1. Le questioni dell’insegnare storia:
- In che senso parliamo di “finalità politiche ed etiche” nell’insegnamento della storia?
Perché nel passato l’insegnamento della storia è stato connesso a come ad esempio nella
finalità di tipo etico o politico, tradizione umanistica,
quando è stato connesso alla ad imitazione di personaggi ed eventi storici esemplari, o quando gli si è dato il compito
formazione del carattere
di rafforzare il senso di appartenenza alla propria sino a giungere ai in cui possiamo nuovamente cogliere una
patria-nazione, tempi nostri,
subordinazione della disciplina alla contingenza politica o a scopi governativi o partitici.
- Il dibattito sui manuali
Da diversi decenni la discussione e la sperimentazione relative all’insegnamento della storia si sono svolte in Italia con la piena consapevolezza
di tutta la con particolare attenzione rivolta ai più volte contestati e
problematicità sulle finalità e sui metodi della disciplina, manuali di storia,
criticati, talvolta e alquanto fuori posto in uno strumento didattico. Essi
troppo ricchi di giudizi legati all’attualità non devono presentare
evidentemente di parte ma più ancora, devono dimostrare di essere
giudizi o contenere omissioni interessate; ben radicati nel lavoro
il loro compito è semplicemente quello di riportare lo stato attuale delle conoscenze e delle questioni storiche.
scientifico:
- Quale storia vale la pena insegnare?
Una volta assodata l’ovvia verità che insegnare tutta la storia è una pretesa irrealizzabile, si potrebbe pensare in prima istanza che la
determinazione del venga fatta tenendo conto delle funzioni relative al e al unendo finalità a metodologie. In
che cosa insegnare perché come,
particolare, meritano maggiore rilevanza quelli che meglio si prestano alla e della
fra i possibili contenuti formazione del senso della storia
Ciò che davvero cattura l’attenzione è costituito da che si sviluppano su
coscienza storica. tematiche di ampia pregnanza cronologie vaste e
Tra queste tematiche è possibile annoverare, ad esempio, la (come sono cambiate, negli ultimi tre secoli, le condizioni
coerenti. vita materiale
della vita e della morte), la (la rappresentazione del tempo, dello spazio, dell’aldilà), la e la sua variante
vita mentale forma politica “Stato”
“Stato nazionale” (come funzionavano le comunità politiche prima dell’avvento delle nazioni). Per evitare che l’insegnamento divenga
puramente manualistico e l’apprendimento solo mnemonico è necessario valorizzare al massimo la le tracce del
capacità di leggere le fonti,
passato, dalle fonti scritte, a quelle iconiche e quelle materiali di ogni genere, per accedere alle procedure e agli strumenti che hanno fatto
produrre quelle conoscenze. È fondamentale dunque la capacità professionale di stabilire rapporti di
scegliere documenti significativi,
omologia fra i documenti scelti per l’uso didattico e il mondo da cui derivano, conducendo gli studenti verso la costruzione di competenze
nonché della capacità di trasferirle su materiali diversi da quelli del primo apprendistato.
critiche e operazionali,
2. Il laboratorio di storia:
- Cos’è un laboratorio di storia?
L’idea di un laboratorio di storia nacque dall’esigenza di offrire a insegnanti e studenti la capacità di leggere il passato attraverso la concretezza
l’idea è che l’apprendimento della storia debba avvenire attraverso calibrate offrendo
del gesto storico, operazioni di tipo storiografico,
materiali e strumenti per rendere gli allievi non passivi destinatari, ma Un laboratorio di storia è un’attività
costruttori di percorsi di storia. di
che può giovarsi di un destinato a molte funzioni (lavori di gruppo, ricerca bibliografica, alla
classe ambiente attrezzato e specifico,
consultazione di fonti, uso di strumenti tecnologici e multimediali), dell’introduzione delle o di altri strumenti tecnologici (portatili o
LIM
tablet), facilitando l’uso delle risorse in rete. In ogni caso ciò che si propone agli insegnanti è di di tanto in tanto l’attività condotta
affiancare
con il metodo del laboratorio a quella quotidiana tradizionale, di modo che le esperienze di laboratorio siano come numero,
limitate ma
e, soprattutto, che esista una tra il tempo che vi si impiega e gli obiettivi curricolari che si
emblematiche e significative relazione coerente
intendono raggiungere.
- Quali ragioni stanno alla base della scelta di questa metodologia?
possono condurre al laboratorio di storia: quella quella e quella
Tre strade didattica, pedagogica storiografica.
1. Per quanto concerne la prima dimensione, il laboratorio viene offre anzitutto a. poiché quando gli
punto di osservazione privilegiato,
allievi lavorano a un progetto condiviso in modo differenziato rivelano i loro da cui l’insegnante può partire per
problemi e le loro possibilità,
gettare le basi della didattica, creando un ponte tra il passato e la realtà del presente. Oltre a ciò, l’attività laboratoriale, dialogica e
coinvolgente, offre b. un’esperienza in cui si creano rapporti di vario tipo, garantendo in particolare la cooperazione e la
vissuta
piena anche di allievi con Tale contesto, se ben gestito, può generare tensione verso il
integrazione BES. autostima, meglio di sé, integrazione.
2. Per quanto concerne invece la il laboratorio, nell’ottica della psicologia attiva, mette in moto un in
strada pedagogica, processo attivo
cui ciascun allievo è soggetto centrale con le sue potenzialità, le sue motivazioni, i suoi interessi. Tale processo, da un lato determina
la dell’individuo, come persona distinta dai suoi simili, dall’altro lo pone in con il mondo in cui vive, lo rende membro
singolarità relazione
effettivo dei diversi circuiti di appartenenza. In questo ambiente formativo l’adulto si presenta come affinché i percorsi
sostegno e guida,
individuali si sviluppino attraverso il confronto con saperi collettivi e tra diversi punti di vista, stabilendo le relazioni concettuali su cui si fonda
il comprendere.
3. Infine, per quanto concerne la la storiografia ha da tempo mutato il suo oggetto, passando dalla dimensione
strada storiografica,
universale a una portando alla luce muovendosi secondo una pluralità di scale spaziali
molteplicità di punti di vista, diverse realtà soggettive,
fino a quella planetaria, affrontando nuovi campi di ricerca: si è passati Ciò si riflette nell’estensione sempre maggiore
dalla storia alle storie.
dei manuali e nell’arricchimento dei loro apparati documentari e iconografici, nelle schede di lettura e nei laboratori.
3. La didattica per competenze nell’insegnamento della storia:
- Didattica trasmissiva e didattica attiva/collaborativa/delle competenze
La didattica tradizionale è ancora molto diffusa in tutte le scuole e si basa su il l’apprendimento e il
tre elementi: nozionismo, passivo rapporto
La generate da questo tipo di didattica sarebbero la causa della
verticale docente/studente. passività e l’inerzia mentale demotivazione e del
degli studenti verso la materia e della utile alla comprensione del presente. Per
disinteresse perdita di importanza della storia come disciplina
far loro conseguire competenze, dobbiamo offrire agli allievi occasioni di assolvere in autonomia i “compiti cioè compiti
significativi”,
e in che implichino la
realizzati in contesto vero o verosimile situazioni di esperienza, mobilitazione di saperi provenienti da campi disciplinari
la capacità di generalizzare, organizzare il pensiero, fare ipotesi, collaborare, realizzare un prodotto materiale o immateriale. Il
differenti,
compito affidato non deve essere banale, ma legato a situazioni di esperienza concreta e un po’ più complesso rispetto alle conoscenze e
abilità che l’alunno già possiede, per poter attivare il Attraverso i compiti significativi non soltanto si mobilita ciò che si sa,
problem solving.
ma si acquisiscono nuove conoscenze, abilità e consapevolezza di sé e delle proprie possibilità.
- Quali competenze sono utili per l’inserimento nel mondo del lavoro?
Il della scuola è quello di a. e mettere in grado la persona
primo obiettivo fornire competenze specialistiche approfondite nell’area di riferimento
di il secondo riguarda invece il b. bisogno di di
mantenerle aggiornate; interagire con la complessità tecnico-organizzativa, convivere con
e la Per assolvere tali finalità, le competenze vengono articolate in
l’incertezza, l’indeterminatezza turbolenza dell’ambiente. tre macro-
categorie:
1. garantiscono alla persona la e sono ritenute fondamentali per la sua sono il sapere
competenze di base cittadinanza occupabilità:
minimo, il prerequisito per l’accesso alla formazione e al lavoro. Si tratta si sapere organizzativi, legislativi, economici, linguistici,
potenzialmente utilizzabili dal soggetto in diversi contesti e sviluppabili a diversi livelli (conoscenza della lingua inglese, nozioni informatiche di
principi fondamentali dell’organizzazione
base, aziendale, diritto del lavoro);
2. non sono connesse ad un’attività specifica, ma entrano in gioco in consentono comportamenti
competenze trasversali tutte le situazioni:
professionali e sono cruciali per la trasferibilità delle competenze in attività differenti. Ne sono un esempio la le
creatività, abilità di problem
l’adattabilità.
solving,
3. sono l’insieme
competenze tecnico-professionali di conoscenze e capacità connesse all’esercizio efficace di determinate attività
nei diversi settori, desunte dalla caratteristiche e dal contesto di lavoro.
professionali
- La pedagogia attiva
L’attivismo è un sorto alla e consolidatosi nel secolo successivo allo scopo di
pedagogico movimento culturale fine dell’Ottocento trasformare la
in una dove Tra i
scuola tradizionale scuola della pratica, dell’azione, il bambino è il reale protagonista del suo percorso di apprendimento.
ferventi sostenitori del metodo ricordiamo J. M. E. A. C. Essi sottolinearono il
Dewey, Montessori. Claparede, Makarenko, Freinet. ruolo
l’importanza dei bisogni del bambino, l’efficacia e la
dell’insegnante come semplice guida, del gioco pregnanza della dimensione emotiva e
creativa.
- Quale mutazione antropologica ha interessato i giovani?
Da qualche tempo gli studiosi sociali parlano di una visibile nei negli
strutturale mutazione antropologica nei giovani, comportamenti, stili
e nell’immaginario, imputabile alla a. al b. e al c.
cognitivi rivoluzione tecnologica e informatica, malessere esistenziale lavoro sempre più
Una trasformazione che si contraddistingue per il l’odierna
mutevole. progressivo appiattimento della rappresentazione temporale sul presente:
coscienza collettiva ritiene che il e il
passato sia un magma evenemenziale indecifrabile futuro una promessa di peggioramento della qualità
In questa ottica, l’intero sistema della trasmissione del sapere sociale alle nuove generazioni deve essere radicalmente ripensato:
della vita. è necessario
non basta riversare a scuola valanghe di tecnologia informatica per garantire l’innovazione didattica, rivedere le radici della
pratica trasmissiva dell’insegnamento.
- Quali riforme hanno portato le competenze nelle scuole?
A partire la scuola italiana ha avviato un che ha visto
dagli anni Settanta dello scorso secolo, processo di riorganizzazione, non ancora concluso,
tanti cambiamenti quanti arresti e intervalli prolungati. Da ricordare per la loro pregnanza sono:
1. ad alimentare il rinnovamento della scuola italiana del nuovo millennio ci fu l’azione
2006 Parlamento europeo - Raccomandazioni:
dell’Unione con la decisione di avviare un processo integratore, culminato, nel 2006, con la
Europea, formulazione da parte della
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Riassunto esame Metodologia della ricerca storica, prof. Rosso, libro consigliato Insegnare storia, Monducci
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Riassunto esame Storia della Filosofia, prof. Longo, libri consigliati Apologia di Socrate
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Riassunto esame Storia internazionale, prof. Trentin, libri consigliati: Storia della politica internazionale nell'…
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Riassunto esame Storia della lingua italiana, prof. Picchiorri, libri consigliati: Marazzini, Serianni e Giovanardi…