezione regionale competente per territorio, in funzione di giudice unico, il quale fissa direttamente il

calendario delle udienze. In sede cautelare, i provvedimenti del giudice unico sono reclamabili dinnanzi al

collegio che, nel caso in cui rigetti il reclamo medesimo, condanna alle spese. Salvo che motivi di diritto, il

giudizio si svolge in unica istanza.

Instaurazione del processo

Il processo si instaura con il ricorso dell’interessato, notificato all’amministrazione o all’ente competente x

l’erogazione della pensione e depositato presso la segreteria del giudice pur essendo disciplinato come

giudizio impugnatorio, esso ha ad oggetto la titolarità del diritto al trattamento di quiescenza o l’entità alla

pensione e non è dunque soggetto a termini di decadenza (corte cost dice che l’imprescrittibilità dell’azione

giurisdizionale conseguente all’imprescrittibiltà del diritto alla pensione, ha dichiarato l’illegittimità

costituzionale della disciplina che preveda un termine di decadenza x la proposizione dell’azione del pvt).

Il procuratore può proporre ricorso in via principale nell’interesse della legge e in caso di lesione

dell’interesse dell’erario, entro il termine di 90gg decorrenti dalla data di registrazione alla corte conti del

provvedimento lesivo.

L’interessato può anche proporre istanza diretta a ottenere una sentenza che tenga luogo del decreto di collocamento

a riposo o dichiari di essersi verificate le condizioni delle quali sorge il diritto a pensione, assegno o indennità.

La data dell’udienza viene comunicata alle parti costituite a cura della segreteria, con un preavviso di almeno 60 gg. Le

parti possono produrre memorie e documenti sino al 10°gg precedente la data dell’udienza. L’istruttoria è svolta dal

giudice monocratico e non già dal procuratore regionale nell’udienza il giudice interroga liberamente le parti

presenti e tenta la conciliazione della lite: il verbale di conciliazione ha efficacia di titolo esecutivo (art 420 cpc: se la

conciliazione non riesce il giudice può pronunciare sentenza anche non definitiva o ammettere i mezzi di prova).

L’amministrazione, ove decida di non avvalersi del patrocinio dell’avvocatura di stato, può farsi rappresentare in

giudizio da un proprio dirigente o un funzionari delegato. Il ricorso del privato può essere proposto anche senza

patrocinio di un avvocato: in tale ipotesi il ricorrente non può svolgere in udienza le proprie difese orali. Nel caso in cui

la parte si avvalga del patrocinio di un avvocato, questi deve essere iscritto al relativo albo, ma non si richiede che sia

abilitato alla difesa davanti alle giurisdizioni superiori.

I mezzi di prova ammissibili sono quelli disciplinati dal cpc: va menzionata in particolare la consulenza tecnica, utile nei

casi in cui vi sia contrasto in ordine alla dipendenza di una patologia da causa di servizio. Le prove sono ammesse con

ordinanza letta in udienza.

Il giudice valuta il comportamento processuale delle parti (mancata comparizione personale senza giusto

motivo, mancata conoscenza dei fatti di causa da parte del procuratore) ex art 420cpc, norma che disciplina

altresì la emendatio libelli, l’intervento del terzo e i poteri istruttori del giudice.

Decisione della corte dei conti 8

Dopo la trattazione orale della causa, il giudice unico pronuncia sentenza provvisoriamente esecutiva

(suscettibile di essere sospesa con ordinanza non impugnabile dal giudice di appello quando possa

derivarne un gravissimo danno) con cui definisce il giudizio, dando lettura del dispositivo; la sentenza va

depositata in cancelleria entro 15 gg dalla pronuncia e il cancelliere ne dà immediata comunicazione alle

parti.

Il giudice unico pronuncia sentenze dichiarative dell’esistenza o inesistenza del diritto nei confronti

dell’amministrazione; sono ammissibili anche sentenze costitutive dell’annullamento ad es del

provvedimento di liquidazione della pensione affetto da vizi di legittimità. L’art 5 l.205/00 richiamando l’art

431 cpc, consente al giudice di pronunciare sentenza di condanna provvisoriamente esecutiva, la cui

esecuzione può essere sospesa in appello “quando dalla stessa possa derivare all’altra parte gravissimo

danno”.

Ex art 9 l.205/00 le disposizioni concernenti le decisioni in forma semplificata e la perenzione dei ricorsi

ultraquinquennali, si applicano anche ai giudizi innanzi alla corte conti in materia di ricorsi pensionistici,

civili, militari e di guerra.

L’art 5 l. 205/00 prevede un’ipotesi di interruzione del giudizio con riferimento al caso del decesso del ricorrente il

giudice dispone la comunicazione agli eredi o la pubblicazione del relativo avviso nella ga, avvertendo che il giudizio

deve essere riassunto entro il termine di 90gg a pena di estinzione.

Ove l’amministrazione non provveda al pagamento delle somme cui è tenuta, per l’ottemperanza alla

decisione si può esperire il giudizio di esecuzione dinanzi al medesimo giudice contabile, ferma restando la

possibilità di seguire la via del giudizio civile di esecuzione.

Le disposizioni relative all’esecuzione delle sentenze (giudizio di ottemperanza) si applicano pure nel giudizio innanzi

alle sezioni giurisdizionali regionali della corte conti per l’esecuzione delle sentenze emesse dalle sezioni medesime e

non sospese dalle sezioni giurisdizionali centrali d’appello; per l’esecuzione delle sentenze emesse da quest’ultime in

secondo grado provvedono le stesse sezioni centrali d’appello. Si prevede inoltre che le disposizioni relative

all’esecuzione delle sentenze non sospese si applicano pure nei giudizi dinnanzi alle sezioni giurisdizionali centrali

d’appello. Tale regola soffre un’eccezione nel caso in cui in primo grado la sezione giurisdizionale si sia pronunciata

.

soltanto su questioni di carattere pregiudiziali; in tale ipotesi non c’è necessità di esecuzione

I mezzi di impugnazione contro le decisioni della corte dei conti

Avverso le decisioni della corte conti sono ammessi i seguenti gravami:

• L’appello;

• La revocazione;

• Il ricorso per cassazione;

• L’opposizione contumaciale;

• L’opposizione di terzo.

L’appello

Avverso tutte le sentenze delle sezioni regionali è ammesso l’appello alle prime tre sezioni centrali entro

60gg dalla notificazione della decisione o, nel caso di mancata notificazione, entro 6 mesi dalla

pubblicazione.

Ex art 99 reg. proc., l’atto di appello deve essere depositato in segreteria nel termine prescritto,

unitamente alla copia autentica della decisione impugnata, “munito del referto di notificazione quando

questa abbia avuto luogo”. Il deposito in segreteria è equiparato alla notifica dell’atto di appello al

procuratore. 9

È consentita per la parte soccombente in senso formale la proposizione dell’appello incidentale entro 30gg

dalla scadenza del termine per appellare.

Nei giudizi in materia di pensioni l’appello è consentito solo x motivi di diritto (es: vizi che determinano

la nullità della sentenza o del processo) mentre sono escluse le questioni di fatto (es: quelle relative alla

dipendenza di infermità, lesioni o morte da causa di servizio e quelle relative alla classifica o

all’aggravamento di infermità o lesioni).

Per quanto attiene ai giudizi di conto l’appello delle decisioni sui conti giudiziali comporta la rinuncia a

fare opposizione.

La difesa in appello deve essere affidata ad avvocati iscritti nello speciale albo dei cassazionisti. In appello, il

giudice conosce il merito, essendosi eliminata la possibilità di emanare una sentenza parziale con rinvio al

giudice di primo grado per l’esame di merito (rinvio possibile quando siano state decise esclusivamente

eccezioni pregiudiziali di rito o di prescrizione).

Efficacia sospensiva dell’appello

Il gravame ha effetto sospensivo dell’esecutività della sentenza di primo grado (solo appello no altri mezzi).

Su istanza del pm e sentite le parti, la sezione può però disporre con ordinanza motivata emessa in camera

di consiglio che alla sentenza sia attribuita provvisoria esecutività. La legge 205/00 contiene norme

contrarie alla disciplina richiamata in particolare, art 10 dispone che la sospensione dell’esecuzione della

sentenza di 1°grado non sia automatica, ma debba, ove del caso, essere concessa dal giudice di appello.

Tale norma a ben vedere è peraltro applicabile solo al giudizio pensionistico sicché per le sentenze relative

al giudizio di responsabilità opera il principio per cui l’appello comporta la sospensione automatica.

Quando la sezione centrale si pronuncia su di una questione di merito essa deve decidere la controversia,

senza poter dunque dettare il principio di diritto e rinviare al giudice di primo grado.

La revocazione

Il ricorso per revocazione contro le decisioni definitive rese dalla corte conti, anche in grado di appello, può

essere proposto dalle parti e dal pm ed è rivolto al medesimo giudice che ha emesso la decisione.

Si tratta delle seguenti ipotesi:

- errore di fatto e di calcolo;

- ritrovamento di nuovi documenti dopo la pronuncia della decisione;

- falsità di documenti su cui si era fondata al decisione.

Nb: non è contemplato il dolo della parte a danno dell’altra e il contrasto tra giudicati. Altra particolarità nel giudizio di

conto è costituita dal fatto che la revocazione può avere luogo anche d’ufficio, su proposta del magistrato relatore e

previo esame da parte della sezione “dell’ammissibilità in rito della revocazione”: in questo caso, l’ammissione in rito

della revocazione può essere pronunciata entro 3 anni dalla data della decisione o, scaduto tale termine, entro 30gg

dal momento in cui la corte sia venuta a conoscenza delle circostanze che consentono la revocazione.

Ricorso per cassazione

Le decisioni della corte conti sono ricorribili dalle parti e dal pm entro 90gg dalla notifica della sentenza

impugnata alle su della corte di cassazione x motivi inerenti alla giurisdizione.

L’opposizione contumaciale

È ammessa nei giudizi di conto e di responsabilità. Si ricordi che ove x l’esecuzione di una decisione della corte conti

sorga una questione interpretatia, si deve proporre apposito giudizio innanzi al medesimo giudice che l’ha

pronunciata, mediante atto di citazione che deve essere notificato a tutte le parti in causa che vi abbiano interesse.

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Il giudizio dinanzi alla corte conti si può estinguere anche per “abbandono”, quando nel corso in un anno non sia stata

presentata domanda di fissazione dell’udienza e non sia stato compiuto alcun atto di procedura.

L’opposizione di terzo

Si applicano le norme del cpc.

Le giurisdizioni amministrative speciali: il tribunale superiore delle acque pubbliche

La legge prevede ipotesi di organi aventi poteri giurisdizionali nelle materie amministrative tra questi il

tribunale superiore delle acque pubbliche.

Tale organo ha sede a Roma ed è composto da un presidente, il quale è magistrato ordinario avente

qualifica corrispondente a procuratore generale della cassazione, 4 consiglieri di cassazione, 4 consiglieri di

stato e 3 tecnici membri effettivi del consiglio superiore dei lavori pubblici, tutti nominati per 5 anni.

Il tsap giudica in unico grado con l’intervento di 7 votanti: il presidente, 2 consiglieri di cassazione, 3 di stato

e un tecnico.

Nb: l.205/00 prevede giuris esclusiva ga in materia di edilizia e urbanistica ma fa salva la giuris del tsap + sopravvive la

giurisdizione dei tribunali regionali.

Il processo

L’art 208 tu acque, r.d. 1775/1933, per quanto non previsto nel testo unico fa rinvio alle norme che

regolano il processo innanzi al cds. A seguito della sent 42/91 corte cost, la definitività del provvedimento

impugnato non costituisce più condizione indispensabile per poter esperire l’azione dinanzi al tsap.

Il processo si instaura con ricorso, il quale, a differenza dell’atto introduttivo del giudizio dinanzi al tar, deve contenere

la citazione a comparire ad una udienza a data fissa innanzi al giudice delegato. Il termine x ricorrere è di 60gg dalla

comunicazione del provvedimento impugnato: il ricorso deve essere notificato all’autorità amministrativa e ad almeno

uno dei contro interessati. Almeno 5gg prima della scadenza del termine assegnato nel ricorso x la comparizione delle

parti, esso, unitamente a copia del provvedimento impugnato, deve essere depositato dal ricorrente presso la

cancelleria del giudice. Il ricorso non ha effetto sospensivo ma su istanza di parte l’esecuzione dell’atto può essere

sospesa con ordinanza motivata del giudice delegato quando ricorrano gravi ragioni.

La competenza

Le controversie che rientrano nelle materie del tsap attengono in linea di massima agli interessi legittimi,

anche se il criterio di individuazione della sua giurisdizione è quello della materia il tribunale pronuncia

di conseguenza sentenze di annullamento, mentre non sono ammesse sentenze dichiarative e di condanna,

tratte che x la condanna alle spese.

Ex art 143 tu ap, appartengono alla cognizione del tribunale: i ricorsi avverso i provvedimenti presi

dall’amministrazione in materia di acque pubbliche, i ricorsi avverso provvedimenti ex art 217 e 221, revoca del

provvedimento di riconoscimento del possesso di diritti esclusivi di pesca e decadenza dai diritti medesimi.

Esecuzione delle decisioni

La disciplina è analoga a quella delle sentenze del giudice amministrativo: essa si da in via amministrativa a

eccezione della condanna alle spese. In caso di mancata esecuzione ottemperanza.

Le impugnazioni: revocazione e ricorso per cassazione

La sentenza è soggetta a impugnazioni i cui mezzi sono:

1. Ricorso per revocazione nei casi dell’art 395 cpc, con termini e modalità fissate dal codice di rito;

11

2. Ricorso alle su cassazione ex art 11 cost (secondo la giuris per qualsiasi vizio di legittimità e non solo

per motivi attinenti alla giurisdizione) entro il termine di 45gg decorrente dalla notificazione della

sentenza.

Le funzioni di giudice ordinario del tsap

Il tribunale ha una duplice natura:

• Organo specializzato della giurisdizione ordinaria quando giudica in grado di appello;

• Giudice speciale quando giudica in unico grado.

La cost ammette che in determinate materie possano funzionare “sezioni specializzate” presso gli organi giudiziari

ordinari tra questi il tribunale. I trib regionali ap sono costituiti presso 8 corti di appello e ogni tribunale è costituito

dalla sezione della corte di appello, alla quale sono aggregati tre funzionari dell’amministrazione statale dei lavori

pubblici, designati dal pres del consiglio superiore dei lavori pubblici e nominati con decreto del pdr su proposta del

ministro guarda sigilli.

Le controversie devolute alla loro cognizione sono tassativamente indicate dalla legge. Ancorché esse concernano

preminentemente diritti soggettivi, il criterio per individuare l’ambito di giurisdizione dei tribunali stessi non è

costituito dalla natura della situazione giuridica lesa, ma dalla materia indicata dalla legge.

Si tratta di controversie relative a:

- Demanialità delle acque;

- Limiti dei corsi o bacini, loro alvei o sponde;

- Diritti relativi a derivazioni e utilizzazioni di acque;

- Indennità e risarcimenti per occupazioni totali, parziali, permanenti o temporanee di fondi ed espropriazioni

occorrenti per la esecuzione o la manutenzione di opere idrauliche, di bonifica di derivazione e utilizzo delle

acque;

- Risarcimento di danni dipendenti dalle opere idrauliche ed eseguite dall’amministrazione;

- Controversie relative alla pesca.

- Appello contro sentenze del pretore pronunciate a seguito di azioni possessorie in materia di acque

pubbliche.

La procedura si svolge secondo modalità analoghe a quelle delle cause civili cpc: il giudizio si introduce con un

ricorso con le caratteristiche della citazione; l’istruttoria è svolta da un consigliere delegato scelto fra i componenti

non tecnici dal presidente che provvede con ordinanza stesa in calce al ricorso. Sono ammessi l’intervento in causa e

la chiamata in garanzia. Terminata istruttoria, le parti rassegnano le conclusioni definitive nell’udienza all’uopo fissata

e il consigliere istruttore rimette la causa al collegio per la decisione. Il tribunale dispone di poteri di cognizione e di

decisione del go.

Contro le sentenze del trib reg, può essere proposto appello al tribunale superiore entro 30gg dalla notificazione del

dispositivo della sentenza da parte della cancelleria. Le decisioni emesse dal ts sono impugnabili con ricorso per

cassazione +revocazione e opposizione terzo.

Segue: le altre giurisdizioni amministrative speciali

Le altre giurisdizioni sono:

• Le commissioni per i ricorsi in materia di brevetti decidono i ricorsi avverso i provvedimenti con

i quali l’ufficio centrale dei brevetti abbia respinto le domande volte ad ottenere la concessione di

qualche brevetto; 12

• I commissari regionali per la liquidazione degli usi civici decidono le controversie circa

l’esistenza, la natura e l’estensione dei diritti di godimento spettanti alle collettività sui beni

demaniali e privati che possono sorgere nel corso delle procedure di accertamento, valutazione e

liquidazione degli usi civici, nonché delle procedure di scioglimento delle promiscuità.

Contro le decisioni del commissario regionale è ammesso il reclamo ad una sezione speciale della corte di appello di

Roma; il ricorso x cassazione costituisce invece il rimedio utilizzabile contro le statuizioni del commissario in materia

diversa da quelle indicate, x le quali non è previsto altro gravame. Avverso la sentenza della corte di appello è cmq

;

proponibile il ricorso in cassazione entro 45gg dalla notificazione della sentenza

• La commissione per l’edilizia popolare;

• I consigli nazionali degli ordini professionali esercitano una funzione giurisdizionale attraverso

l’organismo nazionale (es:consiglio nazionale forense, degli architetti ecc..) che decide in ultima

istanza su questioni (risolte in 1° grado dagli ordini o collegi locali) relative all’iscrizione all’ordine o

altra materia disciplinare contro tale pronuncia è ammesso il ricorso x cassazione. È un caso di

autodichia alla pronuncia del consiglio nazionale è attribuito carattere giurisdizionale, proprio

sottolineando la possibilità, prevista x legge, di ricorrere avverso essa in cassazione. L’azionabilità

delle pretese degli interessati in sede giurisdizionale dinnanzi al consiglio nazionale è subordinata

all’esperimento del ricorso amministrativo dinnanzi all’ordine locale.

• Le commissioni tributarie costituite nel secolo scorso, acquistarono con tempo carattere giurisdizionale,

onde avrebbero dovuto essere assoggettate a revisione legislativa ex VI disposizione transitoria della

costituzione ma non avvenne. La corte cost affermò si trattasse di organi amministrativi, evitando di

pronunciare l’illegittimità. Recentemente sono stati emanati 2 decreti rispettivamente contenenti

l’ordinamento degli organi speciali di giurisdizione e organizzazione degli uffici di collaborazione. Corte cost

14/98 ha confermato che tale disciplina non ha provveduto all’istituzione di nuovi giudici speciali, ma ha

operato la revisione di una giurisdizione speciale preesistente rispetto alla cost. La giurisdizione tributaria è

esercitata dalle commissioni tributarie provinciali e dalle commissioni tributarie regionali. L’oggetto della

giurisdizione tributaria sono “le controversie aventi ad oggetto tributi di ogni genere e specie, compresi quelli

regionali, provinciali e comunali e il contributo per il servizio sanitario nazionale nonché le sovrimposte e le

addizionali, le sanzioni amministrative, gli interessi e ogni altro accessorio”. Il sistema impugnatorio è

costituito dall’appello alla commissione tributaria regionale, dal ricorso per cassazione avverso la decisione di

quest’ultima e dalla revocazione. Sezione II

I RICORSI AMMINISTRATIVI

I ricorsi amministrativi (nozioni generali)

I ricorsi amministrativi sono istanze rivolte dai soggetti interessati ad una pa per ottenere tutela di una

situazione giuridica soggettiva che si assume essere lesa da un provvedimento o da un comportamento

amministrativo.

Si tratta di rimedi giuridici offerti x la soluzione di una controversia che può sorgere dall’emanazione di un

atto (ricorsi impugnatori) o, in via eccezionale, indipendentemente da esso (ricorsi non impugnatori relativi

a diritti soggettivi).

I ricorsi amministrativi NON hanno natura giurisdizionale non sono infatti rivolti ad un giudice ma ad un

soggetto – l’amministrazione – che non si trova in posizione di estraneità rispetto alle parti in causa e agli

altri interessi coinvolti; il procedimento che si instaura a seguito di un ricorso, di conseguenza, ha carattere

amministrativo , cosi come l’atto con cui l’autorità si pronuncia è un atto amministrativo espressione di

autotutela

, che la dottrina definisce come “decisione amministrativa”, insuscettibile di passare in giudicato

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e in linea di massima soggetto al regime degli atti amministrativi con l’eccezione della revocabilità: parte

della dottrina ritiene perciò annullabili d’ufficio le decisioni sui ricorsi ordinari.

I ricorsi amministrativi hanno carattere “giustiziale” traggono origine da una controversia, sono

strumenti di tutela di situazioni giuridiche, sono instaurati su istanza di parte, sono retti dal principio della

domanda (onde l’amministrazione, nel valutare il ricorso, deve attenersi ai motivi dedotti dal ricorrente) e

si svolgono in contraddittorio tra le parti.

L’amministrazione non esercita una funzione amministrativa attiva, sicché ad es con la decisione di un

ricorso non può impiegare i poteri discrezionali di annullamento d’ufficio. Il pvt ha un interesse

giuridicamente protetto – azionabile in sede giurisdizionale – alla pronuncia e questo carattere vale a

differenziare i ricorsi da alcuni atti (denunce, esposti) con cui semplicemente si sollecita l’esercizio dei

poteri di autotutela dell’amministrazione.

I ricorsi amministrativi presuppongono che sia insorta una vera e propria controversia e vi sia la presenza di

un atto, oggetto di impugnazione del privato, o, cmq, di un assetto di interessi già determinato

dall’amministrazione differenza con memorie e osservazioni prodotte nel corso dei procedimenti

amministrativi preordinati all’emanazione di un provvedimento.

Nb: una funzione giurisdizionale è svolta pure da talune autorità indipendenti, chiamate ad es a risolvere i

conflitti tra gestori di servizi e utenti. (es: utenti e consumatori possono presentare reclami, istanze

segnalazioni con riferimento al rispetto dei livelli qualitativi o tariffari da parte dell’ente gestore del

servizio).

La disciplina normativa

La disciplina generale dei ricorsi amministrativi è contenuta nel d.p.r. 1199/71: esso regola il procedimento

per la decisione del ricorso e l’istituto del silenzio-rigetto. Alcune disposizioni sono nella legge tar e nella

l.241/90. La costituzione non si occupa espressamente della materia e precisa che “la giustizia

amministrativa” rientra tra le materie riservate alla legislazione dello stato (sicché illegittimità di una

normativa regionale che disciplina i ricorsi amministrativi).

L’atto definitivo

Occorre preliminarmente analizzare il concetto di definitività e le caratteristiche dell’atto definitivo. È un

tema collegato ai ricorsi, nel senso che l’esaurimento di alcuni di essi (quelli ordinari) è condizione perché si

formi l’atto definitivo; per altro verso, il ricorso al PdR è “straordinario” proprio perché esperibile avverso

un atto definitivo. In altri termini <<la sussistenza o l’insussistenza della definitività è l’elemento

discriminatorio per stabilire se il provvedimento sia suscettibile di un ricorso amministrativo ordinario o

invece di un ricorso straordinario>>. La definitività costituirebbe anche un carattere sostanziale del

provvedimento, con il quale si esprime la parola ultima dell’amministrazione sulla questione.

Movendo dal fatto che non sempre l’atto definitivo comporta la definizione dell’assetto degli interessi in gioco, si è

invece negato alla definitività un rilievo sostanziale tesi che si fonda sul presupposto che la definitività sia da riferire

all’atto con cui si provvede a definire il ricorso, mentre altra opinione (preferibile) ritiene che essa sia un carattere che

viene acquisito dall’atto impugnato come conseguenza dell’esperimento del ricorso gerarchico; infatti si nota che in

tema di silenzio, possa desumersi che la definitività si acquisisce con l’esperimento del ricorso e, dunque, che essa sia

da riferire all’atto impugnato.

Acquisizione della definitività

La definitività si acquisisce con la decisione sul ricorso gerarchico, sul ricorso di opposizione o sul ricorso

gerarchico improprio,o, in caso di mancata decisione dell’autorità adita entro il termine di 90gg dalla

proposizione del ricorso. 14

Sono definitivi anche gli atti espressamente dichiarati tali dalla legge (definitività esplicita). La definitività è

altresì riferibile agli atti emanati dalle autorità di vertice dell’amministrazione (definitività soggettiva) es

atti dei ministri. Si ritiene, infine, che sussista incompatibilità tra il vincolo gerarchico e composizione

collegiale dell’organo, sicché, in assenza di diversa indicazione normativa, gli atti di tale tipo di organi sono

considerati definitivi, come pure quelli emanati da un’amministrazione nell’esercizio di una competenza

considerata esclusiva (definitività implicita). Devono ritenersi definitivi i provvedimenti adottati da dirigenti

preposti al vertice dell’amministrazione e agli uffici dirigenziali generali avverso tali atti, in assenza di

una espressa indicazione normativa, sembrerebbe dunque ammesso soltanto il ricorso straordinario.

In passato, l’esperibilità del ricorso dinnanzi alla giurisdizione amministrativa era subordinata alla definitività dell’atto.

L’art 20 l. 1034/1971, ora abrogato, sancendo la regola della immediata impugnabilità in sede giurisdizionale dei

provvedimenti amministrativi, ancorché non definitivi, aveva introdotto il principio della non necessarietà del previo

esperimento del ricorso amministrativo, contribuendo a svalutarne l’importanza pratica. Oggi l’art 7cpa, non fa cenno

alla definitività confermando l’impugnabilità in sede giurisdizionale dei provvedimenti amministrativi.

Oggi i ricorsi amministrativi costituiscono di norma un rimedio facoltativo e aggiuntivo rispetto ai rimedi

giurisdizionali, fatta salva l’eccezione del ricorso straordinario che è rimedio alternativo al ricorso

giurisdizionale dell’amministrazione.

Funzione pratica dei ricorsi amministrativi

I ricorsi amministrativi offrono alla parte la possibilità di ottenere una ulteriore pronuncia da parte

dell’amministrazione, tendenzialmente in tempi rapidi e con una spesa inferiore rispetto a quella che il

ricorrente dovrebbe sopportare in caso di ricorso giurisdizionale; alcuni ricorsi – come quello gerarchico –

consentono di far valere i vizi di merito, in linea di massima non sindacabili dal giudice. Per quanto attiene

alla pa, i ricorsi offrono al soggetto pubblico l’opportunità di risolvere in via “interna” le controversie, cosi

reintegrando l’ordine giuridico violato dall’emanazione di atti amministrativi illegittimi e evitando una

pronuncia giurisdizionale sfavorevole.

Condizioni e forma dei ricorsi amministrativi

In materia di ricorsi amministrativi, trovano applicazione molti principi relativi a condizioni dell’azione e

presupposti processuali già analizzati in tema di giurisdizione. Es: il ricorrente deve avere la legittimazione

ad agire, che spetta ai titolari di una situazione giuridica soggettiva (diritto soggettivo o interesse legittimo),

nonché un interesse ad agire; debbono ricorrere i caratteri della personalità, immediatezza e attualità

dell’interesse e valgono alcuni dei presupposti di ricevibilità dei ricorsi in via giurisdizionale l’assenza di

acquiescenza e il mancato decorso del termine per la proposizione del ricorso.

Il ricorso amministrativo, a pena di nullità, deve essere redatto in forma scritta. Deve contenere

l’indicazione dell’autorità adita, le generalità del ricorrente, gli estremi del provvedimento impugnato, i

motivi di impugnazione, la data, la sottoscrizione del ricorrente. Per gli enti pubblici occorre, come per i

ricorsi giurisdizionali, la deliberazione di autorizzazione dell’organo collegiale competente.

Non è richiesto il patrocinio di un avvocato, sicché la parte può redigere e presentare il ricorso

personalmente. La disciplina del ricorso gerarchico si ritiene applicabile anche agli altri ricorsi ordinari, salvo

diversa disposizione di legge.

Le decisioni sui ricorsi possono configurarsi come pronunce di accoglimento o di rigetto della domanda

proposta dal ricorrente (decisioni nel merito) o dare atto dell’impossibilità di scendere all’esame del merito

per la presenza di ostacoli procedurali (decisioni di rito).

La classificazione dei ricorsi amministrativi

I ricorsi si distinguono in: 15

A. Ricorsi di carattere generale possono essere esperiti anche in assenza di una specifica norma

che li ammetta: sono il ricorso gerarchico, utilizzabile purché ci sia gerarchia, e il ricorso

straordinario, utilizzabile sempre che l’atto impugnato sia definitivo;

B. Ricorsi di carattere eccezionale ammissibili solo se espressamente previsti dalla legge. Secondo

dottrina, la possibilità di introdurre ricorsi nell’ordinamento dovrebbe essere consentita non solo

alla legge, ma anche ad altre fonti art 1 co2 dpr 1199/71, in tema di ricorso gerarchico

improprio, fa riferimento al ricorso stabilito dagli “ordinamenti dei singoli enti”. In ogni caso alcuni

ricorsi, quali quelli in opposizione, sono talora previsti da ordinanze ministeriali. Altri es si

rinvengono negli ordinamenti regionali;

C. Ricorsi impugnatori traggono origine dall’impugnazione di un atto;

D. Ricorsi non impugnatori non comportano l’impugnazione di un provvedimento amministrativo e

mirano a ottenere non già l’eliminazione dell’atto, ma la soluzione della controversia (es:ricorsi ai

consigli comunali, provinciali e regionali in tema di decadenza dei loro componenti). Si discute se a

tali ricorsi, di carattere eccezionale, si applichino i principi posti dal dpr in particolare essi non

sarebbero soggetti al principio dell’unicità del ricorso e a quello della immediata azionabilità delle

pretese degli interessati in sede giurisdizionale: in altri termini sussistono ancora ipotesi in cui

l’azione dinnanzi al giudice è subordinata al previo esperimento del ricorso amministrativo.

E. Ricorsi ordinari esperibili nei confronti degli atti non definitivi (ricorso gerarchico, gerarchico

improprio e in opposizione);

F. Ricorsi straordinari sono ammessi solo nei confronti di un provvedimento definitivo; l’unico

esempio è il ricorso straordinario al pdr;

G. Ricorsi eliminatori a seguito della loro proposizione, nel caso di accoglimento dell’istanza,

l’amministrazione può soltanto annullare l’atto senza disporre del potere di riesaminare la

questione. Es: il ricorso straordinario. Il ricorso gerarchico improprio ha di norma carattere

eliminatorio, anche se la legge, talvolta lo configura come rinnovatorio;

H. Ricorsi rinnovatori sono ricorsi la cui proposizione consente all’autorità adita, oltre che a

valutare la legittimità/opportunità dell’atto e sempre che sussista una richiesta in tal senso della

parte e nei limiti dell’impugnativa, di riesaminare la questione al fine di sostituire l’atto stesso.

Nell’ipotesi in cui il ricorso amministrativo di carattere rinnovatorio sia rigettato e avverso tale

decisione la parte proponga ricorso giurisdizionale, il giudice può estendere il proprio esame anche

al primo atto. Hanno carattere rinnovatorio i ricorsi rivolti ad un soggetto che dispone della

competenza sulla questione ricorso in opposizione e ricorso gerarchico improprio.

Il ricorso gerarchico, il ricorso gerarchico improprio e il ricorso in opposizione

Il ricorso gerarchico è un ricorso ordinario, a carattere rinnovatorio e generale, proponibile all’autorità

gerarchicamente superiore a quella che ha emanato l’atto impugnato. Esso consente di far valere i vizi di

legittimità e di merito e di tutelare diritti soggettivi e interessi legittimi.

Il carattere di rimedio generale del ricorso gerarchico significa che esso è sempre ammesso, ove ne esistano

i presupposti, salvo il caso in cui la legge dichiari definitivo l’atto.

La crisi del ricorso gerarchico

Il ricorso gerarchico è ammesso in unico grado significa che, nelle ipotesi in cui la legge stabilisca che i

gradi della gerarchia siano in numero superiore a uno, il ricorso gerarchico può essere proposto una volta

sola e soltanto nei confronti dell’organo immediatamente superiore: il ricorso gerarchico, quindi, pur

consentendo all’atto di diventare definitivo, non necessariamente permette all’amministrazione si

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pronunciarsi al livello più elevato della propria gerarchia. Il rapporto di gerarchia che rileva ai fini del ricorso

è quella “esterna” e, cioè, tra organi aventi rilevanza esterna e non quella “interna” tra funzionari di

qualifica diversa. La tendenziale riduzione della gerarchia nel nostro ordinamento, determina un

ridimensionamento della rilevanza del ricorso.

Gli atti e i provvedimenti adottati dai dirigenti preposti al vertice dell’amministrazione e dai dirigenti di altri uffici

dirigenziali generali non sono suscettibili di ricorso gerarchico. I dirigenti preposti agli uffici dirigenziali generali invece,

decidono sui ricorsi gerarchici contro gli atti e i provvedimenti amministrativi non definitivi dei dirigenti.

Il principio della prevalenza

Il ricorso gerarchico è un rimedio facoltativo vs lo stesso atto potrebbero essere proposti 2 ricorsi: uno

giurisdizionale e l’altro gerarchico. Più in particolare: nell’ipotesi in cui il ricorso giurisdizionale sia stato

proposto dallo stesso soggetto già ricorrente in via gerarchica, il ricorso gerarchico si intende

implicitamente rinunciato; ove il ricorso giurisdizionale sia stato proposto da un altro cointeressato, il

ricorso gerarchico diventa improcedibile e il ricorrente in via gerarchica ha l’onere di riproporre le proprie

doglianze in sede giurisdizionale entro 30gg dalla comunicazione che l’amministrazione è tenuta ad

effettuare al fine di informare gli interessati dell’avvenuta presentazione del ricorso giurisdizionale.

Presentazione del ricorso

Il termine x presentare il ricorso gerarchico è di 30gg, a pena di decadenza (nb: il ricorso gerarchico

concernente diritti soggettivi può essere proposto entro il termine di prescrizione del diritto). Esso decorre

dal gg in cui l’interessato ha avuto notificazione o comunicazione in via amministrativa dell’atto impugnato

o ha acquisito piena conoscenza del medesimo. La legge non si occupa dell’ipotesi in cui l’atto sia stato

soltanto pubblicato x analogia si applicano le norme del ricorso giurisdizionale. Non si applica la

sospensione feriale del termine.

Il ricorso deve contenere il nome e cognome del ricorrente, nonché l’autorità competente ad esaminare il

ricorso, del provvedimento impugnato, dei motivi e deve essere sottoscritto dalla parte. Ove l’organo

decidente ravvisi una irregolarità sanabile assegna al ricorrente un termine x la regolarizzazione e, se

questi non provvede, dichiara il ricorso improcedibile.

La disciplina della presentazione del ricorso è ispirata dall’intento di favorire il ricorrente, che ha a

disposizione più possibilità equivalenti.

Il ricorso può essere proposto all’autorità competente a deciderlo, o all’organo che ha emanato l’atto

impugnato. Il ricorrente può poi scegliere tra la presentazione diretta del ricorso mediante consegna, di cui

deve essere fornita ricevuta, presentazione mediante notificazione e presentazione a mezzo lettera

raccomandata con avviso di ricevimento. La legge esclude poi che il ricorso possa essere dichiarato

irricevibile allorché sia rivolto a un organo incompetente organo ha il dovere di trasmettere d’ufficio

tale

il ricorso pervenutogli all’autorità competente a deciderlo.

Non è stabilito alcun obbligo o onere in capo al ricorrente per quanto attiene alla comunicazione del ricorso

ai contro interessati. Qualora tale soggetto non vi abbia già provveduto, il dovere di comunicare il ricorso

agli altri “soggetti direttamente interessati e individuabili sulla base dell’atto impugnato” incombe

sull’organo chiamato a pronunciarsi sul ricorso stesso, il quale è tenuto a comunicare il ricorso ai contro

interessati facilmente individuabili in base al contenuto del provvedimento.

La legge non stabilisce espressamente alcun termine al riguardo: tuttavia, atteso che l’amministrazione deve decidere

nei 90gg (in caso contrario silenzio-rigetto) e che entro 20gg le parti possono presentare le proprie deduzioni, si

deve concludere che l’amministrazione deve procedere all’integrazione del contraddittorio entro 70gg dalla

proposizione del ricorso.

Nb: la legge parla di comunicazione del ricorso e non di notificazione sicché è sufficiente la trasmissione a mezzo posta

raccomandata con avviso di ricevimento. A differenza dei ricorsi giurisdizionali, nulla è detto in ordine alla

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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto processuale amministrativo, basato su appunti personali e studio autonomo del capitolo 11 del testo consigliato dal docente Diritto amministrativo processuale, Casetta. con particolare attenzione ai seguenti argomenti: la Corte dei Conti e le sue funzioni, il Pubblico Ministero, l’obbligo di denuncia immediata è posto in capo all’organo vertice dell’amministrazione, l'istruttoria.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bocconi - Unibocconi o del prof Fracchia Fabrizio.

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