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Costruire unità d'apprendimento: promuovere lo sviluppo di competenze

Cap. 1: Un concetto trattato nel dibattito sulla scuola

Un concetto trattato nel dibattito sulla scuola è quello di competenza. Bisogna ripensare in profondità i modi del fare scuola in tutte le loro manifestazioni, esplorare la struttura profonda, sui modi di pensare l'apprendimento e l'insegnamento. Man mano nel tempo viene definito in modo più articolato. Le prime accezione richiamano una prospettiva comportamentista, dove il soggetto è osservabile e misurabile. Nei decenni successivi il concetto venne sintetizzato in tre direzioni:

  • Dal semplice al complesso: si pensa di integrare le risorse possedute dall'individuo. Non può ridursi a prestazioni isolate e delimitate.
  • Dall'esterno all'interno: andare oltre i comportamenti osservabili e prestare attenzione alle disposizioni interne del soggetto.
  • Dall'astratto al situato: non è un concetto astratto, tende a riferirsi alla capacità di affrontare compiti in specifici contesti culturali, sociali e operativi.

Progetto OCSE-PISA (prove INVALSI)

Si rivolge agli studenti quindicenni e si accerta la produttività del sistema scolastico complessivo. Si focalizza sulla formazione di base delle competenze nella società contemporanea: le competenze nella lettura, matematica e scientifiche. Le domande presentate portano uno spostamento dalla cultura alle situazioni reali di vita. Si ha un'idea di formazione di base più dinamica e di più ampio respiro rispetto all'acquisizione dei traguardi. Infatti si parte molto spesso nelle domande da un problema reale, strutturare il problema in base a concetti matematici per poi tradurre la soluzione matematica in rapporto alla situazione reale, perché ci possono essere molti fattori che potrebbero condizionare la risposta.

Le prove INVALSI indagano su alcuni apprendimenti chiave e hanno come scopo quello di mettere in relazione i propri saperi con dei contesti di realtà. Bisogna individuare i processi chiavi per la gestione del problema che sono presenti in ogni ambito. Ad esempio nell'indagine TIMSS (si focalizza sugli apprendimento in matematica e scienze in quarta primaria e nell'ultimo anno delle medie) e l'indagine PIRLS (si focalizza sugli apprendimenti in lettura dei bambini al quarto anno dell'infanzia, in quanto anno cruciale per loro).

Schoenfeld

Identifica quattro elementi che qualificano una competenza nella risoluzione di un problema:

  • Saperi da mobilitare per affrontare la situazione stessa
  • Messa a fuoco del problema
  • Gestione strategica del problema
  • Valori del soggetto, di ordine motivazionale e affettivo (l'idea di matematica, idea di sé)

Quello che ci vuole dire che bisogna allargare lo sguardo e quindi capire che le componenti che concorrono a formare la competenza non è solo ciò che lo studente sa ma anche quello che sa fare con ciò che sa.

I livelli di analisi della competenza

Risorse cognitive, le conoscenze e le abilità necessarie per affrontare un dato compito.

Primo livello: Processi cognitivi e operativi, il soggetto è sollecitato a mobilitare per affrontare il compito proposto.

Secondo livello: L'insieme delle disposizioni ad agire, condizionano e determinano il comportamento del soggetto nel gestire la situazione in cui si trova ad agire.

Sviluppare una competenza significa tenere conto a tutti e tre i livelli indicati, collocati in tre gradi di profondità.

Definizione di Pellerey

"La capacità di far fronte a un compito, o a un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto e a orchestrare le proprie risorse Inter, cognitive, affettive e volitive, e a utilizzare quelle esterne disponibili in modo coerente e fecondo"

Le Boterf

Riassume il percorso di sviluppo delle competenze nel passaggio dal "saper fare" al "saper agire", visione concentrata sulle dimensioni operative e prestazionali.

Il valore aggiunto sull'apprendimento

I risultati di quello che abbiamo detto precedentemente hanno portato ad incentrare i processi d'apprendimento sui processi interni del soggetto piuttosto che sui comportamenti manifestati. Un primo attributo è quello costruttivo, ovvero il processo di apprendimento inteso come ricostruzione di quanto il soggetto già conosce, rielaborazione degli schemi mentali e delle conoscenze pregresse. Si afferma definitivamente l'interazione dialettica tra il soggetto che conosce e l'oggetto della conoscenza. Un secondo attributo è quello socioculturale, ruolo fondamentale è il contesto in cui avviene la conoscenza, detto anche da Vygotskij e Bruner. Il contesto viene inteso anche come contesto d'azione entro cui si genera la conoscenza. Il terzo attributo è relativo al suo carattere situato, ovvero le relazioni che si stabiliscono tra il soggetto e il contesto sociale entro cui agisce.

Jonassen

Identifica tre poli intorno a cui ruota il processo: il contesto che lo determina, la collaborazione che lo facilita e la costruzione intesa come processo di riflessione e negoziazione interiore.

Riferimenti programmatici e normativi

Il dibattito culturale sul significato di competenze a livello internazionale fu sempre acceso. Il progetto DeSeCo individua delle competenze chiave per un inserimento attivo nella società del terzo millennio. Da qui traggono origine le raccomandazioni europee sulle competenze chiave: sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personale, la cittadinanza attiva, l'inclusione sociale e l'occupazione.

Un altro punto di riferimento è il quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per l'apprendimento permanente: si propone un lessico condiviso per parlare dei risultati dell'apprendimento. Ci sono due livelli:

  • Risultati delle competenze
  • Risultati delle conoscenze e abilità, interne al primo livello.

Da qui si possono definire i tre termini a livello europeo:

  • Competenze: capacità di usare conoscenze, abilità e capacità
  • Conoscenze: assimilazione di informazioni attraverso l'apprendimento
  • Abilità: capacità di applicare conoscenze e portare a termine compiti e risolvere problemi

Tutto ciò venne preso in riferimento per le Indicazioni Nazionali del primo ciclo di istruzione. Individua un insieme di "traguardi per lo sviluppo delle competenze" e di "obiettivi di apprendimento". I primi aventi valore prescrittivo, richiamano in modo esplicito il riferimento alle competenze chiave di cittadinanza. I secondi, aventi valore orientativo, sono una guida per la selezione dei contenuti disciplinari e la loro articolazione nelle diverse annualità. I traguardi rappresentano il punto di intersezione tra le competenze chiave e gli obiettivi di apprendimento disciplinari. La loro funzione è quindi orientata in rapporto allo sviluppo del curricolo.

Con le introduzioni delle INVALSI le insegnanti sono costrette a confrontarsi con richieste formative distanti dalle pratiche didattiche e valutative. Vengono affidate alle insegnanti al termine di ciascun ciclo scolastico Modello di certificazioni delle competenze: risentono anche esse della transizione delle competenze. Per quanto riguarda il modello di fine scuola prima riguarda le otto competenze presenti nelle raccomandazioni europee. La compilazione è affidata ai docenti responsabili dell'alunno nella scuola primaria.

L'insegnante si trova molto spesso in contatto con il concetto di competenze, in quanto è presente in molti ambiti.

Sfide per la professionalità docente

Come riuscire a connettere le esperienze di apprendimento scolastico con le situazioni di vita? Come agganciare la scuola alla vita?

Sfide dell'insegnante

  • Rapporto tra sapere e contesti di realtà: possiamo vedere due visioni di insegnamento. Insegnamento-muro: rigido, statico, basato sul sapere teorico e Insegnamento-ponte: scoperta, intuizione, sapere pratico. Con il secondo insegnamento non si fra una discontinuità tra mondo reale e scuola.
  • Centralità dei processi: il soggetto deve sapere utilizzare al meglio il proprio sapere per affrontare un compito di realtà. No riproduzione ma sì alla rielaborazione.
  • Discipline al servizio delle competenze: i saperi disciplinari devono essere ricondotti al loro ruolo di strumenti per la formazione del soggetto, piuttosto che di fini in sé. I contenuti di sapere sono diventati i fini. Bisogna fornire strumenti culturali per comprendere e affrontare la realtà.
  • L'allargamento dello sguardo valutativo: una valutazione orientata verso la competenza del soggetto. È necessaria una triangolazione, vero non è necessario solo un punto di vista per comprendere il nostro oggetto ma osservarlo da molteplici prospettive.

In sintesi, un approccio verso le competenze porta a strutturare il lavoro didattico in modo differente, anziché partire da che cosa insegnare si deve partire dal che cosa apprendere. Questo porta a conseguenze inevitabili, a riguardare le prassi didattiche e valutative. Mette in gioco anche il ruolo dello studente: studente attivo. In gioco c'è un'idea di scuola che va decostruita, smontata pezzo per pezzo e ricostruita su premesse diverse.

Cap. 2: Ripensare gli ambienti di apprendimento

È importante considerare tutti gli elementi dell'evento formativo, quindi l'ambiente risulta significativo e si deve porre forte attenzione. Anche se artificiale l'ambiente va pensato, costruito al fine di sviluppare apprendimenti. Il compito dell'insegnante si avvicina a quello dell'architetto che mette al centro la progettazione di un ambiente, progettazione hic et nunc.

Quadri di riferimento: il progetto ILE dell'OCSE-CERI

Il progetto ILE (Innovative Learning Environments) è diviso in varie fasi ma quella che ci interessa è la terza pubblicazione centrato specificamente su una esplorazione del costrutto di ambiente di apprendimento.

De Corte

Ci parla dei quattro caratteri distinti di un apprendimento efficace (già visti prima):

  • Costruttivo: rielaborazione degli schemi mentali
  • Autoregolato: ruolo attivo del soggetto
  • Situato: ancoraggio al contesto
  • Collaborativo: ruolo fondamentale del contesto

Viene chiamata espressione CSSC Learning che ha portato ad individuare dei principi chiave per lo sviluppo di un apprendimento efficace: riconoscere gli allievi come attori protagonisti, apprendimento collaborativo, considerare le differenze individuali, creare attività impegnative e sfidanti, strategie di valutazione, valorizzare le connessioni orizzontali (fra discipline). Da questi principi si parte per delineare i caratteri di un ambiente.

Cosa si intende per ambiente di apprendimento?

Un concetto organico e olistico che include sia le modalità di apprendimento che il contesto in cui "avviene: un ecosistema di apprendimento che include le attività e gli esiti dell'apprendimento". Ovvero un ambiente ecologico, che deve essere un mezzo e non un fine.

Componenti chiave dell'ambiente di apprendimento nel progetto ILE

Al centro troviamo l'ambiente di apprendimento in cui avviene l'interazione formativa. Possiamo evidenziare alcune componenti: il triangolo didattico (insegnante, allievo, contenuti) vengono poi aggiunte le risorse. E sono in relazione tra loro a seconda di come vengono usate. Il principio che si vuole far comprendere è che nell'aula c'è la scuola, infatti dove avviene il processo formativo è importante perché influenza l'apprendimento e quindi bisogna riflettere sul contesto. Un ultimo aspetto sono le relazioni con la comunità entro cui la scuola si situa, si assume quindi una prospettiva più ampia. Concludiamo dicendo che la parte riflette alcuni tratti del tutto.

Quali sono i caratteri innovativi di un ambiente di apprendimento efficace?

Si basa sui sette principi guida per un apprendimento efficace. Le innovazioni inerenti alle quattro componenti di base:

  • Allievi: relazioni fra alunni differenti coinvolgimento in attività
  • Contenuti: sviluppo di competenze per il futuro
  • Risorse: potenziamento delle risorse digitali
  • Docenti: coinvolgimento con i genitori, esperti esterni

A livello di mesosistema

  • Una leadership orientata all'apprendimento
  • Gli insegnanti come professionisti dell'apprendimento
  • L'impiego sistematico di informazioni
  • Utilizzo sistematico di feedback

A livello di macrosistema, connessione con il territorio:

  • Collaborazioni con università, imprese e istituzioni culturali e agenzie formative
  • Collaborazioni con le famiglie e la comunità territoriale

Quindi il quadro di riferimento evidenzia le relazioni reciproche tra i diversi piani.

Quadri di riferimento: il progetto CCR della comunità europea

Il progetto ha promosso le classi creative, ambienti di apprendimento innovativi. Classe: designa tutti i tipi di ambienti di apprendimento. Creativo: pratiche innovative centrate su principi di collaborazione.

Ci sono degli elementi essenziali nelle classi creative che sono in relazione al contesto e alla cultura, vengono evidenziati otto componenti chiave:

  • Contenuti e curricoli: le risorse a disposizione
  • Valutazione: modi alternativi di valutazioni
  • Pratiche di apprendimento: modalità di apprendimento e il coinvolgimento
  • Pratiche di insegnamento: assunzione di nuovi ruoli
  • Organizzazione: azione per rispondere ai bisogni
  • Leadership e valori: promuovere l'equità, un'educazione uguale per tutti
  • Connettività: fattori sociali ed emozionali che influenzano
  • Infrastruttura: deve facilitare l'educazione innovativa

Troviamo anche dei parametri di riferimento, servono per costruire classi creative, diverse combinazioni permettono di configurare un'ampia varietà di ambienti di apprendimento in funzione di differenti contesti e bisogni. Sono stati individuati 28.

Microsistema aula: componenti hardware e software

Osserviamo ora il microsistema aula che in relazione alle quattro componenti di base si possono riconoscere tre piani di analisi:

  • Strutturale: spazi e arredi scolastici
  • Funzionale: materiale didattico
  • Didattico: metodologie di lavoro

I primi due vanno a definire il contesto in cui si svolge la relazione formativa. I fattori sono innumerevoli ma i più significativi sono:

  • Spazio: come è organizzato il luogo in cui avviene l'insegnamento determina l'azione didattica e la relazione educativa. Per rendere una didattica più attiva è necessario creare aule laboratorio disciplinari, dove l'esperienza pratica e teorica è in relazione. Quindi gli studenti girano per le aule le quali sono organizzate ognuna per la propria materia. Quindi l'aula viene assegnata al docente e non più alla classe.
  • Tempo: come viene strutturata la giornata scolastica determina le modalità di lavoro. Viene proposto un anno di sperimentazione compattando alcune materie (fisica, chimica) in un unico semestre dove al termine ci sarà una valutazione finale. Alcune materie non vengono compattate perché necessitano di un lavoro duraturo (motoria, lingue).
  • Regole: norme implicite ed esplicite che sono necessarie in un gruppo sociale, alcune valide per tutto il plesso altre solo per il microsistema.
  • Attori: soggetti coinvolti nell'azione didattica.
  • Canali comunicativi: medium attraverso cui avviene la relazione didattica. Interazione diretta o con altri canali (lim, cartelloni, video proiettore, ecc), oppure una relazione a distanza tramite le tecnologie. Aula 3.0: uno spazio che raffigura la sua organizzazione in termini di apertura verso l'esterno e un cambiamento fisico della stanza per permettere una didattica innovativa, che privilegia approcci laboratoriali e collaborativi.
  • Sussidi didattici: materiali che supportano l'insegnamento. Quello più diffuso è il libro di testo. Venne proposta l'iniziativa di una produzione in proprio dei libri. Diventano così un risultato di un lavoro portato avanti dagli insegnanti con gli alunni, i quali partecipano attivamente alla produzione.

Possiamo quindi notare quanti elementi possono condizionare il setting formativo, quindi gestire in modo adeguato questi fattori porta a rendere l'esperienza formativa migliore. Come ci ha insegnato McLuhan, il medium è messaggio, come il modo in cui veicoliamo un messaggio è parte integrante del messaggio stesso, è importante quindi sia che cosa diciamo ma anche come diciamo una cosa.

Nella progettazione didattica troviamo il curriculum esplicito, traguardi e scelte metodologiche, ma ci sono altre dimensioni della didattica che non sono soggette di trattazione sistematica da parte dell'insegnante. L'aspetto più problematico è che in alcuni casi non c'è piena consapevolezza da parte dell'insegnante rispetto alle scelte e si mandano dei messaggi contraddittori (lavoro di gruppo ma banchi tutti divisi). Alcune volte questi fattori vengono considerati fattori che esulano dalla propria sfera d'azione.

Metodologia didattica efficace di Pellerey

  • Significatività: integrare la nuova conoscenza con le vecchie
  • Motivazione: motivare il soggetto ad apprendere
  • Direzione: orientazione dei traguardi e condivisione di essi
  • Continuità
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/02 Didattica delle lingue moderne

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Eleonora-Bolzani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof De Santis Mina.
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