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• Condizionale; per eseguire una determinata operazione è necessario eseguire un controllo iniziale ——

Il controllo può essere precondizionale o postcondizionale

Nelle imprese industriali i diagrammi tecnologici adottano la seguente simbologia

Completamento del diagramma

Se si aggiungono i materiali impiegati si ottiene il diagramma tecnologico «quantitativo”. Il diagramma si

completa con l’aggiunta dei «tempi» di svolgimento di ogni singola fase

La scelta del layout

Il layout è la disposizione di logistica, planimetria o spaziale.

Per layout di uno stabilimento industriale si intende la disposizione planimetrica o spaziale. Il layout può

essere:

• Generale se riguarda l’intero stabilimento

• Speciale se riguarda un singolo reparto

Il layout comprende la progettazione e attuazione della disposizione ottimale delle attrezzature industriali,

ivi comprese la manodopera, il macchinario, le scorte, i trasporti interni e tutti i servizi accessori, nonché la

struttura per contenere tali sistemi.

Gli obbiettivi sono

• Massima produttività del sistema

• Massimo utilizzo impianti

• Minimo movimento generale

• Minimi volumi di giacenza semilavorati e prodotti

• Massima flessibilità processi produttivi

+prodotti, collocare macchinari secondo alcune regole

Topologie di layout

Esistono quattro tipi principali di layout anche se in genere si individua una combinazione di questi:

• Per prodotto o a catena

• Per processo

• A punto fisso

• A isole

Raramente si attuano nelle forme indicate, si avranno:

• Disposizioni per reparto/processo o funzionali

• Disposizioni a catena (o in linea)

Layout per prodotto

Caratteristico delle industrie manifatturiere di grande serie. Ogni area dello stabilimento è destinata alla

produzione di un solo prodotto o di prodotti similari. Il prodotto è standardizzato e prodotto in grande

quantità. Il macchinario è disposto nell’ordine in cui viene utilizzato nel ciclo di lavorazione

Il mercato deve avere la capacità incentiva per la nostra qualità.

Le materie prima arrivano ad un estremo dell’area di fabbricazione e passano da un’operazione all’altra con

tempi minimi di trasporto fino all’altro estremo, da cui esce il prodotto finito.

Si sceglie una di queste, dipende dalla tipologia di macchinari che si hanno, dalla necessità dell’eventuale

personale che ci lavora, o anche dalla disponibilità di spazio.

Layout per processo o funzionale o per reparto

Serve per garantire una maggiore flessibilità, ottenere dei prodotti differenziati tra di loro. Riunisce in un

unico reparto tutte le lavorazioni dello stesso tipo.

Esempio:

• Stampaggio

• Tornitura

• Saldatura

Tutte le operazioni simili e il macchinario relativo sono riuniti nella stessa area

Caratteristiche:

• Le macchine sono raggruppate in reparti specializzati

• Le operazioni si svolgono in modo indipendente

• I prezzi sono trasportati in lotti da un riparto all’altro

• Monitoraggio dei tempi di lavorazione in ciascun riparto

• La capacità produttiva delle macchine di un reparto non influisce su quella delle macchine di altri

reparti

Esempio; stabilimento meccanico con reparto di collaudo assemblaggio, montaggio, ecc.

• È indicato per produzioni intermittenti e per commessa

• Utile quando i prodotti hanno cicli di fabbricazione differenziati e non è possibile individuare una

traiettoria unica del prodotto

• Permette maggiore flessibilità rispetto al layout di prodotto

• Le macchine utensili (unità produttive) sono presidiate da operatori specialistici, generalmente

intercambiabili nell’ambito del reparto.

• L’operatore tiene sotto controllo la lavorazione in corso, talvolta si occupa direttamente del

caricoscarico pezzi, provvede al re-tooling della macchina al termine del lotto di produzione

• Il percorso dei pezzi in lavorazione attraverso i reparti, da una macchina all’altra, è determinato dal

rispettivo ciclo di lavoro.

Elementi confronto tra i modelli (prodotto e processo)

1. Produttività: la produzione in linea trova il suo punto forte nella grande serie, con poca variabilità del

prodotto; il reparto risulta più conveniente per lotti medio-piccoli, con grande varietà di prodotto

2. Flessibilità: valgono considerazioni simmetriche. Nella linea, si devono riattrezzare non solo le unità

operatrici, come del resto anche nel reparto, ma anche tutto il sistema per convogliare materiali

3. Pianificazione: la complessità del flusso dei materiali nel modello per reparto rende la pianificazione

di questo modello molto difficile. La Linea, al contrario, ha una cadenza perfettamente prevedibile,

pari al tempo di ciclo dell’operazione più lenta.

4. “Lean Thinking”: nella linea, il materiale circolante inattivo lungo il processo produttivo è ridotto al

minimo, mentre nel modello per reparto è in quantità molto più rilevante (mediamente, un

contenitore pieno per ogni macchina)

5. “Colli di bottiglia”: si intendono i problemi di bilanciamento della capacità produttiva (tempo di ciclo)

delle diverse unità operatrici della linea. Nel modello per reparto, lavorazioni particolarmente

onerose possono essere smaltite su più macchine in parallelo, senza penalizzare le operazioni

successive

6. Affidabilità: considerando la stessa probabilità di guasto di una unità operatrice, fino a soluzione del

problema la linea è ferma; nel reparto invece si può pensare di superare il blocco trasferendo la

produzione su altra macchina dello stesso reparto

I limiti sono:

• Trasporto e la loro gestione, in quanto le entrate e le uscite sono moltissime, si rischia

• Complessità di passaggi

Per risolvere si hanno le soluzioni: layout per isole

Layout a isole o Group technology (GT)

1. Si suddivide dapprima tutto il catalogo dei pezzi da produrre in classi o famiglie secondo criteri di

similitudine morfologica (insiemi di pezzi simili fra di loro per forma/dimensioni) o tecnologica (cicli

di lavoro simili)

2. A livello impiantistico, si organizza quindi il sistema di produzione in “celle”, ciascuna dotata delle

risorse produttive dedicate ad una specifica famiglia di pezzi definita come sopra

3. L’idea dell’ isola permette una evoluzione del concetto di Linea di Produzione verso quello di Cella

di Produzione, che ne supera i limiti di flessibilità, e introduce il concetto di FMS (Flexible

Manufacturing System). Ogni Cella è costituita da un insieme di unità operatrici, asservite ad un

manipolatore centrale (robot) che gestisce il flusso dei pezzi in lavorazione da uno scaffale di carico

(pezzi grezzi) ad uno di scarico (pezzi finiti) attraverso tutte le operazioni tecnologiche.

I vantaggi del layout a isole

• Rispetto alla linea: maggiore flessibilità. Il riattrezzaggio del manipolatore nell’ambito dell’isola

consiste al più nella sostituzione dell’attrezzo di presa del pezzo (la “mano” del robot)

• Rispetto al reparto: maggior livello di automazione: un manipolatore per un gruppo di macchine,

invece che per ogni macchina; semplificazione del flusso dei pezzi (vantaggi nella pianificazione e

negli obiettivi del “lean thinking”)

La produttività oggi lascia il posto alla flessibilità:

Ieri: capacità di produrre elevati volumi a prezzi competitivi (grandi capacità di risposta dei mercati)

➔ LA PRIORITÀ ERA LA PRODUTTIVITÀ

Oggi: capacità di adattarsi rapidamente e basso costo ad una domanda di mercato in continua evoluzione

➔ LA PRIORITÀ È LA FLESSIBILITÀ

Scelta dell’ubicazione dello stabilimento

La scelta è legata alla valutazione di molteplici fattori e deve essere ben ponderata date le difficoltà di

ricollocazione di un’attività produttiva nel breve termine. Esistono due fattori di condizionamenti della

scelta:

• Vincoli naturali: Esprimono i vincoli legati alla configurazione del territorio e alla disponibilità di

risorse naturali.

Esempio di alcuni vincoli: disponibilità di acqua, particolari tipi di clima, disponibilità di materie

prime… le scelte sono limitate

• Vincoli artificiali: Sono da ricondurre all’attività umana, ad esempio l’urbanizzazione , la

disponibilità di manodopera, la formazione del personale, la vicinanza di infrastrutture come porti,

interporti, reti ferroviarie, ecc.

I fattori di condizionamento dell’ubicazione possono classificarsi anche in base alla loro natura:

• Fattori tecnici (es centrale idroelettrica necessita di acqua);

• Fattori economici (la centrale idroelettrica necessita della presenza dei requisiti di economicità di

sfruttamento)

• Fattori finanziari (esistenza o meno di agevolazioni, vincoli strutturali, di accesso alle risorse

finanziarie)

Altri fattori di influenza sono:

• Distanza dai mercati di riferimento (oneri di trasporto e scorte);

• Distanza dai mercati di vendita;

• Disponibilità di maestranze qualificate;

• Costo del lavoro;

• Fattori politico-sociali;

• Pressione fiscale;

• Disponibilità e costo dell’energia;

• Disponibilità di acqua;

• Reti di trasporto e comunicazioni efficienti;

• Fattori ambientali;

• Altri…………………….

Process flow & layout

Progettazione di processi

Esistono diversi "tipi di processo". I tipi di processo sono definiti dal volume e dalla varietà di "articoli" che

elaborano ed hanno nomi diversi a seconda che producano prodotti o servizi.

Tipi di processi di produzione

5 categorie in cui vengono suddivisi i processi industriali:

1. Continuos flow

o Volumi produzione grandi

o Alto livello di automazione

o Il materiale subisce trasformazioni per diventare prodotto finito

o Non si divide in unità discrete, si parla di grandi quantitativi di materie

o Costi fissi molto alti e inflessibili

o Inflessibilità dell’impianto produttivo; spesso 24h su 24, in quanto è costoso fermarlo

2. Production line

o Prodotti che si muovono lungo una linea e nelle varie stazioni subiscono variazioni

o Volumi realizzati alti

o Prodotti standardizzati con identico progetto o molto simile

o Il processo è realizzato secondo una linea/sequenza, con un ritmo in cui ogni fase impiega un

certo tempo previsto

o L'obbiettivo è efficienza e abbattimento di costi per far uscire rapidamente i prodotti, perche il

prezzo di questi prodotti lo fa il mercato

3. Job shop: cella di lavoro

o Ricordano le botteghe artigianali, suddiviso in tanti piccoli settori (come aziendine) dedicate a

determinati prodotti diversi tra loro, si ha un alta varietà ma bassa ripetizione

o Ciascuna cella ha del personale altamente qualificato e macchinari dedicati al prodotto

o Maggiore flessibilità produttiva in termini di offerta, perche si hanno piu zone, si possono fare

produzioni personalizzate su commessa

o Si paga in efficienza, se alcuni prodotti non sono richiesti quella zona non viene utilizzata

4. Batch Manufacturing(lotti)

o Fa compromesso tra efficienza, flessibilità, sono movimentati in gruppi da una stazione di

lavoro all altra per subire trasformazione, spesso è un movimento manuale (carrelli) in quanto

le stazioni non sono direttamente collegate

o Volumi moderati più prodotti

o La seguenza di passi non è lineare

o Si bilancia la flessibilità e l'efficienza

o Sia prodotti standard che personalizzati

5. Fixed position layout or projects

o Il prodotto è costruito dove verrà utilizzato; La posizione del prodotto è fissa.

o Materiali, attrezzature e lavoratori vengono trasportati da e verso il prodotto.

o "Prodotti" unici, complessi, su larga scala, ad alto contenuto di lavoro.

o Realizzati appositamente, ognuno personalizzato.

o Molte abilità diverse devono essere coordinate

o Utilizzate in settori in cui i prodotti sono molto voluminosi, massicci o pesanti e il movimento è

problematico

o Inizio e fine definiti: tempo, qualità e obiettivi di costo

A questi 5 processi sono legati 5 layout; Il layout di un'operazione o di un processo indica come le sue

risorse trasformate sono posizionate l'una rispetto all'altra e come i suoi vari compiti siano assegnati a

queste risorse di trasformazione. Se il layout si rivela errato, può portare a modelli di flusso troppo lunghi o

confusi, code dei clienti, tempi lunghi del processo, operazioni inflessibili, flusso imprevedibile e costi

elevati. (come supermercato: come disporre le merci per fare in modo di non creare confusione,

biblioteca).

Tipi di layout

1. Basato sul prodotto: tipico di produzione di linea, consente di allineare le risorse in modo

sequenziale, in base ai passaggi necessari per realizzare un prodotto o fornire un servizio. Linee

dedicate al prodotto preciso, collegate una all'altra in linea

2. Funzionale: si divide le stazioni in base a funzioni e lavorazioni che si fa (verniciatura, foratura.)

3. A celle: si divide lo spazio in sotto fabbriche (sottoinsieme di prodotti con requisiti simili) dedicate a

un certo prodotto

4. Posizione fissa: le risorse produttive vengono spostate nel punto in cui il prodotto viene realizzato o

viene fornito il servizio.

Si possono avere piu layout insieme, ad esempio ristorante: fissa per i tavoli dei camerieri o celle se si ha il

buffet (si ha tavoli dedicati ai primi, secondi ecc.), in caso di tipo mensa si ha il layout lineare, funzionale in

caso di cucine (divisa per le lavorazioni).

Bilanciare una linea: piu diffusi sono a loti o linea, in entrami casi la seconda cosa che si fa per cercare di

capire l'azienda (pulizia confusione per l'ingegnere gestionale)

Bilanciamento della linea

i tempi coordinati tra una lavorazione e l'altra. Quando si ha il tempo diverso il ritmo con cui i prodotti

escono è dettato dalla stazione piu lenta, le altre devono aspettare, questa differenza si puo addizionare e

ottenere il tempo complessivo perso, è un’inefficienza e sbilanciamento. Si studia secondo seguente

procedura:

1. Serve un dato di input, cioe l’identificazione delle fasi/passaggi delle singole lavorazioni che subisce il

prodotto, le loro relazioni e i tempi richiesti (spesso la stima del tempo è molto difficile)

2. Bisogna sapere anche le precedenze (la sequenza delle lavorazioni) che devono essere rispettati

3. Bisogna rispettare anche la quantità di prodotti che bisogna fare


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41

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1.53 MB

AUTORE

Tito.a

PUBBLICATO

5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Tito.a di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologia dei cicli produttivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Tarabella Angela.

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