Relazioni cooperative a scuola
Il gruppo come soggetto-oggetto-metodo
Il concetto di gruppo resta uno dei concetti più misteriosi, ambigui e controversi. Che cos'è un gruppo? Alcuni studiosi di approccio psicoanalitico si chiedono se l'entità gruppo esista o sia un'illusione. Osservano che non vi è alcun corpo fisico del gruppo se non come somma degli individui che lo costituiscono, né vi è alcuna entità psicologica se non come risultato delle rappresentazioni mentali e delle concezioni dei componenti del gruppo stesso; quindi non vi è alcun gruppo se i suoi componenti non sentono di appartenervi.
Il gruppo esiste, come soggetto di azione e come processo, solo in quanto istituito e riconosciuto dai suoi membri e come fatto oggettivo solo in quanto risultato dei loro investimenti emotivo-affettivi e cognitivi. Il gruppo ha un grande potere emotivo. È stato descritto come 'sala degli specchi', come organismo e sistema aperto, in cui si tessono legami con la storia e con il futuro: quelli dei singoli individui con il loro passato, con il loro presente e con il futuro. Questo perché ciascun soggetto porta nel campo gruppale i propri gruppi interni e i sistemi di aspettative rispetto ai possibili comportamenti degli altri nei propri confronti, il proprio modo di essere nel gruppo e i propri possibili modi di comportarsi e di agire e di reagire agli eventi, alle frustrazioni, ai conflitti e alle crisi.
Il gruppo è un campo dinamico; può rappresentare un campo per la costruzione dell'identità, ma può anche generare paura, sfiducia, diffidenza ed essere percepito e funzionare come una prigione psichica, come un campo di competizione, rivalità, invidia, ostilità in generale. L'aggressività nel gruppo può giocare un ruolo importante; se non contenuta entro limiti fisiologici, può pregiudicare il suo funzionamento e il successo nel compito, o può anche minare e distruggere la vita stessa del gruppo. Se riconosciuta ed elaborata, invece, può rientrare in circolo come energia e forza vitale che rinsalda il gruppo, il quale sente di condividere un processo di sviluppo cognitivo ed emozionale di ben-essere.
Kruppa grop groppo
Il concetto di gruppo si è affermato molto lentamente nel mondo occidentale. I fenomeni di gruppo, fino alla prima metà del XX secolo, erano sconosciuti nella loro specificità e ricondotti alle caratteristiche degli individui. Il concetto di gruppo incontrava una resistenza epistemologica, perché chiedeva di cambiare paradigma, di collocarsi entro una dimensione non individualistica e lineare ma sistemica.
Nella storia del pensiero occidentale il termine gruppo è di uso recente. Il termine gruppo viene associato dai linguisti all'antico provenzale grop= nodo, che si suppone derivi dal germanico occidentale kruppa= massa arrotondata. Il termine gruppo compare per la prima volta in Italia come termine tecnico delle belle arti per designare numerosi elementi costituenti un tema. Vediamo comparire il termine gruppo in un'epoca segnata da cambiamenti a livello economico-sociale-culturale-politico conseguenti ai progressi nella navigazione e all'industrializzazione. Verso la seconda metà del XVIII secolo questo termine incomincia ad entrare nel linguaggio corrente per designare una riunione di persone. Nello stesso periodo i termini 'gruppe' e 'group' compaiono rispettivamente nella lingua tedesca ed inglese.
Il gruppo come soggetto di azione-costruzione-trasformazione
Un gruppo esiste, come soggetto di azione e come processo, solo in quanto riconosciuto e istituito dai suoi componenti. Il gruppo pertanto può essere considerato tale solo a condizione che tutti i partecipanti:
- Ne condividano gli scopi;
- Percepiscano i progetti e i valori del gruppo come coerenti con i progetti ed i valori personali;
- Si rappresentino la situazione di gruppo come tale da comprendere oltre che se stessi anche gli altri componenti e sappiano comportarsi di conseguenza;
- Si impegnino attivamente nell'impresa in cui il gruppo si riconosce, creando rapporti di interdipendenza tra i membri.
Un gruppo può incorporare individui, sottogruppi e istituirsi come un'unità dinamica in rapporto con altri gruppi e con l'ambiente esterno, collocandosi in un contesto economico, politico, socio-culturale che lo può contenere e sostenere ma anche minacciare.
Il gruppo è un insieme di individui-soggetti-persone che condivide uno scopo comune e che è caratterizzato da rapporti di interdipendenza tra i suoi membri
Il livello e la qualità di funzionamento di un gruppo si misura sulla sua capacità di costituirsi come soggetto di azione-costruzione-trasformazione delle conoscenze, competenze e identità dei soggetti che lo compongono e del suo insieme. Tale azione-costruzione-trasformazione, ossia l'insieme dei movimenti delle azioni, dei processi e dei prodotti del gruppo, costituisce ciò che denominiamo lavoro di gruppo. La condizione fondamentale per un effettivo, qualitativo e costruttivo lavoro di gruppo sta nel riuscire a creare un buon livello di congruenza e causalità dinamica tra 3 categorie variabili: scopo\occupazione, organizzazione, dinamica del gruppo.
Gli indicatori di un effettivo, qualitativo, costruttivo lavoro di gruppo sono i seguenti
A. Chiarezza-delimitazione-definizione dello scopo\occupazione
Se vogliamo assicurare un'adeguata strutturazione del gruppo ed una focalizzazione dell'impegno dei singoli e del gruppo nel suo insieme, lo scopo, ossia le finalità e gli obiettivi che un gruppo persegue e l'attività che dichiara di svolgere, devono essere chiariti, delimitati ed espliciti. Nell'apprendimento di gruppo o cooperative learning è necessario che i singoli allievi e il gruppo nel suo insieme abbiano uno scopo\compito chiaro e delimitato e non solo comunicato dall'insegnante, ma ridefinito dai componenti del gruppo, in modo che le energie di tutti e di ciascuno siano focalizzate sul compito e orientate alla partecipazione attiva e al successo del gruppo e dei singoli allievi.
B. Un'organizzazione coerente con lo scopo da perseguire e con i compiti che il gruppo si assegna
L'organizzazione riguarda la messa a punto di un contesto, ossia di un ambiente generativo di apprendimento, e di strutture di gruppo coerenti con il compito. A tal fine si tiene conto di alcune variabili:
- Dimensione del gruppo: numero dei componenti
- Selezione dei componenti: gruppi eterogenei o misti con riguardo alle competenze sociocognitive e\o all'età e\o agli stili di apprendimento. La modalità di costituzione può essere casuale, libera o pilotata da chi conduce
- Disposizioni generali che riguardano i compiti e le consegne operative: che cosa fare e come organizzarsi, la cadenza e la durata degli incontri, la messa a punto del contesto.
C. Una dinamica costruttiva e creativa
La dinamica riguarda le azioni e i movimenti del gruppo. Riguarda i processi di attivazione, comunicazione, socializzazione, meccanismi, significati e il clima del gruppo. L'attivazione è la forza vitale, l'energia che il gruppo riconosce in sé ed esprime. Comunicazione è il fare concreto, il discorso del gruppo. Socializzazione conoscenza\assunzione di concezioni, argomentazioni, atteggiamenti, ruoli validi per l'individuo e per il gruppo. Ognuno, tramite il gruppo, scopre, costruisce e cerca di completare la propria identità, condividendo la cultura del gruppo e accettandone i principi sociali e morali.
La comunicazione nel gruppo può innescare particolari comportamenti e meccanismi
- Accoppiamento: è una modalità di comunicazione che riduce i movimenti e la vitalità del gruppo. Si ha accoppiamento quando due componenti del gruppo parlano tra di loro ed il resto del gruppo sta ad ascoltare passivamente. In tale situazione è opportuno allargare il discorso chiedendo il punto di vista degli altri. Qualora non vi sia il tempo, vale la pena chiudere l'incontro rimandando la discussione.
- Polarizzazione: modalità di comunicazione che tende a scindere in 2 parti il gruppo.
- Silenzio: modalità di comunicazione che può avere molteplici significati: ostilità verso il leader o verso altri componenti del gruppo, sentimento di disagio, senso di inadeguatezza, passività e noia. Può anche corrispondere a momenti di elaborazione-riflessione di contenuti che attivano nel gruppo processi maturativi. È importante lasciare tempo anche ai silenzi.
- Meccanismi: emergenze che caratterizzano i movimenti interni ai singoli nel gruppo. Con il termine transfert intendiamo l'emergenza spontanea ma inconscia di sentimenti nei confronti di una persona nella situazione 'qui e ora' trasferiti da una precedente figura significativa. Con il termine scissione si indica la differenziazione di sentimenti nelle loro parti componenti. Per esempio, un'apparente indifferenza può lasciare spazio a espressioni di odio e di amore. Con il termine proiezione si intende quel processo intrapsichico per cui il soggetto espelle da sé e localizza nell'altro, persone o cose, delle qualità, dei sentimenti, dei desideri che non riconosce e rifiuta in sé. Con il termine contenuti di gruppo si intendono le idee, i sentimenti, gli atteggiamenti che emergono dai processi di gruppo.
D. La congruenza e causalità dinamica tra le categorie di variabili inerenti scopo\compito, organizzazione, dinamica del gruppo
Perché vi sia lavoro occorre che vi sia congruenza tra l'obiettivo e il compito che il gruppo ha e l'organizzazione interna. Se un gruppo esprime una intenzionalità rivolta verso uno scopo\occupazione chiaro e condiviso, se realizza tale scopo\occupazione attraverso rapporti di interdipendenza, se riconosce la diversità come risorsa, allora si ha lavoro di gruppo e il gruppo può funzionare come soggetto di costruzione e di trasformazione delle conoscenze e dell'identità sul piano cognitivo\affettivo, emotivo e sociale. Lo scopo\compito dovrebbe collocarsi in quell'area o zona di sviluppo prossimale entro a quale ciascun allievo e il gruppo possono muoversi avvalendosi delle loro competenze attuali e del debito aiuto – abilità di studio ed organizzative- affinché sia possibile distribuire potere e responsabilità a livello individuale e di gruppo nella situazione di insegnamento\apprendimento.
Il gruppo come progetto di gruppo e ricerca
Un gruppo esiste, come oggetto e come fatto oggettivo, solo se i soggetti che lo compongono lo riconoscono come prodotto delle percezioni soggettive, delle proiezioni creative, degli investimenti emotivo-affettivi e cognitivi dei suoi componenti e come risultato delle loro riflessioni sugli stessi. Il gruppo può così diventare oggetto di studio e di ricerca-applicazione in differenti ambiti disciplinari interessati.
Le definizioni di ordine sociologico: esse danno la prevalenza ed il primato al punto di vista oggettivo: il gruppo è un insieme di 2 o più individui che hanno il medesimo scopo individuale da raggiungere. Per gli studiosi di sociologia, la principale attenzione verte sullo scopo, sul compito che gli individui del gruppo si danno, sull'oggettività di tale compito, sulla compresenza fisica dei singoli e dei sottogruppi.
Le definizioni di ordine antropologico: danno la prevalenza e il primato al fatto che l'individuo è sia fruitore che agente attivo di cultura: il gruppo è un insieme di individui che si riconoscono in determinati valori, miti, tradizioni, cerimonie, ritualità, sistemi di segni. Per gli studiosi di antropologia, la principale azione verte sulla cultura e sul processo di inculturazione che fa sì che ogni individuo partecipi dalla nascita alla morte ad un processo continuo di apprendimento e di adattamento agli elementi della cultura.
Le definizioni psicologiche danno la prevalenza al punto di vista intersoggettivo: il gruppo è un insieme di 3 o più individui che si riconoscono come gruppo e hanno tra di loro delle relazioni di influenzamento reciproco. Per gli studiosi di psicologia la principale attenzione verte sulla comunicazione, sulla dinamica, sul sentimento di appartenenza.
Le definizioni di ordine gruppoanalitico danno la prevalenza al punto di vista inter e intrasoggettivo: il gruppo è un insieme di 3 o più individui che comunicano inter-reagendo tra di loro secondo una comune matrice interpersonale, secondo un sentire e un pensare progressivamente condiviso che diventa patrimonio del gruppo. Per gli studiosi di approccio gruppoanalitico l'attenzione si sposta dal singolo individuo alla complessità di legami che è 'qui e ora' rappresentata dalla situazione multipersonale del gruppo in azione, rappresentativa dei gruppi interni dell'individuo e della sua identità multipla. Secondo la prospettiva gruppoanalitica, all'interno della cultura di gruppo si sviluppa una rete di comunicazioni interpersonali detta matrice di gruppo, ossia il terreno comune da cui si genera un gruppo, quel sentire e quel pensare progressivamente condiviso su cui può basarsi la comunicazione tra i suoi membri.
Le definizioni di ordine pedagogico danno la prevalenza ed il primato al punto di vista educativo: un gruppo è un insieme di soggetti-persone che condividono contesti e relazioni intese a riconoscere e a promuovere le potenzialità individuali nelle differenti età della vita. Per gli studiosi di pedagogia, la principale attenzione verte sul setting educativo, ossia la cornice teorico-organizzativa, il sistema di ipotesi e il set organizzativo che rende possibile la relazione educativa.
Le definizioni di ordine didattico danno la prevalenza al punto di vista formativo: il gruppo è un insieme di 2 o più soggetti-persona che realizzano rapporti di interdipendenza e coordinano le loro azioni e comunicazioni in specifici contesti al fine di perseguire l'apprendimento e la co-costruzione di identità, intelligenza e significati. Per gli studiosi di didattica, la principale attenzione verte sul curricolo formativo, sulla co-costruzione da parte del team docente di contesti generativi di apprendimento, sul learning by doing, ossia sul fare la matematica, le lingue, le scienze, sulle istituzioni interne (regole, relazioni). Un buon lavoro di gruppo comporta chiarezza e delimitazione di scopi e compiti individuali e di gruppo; congruenza e causalità dinamica tra scopi ed organizzazione del gruppo e lavoro di gruppo, sia al livello del team docente\équipe educativa sia a livello di allievi\utenti. Implica una conduzione democratica, uno stile collaborativo, una funzione docente\educativa che sappia distribuire responsabilità e potere.
Il gruppo come metodo di insegnamento e apprendimento
Il metodo fa parte del contesto e viceversa. L'apprendimento di livello superiore consiste nell'apprendere il contesto dell'apprendimento di livello inferiore. Con riferimento al gruppo si possono fare due considerazioni:
- Lavorando in gruppo si impara a lavorare in gruppo, ossia si imparano teorie, metodologie e tecniche di conduzione e di comportamento;
- Il gruppo di lavoro rappresenta il contesto che permette la co-costruzione di conoscenze, abilità, pensiero riflessivo, comprensione sia del compito su cui il gruppo si impegna sia dello sviluppo delle relazioni e delle dinamiche.
Teorie e metodologie sulle potenzialità dei fattori sociali e culturali e del lavoro di gruppo in ambito scolastico
1. Le scuole attive e l'eredità di Dewey
Uno dei concetti centrali del pensiero di Dewey consiste nella concezione della scuola come un ambiente speciale, un vero e proprio laboratorio per imparare ad imparare in un clima collaborativo nel quale si ritrova e si sperimenta l'essenza della democrazia. Laddove nell'aula-madre tutto è fatto per ascoltare, nel laboratorio tutto è fatto per agire ed interagire. L'aula madre si propone come un contesto di ascolto, il laboratorio come un contesto d'azione. Il 'mio credo pedagogico' e 'scuola e società' costituiscono il manifesto della scuola attiva, dove Dewey sottolinea l'importanza di vivere nella scuola l'esperienza della democrazia e del processo di cooperazione.
Nel saggio 'il mio credo pedagogico' egli afferma che la scuola è di fatto e prima di tutto un'istituzione sociale in 'scuola e società' scrive: 'la tragica debolezza dell'odierna scuola deriva dal fatto che essa tenta di preparare i futuri membri dell'ordine sociale in un ambiente in cui le condizioni dello spirito sociale sono in massima parte assenti. Si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana in educazione, che sposta il baricentro educativo dall'adulto all'allievo come soggetto che cresce ed enfatizza l'offerta di esperienze di socializzazione.
In area americana risentirono dell'influenza di Dewey il metodo dei progetti di Kilpatrick ed esperienze di grande rilievo, quali il 'piano Dalton' messo a punto da Parkhurst a Dalton nel 1919, il piano Winnetka di Washburne del 1922 e la Scuola Laboratorio dell'università di Chicago di Morrison, esperienze caratterizzate dall'intento di contemperare il principio dell'individualizzazione con quello della cooperazione, i principi di spontaneità con la necessità di impostare curricoli, di stabilire obiettivi, di controllare l'iter dell'attività scolastica. Nei paesi di lingua tedesca, accanto a Kerschensteiner, va ricordato Gaulig, che esercitò il più grande influsso sullo sviluppo della scuola attiva nei Paesi di lingua tedesca, e il suo collaboratore Scheibner. I sistemi proposti da questi due educatori rivolgono una particolare attenzione al terreno dell'influenza del lavoro di gruppo sul piano cognitivo e si basano...
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