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Didattica delle lingue moderne

Introduzione

L'attuale didattica delle lingue si fonda su quanto è accaduto nel Novecento in relazione:

  • Al piano delle teorie e dei metodi
  • Al piano istituzionale (istruisce circa le nozioni fondamentali di una disciplina)

1967 – 1992: queste due date per la didattica delle lingue hanno una valenza molto importante poiché:

1967 → il Consiglio d'Europa lanciò il Modern Language Project.

5 Maggio 1949 → “Consiglio d'Europa”: è un'organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia (governo del popolo), i diritti dell'uomo, l'identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali d'Europa. Il Consiglio d'Europa fu fondato il 5 Maggio 1949 con il Trattato di Londra. Conta oggi 47 membri. La sede istituzionale è a Strasburgo, in Francia, nel Palazzo d'Europa. Lo strumento principale d'azione consiste nel predisporre e favorire la stipulazione di accordi e convenzioni internazionali tra gli stati membri.

Trattato di Londra → stipulato dopo le decisioni prese durante il Congresso dell'Aia nel 1948. Primo vero momento federale europeo; presieduto da Winston Churchill. Il Congresso dell'Aia mise assieme i rappresentanti di un ampio spettro politico, fornendo loro l'opportunità di discutere idee riguardanti lo sviluppo dell'Unione Europea e non solo. Questa conferenza storica contribuì notevolmente a suscitare nei governi e nell'opinione pubblica un'influenza positiva riguardo alle istituzioni europee che si stavano formando proprio negli anni del secondo dopoguerra.

1992 → L'Unione Europea dichiarò il “diritto” dei cittadini di ricevere l'insegnamento di due lingue straniere: inglese e un'altra lingua comunitaria.

7 Febbraio 1992 → “Unione Europea” (UE): è un'unione politica ed economica di carattere sovranazionale, che comprende 28 paesi membri indipendenti e democratici del continente europeo. La sua formazione sotto il nome attuale risale al Trattato di Maastricht del 7 Febbraio 1992 (entrato in vigore il 1 Novembre 1993), al quale tutti gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle comunità europee precedentemente esistenti. L'Unione Europea garantisce la libera circolazione di merci, servizi, persone e dei capitali all'interno del suo territorio; promuove: la pace, i valori, il benessere dei suoi popoli; lotta contro l'esclusione sociale e la discriminazione; favorisce il progresso scientifico e tecnologico e mira alla coesione economica, sociale, territoriale e solidale tra gli stati membri. Le competenze spaziano dagli affari esteri alla difesa, alle politiche economiche, all'agricoltura, al commercio e alla protezione ambientale.

Trattato di Maastricht → o Trattato dell'unione europea, è un trattato firmato il 7 Febbraio 1992 a Maastricht nei Paesi Bassi da 12 paesi membri (ora diventati 28); fissa le regole politiche e i parametri economici necessari per l'ingresso dei vari stati aderenti alla suddetta Unione.

NB: Pace: “Per aver contribuito per oltre sei decenni all'avanzamento della pace e della riconciliazione della democrazia e dei diritti umani in Europa” (motivazione Premio Nobel all'UE).

Perché un secolo di insegnamento linguistico? Fa riferimento ad una rapida navigazione nel XX secolo e nella prima decade del XXI secolo; finalizzata a cogliere quel che di questa storia è vivo ed operante fino ai giorni nostri ed ancora oggi.

Capitolo 1: Le sfide di Babele

Glottodidattica

Glottodidattica (o didattica delle lingue moderne) → scienza che studia l'educazione linguistica, ma si interessa anche dell'educazione letteraria e microlinquistica. Educazione linguistica: è l'azione che mira a far emergere la facoltà di linguaggio (caratterizzante dell'homo sapiens), cioè la capacità spontanea di acquisire lingue pienamente o parzialmente.

La glottodidattica dunque si configura come una scienza pratica ed interdisciplinare e all'interno della ricerca glottodidattica si individuano due componenti:

  • Componente 1: Teorica → mira a conoscere il meccanismo dell'acquisizione linguistica, al fine di deviarne gli approcci
  • Componente 2: Pratica → operativa - porta alla definizione di metodi e alla selezione delle tecniche e delle tecnologie adeguate

Tale concezione della glottodidattica, che è propria dell'Italia, sta diffondendosi in Europa e in inglese alcuni autori utilizzano il termine “educational linguistics” al posto di “applied linguistics.”

Lo strumento concettuale di fondo: approccio, metodo, metodologia. La glottodidattica trae le sue conoscenze da varie aree scientifiche e tali conoscenze per essere utilizzate hanno bisogno di essere organizzate da uno schema gerarchico (in ordine di importanza).

La gerarchizzazione di Anthony (anni '70)

Aspetti del grafico:

  • La struttura
  • I termini
  • Il funzionamento del modello
La struttura

La glottodidattica è una scienza teorico-pratica, tanto che lo spazio di studio si articola in due fasi: approccio e metodo.

  • Teorico → conoscenza teorica assunta dalle teorie di riferimento (collegamento all'approccio)
  • Pratico → uso delle conoscenze per operare nel mondo e per progettare l'educazione linguistica (collegamento al metodo)

NB: Frecce bidimensionali: vi è uno scambio reciproco tra glottodidattica (insieme dell'approccio e del metodo) e il mondo delle idee da un lato e tra la glottodidattica (insieme dell'approccio e del metodo) e il mondo dell'azione didattica (=insegnamento).

I termini
  • Teoria: modo di interpretare un insieme di dati raccolti. Una teoria deve:
    • Far comprendere e organizzare sistematicamente i dati
    • Consentire di operare generalizzazione partendo da dati
    • Guidare le previsioni di altri fenomeni
    La teoria non ha fini didattici ma descrittivi e linguistico-teorici, è esterna alla glottodidattica. Viene individuato l'atto del linguaggio.
  • Approccio: è la filosofia di fondo di un'impostazione glottodidattica; si fa riferimento all'idea che si ha di: lingua, cultura, comunicazione, studenti, insegnante, insegnamento. È un “orientamento generale,” si individuano:
    • Le finalità dell'educazione linguistica
    • I bisogni dei discenti
    • Gli obiettivi glottodidattici
    Si tiene conto delle coordinate scientifiche per proporre dei metodi per l'insegnamento, al fine di raggiungere finalità ed obiettivi. L'approccio seleziona dati ed impianti epistemologici delle varie teorie e delle varie scienze di riferimento e li riorganizza secondo parametri propri della glottodidattica, individuando le mete e gli obiettivi dell'insegnamento linguistico. Un approccio genera uno o più metodi che ne realizzano l'applicazione nelle varie situazioni. Nella storia della glottodidattica alcuni approcci sono stati definiti “metodi.”
  • Metodo: traduce l'approccio in modello operativo; è la realizzazione di un approccio in termini di procedure didattiche e di modelli operativi. Un metodo non è buono o sbagliato, vecchio o moderno, è semplicemente coerente o incoerente con le premesse dell'approccio che esso intende mettere in pratica. Il metodo non si occupa delle tecniche di classe (es: griglie, domande a risposta multipla, ecc.), ma di strumenti di organizzazione dell'educazione linguistica, come per esempio:
    • Definizione del curricolo
    • Definizione dei livelli
    • Definizione degli strumenti di programmazione
    • Definizione degli impianti della verifica
    • Definizione della certificazione
  • Metodologia: ancora oggi è molto diffusa la confusione tra metodo e metodologia. In senso generico, lo studio del metodo su cui deve essere fondata una determinata scienza e disciplina; con senso più concreto, il complesso dei fondamenti teorici sui quali un metodo è costituito. L'analisi dei bisogni implica la definizione e la scelta delle intenzioni, situazioni, argomenti, forme linguistiche, strategie e tecniche da adottare nell'insegnamento.
  • Tecniche: attività, spiegazioni, esercizi, uso di strumenti che realizzano le indicazioni del metodo e gli obiettivi dell'approccio.
Il funzionamento del modello

Per capire al meglio il funzionamento di tale modello occorre tener conto di un esempio:

Esempio: “la lingua si realizza in una serie di varietà” - dichiarazione teorica proveniente dal mondo delle idee. Ne seguono due procedure della glottodidattica:

  • Approccio: data tale dichiarazione si dovrà far propria un'idea di lingua che varia a seconda del contesto
  • Metodo: data tale dichiarazione:
    • Quali varietà di lingua inserire nei percorsi di educazione linguistica (lingua materna, seconda, straniera, etnica, classica)
    • A quale punto dei percorsi acquisitivi andranno inserite tali varietà
    • In quale modalità andranno inserite – comprensione/produzione/orale/scritto
    • Con quale livello di riflessione esplicita

Azione → servono tecniche didattiche adeguate al metodo e coerenti con l'approccio. Termine – dichiarazione e procedura / Cognitivismo. Il termine dichiarazione è stato utilizzato precedentemente in riferimento al funzionamento del modello. Per non creare confusione, il cognitivismo ha apportato una distinzione.

Cognitivismo

Può essere definito come un indirizzo della psicologia scientifica che si propone di studiare i processi mentali considerandoli analoghi a processi di elaborazione dell'informazione. In realtà questa corrente psicologica non costituisce una vera e propria scuola, avendo al proprio interno un'eterogeneità (= diversità) di presupposti, di procedure di ricerca, di obiettivi e di modelli teorici. Tuttavia, i suoi vari esponenti presentano alcuni elementi comuni:

  • L'interesse per gli eventi mentali interni al soggetto
  • L'interpretazione dell'organismo come dotato sin dalla nascita di competenze specifiche
  • La concezione dell'individuo quale costruttore della propria rappresentazione del mondo

Quindi: l'enciclopedia, cioè le conoscenze del mondo di una persona, è organizzata nella mente secondo modalità ancora largamente ignote. Una delle ipotesi più accettate è la dicotomia tra conoscenze dichiarative e conoscenze procedurali.

  • Conoscenze dichiarative – è espressa da un'unica proposizione e si apprende in modo isolato per poi essere sistemata in schemi (es: il ghiaccio è freddo)
  • Conoscenze procedurali – sono basate sul meccanismo “se (è vero che)...allora (ne consegue che)”

Fasci di procedure costituiscono le strategie. Nella lingua la dimensione morfologica è costituita da dichiarazioni, quella sintattico-testuale da procedure.

Le variabili in gioco

Dopo il quadro generale preso in considerazione è necessario dotarci di alcuni parametri per rendere compatibili i movimenti glottodidattici del XX e XXI secolo. Parametri: sono chiarificatori e considerati dei “Fil Rouge” (filo rosso), inteso solitamente con il significato di “filo conduttore.” I principali sono:

  • Le teorie di riferimento – rimandano a quattro ambiti fondamentali:
    • Scienze del linguaggio e della comunicazione
    • Scienza della società e della cultura
    • Scienza neuro-psicologiche
    • Scienze dell'educazione
  • Il percorso – vi sono numerosi quesiti da tenere in considerazione:
    • Tabula rasa su cui plasmare una personalità
    • Vengono considerate le caratteristiche individuali (aspetto cognitivo, relazionale, personale) / entità astratta di cui non si prende in considerazione l'aspetto individuale
    • Vengono tenute in conto:
      • La lingua materna dello studente
      • Le lingue conosciute dallo studente
      • I bisogni e le motivazioni dello studente
      • L'anatomia dello studente
  • Il docente – è considerato avente un ruolo totalitario (= modello da seguire) / un “regista” o meglio, un facilitatore dell'apprendimento
  • La lingua – varie dicotomie:
    • Insieme di regole da usare con la massima correttezza/strumento di comunicazione che devo essere efficace
    • Costruzione monolitica/insieme di varietà
    • Aspetti fondamentali: correttezza, efficacia, appropiatezza
  • La cultura – letteraria, classica/quotidiana:
    • Presentata nella sua complessità/stereotipi (=immagini collettive)
  • Strumenti operativi – il curricolo: sono delineati gli obiettivi / è una pura lista di contenuti
  • Tecniche didattiche – il patrimonio della metodologia didattica è ricchissimo di tecniche, attività + esercizi
  • I materiali – prevalgono i materiali autentici o quelli costituiti al fine didattico (rischio di verosimiglianza)?
  • Strumenti tecnologici – che cosa sono?
    • Sussidio
    • Aiuto
    • Indispensabili per attivare un dato metodo?
    • Pongono lo studente: posizione passiva/compartecipe?

Capitolo 2: Le sfide di Babele

Approcci e metodi della tradizione

  • Approccio: formalistico – metodo : grammatico-traduttivo
  • Approccio: naturale – metodo : sperimentazioni d'élite
  • Approccio : solo lettura – metodo : Reading Method
Schema fino al 1600

Mondo classico Medioevo-Rinascimento: l'insegnamento linguistico è “comunicativo,” cioè basato sull'uso e inseguito sulla forma, era affidato all'interazione con un madrelingue ed aveva come modello i testi classici.

Secondo Rinascimento (600):

  • Nascono centri che studiano la lingua come oggetto: “Accademia della Crusca,” “Port Royal”
  • Si creano i primi dizionari e le prime grammatiche
  • Italiano e francese: si affiancano al latino come strumenti di comunicazione internazionale.
  • Latino: rimane nel mondo ecclesiastico ed è il fulcro dell'educazione linguistica delle scuole gestite da ecclesiastici in cui l'insegnamento delle lingue moderne viene inserito con le modalità d'insegnamento del latino.
Approccio: formalistico – Metodo: grammatico-traduttivo

Considerato da molti come l'approccio tradizionale è invece relativamente recente, essendo comparso verso il 600-700, dopo millenni di insegnamento comunicativo della lingua. (mondo classico, Medioevo, Rinascimento).

A fine Rinascimento il latino smette di essere una lingua d'uso costante e vivo ai fini di comunicazione per cui il suo insegnamento si trasforma nella pratica delle strutture morfosintattiche e nell'acquisizione del lessico attraverso la tradizione.

  • Teorie di riferimento → l'educazione vista come rispetto delle regole
  • Percorso → deduttivo: si danno le regole, se ne dedurranno i comportamenti linguistici (dal generale al particolare)
  • Lingua → è considerata un sistema di regole. Nel 1600 gli studenti ricavavano le regole da un testo letterario, ma già nel 1700 vi sono degli schemi grammaticali pronti, da apprendere a memoria. Regole → sono considerate stabili, immutabili secondo un principio di purismo che condanna ogni varietà regionale: unica varietà di registro = formale → tanto che i testi classici fungono da modello (l'italiano insegnato è quello di Dante, Petrarca, Boccaccio)
  • Cultura → letteraria, classica (si prende come modello → Dante, Petrarca, Boccaccio)
  • Studente → è una tabula rasa e per questo serve plasmarlo (paradigmi, regole ed eccezioni). Lo studio è un dovere quindi: “Lo studente deve studiare senza porsi oziose domande sul senso di quello che fa.” L'apprendimento, riservato agli studenti più avanzati era affidato ai libri, spesso testi letterari con traduzione interlineare (=scrivere tra una riga e l'altra di un testo stampato o manoscritto) → ad una riga di testo nella lingua obiettivo si accompagna, sotto, la traduzione in corsivo, che permette una forma di apprendimento guidato.
  • Docente → è la fonte di informazione, il modello da seguire, colui che possiede la verità (verità basata su testi classici e sui manuali di grammatica)
  • Lectio → lezione: genere comunicativo in cui si raccordano docenti e studenti
  • Strumenti operativi → il curricolo è costituito dalla lista delle regole di pronuncia e morfosintassi, mentre l'insegnamento è condotto per lezioni centrate sulle varie regole.
  • Tecniche didattiche → partendo da una strumentazione metodologica duplice emerge la dimensione orale e la dimensione scritta. Tra le principali tecniche didattiche vi sono:
    • Traduzione: facente parte della dimensione scritta (=quella che interessa di più); è curata facendo leggere e tradurre testi stranieri classici e soprattutto frasette dalla lingua materna a quella straniera; la traduzione è intesa come strumento esercitativo per eccellenza.
    • Dettato
    • Esercizi di manipolazione (“volgi al”-“trasforma”)
  • Materiali → manuali a stampa
  • Strumenti tecnologici → nessuno

Fino agli anni '80 del 900, la base dell'insegnamento linguistico è stata grammatico-traduttiva. Infatti quest'approccio è detto anche grammatico-traduttivo. Si estende dai circoli intellettuali fino alla borghesia, trasformandosi in un approccio più moderno.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/02 Didattica delle lingue moderne

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mi.na.23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica delle lingue moderne e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof De Renzo Francesco.
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