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L’evento didattico. R. Cerri + M. Castoldi.

1.LA DIDATTICA: COMPLESSO DI SAPERI TEORICO-PRATICI, una scienza

dell’educazione e sapere critico che mette in connessione esperienza e

“…interazione-comunicazione tra soggetto in

cultura. Alcune definizioni:

educazione e gli oggetti dell’educazione “ F. Frabboni.

De Giacinto : “il dominio culturale che si propone di elaborare la trasmissione della

cultura, del pensare strutturato”, cioè, la cultura è oggetto della didattica perché

accedendo a essa il soggetto diventa capace di operare nel mondo.

“Tutto quello che si fa (=la creazione delle condizioni favorevoli) perché un soggetto

che voglia imparare, apprenda conoscenze relative ai diversi saperi

“Semantizza il processo di insegnamento-apprendimento di conoscenze, abilità, valori

rendendolo da casuale a organizzato nei fini e nei mezzi” Laneve.

La didattica è a una scienza autonoma dalla pedagogia ma strettamente

correlata in quanto utilizza gli apporti di altre scienze per giungere ai suoi

l’arte di insegnare

obiettivi. La didattica indica come l’attività di esporre in maniera

facilitata, con procedure adatte ai destinatari, giovani o adulti, i contenuti di

apprendimento; in ciò distinguendosi dai termini pedagogia e pedagogico che

designano piuttosto l’attività teoretica di riflessione e ricerca che concernono in

generale l’educazione, l’istruzione e la formazione”.

PEDAGOGIA-EDUCAZIONE-DIDATTICA esiste un rapporto dinamico. Tuttavia,

educazione e pedagogia si influenzano reciprocamente, mentre, la didattica continua

a rappresentare un momento terminale.

SCIENZA TEORICO-PRATICA: l’evento didattico precede ogni ipotesi teorica, cioè,

l’agire didattico è immerso del sapere didattico. Di quest’ultimo, fanno parte:

Non esiste una gerarchizzazione

-intenzionalità e progettualità che orientano l’azione,: TEORESI

della teoria e prassi ma si ha un

-le componenti dell’agire (competenze, conoscenze) AGIRE

PROCESSO CIRCOLARE

-l’azione didattica genera riflessione, ricerca, ipotesi. TEORESI

Impianto epistemologico: la ricerca in didattica Verte sulle problematiche

dell’apprendimento scolastico per giungere ad una scelta ed organizzazione

curricolare dei contenuti disciplinari.

OGGETTO PROPRIO: Processi di apprendimento-insegnamento; processi

educativi e culturali. L'azione di insegnamento, pur mirando l'acquisizione, in modo

sistematico, di conoscenze e nozioni, di capacità e abilità, di significati e valori, non ha

la pretesa di produrre effetti di apprendimento. Se così fosse, essa si identificherebbe

con l’indottrinamento. L'insegnamento, invece, costruisce le condizioni favorevoli

affinché si verifichi un apprendimento da parte del destinatario. L'apprendimento si

verifica soltanto con il consenso e la volontà di quest'ultimo. Pertanto l'insegnante

produce soltanto lo studenting, ovvero le mediazioni ed i mezzi per fare del soggetto

uno studente.

METODO: è metodo la consapevolezza critica che guida l’insegnante a

progettare, agire e valutare e a farlo in modo ricorsivo avvalendosi di una

pluralità di contributi. l'insegnamento si avvale di procedure quantitative e

qualitative, strumenti di osservazione, di analisi comparativa, di misurazione, di

descrizione, di narrazione. Metodologie sperimentali classiche e nuovi modelli di

indagine (come ad esempio la ricerca-azione) sono utilizzati per valorizzare e validare

la pratica didattica e nel contempo per provare e falsificare i modelli teorici.

LINGUAGGIO SPECIFICO. Trasforma in azione la riflessione.

2.CONCETTO DI COMPETENZA. Il traguardo della formazione umana si

rintraccia nello sviluppo di competenze individuali. La competenza si

configura come la capacità di affrontare in modo adattivo i compiti e le sfide

della vita quotidiana al fine di risolvere un compito o problema. Tali obiettivi

per la vita si esprimono mediante competenze per la vita (life skills).

Secondo PELLEREY, la competenza è la capacità di far fronte ad un compito o

a un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto e a orchestrare le

proprie risorse interne, cognitive, affettive e volitive e a utilizzare le risorse

esterne disponibili in modo coerente e fecondo.

Gardner teorizza un nuovo concetto di intelligenza, intesa come capacità di risolvere

un problema, criticando il tradizionale concetto di intelligenza inteso come

memorizzazione di un gran numero di informazioni. L’intelligenza per G. si configura

come un insieme di competenze, dando vita al concetto di intelligenze multiple.

Schoenfeld individua quattro componenti in una competenza esperta nel problem

solving matematico: le risorse cognitive, cioè, le conoscenze e le abilità necessarie,

le risorse euristiche, cioè la capacità di individuare il problema, le capacità

strategiche ovvero le modalità con cui progettare una risposta e il sistema dei

valori del soggetto.

Il modello attuale ,nel sistema educativo italiano, si esprime in termini di competenze

e pone in risalto il principio di autonomia del discente divenendo l’artefice del proprio

processo di apprendimento. L’agire coinvolge tutta la persona e connette

contemporaneamente: i saperi, le abilità(saper fare), le motivazioni, i fini, i

comportamenti. Alle agenzie educative per cui spetta un compito di personalizzazione

del percorso di crescita dei soggetti. La formazione non ha come obiettivo primario il

sapere ma l’apprendimento.

L’OCSE NEL PROGETTO DESECO ha sviluppato un approccio che si appoggia

sull’assunzione di competenze in rapporto alle richieste che sollecitano i compiti che

devono essere assolti. La competenza deriva dall’integrazione di:

1.CONOSCENZE: si riferiscono alle idee, nozioni acquisite mediante lo studio, la

ricerca, l’osservazione e l’esperienza. Rappresenta l’aspetto del sapere.

2.ABILITA’: rappresenta l’aspetto del saper fare, dell’intelligenza applicata, cioè, la

capacità di utilizzare le conoscenze nell’esecuzione di semplici compiti.

3.DISPOSIZIONI INTERNE: rappresentano componenti motivazionali, etiche e

sociali. Saper essere, saper stare con gli altri. il punto focale è l'interazione con

l'«altro» diverso da sé. Per la propria sopravvivenza fisica e psicologica, per la propria

identità e collocazione sociale, l'essere umano ha bisogno, per tutta la vita, di legami

con altri esseri umani. Questa categoria di competenze favorisce la costituzione di

relazioni sociali.

EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI COMPETENZA: LA competenza è causa di

prestazioni che possono essere considerati indicatori per la valutazione. Nel modello

ad iceberg, proprio della prospettiva comportamentista,, la performance dipende dal

possesso si abilità che rappresentano la parte più esterna e quindi osservabile.

Tuttavia , esistono aspetti più profondi che fanno parte di una persona competente

quali: motivazioni, valori, immagini di se.

Dalla prospettiva comportamentista che identificava la competenza con una

prestazione osservabile, a tre direzioni evolutive:

1. Dal semplice al complesso, la competenza non può essere parcellizzata in

prestazioni isolate. Dall’esterno all’interno, l’analisi richiede di andare oltre ai

comportamenti osservabili e prestare attenzione alle disposizioni interne del

soggetto.

2. Dall’astratto al situato, la competenza non è riducibile a un concetto astratto

ma a compiti specifici.

IL VALORE DELLA COMPETENZA: da una visione statica ad una dinamica ,cioè le

conoscenze e abilità identificano un sapere che un soggetto possiede e la competenze

richiama un sapere in movimento, colto nel vivo dell’azione; da una visione

analitica ad una olistica in quanto la competenza richiama un approccio globale,

comprensivo dell’insieme delle variabili; da una visione astratta a una situata

quando la competenza richiama un sapere contestualizzato.

Visione dell’apprendimento costruttivista: costruttivo, socioculturale e situato: con il

costruttivismo si afferma la relazione della conoscenza come interazione

dialettica tra soggetto che conosce e oggetto della conoscenza. Un secondo

elemento che connota l’evoluzione dell’approccio costruttivista all’apprendimento è

quello “socioculturale” che denota il ruolo fondamentale del contesto relazionale e

culturale nel processo di costruzione della conoscenza. Il contesto non è inteso solo

come una cornice socioculturale ma come contesto d’azione nel quale si genera la

conoscenza. Da qui si evidenzia un terzo attributo del processo di apprendimento.

Relativo al suo carattere situato, cioè all’ancoramento al contesto delle attività che

lo generano.

Jonassen individua tre poli attorno ai quali ruotano i processi cognitivi: il contesto, la

collaborazione, la costruzione. I caratteri del processo di apprendimento:

-attivo che denota il ruolo responsabile del soggetto;

-costruttivo denota il processo di regolazione delle strutture mentali e delle nuove

conoscenze;

-collaborativo a denotare la dinamica di interazione sociale che si sviluppa;

-intenzionale, denota il ruolo degli aspetti motivazioni;

-conversazionale, denota il ruolo del linguaggio nel strutturare il confronto;

- contestualizzato denota i compiti di realtà entro cui situare il processo;

-riflessivo, denota il processo circolare tra conoscenza-esperienza-riflessione.

LIFE SKILLS: le competenze chiave sotto forma di conoscenza, abilità e attitudini

adeguate al contesto sono essenziali per ogni individuo in una società basata sulla

conoscenza. Tali competenze costituiscono un valore aggiunto per il mercato del

lavoro, la coesione sociale e la cittadinanza attiva, poiché offrono flessibilità e

capacità di adattamento, soddisfazione e motivazione. Il nucleo fondamentale delle

Life Skills identificato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è costituito da

10 competenze raggruppate secondo 3 aree:

EMOTIVE- consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, gestione dello stress

 RELAZIONALI - empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci

 COGNITIVE - risolvere i problemi, prendere decisioni, senso critico, creatività

8 COMPETENZE CHIAVE per l’APPRENDIMENTO PERMANENTE: ATTO

Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del

18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento

permanente. Le competenze chiave dovrebbero essere acquisite:

dai giovani alla fine del loro ciclo di istruzione obbligatoria e formazione,

 preparandoli alla vita adulta, soprattutto alla vita lavorativa, formando allo stesso

tempo una base per l’apprendimento futuro;

dagli adulti in tutto l’arco della loro vita, attraverso un processo di sviluppo e

 aggiornamento delle loro abilità.

1. compiutezza personale ed evoluzione durante tutta la vita - le competenze

chiave devono permettere ad ognuno di perseguire degli obiettivi di vita personali,

mosso dai propri interessi personali e dal desiderio di continuare a imparare durante

tutta la vita;

2. inclusione dovrebbero permettere ad ognuno di svolgere un ruolo di cittadino

attivo nella società ;

3. capacità di inserimento professionale – la capacità di ogni persona di ottenere

un impiego nel mercato del lavoro.

la comunicazione nella madrelingua, che è la capacità di esprimere e

 interpretare concetti, pensieri, opinioni in forma sia orale sia scritta e di interagire

adeguatamente e in modo creativo sul piano linguistico in un’intera gamma di

contesti culturali e sociali;

la comunicazione in lingue straniere che, oltre alle principali abilità richieste

 per la comunicazione nella madrelingua, richiede la comprensione interculturale.

la competenza matematica e le competenze di base in campo

 scientifico e tecnologico. La competenza matematica è l’abilità di sviluppare e

applicare il pensiero matematico per risolvere una serie di problemi in situazioni

quotidiane.

la competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e

 spirito critico le tecnologie della società dell’informazione;

imparare ad imparare è collegata all’apprendimento, all’abilità di organizzare

 il proprio apprendimento sia a livello individuale che in gruppo

le competenze sociali e civiche. Per competenze sociali si intendono

 competenze personali, interpersonali e interculturali e tutte le forme di

comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e

costruttivo alla vita sociale e lavorativa. La competenza dota le persone degli

strumenti per impegnarsi a una partecipazione attiva e democratica;

senso di iniziativa e di imprenditorialità significa saper tradurre le idee in

 azione. In ciò rientrano la creatività, l'innovazione e l'assunzione di rischi, come

anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi.

consapevolezza ed espressione culturali, che implicano la consapevolezza

 dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni attraverso

un’ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello

spettacolo, la letteratura e le arti visive.

Progettazione didattica per competenze: Le Nuove Indicazioni Nazionali per il

curricolo del 2012 recepiscono le competenze chiave per l’apprendimento

permanente del consiglio europeo (2006), come riferimento per gli obiettivi della

formazione di base. Al centro c’è il profilo della persona – alunno.

RIFLESSI SULL’INSEGNAMENTO: Il sapere scolastico si identifica come un tipo di

sapere di ordine logico, basato su un approccio analitico della conoscenza che

privilegia linguaggi astratti e viene organizzato in percorsi strutturati di

apprendimento. Il sapere reale ,invece, si qualifica come un sapere di ordine pratico

basato su un approccio globale alla conoscenza che privilegia linguaggi concreti e si

fonda su percorsi personalizzati. Sono state rintracciate alcune differenze relative

alla struttura tra l’apprendimento scolastico e quello in situazioni di realtà che

sottolineano la discontinuità tra le sue prospettive:

1. La scuola richiede prestazioni individuali ,mentre il lavoro è spesso

condiviso

2. La scuola valuta senza l’apporto di strumenti che vengono utilizzati al di

fuori della vita scolastica

3. Il sapere scolastico è spesso astratto e decontestualizzato, mentre il

sapere reale è situato, concreto composto da dati osservabili.

4. Il sapere scolastico ambisce a sviluppare conoscenze e abilità ad alta

trasferibilità, il sapere reale si inserisce in un contesto specifico.

La sfida per l’apprendimento scolastico consiste nel riflettere sui rapporti da

instaurare tra scuola e vita, tra riflessione ed esperienza e riconoscere i legami

esistenti tra la modalità di conoscenza propria della scuola e la complessità della

realtà.

DOVE SI COLLOCA LA COMPETENZA? In quanto “saper agire” , la competenza

tende ad essere un sapere pratico, globale e capace di attuare connessioni.

Si possono cogliere, cosi, dei legami con la distinzione aristotelica tra razionalità

teoretica e razionalità pratica: la prima si basa su una logica deduttiva, la cui

validità è data dalla coerenza delle premesse; la seconda si basa su una logica

pragmatica la cui validità dell’zione è data dalla pertinenza alla situazione. Il sapere

scolastico, dunque, coincide con i caratteri tipici della razionalità teoretica quali

coerenza, rigore e astrazione. Il sapere reale richiama i principi della razionalità

pratica come l’aderenza al contesto, l’intenzionalità, la concretezza.

La competenza include ,dunque, il possesso di conoscenze e abilità e di risorse

cognitive.

Tale distinzione viene designata col l’’espressione “Insegnamento muro-ponte”:

con il termine muro si indica la separazione tra ciò che succede all’interno della scuola

e ciò che accade fuori, mentre con il termine ponte si riferisce al collegamento delle

due prospettive: esperienze di vita e saperi formali. L’insegnamento muro si fonda

su una sequenza lineare che coinvolge il docente-alunno-apprendimento e su una

logica sistematica dell’insegnamento(pianificazione rigida) ed è caratterizzato da una

serie di attributi: a) lo studente viene visto come un ricettore passivo ;b) la

conoscenza è incapace di connettersi alla vita reale; c) l’insegnamento tende a

disperdere e frazionare la conoscenza) il gruppo viene considerato un fattore di

disturbo.

L’insegnamento ponte, invece, si fonda su una sequenza circolare studente-

conoscenza-insegnante in cui lo studente: a) è sollecitato a elaborare prestazioni

complesse; b) la conoscenza parte da contesti reali; c) il gruppo diventa una risorsa

nel processo di apprendimento caratterizzato dalla scoperta, dall’intuizione.

Sfide per la professionalità docente: il mondo della scuola oggi si chiede

come orientare la propria azione verso un apprendimento capace di

connettersi alle situazioni di realtà. Un’analisi è stata svolta da Perrenoud il quale

sintetizza le nuove sfide per la professionalità docente:

-considerare i saperi come risorse da mobilitare e porli in relazione con le esperienze

di vita;

-lavorare per situazioni-problema che attivano processi euristici che agevolano la

ricerca aperta verso la conoscenza

-condividere progetti formativi

-adozione di una pianificazione flessibile

-valutare l’apprendimento. La valutazione è intesa non come un momento terminale,

bensì, come uno strumento con cui consolidare l’apprendimento. N

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/02 Didattica delle lingue moderne

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vero.fagiani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof De Santis Mina.
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