INSEGNARE L’ITALIANO COME SECONDA LINGUA
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Acquisire una lingua dipende dall’esposizione di un individuo ad un ambiente in cui sono presenti dati
linguistici. L’ambiente può essere:
NATURALE: acquisizione della lingua madre, esempio bambini o immigrati che imparano senza
istruzione, in modo spontaneo. Qui i dati linguistici sono analizzati induttivamente e
inconsapevolmente.
FORMALE: acquisizione con frequenza di un corso. Qui l’attività di apprendimento è oggetto di
riflessione e di spiegazioni.
NATURALE e FORMALE: apprendimento nel paese dove essa è impiegata negli scambi comunicativi
quotidiani e l’apprendente può imparare sia attraverso un corso, sia in ambito extrascolastico
Dall’ambiente dipende il tipo di input ovvero il materiale linguistico con cui l’apprendente viene in
contatto, quindi le produzioni orali a cui è esposto e tutti i testi scritti che incontra.
L’apprendimento linguistico ha luogo perché l’ambiente offre all’apprendente occasioni d i output ovvero
tutte le produzioni realizzate dall’apprendente attraverso il canale orale e scritto. È necessario ma non
sufficiente per l’apprendimento. Per trasformarlo in intake (acquisizione duratura), è necessario che venga
affiancato dalla pratica, cioè da output. Attraverso la produzione orale e scritta nella lingua obbiettivo e la
pratica esercitativa, i processi mentali si traducono in prodotti, ovvero nelle interlingue.
La varietà di contesti operativi per l’italiano come seconda lingua può essere più facilmente analizzata e
descritta se ricondotta a quattro macro categorie:
Italiano appreso all’estero,
Italiano appreso in Italia da studenti stranieri.
Italiano appreso da oriundi italiani residenti all’estero come lingua famigliare.
Italiano appreso in Italia da figli di cittadini stranieri migranti, appartenenti a diverse fasce d’età.
La motivazione è il fattore che condiziona il processo e l’esito dell’apprendimento. È il perché un individuo
studia la lingua, esercitandosi e impegnando la sua attenzione a compiere degli sforzi per conseguire i
propri obbiettivi.
Le motivazioni possono avere più ordini:
Strumentali: di lungo periodo o generali (carriera) / di breve periodo o particolari (prendere buoni
voti);
Integrative: generali (viaggiare) / specifiche (integrarsi nella società)
Culturali / intrinseche: generali (interesse per la lingua o cultura) / legate ai testi della L2
(letteratura) / legate alla situazione di apprendimento (gruppo classe).
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Esistono dal 1953 Istituti Italiani di cultura nelle principali città degli Stati con i quali l’Italia ha relazioni
diplomatiche, (90 in 61 nazioni di cui 14 in 7 Paesi europei) e scuole d’Italiano all’estero per i figli di italiani
all’estero, molte si stanno trasformando in scuole bilingue.
Nel 1916 nasce L’Università per stranieri di Siena, specializzato nell’interazione della lingua e della cultura
italiana con le altre lingue e culture.
Nel 1922 nasce L’Università per stranieri di Perugia, che rilascia vari certificati.
Il Ministero degli Affari Esteri selezioni personalmente il personale docenti da mandare fuori. Si occupa
anche dell’indagine sull’interesse per l’Italia e la diffusione della lingua nel Mondo.
Italiano 200: studio di Tullio De Mauro, dedica una sezione alle motivazioni, inserendo 4 tipologie: tempo
libero (33%), studio (19%), lavoro (25%), motivi personali (26%).
L’italiano L2 è caratterizzato oggi da disomogeneità motivazionale, da cui deriva anche una pluralità di
bisogni formativi legati alle motivazioni allo studio della lingua straniera indicate nel soggetto, ma
dipendono anche dai contesti d’uso in cui il soggetto si troverà a interagire con questa lingua. Il docente
costruirà il sillabo e le attività da proporre.
La Società Dante Alighieri, dal 1989, lavora per gestire al meglio il servizio di insegnamento dell’italiano
all’estero.
Chi si occupa dell’insegnamento dell’italiano all’estero rientra nella rete di enti formativi convenzionati, per
esempio l’Università per stranieri a Siena, o quella di Perugia, o il Consorzio ICON (Italian Culture on the
Net)
Il consorzio interuniversitario ICON è nato nel 1999, composto da 19 università e lavora per diffondere
lingua e cultura italiana nel mondo. (L’italiano è la quarta lingua più studiata al mondo, e la 21 più parlata).
L’Accademia della Crusca è una prestigiosa istituzione culturale italiana dedicata allo studio e alla
salvaguardia della lingua. Nel 1590 di occupò della stesura del Vocabolario. Poi divenne sede di un centro di
studi di filologia italiana. Oggi è centro di filologia, lessicografia e grammatica italiana.
Nel XX secolo ci fu il gran tour e l’Italia divenne molto gettonata per gli immigranti, provocando un
aumento della richiesta di italiano anche a livello scolastico, provocato anche dalla caduta del blocco dei
paesi dell’Est. Esplode anche la comunicazione via Internet.
Il programma Marco Polo (2006) accoglie gli studenti stranieri.
Profili di apprendimento: un profilo si identifica in base all’età, alle motivazioni e ai bisogni di
apprendimento, al contesto in cui avviene la formazione, ai livelli di competenza da raggiungere.
I bambini stranieri che studiano nelle scuole italiane hanno l’obbligo di studiare Italiano, in alcune scuole, in
altre è solo opzionale.
I bambini stranieri che seguono i corsi di Lingua italiana sono integrati nei sistemi scolastici locali.
I bambini stranieri inseriti nelle scuole italiane all’estero. Le sessioni offrono percorsi di Italiano L2.
Studenti universitari fuori d’Italia, in tutti i dipartimenti di lingue romanze delle facoltà di lingue del mondo
l’italiano è presente. (Alcune università offrono corsi di italiano opzionali).
Professionisti, pensionati, appassionati dell’Italia, partner di un italiano si rivolgono a scuole private.
Cibernauti, sono coloro che sono interessati a temi legati all’Italia e capaci di affrontare i testi proposti in
rete in italiano o in una traduzione.
Il content and language integrated learning (clil) è una metodologia introdotta nel 1994 per favorire lo
sviluppo delle competenze linguistiche. Ha il duplice obbiettivo di focalizzarsi sulla disciplina insegnata e
sugli aspetti grammaticali, fonetici e comunicativi. Metodologia applicata in tutta Europa.
L’apprendimento dell’italiano come seconda lingua si svolge in un contesto non italofono, gli input in lingua
italiana sono ampiamente diffusi nel mondo e molto diversificati. Le varietà dell’italiano contemporaneo è
neostandard si media formalità, con connotazioni regionali nel caso della comunicazione orale.
In molti paesi sono diffuse forme di italiano scritto o parlato che affiancano il made in italy, è presente in
quasi tutto il mondo. La nostra lingua circola all’estero anche secondo gli itinerari tracciati dal turismo nel
mondo. È presente anche nei confini nazionali come lingua ufficiale: San Marino e Svizzera o Eritrea Somalia
e Etiopia.
L’italiano non fra italofoni: come lingua franca / come lingua ponte fra funzionari e interpreti.
Nelle classi di italiano l’input offerto è quello del docente: più le classi sono omogenee, più sarà difficile che
gli studenti si evolvano verso modelli di lingua maggiormente avanzati. I modelli di italiano a cui gli studenti
sono esposti nella classe possono essere vari. I modelli linguistici e culturali offerti dai docenti risentono
spesso nelle aree dialettofone da cui provengono. Oggi i giovani laureati garantiscono un rinnovamento nei
modelli di lingua presenti nelle aule di italiano nel mondo. Gli stessi materiali didattici sono affiancati o
sostituiti da manuali molto più moderni, materiali didattici pubblicati in Italia. Ma gli studenti possono
ugualmente trovare input linguistici in italiano fuori dalla classe. I docenti all’estero devono studiare i modi
e i mezzi di raccordo tra la realtà linguistica extra-scolastica e il lavoro in classe.
Se l’italiano appreso in un contesto guidato all’estero è limitato al la classe di lingua e se questa è costituita
solo da apprendenti di madrelingua omogenea, la possibilità di sviluppare una competenza linguistica e
culturale in italiano dipendono spesso dalla professionalità e dalla buona volontà del docente.
Fino a poco tempo fa esisteva una differenza tra L2 e LS, la prima appresa spontaneamente, la seconda
appresa attraverso un percorso guidato. L’apprendimento misto è il migliore.
La competenza d’azione consiste nella capacità di interagire linguisticamente con altri individui in modo
partecipativo, adeguando le forme del proprio messaggio al raggiungimento dei propri obbiettivi.
L’apprendimento dell’italiano all’estero storicamente risale:
Studenti universitari in viaggi di studio in Italia;
Artisti, intellettuali e tutti coloro per il quale il viaggio in Italia faceva parte integrante della propria
formazione culturale;
Commercianti;
I prelati cattolici che facevano capo a Roma;
I soldati.
A Roma era possibile usare l’italiano in un ambiente il cui dialetto non se ne discostava molto.
I programmi Italian Study Abroad dei college e delle università statunitensi permettono ai loro studenti di
frequentare per un periodo di durata variabile, da alcune setti mane a un semestre o un anno, uno o più
corsi presso centri o università in un altro paese.
I programmi Erasmus si riferiscono alla mobilità studentesca di scambio fra atenei europei, iniziata nel
1989. Il sistema dei crediti accademici ECTS, definisce il carico di lavoro di uno studente a tempo pieno in
un anno accademico (60 crediti in un anno, circa 25 ore di lavoro per credito). Nel 2013 è stato varato il
programma Erasmus+ allo scopo di promuovere opportunità di mobilità per studenti, tirocinanti, inse gnanti
e altro personale docente e del volontariato e per favorire i partenariati tra istituzioni e organizzazioni nei
settori dell’istruzione, della formazione e dei giovani e il mondo del lavoro.
Il programma Marco Polo nasce da un accordo bilaterale tra la Repubblica Popolare di Cina e la Repubblica
italiana, per accogliere un certo numero di studenti cinesi che intendono frequentare corsi di laurea di
primo e di secondo livello presso le università italiane.
I programmi Turandot nascono per incrementare le opportunità di studio in Italia, indirizzato agli studenti
cinesi, coloro interessati devono frequentare un corso di lingua italiana in Italia, per 6 mesi, al termine del
quale, superato l’esame finale del corso, avranno accesso alle prove di ammissione previste dagli istituti in
cui si sono preiscritti.
Un altro settore universitario è quello dei seminari, dei collegi e delle università ecclesiastiche (l’italiano e
la lingua veicolare). A Soma sono concentrate numerose università ecclesiastiche che accolgono un
numero crescente di religiosi e chierici stranieri che intendono completare il proprio studio in materia di
teologia.
I centri provinciali per l’istruzione degli adulti dal 1007, offrono percorsi di istruzione di primo livello per
lavoratori italiani e stranieri che non hanno ancora assolto l’obbligo scolastico del primo ciclo e percorsi di
alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana riservati agli stranieri. Vi insegnano docenti messi a
disposizione dall’Ufficio scolastico provinciale e altri docenti a contratto.
In Italia l’apprendente tipico di Italiano L2 è un adulto, o giovane adulto, cioè in quel periodo della vita in
cui si svolgono gli studi fondamentali per la propria futura esperienza professionale e umana, si accumulano
titoli e certificazioni. C’è anche l’abitudine di frequentare il penultimo anno nei licei italiani aderendo ai
programmi Intercultura. Gli stranieri che aderiscono a questo programma entrano a far parte della vita
della famiglia che li ospita e frequentano per un anno la scuola locale come i loro figli.
Un caso a parte è rappresentato dalle comunità alloglotte presenti sul territorio nazionale, a cui per legge è
garantita la possibilità di mantenere e usare la propria identità linguistico – culturale, fra cui quelle
provenzali e franco-provenzali, tedesche, ladine, slovene, algherese, e anche alcuni italiani al confine
nazionale: l’apprendimento dell’italiano in Alto Adige avviene istituzionalmente grazie ai corsi di italiano
che affiancano l’insegnamento disciplinare effettuato in tedesco, qui la situazione sociolinguistica attuale è
il risultato di un tentativo di italianizzare un territorio linguisticamente e culturalmente diverso, attuato dal
governo italiano nel primo dopoguerra e proseguito durante il periodo fascista. Non si è sviluppato un
bilinguismo sociale equilibrato.
I profili di apprendimento sono diversi:
Bambini e adolescenti stranieri in vacanza studio in Italia;
Bambini e adolescenti stranieri inseriti nelle scuole internazionali e bilingui;
Adolescenti stranieri dei programmi Intercultura: si tratta di ragazzi provenienti da tutto il mondo,
di 17-18 anni di età, che vivono un’esperienza interculturale in Italia in una famiglia;
Studenti universitari statunitensi dei programmi Italian Study Abroad;
Studenti universitari cinesi dei programmi Marco Polo e Turandot;
Studenti religiosi cattolici stranieri (presso scuole private o all’interno delle stesse istituzioni
cattoliche che li ospitano;
Giovani adulti e adulti che decidono di trascorrere un periodo di studio dell’italiano in Italia per
motivi culturali o personali;
Adulti e anziani in buen retiro i Italiam alcune regioni italiane sono luoghi in cui molti artisti o
anziani facoltosi nord-europei o nord-americani acquistano delle proprietà per trasferirsi in cerca di
un clima più mite e di uno stile di vita molto apprezzato;
Professionisti stranieri inseriti in contesti lavorativi italiani;
Adulti e giovani impegnati in attività di lavoro temporaneo in Italia o con un progetto di
inserimento lavorativo stabile;
Carcerati stranieri;
Cittadini italiani di madrelingua diversa, limitatamente alle minoranze storiche presenti in Italia.
Fra le motivazioni vi sono:
Scelta di realizzare un periodo di permanenza in Italia;
Il soggiorno in Italia per i religiosi stranieri che entrano in contatto con i luoghi più sacri per loro;
L’Italia come luogo di svago.
In tutti questi casi la motivazione primaria è di tipo affettivo, in secondo luogo strumentale, e oltre a quelle
individuali, entrano in gioco anche motivazioni estrinseche: la scelta di una scuola internazionale o bilingue,
posta dai genitori al bambino, ma non tutti reagiscono bene all’obbligo di imparare una lingua.
A partire da queste motivazioni, i docenti delineano i bisogni comunicativi dei propri apprendenti, tenendo
conto delle possibili deviazioni rispetto al progetto originario e della necessità di verifiche mediante
questionari o interviste da sottoporre direttamente al gruppo classe.
L’apprendimento dell’italiano L2 è data anche dalla possibilità di disporre di un docente madrelingua che
già in classe esponga gli apprendenti ad un input orale, che rappresenta un primo contatto con la cultura
italiana.
L’input a cui gli studenti di italiano L2 sono esposti è potenzialmente ricco anche a causa dei materiali
didattici utilizzati in classe a cui fanno eco i testi dell’ambiente circostante.
Le ore di didattica diretta svolta in classe dall’insegnante sono in interrelazione con la vita extrascolastica e
graduata, non spiegata e commentata. Spesso è compito del docente creare e favorire tali interrelazioni.
FICCS (Full-immersion: Culture, Content, Service): “programmi isola” dove il contatto con la cultura
ospitante è del tutto marginale e dove allo studente vengono riproposte condizioni analoghe a quelle delle
università e del contest sociale e culturale di origine, limitando i momenti di contatto con la cultura
seconda. Ciò permette di valorizzare al massimo il soggiorno nel paese ospitante: è quanto avviene anche
agli studenti in mobilità accademica che seguono i corsi universitari della propria disciplina con eccezioni
presso alcune facoltà scientifiche e nelle zone bilingui.
La complessità e la varietà dell’input rappresentano il contesto ideale in cui si evolvono le competenze
linguistico – comunicative molto avanzate, anche in tempi di soggiorno brevi. I tipi di interazione sono varie
come l’esposizione agli accenti e alle intonazioni regionali: tutto ciò favorisce lo sviluppo della
comprensione orale e la necessità di selezionare un modello “medio” di pronuncia e di gestualità su cui
orientarsi.
Un contesto privilegia degli stranieri apprendenti l’italiano L2 è il tempo libero. Infine, le maggiori occasioni
di output in Italia sono offerte agli stranieri presenti sul territorio nei contesti informali e spontanei di
interazione.
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L’espansione dell’italiano all’estero è anche dovuto alle comunità italofone residenti fuori la nazione. Tra il
pubblico troviamo quindi oriundi italiani per i quali l’apprendimento si real izza nella prospettiva di quello
della lingua di origine, l’italiano è il codice di comunicazione itrafamiliare. Le fasce d’età sono diverse. Gli
studi sull’emigrazione parlano di 27 milioni di italiani risiedenti all’estero tra il 1876 al 1976. Dopo la
migrazione questi si sono integrati nei paesi ospitanti e si sono allontanati dall’uso dell’italiano. Molto
importante per il mantenimento della lingua primaria è la densità demografica della comunità di
connazional
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