Estratto del documento

Le nuove professioni educative

La didattica nei servizi socio-culturali e assistenziali

Daniela Maccario - Carocci Editore

Introduzione

L'educazione si configura come comunicazione attraverso linguaggi diversificati, da quelli multimediali e tecnologici a quelli relazionali e intersoggettivi. L'obiettivo fondamentale del presente libro è costituito dal tentativo di individuare alcuni temi rappresentativi delle problematiche pedagogico-didattiche che si presentano in riferimento all'agire educativo che si svolge nei servizi e nelle istituzioni sociali: per tal via si vogliono tratteggiare, di fatto, alcuni fondamentali aspetti della competenza professionale dell'educatore che ivi opera, intesa come sintesi di sapere e di saper fare intelligenti e di saper essere coerente con le istanze connesse a un mandato particolarmente rilevante sul piano etico-sociale.

Azione didattico/educativa nei contesti extrascolastici e compiti dell'educatore

Contesti dell'azione didattico educativa e compiti dell'educatore

Educazione extrascolastica e intenzionalità formativa

Per catalogare le esperienze educative viene spesso utilizzata la distinzione fra:

  • Esperienze educative formali
  • Esperienze educative non formali
  • Esperienze educative informali

Esperienze educative formali: vengono identificate generalmente con la scuola. Sono azioni fortemente intenzionali ed organizzate, che si esplicano in luoghi e tempi definiti, in riferimento a quadri di obiettivi stabiliti per norma, in cui l'organizzazione delle attività ed i rapporti fra i soggetti coinvolti risultano fortemente vincolanti.

Esperienze educative non formali: avvengono al di fuori della scuola e sono caratterizzate anch'esse da intenzionalità e progettualità. Sia qui che nella educazione formale, la distinzione tra l'educando e l'educatore è chiaramente posta. L'obiettivo fondamentale è quello di promuovere l'acquisizione di competenze, conoscenze e abilità che riguardano in maniera relativamente diretta ed immediata in vari contesti della vita in cui i soggetti sono inseriti (esempio: scuole legate ad ambiti professionali, vari corsi per acquisire abilità).

Se alle esperienze di educazione formale viene demandata la trasmissione degli elementi considerati essenziali e rappresentativi del patrimonio culturale di una società, le esperienze non formali hanno lo scopo di incrementare le conoscenze e le abilità individuali al fine di promuovere un migliore e più attivo inserimento nel contesto di vita.

Esperienze educative informali: riguardano la vita quotidiana dei soggetti. Non sono riconducibili a tempi e a luoghi caratterizzati da progetto, intenzionalità e chiara differenziazione di posizione relazionale tra educatore ed educando. Non sono esperienze pedagogicamente impostate!

Possiamo collocare le azioni degli educatori che operano in ambito socioculturale e socio-assistenziale nell'insieme degli interventi non formali, in quanto, pur al di fuori di un mandato istituzionalmente precisato nei contenuti e declinato in precisi quadri di traguardi da raggiungere previsti a priori, sono previsti in esse intenzionalità e progettualità, accompagnate dall'esigenza di controllabilità pedagogica e la distinzione tra educatore ed educando è un dato costitutivo. L'istanza dell'organizzazione e della sistematicità degli interventi distingue nettamente tale ambito dalle esperienze educative informali. Non può essere posta, comunque, una distinzione netta fra esperienze educative informali, non formali, informali.

Un altro approccio che distingue le esperienze educative si basa sul grado di intenzionalità che le regge:

  • Esperienze educative intenzionali
  • Esperienze educative non dichiaratamente intenzionali
  • Esperienze educative non intenzionali

Esperienze educative intenzionali: sono caratterizzate dalla presenza di un soggetto che ha lo scopo dichiarato di educare l'altro, con un grado variabile di formalizzazione e di progettazione dell'attività formativa. I destinatari dell'azione educativa possono essere consapevoli anche soltanto parzialmente dell'intenzionalità degli educatori.

Esempi:

  • La scuola
  • La formazione aziendale
  • Vari corsi

Esperienze educative non dichiaratamente intenzionali: tutte quelle iniziative che tendono a modificare comportamenti o atteggiamenti, abitudini o opinioni senza che l'intervento educativo sia chiaramente esplicitato.

Esempi:

  • Le campagne pubblicitarie
  • Il tentativo di imporre stili di comportamento all'interno dei gruppi
  • La strutturazione di spazi pubblici volta a favorire determinate modalità di fruizione

Esperienze educative non intenzionali: scaturiscono da produttori di fatti educativi inconsapevoli di essere tali o da circostanze in cui essi sono difficilmente individuabili. Si tratta di esperienze in cui non esiste progettualità esplicita o non esplicitata.

Esempi:

  • L'area dei rapporti interpersonali
  • L'area delle esperienze piacevoli o spiacevoli
  • L'area delle esperienze collettive coinvolgenti per senso di appartenenza e stile di vita

Questa seconda prospettiva di catalogazione ci consente di ribadire che l'intenzionalità è da considerarsi un tratto forte nell'operare dell'educatore, che si propone come "produttore" di progetti e azioni educative, contraddistinti da volontà, volti al raggiungimento di traguardi relativamente delimitati e dichiarati, orientati da principi resi espliciti. L'educatore non è autorizzato a muoversi nella sfera delle azioni non dichiaratamente intenzionali, né può sfuggire da una logica di controllo dell'affidabilità pedagogica delle sue azioni.

Ambiti d'intervento

Alcuni possibili contesti dell'azione educativa nei quali può essere chiamato ad intervenire l'educatore. Inventariare i contesti dell'esperienza educativa, non è cosa agevole, vista la loro multiformità e varietà. Proviamo comunque una essenziale ricognizione: un essenziale riferimento va alla famiglia che è il luogo primario dell'educazione.

La famiglia: costituisce una delle esperienze che maggiormente favoriscono o ostacolano la crescita personale. Esempio: nuclei domestici dove è assente, ridotta o errata la proposta axiologica, dove la comunicazione e il clima relazionale sono fortemente compensati: nuclei disgregati, narcisistici, deprivati, violenti.

La presenza di figure, come quelle degli educatori con le competenze necessarie per rispondere (in sinergia con altri operatori), ai bisogni educativi della famiglia può diventare quanto mai utile e significativa: oltre ad azioni mirate di aiuto e di sostegno, ad interventi di consulenza, può costituire fondamentale obiettivo di lavoro: la promozione nei genitori della "disposizione ad autoeducarsi" come tali e affrontare i problemi e prevenire le difficoltà che coinvolgono la vita familiare con "intelligenza pedagogica".

La scuola: costituisce un'esperienza educativa fondamentale. La scuola ha compiti di alfabetizzazione, di formazione della persona e di preparazione alla vita sociale e lavorativa. La scuola, nonostante sia il luogo per eccellenza dell'educazione formale, è anche il contesto dell'educazione informale, luogo di esperienze educative che vanno al di là degli obiettivi consapevolmente riconosciuti.

Un ulteriore contesto che interpella la competenza e la professionalità dell'educatore può essere riferito al: gruppo dei pari e ai bisogni educativi che in esso scaturiscono. Si tratta di esperienze che sono particolarmente significative negli anni della preadolescenza e dell'adolescenza, in relazione a luoghi ed occasioni d'incontro che favoriscono: l'instaurarsi di rapporti caratterizzati da una certa continuità; condivisione di esperienze, vissuti, sentimenti. All'educatore vengono riconosciuti spazi d'azione importanti, quando la conflittualità nei confronti dei valori adulti coerenti è conclamata. L'educatore può valorizzare modalità comunicative e relazionali basate sull'empatia, sul progressivo modellamento nella disposizione relazionale e comunicativa.

Le associazioni: sono collettività più o meno stabili, costituite su base volontaria, in cui i vincoli tra gli associati permettono il raggiungimento di scopi comuni. Le associazioni costituiscono rilevanti esperienze educative in quanto offrono risposte al bisogno di socialità dei singoli, al bisogno di compagnia; esse preservano il soggetto dall'isolamento consentendogli di rapportarsi alla società in maniera protetta e graduale. Alle associazioni può essere riconosciuta una importante funzione integratrice, poiché esse consentono alla persona di contrastare dimensioni poco gratificanti della propria esistenza e di recuperare un senso della propria vita.

Il lavoro: costituisce una tra le più rilevanti esperienze educative che si possono sperimentare, in riferimento all'acquisizione delle strumentalità necessarie al suo esercizio e in relazione alla capacità di agire e relazionarsi nell'ambito di un preciso quadro organizzativo, definito ossia da norme che da modalità di gestione dei rapporti interpersonali. Al lavoro, viene anche riconosciuta una precisa funzione di promozione dello sviluppo personale: potremmo dire che accanto alle esigenze di educazione al lavoro, si fanno strada istanze di educazione nel e attraverso il lavoro.

Mezzi di comunicazione di massa: è un ulteriore importante "ambiente educativo" perché essi hanno il potere di influenzare significativamente le conoscenze, le convinzioni, di atteggiamenti individuali e collettivi, in ragione della loro pervasività e dei linguaggi di cui si avvalgono. Quindi si fa presente l'esigenza di un'alfabetizzazione di base all'utilizzo dei media, che favorisca il riconoscimento dei codici e delle logiche comunicative e una migliore conoscenza dei media.

Il territorio: luogo di esperienze educative e di apprendimenti molteplici. Il territorio ha un'incidenza sulla vita, sulle idee, sui comportamenti. Quindi può essere favorito il contatto dialogante e costruttivo con l'ambiente umano e sociale, la partecipazione a valori conservati nella tradizione, la costruzione di un senso di appartenenza equilibrato ed aperto, la promozione dell'esercizio di una cittadinanza più attiva e responsabile.

I centri socio-assistenziali e rieducativi: sono contesti dove hanno luogo esperienze educative che non possono compiersi pienamente nelle correnti situazioni di vita, sia per carenze oggettive sia per limitazioni soggettive, che danno origine a bisogni educativi che necessitano di risposte specifiche. Si va dai centri residenziali ai centri diurni, dalle comunità terapeutiche ai centri di educazione rivolti all'infanzia in situazione di disagio e così via. In generale si tratta di istituzioni che cercano di offrire delle proprie opportunità di formazione, rivolte allo sviluppo delle potenzialità di apprendimento delle persone, tese alla promozione del cambiamento individuale e di gruppo attraverso la proposta di esperienze che favoriscono il coinvolgimento attivo, l'acquisizione di conoscenze e capacità.

Questa rassegna mette in evidenza come l'educatore extrascolastico si muova in un ambito d'azione piuttosto ampio: egli può rivolgersi a bambini, ragazzi, adolescenti, adulti o anziani, può trattarsi di soggetti portatori di difficoltà di integrazione sociale, di persone afflitte da problemi che temporaneamente rendano loro difficile affrontare compiti della vita, o di individui che, pur non vivendo situazioni tali da impedire una vita "normale" esprimono bisogni educativi specifici, che emergono di fronte al mutare delle condizioni oggettive o soggettive di esperienza. L'educatore risponde a bisogni che il soggetto educando può non percepire chiaramente, ma che richiedono una risposta intenzionale, mirata e pedagogicamente e didatticamente fondata.

Azione didattico/educativa come mediazione

Tra promozione, prevenzione, riabilitazione

In generale, possiamo ritenere che la specificità dei compiti dell'educatore consista nello sviluppo e nell'incremento delle risorse personali dei soggetti cui rivolge la propria azione formativa. Tale azione si esplica:

  • Sul versante promozionale
  • Sul versante preventivo
  • Può assumere connotazioni riabilitative

E per fare tutto ciò lo facciamo attraverso la mediazione! La mediazione è l'elemento costitutivo di base dell'intervento dell'educatore. L'azione educativa è azione mediale!

Dalla lettura delle potenzialità alla promozione dell'autonomia personale

L'azione educativa si esplica in un raccordo continuo tra bisogni educativi e oggetti di apprendimento. Le esigenze formative richiedono di essere comprese tenendo conto anche dei loro aspetti dinamici; per risultare significative ed efficaci le proposte di apprendimento debbono adattarsi ad essere progressivamente e flessibilmente.

Da un lato, allora, l'intervento educativo si fonda sulla conoscenza e sulla comprensione del soggetto o dei soggetti ai quali si rivolge, delle condizioni personali e del contesto di appartenenza. Bisogna "allungare lo sguardo" per intravedere, oltre i vincoli della situazione contingente, le possibilità per tendere al compimento più pieno delle distanze formative di cui un soggetto è portatore.

Potremmo dire che si tratta di privilegiare percorsi attraverso cui ogni soggetto possa attribuire senso alla propria esperienza ed imparare a gestirla autonomamente, a costruire tendenzialmente da sé il proprio progetto personale di vita e ad acquisire le risorse per farvi fronte. Dunque, l'educatore esercita un'intenzionalità educativa che va oltre la lettura immediata del bisogno, per cercare di collocarlo in un progetto di formazione che abbia come punto di riferimento la persona nella sua totalità.

La posizione particolarmente complessa in cui si trova l'educatore che opera al di fuori della scuola: egli si rivolge a soggetti individuali, collettivi, comunitari, di età, esperienze, condizioni diverse, portatori di bisogni educativi specifici. Occorre, accanto ad una solida formazione di base che consenta di fare riferimento a paradigmi interpretativi e ad approcci conoscitivi scientificamente fondati, una disposizione dialogica, che permetta di scoprire e di comprendere persone e situazioni con apertura alla reciprocità comunicativa, con disposizione all'ascolto e alla comprensione, in modo da evitare il rischio di "ridefinire l'altro" e le sue possibilità formative.

Gli oggetti educativi

L'educatore è chiamato ad individuare gli elementi che meglio rispondono ai bisogni formativi riconosciuti, in modo da favorire il cambiamento e la crescita nei soggetti in apprendimento. L'educatore deve sapere: "che cosa" si deve, è utile, è opportuno proporre? Molto spesso occorre muoversi al di fuori della tradizionale configurazione dei saperi disciplinari, per individuare elementi più vicini all'esperienza, le cui valenze sul piano dei percorsi esistenziali e dei vissuti personali risultino più immediate.

È centrale per l'educatore, oltre che proporre o riproporre alcune fondamentali conoscenze di base, dare la possibilità di imparare e di mettere in pratica consapevolmente i ruoli che la vita richiede di saper gestire - il cittadino, il genitore, il lavoratore, l'alunno - adattandoli consapevolmente alle richieste poste dalle situazioni contingenti.

Oltre la specularità tra insegnamento e apprendimento

Attraverso quali forme si realizza l'intervento dell'educatore? L'educatore è colui che, individuati i "saperi" da proporre, sulla base delle valenze educative che vi si possono riconoscere, sa metterne in luce i tratti strutturanti e trovare i modi per facilitarne l'acquisizione da parte dei soggetti educandi: si tratta di offrirne una versione resa congruente rispetto alle potenzialità di apprendimento, tale da suscitare modificazioni e cambiamenti considerati auspicabili.

Quindi l'azione educativa si esplica attraverso l'organizzazione dei contenuti, di spazi, di tempi, di tecniche e modalità di comunicazione, di dispositivi di monitoraggio e valutazioni, allo scopo di rendere il processo di apprendimento da casuale a organizzato nei fini e nei mezzi.

L'educatore, in quanto professionista dell'azione educativa, ha la necessità di disporre di un repertorio sufficientemente vasto e diversificato di strategie operative, continuamente aggiornato, integrato, che deve saper utilizzare con consapevolezza ed in maniera adattata al bisogni e agli obiettivi d'azione, in riferimento ai contesti d’intervento e alle risorse disponibili. Queste caratteristiche non esimono l'educatore dall'esercizio di una razionalità tecnico-pratica senza la quale è difficile l'esplicarsi di una intenzionalità educativa autentica: non devono venire meno, in altri termini, le istanze della progettualità e della verificabilità, tese all'incremento delle condizioni di efficacia degli interventi.

Anteprima
Vedrai una selezione di 18 pagine su 83
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 1 Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 2
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 6
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 11
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 16
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 21
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 26
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 31
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 36
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 41
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 46
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 51
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 56
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 61
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 66
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 71
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 76
Anteprima di 18 pagg. su 83.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame didattica generale, prof. Falcinelli, libro consigliato Le nuove professioni educative La didattica nei servizi socio culturali e assistenziali, Daniela Maccario Pag. 81
1 su 83
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinab96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Falcinelli Floriana.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community