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di oguno, e la sua AUTENTICITA', questi atteggiamenti rendono i ragazzi più disponibili

a fare uno sforzo.

Curare il clima della classe: la fase di avvio del lavoro è un momento cruciale per

misurare la temperatura relazionale della classe.

"Quando entro in classe cerco sempre di percepire il clima, chiedendo loro come va, e

dico loro ciò che dobbiamo fare, non ciò che devono fare"-->in questo modo l'attenzione

diventa reciproca, anche gli allievi colgono come sta il docente, c'è un clima di reciproca

cura.

Valorizzare i momenti informali : "ci sono dinamiche che nascono se si fa con loro una

partita a basket, sei fai loro una battura, emerge una parte della loro vita che in altri

momenti non verrebbe fuori" -->L'affetto più che le regole o le costrizioni, ha il potere di

liberare potenzialità positive degli allievi.

Costruire situazioni di incontro a tu per tu: si chiama "talking card" consente agli allievi

di usufruire uno spazio di ascolto a tu per tu con un docente, dedicando quindi la piena

attenzione al ragazzo che vede gli adulti come punti significativi che possono aiutarlo a

crescere.

Gestire le provocazioni basate sul linguaggio: il linguaggio è un elemento per

esplorare confini anche attraverso la provocazione. "Quando scelgono il sesso

come argomento io non li fermo, l'importante è affrontare l'argomento in maniera seria"--

>soffermarsi su certi argomenti vuoldire anche capire se possono spingersi un pò più in

là nella relazione con il docente. Un conto è il linguaggio apparentemente disinibito, un

conto è il significato, un formatore che risponde alle provocazione senza imbarazzo si

pone in modo autorevole nella relazione e può accompagnare i ragazzi su percorsi di

apprendimento.

Prevedere regole e confini

Far sentire che si è parte di una comunità: bisogna far capire che si è parte di una

comunità e non in nome di un'astratta autorità. Le regole permetton ai ragazzi una

struttura rilevante per la crescita, le regole non devono essere proibitive o repressive ,

che chiudono i ragazzi in se stessi, ma incoraggianti che valorizzino la capacità di singoli

e dei gruppi.

Far toccare con mano le regole: è importante farle rispettare e vivificarle con la

testimonianza personale.

"Questi ragazzi non sono abituati alle regole" --> Le regole sono essenziali per arrivare

all'obbiettivo, bisogna far capire loro l'effetto che ha per loro e per gli altri una regola

infranta, e spesso un richiamo non pregiudica il rapporto ma può rafforzarlo.

All'inizio è opportuna una certa fermezza, e solo dopo ci si può permettere una certa

flessibilità. Anche se in cortile ci si permette una certa informalità non significa che in

classe non si esiga il rispetto delle regole.

Attivare processi di negoziazione: attivando processi di riflessione sulle regole è più

probabile che vengano percepite come dettate dal basso , essere parte di un gruppo, e

non imposte dall'alto, è più facile che vengano rispettate. E' utile anche far emergere le

proposte dei ragazzi, per poi analizzare le diverse prospettive di tutti e rinunciare o

modificare insieme quelle di alcuni, anche del formatore (negoziazione). Il

comportamento del docente dev'essere credibile per far sì che gli allievi rispettino le

regole.

Agire con elasticità: l'atteggiamento dei formatori deve cambiare in base alla

situazione e alle persone che si trova davanti, capendo i bisogni di chi ha davanti, ma

anche assumendo modalità apposita per far percepire loro le regole.

Definire il proprio ruolo: "Tenevo un rapporto amichevole ma alle volte diventavo

drastica, devo trovare un equilibrio tra questi due modi, si tratta di lavorare sulla

posizione del corpo e sul modo di fare" --> Anche se un insegnante sa di dover

mantenere una certa distanza spesso è difficile farlo, e si apprende solo provando sulla

propria pelle certe esperienze, il ruolo dell'insegnante è definito sorpattutto

dall'atteggiamento dei ragazzi nei suoi confronti.

Ricorrere ad un sistema di incentivi: gestire le norme attraverso un sistema di premi e

punizioni

Comunicare attenzione rispettando la libertà dell'allievo: spingere l'allievo a mettersi in

gioco, non sgridandolo per aver copiato ma facendoli capire che sei davvero

interessato a qualcosa di suo.

Organizzare lo spazio

Curare la disposizione dei banchi: mettere i tavoli a quadrilatero offre più vantaggi

riducendo la separazione tra docente e allievi che la cattedra crea , comunica l'idea di

essere impegnati in un'impresa comune.

Muoversi in aula: i movimenti possono assegnare rilevanza fisica e tonalità specifiche a

quello che dice il docente, spostarsi tra i banchi può comunicare attenzione.

Valorizzare gli spazi esterni all'aula: stimolare l'apprendimento centrato

sull'esperienza diretta e sul fare è molto efficace di quello che sarebbe stato possibile

realizzare negli spazi ristretti dell'aula.

Strutturare la lezione in modo efficace (10 passi)

Organizzare in modo efficace non significa strutturarla e seguire passo per passo ma

riservare un'attenzione a dei specifici momenti (avvio, corpo centrale, conclusione)

1-Curare l'avvio: Da esso dipenderà la sostanza del tempo a disposizione.

Stabilire fin dall'inizio un contatto emozionale: prima di entrare nello specifico dei temi i

docenti cercano di stabilire un rapporto cordiale che comunichi attenzione e rispetto,

cercand anche di capire qual'è l'atmosfera generale dell'aula. Una volta garantito il

contatto emozionale si può lavorare proficuamente insieme.

Riprendere il filo rosso del percorso, riassunto della lezione precedente: l'avvio si dedica

alla ripresa di quanto già svolto

Trasformare il controllo dei compiti in attività di riscaldamento: si tratta di un

riconoscimento della fatica degli allievi, l'avvicinarsi fisicamente può rappresente

un'invasione allo spazio degli allievi e richiede delicatezza.

Fornire un inquadramento del percorso che si svolgerà: annunciare l'argomento che si

andrà a lavorare e gli obbiettivi che si dovranno raggiungere, consente agli alunni di

collocare il tema della lezione nell'insieme del percorso.

Inserire qualche volta un elemento insolito: può essere utile un avvio indifferente dal

solito che introduca un elemento provocatorio, o un aneddoto personale che possino

suscitare curiosità o sorpresa.

Educare al metodo: mira a dare struttura al lavoro, si acquisisce con la ripetitività di

specifiche azioni: leggere, analizzare, comprendere, individuare i concetti chiave,

schematizzare, riassunti.

2-Esplorare il punto di vista degli allievi

I momenti più fecondi nascono dal dialogo tra insegnante e allievi. Decisiva è la capacità

di mettersi in ascolto dei punti di vista, delle storie e dei pensieri di ciò che gli allievi

sentono dentro senza liquidarli freddamente come ingenui. L'atteggiamento che un

soggetto sviluppa nei confronti di una disciplina incide sull'apprendimento e può

compromettere il percorso se negativo.

I goal delle aspettative: un modo per dare la parola agli allievi è esplorare le loro

aspettative

"Davo dei post it di due colori diversi, uno per le aspettative, uno per le ansie"

-->strategia che consente di discutere di eventuali difficoltà, e di far cogliere dinamiche

del gruppo di classe.

Esplorare il vissuto dei ragazzi confronto alla materia: spesso i ragazzi interiorizzano

l'idea di non essere fatti per una materia, occorre una pulizia delle idee distorte e

negative , e armarsi di fiducia cambiando visione delle proprie capacità e della materia

stessa

Adesso, dite la vostra: stimolare gli allievi ad esprimere la propria opinione su diversi

temi, proponendo un esercizio di scrittura personale. Partire da loro e raccogliere le

proprie idee è più efficace che calare dall'alto definizione preconfezionate.

Agganciare conoscenza pregresse: se l'argomento è nuovo è utile valorizzare le

conoscenze che i ragazzi possedono già, con l'intento di rendere più familiari i concetti.

Tecnica brainstorming: "Scrivo sulla lavagna la parola comunicazione e chiedo ai

ragazzi cosa associano ad essa, da lì mi aggancio per spiegare la definizione"-->

indicazioni arrivano da vita personale degli allievi e si giunge insieme alla chiarificazione

concettuale che viene avvertita come frutto di lavoro di tutti.

Decostruire: spesso bisogna aiutare gli allievi ad esprimere il loro punto di vista andando

oltre i luoghi comuni, spesso smontando idee e significati acquisiti su un determinato

tema.

"La scuola deve presentare ai ragazzi il maggior numero possibile di punti di vista in

modo che loro autonamamente possano farsi un'idea"--> aiutare ad affrontare un tema

controverso in modo ragionato, non censurando interventi e consentendo l'espressione

d'idee.

4-Offrire e far scoprire ragioni per impegnarsi

L'apprendimento è sempre legato ad un'attribuzione di senso.

A cosa serve?: molte difficoltà sono legate alla fatica di darsi ragione di ciò che si fa. Il

sapere "inutile" è messo spesso in discussione dai ragazzi perchè è percepito come

distaccato dalla vita, se gli allievi riescono a cogliere quello che fanno "serve", possono

sentire un maggior interesse nell'esplorare. (matematica)-->si può riportare le proprie

ragioni che hanno spinto ad intraprendee lo sforzo di imparare, e raccontare come

questa cultura si possa usare nel mondo reale, quindi rispondere a questa domanda in

base alla propria esperienza diretta o tentando di far riconoscere il rappoto che esiste tra

le teoria e la pratica collegato all'indirizzo.

Trasformare la matematica in calcolo professionale: il vissuto della matematica (dai cfp)

può essere segnato da timori e ansie, per risolverlo si può cercare di descolarizzare la

disciplina, farla vedere ai ragazzi in un'altra maniera. Legando i saperi a qualcosa di utile

e strumentale è possibile accendere nei ragazzi il desiderio di saperne di più

Recuperare le conoscenze di base: evitare quindi le lacune già all'inizio che poi

potrebbero andare a peggiorare

Far incontrare testimoni: incontri tra allievi ed ex-allievi che possono offrire una via di

accesso al mondo reale

Proporre esercizi in modo sensato: da come gli es vengono proposti dipende anche la

percezione degli alunni per questa attività: è dotata di senso? vale la pena di

impegnarsi? Gli esercizi devono essere coinvolgenti e devono portare a far riflettere i

diretti interessati, facendo intuire formule, quindi esplorare e fare tentativi per poi arrivare

alla definizione. Un altra modalità potrebbe essere descrivere l'esercizio appena svolto

per elaborare una spiegazione significativa al procedimento per guidare alla

consapevolezza gli allievi.

Quando ciò che muove è l'affetto verso l'insegnante: a volte l'allievo è spinto ad

apprendere per la relazione col docente, che comporta una specie di affidamento , a

volte è quindi necessario crearlo per far nascere un interesse nella materia , ma

bisogna sempre considerare che l'obiettivo non è condurre a sè ma far guadagnare agli

allievi fiducia nelle proprie capacità e nella propria autonomia. La relazione dev'essere

funzionale a far crescere i soggetti.

4-Rendere vitali i contenuti

Perchè i contenuti possano essere percepiti veramente è necessario che siano vivi nella

mente dei formatori e dunque riscoperti di continuo nel momento in cui vengono

insegnati. "Gli studenti non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere." I ragazzi

del cfp hanno più visibilità pratica, son più portati alla visione, all'ascolto che alla lettura e

alla riflessione, i docenti devono essere capaci di gettare dei ponti tra l'immaginario dei

ragazzi e la loro consapevolezza.

Selezionare: ciò che è rilevante per loro e cattura l'interesse dei ragazzi, ciò che piace

al docente e che può raccontare con più anima, ciò che può aiutare a leggere il presente

e far riflettere

Insegnare Dante ai meccanici: rendere vitale ciò che spieghi è molto importante per

accendere una fiamma in questi studenti "quando spieghi nel mezzo del cammin di

nostra vita devi fare un salto magari , fare lo sforzo di rendere questo passaggio

vivo....Cerco di creare un rapporto empatico tra il personaggio della storia, Dante,e loro

chiedendo magari se si sono mai trovati in un bosco da soli"-->le letture a questi ragazzi

potrebbero risultare spesso piatte, mute, il docente deve far parlare il testo articolandolo

in modo espressivo e avvolgere i ragazzi nell'atmosfera del testo per farli mettere nei

panni dell'autore.

La matematica può allargare il pensiero: interrogarsi sul perchè delle cose è un obiettivo

della matematica, sollecita ad interrogarsi, a scoprire nessi e a ragionare argomentando.

Consente di descrivere le relazioni che accadono, allargare il pensieo e far accedere a

forme di ragionamento rigoroso che servono anche nella vita quotidiana

Evidenziare i collegamenti: legare il lavoro alla letteratura o il passato al presente , la

potenzialità dell'interdisciplinarietà consente di accostare la poesia alla storia

contemporanea, e aumenta il coinvolgimento trasformandosi in esperienza. Anche il

fatto che le classi siano popolate di cittadini stranieri rappresenta una risorsa in più

perchè evidenzia i processi culturali. Inoltre collegare diverse materie tra di loro permette

di comprendere che la matematica per esempio, ha una natura concreta ed ha

avvicinato più personaggi storici, o far rivivere le emozioni delle scoperte fatte da

scienziati e matematici. L'obbiettivo è quindi quello di non congelare la matematica nella

sua freddezza.

Ricorrere ad un registro narrativo: per affascinare e rendere viva la lezione, stimolare

processi d'apprendimento basati sull'immedesimazione e l'attribuzione di senso alle

esperienze. Raccontando si ottiene un coinvolgimento emotivo che guida ad una

comprensione molto più profonda.

Coltivare e comunicare passione: la capacità dei docenti di comunicare è fondamentale,

e di essa fa parte l'energia che mettono nel loro lavoro che lascia tracce indelebili.

Esporre con chiarezza: curare la qualità della comunicazione, attraverso anche

movimenti, gesti, contatto visivo, tono che può avvicinare o allontanare gli allievi. Si

ricorre spesso alla vivacità espositiva, la schematizzazione, e al far esporre agli studenti

presentazioni efficaci.

Valorizzare il contatto visivo e variare tono di voce e postura: mantenere l'attenzione

dei ragazzi dipende da quanta attenzione poni nei loro confronti, per questo è importante

mantenere un contatto visivo cogliendo dai loro sguardi se sono presente. Variare il tono

può ravvivare l'attenzione, o anche delle pause, a volte si può ricorrere a forme di

comunicazione che puntino su un effetto scioccante come assumere posture inconsuete

che catturino l'interesse degli alunni, ovviamente sempre che si abbia questa capacità e

mantendo la padronanza sugli argomenti.

Utilizzare un linguaggio concreto e diversi supporti: se un docente non cura il proprio

linguaggio può contribuire all'idea che una materia sia incomprensibile. Si può tradurre le

cose più complicate in più semplici per farle capire ai ragazzi, il ruolo dell'insegnante è

spesso "tradurre", si può fare anche con supporto di video, immagini, o software a patto

che l'immagine spinga ad un'elaborazione e non si fermi solo all'apparenza.

Schematizzare : durante la spiegazione spesso è utile schematizzare per fissare i

concetti, migliorare la chiarezza dell'esposizione e inoltre avvia il dialogo che fa tornare

sullo schema per integrarlo o ampliarlo, può aiutare gli allievi stranieri o chi perde

spesso l'attenzione. Consente quindi di dare rappresentazione visiva ai concetti e aiuta a

fissarne il significato senza bisogno di complicate spiegazioni, aiuta a chiarire ogni

passaggio del discorso, di intuire azioni e rifletterci quindi sopra. Far fare schemi alla fine

di una spiegazione sul quaderno dei ragazzi consente di verificare la comprensione

avvenuta. Il quaderno può offrire occasioni di comunicazione, tra l'esercizio svolto

dall'allievo e la valutazione del docente, si può cogliere un bisogno d'aiuto, o un

eccellente comprensione.

Richiamare il punto d'arrivo: "ciò che faremo è questo, e dentro una certa ora voglio

questo schema" , aiuta a mantenere la tensione, da una direzione al lavoro e rende più

determinati i ragazzi a giungere ad un obbiettivo

Far apprendere insegnando : invitare gli allievi da soli o in grupp a fare una

presentazione li aiuta a superare la difficoltà di esprimersi in pubblico, sollecita

protagonismo, stimola la curiosità e a volte possono far capire meglio dei concetti

dell'insegnante ai propri coetanei.

5-Giocarsi diverse carte, variando attività

Alternare lavori in gruppo, a coppie, in aula o fuori è essenziale per mantenere

l'attenzione e adeguarsi a tutti i soggetti del gruppo e alle loro differenti caratteristiche

cognitive, la lezione così si trasforma in un'esperienza variegata.

Far fare, organizzando i tempi: gli allievi hanno bisogno di partecipare attivamente, è

fondamentale accorgersi dei cali di attenzione e predisporre un alternanza di

spiegazione e di coinvolgimento attivo.

Variare gli approci lasciandosi guidare dagli "uffa": i segnali di stanchezza o

insofferenza che gli allievi lanciano suggeriscono l'opportunità di un cambio di attività, lo

sforzo dev'essere quello di guidare lasciandosi guidare, quindi non andare di corsa per

conto proprio ma prestare attenzione a ciò che succede, di assecondare purchè

nessuno si perdi, scegliere percorsi più lunghi ma più agevoli ma allo stesso tempo far

intuire il fascino della meta e dei panorami.

Inserire intermezzi per far ricaricare le batterie: pause per far riprendere

successivamente l'attenzione, vanno gestite con buon senso.

Utilizzare la leva del gioco: i giochi negli ambiti disciplinari (si può prendere spunto

anche da quiz televisivi) suscitano coinvolgimento, sfida, interesse e curiosità

proponendo situazioni in cui è necessario un ragionamento e colorando gli aspetti

dell'apprendimento.Tecniche ludiche sono strategie piacevoli, si ricorre spesso a gare

che fanno leva sulla competizione poichè immettono dinamismo nella lezione, ma si

deve essere consapevoli del rischio della fretta o dell'eccesso di grinta, bisogna fare un

uso educativo del gioco intervenendo e spiegando le risposte non date.

6-Differenziare il lavoro all'interno del gruppo

Variare il lavoro serve per rispettare i ritmi di ciascun allievo

Cogliere le differenze per adattarsi al gruppo e ai singoli: si tratta di adattare le proposte

a tutti i soggetti, procedendo in modo esplorativo per tentativi ed errori, l'esigenza è

comprendere le caratteristiche del gruppo, le domande e le esigenze dei ragazzi, e

quando il gruppo si evolve ricorrere a modalità di lavoro diverse.

Differenziare la consegna del lavoro: alcuni formatori differenziano i compiti a second

del gruppo classe, è importante che tutti apprendino anche se per vie differenti perchè

differenti sono gli stili di apprendimento dei soggetti.

Potenziare l'autostima curando la relazione e supporto individuale: molti ragazzi portano

con sè un vissuto scolastico negativo che ha demolito la loro autostima, un "Tu provaci"

può far recuperare l'energia e far liberare potenziali che sarebbero rimasti soffocati, un

"Io so che puoi fare di più, vedo qualcosa di più in te" affiacando il soggetto e aiutandolo

a vincere la paura di sbagliare riconoscendo i suoi progressi. Il modo in cui si comunica

con un ragazzo in difficoltà ha un potere metacomunicativo sul resto della classe,

"Accorciare le distanze"

Adattare gli stimoli agli allievi con bisogni educativi speciali: è essenziale con queti

soggetti costruire una didattica su misura, come collaborare con la famiglia, garantire un

supporto individuale anche al di là della normale didattica e partecipare emotivamente al

percorso riconoscendo i risultati positivi e l'impegno. Si può partire anche dal riformulare

le consegne di lavoro a fine lezione fermandosi qualche minuto in più con il diretto

interessato

Organizzare momenti di apprendimento libero ed autonomo: la tesina: è una

personalizzazione del percorso, e da la possibilità di approffondire individualmente tra

varie possibilità in base agli interessi dell'allievo. Grazie a questo processoo gli allievi

possono sviluppare una certa autonomia nella costruzione del proprio apprendimento.

Differenziare il curricolo:

Far apprendere in/il gruppo: la proposta di lavori di gruppo favorisce l'apprendimento

cooperativo, costruendo un'interdipendenza positiva. Inoltre lavorare in gruppo prepara

alle competenze sociali che saranno essenziali nel mondo del lavoro e nella vita.

Cooperative learning: ricorrere ad un'intelligenza condivisa, lavorare insieme per una

finalità condivisa fa sentire ciascuno impegnato

Proporre forme di tutoraggio tra pari: possibilmente a coppie. Strategia che promuove

un clima collaborativo e uno scambio di feeback costruttivi

7-Guidare discussioni lavorando sulle domande: senza domande nessun incontro

risulta interessante

Far generare domande: per avvicinare alla comprensione del testo è importante

socializzare le domande di ciascuno e selezionare le più rilevanti confrontando le

risposte degli allievi così da trasformare la lezione in una viva conversazione: si può così

trasformare il punto interrogativo stampato sulla fronte degli allievi.

Offrire una griglia di domande: il docente propone delle domande e stimola un confronto

sulle risposte. Disporsi in cerchio senza i banchi può facilitare la discusione, o far

rispondere individualmente per iscritto a una domanda legittima cioè di cui non si

conosce già una risposta e che faccia emergere la vita personale del ragazzo. Poi si

potrebbe confrontarsi a coppie sulle risposte o discutere insieme per arrivare a generare

un sapere che parte dall'esperienza.

L'esperto delle domande inutili: fare una domanda che chiede esattamente

l'informazione appena spiegata dal docente, la quale documenta la distrazione

dell'allievo. La soluzione potrebbe esere nominare un "eperto delle domande inutili",

farle annotare su un foglio e rispondere alla fine dell'ora per evitare interruzioni

inopportune. Un altro caso è invece quello di incoraggiare gli allievi a fare le domande

che loro considerano inutili.

Concludere tirando le somme e raccogliendo i lavori

Raccogliere i lavori consente di connettere le varie esperienze vissute durante la lezione

stessa.

Al docente spetta il compito di fissare la cornice , sono poi i ragazzi gli autori del quadro.

VALORIZZARE L'ESPERIENZA

L'esperienza è un elemento centrale dell'azione didatticca del Cfp, loro obiettivo è far

capire che la disciplina è utile per risolvere molti problemi della realtà sociale, economica

e lavorativa. Quando la comprensione avviene a partire da un "fare" assume una qualità

notevole.

1-Far toccare con mano gli oggetti d'apprendimento

Se gli allievi percepisono gli oggetti d'apprendimento solo come enunciazioni teoriche,

scisse dalle cose, è difficile che possano essere accolti e integrati nel loro universo.

Bisogna costuire uno spazio mentale basato su un confronto pratico per agganciare gli

interessi degli allievi.

Coinvolgere il corpo per rendere visibili i concetti: valorizzare il corpo è importante (le

dita per la matematica) per chiamare in causa oggetti concreti, o far costruire/portare

materiale consente di rappresentare fisicamente i concetti, che diventano palpabili. La

rappresentazione ha il potere di muovere l'intuizione e gli allievi pssono operare delle

astrazioni attraverso esperienze motorie.

Agganciare l'esperienza reale: degli allievi agli oggetti culturali rende questi ultimi

concreti. Il passaggio dalla teoria all'esperienza, e dall'esperienza alla teoria sembra

essere un filo rosso nella storia dei formatori. L'obiettivo del docente non è ribadire il

proprio amore per la cultura sennò si lamenterebbe se non è condiviso dagli allievi, ma

ostinarsi a coltivare menti e cuori, per questo deve trovare l'accesso al loro mondo.

Collegarsi agli interessi degli allievi: ognuno è guidato a capire ciò che gli sta a cuore per

questo si è attenti ad intercettare gli interessi degli allievi, questo comporta una certa

flessibilità del programma, l'importante è rendere parlanti gli oggetti di apprendimento.

Proporre situazioni simulate e ricorrere ad esempi: un altro metodo per ricorrere alla

pratica e alla comprensione più concreta, inoltre i ragazzi tendono a partecipare con

maggiore e più vivo interesse

Partire da fenomeni chimici e farne cogliere la struttura sottostante: procedimento

induttivo dalla pratica alla teoria "Dalla bottiglia ghiacciata che scoppia si sviluppa un

percorso sulla dilatrazione termica e sui cambiamenti di stato"

2- Fare riferimento alle conoscenze incarnate nella vita quotidiana

Riflettere sulla matematica di tutti i giorni: aiutare gli allievi a percepire che i concetti

matematici fanno parte della vita quotidiana. Gli allievi sono spesso più abili nel

ragionamento pratico piuttosto che nelle relazioni astratte, lavorare su entrambi i piani

aiuta a mettere a fuoco le relazioni esistenti tra esperienza ed intuizione. Gli ambiti in

cui la matematica può diventare utile sono:

• Mate economica e finanziaria: es-> comprare il motorino, calcolare gli interessi

su un prestito, calcolo degli sconti sugli acquisti,

• Mate statistica: statistiche, sondaggi,organizzare dati e analizzare fenomeni

sociali, interpretare grafici e tabelle

• Mate in cucina: calcolo delle calorie, proporzioni di ingredienti per una ricetta

Chiaramente esiste una matematica la cui bellezza consiste proprio nella sua totale

irrilevanza per la vita, ma questi esempi sono la prova che può essere anche vista

come utile per la vita pratica.

Far riflettere sulla lingua d'uso: Il linguaggio ha a che fare con tutte le contingenze

della vita , una buona padronanza linguistica consente di muoveri in diversi territori .

Anche qui insistere troppo su astratte operazioni di analisi grammaticale, logica o del

periodo toglierebbe tempo a un'attività più importante come la riflessione

metalinguistica sulle lingua d'uso. Ricordiamo che lo scopo è quello di esprimersi

correttamente e sviluppare competenze lessicalli e semantiche, un lessico povero

impedisce la traduzione della realtà in linguaggio. Si tratta quindi di guadagnare

familiarità con termini soprattutto astratti o tecnici.

3-Lavorare per problemi in matematica

Se gli allievi non vedono il problema come possono essere interessati a trovare la

soluzione?

Focalizzare l'attenzione sulla soluzione di problemi concreti: gli allievi imparano

meglio se percepiscono i problemi come tali. Di fronte a un problema invece che

cercare una riposta immediata è utile mettersi in una posizione che consenta di

guardare le cose da un punto di vista più ampio.

Tradurre esercizi classici in problemi concreti

Accompagnare nella ricerca della soluzione: la soluzione va fatta cercare e scovare,

non è facendosi dire come risolvere un problema che si affina la mente ma

orientandosi ad affrontarlo per contro proprio.

4- Far vivere il leggere e lo scrivere come esperienze piacevoli

Educare alla comprensione dei testo ed educare al piacere della lettura che però non si

può imporre, sarebbe come dire "Sii spontaneo". Vediamo alcune tecniche che usano i

docenti.

Quando leggere e scrivere non sono un piacere: ci possono essere deficit certificati o

meno che inducono un sentimento negativo verso queste attività, in questo caso è

necessario un percorso che li aiuti a rappresentarsi il compiito come affrontabile non

come sgradevole. Attraverso un'analisi di testi bisogna aiutare a cogliere le

caratteristiche formali (presentazione, sviluppo ecc) collegandolo anche ad una

conversazione quotidiana in cui cerchiamo di convincere qualcuno così da far capire che

è utile anche nella comunicazione quotidiana. Poi il docente guida gli allievi nelle varie

fasi di costruzione di un testo, per poi far presentare i lavori individuali. In base a questi

esiti organizzerà delle attività di recupero, differenziando le strategie rispetto alle

difficoltà dei singoli .

Leggere e far leggere ad alta voce: una lettura espressiva, teatrale, proposta dal

docente stesso o fatta fare agli allievi, per vivacizzare un testo narrativo assegnare

diverse parti dei vari personaggi curano pause e intonazione. Leggere per altri e non

solo per sè può rendere la lettua un'esperienza viva

Far riflettere su di sè a partire da ciò che si legge: scoprire che ci sono pagine che ci

leggono, ci rivelano, ci regalano parole per riconoscere vissuti e sensazioni. Affinare

capacità riflessive oltre che competenza di lettura attraverso lo stimolo

dell'immedesimarsi nelle situazioni, per caricare la lettura di risonanze emotive ed

esistenziali.

Personalizzare il rapprto con il libro e gli autori: le lettura è anche un fatto fisico,

utilizzare la penna per sottolineare o scrivere note, si personalizza il libro con cui si

isituisce un rapporto unico. Quando la lettura si trasforma in esperienza si allacciano

rapporti anche con gli autori.

Far analizzare un testo: l'analisi è un mezzo e nn il fine. La lettura, la ricerca di parole

nuove, domande sul testo, selezione degli elementi principali, rielaborazione personale

attraverso uno schema. Grazie a questo processo ci si avvicina più criticamente ai testi,

ed è uno strumento per gustare la bellezza del testo, ma leggere rimane la fonte

principale del piacere.

Far scrivere creativamente: consente agli allievi di riappropriasi delle parole perchè la

lettura non rimane passiva ricezione ma diventa attività creatrice, da sfogo alla fantasia

e sviluppa una sapienza che la sola lettura non può dare.

5-Dare spazio ad esperienze basate su immagini, musica, e teatro

Valorizzare diversi elementi della cultura multimediale di cui i ragazzi sono imbevuti: i

formatori sanno distanziarsi da un'aderenza passiva ai programmi, soprattutto oggi che

siamo immersi nel linguaggio iconico. Familiarizzare con determinati linguaggi può aprire

le porte al mondo degli allievi e far comprendere meglio un concetto. "Bisogna amare ciò

che i giovani amano perchè loro possano amare ciò che sta a cuore agli educatori"

Analizzare immagini e film: le immagini spesso più eloquenti delle parole suscitano

emozioni e custodiscono informazioni oltre che stimolare curiosità e una propria

interpretazione.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione nelle organizzazioni
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgia_333 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica della formazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Tacconi Giuseppe.

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