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Riassunto esame di teorie e metodi della formazione, prof. Cardarello, libro consigliato Descrivere il lavoro, Vermersch Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di teorie e metodi della formazione e del prof. Cardarello, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Descrivere il lavoro, Vermersch dell'università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore. Scarica il file in PDF!

Esame di Teorie e metodi della formazione docente Prof. R. Cardarello

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ESTRATTO DOCUMENTO

contemplativa Uno dei possibili scopi del colloquio consiste nel chiedere al

.

ragazzo di formulare spiegazioni su quello che è successo e si è così

nell'ambito della verbalizzazione concettuale È anche facile passare a

.

rilanci del tipo a che cosa ti fa pensare questo? Che cosa evoca x te? si

“ ”;

possono quindi solleitazione le associazioni le imamgini la libera

, ,

epsressione di tutti i matriali consci e inconsci .

Lavorare sulla base dell'immaginario significa comunque incrementare la

creatività essere in gradodi gestire l'emotività e prendere atto dei

,

preconcetti che derivano dalle parole dalle immagini sensazioni Tuttavia

, , .

non è questa la direzione di lavoro dell'intervista di esplicitazione basata

,

sulla verbalizzaizione di un vissuto d'azione .

Le informazioni satelliti dell'azione

appena la verbalizzaizione si canalizza verso la descrizione di un vissuto

dell'azione è necessario fare distinzioni Immaginiamo uno schema in cui

, . :

al centro si pone l'esecuzione dell'azione reale l'aspetto procedurale

– ,

dell'azione vissuta che si indica nel termine di azione

sull'asse verticale si raccolgono le informazioni su contesti

– ,

circostanze ambiente Sono motlo elgate al'azione in quanto

, .

definiscono le variabili della situazione in cui si iscrive il compito ma

,

non descrivono il fare .

In basso vengono inserite tutto quello che riguarda la valutazione

– soggettiva della realizzazione dell'azione giudizi opinioni commenti

: , , ,

credenze ,...

sull'asse orizzontale da una parte c'è la casella centrale del

– ,

procedurale all'obiettivo che riguarda l'azione che definisco la

,

dimensione intenzionale dall'altra i saperi teorici tematizzati che

; ,

soggiacciono al fare e sono suscettibili di fondare le ragioni

dell'efficacia o della pertinenza del fare .

Asse verticale contesti procedure giudizi Rapporti di

: , , .

complementarità e di concorrenza

al centro dell'esplicitazione la dimensione procedurale dell'azione

:

informarsi sull'iter proedurale adottato da un soggetto x effettuare una erta

prova significa assumere info in dettaglio nelle sue azioni concrete Ciò

.

equivale ad interessarsi ai saperi pratici sia nel caso di azioni a dominanza

,

mentale sia materiale Tutto ciò appare semplice ma in realtà è talmente

.

familiare che il soggetto non ne ha coscienza né è in grado di descriverlo ,

tanto che le due categorie di info inserite sullo stesso asse verticale

appaiono come concorrenti alla verbalizzaizione del procedurale concorrenti

;

nel senso che sono le info verbalizzate più facilmente e spontaneamente .

Contesto ambiente circostanze

, ,

un'azione specifica può essere descritta in riferimento a ciò che la circonda ,

la contiene la definisce sia nel tempo sia nello spazio Ma anche quando

, ,.. .

dispongo di tutte queste info non sono comunque esaurientemente

informato delle tappe di svolgimento dell'azione nelle sue unità elementari .

Un informazione sullo svolgiemnto di un'azione può essere chiarita tramite

la conoscenza dei suo aspetti contestuali tuttavia per aiutare l'altro ad

;

autoinformarsi bisogna incoraggiarlo a dettagliare queste informazioni sia

, ,

in maniera passiva sia attiva

, .

Ci si può anche trovare nella situazione di nn conoscere nulla della prova

effettuata e delle sue particolarità in questo caso è indispensabile potr

;

disporre di informaizoni minimali sul contesto per capire il discorso

dell'altro per esempio nel caso di aiuto nei compiti se intervengo in una

: ,

disciplina che non padroneggio quando incontro operatori di cui nnn

,

conosco il settore tecnico È evidentemente indispensabile conoscere le

.

nozioni di base e il vocabolario specialistico ma non è affatto necessario

,

possedere lo stesso livello di competenza del professionista che si sta

intervistando La verbalizzazione del contesto situzonale rappresenta per

.

taluni un modo x evitare di coinvolgersi mentre descrivere

,

dettagliatamente l'azione compiuta implica sicuramente un coinvolgimento

personale .

Giudizi opinioni commenti

, ,

quando si gestiscono situazioni di feed back è molto freqeunte che all'inizio

-

si parte ada un giudizio globale su quanto è stato fatto spesso si inizia

:

esprimendo una valutazione soggettiva Gli enunciati di giudizio non sono

.

l'espressione di fatti e non apportano alcuna info sulla realizzazione

dell'azione né sulla natura dei risultati che potuto produrre

, .

La verbalizzaizione sotto forma di giudizi opinioni commenti costituisce un

, ,

ulteriore stratagemma per non coinvolgersi nella presa di parola .

Quest'ultma consente di sviluppare un metadiscorso intorno all'azione e

quindi di distanziarsi rispetto all'evocazione della realtà vissuta .

È importante saper distinguere i diversi contenuti di informazione che

appartengono ai contesti procedure e giudizi Queste tre info non sono

, .

verbalizzate con la stssa facilità giudizi e contesti sono espressi

;

spontaneamente e sulle informaizoni riguardanti i giudizi spesso il

procedurale è inconsueto da descrivere Queste tre info non risultato in

.

ugual misura coinvolgenti il contesto è un modo di parlare di ciò che è

:

estraneo al sé e quindi non implica coinvolgimento emotivo nella misura in

cui non si da alcuna info che consenta all'altro di conoscerci Esprimere

.

giudizi e opinioni è relativamente meno coinvolgente che descrivere quello

che facciamo .

Tuttavia queste tre info restano complementari per capire il procedurale

:

posso comunque aver bisogno di info relative al contesto o della valuazione

soggettiva di ciò che l'indiviudo ha fatto .

La logica orizzontale dichiarativo procedurale intenzionale

: , , .

Rapporti teorici e pratici

le relazioni tra questi tre aspetti sono inficiate da una complessa storia

ideologica nella qulae molto spesso è stato valorizzato l'immaginario a

,

discapito della realtà

Il dichiarativo saperi teorici regolamentari consegne algoritmiche

: , ,

la dimensione dichiarativa non è azione tuttavia rappresenta tutto ciò che

,

legittima l'efficacia o la pertinenza dell'azione nel suo aspetto procedurale .

Esiste una dicotomia ben evidenziata da Piaget tra riuscire e comprendere

, , .

La storia dimostra che il fare efficace il più delle volte ha proceduto i

“ ”

concetti che consentivano di giustificarlo Quando si ottiene la dettagliata

.

descrizione del fare nella sua dimensione procedurale si possono inferire i

, ,

saperi teorici e funzionali effettivamente utilizzati nell'azione Invece

. ,

interrogare la persona unicamente nelle sue conoscenze teoriche non

garantisce con certezza che si tratti di nozioni utilizzate nell'azione La

.

valenza informativa delle conoscenze teoriche in psosesso dell'intrvistato

può essere apprezzata solo in riferimento a saperi funzionali dedotti dallo

,

svolgimento concreto dell'azione .

La dimensione intenzionale obiettivi e sotto obiettivi

: -

può esserci una distanza notevole tra l'intenzione che può identificarsi con

l'obiettivo consapevole e quella che appare riflessa nell'esecuzione del

compito .

Quante volte in un corso di formazione all'atteggiamento di ascolto il

,

corsista che aveva progettato di lasciare la parola all'altro scopre dalla

, ,

registrazione che è stato lui a parlare per tutto il tempo Soltanto il

.

confrono tra ciò che è stato fatto e lo scopo che se né può inferire

permettono di convalidare la verbalizzaizione concercnente gli obiettivi .

Nel rapporto tra obiettivo e iter procedurale sussiste una nuova asimmetria :

il procedurale consente id inferire l'obiettivo effettivamente raggiunto dal

soggetto immanente all'azione mentre la sola verbalizzaizione dell'obiettivo

,

rischia di rivelarne solo l'aspetto cosciente di cui non è dato sapere a

,

priori se corrisponda all'obiettivo reale .

Il primato procedurale

il sistema delle informazioni satelliti dell'azione consiente di capire come

l'effettiva realizzazione dell'azione si rilevi l'infromazione essenziale sotto un

duplice aspetto direttamente è l'informazione più pertinente x capire come

: :

csi comporta il soggetto nel realizzare un compito

indirettamente perchè in base alle info sullo svolgimento dell'azione è

,

possibil fare delle inferenze attendibili sulle conoscenze fiunzionali e sugli

obiettivi reali inoltre per l'intervistato parlare della sua pratica effettiva è

;

coinvolgente e lo spinge ad entrare in relazione col proprio vissuto in

maniera forte e immediata .

Singola azione compito reale e specifico

,

supponiamo che nel corso del lavoro di guida il formatore riesca a

,

canalizzare la verbalizzaizione dell'intervistato nell'ambito del vissuto

dell'azione e che si ottenga proprio la desceizione delle azioni e nn solo

quella del contesto o la formulazione di giudizi sull'azione Può esserci

.

ancora un ostacolo all'acquisizione di informazioni di qualità la

:

verbalizzaizione può portare su una certa classe di azioni che rende il

,

discorso troppo generico e non particolareggiato .

Una delel condizoni essenziali del colloquio di esplicitazione del vissuto

dell'azione è che questa si riferisca ad un compito reale speifico Non si

, .

tratta né di un compito astratto né immaginario mai messo inpratica Ed è

, , .

prorpio in virtù di questa sua caratteristica che il colloquio di esplicitazione

si differenzia dal colloquio di indagine tipico degli approcci psico sociologici

, -

sulle opionioni e rappresentazioni sociali .

L'obiettivo principale dell'esplicitazione nn è quello di generalizzare ma di

,

ottenere le più dettagliate info su ciò che il soggeto fa realmente solo

:

partendo da questo livello basilare di info può essere possibile passare alla

generalizzazione .

Il soggetto da solo nn è in grado di verbalizzare queste informazioni :

produrre una verbalizzazione dell'azione in riferimento a un compito reale e

specifico non è un fatto automatico L'esperienza compiuta nei corsi di

.

formazione alle tecniche di aiuto all'esplicitazione conferma che questo

aspetto richiede tempo e impegno Le difficoltà più comuni sono legate

.

al'attesa che l'altro riesca a esprimersi su un punto preciso .

CAP 3 LA POSIZIONE DI PAROLA

in questo capitolo la verbalizzazione non sarà più vista come un prodotto

finale ma come processo in una prospettiva fenomenologica si tratta di

, , :

prendere in considerazione il tipo di relazione cognitiva che il soggetto

intrattiene con l'argomento di cui parla Denominiamo questa relazione

.

posizione di parola

“ ”.

Il concetto di vissuto di cui si è parlato precedentemente viene inteso

,

come vissuto dell'azione relativo al fatto di fare esperienza concreta

,

dell'azione stessa così come si manifesta nel preciso istante in cui la si

vive Ma nel momento in cui effettua la trasposizione in parole il soggetto

. ,

si colloca a posteriori fuori dal vissuto Per fare questo occorre che il

, .

soggetto nel momento in cui ne parla sia in grado di rivivere la situazione

di riferimento Occorre distinguere diverse posizioni di parola individuate

. ,

sulla base della relazione che il soggetto intrattiene con ciò che ha vissuto ,

nel momento in cui ne parla .

La prima posizione di parola potrebbe essere qualificata come formale,

astratta e anche distante La caratteristica è data dal fatto che il soggetto

. ,

quando si esprime non è in contatto con la situazione di riferimento Di

.

conseguenza finirà con l'esprimersi iù in base al suo sapere che

,

all'esperienza vissuta Questa posizione di parola è di tipo esplicativo e

.

distante dal referente Conduce ad un discorso molto generale e astratto

. ,

poco coinvolgente e separato dal vissuto soggettivo di una situazione .

La seconda posizione di parola potrebbe essere qualificata come implicata,

nel senso che il soggetto nel momento in cui parla della situazione passata ,

è presente attraverso il suo pensiero al vissuto della situazione stessa Ne

.

parla come situazione specifica ne restituisce i vissuti intrinsei restando

,

vicino al carattere concreto del propriio vissuto La persona ha l'impressione

.

di rivivere la situazione di ritrovarla entrare in contatto con essa

, , .

Il criterio essenziale che differenzia le due posizoni di parola è dato dal

fatto che il soggetto sia presente o no alla situazione di riferimento in

,

quanto è stata parte del suo vissuto Questo criterio dell'essere presente

. ,

non pregiudica la qualità della verbalizzazione sul piano della precisione ,

completezza o pertinenza in entrame la verbalizzazione può essere

;

spontaneamente molto analitica o sincretica globale confusa

( , ).

Per trovare qualche riflessione in merito a questa idea di poisizione di

parola occorre risalire agli inizi del secolo quando alcuni autori

,

distinguevano tra il grado essenziale dell'evocazione quello commovente e

,

quello angosciante Tra gli scritti di Vygotskij si può trovare una

. ,

distinzione tra senso e significato a seconda che il soggetto nell'uso che fa

,

delle parole ne integri i valori sulla base della prpria esperienza senso o

( )

che le utilizzi per il loro valore sociale cioè x il significato ufficiale

,

riportato sul dizionario .

È estremamente importante considerare il valore di entrmabe le posizioni di

parola e il vantaggio della flessibilità che consente secondo bisogni e

,

obiettivi di passare da un pensiero formale decontestualizzato ad un

,

pensiero incarnato o viceversa .

Nell'intervista di esplicitazione il fatto che l'intrvistato sia in una posizione

di parola incarnata seconda sarà fondamentale per accedere alle info

( )

relative al vissuto del'azione tale posizion e va ogni volta ricercata e

;

identificata Questa posizione non si produce spontaneamente né da parte

.

dell'intervistato né intervistatore La sua comparsa non è possibile se non

.

per effetto di una guida attiva che costituisce una mediazione e

,

rappresenta la prima tappa di una formazione alla messa in pratica

consapevole di questa posizione cognitiva .

L'identificazione della posizione di parola incarnata

prima di poter orientare qualcuno verso questa posizione bisogna essere

ing rado di riconoscerne la presenza o assenza È necessario definire degl

.

iindicatori di questa posizione che siano osservabili a livello verbale e non .

Gli indicatori non verbali :

staccare lo sguardo la PNL ha il merito di aver divulgato l'importanza

• :

dei gesti oculari cioè i movimenti degli occhi che non sono

,

strettamente collegati alla funzione visiva ma indicano il modificarsi

,

dell'attività cognitiva legata all'azione di costruzione della

rappresentazione Prima della PNL uno psichiatra americano M E Day

. , . .

si era interessato al fatto che lo sguardo si staccava cioè lasciava

,

l'interlocutore per dirigersi in maniera più o meno stabile in una

direzione dove apparentemente non c'erano info da raccogliere Tale

.

stacco corrispondeva a suo giudizio ad un mutamento di direzione

dell'attenzione che si canalizzava verso l'esperienza interna Se il

.

quesito posto era semplice e il soggetto era in grado dirispondere

immediatamente non si verificava alcun mutamento di direzione dello

,

sguardo Al contrario se la risposta richiedeva un'elaborazione

.

cognitiva il fenomeno si percepiva in maniera evidente

, .

L'atto di distogliere lo sguardo è l'indicatore privilegiato del fatto che

il soggetto rivolge la propria attenzione verso la sua esperienza

interiore .

Si possono però incontrare soggetti che hanno una grande familiarità

con la pratica dell'evocaizone in quanto fa già parte delle loro

,

condotte cognitive abituali in tale caso si potrebbe osservare uno

,

sguardo che fissa in posizione centrale con frequenti momenti di

, ,

defocalizzazione come se si spingesse all'orizzonte si potrebbe dire

, :

al riguardo che questi soggetti si collocano spontaneamente in

posizione di lavoro mentale Al contrario se lo sguardo muove

. ,

continuamente in tutti i sensi si può essere certi che c'è un

,

problema di comunicazine una difficoltà relazionale da gestire

,

efficacemente prima di passare ad un tentativo di esplicitazione .

Infine può verificaris che il soggetto non distolge mai lo sguardo e

finisca con l'impedirsi di accedere all'esperienza interiore anche qua

;

sussiste un problema di comunicazione da gestire .

Rallentamento del ritmo di parola tenendo conto dell'osservazione di

• :

Day l'accesso all'esperienza interna è sinonimo di ricerca mentale di

,

informazioni per questo il ritmo del discorso rallenta spontaneamente

,

in rapporto al tempo necessario per ritrovare ciò di cui si parla Il

.

variare del flusso verbale è maggiormente osservabile quado ad

essere intervistati sono degli esperti è facile notare la differenza tra

:

un discorso già noto basato su competenze spesso verbalizzate su

, ,

argomenti già oggetto di insegnamento o di conferenze e quindi già

coscienti e il momento in cui l'esperto coinica a tradurre in parole

,

taluni aspetti del suo agire che sa ben realizzare ma non ha mai

tematizzato il flusso verbale rallenta considerevolemnte ed è spesso

:

interrotto da pause e silenzi che indicano lo sforzo di cercare la

parola giusta per descrivere il vissuto dell'azione .

La congruenza del verbale e del non verbale il concetto di

• :

congruenza designa l'ccordo la compatibilità tra molti indicatori Se il

, .

soggetto sta evocando una situazione che descrive come

interessante se non addirittura piacevole ma non manifesta alcun

, ,

elemento che faccia peensare a un certo interesse o piacere è assai

,

probabile che egli non stia x nulla evocando il vissuto della situazione

di riferimento Sussiste un incongruenza tra il contenuto della

.

verbalizzazione e gli indicatori non verbali È bene fidarsi di più

.

dell'info non verbale dandole priorità

, .

Gli indicatori linguistici

gli indicatori che appaiono più affidabili sono quelli che concernono gli

opposti generico specifico astratto concreto Così la posizione di parola

: / , / .

formale si assocertà a generalizzazioni del tipo ogni volta che faccio in

: ,

generale di soliito

, ,.... .

Altro marcatore significativo è la presenza di parole astratte che rinviano a

ciò che risulterebbe ideale la libertà l'interesse la metodologia Qeusti

: , , .

indicatori mostrano come il soggetto non si esprima con riferimento ad un

vissuto specifico ma a livello di una classe di compiti Gli indicatori

.

linguistici non fanno altro che confermare ciò che il linguaggio non verbale

indica in forma più chiara e immediata La loro importanza è quindi relativa

.

come riferimenti per la gestione dell'interazione .

La guida verso la posizione di parola incarnata

necessario è un supplemento di tecniche di guida ogni volta che se ne

ravvisi la necessità e sempre che l'interlocutore si sia dichiarato d'accordo .

Rallentare il ritmo della parola tecnica che aiuta l'intervistato a

➢ :

pervenire una posizione di parola basata sull'evocazione Rallentare il

.

flusso vebrale può essere un intervento assai arduo nel caso in cui la

;

persona abbia un eloquio sostenuto occorrà molt determinazione x

riuscire ad interrompere Una tale forma di intervento è difficile da

.

accettare e utilizzare soprattutto x le persone formate alle tecniche

,

dell'intervista non direttiva il tal caso prevale il timore di ferire il

;

soggetto o quello di interrompere bruscamente il suo processo di

verbalizzaizione Bisogna decidere quale tecnica si vuole perseguire e

.

con quale scopo altrimenti si corre il rischio di nn riuscire a scoprire

,

fino a che punto anche un tipo di intervento direttivo possa essere

rispettoso della persona La testimonianza di persone che hanno

.

vissuto dall'interno questo tipo di sollecitazione canalizante è

unanime s prova una specie di sollievo e di riconoscenza nell'essere

;

aiutati a ristabilire il contatto con l'esperienza interiore Nell'intervista

.

di esplicitaizone l'obiettivo della guida è quello di ricondurre il

soggetto al suo vissuto più autentico .

Far specificare creare la necessità di un accesso interno Un altro

➢ : .

modo per ottenere indirettamente un rallentamento è formulare una

domanda in cui il soggetto nn possa rispondere senza evocare la

situazione passata dal momento che non dispone immediatamente

,

dell'informazione ed è quindi costretto a fare una ricerca nella

memoria Due direzioni di lavoro

. :

far specificare il contesto porre domande sul contesto della

- :

situazione con l'obiettivo di guidare il soggetto verso la dimensione

concreta Gli domanderemo per esempio in quale punto della classi si

.

trovava e vicino a chi se c'era abbastanza luce Si tratta di info

, ,... .

accessorie in rapporto alle azioni compiute ma comunque significative .

I risultati non sono automaticamente garantiti e bisognerà comunque

verificare che gli indicatori della raggiunta posizione di parola

incarnata siano ben presenti .

far specificare le sotto modalità interpellare direttamente la

- - :

struttura sensoriale della rappresentazione Ciò induce per prima cosa

.

una focalizzazione dell'attenzione dell'intervistato sulla sua

rappresentazione o una maggiore attenzione nei confronti

dell'esperienza interna In seconda istanza produce lo stesso effetto

.

della tecnica precedente grazie a domande che non hanno una

,

risposta già pronta e richiedono una ricerca preliminare Il colloquio

.

porterà sul vissuto attuale relativo al fatto di rappresentarsi questa

realtà primaria Questo è l'unico mmento in cui si può procedere

.

proponenbdo un colloquio in forma alternativa cioè non con lo scopo

,

di ottenere informazioni ma di guidare la persona verso un

,

evocazione quanto più vicino alla situazione di riferimento .

Il linguaggio ericksoniano parlare all'altro del suo vissuto senza

➢ :

nominarlo Per riuscire a canalizzare il soggetto verso la posizione di

.

parola incarnata esiste un'altra via che consiste nel rilanciare

direttamente la persona sul suo vissuto Consiste però nel parlarne

.

senza nominare il contenuto I procedimenti di un simile linguaggio si

.

rivelano di grande utilità ed efficacia ogni qualvolta che si desideri

operare dei rilanci e quando si conosca ben poco del contenuto del

vissuto Il linguaggio ericksoniano si configura come un mero

.

contenitore dell'altrui esperienza prestandosi particolarmente bene a

,

rilanci che focalizzano l'attenzione della persona su dettagli della

propria esperienza .

Le riformulazioni ericksoniane

per effettuare una riformulazione bisogna avere un punto di partenza

minimale che appartenga già al discorso dell'altro Se questo elemento

.

minimo non è ancora psente è il caso di utilizzare formule che verranno

(

presentate più avanti che sono aperte a tutte le possibilità Supponaimo di

) .

avere un punto di partenza rivedo il posto dove mi trovavo alla quale

: “ ”

possiamo collegare questo rilancio e quando rivedi questo posto come lo

“ ,

stai vedendo in questo momento che cosa rivedi?

, .

La prima fase e quando rivedi questo posto riguarderà un rilancio ad

(“ ,...”)

eco, introdotto in maniera particolare la persona mi ha comunicato che

:

rivedeva qualcosa e io utilizzo la sua formulazione x rilanciarla La seconda

.

parte come lo stai rivedendo in questo momento parla dell'esperienza

(“... ,...”)

presente senza indicarne il contenuto ma designandola riconoscendola

,

come esistente e presente guida il soggetto a cercare l'info nella sua

;

esperienza interiore .

Gli pseudoconnettori di vissuto

si tratta di tutti i costruttti formule avverbiali gerundi che si trovano

( , ,...)

all'inizio delle frasi rilancio e quando nel frattempo continuando a nel

: , , ,

momento in cui Si riferiscono al vissuto soggettivo in maniera

,... .

puramente verbale ed è per questo che si definiscono pseudo Hanno la

“ ”.

funzione di orientare l'attenzione sull'esperienza presente e sulla sua

continuità nel momento stesso in cui si introduce un rilancio

, .

Le formulazioni che è impossibile contraddire

mentre l'intervistato è impegnato a connettersi alla sua esperienza può

,

essere utle dare suggerimenti che orientino l'attenzione verso una modalità

sensoriale o verso un aspetto di contesto tale da facilitare l'approccio

evocativo Erickson propone di utilizzare formule che coprano tutte le

.

eventualità in modo da non poter essere contraddette perchè comprensive

,

della realtà globale e anche perchè tra tutte le proposizioni se ne troverà

sempre un conveniente x il soggetto Non servono x porre dmande ma

.

sono utili alla stregua di tutte le altre tecniche utilizzate come strumenti di

guida verso la posizione di parola incarnata .

CAP 4 DIMENSIONE ANTE RIFLESSA DELL'AZIONE

-

occorre prendere in considerazione 2 ostacoli di ordine psicologico ch si

incontrano sulla via dell'esplicitazione nonché le relative strategie x

superarli .

la prima difficoltà è connessa al fatto che l'azione è una conoscenza

– autonoma e che la persona non sempre ha bsogno di sapere che sa .

Questo si traduce nella risposta non so alla domanda come fa?

“ ” “ ”.

La seconda consiste nel fatto che quanto finora affrontato presuppone

– la possibilità del ricordo del vissuto dell'azione Un tale ostacolo si

.

tradue nella risposta non ricordo

“ ”.

Queste due difficoltà hanno la stessa possibilità di risposta la posizione di

:

parola incarnata .

L'azione è una conoscenza autonoma

sarebbe più corretto dire che il vissuto costituisce una conoscenza

autonoma l'azione ne rappresenta un aspetto particolare Dire che l'azione

; .

è una conoscenza autonoma significa riconoscere che esiste funziona che

, ,

è indirizzata a alcuni obiettivi e li raggiunge senza passare attravero

operazioni di concettualizzazione L'espressione è di Piaget

. .

La possibilità di autonomia è presupposta perchè l'azione è per prima cosa

una conoscenza in atto un osservatore esterno può inferire che l'azione

:

effettuata contiene un certo numero di conoscenze ma soggettivamente

,

non è per nulla necessario che siano oggetto di presa di coscienza Tale

.

presa di coscienza non si prudce in virtuù di automatismo ma di un lavoro

cognitivo .

La fenomenologia di Husserl ha molto indagato sul fatto che la persona

possa avere coscienza del mondo senza averne consapevolezza .

Sartre distingue una coscienza preriflessa non concettualizzata in rapporto

,

ala quel il soggetto non prende posizione e una coscienza riflessa dove l'Io

,

è presente per il fatto di essere cosciente del mondo .

È una cosa assolutamente normale non avere coscienza di una grande

quantità di cose che pure si fanno in modo perfettamente adeguato Il

.

concetto di coscienza preriflessa è intrigante perchè la presa di coscienza

può essere intesa come il passaggio da una certa modalità di cosicenza ad

un 'altra meno limitata Il passaggio da una condizione di non coscienza

. -

alla coscienza sta ad indicare il passaggio dal nulla ad una realtà esistente ,

da una realtà esistente che non contiene l'io ad una che lo contiene C'è

.

una cosicenza non cosciente di sé e una coscienza riflessa che invece lo

è Nell'intervista di esplicitazione è interessante osservare come una persona

.

inizialmente afferma di non sapere come ha fatto o che cosa sia succeso e

successivamente sentirla gradatamente descrivere cn precisione le proprie

azioni man mano che si svolge l'intervista .

In ogni azione anche la più concettalizzata la più astratta per il fatto che

, , ,

essa presuppone la padronanza di conoscenze e obiettivi sussiste una

,

parte di conoscenze pensieri interiori che non è formalizzata né cosciente

, , .

Il modello della presa di coscienza

è importante precisare che tale approccio definisce un particolare tipo di

inconscio che non ha bisogno dell'ipotesi della rimozione propria della

cncezione freudiana L'incoscio o il non conscio si definisce in quanto

. -

corrisponde a conoscenze non riflese che il soggetto già possiede sotto

- ,

forma non concettualizzata non simbolizzata e come tale anteriore alla

,

trasformazione che caratterizza la presa di coscienza L'essenziale è aver

.

defnito una categoria di non conscio che si sa di poter portare a livello

-

cosciente mediante un lavoro cognitivo .

La teoria operatoria dell'intelligenza tra struttura e funzionamento

:

la teoria operatoria dell'intelligenza di Piaget implica due grandi asptti il

:

primo verte su ciò che resta stabile quando tutto il resto muta ed è

descritto come struttura operatoria il secondo concerne la dinamica del

;

cambiamento o teoria dell'equilibrazione cognitiva .

Tale dinamica si fonda su una concezione interazionistica tra soggetto e

ambiente è iun processo composto da due movimenti complementari

; :

assimilazione dove il soggetto incorpora il mondo rendnedolo simile a se

,

stesso accomodamento in base al quale il soggetto modifica se stesso per

; ,

adattarsi a ciò che non può assimilare così com'è .

Tali dinamiche sono alla base della teoria dell'equilibrazione che ha molte

sfaccettature :

per rendere conto dell tappe attraverso cui passa il rpcoesso Piaget

– ha dimostrato che un modello generlae poteva contenere 4 tappe ,

diventate poi 3 e che si ritrovano in tutte le genesi

,

il linguaggio adottato per tale teoria lo ha condotto a definire un

– insieme di criteri molto generali che consentono di individuare il

,

livello di complessità di ciascuna condotta identificandola come

dimensione della messa in equilibrio

per descrivere le tappe del processo Piaget ha dimostrato che

– l'interiorizzazione si realizza sempre secondo una progressione che va

dalla perferia verso il centro .

La progressione dalla periferia al centro attira la nostra attenzione sul fatto

che la presa di coscienza si svolge sempre per tappe in funzione di una

,

suddivisione delle proprietà del reale destinato ad essere interiorizzato x

,

stadi Ad ogni stadio è all'opera il processo di messa in equilibrio x tappe

. ;

ogni volta che si parla di presa di coscienza bisognerebbe precisarne lo

stadio di riferimento L'efficacia della teoria sta nell'aver definito i principi

.

generali e i parametri che occorre precisare x adeguare tali principi alle

singole situazioni .

Piaget ha studiato anche i meccanismi di interiorizzazione delle conoscenze ,

meccanismi di astrazione

definiti come intendendo con ciò le modalità con

,

cui un soggetto ritaglia delle unità sullo scenario del mondo e della sua

attività Piaget distingue i diversi tipi di astrazione a seconda del punto da

.

cui ha inizio il processo del soggetto Ciò gli consente di distinguere

.

l'astrazione che si compie in base alle proprietà materiali del reale

astrazione empirica dall'astrazione riflettente operata a partire dalle azioni

( )

del soggetto In entrambi i casi si parte da un livello elementare il punto

. ,

di partenza rimane un operazione cognitiva di rispecchiamento si riflette

;

sul vissuto Il rispecchiamento è il prodtto dell'attività cognitiva del soggetto

.

nella sua interazione col mondo .

Riflettere rispecchiare il vissuto è cosa ben diversa dal rifettere sul vissuto

/ .

Nel primo caso si tratta del passatto al piano della rappresentazione di un

contenuto agito nel secondo si prende x oggetto della riflessione il

;

contenuto della rappresentazione a sua volta prodotto dal rispecchiamento

dell'agito La differenza si può riassumere considerando l'astrazione

.

riflettente come colei che si alimenta a livello del vissuto e produce oggetti

di pensiero più o meno concettualizzati e tematizzati l'astrazione riflessa

;

opera a partire dal prodotto di questa prima attività .

La modellizzazione dell'astrazione riflettente

la distinzione tra astrazione riflessa e riflettente si riallacca ad una delle

caratteristiche delle posizioni di parola incarnata perchè presuppone la

,

condotta di rispechiamento che costituisce la prima traaformazione nel

,

modello dell'astrazione riflettente .

vissuto singolo iscritto nell'azione

1 in ogni vissuto è dato ritrovare

,

) :

conoscenze teoriche saperi procedurali già concettualizzati di cui si

,

ha coscienza e conoscenze non riflesse o in atto Nel modello che

- .

prendiamo in considerazione ci interesseremo degli aspetti non riflessi

- .

Il non riflesso costituisce un processo e un prodotto è da intendersi

- ;

processo

come nel senso di aggiustamento adattivo costantemente

prodotto

all'opera e come se si considera che lo stesso adattamento

struttura ulteriori conoscenze e nuovi strumenti cognitivi È importante

.

imparare a sviluppare la capacità di astrazione proprio sulla base del

vissuto e della sua evocazione .

2 Il rispecchiamento processo e il vissuto rappresentato prodotto

) ( ) ( )

il rispecchiamento quindi non è altro che un processo di proiezione di

una realtà da un piano all'altro come ad esempio dal livello

,

dell'azione a quello della rappresentazione È caraterizzato da un salto

.

di qualità l'azione realizzata e quella rappresentata non si trovano

:

sullo stesso piano psicologico perchè nel secondo caso sono in atto i

,

meccanismi della simbolizzazione e dell'utilizzo dei significati interni Il

.

rispecchiamento è la creazione di una nuova realtà è noto al

;

soggetto come condotta strumentale nel senso che ognuno di noi sa

,

quello che occorre fare x evocare un vissuto Se esiste una

.

competenza di utilizzo del rispecchiamento non per questo sussiste

,

una necessità a porla in atto Da qui la necessità di una guida

. ,

sollecitazione Con ciò si può dare un nuovo significato alla posizione

.

di parola incarnata definendola come un parlare in base ad un

,

rispecchiamento della realtà passata Il rispecchiamento crea un

.

prodotto che esiste sul piano della rappresentazione ma la maniera

,

in cui esso si esplica è determinata dal tipo di codifica sensoriale in

cui il soggetto traduce il vissuto .

3 La tematizzazione processo e il sapere esperienziale prodotto

) ( ) ( )

secondo alcuni il rispecchiamento si realizza direttamente in una

codifica lessicale cioè sotto forma di discorso in tal caso

, ;

rispecchiamento e tematizzazione possono essere confusi Per altri la

. ,

simbolizzazione evocativa basata su significanti interni diversi da

quelli vebrali costituisce il punto di partenza eventuale di una

,

verbalizzazione la quale permette di raggiungere un nuovo stadio

,

nella presa di coscienza nella misura in cui il linguaggio consente

,

un'elaborazione concettuale più ricca rispetto ad altri mezzi espressivi .

Si dovrebbe ulteriormente dividere questa tappa distinguendo

linguaggio egocentrico da quello sociale La verbalizzaizione

.

rappresenta una delle chiavi della concettualizzazione e viene definita

sapere esperienziale perchè rappresenta il prodotto della

,

trasposizione in parole basata sul rispecchiamento del vissuto .

4 Astrazione riflessa processo e gli oggetti di pensiero

) ( )

l'astrazione riflessa è un processo che ha x oggetto unamappa

costruita attraverso il rispecchiamento e la tematizzazione Si tratta di

.

un apertura cognitiva straordinaria per le svariate possibilità che offre

verso le conoscenze più astratte ma la sua validità si basa sulla

,

qualità della mappa inizialmente elaborata in base al livello del

vissuto .

Effetti della teoria della presa di coscienza sull'esplicitazione

la posizione di parola si iscrive direttamente nel modello della teoria della

presa di coscienza come prima tappa di un processo di presa di coscienza

,

e concettualizzazione .

L'esplicitazione come presa di coscienza provocata

l'esplicitazione del vissuto dell'azione necessita del supporto della posizione

di parola incarnata per cui tutto il processo può definirsi come presa di

,

coscienza provocata Presa di coscienza nella msicura in cui corrisponde a

.

tale tipo di condotta provocata in quanto è frutto della mediazione

;

facilitante dell'intervistatore che guida il colloquio e vigila affinchè tutte le

,

condizioni del rispecchiamento siano assolte La causa della condotta di

.

presa di coscienza è estrinseca al soggetto e se questi nn incontrasse

ostacoli nel suo rapportarsi all'ambiente circostante la sua macchina

,

cognitiva rischierebbe di incepparsi Una prima applicazione di questa

.

scoperta è data da una pedagogia delle situaizoni che crea le condizioni

per il sorgere di ostacoli cognitivi e superabili ma che al tempo stesso

siano da stimolo Se questa è il primo tempo di un approccio mirato a

.

creare condizioni ottimali per un funzionamento intellettivo attivo ,

l'esplicitazione rappresenta il secondo momento finalizzato alla possibilità di

,

un più ampio utilizzo cognitivo del vissuto situazionale .

Inconscio e presa di coscienza ciò di cui si può prendere coscienza

:

il vantaggio di portare alla luce il non riflesso è che consente di

-

perfezionare le preastzioni professionali di reperire in dettaglio le fonti

,

d'errore e di descrivere l'essenza di una competenza Per verbalizzare altri

.

aspetti già coscienti dell'azione sono sufficienti una buona griglia

,

descrittiva e un minimo di capacità relazionale L'interesse del vissuto non

. -

riflesso dell'azione trova un limite nel fatto che il soggetto nn sa di

conoscerlo ma sa utilizzarlo

, .

Rilevanza del colloquio finalizzato alla descrizione

nei confronti dell'azione troviamo una dicotomia dove da un lato esistono

conoscenze già concettualizate e coscienti saperi procedurali e pratici

( ,

conoscenze teoriche dall'altro sussistono i saperi in atto a carattere non

); , -

riflesso che il soggetto nn sa di possedere Da questa dicotomia si formano

.

due principi fondamentali nella formulazione delle domande nel corso

dell'intervista di esplicitazione :

nn porre domande che inducano risposte di tipo già concettualizzato

– ;

evitare tutte le richiest di spiegazioni di tipo diretto

formulare domande che orientino verso il non riflesso e inducan o

– -

risposte puntuali e descrittive .

L'applicazione del primo punto è difficile perchè è contro intuitivo

- ;

l'intenzione del formatore è capire per quali ragioni il soggetto ha adottato

un certo procedimento e ci si sente obbligati a chiedere perchè Il mezzo

“ ”.

è inadeguato perchè in primo luogo se il discente avesse conosciuto il

perchè dele sue scelte non si sarebbe probaiblmente sbagliato in secondo

;

lugo visto il tipo di contratto didattico ci sono poche possibiltà che le

spiegazioni che fornisce siano qualcosa di più di semplici giustificazioni o

scuse inoltre se si tratta di un professionista la risposta può diventare una

; ,

sorta di conferenza Cambiando strategia è possibile raggiungere l'obiettivo

.

in maniera indiretta gli chiedo di descrivermi inmaniera dettagliata che

:

cosa ha fatto Non gli chiedo perchè ma cosa ha fatto quando ha fatto

. “

tale cosa ”.

CAP 5 MEMORIA CONCRETA E DOMANDE DI TIPO SENSORIALE

La memorizzazione connessa all'esplicitazione dipende dalla memoria a

lungo termine e concerne piuttosto la memoria episodica o autobiografica ;

se nella memorizzazione si distinguono una tappa di apprendimento e una

di ricordo sul piano del'apprendimento l'espliitazione richiede una memoria

,

nn intenzionale nel senso che gli eventi ricordati sono oggetto di un

,

progetto di memorizzazione Sotto tale riguardo l'esplicitazione è più

. ,

assimilabile ai modelli della memoria implicita o non intenzionale .

La memoria concreta

autori come Ribot Delacroix Janet nella prima metyà del 900 si

, , ,

interrogavano su quale fosse la vera memoria Una memoria intellettiva

.

ffatta di saperi che serve da strumento alla pratica quotidiana? Oppure una

,

memoria affettiva involontaria che nel momento del ricordo si accompagna

, ,

ad una senazione soggettiva di rivissuto con profodne connotazioni

,

sensoriali ed emotive? Il problema della memoria affettiva capace di dare

un impressione di rivissuto che la faceva apparire come la vera memoria ,

era costituito dal fatto che risultava non controllabile sul piano del suo

emergere Per questo la psicologia evitò di occuparsene Un passo molto

. .

importante tra le testimonianze letterarie più celebri è a opera di Proust

, .

Più tardi due diversi ambiti professionali il teatro e la psicoterapia

, ,

cominceranno a creare le condizioni di acceso alla memoria conreta ,

superando il limite del carattere contingente dell'incontro con lo stimolo

sensoriale .

L'utilizzo volontario della memoria concreta nel teatro e

psicoterapia

le tecniche di formazione del'Actors studio

nel momento in cui un regista chiede ad un attore di esprimere un

emozione questi può minimarla dal nulla e riprodurla oppure può andarla

, ;

a pescare nella propria esperienza Questa seconda tecnica ispirata da

. ,

Stanislavski un commediografo e regista russo è stata sviluppata negli

, ,

stati uniti nell'ambito dell'actors studio .

In questa tecnica l'attore viene formato all'evocazione sensoriale tramite

esercizi progressivi che sviluppano l'attenzione nei confronti della

evocazione stessa e contribuiscono ad affinare la percezione L'accesso agli

.

stimoli sensoriali diventa oggetto di apprendimento dando lugoo ad un

,

programma di esercizi sistematici con cadenza quotidiana Inoltre gli attori

, .

sono invitati a scegliere degli oggetti che imparano ad evocare

rapidamente utilizzandoli come mezzi di accesso ad un emozione specifica

,

di cui l'oggetto costituisce lo stimolo .

Il carattere volontario di questa prassi conduce al'evocazione dell'oggetto -

stimolo e non al vissuto dell'emozione che ne costituisce il risultato .

Le pratiche di regressione in psicoterapia

le psicoterapie emozionali e corporee si sono dovute confrontare col

problema pratico di aiutare i loro clienti ad accedere nel minor tempo

possibile a lontani ricordi di scene traumatiche senza passare attraverso

,

anamnesi che potevano durare anni Per risolvere il problema gli

. ,

psicoterapeuti hanno inventato delle metodiche dirette che consentono di

evocare situazioni traumatiche in tutta la loro vivezza Il comune

.

denominatore di tali pratiche è l'attività di guida verso la ricerca di un

elemento sensoriale specifico da utilizzare come chiave di accesso al

,

vissuto da evocare Questo avviene in due modi

. :

il paziente può trovarsi già in uno stato mentale centrato sulla

– propria esperienza interna mentre il terapeuta lo interroga

direttamente .

È altrettanto possibile accedere alla memoria concreta anche quando

– il paziente non fornisce alcuna indicazione è il caso del lavoro di

;

gruppo in cui le cnsegne soo date contemporaneamnete ad alta voce

a 10 o 20 persone Il punto di partenza sensoriale è dato

.

artificialmente e ciascuno lo esplora individualmente x rin tracciare gli

elementi sensoriali che meglio corrispondono alla sua esperienza .

Nella pratica dell'esplicitazione cercare la madeleine

: !

La tecnica di esplicitazione si basa sull'evocazione di vissuti passati

concernenti la dimensione procedurale dell'azione vissuta Per raggiungere

.

tale obiettivo il soggetto fa appello alla memoria concreta viva

, ,

contestualizzata su una situazione precisa Tale tecnica è riassunta in 4

.

punti principali :

1 guidare il ricorso verso una situazione specifica

) .

2 Guidare verso l'evocazione sensoriale

)

3 evitare ogni tipo di ricerca volontaria del contenuto del ricordo Le

) .

tecniche dell'actors studio e della psicoterapia convergono sulla stessa

necessità di trovare le condizioni e nn il contenuto dell'evocazione

4 assicurare una guida che permetta un frazionamento assai fine

) dell'azione x ervitare di sollecitare la memoria abituale attravero forse

di narrazione organizzata .

Un estratto di protocollo di ricerca

esempio pag 96 97 98

- -

alcuni riferimenti sulla pratica del ricordo basato sulla memoria

concreta

memoria concreta e posizione di parola incarnata

la memoria concreta è la memoria del vissuto con tutto ciò che esso

comprota sul piano della sensorialità e dell'emozione Essa viene percepita

.

dal soggetto come viva al punto da dargli una particolare impressione

,

soggettiva di rivivere il momento passato Si contrappone nettalmente alla

.

memoria intellettiva basata sul sapere senza connotazione personale o

senza essere collegta ad un vissuto particolare La memoria concreta

.

presuppone la posizione di parola incarnata nel momento del ricordo o

,

quest'ultima non può verificarsi senza che tale memoria sia sollecitata .

Cercare deliberatamente l'accesso involontario?

Una delle carateristiche della memoria concreta è data dal suo essere

involontaria Siamo di fronte ad un meccanismo generale tipico dei

. ,

comportamenti umani un meccanismo di causalità indiretta nel senso che

, ,

non si può produrre volontariamente il risultato ma solo apprestare le

condizioni di avvio di un processo che è destinato a svilupparsi x

raggiungere il risultato atteso L'attività che bisogna cercare di indurre è

.

più di un accoglienza che di un andare a cercare

“ ” “ ”.

Creazione di memoria

ciò che il soggetto verbalizza in base al rispecchiamento del vissuto non è

mai esistito prima sotto questa forma È l'attività del rispecchiamento a

.

realizzare la creazione di una vera e propria realtà psicologica che prima

non esisteva La memoria concreta si basa su una creazione guidata che

. ,

non è identificabile con l'invenzione la creazione di cui si parla è la

;

trasformazione di un materiale in un altro il percorso va dal vissuto al

:

rappresentato .

CAP 6 LA DIMENSIONE RELAZIONALE

La dimensione contrattuale dell'intervista

qualunque intervista va considerata nell'ambito di scenari contrattuali

impliciti che bisogna saper riconoscere come intrinseci alla comunicazione

” .

Questa condizione è presente tanto nell'ambito contrattuale istituzionale ,

come nel caso del contratto didattico o ache nel cntratto pragmatico

, .

I contratti impliciti

ogni situazione di dialogo o ogni contesto relazionale anhce privo di

scambilinguistici per esiste e e aver senso si fonda su un implicito

,

condiviso .

Il contratto relazionale sotteso ai parametri della situazione sociale

le condizioni spazio temporali e sociali in cui si svolge la situazione di

-

scambio comunicativo giocano un importante ruolo implicito queste

;

assegnano ad ogni persona un posto e un ruolo Occorre prendere in

.

considerazione la necesità di chiarire senza ambiguità il ruolo di ciascuno e

l'obiettivo prefissato È altrettanto importante sapere che le parole

.

dell'intervistatore possono produrre l'effetto sperato dell'intervistato soltanto

in proporzione alla loro congruenza con il suo agire .

Il contratto pragmatico

la pragmatica è quella parte della linguistica che studia gli atti di

linguaggio e ciò che rende possibile ed efficace la comunicazione Sperber

. ,

Wilson e Grice hanno dimostrato che ogni possibilità di dialogo si fonda su

presupposti condivisi sintetizzati in quello che considerano il principio

,

fondamentale della comunicazione la pertinenza. Ogni informazione

:

enunciata è ritenuta pertinente da parte di chi si trova in condizioni di

riceverla purchè sia chiara l'intenzione di comunicare da parte

,

dell'interlocutore .

Il contratto di comunicazione esplicito

l'esigenza etica e tecnica di un preliminare contratto di comunicazione

lo svolgimento di un dialoro richiede impegno costante delle persone ,

comporta poste in gioco e negoziazioni in gran parte implicite fondate su

,

inferenze non riflesse

- .

L'intervista di esplicitazione penetra nell'intimità psichica del soggetto ,

facendo emergere una sorta di pensiero privato non è affatto auspicabile

“ ”;

sul piano deontologico inoltrarsi in un ambito così delicato senza prendere

le dovute precauzioni e offrire le dovute garanzie all'intervistato Significa

.

stabilire fin dall'inizio un contratto di comunicazione esplicito consistente

,

nel chiedere all'intervistato l'autorizzazione a spingere il colloquio fin dove

èpossibile precisando che il suo coinvolgimento non è obbligatorio ma

,

assolutamente volontario e che i suoi rifiuti saranno rispettati .

Formulare il contratto di comunicazione

formulazione colloquiale può essere sufficiente una formulazione

– :

incidentale del tipo è d'accordo se ci spingiamo un po' più lontano?

: “ ”.

Il carattere incidentale della formulazione impedisce al soggetto di

percepirla come richiesta ufficiale tuttavia ciò basta perchè egli possa

;

manifestare il proprio assenso o esprimere chiarametne il suo rifiuto .

È il caso di soffeermarsi piu che altro sulle rsposte non verbali ;

raramente un soggetto in situazione di formazione si permtte di

esprimere un netto rifiuto in gener esprimono un espressione

;

ambigua e delle mimiche che segnalano la presenza di un certo

fastidio

.

L'intervista di esplicitazione può quindi esser condotta solo sulla base di un

preciso accordo intervenuto tra soggetto e intervistatore il contratto va

;

rinnovato ogni volta che si rende necessario Questo può avvenire qualora

.

durante l'intervista il soggetto si trovi di fronte a situazioni di particolare

difficoltà ad un punto meno facile da affrontare Un rinnovato accordo

, .

aiuterà il soggetto a capire che la sua difficoltà è stata presa in

considerazione e aiuta l'intervistatore a percepire come legittima la

prosecuzione del colloquio e a riconscersi il diritto a continuare .

Stabilire la comunicazione rapportarsi in maniera sincronica

:

questo argomento riguarda solo l'intervista di esplicitazione ma è di

fondamentale importanza in tutte le situazioni di dialogo L'idea di fondo è

.

che la comunicazine si stabilisce con molta difficoltà se l'intervistatore

utilizza uno stile comunicativo troppo difforme rispetto a quello

dell'intervistato Alcuni indicatori sviluppati dallla PNL che possono aiutare

. , ,

l'intervistatore a sintonizzarsi sulle modalità di comunicazione

dell'intervistato sono

, :

1 attenzione al ritmo e al tono della voce tenere conto dei ritmi di

) →

parola dell'interlocutore adattarvisi riconoscere i silenzi che devono

, ,

essere rispettati perchè rispondenti a tempi di elaborazione mentale .

Questi elementi costringono anche l'intervistatore a decentrarsi ,

ampliare il proprio campo di attenzione e imparare a fare molte cose

contemporaneamente In questo sforzo di accordarsi all'altro si

.

possono distinguere varie fasi all'inizio quando il contatto sta x

: ,

stabilirsi è importante osservare gi aspetti paraverbali tono

, : ,

ritmo timbro e uniformarvisi delicatamente osservando gli effetti

,

indotti Nei momenti di evocazione è importante sapere tacere

. ,

aspettando di ricoonoscere la funzione cognitiva in atto se si ritene

;

necessario aiutare l'evocazione il tono di voce deve essere calmo e

pacato

.

2 Gesti e posture l'accordo non verbale

) : →

la sincronia posturale capita di osservare posture un po' caricaturali

- : :

l'intervistatore tutto proteso in avanti che scarica sull'altro raffiche di

domande impregnate di una propria intenzionalità mentre

,

l'intervistato tenta una vana difesa rannicchiandosi sulla sedia ,

aumentando la distanza Riuscire a stabilire una sincronia posturale

.

prduce effetti positivi sulla qualità della comunicazione sincronizzarsi

;

consiste semplicemente nell'osservare la postura altrui e nell'imitarla ,

anche solo parazialmente .

la ripresa gestuale la gestualità testimonia la sussistenza di info

- :

non riflesse che si manifestano ancor prima di affiorare alla coscienza

- .

Nel momento in cui la trasposizione in parole appare più ardua è del

tutto oppportuno accompagnare i rilanci con una discreta ripresa

imitativa della gestualità dell'intervistato Quello che conta è che la

.

ripresa gestuale sia tale da rinforzare il senso delle parole nei rilanci

dell'intervistatore .

3 Il linguaggio sensoriale la carenza di ricerche differenziali

) →

sistematiche ha impedito di poter stabilire con precisione in che

misura una codificazione sensoriale costituisca uno stile cognitivo

stabile x il singolo individuo nella soluzione di compiti diversificati .

Tuttavia la pratica ha ampiamente dimostrato che il fatto di

,

sottovalutare le differenze individuali nella codificazione sensoriale

prevalente tra intervistato e il suo interlocutore può indurre difficoltà

nella comunicazione .

i movimenti degli occhi uno dei più significativi contributi di ricerca

- :

della PNL consiste nell'aver definito il legame tra direzione dello

sguardo e codifica sensoriale Grinder e Blander hanno individuato

.

una corrispondenza tra mimica oculare ed evocazioni sensoriali così

;

ad esempio nel caso di un evocazione con immagini visive gli occhi si

rivolgono in alto lo sguardo in basso è da associare alla sfera

,

intima Queste distinzioni pongono nn pochi problemi interpretativi

,.. . .

Un primo aspetto riguarda l'idea che gli occhi possano essere pensati

come parti mobili del corpo e che i loro movimenti costituiscano dei

gesti espressivi il che vuol dire che in determinati momenti gli occhi

:

non sono utilizzati come organi x vedere Un secondo aspetto è dato

.

dal fatto che nn si sa nulla circa la maniera in cui questi segni hanno

assunto tale connotazione di inicatori della codifica sensoriale

dell'evocazione L'unica cosa di accettata è la validità empirica di tali

.

dimostrazioni .

la gestualità di accompagnamento capita che le inferenze ftte in

- :

base ai movimenti oculari siano rinforzate dal tipo di gestualità che

accompagna il discorso una mano sull'orecchio rileva che il soggeto

:

accede ad un discorso interno opppure evoca suoni e parole

, ,....

il vocabolario sensoriale sono stati censiti alcuni verbi aggettivi e

- : ,

locuzioni di largo uso ricorducibili all'aspetto sensoriale è

, : “

chiarissimo vedo ciò che lei vuol dire Sono elementi da tenere

”, “ ”,...

in considerazione ma solo a titolo di prova complementare in

aggiunta alle inferenze fatte in base agli indicatori non verbali Il

.

vocabolario sensorile è interessante ma non è di x sè sufficiente a

localizzare l'insieme dei dati codificati dall'evocazione

sintonizzarsi sulla codifica sensoriale dell'intervistato una volta che

- :

si è in possesso dei dati relativi alla codifica sensoriale del soggetto è

oppportuno utilizzarli x sintonizzare il proprio linguaggio sensoriale su

quello dell'intervistato Realizzare una piena sintonia sensoriale con

.

l'intervistato presuppone che a sua volta l'intervistatore possegga una

sicura conoscenza delle proprie modalità di codifica .

CAP 7 INIZIALIZZARE E FOCALIZZARE

le funzioni dei rilanci e i contesti di utilizzo

metaforicamente ogni rilancio può essere cosniderato come uno stimolo che

orienta Problemi tecnici come manovrare questo scambio cioè quali sono

. : ,

le formule di rilancio più appropriate rispetto agli obiettivi prefissati e quali

quelle che è consigliabile nn utilizzare come individuare la direzione da

;

seguire x orientare il seguito del dialogo .

Nelle interviste la scelta del rilancio è regolata da molti fattori Vengono

.

distinte 4 funzioni che verranno sviluppate nei cap successivi :

all'inizio occorre inizializzare l'interazione in modo da orientare

– l'attività e rendere possibile la comunicazione

in alcune tipologie di colloqui feed back supervisione l'ambito

– ( - , ,...)

potenziale da trattare è immenso perciò può rendersi necessario

,

focalizzare, cioè ricercare il momento l'aspetto particolare destinato

,

ad essere oggetto di scambio

è possibile elucidare, evidenziare lo svolgimento dell'azione ad un

– determjinato grado di finezza di desceizione e ad un preciso livello di

completezza tenendo conto dell'etica proessionale in piena coerenza

, ,

con gli obiettivi prefissati cap 8

( )

in tute le situazione e in ogni momento lo si ritenga necessario è

– ,

indispensabile regolare affinchè siano rispettate le condizioni idonee

alla verbalizzazione dell'azione cap9

( ).

Ciascuna funzione dovrà essere considerata nel contesto delle tre condizioni

possibili per l'attivazione della tecnica di intervista :

utilizzazione puntuale del colloquio di esplicitazione

- utilizzazione sistematica in situazioni di pratiche riflessive

- intervista di informazione o di ricerca

- .

Utilizzazione puntuale del colloquio di esplicitazione

il bisogno di ricorrere all'esplicitazione si manifesta nel quadro di scambi

verbali correnti e si traduce in singoli rilanci puntuali per far specificare

:

una domanda o affeermazione per chiarire un malinteso acquisire più

, ,

elementi su una difficoltà che un discente può avere incontrato Il punto

,... .

di partenza dello scambio è fornito dall'ambito di riferimento bisogna solo

;

rilanciare l'interazione nella forma più appropriata I criteri x porre fine

.

all'interazione sono determinati dal tempo disponibile dalla necessità di

,

conciliare l'attenzione rivolta al singolo interlocutore con le dinamiche del

gruppo e solo in secondo luogo dai risultati ottenuti .

Sedute di feed back finalizzate all'analisi di attività effettuate

-

il gruppo si riunisce asumendo come compito l'analisi di esperienze

compiute aed esempio nel corso di stages oppure x effettuare bilanci di

,

corsi di formazione Gli interventi possono essere abbastanza lunghi da

,.... . ,

10 a 30 min a seconda del tempo disponibile e delle regole stabilite x il

dibattito Il punto di partenza è costituito dall'intervento di uno dei

.

partecipatni che si rende disponibile x primo ad evocare un asptto

particolare Ilcriterio di arresto sarà detttato dall'obiettivo del gruppo da ciò

. ,

che è pensabile come obiettivo individuale e dai limiti che l'animatore

vuole imporsi sulla base delle esigenze dei partecipanti e della sua

funzione .

Colloquio individuale

i due interlocutori si incontrano in un determinato contesto che garantisce

a ciascuno un proprio ruolo Lo scopo può essere di diversa natura bilancio

. :

di competenze orientamento professionale analisi di problemi incontrati

, , ,...

L'avvio del colloquio è delicato in quanto si deve istituire la relazione

interpersonale nello stesso momento in cui i orienta la focalizzazione dello

scambio Il contratto di comunicazione deve essere formulato in maniera

.

formale per aiutare la persona a capire su quale base si svolgerà

,

l'interazione esotto quale forma Il criterio di arresto sarà dato dal grado di

.

definizione delle aspettative .

Inizializzare uno scambio prima funzione

( )

è utile distnguere due situazioni :

uso puntuale delle tecniche di epslicitazione nel quadro di abituali


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sara92p

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze pedagogiche
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara92p di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e metodi della formazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Cardarello Roberta.

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