Cap. 1: L'ambiente di apprendimento e la dimensione relazionale nella prospettiva 0-6
Famiglia: diritti e doveri
Una prima riflessione nasce dal fatto che la famiglia può essere l’ambiente primario di apprendimento 0-6. Porta però a sottolineare spesso la sua assenza e si vanno a creare luoghi complementari se non sostitutivi. I primi anni di vita sono la base per lo sviluppo del bambino ed è necessario fornire a tutti i bambini le competenze di cui hanno bisogno per una autorealizzazione e autonomia. Tutto ciò è sostenuto dai decreti legislativi. Il comma 2 afferma la presenza di un sistema integrato di educazione e di istruzione fino a sei anni. Nel comma 3 viene illustrato tale sistema (uno sviluppo unitario, riduzione di svantaggi, inclusione, accoglienza dei disabili, sostegno della famiglia, personale qualificato). Si cerca di sviluppare una continuità tra scuola dell’infanzia e prima, ovviamente con il sostegno della famiglia per meglio dire dei genitori: la responsabilità educativa è infatti dei genitori.
Tutte le famiglie hanno bisogno di accedere a una vasta gamma di servizi e supporti che rispondono ai contesti familiari, culturali e linguistici per promuovere uno sviluppo sano. È necessario che ognuno svolga il proprio e specifico compito educativo necessariamente in formazioni sociali che consentono lo svolgimento delle singole personalità. Le spese per l’educazione in ambito della pubblica amministrazione molto spesso non compensano gli investimenti in materia di sostegno alla famiglia.
Importanti iniziative in questo ambito sono le seguenti:
- PAT: (USA e Svizzera) investe in materia di continuità tra famiglia e scuola.
- Nidi familiari: modelli di assistenza infantile del Nord Europa.
- SOS: sostiene la crescita di ogni bambino in ambiente familiare, aiutandolo a costruire il suo futuro, contribuendo allo sviluppo della sua comunità. Ogni bambino ha diritto a una famiglia. La famiglia è il cuore della società. È qui che si formano i suoi valori. Il contesto familiare dà al bambino solide basi su cui costruire la vita.
- Asilo rurale: modello umbro di servizi per l’infanzia in ambito rurale. Multifunzionalità dell’impresa agricola per il benessere dei bambini.
Il sostegno da parte dello stato non sempre riesce a soddisfare le esigenze sia delle famiglie sia degli anziani o dei disabili. Nell’articolo 16 vengono esplicitate le modalità di valorizzazione e sostegno delle responsabilità familiari.
Scuola: diritti e doveri
Il documento di Valutazione n.9 prende in esame il sistema di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni. Paola Liberace afferma che oggi le donne e gli uomini che lavorano sono costretti ad allontanarsi dai figli sin dalla prima infanzia oppure, se non ne hanno intenzione, a dimettersi. Riscontrano una mancanza di un sistema di assistenza. Ma è veramente necessario che i figli dei primi anni di vita devono trascorrere il più tempo possibile con i genitori?
Una riflessione complementare è quella del disagio educativo alla scuola dell’infanzia dove Nicolodi propone l’esperienza della psicomotricità come prevenzione sia del disagio infantile del bambino, sia degli adulti coinvolti. I quali devono avere un adeguato spazio mentale e una disponibilità alla crescita professionale e personale. Malaguti riflette sulle sfide nella progettazione dei servizi educativi per la prima infanzia, in risposta alle nuove istanze educative. Nelle situazioni con progettualità forte, centrata su apprendimenti funzionali e interazioni nei contesti, i risultati sono stati positivi, non solo per i bambini con disabilità. Questo fu un contributo per l’inclusione.
L’inclusione è una difficile sfida per la scuola, dove si deve puntare a dei modelli organizzativi e didattici che consentono di sviluppare al massimo le potenzialità dei singoli. Per quanto riguarda l’ambiente, Bondioli, facendo riferimento alla legge del 2015, evidenzia l’importanza di un clima relazionale, dove l’ambiente è un forte dispositivo educativo. Sottolinea la necessità di allestire ambienti a “misura di bambini”, generosi, attivi, conviviali e sociali. Bondioli afferma che tale spazio deve essere progettato e articolato. La scuola è un ambiente di vita sia per i bambini che per gli adulti, un luogo in cui i bambini stanno bene e vanno volentieri, cose interessanti da fare, da soli e insieme. Il contesto deve essere pianificato, un ambiente riconoscibile, come familiare e prevedibile. Spazi e tempi sono parte integrante di esperienze educative.
Il convegno nazionale di Milano del 1911 tratta dei metodi educativi ed emerge la superiorità dell’educazione familiare e la scoperta dell’attività autonomia del bambino. Il metodo famiglia rappresenta vantaggi rispetto a quello scolastico, sviluppa nei bambini maggiori attitudini e capacità alle successive attività curricolari nella scuola primaria. Gli istituti infantili devono ispirarsi a quell’insieme di fatti che formano naturalmente il metodo familiare. Il tratto che caratterizza l’educazione familiare è la libertà lasciata al bambino per sviluppare la sua personalità secondo i propri ritmi. Non tanto dobbiamo dare al bambino un sistema di cose quanto delle abitudini al sistema delle cose, non imporre a lui ordine e disciplina quanto indurlo ad acquisire abitudini di ordine e disciplina.
Cap. 2: Il contributo dell'educazione alla definizione di ambiente di apprendimento
Percorso di letteratura pedagogica
Gli ambienti di apprendimento sono stati studiati molto bene dalla Montessori e dalle sorelle Agazzi che hanno evidenziato gli stimoli e le sollecitazioni che l’ambiente educativo offre per la crescita cognitiva, personale e morale del bambino. Il materiale didattico per la Montessori deve avere sorgente non all’esterno ma nell’interiorità del bambino. Il fattore ambiente è secondario nei fenomeni della vita, in quanto può modificare, aiutare e distruggere ma non creare. Le origini dello sviluppo sono interiori. Queste informazioni non consentono di trascurare l’ambiente, il quale tutela la libertà e lo sviluppo del bambino nel momento in cui rimuove ostacoli e limiti alle concrete possibilità di crescita.
Agazzi afferma che un ordine personale è dato da un ordine materiale. Froebel ci dirà che il gioco è autentico e tramite i doni i bambini fanno esperienza con impegno ed energia, soddisfatti del proprio operato. Il contatto con la natura viene ripreso anche nelle scuole dell’Ave Maria, dove troviamo i bambini più poveri e spesso ignorati dai genitori.
Spazi educativi e attività
L’attenzione e la cura riservata ai contesti da una parte punta a promuovere le potenzialità, dall’altra pone l’attenzione su ciò che caratterizza tali ambienti, nei quali avvengono le prime esperienze. Un contesto educativo rispondente ai bisogni del bambino ha effetti positivi perché offre stimoli. Anche la qualità degli spazi incide sulla qualità degli apprendimenti, non basta una buona organizzazione dei luoghi e dei materiali se manca la progettualità. Occorre tener conto dei bisogni delle famiglie, che chiedono strutture e servizi per i propri figli, ma la cosa più importante sono senza dubbio i bisogni sociali, relazionali, emotivi ed esperienziali del bambino. Il ruolo educativo punta a trovare nelle attività e negli spazi predisposti un luogo di cura e di stimolo all’apprendimento. Anche i materiali sono importanti per lo sviluppo e l’esercizio degli organi di senso. Servono per allenare in sinergia corpo e mente. I sensi dovranno essere esercitati, sottolinea la Montessori, attraverso essi il bambino agisce ed opera attivamente sulla realtà. Sviluppano così le prime forme di categorizzazione, il passaggio mentale dalla concretezza al piano astratto.
Tramite la conquista dello spazio e del tempo da parte dei bambini che, attraverso l’esercizio e la disciplina, diventano padroni dei propri atti, con una soddisfazione che nasce proprio dall’autonomia che il saper fare da sé manifesta. Nelle attività ludiche infantili devono essere privilegiati i materiali che si prestano ad esercizi di manipolazione. Spazi, tempi, materiali, contenuti, metodologie e strumenti, sono le coordinate entro le quali si struttura e prende forma l’ambiente di apprendimento. L’espressione non tradisce la finalità, né ignora le potenzialità che emergono nel momento in cui offre occasioni di crescita umana.
Lo sguardo rivolto ai contesti ha sollecitato cambiamento nelle prospettive educative, ha generato nuove realtà e consapevolezze che invitano a prendere atto dei limiti, degli ostacoli e delle risorse di promozione allo sviluppo umano che l’ambiente presenta. Un ambiente piacevole, dove l’educatore mantiene la calma di fronte al bimbo, un materiale scientifico adatto al perfezionamento dell’educazione sensoriali, per la Montessori queste sono le condizioni. Nell’ambiente il fanciullo deve svolgere liberamente le proprie attività. Le azioni quotidiane rendono autonomo e indipendente il bambino. Le esperienze educative testimoniano l’attenzione verso l’ambiente sociale ed il periodo storico. La capacità di risposta ai bisogni dei tempi, degli utenti, della scuola del popolo. Un ambiente di apprendimento costruttivo sollecita la condivisione delle esperienze e dei momenti di crescita, a favore di uno sviluppo che ha stimolo nella partecipazione attiva e nel coinvolgimento alle attività.
L’influenza dei contesti sociali sugli individui è stata osservata anche da Dewey. Non può essere ignorata questa dimensione, perché i contesti educativi sono sempre spazi di vita, di relazione e sviluppo. Le situazioni di realtà che il proprio contesto di vita richiede è importante per Chiosso e punta ad un ripensamento della didattica. Ovviamente tutto questo riguarda anche l’età 0-6. Affrontare il problema dell’ambiente di apprendimento, chiedersi come educatori cosa riteniamo opportuno valorizzare nei contesti educativi. La pedagogia dell’infanzia e dell’adolescenza sono sollecitate a rimettere in discussione le proprie finalità, gli oggetti, i processi e le metodologie. Le condizioni migliori per lo sviluppo del talento e delle risorse individuali del bambino. L’individuazione delle finalità formative e la conseguente riflessione è importante. Pur procedendo su diverse piste, il punto di arrivo converge dunque nella considerazione del bambino e dei bisogni specifici dell’età.
Maria Montessori, le Agazzi e Manjon
Una tematica presente di Maria Montessori è la forza delle emozioni, ciò emerge anche nella cura e nell’interesse dimostrato da parte della studiosa verso l’ambiente. La cornice culturale ha sicuramente influenzato la pedagogista che nel tempo con l’esperienza, l’osservazione e la dedizione verso i bambini, ha guadagnato in termini scientifici, una propria autonomia e personalità. Freud, il behaviorismo, neurofisiologia determinano il bambino perverso e polimorfo. La Montessori coglie il segreto, ripone fiducia nelle possibilità di sviluppare e di affermazione delle potenzialità umane, presenti in ogni essere. Oggi le neuroscienze lo confermano a patto che siano presenti degli stimoli che attivano le funzioni mentali. La ricerca del perché, la curiosità e la fame intellettuale sono naturalmente presenti nei soggetti, dalla primissima infanzia, nella quale il bambino assimila tutto dell’ambiente. La mente assorbente del bambino, della Montessori, deve portare a creare un ambiente in termini di stimoli e risorse che dovrà offrire al bambino. Si sollecitare interessi e promuovere l’esplorazione di un ambiente.
Per la Montessori nel periodo 0-6 e 6-12 c’è un profondo legame con l’ambiente, questo porta ad un forte cambiamento nella personalità del bambino. Nelle prime età di vita, c’è un naturale istinto del bambino ad esplorare per questo un ambiente educativo può dichiararsi tale quando offre occasione di libertà, nel movimento e nelle esperienze. Nelle stesse attività di vita pratica costituiscono un vero e proprio esercizio di adattamento all’ambiente. Nella Casa dei bambini nulla si trova per caso. La forza positiva dell’ambiente nello sviluppo è una costante del mondo montessoriano. Gli oggetti di vita quotidiano sono una fonte di stimolo e di libera operatività per il bambino. È necessario però che l’educatore osservi in modo attento il bambino nello svolgimento delle attività, osservazione rigorosa, condotta con una serietà metodologica che permette al bambino di raggiungere la sua autonomia. Il non intervento da parte dell’adulto in maniera diretta, non deve essere interpretato come assenza di presenza. Molto spesso il maestro si sostituisce al bambino, lavora per lui e questo non è il modello a cui guarda la Montessori. Invece la maestra direttrice rispetta ed è sensibile verso il bambino e l’ambiente naturale. Questa fiduciosa fede nelle capacità di sviluppo di quell’embrione spirituale che il bambino in Montessori, richiede un ambiente in grado di allenare le potenzialità, ad incominciare dall’educazione sensoriale valorizzare da esercizi di tatto, vista, udito e senso termico. La maestra guiderà e sorveglierà il percorso di crescita del bambino. Malgrado le numerose critiche il pensiero della Montessori è capace di sfidare il tempo, per aprirsi al futuro e dialogare con esso. Nel periodo della Montessori si stava sviluppando una consapevolezza che da una parte si ha una nuova visione del bambino e sollecitava alla preparazione degli educativi e dall’altra vedeva un ambiente sereno.
Il metodo delle sorelle Agazzi rispetto alla Montessori risulta più semplice nella sua applicazione, più plasticoso e adattabile alla disomogenea preparazione delle insegnanti. L’opera delle sorelle Agazzi ha contribuito a recuperare il valore dell’infanzia e dell’ambiente che deve presentare elementi di continuità con quello familiare. La scuola viene definita materna ovvero bisogna far sentire a proprio agio il bambino come nell’ambiente familiare. Gli oggetti sono di uso comune non strutturati come quelli della Montessori. Gli oggetti per i bambini sono contrassegni, diversificati in base alla loro età e allo sviluppo logico, permettono al bambino di passare mentalmente dal concreto all’astratto. Concretezza e astrazione sono processi basilari. L’ambiente educativo asseconda e rispetta lo sviluppo naturale, mentale e corporeo del bambino che con occupazioni tranquille esercita il lavoro dell’occhio e della mano. Per questo serve materiale da lavoro semplice e a portata di mano. Questo stimola il bambino e l’arte dell’educare va ricercata nelle cose comuni, le più vere e vive. Rosa Agazzi scommette nelle possibilità offerte dalle materie povere. Le sue parole invitano il bambino a rispettare l’ambiente e gli oggetti. Se sarà in grado di dare ordine alle cose, il bambino avrà gioia perché si sente soddisfatto. È necessaria sempre una maestra che sia in grado di dare il buon esempio, rispettata nei confronti del bambino e dello spazio. La maestra mostra cosa dovrà essere fatto così i bambini possono ripetere il suo comportamento. Il lavoro manuale è importante sotto il profilo educativo. I materiali dati ai bambini assumono nuove forme e proporzioni, per dare vita a produzioni inattese.
Manjon, sacerdote, afferma che con l’educazione è possibile formare uomini bene educati, intelligenti, laboriosi e onesti. L’educazione riguarda int
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