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Attività fisica, salute e benessere

La carta di Toronto per l'attività fisica: una chiamata globale all'azione

Negli ultimi anni sono aumentate l'ipocinesi e la sedentarietà in tutte e tre i gruppi principali di riferimento della popolazione (bambini-adolescenti, adulti e anziani). Uno stile di vita sedentario ha conseguenze negative sulla salute (fisica, mentale, sociale e intellettiva) e sullo sviluppo sostenibile ed economico. Ipocinesi e inattività fisica sono al quarto posto tra le principali cause di morte dovute a malattie croniche non trasmissibili (circa tre milioni di morti l'anno) e sono una delle principali cause del generale aumento dei livelli di sovrappeso e di obesità infantile ed adulta.

In Europa si stima che solo il 42% degli adulti e il 34% degli adolescenti pratica regolarmente attività fisica. Sul piano della salute, praticare attività fisica quotidianamente promuove lo sviluppo fisico e la socializzazione nei bambini, contribuisce alla riduzione delle malattie croniche e migliora la salute mentale negli adulti, favorisce il mantenimento dell'autonomia funzionale e diminuisce il rischio di cadute e fratture negli anziani.

Sul piano dello sviluppo sostenibile, l'attività fisica può avere un ruolo importante nella promozione di modalità attive di spostamento (camminare, pattinare, andare in bici…), contribuendo a ridurre l'inquinamento dell'aria e le emissioni dei gas serra (i due fattori principali che hanno un effetto negativo sulla salute dell'uomo). Sul piano economico, l'inattività fisica incide sui costi diretti e indiretti dell'assistenza sanitaria (circa 54 miliardi di dollari a livello globale) e ha un impatto significativo sulla produttività e sugli anni di vita in buona salute. L'attività fisica oggi viene considerata una priorità nella promozione della salute e del benessere della persona.

La Carta di Toronto per l'attività fisica è un modello finalizzato alla sensibilizzazione di tutta la popolazione, con lo scopo di offrire a tutti opportunità sostenibili per adottare uno stile di vita attivo. Essa mira a promuovere l'attività fisica non solo a livello individuale ma anche a sensibilizzare ed unire i responsabili politici ad aumentare politiche specifiche a livello nazionale, regionale e locale, orientate alla promozione di opportunità per l'attività fisica facilmente accessibili sul territorio, e nei diversi contesti di vita e di lavoro per tutte le fasce d'età.

Livelli attuali di sedentarietà e attività fisica raccomandata

Attività fisica (AF) = qualsiasi movimento corporeo prodotto da un muscolo scheletrico che richiede dispendio energetico superiore a quello di riposo. Essa può essere praticata in forma ricreativa o amatoriale, oppure sotto forma di disciplina sportiva. Essa può essere parte integrante del lavoro o della vita di tutti i giorni (ADL).

Alcune AF sono fatte per scelta e possono offrire divertimento, altre attività lavorative/domestiche potrebbero essere necessarie/obbligate, e potrebbero non fornire gli stessi benefici per la salute mentale e/o sociale rispetto all'AF praticata in modo ricreativo. Esercizio fisico = forma di AF caratterizzata da movimenti corporei pianificati, strutturati e ripetuti, finalizzati al miglioramento / mantenimento della salute. Rientrano: fitness muscolare / cardiorespiratoria, composizione corporea, esercizi di flessibilità, esercizio funzionale o neuromotorio.

  • Attività fisica consigliata (generale)
    • Esercizio aerobico ad intensità moderata – tutti i giorni
    • Esercizi di forza – 2-3 volte a settimana

Il rischio di mortalità prematura (per tutte le cause) diminuisce all'aumentare della quantità di attività fisica praticata (min/settimana).

Attività fisica consigliata dalla WHO (World Health Organization)

  • Per infanzia e adolescenza (5-17)
    • Almeno 60 min/giorno di attività fisica moderata-vigorosa di tipo aerobico
    • Esercizi di forza (intensità vigorosa) almeno 3 volte a settimana
    • L'attività fisica in questa fascia di età dovrebbe essere basata su attività sportive, giochi di movimento, attività ricreative, educazione fisica o esercizio strutturato
  • Per età adulta (18-64)
    • Almeno 150 min a settimana di attività aerobica di intensità moderata OPPURE 75 min di AF vigorosa
    • Almeno 2 volte a settimana si dovrebbero svolgere esercizi di forza
  • Per l'età anziana (65+)
    • Almeno 150 min a settimana di attività aerobica di intensità moderata OPPURE 75 min di AF vigorosa
    • Almeno 2 volte a settimana si dovrebbero svolgere esercizi di forza
    • Attività volte al miglioramento della flessibilità, mobilità articolare ed equilibrio

Dati – nel mondo circa il 23% degli adulti e l'81% degli adolescenti non soddisfano le attuali raccomandazioni per la pratica dell'AF prescritte dalla WHO. In ogni caso ci sono differenze in base a molti fattori come provenienza, sesso, età, status socioeconomico, razza, disabilità, malattie... (=disparità nelle opportunità per l'AF).

Per contrastare la sedentarietà ci sono due vie principali:

  1. Compensare i periodi di inattività aumentando volume ed intensità dell'AF > almeno 60-75 min di esercizio ad intensità moderata al giorno
  2. Cercare di interrompere i periodi di sedentarietà, inserendo brevi periodi di esercizio e/o AF durante il giorno > esercizi di pochi secondi/minuti ogni 15-30 minuti

Intensità esercizio/allenamento = MET (=indice metabolico = consumo di O2) MET a riposo = 1; MET attività sedentaria = max 1.5/2 MET < 3 = bassa; 3 < MET < 6 = moderata; MET > 6 = intensa.

Piano d'azione globale sull'AF 2013-2020

Il piano d'azione 2013-2020, 2018-2030 della WHO è finalizzato alla riduzione del carico prevenibile ed evitabile di morbilità, mortalità e disabilità associato alle malattie non trasmissibili (-25%), la cui insorgenza compromette non solo la salute, la qualità della vita e la produttività dei singoli individui, ma fornisce un vero e proprio ostacolo al benessere e allo sviluppo socioeconomico. Questo piano è basato su quattro obiettivi strategici principali e propone una serie di 20 azioni politiche specifiche per guidare gli sforzi degli Stati membri per accelerare e favorire la promozione e la pratica di attività fisica per tutta la popolazione.

Lo scopo è assicurarsi che tutte le persone abbiano accesso ad ambienti sicuri e a diverse opportunità di essere fisicamente attivi nella loro vita quotidiana, come mezzo per migliorare la salute individuale e della comunità oltre a contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico.

  • Creare una società attiva = cambio di paradigma in tutta la società
  • Creare ambienti attivi = accesso equo a luoghi e spazi sicuri dove fare AF regolare
  • Creare persone attive = aiuto a persone ad impegnarsi in AF regolari
  • Creare sistemi attivi = mobilitazione di risorse e attuazione di azioni coordinate per aumentare l'AF

Sovrappeso (25<BMI<29) e obesità (BMI>30)

Per quanto riguarda la popolazione europea, oltre la metà della popolazione adulta risulta in sovrappeso e circa il 23% delle donne e il 20% degli uomini risultano obesi. Nei bambini della scuola primaria la combinazione di obesità e sovrappeso oscilla tra il 20 e il 40% con i livelli più alti riscontrati nei paesi dell'Europa meridionale. Per ridurre l'obesità è necessario avere un bilancio energetico negativo ottenibile diminuendo le calorie in entrata e/o aumentando le calorie in uscita.

Verso un nuovo concetto di salute e benessere

Oggi il concetto di salute non si limita a definire l'assenza di malattia, ma comprende anche un senso di realizzazione, maturazione e accettazione all'interno di una società. Un individuo deve maturare le “aree di sviluppo della personalità”: intellettivo-cognitiva, socio-comunicativa, senso-motoria. Bisogna educare la popolazione alla salute, ovvero rendere le persone consapevoli dei comportamenti e delle abitudini che direttamente o indirettamente, nel breve o nel lungo termine, influenzano la salute.

In questo compito è fondamentale l'intervento della scuola, la quale ha il potere di influenzare positivamente lo stile di vita dei giovani. Il sistema scolastico è l'ambiente educativo che, assieme alla famiglia, dovrebbe educare alla salute attraverso la trasmissione di una cultura che comprenda anche l'educazione alimentare e quella motoria-sportiva. L'insufficienza / assenza di AF provoca ripercussioni negative su tutto l'organismo e sulla personalità; il benessere deriva dall'equilibrio tra mente e corpo.

  • Mente > Maslow (psicologo) > benessere = soddisfazione di tutti e 5 tipi di bisogni: fisiologici, di sicurezza, di appartenenza, di stima, di autorealizzazione.
  • Corpo > WHO > stato di salute ottimale raggiungibile dall'individuo mediante una particolare cura e attenzione all'alimentazione e allo stato di forma fisica.

Il well-being si basa sullo sviluppo e acquisizione di 6 comportamenti indispensabili:

  • Benessere intellettuale – stimolazione mentale e arricchimento intellettuale
  • Benessere morale e spirituale – apprezzamento per la vita, capire ed interpretare il mondo
  • Benessere fisico-motorio – equilibrio tra AF e alimentazione per migliorare la vita
  • Benessere professionale – soddisfazione in ambito lavorativo, equilibrio tra tempo lavorativo e libero
  • Benessere sociale – gestire relazioni efficaci, positive e gratificanti
  • Benessere emozionale – capacità di gestione delle emozioni/sentimenti, riconoscimento di punti di forza e limiti

Gran parte delle dimensioni del benessere trovano nell'AF, nell'esercizio e nelle discipline sportive una palestra di allenamento. Ogni attività di movimento, se praticata in un contesto educativamente controllato in un ambiente sicuro, è in grado di offrire occasioni di crescita non solo fisica ma anche intellettiva, sociale, emozionale e morale. Le evidenze neuro-scientifiche hanno ampiamente dimostrato come lo sviluppo motorio, sociale e cognitivo siano legati da una stretta correlazione.

Una rilevante quantità di studi può porre il sistema motorio al centro dell'evoluzione della persona sia dal punto di vista dell'apprendimento sia da quello della comunicazione, del linguaggio e della socialità. Il sistema motorio non è semplicemente un sistema esecutivo, ma è a tutti gli effetti una parte del sistema cognitivo. I compiti di tale sistema sono quelli di comandare, controllare e gestire l'esecuzione dei movimenti in risposta agli stimoli sensoriali e quello di interagire con l'ambiente attraverso funzioni strutturate.

Il sistema motorio è cognitivo e strutturato per scopi e dunque per risoluzioni di problemi posti dall'ambiente. I neuroni della nostra corteccia cerebrale guidano e coordinano, attraverso una sinergia di contrazioni muscolari e di gesti segmentari, gli scopi del nostro agire. Fin dalla nascita il sistema senso-motorio e la produzione di esperienze motorie sono alla base della conoscenza della strutturazione neuronale cerebrale.

Intelligenza corporeo-cinestetica = Essere in grado di conoscere e padroneggiare sia il proprio corpo sia i modi con cui esso opera. = Usare il proprio corpo in modi molto differenti e abili, per fini espressivi oltre che concreti, manipolare oggetti, generare condizioni spazio-temporali (s-t) che consentono di ottenere una successione fluida dei movimenti parziali che vanno a comporre un movimento globale unico, personale, autentico che esprime appieno il proprio modo di essere e di adattarsi all'ambiente.

Neuroscienze e attività motorie

Neurofisiologia della motricità umana

Motricità primitiva: dal punto di vista neurofisiologico è riflessa = movimenti legati alla sopravvivenza + massivi incontrollati + movimenti atetotici. Motricità riflessa: ogni risposta di adattamento che avviene senza il controllo della coscienza o della volontà. Si può avere un'azione riflessa quando l'impulso percorre almeno due neuroni: uno che dalla periferia lo porta al centro e l'altro che dal centro lo riporta alla periferia (=arco riflesso).

  • Tipi di stimoli:
    • Propriocettivi: afferenze interne muscolari, articolari e vestibolari
    • Esterocettivi: stimolazioni tattili e gustative
    • Telecettivi: stimolazioni acustiche, olfattive e vive
    • Enterocettivi: afferenze da muscolatura liscia
    • Noiccettivi: dolore

Riflessi da stiramento: quando il muscolo scheletrico subisce uno stiramento il riflesso fa aumentare la tensione del muscolo contraendolo. Hanno come recettori i fusi neuromuscolari situati in seno ai muscoli scheletrici e sono rappresentati dai riflessi tendinei (riflessi tendineo-rotuleo / achilleo / bicipitale / tricipitale).

Riflessi di flessione: reazione di difesa consistono nell'allontanamento della parte stimolata dalla sorgente dello stimolo, qualora questo rappresenti un danno o un pericolo (riflesso cutaneo-palmare). Riflesso miotatico: il muscolo scheletrico, quando viene sottoposto a un eccessivo allungamento, si contrae con una forma di motricità automatica chiamata riflesso miotatico. I motoneuroni gamma vanno a innervare le fibre intrafusali contenute all'interno di una capsula fibrosa chiamata fuso neuromuscolare. Queste sono disposte in parallelo rispetto alle fibre che compongono il muscolo chiamate invece fibre extrafusali ed innervate dai motoneuroni gamma.

Circuito = motoneurone gamma → fb muscolare intrafusale → afferenza Ia → fb muscolare extrafusale. Gli organi muscolo-tendinei del Golgi agiscono come misuratori della tensione muscolare; essi sono collocati nelle giunzioni tra muscolo e tendine. Velocità della modulazione riflessa misurazione attraverso elettromiografia.

  • Reazione M1: 30-50 ms = riflesso mono-sinaptico da stiramento. Una quantità notevole di queste reazioni possono avere luogo, inconsciamente e simultaneamente, in seguito agli stiramenti muscolari comportati dalle variazioni di postura.
  • Reazione M2: 50-80 ms = riflesso poli-sinaptico da stiramento. Le afferenze che provocano queste reazioni, oltre ad articolarsi con gli interneuroni eccitatori ed inibitori, inviano gli impulsi verso i centri superiori della corteccia del cervelletto, dove gli stessi vengono elaborati e questo giustificherebbe il periodo di latenza superiore.
  • Reazioni indotte: 80-120 ms. Vengono messe in atto quando unitamente alle reazioni M1 e M2 subentrano altri fattori esterni che stimolano e inducono la muscolatura in oggetto ad operare un'azione.
  • M3: 120-180 ms = risposta volontaria connessa a tempo di reazione. È molto elastico e graduabile volontariamente.

Motricità volontaria e controllata

Atrocità controllata comprende tutti quegli atti motori che, oltre ad essere voluti intenzionalmente, richiedono un certo grado di attenzione, cura e controllo (si manifesta nelle situazioni di apprendimento motorio). Ogni movimento volontario per essere realizzato deve essere il frutto di un'elaborazione mentale che conduce alla rappresentazione del movimento la quale precede l'esecuzione dello stesso. Affinché questo processo avvenga sono necessari tre momenti:

  • Raccolta dell'informazione dall'ambiente attraverso gli analizzatori sensoriali. Le informazioni provengono da diverse vie:
    • Le vie estereocettive della sensibilità visiva, uditiva, tattile, olfattiva e gustativa
    • Le vie propriocettive che inviano informazioni sul tono muscolare e sul grado di ampiezza articolare, e sulle condizioni generali di equilibrio tra i segmenti corporei e del corpo rispetto all'ambiente
    • Le vie enterocettive che inviano le sensazioni profonde della sensibilità dolorifica, nel senso di benessere o malessere, dei bisogni primari legati alla fame e alla sete, della sensibilità proveniente dalla muscolatura liscia degli organi interni
  • Elaborazione mentale dell'informazione ed integrazione delle stesse con quelle già presenti nella memoria cinestesica con la successiva scelta del programma di movimento o schema motorio.
  • Fase esecutiva: gli impulsi nervosi vengono trasmessi dai centri corticali alla muscolatura.

Controllo corticale del movimento

Il sistema di controllo volontario corticale coinvolge gran parte delle aree della neocorteccia: l'area frontale, quella parietale posteriore e le aree 4 e 6 che costituiscono la corteccia motrice. L'area 4 = corteccia motoria primaria o M1; mentre l'area 6 si ritiene specifica per il controllo dei movimenti volontari specializzati in quanto contiene due mappe motorie chiamate rispettivamente APM (=area premotoria) e APMS (=area premotoria secondaria) la cui attivazione provoca la comparsa di movimento contemporaneamente in diversi gruppi muscolari.

La programmazione del movimento può avvenire grazie all'apporto di altre due aree localizzate nella corteccia parietale posteriore: l'area 5 che riceve afferenze dalla corteccia somato-sensoriale e quindi dalla propria eccezione ed al tatto e l'area 7 che è considerata bersaglio delle aree visive corticali superiori.

Ruolo del cervelletto

Coordinamento e la sincronizzazione dei movimenti con un'attenzione particolare all'aspetto legato alle sequenze spazio-temporali dei movimenti parziali ed alla loro esecuzione contemporanea o successiva. Interviene dunque sia in fase di controllo della motricità volontaria che in quella della motricità automatizzata.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher licia31 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività motorie di gruppo ricreative del tempo libero e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Forlani Greta.
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