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Educare alla parità – Irene Biemmi (2012)

Obiettivo del libro è promuovere una riflessione pedagogica e didattica sui processi che portano le nuove generazioni a elaborare un progetto di vita futura e sulle difficoltà che incontrano nell'epoca attuale. Lo sguardo con cui viene osservato l'universo giovanile è uno sguardo di genere. Ancora oggi l'appartenenza di genere condiziona pesantemente sogni, aspettative, desideri e opportunità di vita dei ragazzi e delle ragazze. Ignorare questo porta inevitabilmente a perpetuare forme di discriminazione.

La scuola tende a identificarsi come ambiente neutro, che non pone a tema le differenze di genere, ma proprio per questo va a replicare concezioni stereotipate dei due sessi. Fin da piccoli bambine e bambini vengono persuasi che esistono ruoli e caratteristiche “da maschi” e “da femmine” e vengono corretti se se ne allontanano. Gli effetti di questo addestramento si evidenziano nella scelta dei percorsi formativi già a partire dalla scuola secondaria e nella demarcazione fra professioni maschili e femminili. In Europa l'Italia è uno di quei Paesi sprovvisti di politiche sostanziali in materia di parità tra i sessi nel campo dell'istruzione e la mancata valorizzazione delle risorse femminili va a inficiare lo sviluppo sociale ed economico dell'intera collettività. La lotta alla disparità è cruciale e strumento per promuovere una cultura della parità è la formazione.

Giovani e immaginario futuro

I giovani nel nostro Paese, negli ultimi decenni stanno attraversando cambiamenti profondi. La quota di giovani sul totale della popolazione sta diminuendo a causa di un invecchiamento della popolazione, ma anche a causa di un “degiovanimento”. I giovani in Italia sono depotenziati: hanno il minor tasso di occupazione, maggiore dipendenza dalla famiglia, maggior lentezza nella transazione all'età adulta.

I giovani entrano in crisi perché vivono in una società in crisi. “In una società stabile e statica, i giovani sono destinati a rimpiazzare gli adulti in un processo di ricambio generazionale (…)” (A. Cavalli). I giovani diventano un problema per gli adulti quando gli adulti si accorgono di non avere strumenti da lasciare utili a pianificare un progetto di vita futura. L'eredità che lasciano è la perdita di fiducia nel futuro e di conseguenza un'ansia esistenziale. In questo modo il presente diventa l'unica dimensione significativa, perché proiettarsi nel futuro genera ansia e frustrazione.

Il rapporto con il tempo

Il tempo è una dimensione fondamentale, in stretto rapporto con ogni fenomeno legato a sviluppo e cambiamento. Il comportamento che si mette in atto non dipende semplicemente dalla situazione attuale, ma si basa anche sull'esperienza passata e sulle aspettative, le speranze, i desideri sul futuro. Presente, passato e futuro vanno a comporre il tempo biografico che può essere orientato al futuro, al presente o al passato.

Nell'epoca attuale la strategia più seguita dai giovani sembra essere quella della presentificazione: il futuro diventa irrilevante perché viene a mancare la progettualità. Il periodo dedicato alle grandi scelte è l'adolescenza, in cui obiettivo principale è definire la propria identità. Il processo di costruzione identitaria si snoda in due tappe:

  • Identificazione: assimilare uno o più tratti da un modello ideale
  • Differenziazione: prendere le distanze dal modello ideale per sviluppare le proprie capacità personali

La società offre più possibilità di scelta e meno modelli stabili con cui identificarsi. Occorre allora fare un maggiore sforzo personale e una maggiore intraprendenza. Esiste un ampio ventaglio di possibilità per definire la propria identità, ma non esistono mappe collaudate che aiutino a scegliere e a tracciare un proprio personale percorso e questo genera disorientamento. C'è una crisi della capacità progettuale: i giovani rinunciano ad elaborare dei progetti di lungo periodo e concentrano le proprie energie sulla vita di tutti i giorni.

Secondo il rapporto IARD sulle condizioni giovanili in Toscana 1999-2009, si è accentuato il carattere presentista dei giovani, si sono allungati i tempi di transazione all'età adulta. Presentismo = strategia di adattamento alla complessità che consente di non chiudersi alle spalle opportunità, sorprese, imprevisti.

Le preoccupazioni per il futuro sono: precarietà del lavoro, basso livello di reddito, disoccupazione, impossibilità di accedere a casa propria, famiglia, figli. Idem per l'Italia. C'è un forte scollamento fra desideri e comportamenti riproduttivi (vogliono i figli ma non li fanno), spia di un malcontento generale che deriva dalla continua frustrazione dei propri progetti esistenziali a causa delle limitazioni esterne.

Ruolo della scuola

La scuola ha senso se quello che si fa al suo interno r

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

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